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| "Diritti di partecipazione e referendum propositivo. Integrazione e modifica degli articoli 8, 15, 17, 18, 19 e 20 dello Statuto del Comune di Torino" PORCINO Giovanni (Presidente) La Conferenza dei Capigruppo, riunita al banco della Presidenza, ha concordato di procedere comunque all'esame della proposta di deliberazione di oggi. Riprendiamo l'esame della seguente proposta di deliberazione di iniziativa popolare n. mecc. 201505581/002, presentata in data 28 agosto 2015, avente per oggetto: "Diritti di partecipazione e referendum propositivo. Integrazione e modifica degli articoli 8, 15, 17, 18, 19 e 20 dello Statuto del Comune di Torino" PORCINO Giovanni (Presidente) Consiglieri Marrone, Tronzano, Viale e Cassiani, la seduta così è ingestibile, vi chiedo di rimanere seduti e possibilmente in silenzio. Oggi abbiamo anche un pubblico nutrito che assiste e che potrebbe farsi un'idea scorretta della gestione ordinaria dell'Aula in Sala Rossa, che, generalmente, invece è piuttosto ordinata. La parola al Consigliere Paolino. PAOLINO Michele Io avevo chiesto la parola anche per aiutarla nel provare a ricondurre l'Aula al suo ruolo, che non è quello del chiacchiericcio, ma del confronto e del dibattito sui provvedimenti. Il provvedimento che stiamo per portare in votazione e che è in discussione in questo momento è molto importante per una serie di ragioni. La prima è che nasce da un'iniziativa popolare e, quando siamo di fronte a momenti del genere, credo si celebri nella maniera più alta, cioè attraverso la forma diretta, l'esercizio della democrazia e sia importante riconoscerlo. Quindi, noi abbiamo analizzato e seguito con attenzione questo provvedimento, proprio perché veniva proposto da moltissimi cittadini che hanno utilizzato gli strumenti che il nostro Statuto mette loro a disposizione per fare questa proposta. Il secondo motivo dell'importanza di questo provvedimento è proprio il merito. Noi andiamo ad introdurre un elemento nuovo nell'Ordinamento Comunale che è quello del referendum propositivo, cioè permettere a cittadini che lo desiderano di avanzare proposte e sottoporle all'attenzione della cittadinanza, del corpo elettorale. Questo è un aspetto che non è folclore, non è scimmiottare istituti analoghi che avvengono in altre parti, in particolare nella tanto declamata Svizzera, ma è un proseguimento di una storia che appartiene a questa città, che è una storia di partecipazione. Io penso all'esperienza dei Comitati spontanei degli anni Settanta e penso al lavoro che abbiamo fatto insieme rispetto all'immaginare forme di partecipazione che coinvolgano i cittadini, anche nella gestione diretta e anche nell'elaborazione politica ed amministrativa. Penso a quanto lavoro facciamo con i corpi intermedi di questa città. Oggi, noi diamo questo strumento nelle mani di tutti i cittadini e questo è un elemento fondamentale che non può passare nell'indifferenza. Il terzo elemento è il lavoro che è stato fatto per rendere questo strumento serio. La proposta che noi abbiamo avanzato insieme al Consigliere Viale è quella di alzare il quorum, perché non condividevamo le motivazioni dei proponenti che dicevano che, poiché c'è una disabitudine, una disaffezione rispetto alla politica e che sempre meno gente va a votare, allora abbassiamo il quorum. Invece, un'iniziativa del genere serve proprio per aumentare la partecipazione al momento elettorale e, quindi, va tenuto conto di un quorum adeguato. Il 25% è già un quorum serio e importante, per cui se viene sottoposto un quesito e a questo quesito partecipa, esprimendo un sì o un no, il 25% dei torinesi vuol dire che il problema è sentito; sotto quella soglia, vorrebbe dire che il tema di per sé appartiene ad una minoranza e quindi non avrebbe senso che quella proposta avesse seguito. Per tutte queste ragioni, riteniamo che quello che si celebra oggi sia un momento alto di questa tornata amministrativa; noi raggiungiamo un obiettivo che in altre occasioni non è stato perseguito ed è una chiara espressione della volontà di questo Consiglio. Quindi, io mi auguro che ci siano i voti necessari per la modifica statutaria, ma che ci sia anche un ampio consenso su questo provvedimento, perché è un segno di maturità il fatto che il Consiglio ceda un po' della propria sovranità e la restituisca ai cittadini, dando loro una possibilità che, per essere esercitata, ha bisogno di un quorum molto alto di firme e di un quorum molto alto rispetto all'esito elettorale (quindi ci sono alcuni passaggi), e che dica, quindi, che gli interessa sapere anche quali sono le proposte che i cittadini vogliono formulare. È un segno di grande maturità e di grande avanzamento democratico da parte del Consiglio Comunale e della Città nel suo insieme. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola al Consigliere Trombotto. TROMBOTTO Maurizio Io sono tra quelle numerose cittadine e numerosi cittadini che hanno sottoscritto la proposta e condivido le parole del Capogruppo del Partito Democratico, Michele Paolino, rispetto all'importanza del momento del dibattito - visto che è desiderato lo scambio dell'atto di pace - e delle votazioni che seguiranno, in quanto la proposta di deliberazione di iniziativa popolare che discutiamo quest'oggi è un esempio concreto, importante e significativo di partecipazione popolare. Lo è, a maggior ragione, come diceva il Consigliere Paolino, nella Città di Torino che è stata - purtroppo, in questo caso, occorre parlare al passato - una delle culle della partecipazione democratica nelle istituzioni, legata anche credo alle dinamiche sociali, economiche ed urbanistiche che hanno caratterizzato questa città nel momento in cui questa è stata oggetto quasi del raddoppio della propria popolazione, dove quindi vi sono state spinte importanti e significative da parte della cittadinanza che chiedeva opere di urbanizzazione primaria e secondaria, scuole, trasporti, casa in un momento in cui, fortunatamente, perlomeno il lavoro risultava essere garantito. Da allora sono passati molti anni, la partecipazione è stata oggetto di una sua istituzionalizzazione e non riprendo un dibattito ed una discussione che abbiamo già fatto anche recentemente all'interno di quest'Aula, quando si è proceduto a modificare anche in quel caso lo Statuto, ma anche il Regolamento del Decentramento, tentando anche in quel caso e rispetto agli aspetti positivi che io voglio cogliere in quel tentativo, di tentare anche di riformare e di rafforzare la partecipazione da parte dei cittadini. Ora, dico questo perché l'atto che oggi discutiamo e che ci accingiamo a votare va a completare almeno quella parte della riforma delle Circoscrizioni, quella parte che noi come Gruppo consiliare continuiamo a giudicare positivamente, differentemente da altre parti che hanno, poi, portato ad un'espressione di voto contraria rispetto alla cosiddetta Riforma del Decentramento. Per venire, però, velocemente al merito della proposta che discutiamo quest'oggi, il Consigliere Paolino ha già parlato del referendum propositivo e io voglio solamente richiamare l'attenzione e soffermarmi su alcune altre parti della proposta, che sono anche esse ugualmente e significativamente importanti, come l'inserimento di un comma che consente l'esercizio dei diritti di partecipazione da parte della cittadinanza anche in forma telematica. Finalmente, anche dal punto di vista istituzionale, formale, regolamentare e statutario si prende atto di quello che risulta essere ormai sempre più il diffuso uso degli strumenti dei social network e della tematica in generale. Così come io credo che sia importante, all'interno sempre della proposta, la formulazione di una riduzione del numero di cittadini che possano avanzare una proposta di referendum abrogativo, per consentire una maggiore partecipazione, con una riduzione da 20.000 a 10.000, così come anche un quorum che può apparentemente apparire come limitato e come modesto, ma che anch'esso, invece, è figlio di quella volontà di consentire una concreta partecipazione da parte dei cittadini, quale quello - almeno nella proposta così come è stata esplicitata, per la quale sono state raccolte le firme - che prevede il 5% dei votanti all'ultima consultazione comunale della Città di Torino affinché il referendum propositivo possa essere avanzato. Interessante anche - e mi avvio alla conclusione - il meccanismo che va a vincolare e ad impegnare il Consiglio Comunale nel dare, comunque, delle risposte ai proponenti, nel discutere i temi oggetto di un referendum propositivo sia nel caso in cui questo venga poi approvato da parte del corpo elettorale, da parte della cittadinanza, ma anche nel caso in cui questo venga denegato, di modo che comunque ci possa essere un dibattito, una discussione e una risposta che venga formulata da parte di questo consesso. Sottraendo al numero elevato di cittadine e di cittadini che hanno ritenuto di sottoscrivere questa proposta, una singola unità, cioè il sottoscritto, perché evidentemente non voglio autoringraziarmi, voglio ringraziare tutte quelle altre cittadine e quei cittadini che hanno dedicato tempo, disponibilità e capacità a formulare questo tipo di proposta, che oggi io credo fermamente che verrà approvata (con le modifiche eventualmente che verranno introdotte), che consente un salto di qualità importante nella vita democratica e nella partecipazione e nelle istituzioni da parte della cittadinanza. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola al Consigliere Bertola. BERTOLA Vittorio Io sono molto contento di vedere qui oggi questa proposta di deliberazione, non solo perché in generale trovo positivo quando ci sono deliberazioni di iniziativa popolare, in cui sono i cittadini a prendere l'iniziativa, ma proprio perché questo è un argomento che il Movimento 5 Stelle ha sempre portato avanti (forse, addirittura, è stato uno di quelli su cui si è formato, per cui ha iniziato ad esistere), cioè l'argomento di rimettere nelle mani dei cittadini la possibilità di intervenire direttamente, anche se in casi particolari, comunque, nella gestione della cosa pubblica. Mi spiace anche che il nostro Regolamento non consenta, come è stato fatto, invece, in altri Consigli Comunali, che siano i cittadini stessi, i firmatari, a presentare la proposta di deliberazione all'Aula, perché anche quello sarebbe stato un elemento simbolico importante e credo che, magari, questo potrebbe essere un oggetto di riflessione in futuro per i nostri Regolamenti. La nostra posizione, ovviamente, sarà favorevole. Il Movimento 5 Stelle è stato anche tra coloro che hanno raccolto le firme; peraltro, 6.500 in meno di quattro mesi è anche un numero di firme molto elevato, che, all'inizio, sembrava forse anche un po' impossibile. Devo dire, però, che questa è stata anche in parte una scelta voluta del Movimento 5 Stelle, come di altri: non abbiamo voluto presentare questa proposta di deliberazione come un'iniziativa nostra, ma abbiamo voluto lasciare che fossero quei cittadini, che non sono affatto riconoscibili ed identificabili interamente nel Movimento 5 Stelle, ma anche in altri Gruppi politici (ci sono l'Associazione Aglietta, i Comitati di vario genere, i Comitati referendari dell'acqua, ci sono veramente persone dalle idee più diverse che si sono unite per rivendicare il fatto che i cittadini abbiano la possibilità di determinare in maniera più diretta le decisioni e l'attività amministrativa su alcuni argomenti). Ovviamente, noi saremmo per approvare la proposta di deliberazione così come è stata presentata. In particolare, sul tema del quorum, noi, a differenza di quello che diceva il Consigliere Paolino, riteniamo invece che sia giusto che il quorum non esista o sia comunque il più basso possibile, perché riteniamo che sia giusto che chi partecipa abbia un peso, mentre chi sceglie anche liberamente e legittimamente di non partecipare ad una consultazione su un determinato argomento, però, debba accettare che la sua opinione non conti e che conti, invece, l'opinione di chi si informa, si interessa e fa lo sforzo - se vogliamo chiamarlo "sforzo" - di venire a votare ed esprimere la sua opinione sull'argomento. A questo punto, ovviamente, essendo in un'Aula in cui noi siamo soltanto due Consiglieri su 41, ci rimettiamo alla scelta della maggioranza dell'Aula su questo specifico punto, che mi pare l'unico rimasto aperto e anche con una divisione tra le diverse forze politiche. Per il resto, e sono molto contento di questo, abbiamo trovato grande interesse da parte di tutte le forze politiche. Adesso, speriamo che il voto si possa concludere già oggi in prima istanza con il raggiungimento della maggioranza qualificata di 27 Consiglieri di tutte le forze politiche, di maggioranza, di opposizione, del Movimento 5 Stelle, del centrodestra. Quindi, invitiamo tutte le forze politiche a votare favorevolmente a questa proposta di deliberazione, perché credo che sarebbe un bel segnale, proprio di democrazia, verso la cittadinanza se tutto il Consiglio Comunale nel suo insieme, all'unanimità, riconoscesse l'importanza di strumenti di partecipazione, che, peraltro, sono molto comuni e molto utilizzati molto più che da noi in tanti altri Paesi europei, che però rappresentano comunque un elemento fondamentale della democrazia. In questo caso, non necessariamente va contro la democrazia rappresentativa o sminuisce il valore dei rappresentanti eletti, ma semmai completa il lavoro che fanno quotidianamente i Consiglieri Comunali e gli altri rappresentanti elettivi dei cittadini. Quindi, auspichiamo veramente che tutte le forze politiche possano votare questa proposta di deliberazione, senza farne oggetto né di campagna elettorale, né di schermaglie tattiche politiche. Questo - lo dico per il Consigliere Marrone - è anche il motivo per cui personalmente noi abbiamo mantenuto il numero legale quando è stato chiesto prima, perché troviamo anche giusto che, nel momento in cui 6.500 persone raccolgono le firme, si danno da fare e portano questa proposta di deliberazione, il Consiglio Comunale la possa discutere e che questa discussione non venga etichettata come una discussione di maggioranza, di opposizione, o di alleanza politica, ma veramente come una discussione di tutte le forze politiche e di tutta la democrazia. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola, sull'ordine dei lavori, al Consigliere Ricca. RICCA Fabrizio Prima di intervenire politicamente, volevo chiedere come avviene la votazione. Ovvero, c'è bisogno di una maggioranza qualificata a 27? Volevo capire se, come per lo Statuto, potevano esserci due votazioni a 21. Lo chiedo anche per avere un quadro di quello che potrebbe succedere oggi, tanto, per votarla lunedì prossimo, la votiamo oggi comunque, così siamo sicuri che poi la cosa passi. PORCINO Giovanni (Presidente) In prima votazione, in primo scrutinio, in prima lettura è previsto il quorum dei due terzi dei Consiglieri, e quindi 27; qualora non ci fosse questo quorum, in sedute separate - e quindi non oggi -, due successive votazioni a maggioranza semplice e quindi 21, essendo modifica statutaria. Quand'anche in caso di votazione nella giornata odierna non ci fossero i 27, si può comunque approvare in due sedute successive con maggioranza 21. La parola, sul merito, al Consigliere Ricca. RICCA Fabrizio Inizio il mio intervento annunciando il voto favorevole del Gruppo Lega Nord per un motivo semplicissimo: credo che dare la possibilità di potersi esprimere ai cittadini sia la base della democrazia; quindi, io sono convintissimo che aggiungere la possibilità di poter proporre e fare un referendum consultivo possa fare il bene anche di quest'Aula, anche perché troppo spesso ci siamo trovati di fronte a delle scelte, fatte da parte dell'Amministrazione, che non erano condivise dalla cittadinanza, o magari da una porzione di territorio interessata da quelle scelte, e che poi, a colpi di maggioranza, sono state comunque approvate e portate avanti. Presidente, io porto un esempio semplicissimo, quello del suk in via Bologna: se noi avessimo interpellato la cittadinanza, ci avrebbe detto che il suk lì non era da fare. Probabilmente, se avessimo interpellato tutti i torinesi, i torinesi ci avrebbero detto che il suk non era da fare; o, se ai torinesi avessimo chiesto nel 2011 cosa ne pensavano dell'aumento del biglietto del pullman da 1 Euro a 1,50 Euro, probabilmente ci avrebbero detto di trovare un'altra soluzione per far fronte a quelle che erano le difficoltà di GTT, ma non di aumentare il costo del biglietto del pullman. Questi sono degli esempi, diversi tra di loro, che però vanno nella stessa direzione, che dimostrano che tante volte scelte non condivise e forzate da quest'Aula a colpi di maggioranza poi si rivelano sconvenienti per la cittadinanza. Io sono contento che qualcuno si sia speso per presentare una proposta di deliberazione di questo tipo; noi avremmo comunque provato a fare politicamente qualcosa di simile con la nuova tornata amministrativa, perché chiaramente un atto di questo tipo, fatto a fine mandato, sa molto di campagna elettorale. Quindi, io ringrazio i cittadini, che si sono spesi e che hanno permesso oggi di fare questa discussione. Presidente, visto che, se dovesse essere rinviata, verrebbe rinviata solo a lunedì prossimo, io chiederei di votare comunque la proposta di deliberazione, anche se non ci fossero i 27 voti favorevoli per poterla approvare, cosicché, in tutti i casi, saremo sicuri di poterla approvare lunedì prossimo con la seconda votazione. Non cambia niente nell'economia del Consiglio, però un voto favorevole sicuramente è un segnale positivo per chiedere più democrazia. PORCINO Giovanni (Presidente) Ho iscritti per gli interventi, sull'ordine dei lavori, il Consigliere Liardo e poi, nel merito, i Consiglieri Viale e Tronzano. La parola al Consigliere Liardo. LIARDO Enzo Volevo solo aggiungere un particolare tecnico. Al contrario del Consigliere Ricca del Gruppo Lega Nord, a me piacerebbe fosse votata e fosse una cosa condivisa da maggioranza ed opposizione in una votazione unica. Questa esigenza è venuta avanti da parte di alcuni Consiglieri della minoranza, che, oggi come oggi - non ne conosco le ragioni, però volevo sottolinearlo -, sarebbero disposti a votarla la prossima settimana, cosa che non farebbero adesso. Io preferirei che una proposta di deliberazione così importante, che cambia il Regolamento, fosse condivisa da tutta la maggioranza e la minoranza. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). È una ragione tecnica che non mi compete. Io dico solo che potremmo anche immaginare di votarla la prossima settimana in un'unica votazione, con l'adesione di tutta la minoranza, e già alla prima votazione sarebbe bello condividerla con 27 voti. PORCINO Giovanni (Presidente) È una legittima osservazione la sua, l'abbiamo già affrontata in Conferenza dei Capigruppo, decidendo - mi sembra - di proseguire comunque, nell'iter, nell'esame di oggi. La parola al Consigliere Viale. VIALE Silvio Per quanto riguarda la votazione, credo che oggi, stanti le dichiarazioni di voto dei Gruppi, i 27 voti li avremmo senza difficoltà. In ogni caso, essendo ormai alla fine della tornata amministrativa, credo che sia giusto votare. Io prima proponevo di rinviare, perché c'erano alcune perplessità su quale punto di mediazione trovare e, su questo, non è una settimana che sposta il problema. Nel momento in cui, invece, la mediazione attuale trovasse concordi - poi può piacere di più o di meno -, farebbe fare dei passi avanti alla Città, perché io non devo spendere particolari parole per dire quanto sia favorevole ai referendum e al fatto che i cittadini si pronuncino. In questa tornata amministrativa abbiamo modificato il periodo dei referendum, perché ricordo ai Colleghi che prima i referendum si potevano fare soltanto tra il 15 giugno e il 15 luglio, cioè in un periodo in cui praticamente equivaleva a non dare alcuna possibilità di ottenere un risultato, se non a fronte di un plebiscito scandalistico di quelli clamorosi. Quindi, bisogna un po' sganciare lo strumento del referendum e tutti gli strumenti di partecipazione da una dinamica temporale maggioranza e opposizione o chi governa e chi è all'opposizione, perché in realtà sono strumenti di garanzia per tutti. Poi è ovvio che un referendum promosso, molto spesso è promosso da alcuni gruppi di opposizione, ma non è così sempre, e va contro magari un'impostazione di maggioranza, ma spessissimo il referendum ha dimostrato di affrontare temi trasversali che proprio le forze politiche, per le dinamiche, non sono in grado di affrontarli in quanto tali. Ecco perché io non vedo contrarietà. Il modello mio rimane quello svizzero, in cui su ogni argomento vota chi va a votare, e chi non va a votare lascia che chi va a votare decida, cioè, di fatto, è una sorta di delega a chi partecipa. Detto questo, credo che oggi, introducendo il referendum propositivo nel nostro Statuto, facciamo un passo avanti; nell'individuare nel 25% degli aventi diritto il quorum, è ovvio che, come tutte le schedine e tutti i numeri, si poteva tirare al ribasso, al rialzo, eccetera, mi sembra che sia un punto di equilibrio che in questo momento rappresenta il sentimento più unitario e comune del Consiglio Comunale, ovviamente non dei proponenti, dei cittadini che hanno firmato, i quali hanno firmato su un altro numero, però alla fine è il Consiglio Comunale che decide. Questo è il punto. È possibile che magari uno dei primi referendum proposti sia proprio quello di eliminare il quorum, però lascerei questo al futuro. Io mi accontento oggi che la proposta di deliberazione passi con un'ampia condivisione, i 27 voti ci sono, nel senso che gran parte dei Gruppi di opposizione hanno annunciato di voler votare a favore, come i Gruppi di maggioranza, quindi penso che ci siano. Non dovessero esserci, per qualche infortunio, abbiamo due votazioni, dove, a parte i 21, possono benissimo essere recuperati tutti i voti dei Consiglieri che oggi non ci sono; questo vuol dire che, nel giro del mese di febbraio, mal che vada, avremo comunque il nostro referendum propositivo nello Statuto. Volevo solo ricordare al Consigliere Liardo che oggi noi modifichiamo lo Statuto, non modifichiamo il Regolamento attuativo, che invece è di competenza del Consiglio Comunale e che prevede altre cose. I meccanismi con i quali si raccolgono le firme e si procede rimangono sostanzialmente immodificati, quello che si introduce è davvero la novità del referendum propositivo, che mi pare sia la cosa più importante, al di là di come poi venga trovato l'equilibro burocratico amministrativo nella sua attuazione. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola al Consigliere Tronzano. TRONZANO Andrea Il Gruppo Forza Italia voterà favorevolmente a questa proposta di deliberazione di iniziativa popolare; naturalmente, però, vuole mettere in evidenza a verbale tre piccole considerazioni. La prima di queste è che nessuno di noi abdica alla democrazia rappresentativa, nel senso che noi crediamo fortemente che il Consiglio Comunale rappresenti in maniera istituzionalmente corretta le esigenze della popolazione; probabilmente siamo noi politici che non riusciamo a dare attenzioni sufficienti ai cittadini, che sono costretti ad organizzarsi in una maniera diversa, attraverso Comitati spontanei o altro. Questo è un po' un baco che oggi voglio manifestare a verbale, perché a uno come me, che crede fortemente nella democrazia rappresentativa, dispiace che i cittadini si debbano organizzare diversamente per ottenere dei loro diritti. Questo, però, fa il paio con la curiosità che ho, ovvero che il Partito Democratico oggi appoggi una deliberazione - lo fa legittimamente e giustamente -, però quando sa benissimo che all'interno di questa Città non sta dando risposte adeguate alle esigenze dei cittadini in alcune zone della città, e faccio un esempio per tutti, il MOI, oppure faccio un altro esempio, il suk di via Monteverdi. Ci sono diverse realtà, all'interno di questa città, a cui questa maggioranza non sta dando risposte; quindi, il fatto che voti positivamente a questa proposta di deliberazione è sicuramente una cosa positiva e sicuramente è uno stimolo che si autoassume la stessa maggioranza per fare qualcosa di più e di meglio, ma sicuramente un po' di curiosità da parte mia in questo voto la voglio manifestare. La terza ed ultima considerazione, Presidente, è il fatto che questa maggioranza oggi credo sia composta ormai da 29 componenti, quindi sarebbe assolutamente autosufficiente per autovotarsi questa proposta di deliberazione, ma ancora oggi, nonostante questi 29 componenti della maggioranza, l'opposizione è costretta a dare manforte. Naturalmente lo diciamo in maniera positiva, in maniera anche di compiacimento, perché non è che lo facciamo controvoglia o con scarso interesse, ma lo facciamo volontariamente e scientemente, però volevo far notare a verbale che, nonostante i 29 componenti, la maggioranza non è autosufficiente e quindi, per avere 27 voti, deve avere l'ausilio dell'opposizione e, in particolare, sia del Gruppo Forza Italia, sia del Gruppo Lega Nord. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola alla Consigliera Appendino. APPENDINO Chiara Sarò molto breve, perché mi ritrovo pienamente in quel che ha detto il mio Collega nel suo intervento, ma anche nelle cose che sono state dette da altri Consiglieri di maggioranza prima di me. Vorrei solo in parte rispondere a quello che diceva il Consigliere Tronzano. Io non credo che esista una dicotomia tra democrazia rappresentativa e democrazia diretta, per cui, in qualche modo, un elemento tolga all'altro; penso che ancor di più in un momento come questo, in cui c'è forte sfiducia nelle Istituzioni e c'è comunque una voglia di partecipare e di ascolto, che in parte, per responsabilità di tutti, è rimasta disattesa e inascoltata, sia ancora più importante affiancare alla democrazia rappresentativa degli strumenti di democrazia diretta, e quindi strumenti che incentivino non solo i cittadini a ottenere una delega da parte della politica su una scelta, ma anche a farsi carico dei problemi. Ricordiamoci che anche l'iter di questa proposta di deliberazione dei cittadini - e secondo me è molto bello il fatto che siano stati dei cittadini a chiedere di inserire all'interno dello Statuto degli strumenti di maggiore partecipazione per i cittadini stessi - chiede ai cittadini stessi di fare degli sforzi, perché bisogna raccogliere delle firme, bisogna essere presenti sul territorio, raccontare cosa si sta facendo, e questo è molto importante perché, dal mio punto di vista, riavvicina i cittadini alla politica, a farsi carico dei problemi della città e a diventare parte integrante delle Istituzioni, cosa che, dal mio punto di vista, manca molto. Io non ripeto quello che è già stato detto. Penso che sia molto importante che questa Città introduca lo strumento del referendum propositivo - come, tra l'altro, hanno già fatto altre Città prima di noi -, sia un bel segnale e sia importante farlo adesso e mi auguro che questo strumento venga utilizzato non tanto perché, a differenza di quel che forse diceva il Consigliere Viale, secondo me non è uno strumento di maggioranza o di opposizione, anzi, è uno strumento che sarà a tutela di tutti, è uno strumento che potrà essere utilizzato dai cittadini e che io spero verrà utilizzato spesso dai cittadini. Dal mio punto di vista, sarebbe una bella vittoria se già nel prossimo mandato si potesse provare a vedere che cosa succede con questo referendum propositivo che viene introdotto oggi. Quindi, io mi auguro che l'Aula lo voti e che si possa al più presto sperimentare questa nuova forma di partecipazione. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola al Consigliere La Ganga. LA GANGA Giuseppe Mi dispiace turbare questa atmosfera mielosa, ma francamente io ho moltissime perplessità su questa proposta di deliberazione, le ho dette in Gruppo e le dico qui. Intanto, sostenere che fissare il quorum a 25 o a 33 è fissare un quorum altissimo significa dire una cosa vera e falsa nello stesso tempo, perché, se poi la prassi è di associare il referendum ad altre elezioni, voi capite benissimo che il quorum viene sempre raggiunto, quindi 33 è un quorum bassissimo se quella è la prassi. D'altra parte, sarebbe assurdo non avere quella prassi, visto che i costi di una consultazione referendaria sono assai rilevanti. Quindi, è una presa in giro dire che 25 o 33 è un quorum altissimo. Detto questo, le forme di partecipazione garantite dai referendum abrogativi e dai referendum consultivi sono altamente significative e fortemente utili e io le ho sempre sostenute. Introdurre l'idea del referendum propositivo comporta un salto di qualità nella cultura della nostra democrazia. Si introducono principi di democrazia diretta che piaceranno tanto alla Consigliera Appendino, ma che sono l'anticamera della demagogia e, come dicevano gli antichi greci, della oclocrazia, anche se è una parola che merita una traduzione che vi risparmio ad altra sede. Io non vorrei fare il profeta e segnalarvi che nella prossima tornata amministrativa chi avrà l'onore di essere qui si dovrà misurare presumibilmente con una proposta di referendum propositivo sui Rom o su qualche altra materia di particolare delicatezza e sensibilità, in cui non è affatto vero che il ricorso all'opinione della cosiddetta "gente" sia, di per sé, garanzia di decisioni più equilibrate, più serene, più giuste e più corrispondenti agli interessi della nostra comunità. Ma questa è la moda e quindi, di fronte alla moda, non c'è nessuno che abbia il coraggio di dire la verità. Questa è la mia verità, che naturalmente non pretendo sia la verità di tutti quanti, però ci tenevo che risultasse agli atti di questo Consiglio. PORCINO Giovanni (Presidente) Non ho altri Colleghi iscritti per l'intervento, quindi possiamo procedere con l'esame degli emendamenti. L'emendamento n. 1, presentato dal Presidente Porcino, dal Vicepresidente Vicario Magliano e dal Vicepresidente Cuntrò, recita: PORCINO Giovanni (Presidente) Si tratta di uno degli emendamenti cosiddetti "tecnici", sottoscritto dall'Ufficio di Presidenza. In questo caso specifico, recepisce i pareri delle Circoscrizioni. Non essendoci richieste d'intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 1: presenti 25, favorevoli 25. L'emendamento n. 1 è approvato. PORCINO Giovanni (Presidente) L'emendamento n. 2, presentato dai Consiglieri Curto e Trombotto, recita: PORCINO Giovanni (Presidente) Non essendoci richieste d'intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 2: presenti 23, astenuti 2, favorevoli 21. L'emendamento n. 2 è approvato. PORCINO Giovanni (Presidente) L'emendamento n. 3, presentato dai Consiglieri Curto e Trombotto, recita: PORCINO Giovanni (Presidente) Non essendoci richieste d'intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 3: presenti 24, astenuti 4, favorevoli 20. L'emendamento n. 3 è approvato. PORCINO Giovanni (Presidente) L'emendamento n. 4, presentato dal Presidente Porcino, dal Vicepresidente Vicario Magliano e dal Vicepresidente Cuntrò, recita: PORCINO Giovanni (Presidente) Si tratta di un altro degli emendamenti cosiddetti "tecnici". Non essendoci richieste d'intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 4: presenti 24, astenuti 4, favorevoli 20. L'emendamento n. 4 è approvato. PORCINO Giovanni (Presidente) L'emendamento n. 5, presentato dai Consiglieri Paolino e Viale, recita: PORCINO Giovanni (Presidente) Non essendoci richieste d'intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 5: presenti 26, astenuti 1, favorevoli 23, contrari 2. L'emendamento n. 5 è approvato. PORCINO Giovanni (Presidente) L'emendamento n. 6, presentato dai Consiglieri Paolino e Viale, recita: PORCINO Giovanni (Presidente) Non essendoci richieste d'intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 6: presenti 29, favorevoli 26, contrari 3. L'emendamento n. 6 è approvato. PORCINO Giovanni (Presidente) L'emendamento n. 7, presentato dai Consiglieri Curto e Trombotto, recita: PORCINO Giovanni (Presidente) Non essendoci richieste d'intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 7: presenti 25, astenuti 3, favorevoli 22. L'emendamento n. 7 è approvato. PORCINO Giovanni (Presidente) L'emendamento n. 8, presentato dai Consiglieri Curto e Trombotto, recita: PORCINO Giovanni (Presidente) Non essendoci richieste d'intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 8: presenti 25, astenuti 3, favorevoli 22. L'emendamento n. 8 è approvato. PORCINO Giovanni (Presidente) L'emendamento n. 9, presentato dal Presidente Porcino, dal Vicepresidente Vicario Magliano e dal Vicepresidente Cuntrò, recita: PORCINO Giovanni (Presidente) Si tratta di un altro degli emendamenti tecnici a firma dell'Ufficio di Presidenza. Non essendoci richieste d'intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 9: presenti 25, astenuti 3, favorevoli 22. L'emendamento n. 9 è approvato. PORCINO Giovanni (Presidente) L'emendamento n. 10, presentato dal Presidente Porcino, dal Vicepresidente Vicario Magliano e dal Vicepresidente Cuntrò, recita: PORCINO Giovanni (Presidente) Anche questo è un emendamento tecnico. Non essendoci richieste d'intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 10: presenti 25, astenuti 3, favorevoli 22. L'emendamento n. 10 è approvato. PORCINO Giovanni (Presidente) Passiamo alla proposta di deliberazione. Se non ci sono interventi per dichiarazioni di voto, procediamo con la votazione. Vale la premessa svolta in precedenza, maggioranza richiesta: due terzi dei Consiglieri. Non essendoci altre richieste d'intervento, pongo in votazione la proposta di deliberazione così emendata: presenti 29, astenuti 2, favorevoli 27. La proposta di deliberazione è approvata. |