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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 22 Febbraio 2016 ore 10,00
Paragrafo n. 21
DELIBERAZIONE DI INIZIATIVA POPOLARE 2015-05581
DIRITTI DI PARTECIPAZIONE E REFERENDUM PROPOSITIVO. INTEGRAZIONE E MODIFICA DEGLI ARTICOLI 8, 15, 17, 18, 19 E 20 DELLO STATUTO DEL COMUNE DI TORINO.
Interventi
"Diritti di partecipazione e referendum propositivo. Integrazione e modifica degli
articoli 8, 15, 17, 18, 19 e 20 dello Statuto del Comune di Torino"

PORCINO Giovanni (Presidente)
La Conferenza dei Capigruppo, riunita al banco della Presidenza, ha concordato di
procedere comunque all'esame della proposta di deliberazione di oggi.
Riprendiamo l'esame della seguente proposta di deliberazione di iniziativa popolare n.
mecc. 201505581/002, presentata in data 28 agosto 2015, avente per oggetto:

"Diritti di partecipazione e referendum propositivo. Integrazione e modifica degli
articoli 8, 15, 17, 18, 19 e 20 dello Statuto del Comune di Torino"


PORCINO Giovanni (Presidente)
Consiglieri Marrone, Tronzano, Viale e Cassiani, la seduta così è ingestibile, vi chiedo
di rimanere seduti e possibilmente in silenzio. Oggi abbiamo anche un pubblico nutrito
che assiste e che potrebbe farsi un'idea scorretta della gestione ordinaria dell'Aula in
Sala Rossa, che, generalmente, invece è piuttosto ordinata.
La parola al Consigliere Paolino.

PAOLINO Michele
Io avevo chiesto la parola anche per aiutarla nel provare a ricondurre l'Aula al suo
ruolo, che non è quello del chiacchiericcio, ma del confronto e del dibattito sui
provvedimenti. Il provvedimento che stiamo per portare in votazione e che è in
discussione in questo momento è molto importante per una serie di ragioni. La prima è
che nasce da un'iniziativa popolare e, quando siamo di fronte a momenti del genere,
credo si celebri nella maniera più alta, cioè attraverso la forma diretta, l'esercizio della
democrazia e sia importante riconoscerlo. Quindi, noi abbiamo analizzato e seguito con
attenzione questo provvedimento, proprio perché veniva proposto da moltissimi
cittadini che hanno utilizzato gli strumenti che il nostro Statuto mette loro a
disposizione per fare questa proposta.
Il secondo motivo dell'importanza di questo provvedimento è proprio il merito. Noi
andiamo ad introdurre un elemento nuovo nell'Ordinamento Comunale che è quello del
referendum propositivo, cioè permettere a cittadini che lo desiderano di avanzare
proposte e sottoporle all'attenzione della cittadinanza, del corpo elettorale. Questo è un
aspetto che non è folclore, non è scimmiottare istituti analoghi che avvengono in altre
parti, in particolare nella tanto declamata Svizzera, ma è un proseguimento di una storia
che appartiene a questa città, che è una storia di partecipazione.
Io penso all'esperienza dei Comitati spontanei degli anni Settanta e penso al lavoro che
abbiamo fatto insieme rispetto all'immaginare forme di partecipazione che coinvolgano
i cittadini, anche nella gestione diretta e anche nell'elaborazione politica ed
amministrativa. Penso a quanto lavoro facciamo con i corpi intermedi di questa città.
Oggi, noi diamo questo strumento nelle mani di tutti i cittadini e questo è un elemento
fondamentale che non può passare nell'indifferenza.
Il terzo elemento è il lavoro che è stato fatto per rendere questo strumento serio. La
proposta che noi abbiamo avanzato insieme al Consigliere Viale è quella di alzare il
quorum, perché non condividevamo le motivazioni dei proponenti che dicevano che,
poiché c'è una disabitudine, una disaffezione rispetto alla politica e che sempre meno
gente va a votare, allora abbassiamo il quorum. Invece, un'iniziativa del genere serve
proprio per aumentare la partecipazione al momento elettorale e, quindi, va tenuto conto
di un quorum adeguato. Il 25% è già un quorum serio e importante, per cui se viene
sottoposto un quesito e a questo quesito partecipa, esprimendo un sì o un no, il 25% dei
torinesi vuol dire che il problema è sentito; sotto quella soglia, vorrebbe dire che il tema
di per sé appartiene ad una minoranza e quindi non avrebbe senso che quella proposta
avesse seguito.
Per tutte queste ragioni, riteniamo che quello che si celebra oggi sia un momento alto di
questa tornata amministrativa; noi raggiungiamo un obiettivo che in altre occasioni non
è stato perseguito ed è una chiara espressione della volontà di questo Consiglio. Quindi,
io mi auguro che ci siano i voti necessari per la modifica statutaria, ma che ci sia anche
un ampio consenso su questo provvedimento, perché è un segno di maturità il fatto che
il Consiglio ceda un po' della propria sovranità e la restituisca ai cittadini, dando loro
una possibilità che, per essere esercitata, ha bisogno di un quorum molto alto di firme e
di un quorum molto alto rispetto all'esito elettorale (quindi ci sono alcuni passaggi), e
che dica, quindi, che gli interessa sapere anche quali sono le proposte che i cittadini
vogliono formulare. È un segno di grande maturità e di grande avanzamento
democratico da parte del Consiglio Comunale e della Città nel suo insieme.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola al Consigliere Trombotto.

TROMBOTTO Maurizio
Io sono tra quelle numerose cittadine e numerosi cittadini che hanno sottoscritto la
proposta e condivido le parole del Capogruppo del Partito Democratico, Michele
Paolino, rispetto all'importanza del momento del dibattito - visto che è desiderato lo
scambio dell'atto di pace - e delle votazioni che seguiranno, in quanto la proposta di
deliberazione di iniziativa popolare che discutiamo quest'oggi è un esempio concreto,
importante e significativo di partecipazione popolare.
Lo è, a maggior ragione, come diceva il Consigliere Paolino, nella Città di Torino che è
stata - purtroppo, in questo caso, occorre parlare al passato - una delle culle della
partecipazione democratica nelle istituzioni, legata anche credo alle dinamiche sociali,
economiche ed urbanistiche che hanno caratterizzato questa città nel momento in cui
questa è stata oggetto quasi del raddoppio della propria popolazione, dove quindi vi
sono state spinte importanti e significative da parte della cittadinanza che chiedeva
opere di urbanizzazione primaria e secondaria, scuole, trasporti, casa in un momento in
cui, fortunatamente, perlomeno il lavoro risultava essere garantito.
Da allora sono passati molti anni, la partecipazione è stata oggetto di una sua
istituzionalizzazione e non riprendo un dibattito ed una discussione che abbiamo già
fatto anche recentemente all'interno di quest'Aula, quando si è proceduto a modificare
anche in quel caso lo Statuto, ma anche il Regolamento del Decentramento, tentando
anche in quel caso e rispetto agli aspetti positivi che io voglio cogliere in quel tentativo,
di tentare anche di riformare e di rafforzare la partecipazione da parte dei cittadini.
Ora, dico questo perché l'atto che oggi discutiamo e che ci accingiamo a votare va a
completare almeno quella parte della riforma delle Circoscrizioni, quella parte che noi
come Gruppo consiliare continuiamo a giudicare positivamente, differentemente da altre
parti che hanno, poi, portato ad un'espressione di voto contraria rispetto alla cosiddetta
Riforma del Decentramento.
Per venire, però, velocemente al merito della proposta che discutiamo quest'oggi, il
Consigliere Paolino ha già parlato del referendum propositivo e io voglio solamente
richiamare l'attenzione e soffermarmi su alcune altre parti della proposta, che sono
anche esse ugualmente e significativamente importanti, come l'inserimento di un
comma che consente l'esercizio dei diritti di partecipazione da parte della cittadinanza
anche in forma telematica. Finalmente, anche dal punto di vista istituzionale, formale,
regolamentare e statutario si prende atto di quello che risulta essere ormai sempre più il
diffuso uso degli strumenti dei social network e della tematica in generale.
Così come io credo che sia importante, all'interno sempre della proposta, la
formulazione di una riduzione del numero di cittadini che possano avanzare una
proposta di referendum abrogativo, per consentire una maggiore partecipazione, con una
riduzione da 20.000 a 10.000, così come anche un quorum che può apparentemente
apparire come limitato e come modesto, ma che anch'esso, invece, è figlio di quella
volontà di consentire una concreta partecipazione da parte dei cittadini, quale quello -
almeno nella proposta così come è stata esplicitata, per la quale sono state raccolte le
firme - che prevede il 5% dei votanti all'ultima consultazione comunale della Città di
Torino affinché il referendum propositivo possa essere avanzato.
Interessante anche - e mi avvio alla conclusione - il meccanismo che va a vincolare e ad
impegnare il Consiglio Comunale nel dare, comunque, delle risposte ai proponenti, nel
discutere i temi oggetto di un referendum propositivo sia nel caso in cui questo venga
poi approvato da parte del corpo elettorale, da parte della cittadinanza, ma anche nel
caso in cui questo venga denegato, di modo che comunque ci possa essere un dibattito,
una discussione e una risposta che venga formulata da parte di questo consesso.
Sottraendo al numero elevato di cittadine e di cittadini che hanno ritenuto di
sottoscrivere questa proposta, una singola unità, cioè il sottoscritto, perché
evidentemente non voglio autoringraziarmi, voglio ringraziare tutte quelle altre cittadine
e quei cittadini che hanno dedicato tempo, disponibilità e capacità a formulare questo
tipo di proposta, che oggi io credo fermamente che verrà approvata (con le modifiche
eventualmente che verranno introdotte), che consente un salto di qualità importante
nella vita democratica e nella partecipazione e nelle istituzioni da parte della
cittadinanza.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola al Consigliere Bertola.

BERTOLA Vittorio
Io sono molto contento di vedere qui oggi questa proposta di deliberazione, non solo
perché in generale trovo positivo quando ci sono deliberazioni di iniziativa popolare, in
cui sono i cittadini a prendere l'iniziativa, ma proprio perché questo è un argomento che
il Movimento 5 Stelle ha sempre portato avanti (forse, addirittura, è stato uno di quelli
su cui si è formato, per cui ha iniziato ad esistere), cioè l'argomento di rimettere nelle
mani dei cittadini la possibilità di intervenire direttamente, anche se in casi particolari,
comunque, nella gestione della cosa pubblica.
Mi spiace anche che il nostro Regolamento non consenta, come è stato fatto, invece, in
altri Consigli Comunali, che siano i cittadini stessi, i firmatari, a presentare la proposta
di deliberazione all'Aula, perché anche quello sarebbe stato un elemento simbolico
importante e credo che, magari, questo potrebbe essere un oggetto di riflessione in
futuro per i nostri Regolamenti.
La nostra posizione, ovviamente, sarà favorevole. Il Movimento 5 Stelle è stato anche
tra coloro che hanno raccolto le firme; peraltro, 6.500 in meno di quattro mesi è anche
un numero di firme molto elevato, che, all'inizio, sembrava forse anche un po'
impossibile. Devo dire, però, che questa è stata anche in parte una scelta voluta del
Movimento 5 Stelle, come di altri: non abbiamo voluto presentare questa proposta di
deliberazione come un'iniziativa nostra, ma abbiamo voluto lasciare che fossero quei
cittadini, che non sono affatto riconoscibili ed identificabili interamente nel Movimento
5 Stelle, ma anche in altri Gruppi politici (ci sono l'Associazione Aglietta, i Comitati di
vario genere, i Comitati referendari dell'acqua, ci sono veramente persone dalle idee più
diverse che si sono unite per rivendicare il fatto che i cittadini abbiano la possibilità di
determinare in maniera più diretta le decisioni e l'attività amministrativa su alcuni
argomenti).
Ovviamente, noi saremmo per approvare la proposta di deliberazione così come è stata
presentata. In particolare, sul tema del quorum, noi, a differenza di quello che diceva il
Consigliere Paolino, riteniamo invece che sia giusto che il quorum non esista o sia
comunque il più basso possibile, perché riteniamo che sia giusto che chi partecipa abbia
un peso, mentre chi sceglie anche liberamente e legittimamente di non partecipare ad
una consultazione su un determinato argomento, però, debba accettare che la sua
opinione non conti e che conti, invece, l'opinione di chi si informa, si interessa e fa lo
sforzo - se vogliamo chiamarlo "sforzo" - di venire a votare ed esprimere la sua
opinione sull'argomento.
A questo punto, ovviamente, essendo in un'Aula in cui noi siamo soltanto due
Consiglieri su 41, ci rimettiamo alla scelta della maggioranza dell'Aula su questo
specifico punto, che mi pare l'unico rimasto aperto e anche con una divisione tra le
diverse forze politiche. Per il resto, e sono molto contento di questo, abbiamo trovato
grande interesse da parte di tutte le forze politiche. Adesso, speriamo che il voto si
possa concludere già oggi in prima istanza con il raggiungimento della maggioranza
qualificata di 27 Consiglieri di tutte le forze politiche, di maggioranza, di opposizione,
del Movimento 5 Stelle, del centrodestra. Quindi, invitiamo tutte le forze politiche a
votare favorevolmente a questa proposta di deliberazione, perché credo che sarebbe un
bel segnale, proprio di democrazia, verso la cittadinanza se tutto il Consiglio Comunale
nel suo insieme, all'unanimità, riconoscesse l'importanza di strumenti di partecipazione,
che, peraltro, sono molto comuni e molto utilizzati molto più che da noi in tanti altri
Paesi europei, che però rappresentano comunque un elemento fondamentale della
democrazia. In questo caso, non necessariamente va contro la democrazia
rappresentativa o sminuisce il valore dei rappresentanti eletti, ma semmai completa il
lavoro che fanno quotidianamente i Consiglieri Comunali e gli altri rappresentanti
elettivi dei cittadini.
Quindi, auspichiamo veramente che tutte le forze politiche possano votare questa
proposta di deliberazione, senza farne oggetto né di campagna elettorale, né di
schermaglie tattiche politiche.
Questo - lo dico per il Consigliere Marrone - è anche il motivo per cui personalmente
noi abbiamo mantenuto il numero legale quando è stato chiesto prima, perché troviamo
anche giusto che, nel momento in cui 6.500 persone raccolgono le firme, si danno da
fare e portano questa proposta di deliberazione, il Consiglio Comunale la possa
discutere e che questa discussione non venga etichettata come una discussione di
maggioranza, di opposizione, o di alleanza politica, ma veramente come una discussione
di tutte le forze politiche e di tutta la democrazia.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola, sull'ordine dei lavori, al Consigliere Ricca.

RICCA Fabrizio
Prima di intervenire politicamente, volevo chiedere come avviene la votazione. Ovvero,
c'è bisogno di una maggioranza qualificata a 27? Volevo capire se, come per lo Statuto,
potevano esserci due votazioni a 21. Lo chiedo anche per avere un quadro di quello che
potrebbe succedere oggi, tanto, per votarla lunedì prossimo, la votiamo oggi comunque,
così siamo sicuri che poi la cosa passi.

PORCINO Giovanni (Presidente)
In prima votazione, in primo scrutinio, in prima lettura è previsto il quorum dei due terzi
dei Consiglieri, e quindi 27; qualora non ci fosse questo quorum, in sedute separate - e
quindi non oggi -, due successive votazioni a maggioranza semplice e quindi 21,
essendo modifica statutaria.
Quand'anche in caso di votazione nella giornata odierna non ci fossero i 27, si può
comunque approvare in due sedute successive con maggioranza 21.
La parola, sul merito, al Consigliere Ricca.

RICCA Fabrizio
Inizio il mio intervento annunciando il voto favorevole del Gruppo Lega Nord per un
motivo semplicissimo: credo che dare la possibilità di potersi esprimere ai cittadini sia
la base della democrazia; quindi, io sono convintissimo che aggiungere la possibilità di
poter proporre e fare un referendum consultivo possa fare il bene anche di quest'Aula,
anche perché troppo spesso ci siamo trovati di fronte a delle scelte, fatte da parte
dell'Amministrazione, che non erano condivise dalla cittadinanza, o magari da una
porzione di territorio interessata da quelle scelte, e che poi, a colpi di maggioranza, sono
state comunque approvate e portate avanti.
Presidente, io porto un esempio semplicissimo, quello del suk in via Bologna: se noi
avessimo interpellato la cittadinanza, ci avrebbe detto che il suk lì non era da fare.
Probabilmente, se avessimo interpellato tutti i torinesi, i torinesi ci avrebbero detto che
il suk non era da fare; o, se ai torinesi avessimo chiesto nel 2011 cosa ne pensavano
dell'aumento del biglietto del pullman da 1 Euro a 1,50 Euro, probabilmente ci
avrebbero detto di trovare un'altra soluzione per far fronte a quelle che erano le
difficoltà di GTT, ma non di aumentare il costo del biglietto del pullman.
Questi sono degli esempi, diversi tra di loro, che però vanno nella stessa direzione, che
dimostrano che tante volte scelte non condivise e forzate da quest'Aula a colpi di
maggioranza poi si rivelano sconvenienti per la cittadinanza.
Io sono contento che qualcuno si sia speso per presentare una proposta di deliberazione
di questo tipo; noi avremmo comunque provato a fare politicamente qualcosa di simile
con la nuova tornata amministrativa, perché chiaramente un atto di questo tipo, fatto a
fine mandato, sa molto di campagna elettorale. Quindi, io ringrazio i cittadini, che si
sono spesi e che hanno permesso oggi di fare questa discussione.
Presidente, visto che, se dovesse essere rinviata, verrebbe rinviata solo a lunedì
prossimo, io chiederei di votare comunque la proposta di deliberazione, anche se non ci
fossero i 27 voti favorevoli per poterla approvare, cosicché, in tutti i casi, saremo sicuri
di poterla approvare lunedì prossimo con la seconda votazione. Non cambia niente
nell'economia del Consiglio, però un voto favorevole sicuramente è un segnale positivo
per chiedere più democrazia.

PORCINO Giovanni (Presidente)
Ho iscritti per gli interventi, sull'ordine dei lavori, il Consigliere Liardo e poi, nel
merito, i Consiglieri Viale e Tronzano.
La parola al Consigliere Liardo.

LIARDO Enzo
Volevo solo aggiungere un particolare tecnico. Al contrario del Consigliere Ricca del
Gruppo Lega Nord, a me piacerebbe fosse votata e fosse una cosa condivisa da
maggioranza ed opposizione in una votazione unica. Questa esigenza è venuta avanti da
parte di alcuni Consiglieri della minoranza, che, oggi come oggi - non ne conosco le
ragioni, però volevo sottolinearlo -, sarebbero disposti a votarla la prossima settimana,
cosa che non farebbero adesso. Io preferirei che una proposta di deliberazione così
importante, che cambia il Regolamento, fosse condivisa da tutta la maggioranza e la
minoranza. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). È una ragione tecnica che non mi
compete. Io dico solo che potremmo anche immaginare di votarla la prossima settimana
in un'unica votazione, con l'adesione di tutta la minoranza, e già alla prima votazione
sarebbe bello condividerla con 27 voti.

PORCINO Giovanni (Presidente)
È una legittima osservazione la sua, l'abbiamo già affrontata in Conferenza dei
Capigruppo, decidendo - mi sembra - di proseguire comunque, nell'iter, nell'esame di
oggi.
La parola al Consigliere Viale.

VIALE Silvio
Per quanto riguarda la votazione, credo che oggi, stanti le dichiarazioni di voto dei
Gruppi, i 27 voti li avremmo senza difficoltà. In ogni caso, essendo ormai alla fine della
tornata amministrativa, credo che sia giusto votare.
Io prima proponevo di rinviare, perché c'erano alcune perplessità su quale punto di
mediazione trovare e, su questo, non è una settimana che sposta il problema. Nel
momento in cui, invece, la mediazione attuale trovasse concordi - poi può piacere di più
o di meno -, farebbe fare dei passi avanti alla Città, perché io non devo spendere
particolari parole per dire quanto sia favorevole ai referendum e al fatto che i cittadini si
pronuncino.
In questa tornata amministrativa abbiamo modificato il periodo dei referendum, perché
ricordo ai Colleghi che prima i referendum si potevano fare soltanto tra il 15 giugno e il
15 luglio, cioè in un periodo in cui praticamente equivaleva a non dare alcuna
possibilità di ottenere un risultato, se non a fronte di un plebiscito scandalistico di quelli
clamorosi.
Quindi, bisogna un po' sganciare lo strumento del referendum e tutti gli strumenti di
partecipazione da una dinamica temporale maggioranza e opposizione o chi governa e
chi è all'opposizione, perché in realtà sono strumenti di garanzia per tutti. Poi è ovvio
che un referendum promosso, molto spesso è promosso da alcuni gruppi di opposizione,
ma non è così sempre, e va contro magari un'impostazione di maggioranza, ma
spessissimo il referendum ha dimostrato di affrontare temi trasversali che proprio le
forze politiche, per le dinamiche, non sono in grado di affrontarli in quanto tali. Ecco
perché io non vedo contrarietà.
Il modello mio rimane quello svizzero, in cui su ogni argomento vota chi va a votare, e
chi non va a votare lascia che chi va a votare decida, cioè, di fatto, è una sorta di delega
a chi partecipa.
Detto questo, credo che oggi, introducendo il referendum propositivo nel nostro Statuto,
facciamo un passo avanti; nell'individuare nel 25% degli aventi diritto il quorum, è
ovvio che, come tutte le schedine e tutti i numeri, si poteva tirare al ribasso, al rialzo,
eccetera, mi sembra che sia un punto di equilibrio che in questo momento rappresenta il
sentimento più unitario e comune del Consiglio Comunale, ovviamente non dei
proponenti, dei cittadini che hanno firmato, i quali hanno firmato su un altro numero,
però alla fine è il Consiglio Comunale che decide. Questo è il punto.
È possibile che magari uno dei primi referendum proposti sia proprio quello di
eliminare il quorum, però lascerei questo al futuro.
Io mi accontento oggi che la proposta di deliberazione passi con un'ampia condivisione,
i 27 voti ci sono, nel senso che gran parte dei Gruppi di opposizione hanno annunciato
di voler votare a favore, come i Gruppi di maggioranza, quindi penso che ci siano. Non
dovessero esserci, per qualche infortunio, abbiamo due votazioni, dove, a parte i 21,
possono benissimo essere recuperati tutti i voti dei Consiglieri che oggi non ci sono;
questo vuol dire che, nel giro del mese di febbraio, mal che vada, avremo comunque il
nostro referendum propositivo nello Statuto.
Volevo solo ricordare al Consigliere Liardo che oggi noi modifichiamo lo Statuto, non
modifichiamo il Regolamento attuativo, che invece è di competenza del Consiglio
Comunale e che prevede altre cose. I meccanismi con i quali si raccolgono le firme e si
procede rimangono sostanzialmente immodificati, quello che si introduce è davvero la
novità del referendum propositivo, che mi pare sia la cosa più importante, al di là di
come poi venga trovato l'equilibro burocratico amministrativo nella sua attuazione.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola al Consigliere Tronzano.

TRONZANO Andrea
Il Gruppo Forza Italia voterà favorevolmente a questa proposta di deliberazione di
iniziativa popolare; naturalmente, però, vuole mettere in evidenza a verbale tre piccole
considerazioni. La prima di queste è che nessuno di noi abdica alla democrazia
rappresentativa, nel senso che noi crediamo fortemente che il Consiglio Comunale
rappresenti in maniera istituzionalmente corretta le esigenze della popolazione;
probabilmente siamo noi politici che non riusciamo a dare attenzioni sufficienti ai
cittadini, che sono costretti ad organizzarsi in una maniera diversa, attraverso Comitati
spontanei o altro. Questo è un po' un baco che oggi voglio manifestare a verbale, perché
a uno come me, che crede fortemente nella democrazia rappresentativa, dispiace che i
cittadini si debbano organizzare diversamente per ottenere dei loro diritti. Questo, però,
fa il paio con la curiosità che ho, ovvero che il Partito Democratico oggi appoggi una
deliberazione - lo fa legittimamente e giustamente -, però quando sa benissimo che
all'interno di questa Città non sta dando risposte adeguate alle esigenze dei cittadini in
alcune zone della città, e faccio un esempio per tutti, il MOI, oppure faccio un altro
esempio, il suk di via Monteverdi. Ci sono diverse realtà, all'interno di questa città, a
cui questa maggioranza non sta dando risposte; quindi, il fatto che voti positivamente a
questa proposta di deliberazione è sicuramente una cosa positiva e sicuramente è uno
stimolo che si autoassume la stessa maggioranza per fare qualcosa di più e di meglio,
ma sicuramente un po' di curiosità da parte mia in questo voto la voglio manifestare.
La terza ed ultima considerazione, Presidente, è il fatto che questa maggioranza oggi
credo sia composta ormai da 29 componenti, quindi sarebbe assolutamente
autosufficiente per autovotarsi questa proposta di deliberazione, ma ancora oggi,
nonostante questi 29 componenti della maggioranza, l'opposizione è costretta a dare
manforte. Naturalmente lo diciamo in maniera positiva, in maniera anche di
compiacimento, perché non è che lo facciamo controvoglia o con scarso interesse, ma lo
facciamo volontariamente e scientemente, però volevo far notare a verbale che,
nonostante i 29 componenti, la maggioranza non è autosufficiente e quindi, per avere 27
voti, deve avere l'ausilio dell'opposizione e, in particolare, sia del Gruppo Forza Italia,
sia del Gruppo Lega Nord.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola alla Consigliera Appendino.

APPENDINO Chiara
Sarò molto breve, perché mi ritrovo pienamente in quel che ha detto il mio Collega nel
suo intervento, ma anche nelle cose che sono state dette da altri Consiglieri di
maggioranza prima di me.
Vorrei solo in parte rispondere a quello che diceva il Consigliere Tronzano. Io non
credo che esista una dicotomia tra democrazia rappresentativa e democrazia diretta, per
cui, in qualche modo, un elemento tolga all'altro; penso che ancor di più in un momento
come questo, in cui c'è forte sfiducia nelle Istituzioni e c'è comunque una voglia di
partecipare e di ascolto, che in parte, per responsabilità di tutti, è rimasta disattesa e
inascoltata, sia ancora più importante affiancare alla democrazia rappresentativa degli
strumenti di democrazia diretta, e quindi strumenti che incentivino non solo i cittadini a
ottenere una delega da parte della politica su una scelta, ma anche a farsi carico dei
problemi. Ricordiamoci che anche l'iter di questa proposta di deliberazione dei cittadini
- e secondo me è molto bello il fatto che siano stati dei cittadini a chiedere di inserire
all'interno dello Statuto degli strumenti di maggiore partecipazione per i cittadini stessi
- chiede ai cittadini stessi di fare degli sforzi, perché bisogna raccogliere delle firme,
bisogna essere presenti sul territorio, raccontare cosa si sta facendo, e questo è molto
importante perché, dal mio punto di vista, riavvicina i cittadini alla politica, a farsi
carico dei problemi della città e a diventare parte integrante delle Istituzioni, cosa che,
dal mio punto di vista, manca molto.
Io non ripeto quello che è già stato detto. Penso che sia molto importante che questa
Città introduca lo strumento del referendum propositivo - come, tra l'altro, hanno già
fatto altre Città prima di noi -, sia un bel segnale e sia importante farlo adesso e mi
auguro che questo strumento venga utilizzato non tanto perché, a differenza di quel che
forse diceva il Consigliere Viale, secondo me non è uno strumento di maggioranza o di
opposizione, anzi, è uno strumento che sarà a tutela di tutti, è uno strumento che potrà
essere utilizzato dai cittadini e che io spero verrà utilizzato spesso dai cittadini.
Dal mio punto di vista, sarebbe una bella vittoria se già nel prossimo mandato si potesse
provare a vedere che cosa succede con questo referendum propositivo che viene
introdotto oggi. Quindi, io mi auguro che l'Aula lo voti e che si possa al più presto
sperimentare questa nuova forma di partecipazione.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola al Consigliere La Ganga.

LA GANGA Giuseppe
Mi dispiace turbare questa atmosfera mielosa, ma francamente io ho moltissime
perplessità su questa proposta di deliberazione, le ho dette in Gruppo e le dico qui.
Intanto, sostenere che fissare il quorum a 25 o a 33 è fissare un quorum altissimo
significa dire una cosa vera e falsa nello stesso tempo, perché, se poi la prassi è di
associare il referendum ad altre elezioni, voi capite benissimo che il quorum viene
sempre raggiunto, quindi 33 è un quorum bassissimo se quella è la prassi. D'altra parte,
sarebbe assurdo non avere quella prassi, visto che i costi di una consultazione
referendaria sono assai rilevanti. Quindi, è una presa in giro dire che 25 o 33 è un
quorum altissimo.
Detto questo, le forme di partecipazione garantite dai referendum abrogativi e dai
referendum consultivi sono altamente significative e fortemente utili e io le ho sempre
sostenute. Introdurre l'idea del referendum propositivo comporta un salto di qualità
nella cultura della nostra democrazia. Si introducono principi di democrazia diretta che
piaceranno tanto alla Consigliera Appendino, ma che sono l'anticamera della
demagogia e, come dicevano gli antichi greci, della oclocrazia, anche se è una parola
che merita una traduzione che vi risparmio ad altra sede.
Io non vorrei fare il profeta e segnalarvi che nella prossima tornata amministrativa chi
avrà l'onore di essere qui si dovrà misurare presumibilmente con una proposta di
referendum propositivo sui Rom o su qualche altra materia di particolare delicatezza e
sensibilità, in cui non è affatto vero che il ricorso all'opinione della cosiddetta "gente"
sia, di per sé, garanzia di decisioni più equilibrate, più serene, più giuste e più
corrispondenti agli interessi della nostra comunità. Ma questa è la moda e quindi, di
fronte alla moda, non c'è nessuno che abbia il coraggio di dire la verità.
Questa è la mia verità, che naturalmente non pretendo sia la verità di tutti quanti, però ci
tenevo che risultasse agli atti di questo Consiglio.

PORCINO Giovanni (Presidente)
Non ho altri Colleghi iscritti per l'intervento, quindi possiamo procedere con l'esame
degli emendamenti.
L'emendamento n. 1, presentato dal Presidente Porcino, dal Vicepresidente Vicario
Magliano e dal Vicepresidente Cuntrò, recita:


PORCINO Giovanni (Presidente)
Si tratta di uno degli emendamenti cosiddetti "tecnici", sottoscritto dall'Ufficio di
Presidenza. In questo caso specifico, recepisce i pareri delle Circoscrizioni.
Non essendoci richieste d'intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 1:
presenti 25, favorevoli 25.
L'emendamento n. 1 è approvato.

PORCINO Giovanni (Presidente)
L'emendamento n. 2, presentato dai Consiglieri Curto e Trombotto, recita:


PORCINO Giovanni (Presidente)
Non essendoci richieste d'intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 2:
presenti 23, astenuti 2, favorevoli 21.
L'emendamento n. 2 è approvato.

PORCINO Giovanni (Presidente)
L'emendamento n. 3, presentato dai Consiglieri Curto e Trombotto, recita:


PORCINO Giovanni (Presidente)
Non essendoci richieste d'intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 3:
presenti 24, astenuti 4, favorevoli 20.
L'emendamento n. 3 è approvato.

PORCINO Giovanni (Presidente)
L'emendamento n. 4, presentato dal Presidente Porcino, dal Vicepresidente Vicario
Magliano e dal Vicepresidente Cuntrò, recita:


PORCINO Giovanni (Presidente)
Si tratta di un altro degli emendamenti cosiddetti "tecnici".
Non essendoci richieste d'intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 4:
presenti 24, astenuti 4, favorevoli 20.
L'emendamento n. 4 è approvato.

PORCINO Giovanni (Presidente)
L'emendamento n. 5, presentato dai Consiglieri Paolino e Viale, recita:


PORCINO Giovanni (Presidente)
Non essendoci richieste d'intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 5:
presenti 26, astenuti 1, favorevoli 23, contrari 2.
L'emendamento n. 5 è approvato.

PORCINO Giovanni (Presidente)
L'emendamento n. 6, presentato dai Consiglieri Paolino e Viale, recita:


PORCINO Giovanni (Presidente)
Non essendoci richieste d'intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 6:
presenti 29, favorevoli 26, contrari 3.
L'emendamento n. 6 è approvato.

PORCINO Giovanni (Presidente)
L'emendamento n. 7, presentato dai Consiglieri Curto e Trombotto, recita:


PORCINO Giovanni (Presidente)
Non essendoci richieste d'intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 7:
presenti 25, astenuti 3, favorevoli 22.
L'emendamento n. 7 è approvato.

PORCINO Giovanni (Presidente)
L'emendamento n. 8, presentato dai Consiglieri Curto e Trombotto, recita:


PORCINO Giovanni (Presidente)
Non essendoci richieste d'intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 8:
presenti 25, astenuti 3, favorevoli 22.
L'emendamento n. 8 è approvato.

PORCINO Giovanni (Presidente)
L'emendamento n. 9, presentato dal Presidente Porcino, dal Vicepresidente Vicario
Magliano e dal Vicepresidente Cuntrò, recita:


PORCINO Giovanni (Presidente)
Si tratta di un altro degli emendamenti tecnici a firma dell'Ufficio di Presidenza.
Non essendoci richieste d'intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 9:
presenti 25, astenuti 3, favorevoli 22.
L'emendamento n. 9 è approvato.

PORCINO Giovanni (Presidente)
L'emendamento n. 10, presentato dal Presidente Porcino, dal Vicepresidente Vicario
Magliano e dal Vicepresidente Cuntrò, recita:


PORCINO Giovanni (Presidente)
Anche questo è un emendamento tecnico.
Non essendoci richieste d'intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 10:
presenti 25, astenuti 3, favorevoli 22.
L'emendamento n. 10 è approvato.

PORCINO Giovanni (Presidente)
Passiamo alla proposta di deliberazione.
Se non ci sono interventi per dichiarazioni di voto, procediamo con la votazione. Vale la
premessa svolta in precedenza, maggioranza richiesta: due terzi dei Consiglieri.
Non essendoci altre richieste d'intervento, pongo in votazione la proposta di
deliberazione così emendata:
presenti 29, astenuti 2, favorevoli 27.
La proposta di deliberazione è approvata.
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