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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 8 Febbraio 2016 ore 10,00
Paragrafo n. 14

Comunicazioni del Sindaco su: "Indagini della Magistratura su appalti sgombero campo rom".
Interventi
Comunicazioni del Sindaco:
- "Indagini della Magistratura su appalti sgombero campo rom".

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario)
Procediamo con le comunicazioni del Sindaco. La prima è a firma del Consigliere
Marrone, avente per oggetto "Indagini Magistratura su appalti sgombero campo rom".
La parola alla Vicesindaco.

TISI Elide (Vicesindaco)
In realtà credo sia pervenuta alla Presidenza del Consiglio Comunale una mia richiesta
di comunicazioni ai sensi dell'articolo 112 del Regolamento, proprio nel merito
dell'inchiesta sui campi nomadi, di cui credo abbiamo letto tutti sui giornali, perché
ritengo sia questa la sede e l'occasione di dare atto e anche rendicontare tutto il lavoro
che è stato fatto dalla Città; ma vorrei dire la modalità attraverso la quale è stato fatto,
un po' a partire da quelle che sono state le azioni che hanno determinato questo lavoro e
anche il raggiungimento degli obiettivi che all'interno di questo percorso ci si era posti.
Intanto credo sia noto a tutti che nell'anno 2012 era stata stipulata una convenzione tra
la Prefettura e la Città di Torino, che attraverso questa convenzione aveva recuperato
quelle risorse che erano state inizialmente stanziate dal Ministro Maroni, per la
cosiddetta emergenza rom, in alcune città italiane, emergenza poi decaduta a seguito di
un ricorso, e reintegrate, nel nostro caso, attraverso anche un lavoro pregnante svolto
dalla Città di Torino, per poter rientrare nella disponibilità di queste risorse, attraverso
la sottoscrizione di questa convenzione che ha visto una collaborazione intensa proprio
con la Prefettura e in rapporto con il Ministero.
Questa convenzione ha previsto la progettazione degli interventi nel rispetto delle
norme vigenti, ha stabilito di sottoporre all'esame preventivo, da parte della Prefettura,
ogni intervento, compresi quelli a carattere sociale, e di sottoporre, sempre alla
Prefettura, per la verifica mensile, la documentazione e lo stato di avanzamento lavori.
Nella stessa deliberazione, sempre nel dicembre del 2012, è stato istituito un Comitato
di indirizzo con l'obiettivo di definire gli indirizzi progettuali, le priorità e coinvolgere
realtà istituzionali pubbliche e del privato sociale in grado di contribuire con esperienze
specifiche.
Intanto è stato un Comitato di indirizzo, peraltro la stessa deliberazione, con
caratteristiche interassessorili, che ha coinvolto, oltre che le Politiche sociali abitative, le
Politiche per lo sviluppo e l'innovazione, i Lavori Pubblici, l'Ambiente, il Commercio e
le attività produttive, l'integrazione e la Polizia Municipale. Ha visto anche la presenza,
proprio all'interno del Comitato di indirizzo, quali partecipanti invitati dalla Città, la
Prefettura, la Questura, la Regione Piemonte, la Provincia di Torino, un rappresentante
dei Presidenti di Circoscrizione, la Diocesi di Torino, la Chiesa Ortodossa Rumena e la
Compagnia di San Paolo.
A partire dal gennaio del 2013 il Comitato si è riunito settimanalmente, onde elaborare
delle linee progettuali che valorizzassero la dimensione solidaristica e che tenessero
conto della storia e dell'esperienza della Città, da sottoporre poi all'approvazione, onde
diventare contenuto di una deliberazione, che viene assunta in primis dalla Giunta, in
coerenza con una deliberazione del Consiglio Comunale.
Queste proposte, che sono contenute all'interno del lavoro del Comitato, consistono in
promozione di soluzioni abitative alternative alla casa tradizionale, possibilità di rientri
assistiti in Romania, con la collaborazione di organizzazioni locali, utilizzo di borse
lavoro e anche di lavoro accessorio, per attività individuabili e compatibili con la
tipologia di persone, e soluzioni innovative di inclusione sociale, oltre che abitativa.
Viene dunque confermata una priorità di intervento sul sito di Lungo Stura, anzi diventa
sostanzialmente oggetto di un'azione specifica, sia per le criticità di tipo igienico
sanitario e rischio idrogeologico, sia per la presenza di un provvedimento di sequestro
preventivo dell'area, che da oltre 20 anni la proprietà chiedeva che fosse restituita in
qualche modo.
Viene dato mandato al Servizio stranieri e nomadi e al Corpo di Polizia Municipale di
realizzare, tra febbraio e maggio 2013, una mappatura dettagliata delle diverse tipologie
di popolazioni che vivono negli insediamenti. Viene dunque realizzato un nuovo
censimento mirato a ottenere una descrizione dettagliata delle caratteristiche dei nuclei
familiari. Viene inoltre proposto di mettere a disposizione, come contributo a questo
lavoro della Città, il prefabbricato di via Traves, che necessitava comunque di interventi
di ristrutturazione anche significativi, in quanto non più utilizzabile, da destinare a
questo fine.
La Giunta Comunale il 23 aprile approva queste linee individuate dal Comitato di
indirizzo. Successivamente il Servizio stranieri e nomadi elabora e presenta un bando
specifico per l'attuazione delle azioni necessarie. La preparazione del capitolato da
mettere a bando è assai complessa e articolata ed è stato oggetto di valutazione e
validazione da parte sia della Prefettura, sia del Ministero.
Nel settembre 2013, viene costituito l'Osservatorio Permanente, che subentra di fatto al
Comitato di indirizzo, integrando i componenti del Comitato di indirizzo con la
presenza sia dei Presidenti delle Circoscrizione interessate, tutte, quindi la 2, la 5 e la 6,
il Forum del terzo settore, le Aziende Sanitarie Locali. All'Osservatorio si riconosce un
ruolo attivo nella programmazione futura, nel monitoraggio, nell'osservazione
progressiva dei risultati ottenuti, dando vita a un Tavolo di confronto estremamente
composito, in cui trovano espressione i diversi punti di vista.
Nell'ottobre del 2013 si pubblica, nella Gazzetta Ufficiale Europea, il bando di evidenza
pubblica sopra soglia, e le successive fasi dell'iter amministrativo portano
all'approvazione del progetto denominato "La Città Possibile". Con esso si prevede
come principale obiettivo il superamento totale di Lungo Stura Lazio, di considerare la
situazione di circa 600 beneficiari a fronte degli 800 che erano stati censiti. Inoltre,
anche in considerazione della necessità più volte evidenziata di una tempistica molto
breve per l'utilizzo di queste risorse, che ormai da molti anni non erano state utilizzate,
si dà una scadenza del contratto a dicembre del 2015.
Le azioni previste sono state - a fronte di questo obiettivo prioritario di superamento di
Lungo Stura Lazio - l'accompagnamento sociale, rimpatri assistiti, allocazione urbane
ed extra urbane, percorsi di inclusione abitativa.
Il 4 dicembre del 2013 si dà avvio alla prima fase del progetto "La Città Possibile". Il
19 dicembre 2013 si riunisce per la prima volta l'Osservatorio, come dicevo, in cui è
confluito il Comitato di indirizzo, quindi con tutti quei soggetti che ho ricordato prima,
e gli si riconosce un ruolo attivo anche nella programmazione futura, nel monitoraggio e
nell'osservazione progressiva dei risultati. L'Osservatorio si incontra con cadenza circa
bimestrale, a seconda dei periodi, comunque dal febbraio del 2014 al novembre del
2015, con una funzione di monitoraggio.
All'esito dell'attività complessiva sono stati 633 i beneficiari coinvolti, di questi 633,
255 in Romania, attraverso attività di rimpatrio assistito; 378 in Italia, di questi 378
sono state 71 le persone... a conferma che di queste persone si sta monitorando e
continuando a monitorare il percorso, perché è finita l'aggiudicazione del bando, ma
non è finito evidentemente per la Città il lavoro di accompagnamento di alcuni di questi
nuclei, soprattutto i più fragili.
Dicevo, di questi 378 beneficiari, 71 sono le persone che non hanno fruito della
collocazione ad oggi, per esclusione, espulsione, rifiuto o interruzione del patto
sottoscritto. Sono state 9 le espulsioni per gravi motivi, 7 nuclei familiari per rifiuto e
due per interruzione del patto sottoscritto.
Sempre a esito dell'attività complessiva sono state 307 le persone, 79 nuclei familiari,
allocate in 35 diverse allocazioni; in particolare, 22 famiglie sono direttamente
intestatarie (oltre naturalmente a quelle rimpatriate) del contratto di locazione; 23
famiglie inserite in accoglienze accompagnate, cioè in luoghi messi a disposizione ad
esempio da congregazioni religiose piuttosto che con accompagnamento di tipo sociale;
9 famiglie in situazioni abitative transitorie e 25 famiglie in contesti abitativi sostenibili.
L'attività di allocazione delle persone - anche diverse dalle proposte progettuali, come
evidenziato nell'Osservatorio, che ha preso atto di ben 17 soluzioni abitative o aree che
non si sono potute realizzare per mancanza di disponibilità o per il venire meno della
disponibilità, a fronte della conoscenza della tipologia dell'utenza, o per forte
opposizione della popolazione - si è presentata assai complessa, sia in città che fuori
città, sia per le ragioni indicate, sia per la diversa capacità di adesione a un reale
progetto di integrazione delle famiglie.
Ciò ha determinato l'individuazione di soluzioni diverse, ognuna delle quali ha
comunque garantito livelli decorosi per l'accoglienza e l'ospitalità dei nuclei familiari,
come veniva a suo tempo riportato, peraltro anche dai giornalisti che in alcune occasioni
hanno visitato i luoghi di accoglienza.
Un punto fondamentale che vorrei riportare qui riguarda i controlli che sono stati
realizzati. Per quanto riguarda i controlli effettuati in merito al progetto e al relativo
utilizzo di fondi pubblici, vorrei precisare che gli stessi sono stati realizzati dandone
sistematicamente atto alla Prefettura di Torino. Il livello di approfondimento e di
verifica puntuali in ordine ad ogni singolo costo ha fatto sì che ad oggi sia ancora in
corso la disamina delle fatture prodotte dal raggruppamento temporaneo d'imprese.
Ad oggi non è ancora stato validato il Rendiconto definitivo; ne è a riprova l'ingente
differenziale tra l'importo stabilito a capitolato e a fatturato, e quello ad oggi liquidato a
più di due mesi dalla chiusura del progetto. Infatti, per quanto riguarda il lotto uno (sto
parlando di Lungo Stura Lazio), risulta un importo di aggiudicazione di 1.974.000 Euro,
a fronte di una liquidazione di circa di 1.150.000 Euro.
Questo proprio perché sono stati messi in atto più controlli su più livelli, come dicevo
prima, un controllo più di merito, attraverso il lavoro dell'Osservatorio, relazioni
mensili sull'andamento dei lavori, corredati da cronoprogramma, mappature dei siti
interessati, elenco dei beneficiari coinvolti. Altri controlli sono stati fatti attraverso la
Commissione bando nomadi, convocata dalla Prefettura, con rappresentanti della stessa,
del Comune e un rappresentante dell'RTI.
Altri controlli sono stati fatti attraverso i gruppi tecnici interassessorili, riunioni
periodiche di verifica sull'andamento delle azioni e supporto integrazione con altre
divisioni comunali, come i Lavori Pubblici, la Polizia Municipale, eccetera; riunioni
periodiche e tecniche tra il personale pubblico. Inoltre, sono state previste
costantemente visite settimanali sul campo da parte degli operatori pubblici.
Con una nota del 21/11/2014 è stata altresì richiesta all'aggiudicatario la relazione
annuale prevista da capitolato, all'articolo 7, con l'invito a dettagliare i costi sostenuti in
relazione alle azioni contenute nella proposta progettuale, suddividendole per tipologie
di spesa, personale, beni e servizi.
In base alla documentazione presentata sono state richieste ulteriori integrazioni e
specificazioni ed effettuati i rilievi. Si segnala che in relazione ai rilievi effettuati, l'RTI
ha presentato ulteriore documentazione giustificativa ancora in data 19 gennaio, che è
stata vagliata dagli Uffici e che stanno predisponendo ulteriori richieste di
specificazioni.
Per concludere, vorrei ricordare che proprio dal Procuratore Aggiunto, dottor Borgna, è
arrivata una comunicazione che, a proposito dell'inchiesta della stessa Procura di
Torino, dichiara: stiamo verificando l'esistenza di eventuali sbavature a margine di
un'operazione che nel complesso è stata esemplare dal punto di vista del dialogo inter-
istituzionale, in particolare tra Procura e Prefettura e Comune di Torino.

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario)
Ricordo ai Consiglieri che hanno a disposizione cinque minuti per Gruppo.
La parola al Consigliere Marrone.

MARRONE Maurizio
Come poter cominciare, signor Sindaco Fassino e Vicesindaco Tisi. Di sicuro errare è
umano, può capitare a tutti; altrettanto certamente, perseverare è diabolico. Anche alla
luce dell'inchiesta che è partita, ma più che dell'inchiesta - noi siamo tutti garantisti -
degli elementi oggettivi che sono stati già addotti nelle informazioni sull'inchiesta
stessa, questa era l'occasione solo per fare ammenda, per chiedere scusa per questo
episodio. Continuare a sostenere che questa operazione sia stato un successo fa
semplicemente a pugni con la verità. Cercherò di ripercorrere i motivi, nel poco tempo
che ho a disposizione.
Quando è stato emanato questo capitolato d'appalto, si chiedeva di percorrere diverse
vie: l'autocostruzione di cascinali abbandonati, l'autocostruzione di micro-insediamenti
diversi dagli immensi campi favelas, i rimpatri assistiti. Ed era questo l'oggetto al quale
si sono impegnate le associazioni e le cooperative, sempre rosse e sempre bianche, che
compongono l'RTI Città Possibile.
Un appalto è oggettivamente un contratto, non è una chiacchierata tra amici, non è
un'intesa informale tra compagni; è un impegno che ha un profilo patrimoniale. Nel
dettaglio, ricordo milioni di Euro, perché nonostante sia stato erogato solo poco più di 1
milione, in realtà sono stati stanziati 5 milioni, che al netto di IVA (perché Monti è
riuscito anche a togliervi l'IVA, se non ricordo male), supera comunque i 4 milioni o
comunque si aggira attorno a quella cifra.
Io vorrei solo ricordare che tutto l'appalto nomadi, su cui si è incentrata la polemica e lo
scandalo 'Mafia Capitale' a Roma, riguardava grossomodo una ventina di milioni,
grossomodo quattro volte tanto. Io vorrei anche ricordare che Roma ha 6 milioni di
abitanti, con gli stanziamenti allora promossi dal Ministro Maroni erano per pro-quota
abitanti delle varie Città, e che Torino non arriva al milione di abitanti, si attesta sugli
800.000 residenti; questa è la cifra di cui oggi stiamo parlando e di come è stata spesa
questa cifra.
Noi oggi, al termine di questo appalto, possiamo dire che al netto dei rimpatri, che
vorrei ricordare sono di gran lunga aumentati (i dati della Vicesindaco ce lo potranno
confermare) dopo che è partita la polemica sugli housing sociali, grosso modo la scorsa
primavera, perché prima erano minimali in termini quantitativi. E comunque non ci
danno la minima garanzia che quei rimpatriati rimangano lì, perché sappiamo che in
quanto cittadini comunitari, finché ci becchiamo Schengen, quando finiscono i quattrini
che abbiamo dato per andar lì, se vogliono, tornano e non c'è nessun modo per
impedirglielo.
Al netto di questo, il grosso è stato messo non in soluzioni abitative continuative e
stabili, come quelle a cui si erano impegnate le associazioni delle cooperative una volta
che hanno accettato l'appalto, cioè cascinali autorecuperati, micro-insediamenti
costruiti, bensì in soluzioni per natura precarie, perché in affitto. In particolare - ed è
questo l'aspetto a mio modo di vedere gravissimo - in housing sociali (lo voglio
ricordare, perché sono basito che la Vicesindaco non l'abbia detto), non solo accatastati
abusivamente, evidentemente per abuso edilizio, che gli inquirenti hanno nuovamente
riscontrato, perché la nostra Polizia Municipale l'aveva già evidenziato nel 2012, ma
evidentemente anche per ragioni fiscali, altrimenti perché accatastare una struttura
residenziale recettiva come luoghi di culto o biblioteche, perché evidentemente c'è una
tassa sugli immobili da non voler pagare, non mi spiego altrimenti.
Ma, soprattutto, risaputamente di proprietà di personaggi chiacchierati, conosciuti alle
cronache giudiziarie come "ras delle soffitte", oggetto di procedimenti che riguardavano
lo sfruttamento della prostituzione, lo sfruttamento dell'immigrazione clandestina, e che
oggi ritornano, guarda caso, in questa inchiesta per abuso edilizio.
Io oggi voglio ricordare che tutti i fondamenti di questa inchiesta penale, che ha visto tre
indagati, non a caso due delle cooperative delle associazioni, ed un terzo
dell'immobiliarista conosciuto come "ras delle soffitte", si fonda su un esposto che noi
Fratelli d'Italia presentammo in Procura la scorsa primavera (parliamo del marzo del
2015). Ma non ci limitammo a presentarlo in Procura, perché lo presentammo anche qui
in Consiglio Comunale, con una conferenza stampa pubblica, a cui peraltro
parteciparono gli Uffici della Vicesindaco Tisi, a cui noi porgemmo una copia di tale
dossier (Affare rom).
Ma, soprattutto, ci fu un dibattito (e meno male, mi sento di dire oggi, e mi avvio al
termine, ma chiedo un minimo di tolleranza perché il tema è articolato) in una
Commissione Consiliare, il 2 aprile 2015, di cui si può trovare ancora oggi un verbale
audio ascoltabile sul sito del Comune, in cui informai la Vicesindaco di tutte queste
irregolarità (oggi potremmo dire ipotesi di reato, perché questo dice la Procura). Queste
nostre iniziative, di fatto, ebbero come reazione di questa Amministrazione il nulla,
perché l'atteggiamento nei confronti di RTI Città Possibile non cambiò, si continuò a
consentire l'utilizzo di quella struttura vergognosa, non abitativa, abusiva, proprietà di
questo personaggio chiacchierato, e nulla cambiò.
Se prima di quel giorno ci poteva essere una negligenza (perché gli strumenti che ci
hanno consentito di mettere luce su questi aspetti sono stati i motori di ricerca Internet,
visure camerali e visure catastali, per il costo di circa 30 Euro complessivi; cosa che
secondo me l'Assessorato poteva fare, però ci poteva stare che ci si fidasse delle
cooperative), da quel momento in poi non può esserci negligenza, c'è una informazione
doverosa, ci sono anche le prove a verbale.
Quindi, non può essere altro che connivenza politica, come dimostra la vicinanza
politica e culturale del centrosinistra a molte di queste realtà associative e cooperative, a
cui non è stato chiesto conto di nulla di ciò che abbiamo detto.
Adesso vengono fuori aspetti ancora più torbidi di questo letamaio, a partire da
associazioni fantomatiche di immigrati, il cui responsabile disconosce la firma sui
contratti di locazione; a partire da Comuni che avevano promesso di mettere a
disposizione terreni da auto-costruire, e che poi questi terreni non esistevano, e non
c'era stato alcun impegno.
Tutte cose che dimostrano che è stato trattato come un affare in famiglia, come un affare
tra amici. Invece è un appalto pubblico da 5 milioni di Euro. Motivo gravissimo. Per
cui, noi chiederemo le dimissioni della Vicesindaco, con una mozione di sfiducia,
perché voi vi dovete assumere la responsabilità di quanto sta avvenendo.
Questo è solo il primo capitolo, perché sapete che non si parla solo di rom; presto
avremo notizie anche sull'accoglienza profughi, visto che i soggetti di accoglienza sono
sempre gli stessi che voi avete difeso in quelle Commissioni tirando in ballo i santi
sociali.
Concludendo, mi sento di dire alla faccia delle sbavature. I reati sono reati, e noi così li
vogliamo chiamare, come ha detto peraltro non un PM singolo, ma il Procuratore Capo
della Procura, nel commentare e informare su questa inchiesta. E ricordiamo il bilancio
di questa mitica operazione, sono tanti i rom già rimasti per la strada con gli sgomberi, o
che si ritroveranno per la strada quando finiranno i contratti per il social housing, tutti
trasferiti nei campi abusivi di via Germagnano, dove, non a caso, aumentano le
aggressioni a sassate alla nostra Polizia Municipale. Alla faccia dei risultati,
complimenti a voi.

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario)
La parola al Consigliere Liardo.

LIARDO Enzo
Diventa difficile fare un intervento dopo l'intervento del Consigliere Marrone, che
conosce benissimo la materia. Io voglio solo aggiungere alcuni aspetti, che è una
caratteristica che ho potuto osservare in questa tornata amministrativa. Intanto,
personalmente non riesco a mettere in discussione l'operato della Vicesindaco Tisi, non
per andare in contrapposizione con il Capogruppo Marrone, perché se oggi si ritrova
con qualche problema, io ritengo che questo lo si sia fatto in buonafede.
La cosa che mi sento di rimproverare alla Vicesindaco, e soprattutto a tutta la Giunta, è
il fatto che il Consigliere Marrone aveva denunciato esattamente tutte le questioni che
stanno emergendo in questi giorni, e lo disse in tempi non sospetti. Diventa veramente
difficile pensare che qualcuno (a parte la Vicesindaco), al di là dell'Assessorato, non sia
stato capace di capire e mettere insieme gli elementi.
Mi sento di dire - e concludo perché voglio lasciare del tempo anche ai miei Colleghi di
Gruppo - che mi sembra la rievocazione storica di quanto avvenne in CSEA, dove si
denunciavano costantemente alcune situazioni, si guadagnava tempo e si faceva finta di
nulla, dopodiché l'epilogo lo conosciamo tutti.
Voglio solo sottolineare questo aspetto, di non voler ascoltare l'opposizione e
addirittura aspettare che poi, visto che l'opposizione non basta, intervenga la
Magistratura.

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario)
La parola alla Consigliera Centillo.

CENTILLO Maria Lucia
Presidente, sarò brevissima perché voglio dare ai Colleghi e alle Colleghe del Gruppo la
possibilità di integrare quanto dico e, peraltro, mi ritrovo completamente in quanto
relazionato dalla Vicesindaco; avrei voluto, per esempio, citare alcuni passi del
comunicato stampa del dottor Borgna, ma è già stato detto, per cui risparmio questo
tempo.
Ci tengo a precisare, però, il grande lavoro di condivisione, non solo tra Istituzioni,
come è stato detto dalla Vicesindaco, che ha previsto degli step periodici che
permettevano di monitorare la situazione, ma anche il grande lavoro di condivisione con
il Consiglio Comunale che è stato fatto in questi anni, attraverso l'attività delle
Commissioni Consiliari e anche attraverso i sopralluoghi fatti in loco.
Ci tengo a ricordare che la scelta di lavorare su lungo Stura Lazio nasce da una
deliberazione di iniziativa popolare, che aveva chiesto di fare azioni in quel territorio e
che, con il lavoro delle Commissioni, ha portato a identificare una priorità, cioè quella
delle risorse a disposizione, risorse significative ma ovviamente non infinite, che
devono essere utilizzate per risolvere almeno il problema di un campo, quello sul quale
si era identificata in quel momento la priorità, sapendo che non è sufficiente a risolvere i
problemi esistenti.
A chi dice e vuole fare un paragone politico gravissimo, che è quello di attribuire alla
Città di Torino un modello come quello che viene fuori da Roma Capitale, io dico no,
non è esattamente questo; è veramente un'altra cosa, perché abbiamo partecipato, siamo
andati a vedere, là dove c'erano i bambini che giocavano con i topi oggi c'è una pista
ciclabile. Il lavoro è stato fatto con la Prefettura, è stato fatto con la Magistratura e se è
vero che c'è l'obbligatorietà dell'azione penale, se è vero che un avviso di garanzia non
corrisponde a un giudizio, credo che vada fatta assolutamente chiarezza perché c'è
profondo rispetto per l'attività della Magistratura, ma attenzione a buttar via
un'esperienza positiva, che è quella di chi dice che vanno separati coloro che
delinquono da chi è povero, o da chi fa parte di una minoranza, rispetto a chi invece
pensa che bisogna colpire nel mucchio e che quel problema, che è il problema di una
minoranza, vada affrontato semplicemente con le ruspe e che dice che tutte le persone
che stanno nei campi delinquono.
Ci tengo a dire che non ci sto e voglio chiudere dicendo che do piena solidarietà a tutti
gli operatori della Divisione che hanno lavorato in questi mesi con grande stress e anche
ai Vigili, non ultimo per l'episodio successo ieri e che dimostra quanto questo problema
sia ancora di grandissima attualità, ovviamente tutto l'appoggio politico alla
Vicesindaco e agli Assessori competenti che hanno lavorato, partendo da un
censimento, con grande attenzione e sensibilità.
Ancora una cosa brevissima: non mi risulta che su tutto ciò le fatture vengano pagate
senza rendicontazione. Chiedo anche alla stampa, che su questo forse ha fatto emergere
l'idea che si possa pensare che è sufficiente chiedere per avere, mi pare che invece non
sia esattamente questo il quadro nel quale ci siamo mossi.

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario)
La parola al Consigliere Tronzano.

TRONZANO Andrea
Oltre alle cose che ha comunicato in modo impeccabile il Capogruppo Marrone, volevo
aggiungere alcune valutazioni per il Sindaco e la Vicesindaco.
La prima è soltanto per il verbale, ma è una considerazione a livello politico, non riesco
a comprendere perché per la seconda volta, in episodi di questo genere, dove la
maggioranza dimostra difficoltà, il procuratore Borgna intervenga a supporto di una tesi
che, il suo stesso comandante, il suo stesso capo, il procuratore Spataro sostiene, quindi
a livello politico mi pongo questa domanda che dovremmo porci tutti, visto che siamo
in uno stato di diritto e credo sia fondamentale il rispetto della gerarchia, il rispetto delle
inchieste, così come delle sentenze, perché credo che questo sia uno dei vostri fari
illuminati, quando Berlusconi doveva rispettare le sentenze, le inchieste dovevano
procedere con trasparenza e adesso mi chiedo, politicamente ovviamente, perché il
procuratore Borgna sia intervenuto per la seconda volta.
Detto questo, arrivo alla questione per il Sindaco e la Vicesindaco. È un anno che ci
occupiamo della questione "La Città Possibile", tutta l'opposizione, ognuno con le
proprie caratteristiche, ha sviluppato dei ragionamenti e sono proprio curioso di capire
dove questa inchiesta porterà.
Faccio una domanda al Presidente del Consiglio, chiedendo a lui di farsi parte attiva per
chiedere il quadro finale delle collocazioni abitative. Lo chiedo come Capogruppo del
Partito Forza Italia, chiedo che lei, attraverso i suoi Uffici, possa porre questa domanda
all'Assessore di competenza, perché credo sia fondamentale per noi capire il quadro
delle collocazioni abitative; da lì potremmo partire per fare ulteriori ragionamenti.
La seconda questione è che pare che queste cooperative che hanno operato all'interno
del progetto "La Città Possibile" abbiano cercato più la fatturazione dei contributi
piuttosto che un percorso rispondente alle gare d'appalto. Questa è la sensazione che
emerge e che fa il paio con un'ulteriore sensazione che ci pare dia l'opportunità di dire
che forse questo progetto non abbia funzionato così come si dice, ma lo capiremo,
Presidente, ed è per quello che le ho fatto la domanda circa l'analisi delle collocazioni
abitative.
La terza ed ultima cosa, lo ripeto a verbale perché l'ho già detto ai Capigruppo, l'ho già
detto in Commissione, l'appalto prevedeva, ed è per questo che sono curioso anche di
capire dove porterà l'inchiesta, che i soldi non potessero andare a pregiudicati. Noi
abbiamo informazioni, lo abbiamo detto già più volte, che invece siano stati dati soldi a
pregiudicati. Tra tutti ricordo il caso dell'occupazione abusiva da parte di un rom di una
baracca posta sotto sequestro, da cui poi è scaturita l'aggressione ai tre vigili, comprese
le due vigilesse.
All'interno di tutta quell'operazione mi chiedo - e lo chiedo all'Assessore e al
Presidente - se abbiamo contezza di dove siano stati trasferiti questi fondi e se siano
stati dati a persone pregiudicate. Lo ripeto perché sembra che si sia fatto orecchie da
mercante, o comunque l'Assessore ha risposto in maniera tranquillizzante, ma dalle
informazioni che abbiamo in nostro possesso è un anno che lo diciamo, quindi non è
una polemica che nasce adesso a seguito di questa inchiesta, proprio non è così, ne
approfitto per dire ulteriormente questa mia valutazione e, pertanto, faremo un accesso
agli atti per approfondire la situazione.

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario)
La parola al Consigliere Alunno.

ALUNNO Guido Maria
In realtà mi limiterei quasi a ringraziare la Vicesindaco per l'intervento che ha fatto, che
ha dato il senso della grandiosità dell'opera che si è riusciti a realizzare con il progetto
"La Città Possibile".
Chiunque può provare a infangare o a tirare letame (come è stato citato da quella parte),
ma evidentemente il dato che emerge oggi è che il campo di lungo Stura Lazio non c'è
più. C'erano 800 persone, c'era una condizione drammatica, che abbiamo visto più
volte come Commissione e che qualche Consigliere ha ritenuto di dover andare a
visitare anche da solo, cercando ogni volta di strumentalizzare la parte più difficile della
vita delle nostre periferie, la parte più difficile da accettare per la popolazione che vive
le conseguenze di questa vicinanza. Invece è secondo me evidente la straordinarietà del
risultato che si è raggiunto, la straordinarietà dell'essere riusciti a mettere intorno ad un
tavolo Istituzioni, sia quelle di alto livello, Procura, Prefettura, sia quelle che operano
ogni giorno e si sporcano le mani per cercare di risolvere i problemi, ed in mezzo il
Comune che con le sue diverse articolazioni ha tenuto insieme i pezzi ed è riuscito, con
un lavoro certosino e complicato, che ha dovuto inventarsi soluzioni caso per caso, a
trattare come persone 800 zingari che stavano in un campo rom.
Questa situazione non esiste da nessun'altra parte del mondo, l'abbiamo fatto noi e sono
orgoglioso di essere da questo campo della politica, che coglie la ricchezza, la
grandezza di questo intervento e penso che Torino ha bisogno di amministratori come
noi e di non cedere il Governo a chi pensa che invece le soluzioni con i rom siano molto
più semplici, ma totalmente di altra natura. Credo che il ringraziamento vada a tutti i
soggetti che hanno speso tempo, anche soldi, passione, ingegno, per trovare soluzioni
che alla fine sono arrivate, ma sono comunque eccezionali, tanto che il Ministero ha
guardato con grande interesse a questo intervento e ritiene di volerlo replicare in giro
per l'Italia perché è la prima volta, non a Roma, quando era governata da voi, non a
Milano, quando era governata da voi, purtroppo neanche nelle Città che erano governate
da noi, è la prima volta per tutti, in cui si è riusciti ad intervenire su un campo senza le
ruspe e le Forze di Polizia in tenuta antisommossa.
Questo va sottolineato con forza, perché è un grande risultato politico di cui tutti noi
siamo orgogliosi, molto orgogliosi. Poi c'è modo e modo di fare politica e ognuno può
usare le strumentalizzazioni che vuole, può raccontarla come…

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario)
La prego di concludere.

ALUNNO Guido Maria
È vero, mi sono dilungato. Chiudo qua, altrimenti dovrei fare un ragionamento troppo
lungo.
Penso che ci sia un modo di fare politica e l'intervento del Consigliere Marrone e quello
della Vicesindaco, secondo me, esemplificano bene come ci si può porre di fronte
all'Amministrazione di questa Città oggi e sono orgoglioso di stare da questa parte.

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario)
La parola al Consigliere Curto.

CURTO Michele
Ho ascoltato il dibattito e vorrei partire dall'indagine. Non voglio citare i magistrati e la
Procura di Torino, né il procuratore capo né chi sta dirigendo l'indagine, né chi ha
deciso di intervenire sul giornale, credo che ognuno di loro faccia un lavoro differente,
penso che questo lavoro vada rispettato e la Magistratura debba verificare tutto.
Poco importa se oggi sono coinvolte in questa inchiesta persone e organizzazioni a cui
per lungo tempo sono stato legato, persone e organizzazioni che non disconosco, anzi
rivendico, perché con loro ho fatto alcune delle cose più belle della mia vita, quindi le
voglio citare.
Poco importa se questa indagine le fa soffrire, poco importa se sia contestato loro quel
reato in quanto legali rappresentanti dell'organizzazione capofila e non responsabili
diretti di fatti che devono essere tutti accertati; vorrei che venisse ricordato questo
perché invece in questi giorni mi sembra si sia un po' scivolati sopra. Conosco la loro
tempra, le cose fatte, dovevano saperlo, questa è una vicenda dura e difficilissima. Dice
il vero chi dice, da un lato e dall'altro, che questa vicenda non ha analoghi, è un fatto
nuovo e quindi ce lo si doveva aspettare.
Ho sempre sostenuto che gli appalti pubblici e l'azione dell'Amministrazione debbono
essere case di vetro, a maggior ragione vale per quella che a lungo è stata la mia casa,
quindi credo che l'inchiesta che va avanti, seppur a pochi mesi dalla scadenza elettorale,
debba accertare effettivamente come è proceduto l'appalto "La Città Possibile".
Permettetemi però di dire una cosa, perché nella discussione di oggi, come in quella
degli ultimi mesi, ci ho visto un po' un falso ideologico, Consigliere Marrone. Mi
spiego: lei vuole inverare una tesi, la tesi è quella che a Torino esista un modello
criminale di accumulazione di profitto su quelle vicende, paragonabile a quello di
Roma, mi permetta, ma anche le cose di cui stiamo discutendo in questi giorni sono
lontane anni luce da quella tesi.
Quindi se lei è onesto intellettualmente parta dal riconoscere questo, perché se stiamo
discutendo, come ha detto la Vicesindaco Tisi, sul fatto che le organizzazioni di
quell'appalto hanno dovuto cambiare diciassette idee diverse per provare a ottenere
l'obiettivo, non semplicemente per fare il compitino dell'appalto e nulla è stato
fatturato, diverso da quello che non è stato fatto, allora non c'è un illecito arricchimento.
Ovviamente questo lo accerti la Magistratura, ma nella discussione politica che
facciamo qui oggi dobbiamo tirare uno spartiacque chiaro, netto, definito fra questo e la
situazione di Roma, altrimenti buttiamo il bambino con l'acqua sporca.
La discussione che vorrei fare è un'altra, e questo l'ho fatto sempre a viso aperto, la
Vicesindaco me lo riconoscerà, è stata una discussione prevalentemente culturale,
spesso, Consigliere Marrone, ci siamo trovati paradossalmente a dire la stessa cosa,
anche io penso sia sbagliato utilizzare gli spazi del "ras delle soffitte".
Penso, come le ho detto più volte, che il punto sia l'impegno - fra virgolette - del
"pubblico", della Città di Torino, la disponibilità di altri spazi, e quindi ex post, pur
riconoscendo il grande lavoro che è stato fatto, perché tre anni fa sarebbe stato
impensabile il superamento del campo di lungo Stura Lazio, vorrei che ci
domandassimo insieme quanto questo sia stato un progetto di inclusione sociale e
quanto invece sia stato un progetto di ricollocazione delle popolazioni rom. Anche per
far meglio nel tempo a venire, credo abbia prevalso la seconda cosa con il passare del
tempo e si sia persa e scolorita la prima.
Se questo sia responsabilità delle organizzazioni, se sia responsabilità degli enti locali,
se sia responsabilità di tutti quanti noi, anche di un dibattito politico che fa francamente
un po' schifo, perché è sempre melmoso, è tutto centrato sulla pancia, non lo so, quello
di cui sono certo è che si tratta della direzione da percorrere e che, da questo punto di
vista, il progetto è riuscito fino ad un certo punto.
Su questo mi permetta, Assessora Tisi, non so se replicherà, le volevo chiedere soltanto
un paio di cose, perché non mi sono chiare, credo che invece nella discussione politica,
se non vogliamo farla tutta sull'inchiesta, come mi è sembrato di capire, credo che siano
importanti. Vorrei capire sostanzialmente quanto rimarranno aperte le ospitalità, vorrei
capire oggi queste persone cosa stanno facendo, chi sta pagando le loro ospitalità, qual è
la percentuale di successo nei numeri che lei ha dato, cioè quante persone hanno
raggiunto una reale autonomia e quante di quelle ospitalità permetteranno loro di
provarci ancora e non si sono interrotte all'inizio di dicembre. Credo che questo sia un
indicatore che ci permetta una discussione un po' più civile su questo argomento, che ci
permetterebbe anche di guardare al futuro di questa Città e al futuro anche dei cosiddetti
rom, siano essi trattati, come penso e riconosco, come cittadini, o invece siano esseri
trattati come un problema da risolvere o da spostare.

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario)
La parola al Consigliere Ricca.

RICCA Fabrizio
Consigliere Alunno, parto dal principio che non esiste una parte politica quando si parla
di legalità; quando si affrontano certi temi, se li si vuole risolvere, lo si fa tutti insieme.
Forse questa è la vostra più grande pecca in questi anni di Amministrazione, ci avete
sempre chiuso la porta in faccia quando proponevamo di trovare una soluzione comune
che andasse bene a tutta la Città; questo forse è il più grande rammarico: non aver avuto
la possibilità di poter contribuire a risolvere un problema.
Il problema, per quanto si facciano annunci, non è stato risolto.
Apriamo una parentesi: lungo Stura Lazio lo avete creato e lo avete distrutto, però per
quindici anni è stato esclusiva colpa di chi ha amministrato, quindi dieci anni di Giunta
Chiamparino e cinque anni di Giunta Fassino. Quindi mi permetto di dire: diamo a
Cesare quel che è di Cesare, è tutta colpa vostra se c'era lungo Stura Lazio, se si fosse
intervenuti dieci anni fa, quindici anni fa probabilmente questo dibattito oggi non ci
sarebbe.
Perché il problema non è risolto? Sappiamo tutti che di coloro che abitavano lì,
qualcuno è stato allocato in appartamenti, qualcuno è stato ricondotto da dove veniva,
tanti altri invece si sono solamente spostati. Per chi non è ancora riuscito a farlo, vi
consiglio un giro in via Germagnano, ma non nella prima parte, dove ci sono le casette,
quella parte che - tra virgolette - sarebbe "regolare", ma dietro, l'accampamento abusivo
è praticamente raddoppiato, perché tutte quelle persone che vivevano nell'illegalità, che
non potevano aderire ai patti di emersione, come erano illegali da una parte, si vanno a
nascondere dall'altra, tanto che poi assistiamo ad episodi come quelli di ieri, dove i rom
lanciano pietre alla Polizia Municipale che sta compiendo un servizio.
Oltre alla condanna e alla vicinanza alle persone aggredite, ci fa capire che, per quanto
si facciano spot elettorali, per quanto si dica, adesso lì c'è una pista ciclabile. Mi
piacerebbe poi capire, Vicesindaco - apro un'altra parentesi -, con quali soldi andremo a
bonificare quell'area, viste le tonnellate di immondizia sepolte in lungo Stura Lazio,
vorremmo capire come verranno gestite, perché non possiamo permettere che rimanga
tutto così.
Chiaramente non mi esprimo sulle indagini, perché sono ancora in corso, ci sarà
probabilmente un processo e io sono garantista, sono tutti innocenti fino al terzo grado
di giudizio, però mi permetto di pensare che se errare è umano, come diceva qualcuno
prima, Terra del Fuoco è diabolica, perché è sempre comunque in mezzo. Mi viene da
pensare, abbiamo già visto come sono stati gestiti i rimborsi dei fondi per l'accoglienza,
alzo le mani e vedremo cosa accadrà, però ripeto, Terra del Fuoco è sempre in mezzo,
quindi mi permetto di consigliare al Sindaco di fare attenzione alle collaborazioni. Se
ogni volta viene fuori qualcosa riconducibile sempre alla stessa associazione,
evidentemente bisogna iniziare a porre un freno a quell'associazione, almeno fino a
quando tutte le indagini non sono ferme, perché se una volta possiamo lasciar passare,
la seconda chiudiamo tutti e due gli occhi, la terza invece vorremmo si intervenisse.
Forse bisognerebbe fare un po' meno propaganda e qualche azione più concreta, perché
il numero di nomadi - se vogliamo chiamarli così - presenti nella Città di Torino non è
diminuito se non in minima parte, il problema si è solamente spostato, mi piacerebbe
invece capire, ma questo forse sarà più un tema da campagna elettorale, quale sarà il
futuro di tutti i campi. Noi abbiamo la nostra idea e la porteremo avanti, se il signor
Sindaco vorrà raccontarci come intende gestire questi ultimi mesi, noi siamo qua.

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario)
La parola al Consigliere Paolino.

PAOLINO Michele
Intervengo brevemente, soltanto per rispondere a sollecitazioni di alcuni Consiglieri di
una parte dell'opposizione, un'altra è assolutamente silente e ne prendiamo atto.
In particolare volevo raccomandare al Consigliere Marrone, mentre è all'affannosa
ricerca di un candidato Sindaco, di cercare anche nuove argomentazioni e nuovi temi
per la campagna elettorale, perché su questo proprio non ci siamo.
Raccogliendo anche l'indirizzo di una deliberazione di iniziativa popolare, sottoscritta e
sostenuta da molti Consiglieri, sia di maggioranza che di minoranza, abbiamo
immaginato il superamento dei campi rom e ci siamo impegnati per questo. Non li
abbiamo sgomberati soltanto, abbiamo immaginato nuove forme di convivenza e ci
siamo impegnati in questa direzione, questo abbiamo realizzato e questo è il compito
dell'Amministrazione.
Sappiamo molto bene che mantenere i campi rom, avere ancora i campi rom attivi come
erano un po' di mesi fa consentirebbe al Consigliere Marrone, che forse di questo è
nostalgico e non solo di questo, di avere un argomento in campagna elettorale.
Probabilmente per lui è più comodo, per il suo desiderio di fare polemica è più comodo
avere campi rom, così com'era lungo Stura Lazio un po' di mesi fa. Invece no, oggi in
lungo Stura Lazio ci sono i lavori per realizzare una pista ciclabile, c'è un pezzo di città
restituita ai cittadini e ci sono persone che vengono trattate come tali e insieme a loro si
fa un percorso di inserimento.
In questo impegno, in questa realizzazione, la nostra attenzione, il nostro voler essere
trasparenti ha fatto sì che oggi l'Assessora Tisi, così come ha fatto più volte in
Commissione, ci dicesse che tutti i controlli sono stati effettuati e le parti da liquidare lo
sono ancora adesso e non è soltanto un desiderio del Consigliere Marrone, è una volontà
e un modo di amministrare che noi abbiamo, in grande trasparenza e attenzione rispetto
a come viene speso anche solo un euro del soldo pubblico, questa è la nostra attenzione.
Consigliere Tronzano, né lei né io siamo il Consiglio Superiore della Magistratura e
possiamo censurare dei magistrati, quanto però affermato dal procuratore Borgna è
abbastanza evidente, rispetto alla percezione che ha la Città e tutte le sue Istituzioni,
rispetto al lavoro svolto. Loro svolgono il loro compito e saranno molto severi come
sempre e mi auguro così sia rispetto all'accertamento della verità, ma altra questione è
dire che, per quanto riguarda il tema della sicurezza, abbiamo affrontato quel problema
nel migliore dei modi e abbiamo raggiunto un ottimo risultato.

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario)
Non essendoci altri interventi da parte dei Consiglieri, la parola alla Vicesindaco Tisi,
per la replica.

TISI Elide (Vicesindaco)
Intanto, secondo me bisogna precisare che non ci sono indagini in corso a carico della
Città, questo è solo per chiarezza, altrimenti rischiamo che davvero si sposti…
Attenzione, l'ho ricordato e vorrei ripeterlo, la Città, così com'era previsto da
capitolato, oltre ai controlli mensili, alle relazioni mensili, a partire dal mese di
novembre 2014, cioè la scadenza di un anno, ha fatto ulteriori verifiche su tutto lo stato
avanzamento, che ha prodotto quanto veniva ricordato, cioè il fatto che abbiamo una
parte di oltre il 40% dell'importo aggiudicato che in questo momento è congelato per gli
approfondimenti necessari.
Quindi, per essere chiari, la parte che riguarda gli housing (su cui sono emerse anche
delle situazioni dubbie, peraltro richieste nell'aprile del 2015 con una lettera dalla
Divisione Politiche Sociali all'Urbanistica nel merito degli aspetti di irregolarità dal
punto di vista urbanistico) in questo momento non è stata pagata ed è evidente che
qualunque ipotesi di indebito arricchimento mi sembra fuori luogo e, peraltro, da quanto
ho letto dai giornali, non mi pare affatto - perché non abbiamo avuto delle
comunicazioni dirette - che l'indagine della Procura sia nel merito di vicende di questa
natura, ma che riguardi un'eventuale turbativa d'asta dovuta ad ipotesi di soluzioni
abitative proposte che poi non si sono potute realizzare.
Credo che qui sarebbe interessante - ma, naturalmente, è pubblico - anche un
approfondimento di quelli che erano i contenuti del capitolato in modo particolare,
rispetto alle richieste che venivano fatte a chi partecipava al bando; ribadisco che si
trattava di un bando pubblico, non soltanto, di un bando europeo a cui avrebbe potuto
partecipare qualunque soggetto e qualunque cordata presente in Italia e non solo.
Nonostante questa dimensione pubblica, ha partecipato solo ed esclusivamente la
cordata che poi ha messo in atto il progetto "La Città Possibile"; lo voglio sottolineare
perché, evidentemente, non c'era tutto questo interesse rispetto alla partecipazione ad un
bando che era comunque con obiettivi complessi e che necessariamente presupponeva la
possibilità di mettere in gioco soluzioni assolutamente non semplici.
Prima ho riportato alcuni dati e forse nella lettura ho fornito qualche numero non
corretto; li ripeto: dei nuclei familiari che sono stati ricollocati, 22 famiglie sono inserite
in contesti abitativi ordinari, 17 famiglie sono in housing temporanei (corrispondenti a
circa 50-60 persone), 9 famiglie sono in situazioni abitative di accompagnamento verso
l'autonomia e 31 famiglie sono in contesti abitativi sostenibili, tra le quali ci sono anche
le famiglie di via Traves. Lo ripeto perché è stato fatto un report puntuale anche delle
diverse allocazioni e delle diverse soluzioni e non vi è alcun problema a darne
restituzione, naturalmente fatta salva la privacy laddove siano stati stipulati contratti di
tipo privatistico, in cui non vi è stato l'intervento della Pubblica Amministrazione, e in
qualche caso si è verificato.
L'altro aspetto che vorrei riprendere è che certamente non abbiamo mai sostenuto - e
credo che non sia sostenibile da parte di nessuno che abbia onestà intellettuale, non solo
nei confronti dei rom, ma nei confronti di qualunque famiglia che presenti delle fragilità
sociali - che in un anno e mezzo o due anni di lavoro si sarebbe raggiunta la totale
autonomia economica e personale di tutti i nuclei. Credo che in molti casi - non tutti,
come ho detto - abbiamo comunque delle situazioni di famiglie che hanno ancora delle
loro fragilità e che necessiterebbero ancora di un percorso di accompagnamento. Credo
di aver riferito e riportato non soltanto nelle Commissioni, ma di aver rappresentato
anche a livelli istituzionali superiori (tant'è che è stato condiviso anche a livello
nazionale) la consapevolezza che un accompagnamento sociale che abbia davvero la
possibilità di cambiare le situazioni, considerando che viviamo anche una congiuntura
lavorativa non semplice, richiederebbe un accompagnamento di almeno 5 anni. Credo
che questo vada detto per onestà intellettuale.
Di qui credo davvero che il lavoro che è stato fatto attraverso questo percorso abbia
prodotto dei risultati assolutamente straordinari. Ribadisco che l'azione principale che
era prevista nel Lotto 1 vedeva un importo di aggiudicazione di 1.900.000,00 Euro per
Lungo Stura, non di 5.000.000,00 di Euro (ma credo che questo sia stato dettagliato più
volte in Commissione), perché erano molte altre le azioni, oltre naturalmente lo
scorporo dell'IVA, tra le quali anche degli interventi di tipo strutturale che mi pare
siano stati realizzati per circa 800.000,00 Euro direttamente dalla Città con il lavoro del
Settore dei Lavori Pubblici; per esempio, vi è tutta quella protezione che state vedendo
in Lungo Stura, che ha generato anche delle discussioni sulla necessità e opportunità o
meno di realizzarla, ma che ha assorbito una parte di risorse sempre ascrivibili a quel
famoso stanziamento.
Proprio perché credo che con un'indagine in corso non si possa entrare più di tanto nel
merito delle questioni che sono oggetto dell'indagine, penso però che ci si debba
confrontare un po' sui risultati con onestà intellettuale, sapendo che in qualche caso c'è
un rischio di nocumento per le organizzazioni che hanno operato e che, come dicevo, al
momento sono state liquidate non più del 55% delle risorse stanziate e che per il resto
sono ancora in corso le verifiche sulla base di quel sistema di controlli che sono partiti
ben prima che ci fosse l'esposto e la segnalazione da parte del Consigliere Marrone.

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario)
La parola al Sindaco.

SINDACO
Non ho dati o informazioni da aggiungere a quanto comunicato puntualmente dalla
Vicesindaco, che ringrazio per lo straordinario lavoro fatto. Vorrei segnalare che, in
questi anni, la Vicesindaco si sta occupando contemporaneamente dell'emergenza
abitativa, dell'emergenza rom, dell'emergenza rifugiati e delle fasce di povertà, per cui
credo che questo Consiglio Comunale non possa che riconoscerle il lavoro straordinario
che sta facendo sui fronti più critici della vita della nostra comunità. Sulla vicenda di
Lungo Stura Lazio, la Vicesindaco ha fornito un quadro preciso e anche nella replica ha
dato tutte le informazioni alle domande che erano state poste nel dibattito.
Vorrei solo aggiungere una considerazione, che peraltro ha già sviluppato egregiamente
il Consiglio Alunno: il campo rom di Lungo Stura Lazio esiste da almeno 15 anni e per
15 anni è stato una ferita aperta nella Città. Si è invocato costantemente che chi aveva la
responsabilità di guidare la Città affrontasse il problema e desse una soluzione e noi lo
abbiamo fatto. Lo abbiamo fatto assumendoci la responsabilità di ricercare soluzioni
abitative che sappiamo non essere semplici (per ragioni che sono del tutto evidenti a
coloro che sono qui presenti) e perseguire questa soluzione espone anche a delle
impopolarità. L'unico argomento che non si può più usare è che questa vicenda sarebbe
stata allestita per ragioni elettorali, perché questa è una vicenda che forse sul piano
elettorale fa pagare più prezzi che dare dei benefici, tanto per essere chiari; semmai è il
contrario. Scontando anche forme di impopolarità, ci siamo assunti la responsabilità di
mettere in campo un'azione che portasse alla chiusura del campo e togliesse dal fango,
dalla spazzatura, dalle lamiere marce, dai compensati di balsa marci e dalle bombole a
gas che regolarmente incendiavano qualche baracca una popolazione che viveva lì, a
partire da centinaia e centinaia di bambini.
Dopodiché, se nella gestione di tutto questo qualcuno non ha ottemperato a quello che
doveva, la Magistratura è lì per accertare le responsabilità e, se ci sono le responsabilità,
chi ne ha pagherà. Questo non offusca neanche per un istante il valore di una scelta e la
realizzazione di un obiettivo, che intendiamo continuare, perché non è il solo campo
rom che c'è a Torino, ci sono anche i campi di corso Tazzoli e di via Germagnano.
L'obiettivo di questa Amministrazione - e mi auguro anche della prossima - è di
continuare a perseguire strategie e azioni che diano soluzioni a questo problema,
arrivando al superamento dei campi e consentendo a tutti coloro che accettano il nostro
patto di emersione di poter ritrovare una vita più dignitosa in una soluzione abitativa
dignitosa.
Vi è un'ultima questione e mi rivolgo al Consigliere Marrone, di cui ormai siamo
costantemente obiettivo con i suoi interventi molto polemici; le rivolgo io una domanda:
non ho capito come vorrebbe risolvere il problema del campo di Lungo Stura Lazio.
Come lo avrebbe risolto? Questo non lo dice mai... (INTERVENTO FUORI
MICROFONO). Non lo so; qui non lo ha mai spiegato. Lasci perdere la Regione, io non
sono, come lei, un Consigliere Regionale, ma un povero Sindaco. Sono qui e non ho,
come lei, la possibilità di essere in sedi più auliche. Oltre a spiegarci che sbagliamo
sempre tutto, che favoriamo sempre degli amici - che non ci sono - e che siamo
responsabili di ogni nefandezza di questa città, ci vuole dire lei come risolverebbe un
problema così delicato e complesso? Saremmo curiosi di saperlo.

PORCINO Giovanni (Presidente)
Esaurito questo dibattito… (INTERVENTI FUORI MICROFONO). Scusate, Colleghi,
fino a prova contraria è il sottoscritto che presiede. Dagli appunti che mi ha lasciato il
Vicepresidente mi risulta che lei sia già intervenuto in misura superiore a quanto le
spettava e, quindi, per ciò che mi riguarda, il dibattito è esaurito.
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