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CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 200702713/02, presentata in data 4 maggio 2007, avente per oggetto: "Trasferimento di proprietà immobiliari da RFI a ferrovieri" Il sottoscritto Consigliere Comunale, CONSIDERANDO che anche sul territorio della Città di Torino è stata perfezionata l'operazione di concessione onerosa di proprietà immobiliari di RFI a dipendenti ferrovieri (ex FFSS) in base alla Legge 560/93 e precisamente di unità immobiliari facenti parte di maggiori complessi ubicati ai seguenti indirizzi: - Corso Rosselli 155/6; - Via Lugaro 27/B; - Via Chisone 1; - Via Bossoli 103; - Via Valprato 78; - Via Pannunzio 21; - Via Tirreno 315/1; RISULTANDO che in molte di queste zone RFI ha attuato l'operazione, (di cui qui non si vuole segnalare il dubbio di legittimità dell'atto in sé, ma delle conseguenze che da esso derivano) di riservarsi la proprietà di alcune zone comuni (cortili, piazzali pertinenziali, zone di transito,ecc.); RILEVANDO che con successivi atti, le suddette aree comuni condominiali di cui RFI si sono riservati la proprietà stralciandola dalle cessioni immobiliari ai dipendenti, sono state oggetto da parte di RFI a giudizio di molti degli acquirenti e in base alla puntuale relazione tecnica del Geom. Silvio Balbo allegata, almeno tre operazioni edilizie: 1) costituzione di unità immobiliari realizzate su terreno comune di pertinenza condominiale (posti auto, parcheggi riservati, garage) che sono stati o potranno essere fonte di reddito immobiliare; 2) cambiamento di destinazione d'uso di porzioni immobiliari condominiali delle suddette parti condominiali, da cantine a magazzini accatastati in C2, con relativa vendita di alcuni di essi già effettuata a privati; 3) mancato rispetto delle direttive di concessione edilizia: Riferimento 1: concessione edilizia per 60 alloggi di Via Tirreno, originariamente subordinata alla costruzione di parcheggio sotterraneo di due piani sottoterra e in realtà realizzata con solo un piano sottoterra; Riferimento 2: realizzazione di parcheggi di superficie invece di costruzione di parcheggi sotterranei previsti dalle normative concordate con il Comune di Torino; INTERPELLA Il Sindaco e l'Assessore competente per sapere: 1) se siano a conoscenza delle operazioni di trasformazioni di parti comuni ai complessi residenziali ex proprietà FFSS su indicati e ora concessi onerosamente in proprietà agli ex affittuari, in unità immobiliari (come da relazione del Geom. Silvio Balbo allegata - all. 1 - n. - riferita al complesso immobiliare in Corso Rosselli 155/6); 2) se non ritengano che, in base a quanto sopra detto e in base alla relazione tecnica allegata non si debbano ravvisare violazioni delle attuali leggi e disposizioni urbanistiche, essendo la costituzione di nuove unità immobiliari subordinata a concessione comunale con relative implicazioni economiche, e nel caso queste siano ravvisate, se non sia avvenuto un danno economico al Comune di Torino, avendo le concessioni comunali carattere oneroso a carico del richiedente e a favore della Amministrazione locale, tenuto anche conto del fatto che le operazioni in oggetto sono avvenute dopo le ultime disposizioni governative comunemente denominate " condono edilizio"; 3) se, qualora siano confermati i fatti enunciati in codesta interpellanza, quali e quante azioni ritengano utili mettere in atto per il ricupero di risorse, da parte dell'Amministrazione della Città di Torino, che potrebbero essere destinate a future realizzazioni di nuove unità abitative. F.to Carlo Zanolini CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Risponde l'Assessore Viano. VIANO Mario (Assessore) Credo che la situazione sia complicata da una interferenza fra questioni di diritto pubblico e questioni strettamente di diritto privato. L'interpellanza fa riferimento ad una serie di concessioni onerose - avvenute in applicazione della Legge n. 560/93 - di proprietà immobiliare di RFI frazionate, a favore di dipendenti ferrovieri che le occupavano. Quel che si rileva è come, per alcune parti comuni, individuate come di pertinenza condominiale, in realtà - come si dice nell'interpellanza e anche negli esposti presentati agli uffici comunali -, si sia determinato un cambiamento di destinazione d'uso di porzioni immobiliari delle suddette parti condominiali, con la relativa vendita, in particolare, degli spazi di parcheggio delimitati nelle aree comuni come unità immobiliari distinte cedute autonomamente, quindi, costituendo, in questo modo, delle unità immobiliari aggiuntive, rispetto a quelle relative agli alloggi, separate artificiosamente - questo è quanto si sostiene - dal corpo di fabbrica principale, di cui costituivano pertinenze. In proposito, gli Uffici mi riferiscono (naturalmente allegandomi la cospicua documentazione) che l'ultimo esposto, presentato dal condominio di Corso Rosselli n. 155/6 scale e-f-g-h, richiede di verificare, in sede edilizia, la legittimità della costruzione nel cortile condominiale di 58 posti auto. La sostanza della questione è questa. In generale, il tema che viene sottoposto è quella della legittimazione dal punto di vista pubblico. Dal punto di vista privato, certo, anche a me, con tutta franchezza, sembra di poter dire che l'operazione non sia commendevole, ovvero sia francamente molto censurabile. Dal punto di vista pubblico però, la questione è un po' più difficile da sciogliere. In realtà, gli uffici di vigilanza (settore coordinamento e interventi convenzionati e vigilanza edilizia) scrivono: "In merito all'interpellanza si riferisce: con riferimento a quanto segnalato in merito al condominio di Corso Rosselli n. 155/6 relativo ai parcheggi, dalle verifiche effettuate presso l'archivio edilizio, risulta già intercorsa ampia corrispondenza con il suddetto condominio (vedi allegato esposto e relative note di risposta). Le aree di pertinenza degli edifici, se non oggetto di atti di trasferimento e di proprietà e/o regolamentati dai relativi regolamenti di condominio, rimangono in capo alla proprietà di Ferrovie". Al di là della sintesi di questa nota, andando a vedere il contenuto delle risposte fornite espressamente all'amministratore di condominio, a firma dei vari dirigenti che avevano la responsabilità di questa attività, si segnala come, indubbiamente, in sede di concessione edilizia, vi fu una prescrizione di pratica edilizia, datata 1968, da parte del Ministero dei Lavori pubblici, perché fosse garantita una dotazione di parcheggio pertinente ai nuovi edifici in fase di costruzione, per una superficie di 925 metri quadrati, come da prescrizione contenuta nella legge urbanistica nazionale originaria del 1942 e poi ripresa e integrata dalla Legge n. 765 del 1967. Queste aree, certamente, sono state dimensionate in modo congruo, in relazione alla prescrizione contenuta nella concessione edilizia. Dopodiché, nel momento in cui si è provveduto all'alienazione degli alloggi, questa porzione di area libera, destinata ad ospitare il parcheggio delle auto, non è stata ceduta, o, comunque, nella forma della concessione che dicevo, non è stata ricompresa nella cosiddetta cessione. In questo senso, nella documentazione (che contiene anche risposte o espresse attestazioni di Ferrovie), per esempio, in data 24 aprile 2002 e 11 settembre 2000, si dice che (in effetti, gli Uffici tecnici dell'edilizia privata non hanno eccepito nulla su questo) l'operazione che è stata fatta, è consistita semplicemente non nella realizzazione di opere edilizie abusive, ma nella delimitazione degli spazi destinati ad ospitare i singoli posti auto. Questa delimitazione, di per sé, dal punto di vista pubblicistico, non costituisce e non fa emergere alcun elemento di abusivismo, perché, in realtà è coerente con la destinazione che la concessione edilizia prescriveva. Il fatto che l'assetto proprietario, ovvero l'uso comune in capo al condominio, sia stato, nei fatti, denegato (attraverso l'alienazione, piuttosto che l'affitto), a determinati soggetti - quindi, siano stati ceduti come posti auto, unità immobiliari distinte -, dal punto di vista urbanistico non ha rilevanza, perché, in realtà, quella concessione prescriveva soltanto una dotazione di parcheggi congrua, non legata, così come avrebbe previsto la Legge Tognoli, con un vincolo di pertinenzialità. Il vincolo di pertinenzialità è stato introdotto dalla legislazione successiva, probabilmente proprio in relazione a fenomeni di questo genere. Non basta, quindi, dire che c'è lo spazio per un parcheggio privato, bisogna anche mantenerlo legato, dal punto di vista dell'atto notarile (e, quindi, del trasferimento di proprietà), all'alloggio, perché occorre garantire agli alloggi realizzati una dotazione, a loro servizio esplicito ed esclusivo. Poiché, allora, questo non avveniva, dal punto di vista urbanistico, quest'area è stata destinata a parcheggio; mentre, dal punto di vista patrimoniale, è stata effettivamente oggetto di cessioni separate: tutto questo, non rileva - lo ribadisco - dal punto di vista pubblico. Dunque la situazione mi sembra difficile da affrontare dal versante dell'Amministrazione Comunale e così mi confermano gli Uffici. Tuttavia, vista la specificità della questione e visto che mi si indica il nome di un funzionario che ha presieduto alla raccolta e all'ordinamento di tutto il materiale, l'architetto Labed (di cui fornirò i riferimenti), comunico che questa persona è disponibile ad effettuare un esame documentale che, anche in relazione alla disciplina regolamentare legislativa, cerchi di capire se ci siano gli estremi per un intervento da parte dell'Amministrazione pubblica. In conclusione, dal punto di vista privatistico, cioè del rapporto del cedente con gli inquilini che hanno acquisito, mi sembra assolutamente censurabile; dal punto di vista strettamente urbanistico, però, non configura abusivismi e, quindi, almeno in prima battuta, devo dire che non consente di mettere in atto azioni da parte pubblica. Ribadisco, però, la disponibilità ad analizzare in dettaglio la documentazione e la giurisprudenza, oltre che la normativa di riferimento. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Zanolini. ZANOLINI Carlo Ringrazio molto l'Assessore per essersi cimentato in questa faccenda, che per noi continua ad essere poco chiara. So che la questione è estremamente complessa, ma ricordo che c'è un gruppo - di discreta entità - di cittadini, che si è ritrovato beffato, dopo essere stato favorito nell'acquisto di queste unità immobiliari. Ci si chiedeva se, per caso (ma mi pare che l'Assessore abbia già risposto), il Comune non fosse stato danneggiato e se la trasformazione in unità immobiliari di parti di terreni (che non avevano quella finalità) non dovesse essere soggetta a tassazione, eccetera. L'Assessore mi afferma che non è così e mi sembra opportuno dargli fiducia. La ringrazio, Assessore, anche per collezionato tutti i documenti, che le prego di farmi avere, affinché io possa, poi, farli pervenire a tutti coloro che se ne stanno interessando, anche a livello di Avvocatura, di modo che possano convincersi che, effettivamente, le cose stanno in questi termini, ed andare avanti. Questo era l'aspetto particolare. L'altro aspetto, di tipo generale, che vorrei sottoporre all'Aula è che stiamo assistendo, da parte delle Ferrovie delle Stato - le chiamo ancora così, anche se hanno cambiato nome -, ad interventi urbanistici pesantissimi in tutte le città e su tutti i territori. Mi domando se non sia arrivato il momento di fare chiarezza. Mi sembra di assistere ai progetti urbanistici della Berlino degli anni '50, quando si costruivano le città attorno ai crocevia. Guarda caso, i crocevia sono di proprietà delle Ferrovie dello Stato. Vorrei, quindi, che si ponesse attenzione a questo fenomeno che fa sì che le Ferrovie dello Stato stiano diventando la più grande agenzia immobiliare d'Italia. Questo per evitare che ci siano ulteriori speculazioni. Sostengo queste mie affermazioni non con sicurezza, ma con il beneficio del dubbio, nel senso che non me ne assumo totalmente la responsabilità, pur essendomi state comunicate da persone esperte in questo campo. Tornando, poi, al fatto momentaneo oggetto dell'interpellanza, ringrazio ancora l'Assessore e spero di avere questa documentazione, in modo da poterla trasmettere a chi di dovere. Successivamente, qualora non emergessero risposte soddisfacenti dal materiale esaminato, mi riserverò di portare in Commissione alcune determinate situazioni che si sono verificate. L'allegato, ad esempio, riguardava soltanto una piccola parte di tutto quell'elenco di vie che, attualmente, sono occupate dall'Edilizia Residenziale e che le Ferrovie hanno ceduto ai ferrovieri. È solo la documentazione di una piccola parte del problema. Valuteremo, quindi, la situazione e valuteremo se, effettivamente, l'Assessore abbia avuto modo di esprimere il suo giudizio; dopodiché, in un secondo tempo, porteremo in Commissione i problemi particolari eventualmente emersi. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola all'Assessore Viano, per una breve replica. VIANO Mario (Assessore) Ho chiesto di fotocopiare la documentazione (che provvederò, naturalmente, a consegnarvi) riguardante la ricostruzione di tutti gli atti giacenti, comprese le lettere di RFI, i pareri, l'esposto e quant'altro. Per quanto riguarda la questione generale, mi sono già espresso, nella mia risposta, sul giudizio da dare all'operazione immobiliare. Il giudizio da dare all'operazione immobiliare, così come condotta in questa fattispecie-contingenza particolare, è assolutamente di censura, perché, è chiaro, doveva essere uno spazio di parcheggio comune, condominiale, libero, e quindi la logica di monetizzare e di valorizzare il patrimonio immobiliare credo non possa andare al di là dei limiti di ragionevolezza. Con tutta franchezza, questo mi sembra irragionevole. Il mio è, comunque, un giudizio morale, che non ha nulla a che fare con i poteri che possiamo esercitare. Circa l'orientamento di Ferrovie, indubbiamente è quello che è stato riferito, ma è anche legato alla privatizzazione e all'aziendalizzazione di questi grandi servizi dello Stato, che naturalmente, poi, sono chiamati a valorizzare molti sedimi che, in parte consistente, sono collocati in aree centrali e che, quindi, possono acquisire un notevole valore. Un conto, però, è valorizzare le aree di scalo dismesso (valorizzazione che reputo cosa giusta, condivisibile, che credo sia di interesse per la Città, perché significa rimettere in circolo e, quindi, contribuire alla riqualificazione e al dinamismo urbano attraverso l'apporto di cospicue aree centrali), altro conto, invece, sono queste operazioni di portata economica modesta, ma di impatto doloroso e pesante sugli acquirenti, che avevano ritenuto di poter stabilizzare la loro situazione abitativa nel quadro delle dotazioni di servizio generali che già c'erano: capisco bene che il fatto di sottrarle sia altamente spiazzante ed anche censurabile. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) L'interpellanza è discussa. |