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CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Passiamo all'esame della seguente proposta di ordine del giorno n. mecc. 200702122/02, presentata in data 6 aprile 2007, avente per oggetto: "Pattogenerazionale60. www.pattogenerazionale.it" Il Consiglio Comunale di Torino, PREMESSO CHE - in questi giorni è stato presentato "pattogenerazionale60", un patto che parla di ricambio generazionale e che è un impegno innanzitutto con noi stessi e con chi lo sottoscrive; - è un appello rivolto "a chi chiede ricambio e competitività, ma che coerentemente è disposto, oggi, a sottoscrivere un patto che lo impegni, raggiunta l'età dei 60 anni, a lasciare o non accettare un ruolo di leadership (cariche primarie della politica e dell'economia) continuando ad offrire il suo impegno nei ruoli di vice, di numero due, di saggio, di consulente o di qualsiasi altra posizione che consenta alla società di avvantaggiarsi e non disperdere la sua esperienza"; - ritenendo corretto il "non potersi nascondere in un atteggiamento molto italiano per cui si chiedono cose che poi non domanderemo a noi stessi", chiedere ricambio generazionale vogliamo significhi anche garantire un domani il medesimo comportamento. Se non si è i primi a farlo, non si può pretendere che altri lo facciano al nostro posto; - il patto è un gesto, uno strappo, e magari sarà una rinuncia; - il tema non è ideologico ma appunto generazionale; - il patto non è rivolto alle generazioni che ci precedono o a chi oggi sarebbe "fuori quota". "Una comunità che diventa leader anticipa il cambiamento, anticipa un futuro passo indietro per obbligare altri a farne in avanti. Così vivono le nazioni che emergono, che esplorano: dove l'errore è lecito perché si cresce provando, mettendo alla prova nuovi talenti". Una comunità, la sua maturità e il proprio rapporto con il futuro: questa è l'essenza di pattogenerazionale60; - il mondo dell'impresa, soprattutto multinazionale, ha già scelto e considera il ricambio generazionale un investimento e una necessità. "Forse così, senza stupore, un giorno avremo un governo guidato da un quarantenne come Gran Bretagna, Spagna o Stati Uniti. Un quarantenne con vent'anni di responsabilità avanti a sé"; INVITA a condividere e sottoscrivere il pattogenerazionale60. F.to Michele Coppola Cristiano Bussola Luca Cassano Luca Cassiani Lorenzo Gentile Marco Grimaldi Enzo Lavolta Stefano Lo Russo Roberto Sergio Ravello Francesco Salinas Giuseppe Sbriglio Federica Scanderebech Giuliana Tedesco Andrea Tronzano Ferdinando Ventriglia CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Questa proposta di ordine del giorno arriva in Aula, ex articolo n. 93. Affrontiamo ora il documento, essendo in precedenza stata chiesta l'inversione dell'ordine dei lavori. La parola al Consigliere Coppola. COPPOLA Michele Vorrei chiedere scusa a tutti i Consiglieri; lo faccio per la seconda volta, perché, questa sera, proprio non riesco a scegliere un comportamento adatto all'Aula, ma l'importante nella vita è rendersi conto dei propri errori, per cui non faccio fatica ad ammettere di avere sbagliato e, quindi, chiedo ai Consiglieri di accettare le mie scuse. Ritengo che non sia necessaria l'illustrazione di questa proposta di ordine del giorno, perché l'avevo già illustrata, tra l'altro ricordando, in quella circostanza, la stima che nutro per il Capogruppo Cantore, riferendomi ad un articolo di giornale che era apparso qualche giorno prima della discussione stessa. Mi riservo di intervenire nel merito, come consentito dal Regolamento, dopo gli interventi degli altri Consiglieri. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Grimaldi. GRIMALDI Marco Capisco lo stato d'animo del Vicepresidente, ma vorrei che tornasse nel merito di questa proposta di ordine del giorno, che ci ha visti protagonisti sia nella stesura che nella condivisione dell'oggetto. Innanzitutto vorrei fare un appello a tutti i Consiglieri, che, nel corso di queste settimane, hanno ironizzato su questo documento, chiedendo loro di riflettere sull'argomento che stiamo affrontando. Questo è un atto di generosità e non stiamo chiedendo a nessun over 40 di fare un passo indietro, tanto meno lo stiamo chiedendo a chi ha superato i 60 anni di età e non è neanche quanto noi, Consiglieri più giovani, stiamo chiedendo a noi stessi. Il passo indietro non è in termini di esperienza o di distacco dalla politica. Stiamo chiedendo che, per quanto riguarda i ruoli di massima dirigenza politica (la carica di Sindaco, Premier o anche Amministratore Delegato di grandi aziende italiane), si comprenda che il ricambio generazionale è fonte di competitività, innovazione e produttività, come, tra l'altro, è dimostrato non tanto dalle ideologie, ma dal mercato, dall'appeal verso la cittadinanza e da un rapporto diverso con i cittadini. Molti governi europei hanno scelto questa strada e, per esempio, il Presidente degli Stati Uniti Clinton ha assunto quella carica quando aveva poco più di 40 anni; inoltre, la gran parte delle multinazionali europee, spesso, sono guidate da under 60. Vorrei che i Consiglieri Rattazzi, Galasso, Cantore e Giorgis non ironizzassero e capissero che non abbiamo chiesto alcun passo indietro. Vi stiamo ricordando che c'è una generazione che si sente fortunata; obiettivamente, rispetto alla nostra generazione, siamo dei privilegiati, ma non vorremmo rappresentare un'eccezione in questo Paese. Questo Consiglio Comunale rappresenta già una differenza, perché ci sono tanti Consiglieri giovani e molti Consiglieri esperti che sanno consigliare e sanno fornire stimoli diversi; non è nostra intenzione chiedere ad un Consigliere che ha superato i 60 anni di fare un passo indietro, ma non lo faremo neanche noi. L'oggetto dell'ordine del giorno non riguarda questo. Chiediamo che, per esempio, un Sindaco che abbia ricoperto quella carica per due tornate amministrative (per fortuna la legge prevede l'impossibilità di un terzo mandato) e superi i 60 anni, continui a fare politica, ma con un ruolo diverso, magari affiancando un altro leader o, comunque, ricopra altri ruoli. Le persone più esperte, che hanno dato di più alla politica, devono capire che, a quel punto, il loro impegno deve essere un altro: quello di educare, stare vicino e consigliare! Questa è la differenza: non chiediamo di non fare i parlamentari, di non avere ruoli di Governo, di fare i leader, i "numeri uno"! Non si tratta di una questione di immagine e non lo stiamo chiedendo per noi stessi. Non stiamo chiedendo il ricambio generazionale in questo Paese; stiamo chiedendo semplicemente che ci sia un atto di generosità da parte di chi ha iniziato prima. Io, da Consigliere Comunale di 26 anni, che ha la fortuna di avere iniziato prima, firmando questo patto, dichiaro che, quando avrò 60 anni, non farò il Sindaco di questa Città, l'Amministratore Delegato di una grande azienda o il Premier di questo Paese. Probabilmente queste eventualità non si presenteranno mai, ma il punto è che faremo un passo indietro proprio perché abbiamo iniziato così presto e, a quell'età, potremo stare al fianco di altri Consiglieri più giovani, che speriamo saranno dei Premier, Presidenti del Consiglio o Amministratori Delegati di grandi aziende. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Galasso. GALASSO Ennio Lucio Personalmente, comprendo sempre gli sforzi, soprattutto quando sono connaturati da generosità. Devo ammettere, però, che non mi aspettavo un tono così grave dal giovanissimo Consigliere Grimaldi. Vorrei fare subito un rilievo, già contenuto nell'intervento del Consigliere Grimaldi, a proposito del punto nel documento in cui si precisa che "il patto non è rivolto alle generazioni che ci precedono o a chi, oggi, sarebbe 'fuori quota'". Il difetto, ormai costitutivo, della nostra Nazione è quello di non affrontare mai le situazioni fino in fondo. Non ricordo chi sia l'autore, ma, in una pagina e mezza, diceva che "...abbiamo fatto una guerra, ma non fino in fondo, abbiamo iniziato la riforma, ma non fino in fondo...", anche qui, è stata fatta questa proposta, ma non fino in fondo, cioè con delle riserve un po' "cerchiobottiste". Inoltre, subito dopo diceva che "...l'errore è lecito, perché si cresce provando". Mi viene in mente anche Titta Madia che dice: "Che cos'è la giovinezza, senza il fascino dell'errore?", ma questa è poesia. Chiaramente, l'errore è un compagno che non ci abbandona mai, però su questo non possiamo costruire il dato sul piano istituzionale. Una preoccupazione è che, quando si assumono queste iniziative, a volte queste siano dettate dalla moda o, comunque, da certi impulsi del momento; il rischio è (come diceva Spengler) che "l'organizzazione non uccida l'organismo"; o anche possiamo dire "la norma non uccida l'organismo" o, comunque non lo renda più debole. Che cosa dobbiamo chiedere tutti, non solo i giovani, anche se noi "over" siamo stati salvati da questa vocazione a non fare mai le cose fino in fondo? Secondo me, dovremmo chiedere di avere una scuola; le nuove generazioni debbono chiedere di essere messe nelle condizioni di studiare di più, di apprendere di più, di specializzarsi di più, di crescere di più: questo è quanto debbono invocare! Anche perché, poi, nelle strutture, si fissano alcuni criteri e poi ci sono sempre delle eccezioni; per esempio, nelle grandi aziende, queste regole vigono ormai da anni, ma, in effetti, chi deve essere premiato viene premiato, solo che servono, magari, per non premiare chi merita, ma solo perché non è funzionale ad un certo disegno. Su questo andrei cauto, anche se non ho né da appassionarmi al tema, né da schierarmi contro. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Gallo Domenico. GALLO Domenico Ho chiesto prima al Consigliere Coppola, saggiamente (saggezza - giovani: facciamo pure questo tipo associazione un po' impropria, perché la saggezza è collegata all'esperienza), di ritirare questo ordine del giorno. Ovviamente, più che un invito è una riflessione, perché credo che non ci possa essere nessun patto che tenga, che possa vincolare qualcuno a fare scelte fondamentali di vita e neanche di quella politica. Penso che proprio i leader debbano avere saggezza ed equilibrio, che si formano con la maturità, cioè dall'esperienza sul campo e proprio i leader, coloro che guidano i movimenti e i partiti, devono avere quella forza e quella capacità che nasce solo da un passato robusto, che per alcuni si è costruito, ripeto, "al fronte", nei luoghi dove c'è conflitto e, per altri, nei luoghi dove c'è da assumere decisioni come, per esempio, nell'impresa, nella politica, insomma, nei vari settori della vita sociale. Stabilire che a 60 anni non si può essere leader o non si può diventare segretario di un partito o di altro, mi pare una forzatura che non tiene conto della libertà delle persone. Intendo dire che non potete stabilire patti attraverso i quali si decida, ad un certo punto della vita, di andarsene. Francamente, lo ritengo un patto corporativo ed è per questo motivo che non c'è la firma di nessun "over" nell'elenco che avete presentato. A me pare anche un po' offensivo, francamente. La saggezza suggerirebbe di ritirare l'ordine del giorno per concentrare la nostra attenzione su questioni serie. Avrei votato volentieri prima "Villa Primule" e non questo ordine sul patto generazionale! Guardate il Consigliere Galasso come è brioso e interessante con i suoi aneddoti e la sua cultura; il Consigliere Galasso dovrebbe ritirarsi! (INTERVENTO FUORI MICROFONO). L'ho letto. I leader! Voi parlate dei leader! Sindaco, fra tre anni dovrebbe fare le valigie! Quindi, Consigliere Coppola, in nome della saggezza, la invito a ritirare l'ordine del giorno. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Olmeo. OLMEO Gavino Mi trovo un po' in difficoltà per dover dire che sono d'accordo con il Consigliere Gallo e questa è già una cosa difficoltosa! Effettivamente, la questione è questa: dopo le mozioni e gli ordini del giorno che ci hanno visto impegnati sui nidi di rondine e sui colombi punti dagli spilloni, si pone una questione che, con tutto l'affetto che ho verso il mio ex allievo Consigliere Grimaldi, ritengo abbia all'incirca lo stesso livello di serietà. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Non mi inserisco sulle sue scelte. Penso che la proposta in oggetto sia poco seria e ciò che suscita ancora più ilarità è la pretesa (debbo dire, non tanto del primo firmatario, perché spesso l'ha messa in burla per primo, ma di alcuni degli altri firmatari) di dare l'impressione che ci sia qualcosa di serio. In questi giorni, ci sono giunte più o meno velate minacce da questo punto di vista, nel senso buono del termine, per carità, di chi ci segnalava, ad esempio "Guarda che questa è stata presentata da Profumo (che potrebbe essere il prossimo Sindaco della Città), quindi, ti voglio vedere votare contro una proposta del genere!" Vedranno che voterò contro questa proposta, tanto non avrei per il futuro più chance di quelle scarse che ho avuto per il presente. Ritengo che, se qualcuno voleva porre in essere delle mozioni che erano palesemente ritagliate addosso ad alcune cariche elettive, presenti o future, del Comune, ma soprattutto della Regione, aveva soltanto da fare una mozione con la scritta molto chiara "non vogliamo che il Consigliere Bonino si candidi alla presidenza della Regione!", così almeno c'era un nome ben preciso e la cosa appariva meno codarda di come effettivamente sia. Naturalmente, io voterò contro. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Rattazzi. RATTAZZI Giulio Cesare Il tema che è stato proposto potrebbe sembrare più adatto a divagazioni salottiere, piuttosto che a ragionamenti in sedi istituzionali. Ma, in effetti credo abbia ragione il Consigliere Grimaldi, sul fatto che si debba anche trovare il modo di poterne parlare seriamente. Intervengo molto rapidamente, perché mi dicono che sono il più anziano del Consiglio Comunale, quindi mi pare giusto che se ne parli, perché questo discorso, applicato alla politica (con i suoi assilli, le sue deformazioni, le sue difficoltà, le sue angustie, soprattutto, in questi tempi), tra gli argomenti che vengono spesso citati, forse troppo, riguarda l'anteposizione tra i giovani e gli anziani. Quindi, mi pare che si debba, invece, cercare di uscire dagli schematismi o dai manicheismi che vengono posti in questa direzione. Certamente, la gioventù non è una categoria dello spirito; d'altra parte, non ci sono dubbi che vadano tenute presenti per tutti la vivacità, l'energia, eccetera, che questa porta e che quindi va considerata, stimata e sostenuta e credo che nessuno più di me lo possa dire, avendo avuto per circa 40 anni la possibilità di fare in modo che tanti ragazzi potessero prepararsi e dare tante consolazioni e a chi ha fatto anche in modo che questo avvenisse. Se le generazioni si riferiscono all'età, bisogna tener conto che, da quel che si può dire, l'età può essere intesa in quattro modi: l'età anagrafica, che tutti capiscono, l'età fisiologica, ossia come si sta fisicamente; l'età spirituale, che è quella dell'identità soggettiva, ossia come uno pensa di essere e poi quella, invece, più importante, che è l'età che ti danno gli altri, ossia l'età oggettiva. L'applicazione dei discorsi che possono essere riferiti al tema che stiamo trattando, va relativizzata a come vengono stabilite queste possibilità di intendere le età. Non c'è dubbio, infatti, che, dal punto di vista della prassi politica, si potrebbe ricordare quanto diceva Guido Guicciardini nella "Storia d'Italia": "Ci sono giovani già vecchi per gravità e per costumi", oppure quel che diceva in termini più ilari, lepidi e gioviali Amintore Fanfani (personaggio diverso da Guido Guicciardini): "Meglio un anziano intelligente che un giovane bischero". Per cui, anche se io sono abbastanza d'accordo con l'ordine del giorno presentato (poi farò le dichiarazioni di voto), la conclusione è che il problema della distinzione, soprattutto per quel che riguarda l'attività di conduzione pubblica e quindi della politica, nella sua accezione più ampia e più nobile, non è tanto quella tra giovani e anziani, ma tra efficienti e non efficienti, capaci o incapaci, onesti o disonesti, preparati o impreparati. Questo è il modo con cui dobbiamo cercare di affrontare questo problema. L'ordine del giorno, che parte, senz'altro, da buone intenzioni, contiene, però (l'ho letto adesso, dico la verità e mi scuso con i 15 giovani, e sono tanti, che ci sono in questo Consiglio Comunale), rigidezze formali di impostazione che lo rendono, a volte, di difficile o anche malevola interpretazione, come, invece, senz'altro non è, come è stato spiegato. Anche chi non è più giovane, quindi, può essere inteso ancora come risorsa per il futuro, anche se il suo tempo di vita è più limitato, anche perché, così come viene sottoposto questo patto, con una validità prospettica, noi non potremo verificare se a sessant'anni si troverà in queste condizioni, ma eviterei di sottolineare questi aspetti specifici. Per concludere, mi pare giusto andare avanti in una collaborazione che comporti una visione d'insieme, per il bene comune, per l'attività pubblica seria e ben determinata e per i motivi che ho detto. Sono d'accordo sui contenuti, ma ritengo che andrebbero corrette alcune parti sugli aspetti formali, quindi mi asterrò. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Bonino. BONINO Gian Luigi Cercherò di intervenire brevemente e con tono leggero, che mi pare si addica alla questione. L'ordine del giorno è valido anche per il Papa? Se così fosse, metteremmo in grande difficoltà le gerarchie ecclesiastiche e, se si presentasse un emendamento in tal senso, forse, potreste strappare il mio voto favorevole! Questi ragionamenti mi mettono sempre in difficoltà. Fino a qualche anno fa, infatti, ero troppo giovane per fare alcune cose; improvvisamente, mi trovo troppo vecchio. L'età, quindi, è sempre molto relativa. La cosa che mi ha sempre dato fastidio (mi spiace di avere i capelli bianchi e di doverlo dire) è di dover ragionare in termini anagrafici: la carta di identità non è assolutamente un mezzo di ragionamento, mentre si può parlare in termini di efficienza, capacità, eccetera. Voglio ricordare un personaggio come Sandro Pertini, il quale aveva superato abbondantemente gli ottant'anni quando venne eletto Presidente della Repubblica e fu, credo (non lo dico perché faceva parte del mio Partito, ma credo, che, istituzionalmente, fosse considerata una persona un po' di tutti gli italiani), uno dei migliori Presidenti della Repubblica che abbiamo avuto. Credo che lo stesso si possa dire di Napolitano, eletto recentemente, ma voglio ricordare anche Luigi Einaudi e De Gasperi, personaggi che, quando sono andati a governare (ricoprendo la carica di Presidente del Consiglio o della Repubblica), hanno fatto molto per il nostro Paese e non erano sicuramente dei quarantenni. Nel secolo che si è appena concluso, in realtà, molti altri personaggi sono andati al governo molto più giovani (la Germania dell'anteguerra portò personaggi molto giovani al governo: trentacinquenni e quarantenni, non sessantenni). Faccio questi esempi, ma potrei farne molti altri, per dimostrare che non è importante l'età. È naturale che chi è bravo governi e chi non è bravo stia a casa e faccia altro, a vent'anni, come a ottanta. Il problema non è l'età, ma, semmai (condivido, in parte, quanto detto dal Consigliere Galasso), la necessità di preparare meglio le nuove generazioni, soprattutto quelle molto giovani, attraverso la formazione. Credo che molti di noi abbiano imparato attraverso "palestre" interessanti, come le Circoscrizioni, i partiti, eccetera e credo che queste siano le scuole che dobbiamo migliorare, trovando anche altri elementi di formazione per i giovani che si avvicinano alla politica. Perdonatemi, ma, personalmente, non ritengo adatto un ordine del giorno di questo tipo che, né mi convince, né mi pare possa essere preso in seria considerazione; per me, potrebbe essere approvato o meno poiché, comunque, non mi cambierà la vita: continuerò a fare ciò in cui credo e che, eventualmente, i miei elettori o i miei estimatori mi consentiranno di fare, indipendentemente dall'età, e, semmai, saranno le forze, che, se mi abbandoneranno o meno, mi costringeranno a compiere altre scelte. Chiedo, quindi, al primo firmatario, il Consigliere Coppola, di ritirare questo ordine del giorno per dignità di tutti e per evitare di fare delle brutte figure. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Il primo firmatario, in questo momento, non è presente, ma essendoci il secondo, consideriamo assodata la richiesta. La parola al Consigliere Lonero. LONERO Giuseppe Inizio questo breve intervento dal fondo, per anticipare che non voterò contro questo ordine del giorno, per rispetto nei confronti del lavoro dei proponenti, ma mi asterrò, per manifestare, in maniera tangibile, l'indifferenza che mi ha suscitato la sua lettura. L'indifferenza (parlo a titolo personale) deriva dalla impostazione anagrafica che i proponenti hanno voluto dare a questo ordine del giorno, così come mi suscitano indifferenza le distinzioni di genere che vengono fatte, quando si parla di attività politica. Quindi, né quote rosa né quote "baby". Secondo me, sarebbe stato più opportuno stipulare altri tipi di patti riguardanti l'attività politica, come per esempio un patto etico, che potrebbe indurre gli attivisti dei vari partiti, o anche coloro che esercitano l'attività politica, a lasciare campo ad altre persone, nel momento in cui dovessero rendersi conto che il loro apporto all'attività amministrativa fosse del tutto ridondante, inutile, ripetitivo e quindi, forse, dannoso per l'attività che svolgono. Un patto etico, magari, potrebbe indurre i partiti a non supportare ulteriormente la candidatura di politici che abbiano dato pessima dimostrazione del proprio operato, che quindi abbiano perseguito risultati negativi dal punto di vista amministrativo e politico, o la cui attività politica non sia stata in grado di migliorare la qualità della vita dei cittadini. In questo senso, mi unisco a chi mi ha preceduto, dicendo che il patto non dovrebbe essere impostato anagraficamente, bensì stipulato tenendo conto delle capacità, del merito, della produttività e capacità d'incidere positivamente sulla qualità della vita. Sarei stato disponibile a sottoscrivere un altro patto, che consentisse a tutti di svolgere liberamente l'attività politica; infatti, chi la svolge, soprattutto in giovane età, è spesso un fortunato, perché ha alle spalle una famiglia che può supportarlo o una certa capacità di sostentamento, insomma, che gli consente di dedicare gran parte del proprio tempo, appunto, all'attività politica. Forse, invece, dovremmo cominciare a pensare ad un patto che consenta tale possibilità ai giovani che non possano permetterselo, anche dal punto di vista economico (ad esempio, attraverso la formazione, come suggeriva il Consigliere Galasso), prevedendo un sostegno alle loro famiglie e, quindi, indirettamente, ai giovani stessi. Un simile patto generazionale mi troverebbe sicuramente concorde, diversamente da quello proposto oggi in Aula, rispetto al quale - ripeto - manifesto la mia assoluta indifferenza. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Levi-Montalcini. LEVI-MONTALCINI Piera Devo dire che soprattutto mi ha stupita, quando se ne parlava nei corridoi, l'aggressività dei giovani firmatari di questa proposta di ordine del giorno, quasi volessero dirci: "Noi abbiamo più diritto di voi, andatevene fuori... Noi saremo meglio di voi". Innanzitutto, questo sarà da vedere ed io non penso che lo vedrò, sebbene, considerando la mia famiglia, geneticamente, potrei anche arrivare ai 100 anni; in ogni caso, non desidererò neppure andare a controllare se Grimaldi o Cassiani saranno ancora Sindaci o altro, a Torino o in Italia! Invece, sinceramente, auspicherei che questi ragazzi (che peraltro sono molto più numerosi in questa tornata amministrativa rispetto a quella precedente) s'impegnassero di più per ottenere, per sé e per i giovani come loro, qualcosa di meglio da parte dell'Amministrazione. Sin da quando ho incominciato a far parte del Consiglio Comunale, ho proposto di realizzare una città dei giovani, nella quale possano andare ad abitare, fuori dalla famiglia, al compimento dei 18 anni, usufruendo di un prestito d'onore da parte della Città con l'impegno di rendere il denaro solo successivamente, quando possano andare a lavorare; devo, però, dire che si sono mostrati tutti molto tiepidi, probabilmente, perché è molto più comodo restare a casa, dove c'è la mamma che cucina! Il beneficio che ingenera la competizione mi porta ad affermare che non amo l'università così "spezzettata", per cui i giovani di Vercelli si ritrovano sempre a Vercelli e quelli di Asti sempre ad Asti: sarebbe molto meglio, ed io lo auspicherei, se loro stessi chiedessero di poter competere con altri ragazzi che non conoscono, poiché si troveranno davanti giovani extracomunitari molto più aggressivi e desiderosi di conquistare quel posto che loro sperano di avere da noi con il tutoraggio! CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Cuntrò. CUNTRO' Gioacchino Mi trovo veramente in imbarazzo a dover condividere un'appassionata decisione, assunta da 15 nostri Consiglieri, i quali, sottoscrivendo questo documento, s'impegnano ad assumersi una responsabilità che ritengo abbia un senso, perché la posso condividere, così com'è stata proposta al dibattito in Aula, ma sono convinto che possa anche subire delle modifiche. Infatti, con quest'ordine del giorno, si dà il lasciapassare - peraltro, li ringrazio per avermelo dato - a coloro i quali siano nella condizione di avere oltre quarant'anni, perché mi dicono che io sono garantito e condivido semplicemente, con loro, un impegno che si assumono adesso e che stabiliscono, oggi, per allora. Quindi, questi giovani (dai 24 anni in su, fino ad arrivare ai 40, perché siamo sotto i 40), all'età di 60 anni, s'impegnano a non assumere la carica di leader. Innanzitutto, vi sono alcuni fattori importanti: un impegno di questo genere... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). No, cari Consiglieri! Se passa o meno, il patto che avete sottoscritto è un impegno che avete assunto con voi stessi, perché questo Consiglio Comunale non può mettere il sigillo su un impegno che voi vi siete assunti! Serietà per serietà! Quindi, impegnarsi oggi, per allora, significa che, a 60 anni, a qualcuno di questi 15 si dovrà chiedere di fare il Sindaco. Ma chi lo dice che vi si chiederà di farlo? A 60 anni, qualcuno di questi potrebbe dire che, però, può fare il Vicesindaco. Ma qual è la responsabilità che differenzia un Sindaco da un Vicesindaco? Vorrebbe dire - chiedo scusa - essere eletto dai cittadini! E perché togliere una possibilità democratica di scelta ai cittadini? Voi v'impegnate per allora? Fatelo, auguri! Io, invece, v'invito a ritirare quest'ordine del giorno, perché, quando arriverete a 60 anni, i vostri figli vi diranno: "Quando ne avevate 30, non avete capito nulla!". CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Dopo questa precisazione, che dà la stura a tutta una serie di considerazioni, circa la capacità di comprensione degli attuali trentenni, cinquantaseienni o cinquantacinquenni, ha chiesto d'intervenire un giovane, che non è più tanto giovane... La parola al Consigliere Giorgis. GIORGIS Andrea Nonostante l'età... (INTERVENTI FUORI MICROFONO). Presidente, la tentazione di fare dell'ironia c'è, e sarebbe anche facile. In quest'Aula, più di un Consigliere intervenuto ha fatto dell'ironia, quindi, si potrebbe scherzare sull'"ora per allora", oppure sul fatto che, qualora anche il Sindaco sottoscrivesse l'appello, potremmo correre il rischio di elezioni anticipate; insomma, ironie se ne potrebbero fare davvero tante. Quindi, mi rivolgo al Presidente, perché, se trattiamo la proposta con leggerezza, scherzando, può anche far piacere, ogni tanto, qualche sorriso in Aula (peraltro, mi sembra che gli stessi presentatori la vivano come una sorta di allegra proposta, che consente qualche sorriso a questo Consiglio Comunale); però, se, per caso, si prova a prenderla sul serio, allora, devo spiegare il motivo per cui voterò contro, appunto, sforzandomi, per un attimo, di prenderla seriamente. Innanzitutto, l'artificio retorico, secondo cui l'impegno riguarda... (INTERVENTI FUORI MICROFONO). Veramente, Consigliere Coppola, mi stavo rivolgendo a lei... (INTERVENTI FUORI MICROFONO). Contrariamente a quanto verrebbe voglia di fare, stavo provando a prendere sul serio questa proposta. Forse l'ilarità sarebbe la strada migliore, ma, se la prendo sul serio, giungo a votare ugualmente "No" per questa ragione: al di là dell'artificio di presentare il patto come un impegno riservato soltanto a coloro che lo sottoscrivono e, in qualche modo, al di là di provare a giocare sul fatto che si impegna un intero Consiglio Comunale, per dire una cosa che riguarda soltanto se stessi, credo che tutti noi, senza particolare bisogno di un'approfondita riflessione, ci accorgiamo che questo è un trucco che ricorda molto quelli che (quanto sono generosi!) si recano a testimoniare, anziché con la lanterna, con il riflettore (mi auguro che tutti abbiano capito l'immagine). Questa proposta tradisce una concezione crudele, della vita. Spiego perché. Perché tradisce l'idea secondo la quale le persone, arrivate a 60 anni, hanno perso efficienza e capacità di essere produttive, per cui, in qualche modo, devono farsi da parte. Credo che questa cultura, che ha fatto strame nella società, non migliori la qualità della vita, perché è quella stessa cultura che considera l'anziano non saggio, ma rimbambito; da mettere da parte. Certo, sono sicuro che dietro questa proposta ci siano le migliori intenzioni. C'é la voglia di rinnovare il nostro Paese (e il nostro Paese ha bisogno di essere rinnovato). Però, attenzione! Attenzione a non affermare una richiesta giusta, l'innovazione del nostro Paese, dando un ulteriore contributo a questo sentire diffuso che immagina le persone, appena hanno perso un po' di quella giovane efficienza e quel giovane vigore che arriva fino intorno ai 40 anni, non più adatte a ricoprire ruoli di responsabilità. Credo che questa idea, così ossessivamente ripetuta, del ricambio generazionale, nasconda una visione del rapporto tra le generazioni che io, personalmente (é ovvio che parlo a titolo ultrapersonale) non considero così corrispondente a quell'idea di rispetto e di valorizzazione delle persone che, secondo me, invece, sarebbe bene promuovere. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Tronzano. TRONZANO Andrea Mi scuso se l'impressione di questo Patto Generazionale è quella descritta dal giusto intervento del Consigliere Giorgis, perché, personalmente, condivido molte delle affermazioni pronunciate, ad esempio, dai Consiglieri Levi-Montalcini, Gallo Domenico, Bonino e dallo stesso Consigliere Cuntrò, pur nella sua ironia. Comunico a verbale che ho firmato questo patto, soltanto ed esclusivamente per me stesso, senza voler mettere in discussione, assolutamente, chi è più giovane e ha più meriti, né, tanto meno, chi è più vecchio e abbia meno meriti, o perché decrepito, o perché debba andare in pensione. Assolutamente. E' un impegno che mi assumo, personalmente, nei confronti del Consiglio Comunale e, essendo rappresentante dei cittadini, della Città. Se avrò la fortuna di arrivare a 60 anni e di essere ancora in Consiglio Comunale, magari, a livelli più alti (cosa che, peraltro, potrebbe anche non capitare, come giustamente diceva il Consigliere Cuntrò), mi prenderò l'impegno personale di ritirarmi, o, comunque, di fare il padre nobile di persone più giovani di me. Credo che questo sia assolutamente prioritario, perché noi non possiamo (e lo dico anche alla Presidente Levi-Montalcini) obbligare assolutamente questo Consiglio Comunale a votare questo ordine del giorno. E' assolutamente giusto, anzi. Penso sia giusto che chi ha firmato questo patto, prenda un impegno con se stesso, da condividere e da sottoscrivere. Punto e basta. La saggezza dei più anziani, in molte situazioni, è fondamentale e determinante. Credo che, a 60 anni, chiunque possa dare ancora un contributo assolutamente efficace alla vita pubblica, così come alla vita aziendale. Penso che anche per me, 20 o 30 anni, passeranno molto velocemente, come un soffio (purtroppo il tempo scorre velocissimo). L'impegno che mi prendo se, ripeto, avrò la fortuna di essere ancora in questo Consiglio Comunale, o più su, è che, comunque, a 60 anni, cercherò di essere il numero 2 e non più il protagonista assoluto. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Grazie, Consigliere Tronzano; glielo assicuro: non per tutti passano molto velocemente, gli anni! Sono i minuti che non passano mai. La parola al Consigliere Cassiani. CASSIANI Luca Mi pare che questa proposta, avanzata da molti Consiglieri (ringrazio il Vicepresidente Coppola per aver posto la questione sulla quale abbiamo dibattuto), abbia suscitato un ampio dibattito che non va soltanto nel merito, ma spazia sulla questione che riguarda la politica nazionale, impegni e ciò che a tutti noi, ovviamente, è richiesto di fare durante il nostro mandato. Innanzitutto, voglio chiarire che, personalmente (e credo valga anche per i Colleghi), nessuno chiede a nessun altro di fare passi indietro, a meno che questi non siano condivisi, scelti, in modo libero e democratico e in coscienza. Qui, non chiediamo niente a nessuno. Se qualcuno volesse votare contro, astenersi, uscire dall'Aula è libero di farlo. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Ma no, grazie. No, perché pareva... Scusate se... (INTERVENTO FUORI MICROFONO) Pareva quasi che qui si chiedesse a qualcuno di fare dei passi indietro. Abbiamo chiarito in modo serio al Sindaco, ma anche agli altri Consiglieri intervenuti, a parte le ironie, che qui abbiamo espresso un'opinione. Tra l'altro, facciamo noi un passo indietro, perché sappiamo che cosa abbia significato e che cosa abbia voluto dire in questi anni, per molti di noi, poter arrivare a rappresentare i cittadini torinesi in Consiglio Comunale e quali siano state le difficoltà e gli ostacoli frapposti, non soltanto dalla politica, ma, da questo punto di vista, dal sistema Italia (e lo dico ai Consiglieri che hanno parlato prima di me - l'ho appuntato: Gallo Domenico, Bonino e Galasso). Sapete che, in Italia, l'età media dei parlamentari sfiora i 56 anni? (INTERVENTO FUORI MICROFONO) Io, invece, credo sia una mancanza di democrazia e di rappresentatività, pensare che una società che contempla tantissime fasce di età (e, quindi, di generazioni) sia rappresentata esclusivamente, non soltanto in Parlamento, ma nelle grandi aziende, nelle grandi banche, nelle grandi multinazionali, da persone che hanno un'età assolutamente diversa e lontana da quella che caratterizza la grandissima maggioranza di cittadini. Questo, secondo me, è un fatto di poca democrazia; sintomo di un cattivo modo di fare democrazia, in un Paese. Noi abbiamo visto... (INTERVENTO FUORI MICROFONO) No, no, ma non c'è nessun riferimento personale. Abbiamo visto una campagna elettorale che, nei Paesi occidentali, non si vedeva e non si vedrà sicuramente, nei prossimi anni: in Inghilterra, in Francia, in Spagna, negli Stati Uniti, contrapposti due leader di 70 anni. Ritengo che questo sia un cattivo esempio per il Paese, non perché siano capaci, o poco capaci, o meno capaci di altri, ma perché offre una visione del Paese, irreale rispetto a quella reale. Le forze produttive e politiche capaci sono anche tra i giovani, le forze imprenditoriali migliori sono anche tra le persone che hanno 40, 50 anni. Non hanno tutti 70 anni in questo Paese! E neanche i parlamentari possono rappresentare soltanto i settantenni, o i sessantenni! Devono e possono rappresentare anche i venticinquenni, i trentenni, o i quarantenni! Qui non si vogliono chiedere, a nessuno, gesti liberalitari, nei confronti di chi verrà dopo... CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Consigliere Cassiani, può concludere, per favore? CASSIANI Luca Ho finito. Se, però, non ci si mette mai in discussione, se non si sbaglia anche mai, se non si prova mai a fare qualcosa, a governare il Paese, non si ha la possibilità di provare ad essere Assessori, Consiglieri Comunali, o chi di più, Sindaco, sicuramente perdiamo delle possibilità e delle energie e delle esperienze delle quali il Paese, secondo me, in questo momento, ha bisogno. Lo faccio, perché credo, e spero, che le generazioni che verranno dopo di me (mio figlio - e poi chi verrà dopo di lui) abbiano soltanto questo: meno difficoltà ad entrare in politica, nell'imprenditoria, ad avere ruoli apicali nella società. Soltanto questo. Un po' meno difficoltà di quelle che ho avuto io. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La invito a concludere. CASSIANI Luca Per il resto, se questo può aiutare, credo possa essere un contributo. Diversamente, potremmo almeno dire di averci provato; crediamo sia una battaglia che dovrebbero combattere tutti, in tutti i Partiti, a tutti i livelli. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Grazie, Consigliere Cassiani, anche per la foga oratoria. La parola al Consigliere Carossa. CAROSSA Mario Chiederei agli amici Consiglieri, di maggioranza e opposizione, di intervenire così numerosi anche in altri momenti della vita del Consiglio. Non vuole essere polemica, però, in certi momenti, trovo assoluta mancanza di dibattito in questo Consiglio, mancanza che, ho visto con piacere, non c'è stata, invece, per questa proposta di ordine del giorno. Sono stato qua ad ascoltare proprio perché non sapevo cosa votare. Adesso ritengo di aver deciso. Io, tra l'altro, sono Capogruppo di un partito che, a livello parlamentare, è il più giovane. Abbiamo fatto veramente un notevolissimo ricambio generazionale all'interno del partito, quindi, non ho nessun problema a discutere di questo. Ho capito che, naturalmente (ed è pacifico), chi è in là con gli anni tenda a privilegiare il discorso di esperienza, di saggezza e di quant'altro. Chi è più giovane porta avanti queste idee. Ho quasi 48 anni e ho cominciato tardi ad interessarmi di politica, perché ho privilegiato la famiglia: a 24 anni ho avuto la prima figlia e poi gli altri figli. Prima c'è stato un accenno al fatto che bisogna anche avere le possibilità di fare politica: una scelta che avrei voluto fare sin da subito. Mi sarebbe sempre piaciuto fare politica, ma ho privilegiato altre cose e assolutamente non me ne pento. Penso che voterò a favore di questo ordine del giorno, perché, secondo me, è giusto dare un segnale, anche se non lo condivido fino in fondo, però, tra non darlo e darlo preferisco darlo. Non ritengo che questa sia la via più giusta, ma che questo sia un passo per cercare di far sì che in Italia non capiti più che i due leader, rispettivamente di opposizione e di maggioranza, abbiano uno 71 anni e l'altro 69 (con tutto il rispetto per le persone che hanno 71 anni e, naturalmente, 69). Sarebbe meglio - ma non lo dico io, è pacifico - una persona più giovane come un Sarkozy (ma questa non vuole essere una notazione politica), o un Blair, che si ritira ben prima di quanto facciano i nostri Presidenti del Consiglio. Voto anche a favore (in questo sono sincero), perché non vorrei mai, nel caso in cui non fosse approvato questo ordine del giorno, dare degli alibi a chi l'ha firmato, per poter, poi, dire "é stato bocciato e, quindi, mi ritengo libero dal mio impegno". Temo che non siano queste le strade che serviranno per avere il ricambio generazionale. Dobbiamo, secondo me, imporlo di più all'interno dei partiti. Non voglio fare polemica (ripeto, su questo non è da fare), ma l'esempio del Partito Democratico, è un esempio assolutamente deleterio. Mi fa piacere che ci siano tanti componenti del Partito Democratico che abbiano firmato questo ordine del giorno, però, intanto, all'interno del vostro nuovo partito, avete fallito. Siete partiti col piede leggermente sbagliato! Auguro a tutti i giovani, che sono presenti in questo Consiglio Comunale, di fare veramente una carriera politica esemplare, soprattutto perché, se questo accadrà, penso che venga un qualcosa per i cittadini che tutti voi rappresenterete anche in futuro. Voto a favore, anche perché ritengo, ne sono sicuro, che se Andreotti si trovasse in questa Aula, voterebbe a favore di questo. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Cantore. CANTORE Daniele Vorrei esprimere il mio plauso ai giovani del Consiglio Comunale che hanno proposto questo ordine del giorno. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). No, non mi avete convinto; ci ho pensato e voglio, riflettendo su questo ordine del giorno, dire due cose. Intanto, preferisco parlare di questi temi, Consigliere Cassiani, in Aula, a fronte dell'ordine del giorno, anziché leggere sui giornali che un segretario della maggioranza si svegli una mattina e dica che le Circoscrizioni sono inutili. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). In generale. Un segretario della sua maggioranza ha dichiarato, domenica sui giornali, che le Circoscrizioni sono inutili, addebitando introiti che non esistono ai Consiglieri di Circoscrizione, quindi, dando una cattiva informazione. Questo è un modo di fare politica che a me non piace e ho voluto rimarcarlo qui. Preferisco, invece, ragionare su quest'ordine del giorno che ritengo serio. Devo ringraziare il Consigliere Coppola non solo per i complimenti e gli auspici nei miei confronti, ma per la serietà con la quale ha portato in Aula quest'ordine del giorno. Ma quale serietà? La prima. Il Consigliere Coppola, è vero, si collega ad un patto generazionale a livello nazionale, ma c'è una bella differenza, a merito vostro, perché chi ha firmato a livello nazionale fa parte di quell'imprenditoria familiare, di quell'alta finanza familiare, dopodiché se un fratello si ritira a 60 anni ne subentra un altro. Non c'è un problema. Voi non siete figli d'arte! Voi avete costruito la vostra politica con passione e con volontà! Quindi, penso che questo sia un doppio merito e non sia da collegare (questo vi pregherei) all'iniziativa del mio amico Iosi, che, invece, ha fatto - per quello devo fare questo riferimento - un'operazione semplicemente di marketing pubblicitario. Siccome lui è un produttore televisivo, è uno dei concorrenti della Endemol - a me interessa anche difendere la Endemol, ora faccio una battuta, per ovvi motivi di amicizia -, l'iniziativa di Iosi non è la vostra iniziativa. Complimenti a chi l'ha presa in un Consiglio Comunale e devo dire che non si può che essere solidali con chi ha questo coraggio. Forse, alla vostra età non l'avrei avuto e, forse, non ce l'ho neanche oggi. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Io voglio essere sincero, non mi piace l'ipocrisia! Ritengo, che l'iniziativa sia un'iniziativa importante, seria che, comunque, si inserisce in una logica di apertura della politica. Mi permetto di dare due umili suggerimenti, ma non da anziano, perché non mi considero ancora tale e non sono in grado nemmeno di insegnare. Penso che in questa miscela, che vuole un rinnovamento della classe politica, si debba, per prima cosa - e penso che non avrebbe senso emendare questo documento, ma penso che possa essere, da parte vostra, un impegno per il futuro -, non approfondire in questa Aula, ma parlare anche di passione e di etica della politica. Questo è un tema che dobbiamo mettere alla base di qualsiasi confronto tra giovani e tra non giovani; quindi, penso che questa sia la base di partenza che immagino voi abbiate dato per scontata, perché c'è una passione che nasce con i pantaloncini corti e questo va a merito dell'antipolitica o di chi vorrebbe che questa politica fosse governata da poteri che stanno fuori da queste Aule. Il secondo suggerimento che mi permetto di portare, è quello - qui, invece, mi ha spinto un'altro ordine del giorno - dei mandati, perché non ha senso parlare di età - e non voglio entrare in disquisizioni, per cui se uno ha 60 anni è più maturo. C'é bisogno di un riequilibrio nei confronti, prima di tutto, delle donne e poi dei giovani, in qualsiasi livello istituzionale. Il Consigliere Cassiani pensava che entrassimo in rotta di collisione, ma non è così. C'é anche bisogno di dare delle regole! Noi dobbiamo parlare di quanti mandati un Consigliere Comunale, Provinciale o Regionale può svolgere nell'Ente istituzionale... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). O un Parlamentare, perché l'età anagrafica è similare, se vogliamo usare questo termine. Nel senso che anche stare tanto a lungo in una certa istituzione porta a delle incrostazioni e anche ad una demotivazione che va a danno delle Istituzioni. Penso che questo sia un altro elemento sul quale riflettere. Con questi elementi, questo documento oggi ha portato ad una discussione seria, non manichea - perché, alla fine, anche la vivacità che c'era all'esterno l'abbiamo ricondotta a buon senso - e penso che questi giovani debbano avere la possibilità, Presidente, di prendere questo impegno. Peraltro, coloro che, fra di noi, hanno più anni, sanno bene che si tratta anche di un impegno a favore dei nostri figli. Hanno ragione loro: non è un danno nei nostri confronti, perché non c'impegniamo ad andarcene a sessant'anni - per essere chiari -, ma è un impegno nei confronti dei nostri figli, insomma, quello di aprire la politica. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Certamente, perché sono convinto che, quando avranno sessant'anni, ci sarà comunque qualcuno che andrà a verificare se corrisponda o meno all'impegno assunto. Quindi, si tratta di un impegno serio, nel quale credo. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Genisio. GENISIO Domenica Non so se, dopo tutti questi interventi, abbia ancora un senso esternare, in modo faceto - in modo serio, considerata la mia età, perché sono over 60 -, che non mi ritengo assolutamente toccata da quest'ordine del giorno; peraltro, questa è la mia prima esperienza in Consiglio Comunale e presumo che sarà anche l'ultima, ma non per motivi d'età, bensì di scelta. Ho letto la proposta con molta attenzione e, essendo mamma di giovani come i sottoscrittori (ma anche nonna), mi sono domandata che cosa voglia dire il patto generazionale nell'ambito della politica, quando il nostro è un Paese che invecchia e, quindi, non sono certamente i giovani a conoscere le esigenze degli anziani, mentre il nostro problema è proprio quello di avere risposte per loro. Perciò, se gli anziani, in Italia - gli over 60 -, rappresentano (o rappresenteranno, fra dieci anni) il 70% della popolazione, è perfettamente normale che vi siano tanti anziani a rappresentarli. Peraltro, neppure per l'OMS, ormai, i 60 anni rappresentano un'età che denoti sintomo di semivecchiaia: come diceva il Consigliere Rattazzi, una persona è anziana in base alle sue condizioni fisiologiche, per la vita che ha condotto ed anche per i neuroni cerebrali che risultano ancora funzionanti; conseguentemente, si può verificare altresì che una persona giovane viva in modo dissipato e possieda soltanto tre neuroni che non s'incrociano mai, quindi, varrebbe molto meno, a livello d'assunzioni di responsabilità, di un sessantenne. Pertanto, sebbene con rammarico, non voterò questa proposta di ordine del giorno, innanzitutto, perché non mi sento assolutamente coinvolta, poi, perché credo che non debba essere l'intero Consiglio Comunale ad esprimersi su un patto stipulato da singoli Colleghi Consiglieri, i quali possono stendere un patto personale o di fronte ad altri giovani, e, principalmente, perché non sono convinta di un patto intergenerazionale: penso che i giovani debbano competere fra di loro, poiché è fra di loro che dovranno uscire gli elementi migliori, per potersi porre quali leadership o governanti, a livello sia politico, sia aziendale; non è un confronto fra giovani ed anziani, ma fra persone capaci e, in particolare, della stessa generazione. Non mi sento in competizione con un giovane, perché ciò che io ho, il giovane non ce l'ha ancora, come io non ho più quello che lui avrà; quindi, non sono in competizione con lui. Mi preoccupa parecchio questa smania di correre e, come ha detto bene il Consigliere Giorgis, di accantonare una persona di una certa età, che possa dar fastidio. Perciò, invito i giovani a competere fra di loro, perché è fra di loro che dovrà uscire il giovane migliore. Prima, il Consigliere Bonino ha parlato della proposta di porre l'età anche per il clero e, in particolare, per il Papa. Allora, perché non poniamo il limite dei 60 anni per il lavoro, per le professioni universitarie, per la libera professione degli avvocati? Siamo pieni di persone, le quali esercitano la libera professione e sono continuamente in esercizio, che anche a 80 anni non lascerebbero mai il Foro! Non capisco quest'accanimento contro il livello aziendale e quello politico; quindi, mi spiace, ma voterò contro. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Cassano. CASSANO Luca Innanzitutto, desidero ringraziare i Consiglieri intervenuti finora e, in particolare, il Consigliere Cantore, per aver saputo interpretare questa proposta d'ordine del giorno, al di là del significato attribuito da molti altri Consiglieri, e anche per la capacità d'interloquire con i suoi estensori, formulando a sua volta alcuni suggerimenti. Credo che questa proposta vada letta soprattutto come un atto di coraggio e non d'arroganza, come più Consiglieri hanno detto, perché, per quanto mi riguarda, l'ho sottoscritta ritenendola un atto di coraggio, da parte nostra, ed anche un impegno, che non investe persone diverse da noi, ma che sollecita un dibattito collettivo sui temi della politica, dei giovani in politica e delle istituzioni in senso più generale. Ho ascoltato attentamente anche l'intervento del Consigliere Levi-Montalcini e, nell'affrontare la discussione di questo documento, ritengo indispensabile indagare anche i motivi che, oggi, non consentono ai giovani di acquisire la necessaria autonomia, perché, molto spesso, non si tratta di un'assenza di volontà o di pigrizia, ma, oggettivamente, le condizioni di lavoro o di studio sono sicuramente peggiori di quelle vissute dalla vostra generazione e da quella dei nostri padri e madri, che, quindi, allontanano non solo dall'autonomia economica e dalla possibilità di vivere in uno spazio libero, ma anche dalla possibilità di militare e fare politica. Se non si cogliesse quest'aspetto sociale, che rappresenta uno dei nodi principali che la politica dovrà riuscire a sciogliere, cioè quello di consentire anche alle giovani generazioni di acquisire un'autonomia economica e di spazi di vita, secondo me, la discussione su questo patto generazionale potrebbe essere monca. Il fatto che esponenti di partiti diversi abbiano sottoscritto questa proposta, sicuramente, parla anche del livello di conflittualità e di che cosa siano diventati, oggi, i partiti in cui militiamo e le realtà in cui impegniamo il nostro tempo, perché, se esiste un sentimento ed una sensazione che riesce a travalicare gli schieramenti, è evidente che stiamo parlando di un malessere diffuso di partiti politici, nei quali la stessa autonomia, di cui si parlava prima, è sempre più difficile da raggiungere. Molto spesso, nei nostri partiti - i Consiglieri lo sanno -, i giovani emergono o per investitura o per cooptazione, ed è evidente che ciò interessa anche le istituzioni e la possibilità dei giovani di arrivare nelle stesse. Consiglieri, è altrettanto evidente che, congiuntamente a questa discussione, dovremmo parlare e collegarne un'altra più ampia sui temi dell'etica e della passione politica. Vi è un dato, che, secondo me, dovrebbe allarmare non soltanto i giovani, ma anche tutti coloro i quali condividano una passione, ossia la fuga costante che fette consistenti di giovani generazioni operano verso il mondo del volontariato, evidentemente percepito come un mondo più pulito, più aperto ai giovani ed anche più disponibile ai cambiamenti che le giovani generazioni possono operare. Non sono d'accordo con il Consigliere Giorgis, rispetto alla sensazione che quest'ordine del giorno imponga non un patto generazionale, bensì uno scontro ed una selezione naturale, secondo la quale gli anziani, dopo una certa età, sarebbero inetti o non più in grado di guidare la vita politica di questo Paese; invece, oggi, viviamo in una condizione che, paradossalmente, è opposta, perché i giovani vengono considerati - molto spesso, pregiudizialmente - non in grado di assumere responsabilità politiche o istituzionali. Però, forse, Presidente, con un maggior silenzio in Aula, i Consiglieri che sono intervenuti, peraltro con tanta veemenza, potrebbero pure ascoltare i giovani Consiglieri... CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Ha ragione, Consigliere Cassano, l'avevo richiamato fuori microfono, ma ora vorrei che risultasse a verbale. CASSANO Luca Da parte nostra e mia, in particolare, non vi è stata alcuna volontà di proporre uno scontro generazionale o una selezione, che imponesse agli anziani di questo Paese di farsi da parte. Invece, Presidente, noi viviamo in una condizione che, molto spesso, nega ai giovani la possibilità di fare politica, per motivi interni alla politica stessa ed ai partiti, ma che attengono anche alla qualità ed all'etica dei partiti politici, in maniera trasversale, da Alleanza Nazionale a Rifondazione Comunista. Quindi, esiste un problema, di cui attualmente sono i giovani le principali vittime, ma che, in futuro, potrebbe coinvolgere, in maniera decisamente più estesa, tutta la nostra nazione. La disaffezione verso la politica, evidentemente, nasce da una pratica che, come ricordavano anche altri Consiglieri, è tipicamente italiana, poiché esiste un'anomalia, che il nostro Paese vive, secondo la quale il Presidente della Camera viene considerato un novizio, all'alba dei suoi 65 anni: queste furono le esatte parole con cui gli vennero formulati gli auguri, nel momento in cui fu eletto alla carica di Presidente della Camera e vi s'insediò. Ebbene, ritengo che si debba andare anche più in là, oltre al discorso del doppio mandato, cominciando ad introdurre elementi di discontinuità con il passato, e ragionando, ad esempio, sulla possibilità di far votare anche i giovani sotto i 25 anni per le elezioni del Senato. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Silvestrini. SILVESTRINI Maria Teresa Ho ascoltato la discussione, specialmente gli ultimi interventi, con molto interesse. Mi sembra proprio che questa proposta d'ordine del giorno, pur non essendo magari condivisibile (per il modo in cui è scritta, per alcune rigidità o, forse, ingenuità che contiene), in ogni caso, ponga problemi concreti e, in qualche modo, ci costringa a confrontarci con la nostra soggettività. Personalmente, mi ha condotta a ragionare sulla mia posizione, perché ho 50 anni e ho incominciato a fare politica adesso. Effettivamente, fino a un po' di tempo fa, mi confortavo con quanto affermava Platone (le citazioni, peraltro, vanno di moda) ne "La Repubblica", ossia che, prima che un filosofo potesse giungere a governare, doveva fare un lungo percorso di formazione, attraverso tutte le arti liberali, e l'età giusta era, appunto, 50 anni; quindi, se ci rifacciamo a questo tipo di tradizione, la politica è un'arte che si può esercitare dopo una lunga formazione. Personalmente, lo ritengo un elemento di conforto, quindi, penso che non si possa dire se si sia adatti o meno a fare politica da giovani; certamente, credo che, per fare politica, occorra un'esperienza di vita ed una formazione. Tuttavia, vi è un'altra riflessione, che ho intercettato sempre sull'onda di questo dibattito, ovvero una lettera di Jefferson a Madison (che mi pare risalisse alla fine del Settecento), in cui affermava che le leggi fossero per la generazione che viveva in quel momento, nel presente, e, addirittura, Jefferson proponeva che le leggi "scadessero", tra virgolette, ogni 19 anni, perché la generazione del momento potesse cambiarle a seconda delle proprie esigenze. Quindi, pur nutrendo alcune perplessità e non sentendomi, forse, di votare favorevolmente rispetto a questa proposta di ordine del giorno, per il modo in cui è scritta, devo tuttavia dire che, come hanno già detto alcuni Consiglieri prima di me, evidenzia un disagio delle giovani generazioni, nei confronti di coloro i quali, più adulti di loro, con difficoltà riescono ad intrattenere un discorso, a trasmettere certi valori, ad assicurare ai giovani condizioni di vita compatibili. Per quanto riguarda la precarietà, essa è fondamentale; per esempio, all'interno del movimento delle donne, esiste una rivendicazione delle giovani nei confronti delle più vecchie e "femministe", tra virgolette, alle quali viene rimproverato di non aver tenuto conto dei problemi legati al lavoro, di aver rivendicato temi che erano poco legati alle condizioni lavorative delle giovani generazioni. Credo anche che, come generazione, per così dire, "più anziana", dobbiamo stare attenti ad avvalerci di rendite di posizione maturate nel passato e avere maggiore sensibilità nei confronti delle condizioni di vita dei giovani. La precarietà è uno di questi temi, ma credo che ne esista un altro, riguardante proprio il dialogo sull'eredità immateriale, sui valori e sulle esperienze che vengono trasmessi con grande difficoltà. Quindi, penso che questo documento possa e debba far riflettere sul tipo di eredità, materiale e immateriale, che, come generazione, riusciamo a trasmettere alle giovani generazioni. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Scanderebech. SCANDEREBECH Federica In quanto più giovane, non posso esimermi dall'intervenire su un argomento tanto delicato. Vorrei citare qualche dato, soltanto per far riflettere e non per altri motivi, perché non vogliamo che le poltrone della Sala Rossa divengano vuote, poiché occupate da over 60, né tanto meno intendiamo mandare a casa nessuno: vogliamo semplicemente che sia possibile dibattere sull'importanza dei giovani nella nostra società. Quindi, l'età media dei Senatori è di 58 anni, mentre quella dei Deputati è di 52 anni. Il 73% degli uomini più potenti d'Italia è over 60, mentre l'1,7% ha meno di 40 anni. L'età media generale, perciò, risulta essere di 68 anni per tutti gli uomini in carriera. Questa è una crisi della classe dirigente, fotografata dal rapporto LUISS 2007. Con questa proposta di ordine del giorno desideravamo, innanzitutto, stimolare i giovani a prendersi le proprie responsabilità - e ce n'è bisogno -, ma anche fare in modo che coloro i quali sono dotati di molta esperienza possano insegnare e trasmetterla ai più giovani, in modo che, oltre la propria, abbiano anche la loro. Il ricambio generazionale è indispensabile, in una società che vuole progredire e, soprattutto, in una città all'avanguardia come Torino. La sottoscrizione e l'approvazione di questo documento, oggi, potrebbe essere un forte segnale a riporre più fiducia nelle istituzioni, che permetterebbe un riavvicinamento dei miei coetanei, sempre più lontani dalle istituzioni. Il coinvolgimento di un maggior numero di giovani nei ruoli di leadership, supportati indispensabilmente dall'esperienza degli over 60 - lo sottolineo -, non solo favorirebbe nuove possibilità di crescita per le istituzioni, grazie al confronto di due mondi diversi, ma ridarebbe anche ai giovani maggior fiducia ed entusiasmo nel futuro. Con questa proposta, desideravamo promuovere un maggior coinvolgimento dei giovani, in modo che fossero inclusi in un dibattito, non solo a livello nazionale, ma anche a livello locale. Quei giovani possono avere molte e nuove idee, magari diverse da quelle di coloro i quali hanno tanta esperienza e, forse, pensano a fare sempre e solo le stesse cose; però, le persone con maggior esperienza saprebbero e possono aiutare quelle idee a fare in modo che vengano realizzate. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Coppola. COPPOLA Michele Innanzitutto, ci tengo a ricordare ai Consiglieri un fatto personale. Ho aderito a "pattogenerazionale60" nel mese di marzo e ho presentato questa proposta di ordine del giorno, congiuntamente ad altri Consiglieri, nel mese di aprile 2007. La distanza di circa 30 giorni mi è servita a rendermi conto di quanto davvero ci fosse bisogno di supportare il dibattito nel nostro Paese ed in tutte le sedi possibili, laddove giovani, fortunati come noi, hanno la possibilità di beneficiare dell'esempio di quanti hanno qualche anno in più e di coloro i quali guidano il Paese, una Città o il Consiglio d'Amministrazione di un'azienda. Questo patto generazionale non è arrogante, ma semplicemente una richiesta d'aiuto. Noi non siamo fortunati perché facciamo politica; siamo fortunati, perché abbiamo degli esempi da seguire. Però, siamo talmente fortunati - e abbiamo talmente beneficiato dell'esempio che abbiamo avuto davanti - che vogliamo assumere un impegno con noi stessi. Personalmente, vorrei essere Presidente della Provincia di Cuneo fino a 100 anni o Presidente del Consiglio d'Amministrazione della Pepsi Cola Italia fino a 150 anni; contemporaneamente, però, vorrei vivere in un Paese che, una volta io abbia raggiunto un'età matura, mi faccia chiedere tutti i giorni se io ritenga o meno di essere nella condizione di continuare a guidare la Pepsi Cola Italia, la Città di Torino o quant'altro. Non voglio obbligare nessuno a fare un passo indietro; semplicemente, desideravo suscitare un dibattito, affinché chi, domani, sarà chiamato a guidare il proprio Paese, la propria Città, il proprio Consiglio d'Amministrazione, s'interroghi se ritenga, egli stesso, di essere nella condizione di farlo. Mi hanno detto che lo strumento non era idoneo a suscitare il dibattito, ma chiedo ai Consiglieri: quante volte, in questi giorni, hanno sentito dire in questo Palazzo che il fine giustifica il mezzo? E se l'ordine del giorno non è il metodo migliore per giungere a questo dibattito, che cosa possiamo fare? Chiedo venia; avrei dovuto trovare uno strumento diverso, ma sono fortemente convinto che lo strumento - come mi ricordava l'Assessore Passoni l'altro giorno su La Stampa in relazione alle dismissioni immobiliari - in questa circostanza sia utile e fondamentale per il fine che ci siamo preposti di raggiungere. Vorrei vivere in un Paese dove non si deve battagliare per vedere delle donne in Parlamento; vorrei vivere in un Paese dove non si deve battagliare per vedere dei giovani seduti in luoghi importanti, quali Consigli di Amministrazione prestigiosi, o giovani chiamati ad assumersi le proprie responsabilità; vorrei vivere in un Paese dove non vince la carta d'identità, ma vince il contenuto e c'è fortemente bisogno di contenuto qualitativo! Sono talmente convinto della correttezza di questo dibattito e dell'importanza di insistere in questo dibattito, che chiedo a tutti i Consiglieri firmatari di votare contro, di fare come farò io stesso: io voterò contro questo ordine del giorno, perché voglio dimostrare che il Pattogenerazionale riguarda esclusivamente chi decide di aderirvi! Avevamo bisogno di dibattere in Consiglio Comunale di questo argomento, lo abbiamo fatto ed è per questa ragione che voterò contro: il risultato che volevamo lo abbiamo raggiunto. Presidente, mi consente ancora 30 secondi? CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) È andato oltre i 30 secondi. COPPOLA Michele Avrei voluto leggere il "Buongiorno" di Massimo Gramellini del 10 novembre 2006 sul Partito Democratico, dal titolo: "Per sempre giovani". Purtroppo il Presidente non mi consente di leggerlo, ma i Consiglieri credo... CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) I Consiglieri potranno farlo da soli. COPPOLA Michele È veloce, sono poche righe. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) No, si riferisce al Partito Democratico che ancora non è nato... COPPOLA Michele "L'Italia è la Nazione più vecchia d'Europa, lo dice l'ISTAT, ma bastava scorrere la lista del Comitato di Saggi che dovrebbero dar vita all'imberbe Partito Democratico: età media 62 anni, lievemente più bassa che al Conclave. Lì, in mezzo, il cinquantenne Veltroni appare come una recluta scalpitante, mentre a Londra per il suo coetaneo Blair si avvicina già l'ora della pensione. Quanto al migliore dei quarantenni, Enrico Letta, è già tanto che lo lascino entrare in Consiglio dei Ministri...". CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Chiedo scusa, Consigliere, ma mi fanno notare che la pubblicità non è permessa all'interno della Sala Rossa. Pertanto, considero concluso il suo intervento. COPPOLA Michele Ho finito. "Quando forse comincerà a prendere forma il Partito Democratico...". CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Consigliere, non mi costringa a toglierle la parola. COPPOLA Michele "...l'età media del Comitato dei Saggi sarà salita a 98". CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Possiamo ora porre in votazione la proposta di ordine del giorno. GALLO Domenico (Intervento fuori microfono). CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Si faccia dare un'altra scheda dagli Uffici. GALLO Domenico No, assolutamente, voglio la mia scheda! CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Voglio capire: qualcuno ha preso la scheda al Consigliere Domenico Gallo? Il Consigliere Gallo non trova più la sua scheda. Chiedo alla Segreteria di consegnare un'altra scheda al Consigliere Gallo, onde permettergli di votare; dopodiché affronteremo la questione. GALLO Domenico Presidente, mi scusi, ma non accetto questi scherzi! CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Consigliere Gallo, utilizzi la scheda che le hanno fornito; subito dopo, metteremo in discussione la procedura per questo furto avvenuto all'interno della Sala Rossa. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Consigliere Gallo, considero molto grave il fatto che qualcuno abbia asportato la sua tessera impedendole di votare, però le dico che per la votazione ha un'altra scheda a disposizione, quindi votiamo e successivamente affronteremo il problema del furto. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Il dibattito è terminato con le dichiarazioni finali del presentatore. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). L'ho capito che c'è stato un furto! GALLO Domenico Non sto scherzando: chiedo che mi sia restituita immediatamente la tessera, altrimenti chiedo che si blocchi il voto! Chiaro? (INTERVENTO FUORI MICROFONO). CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) C'è un tecnico che può verificare se la tessera del Consigliere Gallo sia accidentalmente caduta all'interno della macchinetta? (INTERVENTO FUORI MICROFONO). L'equivoco è risolto. Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione la proposta di ordine del giorno: IL CONSIGLIO COMUNALE procede alla votazione nei modi di Regolamento. Dichiara di non partecipare al voto in Consigliere Cantore. Risultano assenti dall'Aula, al momento della votazione, oltre al Sindaco Chiamparino, i Consiglieri Angeleri, Bussola, Ferrante, Ferraris, Gallo Stefano, Gandolfo, Ghiglia, Lo Russo, Lospinuso, Mauro, Porcino, Ravello, Salti, Sbriglio, Silvestrini, Tedesco, Troiano, Tronzano, Ventriglia e Zanolini. Dichiarano voto favorevole, oltre al Presidente Castronovo, i Consiglieri Carossa, Cassano, Cassiani, Cerutti, Cugusi, Gentile, Grimaldi, Lavolta, Salinas e Scanderebech, Dichiarano voto contrario i Consiglieri Bonino, Calgaro, Cuntrò, Coppola, Galasso, Gallo Domenico, Genisio, Giorgis, Levi-Montalcini, Moretti e Olmeo. Il Presidente dichiara non approvato l'ordine del giorno con il seguente risultato: PRESENTI 26 ASTENUTI 4 e precisamente i Consiglieri Centillo, Cutuli, Lonero e Rattazzi. VOTANTI 22 VOTI FAVOREVOLI 11 |