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COPPOLA Michele (Vicepresidente) Passiamo all'esame della seguente proposta di deliberazione n. mecc. 200701350/114, presentata dalla Giunta Comunale in data 6 marzo 2007, avente per oggetto: "Progetto di ristrutturazione e ampliamento Museo dell'Automobile - Approvazione ai sensi art. 26 c. 22 delle NUEA del PRG - Corso Unità d'Italia 40" Proposta dell'Assessore Viano. Con deliberazione della Giunta Comunale in data 19 ottobre 2004 (n. mecc. 200408458/26), è stato approvata la nuova concessione dell'immobile che ospita il Museo dell'Automobile a favore dell'Associazione Museo dell'Automobile Carlo Biscaretti di Ruffia e l'attribuzione di un contributo di Euro 17.957.246,96 al lordo delle eventuali ritenute di legge, finalizzato alla realizzazione dell'intervento di ristrutturazione e ampliamento della struttura museale. Tale iniziativa è volta a realizzare un nuovo complesso con l'obiettivo di configurare il Museo come attività di pubblico interesse e di perseguire il rilancio dello stesso sul piano internazionale oltre che su quello nazionale. In data 11 novembre 2004 è stato stipulato l'atto di convenzione, RCU n. 5519, tra la Città di Torino e l'Associazione. In esito al Bando di Concorso di progettazione per la ristrutturazione e l'ampliamento della sede del Museo dell'Automobile, indetto dall'Associazione è stato individuato quale aggiudicatario dell'incarico l'arch. Cino Zucchi con domicilio fiscale in Via Tiziano, 9 - Milano. L'Associazione in data 18 luglio 2006 ha presentato istanza prot. ed. 2006-15-9671 per il rilascio del permesso di costruire. Il progetto prevede due tipologie d'intervento: uno è il restauro e risanamento conservativo, che implica interventi esclusivi di consolidamento, l'altro è la ristrutturazione e ampliamento necessari per la conservazione dell'uso dell'edificio. All'esterno sono previste opere di pulizia e risanamento delle facciate, mantenendo l'architettura esistente, con creazione di nuove aperture per adeguamento normativo. Per la parte in ampliamento è prevista invece una vetrata continua a collegamento tra l'esistente e le facciate di nuovo progetto. Le modifiche interne sono per una diversa distribuzione degli spazi in funzione della nuova soluzione progettuale. Il nuovo sistema degli spazi esterni e degli accessi, la vetrata della nuova ala, la fluidità del piano terra, la grande corte coperta sulla quale si affacciano spazi espositivi, diventano così elementi capaci di organizzare ed orientare il flusso di visitatori previsto dal rinnovo degli spazi. Rispetto allo stato attuale il progetto identifica una nuova soluzione d'ingresso carraio, su Via Richelmy, che raggiunge con una rampa il piazzale di servizio ad ovest della nuova ala. Nel cortile su via Pettinati è prevista un'area a parcheggio. L'immobile ricade secondo il PRG in Zona urbana consolidata residenziale mista, Indice di edificabilità Fondiario pari a 2 mq. SLP/mq. SF. Area per servizi - servizi pubblici S - lettera z - aree per altre attrezzature d'interesse generale. Classificato tra gli Edifici di particolare interesse storico, gruppo 4, edifici di valore documentario, assoggettato alla disciplina dell'art. 26 delle NUEA del PRG in base al quale l'intervento massimo ammissibile è la ristrutturazione edilizia, ad eccezione delle parti esterne degli edifici su spazi pubblici in cui è ammesso al massimo il risanamento conservativo così come individuato dalla relativa Tabella dei tipi d'intervento, da attuarsi secondo le modalità riportate nell'allegato A alle NUEA del PRG. L'area interessata dal progetto ha una superficie fondiaria pari a mq. 15.679, una Superficie Lorda Pavimento esistente pari a mq. 12.717; il progetto prevede una Superficie Lorda Pavimento in ampliamento pari a mq. 6.095 per un totale complessivo di SLP di mq. 18.812. Il comma 22 dell'art. 26 ammette tuttavia per gli edifici di particolare interesse storico, destinati a funzioni di pubblica utilità e, previa deliberazione del Consiglio Comunale, interventi di adeguamento alle esigenze funzionali, in aggiunta a quelli indicati nella tabella dei tipi di intervento. L'istruttoria tecnica si è conclusa con esito positivo in data 20 febbraio 2007, con parere favorevole della Commissione Edilizia nella seduta dell' 8 febbraio 2007. La Soprintendenza per i Beni Ambientali e Culturali ha espresso parere favorevole con nota del 28 novembre 2006 alla soluzione del progetto di ampliamento. Trattandosi di immobile ricadente in area soggetta a vincolo ai sensi degli artt. 136 e 146 del D. Lgs. n. 42/2004, la Regione Piemonte, Settore Gestione Beni Ambientali, ha espresso parere favorevole con Determinazione Regionale n. 1 del 5 gennaio 2007. Considerato il carattere di interesse pubblico della struttura e considerato che l'intervento, coerentemente agli indirizzi dell'Amministrazione, è finalizzato all'adeguamento funzionale del fabbricato esistente, occorre approvare le opere ai sensi del citato art. 26 comma 22 delle NUEA del PRG. Tutto ciò premesso, LA GIUNTA COMUNALE Visto il Testo Unico delle Leggi sull'Ordinamento degli Enti Locali, approvato con D. Lgs. 18 agosto 2000 n. 267, nel quale, fra l'altro, all'art. 42 sono indicati gli atti rientranti nella competenza dei Consigli Comunali; Dato atto che i pareri di cui all'art. 49 del suddetto Testo Unico sono: favorevole sulla regolarità tecnica; Con voti unanimi, espressi in forma palese; PROPONE AL CONSIGLIO COMUNALE 1) di approvare per i motivi espressi in narrativa che integralmente si richiamano, ai sensi dell'art. 26 comma 22 delle NUEA del PRG, gli interventi di ristrutturazione e ampliamento del Museo dell'Automobile in Torino, Corso Unità d'Italia n. 40, come da allegato progetto in n. 18 tavole, a firma arch. Cino Zucchi (all. da 1 a 18 - nn. ). Viene dato atto che non è richiesto il parere di regolarità contabile, in quanto il presente atto non comporta effetti diretti o indiretti sul Bilancio; 2) di dichiarare, attesa l'urgenza, in conformità del distinto voto palese ed unanime, il presente provvedimento immediatamente eseguibile ai sensi dell'art. 134, 4° comma, del Testo Unico approvato con D. Lgs. 18 agosto 2000 n. 267. COPPOLA Michele (Vicepresidente) Comunico che in data 1/6/2007 le competenti Commissioni hanno rimesso il provvedimento in Aula. L'Assessore Viano non intende illustrare la proposta di deliberazione. La parola al Consigliere Carossa. CAROSSA Mario L'Assessore mi ha colto in contropiede: pensavo, infatti, che, su una deliberazione che è stata bloccata e poi ridiscussa, dicesse almeno due parole. Mi ha colto in contropiede anche per questo motivo, perché non avevo sotto mano la deliberazione. Personalmente, imparo sempre quando sento parlare voi Assessori e, nella fattispecie, lei, Assessore Viano; quindi, se vuole intervenire, m'inchino e taccio. Il discorso è solamente questo: stigmatizzo il fatto che, alla fine, dopo l'approvazione di questa deliberazione, la Città di Torino, sarà a rischio. Dico questo, perché mi ricordo perfettamente ciò che si è detto in Commissione, cioè il fatto di pagare circa 23 milioni di Euro per questa ristrutturazione/ampliamento: l'Assessore Viano, tanto per non smentirsi (non dico che sia utile o non utile), porta una deliberazione in Consiglio nella quale si prevede il raddoppio della SLP di un edificio. Per non smentirsi. Ma va bene così. D'altronde, la linea è sempre stata questa: voi - devo dire la verità - siete corretti, perché sono 8 anni che andate avanti su questa linea, senza cambiare di una virgola la vostra impostazione di "costruttori" - ed uso questo termine "morbido", anche se avrei voluto usarne un altro -. Voglio stigmatizzare questo atteggiamento: dopo continui dibattiti mediatici, che chiamo "fumo negli occhi" per i cittadini, sugli aumenti delle strisce blu e sui 40 Euro annuali (anche se adesso le cose parrebbero cambiate, pur non avendoci voi detto nulla, visto che il Consiglio non lo considerate nemmeno più, non venite in questa Sede a dirci nemmeno una parola, perché tanto ci sono i quotidiani che devono vendere), noi, domani, compreremo il quotidiano e sapremo che cosa avete deciso in questa "battaglia" - lo dico tra virgolette, perché mi fa un po' ridere - che avete fatto stamattina sugli aumenti. Parlo di "fumo negli occhi" perché, naturalmente - poi, magari, domani scoprirò sui giornali che vi siete accordati e che farete pagare, forse, soltanto 15 Euro ai disoccupati (anche se, poi, la Giunta dovrà spiegarmi come fa un disoccupato a mantenere un'auto, ma questa sarà una puntata successiva) - i 23 milioni di Euro, cioè 5 in più rispetto a quanto indicato in deliberazione, questi 5 milioni di Euro in più si trovano, non ci sono problemi. Vorrei dire agli amici della maggioranza che si tratta di 5 milioni di Euro, cioè di 10 miliardi di Lire in più, tanto per dire: e questi 5 milioni di Euro in più si trovano senza problemi. Come ho già riferito in Commissione, non dico che la ristrutturazione di questo Museo non sia utile per la città di Torino. Inoltre, mi ha preoccupato molto ciò che ha detto, in un impeto di onestà intellettuale (che, però, mi ha colpito molto, perché vorrò vederlo, poi, alla prova nelle prossime Commissioni), il Capogruppo Giorgis, cioè l'accenno all'eventualità che la FIAT possa fare un altro Museo - tra virgolette - dell'Automobile. Questa affermazione mi ha colpito e preoccupato molto, anche se, poi, ci sono state spiegazioni abbastanza puntuali da parte degli Assessori. Dato, però, che sono abituato a non fidarmi mai, ritengo che, di certi personaggi, non ci si debba mai fidare: la Città di Torino, negli anni, ha pagato per aver dato troppa fiducia a certi personaggi. Quindi, stigmatizzo solo questo; poi, naturalmente, voi andrete a votare, senza troppo pensare - mi permetto di dire - che, da una parte, si fa pagare 1,50 Euro nelle strisce blu di San Salvario, e, dall'altra, si fanno pagare 40 Euro a chi ha la sfortuna di abitare in centro e di avere - pazzesco! - una macchina, e poi, per far fronte ai tagli di Bilancio, non battete ciglio quando, in una deliberazione, si viene a dire che, d'emblée, c'è un aumento di 5 milioni di Euro. Mi ritengo discretamente allibito; ho quasi 48 anni e non pensavo più di stupirmi, ma mi sorprende sempre di più, ogni giorno che passa, la situazione che vige in Consiglio Comunale, in questo rapporto veramente strano fra il Sindaco, che (come diceva prima il Consigliere Ghiglia) oramai pensa solamente al Partito Democratico, e la Giunta, che, nonostante sia composta - per dare soddisfazione a tutta la pletora di partiti che compongono la maggioranza - da 16 Assessori (e sono qui da ricercare i costi della politica, non nelle Circoscrizioni!), in pratica, non sottopone alcuna deliberazione all'esame del Consiglio Comunale. Non riesco più a capacitarmi! Questa maggioranza è composta da 34 Consiglieri (con il Sindaco, 35), ma spesso fatica ad assicurare il numero legale! Devo ammettere che questa è anche una mia colpa, perché non sto facendo - io, Mario Carossa - quell'opposizione che dovrei fare, tenendovi, quanto meno, tre o quattro ore in Sala Rossa per constatare la coesione della maggioranza. Francamente, non riesco più a comprendere! Penso che, nei prossimi 4 anni, ci sarà ancora più da stupirsi e spero che i cittadini torinesi riescano a capire qualcosa di questa situazione. Mi auguro che i cittadini torinesi comprendano perché, improvvisamente, per preparare questo futuro museo, sia necessario affidare l'incarico al solito artista architetto extracomunitario (nel senso che è svizzero, Presidente), in quanto, evidentemente, non si ritiene che in Italia vi sia qualcuno in grado di farlo (e questo, naturalmente, contribuisce a far lievitare i prezzi). Vorrei che i cittadini torinesi si rendessero conto di quanto sta accadendo nella nostra Città, perché questo rappresenta solo l'ultimo degli esempi di come si sprechi parte dei soldi dei contribuenti. Con una mano si sprecano i soldi, mentre con l'altra si cerca, in qualsiasi maniera, di prelevare altro denaro dalle tasche dei cittadini! Mi auguro che, alla fine, i cittadini torinesi si rendano conto di essere guidati da un Sindaco che è sempre più assente, da Assessori che sono sempre stati assenti e da una maggioranza che è molto disattenta. COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola al Consigliere Ferraris. FERRARIS Giovanni Maria Al di là delle speculazioni di natura politica (sulle quali non vorrei dilungarmi), ritengo che rappresenti un'iniziativa molto importante per la città. Nell'immaginario collettivo, noi tutti, già da bambini, abbiamo identificato il Museo dell'Automobile come un importante elemento di attrazione per la nostra città. Negli anni, purtroppo, non è stato valorizzato e sostenuto come meritava, quindi ritengo quanto mai opportuno, oggi, votare a favore di questa deliberazione, non solo in relazione al suo oggetto, cioè all'importanza del Museo, quanto in relazione alla proposta progettuale, che è stata ampiamente dibattuta in sede di Commissione (in II congiunta con un'altra Commissione, e in I Commissione, la scorsa settimana). Vorrei sollecitare l'Assessore a seguire tre aspetti nella definizione, non tanto dell'esecuzione dei lavori, quanto dell'attuazione, poi, dell'intervento museale. Il primo riguarda la qualità della proposta museale; la Città dovrà intervenire e cercare di qualificare al meglio la proposta che vorremmo offrire a tutti i cittadini e a tutto il mondo, per fare in modo che possa diventare realmente attrattiva per la cultura dell'automobile, che si è sviluppata nello scorso secolo. Il secondo aspetto è relativo alla fruibilità pubblica di questo Museo e dei suoi servizi, per poter quindi non solo valorizzare, ma avvantaggiare l'iniziativa pubblica nella fruibilità delle attività collaterali (ad esempio, l'auditorium o altre sale). Il terzo aspetto riguarda la valutazione complessiva della domanda di sosta, che non è detto sia contestuale, ma, con un'eventuale riduzione dell'importo delle opere per una gara che verrà esperita, potrebbe trovare delle risorse puntuali (che l'Assessore si era già informalmente impegnato, in sede di Commissione, a valutare) per offrire nuove prospettive di sosta in aree adiacenti, anche in relazione a successivi interventi (ad esempio, l'estensione del polo ospedaliero). Ritengo superate le questioni inerenti i dubbi progettuali ed economici, perché già chiarite in Commissione. COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola al Consigliere Giorgis. GIORGIS Andrea La deliberazione su questa Variante è stata ampiamente discussa in Commissione e si è consumato anche un precedente che considero importante. Questa deliberazione, che, di per sé, non comporta oneri per la Città (trattandosi di una Variante), è sì stata liberata dalle Commissioni competenti (II più V), ma è stata ulteriormente esaminata in I Commissione, perché si è voluto affrontare anche il profilo (che, da un punto di vista formale, non veniva alla luce) che attiene ai costi connessi, seppur non in forma diretta, a questa Variante e, in particolare, alla realizzazione del progetto del Museo dell'Automobile. Ribadisco che si è consumato un precedente che, secondo me, è importante, perché l'obiettivo che il nostro Gruppo Consiliare ha voluto conseguire è stato quello di fare in modo che il profilo di carattere economico venisse discusso in sede di Commissione, anche se, dal punto di vista ultimo, si traduce in una deliberazione della sola Giunta e, per essere più precisi, attraverso una sola determinazione di carattere dirigenziale. Infatti, la modalità attraverso la quale si procede al finanziamento pubblico di questa opera è quella dei contributi, quindi, attraverso una contribuzione ad un soggetto terzo (pur partecipato dalla Città, ma comunque terzo), la Città prende parte alla realizzazione di un'opera pubblica. Si tratta di una modalità assolutamente legittima, ma che tende ad escludere il Consiglio Comunale e le Commissioni competenti dalle valutazioni di carattere più specificamente economico. Siccome riteniamo che questa esclusione sia del tutto inopportuna, abbiamo voluto affermare il principio in base al quale se, in futuro, si dovessero realizzare ulteriori opere pubbliche attraverso il sostegno della voce "contributi", vorremmo che questa modalità venisse, comunque, discussa in sede di Commissione. Per quanto riguarda il merito della deliberazione, abbiamo anche ritenuto che si debba stabilire il principio in base al quale, tutte le volte che la Città eroga un contributo per la realizzazione di un'opera pubblica, sia altresì necessario che la Città provveda alla stipula di una convenzione, attraverso la quale poter prendere parte a tutte le fasi relative allo svolgimento delle gare e, quindi, poter anche, eventualmente, prendere parte a tutti quei profili di carattere economico che derivano dai ribassi d'asta. Perché, senza una specifica convenzione, l'eventuale riduzione dei costi ipotizzati in sede iniziale potrebbe non ritornare alla Città, perché questa erogherebbe soltanto un contributo, poi la stazione appaltante (in questo caso, l'Associazione Museo dell'Automobile), in caso di riduzioni significative della base d'asta, conserverebbe quelle dotazioni economiche che la Città ha trasferito. Quindi, in Commissione abbiamo chiesto che diventasse una regola la stipula di convenzioni attraverso le quali la Città, in qualche misura, governi tutto il processo e, in particolare, tutte le fasi economiche di realizzazione dell'opera pubblica. Sia chiaro: non è una misura risolutiva, tant'è che continuiamo a considerare eccezionale questa modalità di realizzazione delle opere pubbliche. Quindi, nell'ambito di una modalità eccezionale, riteniamo che debba diventare regola la stipula della Convenzione; ma sia chiaro: il fatto che la stipula della convenzione diventi la regola non fa venire meno il carattere eccezionale della modalità della realizzazione dell'opera pubblica, perché la modalità normale è quella che vede la Città direttamente coinvolta come stazione appaltante. Ciò detto, chiederei alla Giunta (qui rappresentata dall'Assessore Viano) di ribadire in quest'Aula il condizionamento dell'erogazione del contributo alla stipula della convenzione, insieme all'impegno a fare in modo, come l'Assessore Alfieri ha dichiarato in sede di Commissione, che questi 5 milioni di Euro che verranno stanziati e resi disponibili nel 2008 (Bilancio 2008, non 2007), siano uno stanziamento che alla fine ritornerà alla Città, per lo meno in gran parte. Perché la Città, partecipando all'Associazione Museo dell'Automobile (proprio attraverso l'Assessore Alfieri), è in grado di poter verificare, in qualche misura, che si faccia tutto il possibile per contenere i costi e quindi si faccia tutto il possibile per fare in modo che la Città di Torino non debba impiegare i 5 milioni (che iscriverà a Bilancio nel 2008), per la realizzazione di quest'opera pubblica. Naturalmente, c'é l'impegno (questo, però, lo considero un impegno assolutamente scontato; lo dico a verbale, anche se è una preoccupazione del tutto fuori luogo) che per la Città non ci siano ulteriori costi e che i costi di allestimento, come venne pattuito in origine, siano totalmente a carico degli altri soggetti. So che è una rassicurazione eccessiva, perché il punto è come ridurre il contributo della Città e come fare in modo che i 5 milioni non vengano completamente impegnati per la realizzazione del Museo dell'Automobile; va da sé, a maggior ragione, che non ci dovrà essere alcun ulteriore aggravio di spesa per questa Città, ma su questo, ripeto, in Commissione abbiamo avuto ampie rassicurazioni di carattere politico e, io credo, sarebbe davvero difficile per questo Consiglio Comunale approvare ulteriori spese. Concludo, ringraziando l'Assessore per la disponibilità a fare in modo che si consideri anche il mutato quadro economico dell'industria cittadina e, quindi, fin da subito, si apra un confronto soprattutto con la FIAT (in questo caso, ma più in generale con tutte le realtà imprenditoriali della nostra città), al fine di trovare un equilibrio adatto e corrispondente, quindi, all'attuale situazione economica in cui versa il mondo dell'imprenditoria torinese, perché, come ricorderanno tutti coloro che hanno preso parte ai lavori in Commissione, vi è stata una dettagliata e molto apprezza ricostruzione da parte dell'Assessore Alfieri, che ha illustrato come l'accordo intercorso tra la Città di Torino, la FIAT e gli altri soci privati originasse da una situazione nella quale la FIAT versava in grave crisi e che la Città consapevole dell'importanza di accompagnare l'uscita dalla crisi, si era accollata una serie di costi non indifferenti. Siccome il quadro economico è cambiato, per fortuna, e questa Città ha avuto il coraggio di scommettere e investire risorse, affinché questo quadro cambiasse, credo che siano maturi i tempi perché si rivedano gli equilibri tra importo pubblico e importo privato e, dunque, in maniera molto serena, si ridefinisca il ruolo dei soggetti privati nella realizzazione di opere che hanno una ricaduta anche sullo sviluppo economico della città. Infatti, il Museo dell'Automobile non è solo una formidabile vetrina e occasione per aumentare le visite turistiche nella nostra città, ma è anche un'occasione per valorizzare ulteriormente quella tradizione di innovazione, di esperienza nel settore dell'automotive che noi riteniamo debba proseguire e, quindi, è indirettamente un modo attraverso il quale valorizzare ulteriormente la competenza e l'esperienza della casa produttrice di automobili più importante che c'è in Italia (anzi, direi l'unica), che è la FIAT. Ecco perché ci sono le condizioni per aprire un pacato confronto e, alla luce dell'attuale quadro di ripresa economica, ridefinire le contribuzioni. So che gli Assessori Alfieri e Viano si sono impegnati su questo aspetto; sarebbe apprezzato se anche in sede di Aula Consiliare venissero ribaditi questi impegni, così come sono stati ascoltati in sede di Commissione. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Galasso. GALASSO Ennio Lucio A volte, amo fare ricorso a citazioni dotte o al latino per cercare di confortare i miei argomenti; questa volta, però, mi sovviene un detto dialettale natio, secondo il quale è "meglio essere cornuti che mal sentuti". Questo per dire come, in una situazione di pregiudizi atavici, poi, si riesca a scivolare sulla saggezza popolare. Abbiamo la sensazione che il Sindaco e gli Assessori siano stati "mal sentuti", come dicono da noi. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Mi scusi, vuole esplicitare in italiano l'interpretazione popolare di "mal sentuti"? GALASSO Ennio Lucio L'interpretazione popolare è: meglio essere cornuti che non essere ascoltati. Debbo aggiungere che, quando dobbiamo esprimere una valutazione, un giudizio e quindi un voto su un documento, è bene che il documento sia chiaro. Siccome dobbiamo immaginare (questo è quanto cogliamo dall'intervento del Consigliere Giorgis) è che la proposta di deliberazione dica una cosa, nella sostanza stia maturando qualche altra cosa, che dovrebbe essere ancora diversa da quella che poi sarà propinata al Consiglio, penso sia necessario, quindi, che l'Assessore e, quindi, la Giunta ci chiariscano questo punto. Prima di entrare nel merito, vorrei precisare che personalmente, in sede di Commissione, dato che ritengo che nella città della FIAT, dove si costruiscono le auto, dove vi è una Università dell'auto, dove vi è un Museo che ha finito per essere museo nel senso deteriore del termine, per diventare qualcosa di vivo proiettato nel futuro e che, quindi, si leghi a tutto questo sviluppo culturale, sociale e scientifico, ho ritenuto che questa proposta fosse una buona iniziativa. Questa deliberazione risale al 19 ottobre 2004, ossia al primo mandato Chiamparino. Abbiamo votato il Bilancio, dove l'Assessore Alfieri aveva evidenziato, nel suo dépliant offerto in sede di Commissione d'esame del Bilancio, questa specifica voce, ma nulla era emerso in quella sede. Vogliamo capire se si strumentalizzi l'Istituzione per ragioni interne alla maggioranza, in un gioco mai definito e sempre fluttuante o se vi sia una proposta seria di come si amministra la cosa pubblica. Sul metodo che tracciava il Consigliere Giorgis si può essere d'accordo, ma vorremmo capirne il merito. In una situazione di questo genere, il merito va colto, non soltanto specificamente sul tema, ma va inquadrato in un sistema generale. Soltanto in questo modo possiamo andare a considerare gli aspetti scientifici, di proiezione di immagine della città, di rilievo nazionale e internazionale di questo strumento, considerando anche aspetti più modesti, ma che più riguardano i cittadini, come i parcheggi e via dicendo. Non si può, però, venire a parlare di un mutato quadro economico, privilegiando soltanto una questione di metodo, se non si offre un modello di sviluppo. Ripeto che, pur avendo espresso un giudizio sicuramente positivo su questa vicenda, in una situazione che pone una serie di problemi, dico (con un'espressione dialettale) che "castagne dal fuoco non ne vogliamo togliere", ma vogliamo, se dobbiamo collaborare per una gestione saggia della cosa pubblica, che ce ne forniate le condizioni con serietà e puntualità. Riserviamo, quindi, il nostro giudizio e la nostra valutazione a quando avremo non soltanto chiarimenti sul piano amministrativo, ma a quando ci risulterà chiaro che l'Istituzione non sarà strumentalizzata ai fini fine di lotte interne, dalla maggioranza, dai singoli Gruppi o dalle persone all'interno dei Gruppi. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Grimaldi. GRIMALDI Marco Parte di questa discussione mi stupisce, come mi ha stupito la convocazione della scorsa Commissione a cui ho partecipato, nel senso che, avendo votato il Bilancio, essendoci stata la sua approvazione in Commissione o, almeno, il via libera per l'Aula della Commissione Urbanistica, poco ho capito la Commissione congiunta dell'altro giorno e poco capisco la discussione di oggi. Avevamo già espresso le criticità su questo tema durante il Bilancio e la mediazione di immettere quei 5 milioni, di fatto, virtuali (perché stiamo parlando di 5 milioni, comunque, virtuali, in quanto serviranno, forse, ad accendere un mutuo nel 2008, non certo quest'anno, da quanto ho capito), doveva portare, forse, questo Consiglio ad una discussione un po' più ampia. Infatti, sentendo tutte queste perplessità, chiedo ai Consiglieri di maggioranza (che, con tanto stupore si sono approcciati a questa deliberazione), ma anche a quelli di minoranza (che vedo fare un passo indietro, secondo me, ingiustificato) se le avessero già prima! Credo ci siano ancora delle criticità e siano rappresentate dal fatto che si capisce poco dello sviluppo urbanistico di questa città. Ancora oggi si capisce poco cosa c'entri, quello che è stato uno dei musei dell'auto più famosi d'Italia, nel contesto dell'ex Italia 61. Si capisce poco il motivo per cui non sono state valorizzate, almeno fino ad ora, per esempio nel dossier 2011, quelle aree e si capisce ancora poco quello che sarà lo sviluppo su Mirafiori, nel senso che, come sapete e come abbiamo letto sui giornali, c'è l'intenzione di far sì che, oltre al Motor Village e ad una parte dedicata all'infomobilità ci sia un interesse per valorizzare la storia dell'auto. Visto che ci siamo già espressi favorevolmente per andare avanti nei lavori previsti nella deliberazione urbanistica, a questo punto c'è da fare il nostro mestiere: vigilare e svolgere il nostro ruolo critico (maggioranza e minoranza), facendo in modo che i costi non lievitino, come, dall'inizio di questa operazione è già avvenuto e facendo sì che, se ci sarà, la Città valorizzi al massimo questo ennesimo impegno. Il vero tema è che nel 2008 saremo Capitale Mondiale del Design e quell'oggetto non ci sarà. È questo il gran dispiacere che dobbiamo avere come cittadini torinesi! Nel 2011 ci sono le manifestazioni per i festeggiamenti del centocinquantesimo anniversario dell'Unità d'Italia e sarebbe gravissimo che questa città non mettesse in vetrina, oltre il ruolo politico dell'unificazione italiana, quello che è stato un pezzo della sua storia, per cui ciò che potremo fare credo sia continuare a vigilare perché, a questo punto, questo oggetto sia valorizzato al massimo con i minori costi possibili. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Gallo Domenico. GALLO Domenico Farò una breve dichiarazione per dire che il Gruppo dei Comunisti Italiani voterà a favore di questa deliberazione. L'attuale deliberazione fa riferimento a quella del 19 ottobre 2004, in cui si prevedeva un contributo di 17.957.000 Euro, la quale si inseriva in un contesto economico alquanto diverso dall'attuale. Già il Consigliere Giorgis diceva che le parti si sono invertite, nel senso che, oggi, abbiamo la FIAT che vive un periodo buono, di condizioni favorevoli, di sviluppo, di entrata dirompente nel mercato e una Amministrazione Comunale che versa in difficoltà per i motivi che conosciamo, legati alla riduzione dei trasferimenti dello Stato, alla questione del debito comunale eccetera. Sono cambiate le condizioni economiche generali a favore della FIAT e a sfavore dell'Amministrazione Comunale. In questo contesto, quindi, dal nostro punto di vista, riteniamo necessario che sia confermata la certezza della spesa. La deliberazione di allora parlava di un certo contributo che, da quanto è emerso in Commissione, risulta essere oggi insufficiente, in quanto l'opera ha bisogno di ulteriori fondi. Perché, viste le condizioni economiche in cui versa l'Amministrazione Comunale di Torino, questi 5 milioni devono essere a suo carico? Pongo un interrogativo, non voglio fare demagogia o mettere i bastoni tra le ruote, ma riteniamo che la nostra Città, in questo momento, versi in condizioni economiche molto pesanti. Oggi, abbiamo discusso di parcheggi centrali, che presentano cifre molto più basse, ossia di problemi che si presenteranno nei prossimi mesi e questo contributo di ulteriori 5 milioni di Euro sicuramente produce problemi, perché tutti, con grande senso di responsabilità, abbiamo fatto salti mortali per approvare il Bilancio! (INTERVENTO FUORI MICROFONO). A me risulta che nel Bilancio non ci siano questi 5 milioni, altrimenti, non esisterebbe il problema! Per me, il problema esiste, perché c'è una deliberazione con un impegno di spesa di un certo di tipo che, oggi, è diverso. Consigliere Olmeo, da quanto ho capito, se non sono stato disattento, si parla del 2008; perciò, mi sembra che la spesa degli ulteriori 5 milioni di Euro sia per il 2008 e non per il 2007, perché abbiamo appena approvato il Bilancio. Ho bisogno di certezze sulle spese che andiamo a fare, in ogni caso, benché si tratti di un'opera importante, di cui la città necessita, che s'inserisce in un contesto di sviluppo e di affermazione di Torino a livello europeo, visti i prossimi appuntamenti mediatici, molto interessanti, che ci attendono. Credo che, come diceva prima il Consigliere Giorgis, dovremmo aprire un confronto con la FIAT su questo terreno, e che dovremmo altresì fare in modo che questi 5 milioni possano provenire da altre fonti; chiaramente, capisco le difficoltà, ma ho voluto lanciare quest'idea. Ritengo che altri soggetti possano contribuire a quest'ulteriore spesa, perché, in questo momento, proprio per motivi oggettivi, il soggetto più debole è la Città di Torino. Ribadisco che ci stiamo cimentando a discutere impegni di spesa molto più leggeri (i parcheggi sono sulla cronaca dei giornali odierni, come ho citato all'inizio); quindi, votiamo sicuramente convinti la deliberazione, ritenendo che approvi un contributo che va nella direzione di realizzare un'opera importante per la città, per la sua storia, ma ribadendo che gli ulteriori 5 milioni di spesa dovrebbero provenire da altre fonti. Ci teniamo a dirlo, perché resti a verbale, con la convinzione che quella che s'intende realizzare, appunto, sia un'opera importante per la città. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Non essendoci altre richieste d'intervento, do la parola all'Assessore per una breve replica, visto che non ha illustrato la deliberazione: in questo modo, perlomeno, potrà rispondere alle critiche. Ridiamo un ruolo al Consiglio. VIANO Mario (Assessore) Il preambolo riguarderà la deliberazione specifica, poi, invece, entrerò nel merito dei problemi generali. Quindi, la deliberazione specifica, come peraltro è stato segnalato da alcuni Consiglieri, riguarda un aspetto assolutamente parziale della vicenda, ovvero il fatto che il progetto, prevedendo un ampliamento della superficie utile di pavimento e del volume dell'edificato, necessita di una deliberazione del Consiglio per essere autorizzato e procedere alla sua attuazione. La deliberazione, dunque, fa riferimento all'approvazione del progetto, così com'è emerso dalla procedura, e, appunto, non è coerente con le attuali limitazioni, che il Piano Regolatore pone in capo agli interventi ammessi su quest'oggetto. Siccome il progetto ha avuto, quale esito, la previsione di un incremento e della realizzazione di ulteriori superfici, occorre un atto del Consiglio Comunale per renderne possibile l'attuazione: questo è l'oggetto specifico. Perciò, in realtà, tutti i temi economico-finanziari della vicenda non sono specificamente trattati, ma richiamati nella premessa. Per quanto riguarda la procedura (il percorso, cioè, attraverso cui si è arrivati a questa fase e, presumibilmente, si procederà all'attuazione dell'intervento nel suo insieme), essa ha visto un'intesa preliminare della Città con l'Associazione Museo dell'Automobile, partecipata dalle compagnie bancarie, oltre che dalla Regione, dalla Provincia e dagli altri Enti Territoriali, con un ruolo particolare (illustrato puntualmente, nella discussione di Commissione, dal Collega Alfieri) anche di tutte le aziende torinesi operanti nel settore del cosiddetto "car design", ossia il design legato alla produzione dell'automobile. Il patto, che allora si definì, prevedeva che l'immobile, di proprietà della Città di Torino, sarebbe stato ristrutturato ed adeguato alle nuove esigenze che erano state condivise, quindi, il Comune di Torino avrebbe messo a disposizione l'immobile e si sarebbe fatto carico della ristrutturazione del contenitore. Peraltro, trattandosi del proprietario, è abbastanza ordinario che ciò avvenga; infatti, nel momento in cui il proprietario concorda, con una serie di partner (in prevalenza privati, ma anche pubblici, in parte), di procedere ad una certa esperienza (Museo dell'Automobile, appunto, ricondotto integralmente entro la titolarità e la gestione dei soggetti pubblici, o, comunque, ampiamente partecipata dal pubblico), s'impegna a mettere a disposizione l'immobile ed a farsi carico della ristrutturazione. I partner privati e gli altri partner dell'Associazione Museo dell'Automobile, comunque, s'impegnarono - allora, ma, naturalmente, l'intesa resta tale - sia a finanziare l'allestimento, sia a farsi carico dei costi di gestione. Pertanto, la Città di Torino dovrebbe chiudere - questo è il contenuto dell'intesa - la sua partecipazione, in termini di apporti - naturalmente, è sempre parte dell'Associazione -, con il finanziamento della ristrutturazione. Stante il momento (ovvero, la fase nella quale gli Uffici Tecnici si trovavano particolarmente oberati da impegni di lavoro, legati alla vicenda olimpica, nella fase pre-olimpica), si decise altresì di affidare anche la titolarità della fase progettuale all'Associazione Amici del Museo dell'Automobile. Ciò vuol dire che, dal punto di vista tecnico e formale, è stata l'Associazione Amici del Museo dell'Automobile a lanciare la cosiddetta "gara d'ingegneria" per la selezione dei progettisti; però, alla Commissione che, di fatto, ha condotto quest'attività, ha partecipato la Città, con i suoi tecnici dell'Ufficio Tecnico. A seguito di questa procedura, è stato individuato un professionista esterno (appunto, l'architetto Cino Zucchi di Milano), il quale ha sviluppato la progettazione, peraltro, mantenendo un'interlocuzione continua anche con gli Uffici Tecnici; ne è risultato un progetto, complessivamente assolutamente apprezzabile, ma con un costo superiore alle previsioni iniziali, che porta a 23 milioni di Euro l'importo complessivo dei lavori previsti, compresi gli oneri complementari. Tuttavia, si tratta di un progetto e di un computo metrico estimativo, che fa riferimento ai prezziari correnti, in particolare a quello della Regione Piemonte (a cui, come sapete, anche la Città di Torino apporta tutte le informazioni e gli aggiornamenti opportuni, poiché esiste un'intesa in tal senso); quindi, è ragionevolmente possibile attenderci un ribasso, che, se non sarà quello delle infrastrutture, cioè della realizzazione di opere più ricorrenti (perché, certamente, concorrendovi imprese più qualificate, che, in genere, offrono ribassi minori, si riduce il numero dei competitori e, naturalmente, vi è anche, in generale, una tendenza a realizzare ribassi un po' minori, proprio per il tipo di qualificazione necessaria), in ogni caso avverrà, e ci si augura che sia significativo. Pertanto, l'impegno assunto dalla Città, in questa fase, è di prevedere a Bilancio (in tal senso, il Sindaco ha provveduto a darne comunicazione all'Associazione, eccetera), nel Piano degli investimenti 2008 (che, essendo triennale, come sapete, riguarda il triennio 2007-2008-2009), le risorse necessarie a garantire la copertura. Nel Piano degli Investimenti, questo finanziamento integrativo è impostato sul 2008. Perché è bastante? Perché quel che importa, affinché l'Associazione Amici del Museo dell'Auto attivi il mutuo, è che ci sia la garanzia di copertura finanziaria sulla base dell'esito della gara. Naturalmente, l'impegno assunto che, naturalmente, dovrà essere esplicitato in modo formale, nella Convenzione, è che l'esito della gara realizzi un cospicuo ribasso che, è chiaro, non è nemmeno erogato. L'effetto del ribasso produce una minore erogazione, in relazione al fatto che, in questa fase, i 23 milioni coprono la base d'asta posta in gara. Base d'asta sulla quale si realizzerà, auspicabilmente, ma realisticamente, il ribasso. In ogni caso, il meccanismo di garantire la copertura, o di prevedere l'erogazione nel 2008 (perché se è impostato nel 2008, è chiaro che il mutuo relativo non possa essere attivato quest'anno), è già garanzia assoluta del fatto che l'erogazione avverrà sulla base dell'esito della gara e, quindi, soltanto nella misura in cui sia strettamente necessario a completare il finanziamento dell'opera. Opera che, ribadisco, rimane nella piena, totale ed integrale titolarità del Comune che la mette a disposizione dell'Associazione Amici del Museo dell'Auto, la quale Associazione si impegna a finanziare l'allestimento e la gestione. Questo, sostanzialmente, è il meccanismo e questi sono gli impegni assunti in Commissione. Stanti i frangenti nei quali ci muoviamo rispetto all'impegno finanziario dell'Amministrazione, e alla garanzia che deve essere assicurata in merito al fatto che le risorse a disposizione sono quelle strettamente necessarie a finanziare la riqualificazione dell'opera, a proposito del fatto che il dibattito nasconda rese dei conti, o quant'altro, non c'è stata altro che una preoccupazione, da parte della maggioranza, del tutto comprensibile. In qualche misura, queste risorse patrimonializzano la Città, perché di questo si tratta. Non si tratta semplicemente di un finanziamento ad un terzo, ma del finanziamento ad un terzo che realizza l'opera di riqualificazione di un immobile comunale. Di fatto, si tratta di una patrimonializzazione comunale. In questo senso, naturalmente, ci sono cautela e prudenza, dopodiché, chiariti questi aspetti, abbiamo potuto dare il via libera, senza altre riserve, al provvedimento. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione la proposta di deliberazione: IL CONSIGLIO COMUNALE procede alla votazione nei modi di Regolamento. Dichiara di non partecipare al voto il Consigliere Cantore. Risultano assenti dall'Aula, al momento della votazione, i Consiglieri Angeleri, Bussola, Calgaro, Coppola, Gandolfo, Ghiglia, Lonero, Ravello, Salti, Scanderebech, Tronzano e Ventriglia. Il Presidente dichiara approvata la proposta di deliberazione con il seguente risultato: PRESENTI 35 ASTENUTI 2 e precisamente i Consiglieri Carossa e Galasso. VOTANTI 33 VOTI FAVOREVOLI 33 VOTI CONTRARI / CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Pongo in votazione l'immediata eseguibilità del provvedimento: IL CONSIGLIO COMUNALE procede alla votazione nei modi di Legge. Dichiara di non partecipare al voto il Consigliere Cantore. Risultano assenti dall'Aula, al momento della votazione, i Consiglieri Angeleri, Bussola, Calgaro, Coppola, Gandolfo, Ghiglia, Lonero, Ravello, Salti, Scanderebech, Tronzano e Ventriglia. Il Presidente dichiara approvata l'immediata eseguibilità del provvedimento con il seguente risultato: PRESENTI 35 ASTENUTI 2 e precisamente i Consiglieri Carossa e Galasso. VOTANTI 33 VOTI FAVOREVOLI 33 VOTI CONTRARI / |