| Interventi |
CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Riprendiamo i lavori. Dopo la consultazione con i Capigruppo, abbiamo deciso che i tempi a disposizione saranno non di 5 minuti per Gruppo, ma di 10 minuti per Gruppo, che, ovviamente, vengono divisi all'interno del Gruppo in relazione al numero degli interventi che si svolgono per ciascun Gruppo. La parola al Consigliere Ravello. RAVELLO Roberto Sergio Innanzitutto, voglio esprimere all'Aula e a tutti i Consiglieri eletti in questa Città il mio personale sconcerto in merito al fatto che si limiti e si cerchi continuamente di limitare il dialogo e il confronto non solo in alcuni luoghi della Città di Torino, ma anche all'interno della sede dell'Istituto più importante. Pochi giorni fa il mio Capogruppo parlava di "deriva totalitaria" del Partito Democratico. Credo che oggi si possa parlare - ed a ciò si deve il mio sconcerto - di deriva totalitaria dell'intero Consiglio Comunale di Torino, perché impedire o cercare di impedire un confronto riguardo a quanto accaduto all'interno di un'università, quindi di un istituto deputato alla formazione dei giovani torinesi, credo che sia quanto di più grave possa accadere, ovviamente dopo i fatti che hanno portato a questa riunione straordinaria. Inoltre, rilevo strane similitudini tra quanto si verifica all'Università di Torino e quanto si verifica all'interno del Consiglio Comunale, perché in entrambi i casi si cerca di mettere il bavaglio a chi non la pensa come gli autonomi ed i violenti, all'Università attraverso l'uso della forza, in quest'Aula attraverso gli orpelli burocratici e le norme regolamentari. Credo che questa occasione vada colta e sfruttata, nel migliore dei modi, da ognuno di noi, per squarciare un velo e far emergere quella che è una grande bugia che viene continuamente utilizzata da chi, all'Università, occupa illegalmente le Aule e si pone al di sopra di ogni norma e di ogni regola, imponendo il proprio pensiero, con l'uso della violenza, sul fatto che la bandiera dietro alla quale questi soggetti si nascondono è quella dell'antifascismo. Soggetti, gruppi più o meno organizzati, molto spesso ospitati nei centri sociali di Torino a spese della collettività, agiscono nell'illegalità, all'interno dell'Università, in nome dell'antifascismo, applicando un metodo che credo si possa assolutamente definire fascista. Credo che questa sia la prima clamorosa considerazione che vada fatta. Chi condanna il fascismo, utilizza il fascismo per imporre le proprie ragioni. Quanto ancora di più grave si può sottolineare ed evidenziare è la copertura politica che sta dietro queste azioni e questi gruppi. Non è un'opinione mia personale, ma è stato segnalato dagli organi di stampa, in maniera piuttosto ampia e, tra l'altro, è in corso un'inchiesta della Magistratura. Inoltre, nell'ambito degli scontri, tra gli aggressori delle forze dell'ordine e tra chi ha tentato di aggredire un'organizzazione universitaria vicina al mio partito, vi sono non soltanto elementi non iscritti all'Università, ma anche funzionari e burocrati di partito, con tessera di partito in tasca, che il proprio partito tenta in ogni modo di difendere e di tutelare, cercando di imporre, nelle sedi istituzionali, una verità che non ha ragione di essere. Questa è la seconda ragione che deve giustificare non soltanto un Consiglio straordinario, sebbene limitato nel dibattito e nella discussione, ma qualche azione concreta. La connivenza tra partiti e violenti ha bisogno di un deciso intervento da parte delle Istituzioni e del Rettore dell'Università di Torino e, soprattutto, di una presa di coscienza ed un'assunzione di responsabilità da parte di chi quella copertura politica dà, continua a dare e ha sempre dato. Nel lasciare la parola agli altri Colleghi di Gruppo che intenderanno iscriversi, prego il Presidente di non lasciar cadere nel vuoto il messaggio che questo Consiglio straordinario ha inteso lanciare alla società e alla Città di Torino. Se, ultimamente, anche la sinistra (grazie, soprattutto - spero - alle sollecitazioni della destra o forse, piuttosto, al timore di una debacle elettorale) si è resa conto della necessità di porsi in maniera diversa di fronte ai problemi dell'illegalità e della mancanza di sicurezza nella nostra città e in tutte le metropoli italiane, credo che oggi la sinistra debba anche rendersi conto del fatto che nella città di Torino non devono esistere zone franche e che l'Università di Torino, in diverse sue sedi (a cominciare da Palazzo Nuovo per continuare con l'Italgas), è, a tutti gli effetti, una zona franca, nella quale si impedisce, con la violenza, l'espressione di un pensiero diverso da quello degli autonomi vicino a partiti come Comunisti Italiani e Rifondazione Comunista. Fino a quando non si avrà il coraggio di riconoscere ed ammettere la realtà dei fatti e di assumersi le responsabilità legate a questa, a Torino resteranno zone franche non solo all'interno dell'Università, ma anche altrove. COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola al Consigliere Carossa. Le ricordo che il suo Gruppo dispone di un massimo di 10 minuti. CAROSSA Mario Non c'è molto da dire, riguardo a questi fatti. Io sono amareggiato per un paio di cose. Questo Consiglio straordinario, secondo me, avrebbe dovuto svolgersi, così come avevamo richiesto, all'Università. Avremmo dovuto fare in questo modo, non per strumentalizzare la vicenda, ma per dare un segnale forte verso qualsiasi tipo di violenza, da qualsiasi parte arrivasse. L'altra cosa che mi amareggia è la scarsa presenza di Consiglieri (maggioranza e opposizione, non fa differenza), oggi, in quest'Aula. Secondo me, questo dibattito, che è molto importante, avrebbe meritato più attenzione da parte dei Consiglieri. Un'altra cosa che mi cruccia è che questa discussione si sarebbe dovuta svolgere in maniera congiunta con la proposta di ordine del giorno che il Gruppo di Alleanza Nazionale e la minoranza avevano presentato oggi e che la Conferenza dei Capogruppo e la maggioranza hanno impedito, di fatto, di discutere durante la seduta odierna. Questo, ripeto, non per fare di nuovo polemiche strumentali, ma perché, secondo me, avrebbe potuto essere l'occasione per approfondire queste tematiche. Entrando nel merito, ritengo che una cosa da fare sia, sicuramente, quella di audire il Rettore, il dottor Pelizzetti, anche perché deve dirci qualcosa riguardo a quanto sta accadendo a Palazzo Nuovo, l'Ateneo di Torino. Deve dirci qualcosa, perché è lui il diretto responsabile. Non si tratta soltanto di garantire, permettetemi, come c'è nell'ordine del giorno di oggi, la libertà di pensiero e di espressione all'interno dell'Ateneo e la condanna della violenza, ma si tratta anche di garantire la libertà dei tanti, tantissimi studenti che lo frequentano per poter studiare. Quel 14 maggio, e non soltanto quel giorno, gli studenti che volevano esercitare semplicemente il proprio diritto (quello di studiare), non hanno potuto farlo per colpa di poche decine di, io ritengo, teppisti e delinquenti; la maggior parte tra coloro che hanno fatto violenza alla Polizia non era iscritta all'Università. Gli studenti iscritti, quel giorno, non hanno potuto entrarvi. È a queste domande, che il Rettore deve rispondere. Mi dolgo del fatto che, soprattutto per colpa del Gruppo de L'Ulivo, non sia stata accolta la richiesta di audire il dottor Pelizzetti e questo è grave, perché, ripeto, non si tratta di strumentalizzare qualcosa, ma di approfondire questi fatti e di capire perché, nella città di Torino e nella sua Università, succedano, ancora adesso, episodi di questo genere, nonostante la nostra generazione abbia visto, trent'anni fa, situazioni, naturalmente, peggiori che avrebbero dovuto, però, insegnarci qualcosa. Ricordo personalmente (ero un ragazzo di circa 18 anni), quando nel 1977 c'erano, non dico ogni giorno, ma quasi, scontri di piazza fra diverse fazioni. E questo non ha fatto bene ai giovani di allora. Quanti giovani si sono persi dietro questa deriva? Perché gli adulti, i politici di allora, non sono intervenuti con fermezza a condannare queste cose? Ripeto: non è strumentalizzazione ma condanna di questi episodi, affinché i giovani riflettano su questi avvenimenti. Non dobbiamo lasciarli passare; il punto che stigmatizzo e del quale mi dolgo è che non si riesce a fare una discussione ampia e completa su questi episodi. Avrei voluto che la discussione si svolgesse all'Ateneo, anche perché, secondo me, si sarebbe visto come la stragrande maggioranza degli studenti sia democratica e si sarebbero isolate queste minoranze. Questo avremmo dovuto fare, non nascondere la testa sotto la sabbia! Questo è il problema che abbiamo noi e che aveva la classe politica trent'anni fa! Termino, per lasciare spazio, naturalmente, ai miei Colleghi, ma dico solo questo: ricordiamoci di trent'anni fa. Ricordiamoci, senza strumentalizzare questi episodi, senza ingigantirli, o enfatizzarli, che, però, tante cose brutte e violente, nel nostro Paese, sono nate, perché hanno sottovalutato tanti piccoli episodi di violenza. Il nostro impegno deve essere di tutti i Partiti, di tutti i colori, perché noi rappresentiamo tutta la cittadinanza. Rappresentiamo la cittadinanza sana di questa città che è il 99%. Il nostro impegno deve essere proprio quello di cercare di sensibilizzare la stragrande maggioranza di cittadini, di giovani. Saranno proprio questi giovani studenti a doverci guidare, a guidare la nostra Città e il nostro Paese, fra dieci anni, così come fra vent'anni. Quindi, dobbiamo aiutarli in quest'impresa. Il nostro compito è quello, senza fare strumentalizzazioni, di approfondire e aiutare i nostri giovani. COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola al Consigliere Olmeo. OLMEO Gavino Intervengo, innanzitutto, per esprimere l'auspicio che la maniera irrituale (a mio avviso, anche inopportuna), con la quale si è deciso di trattare questo argomento, in una seduta straordinaria del Consiglio, non costituisca un precedente per il futuro. Lo stesso argomento avrebbe potuto essere inserito nell'ordine del giorno della seduta consiliare di lunedì prossimo e trattato in quella sede. Sul merito, invece, esprimo viva preoccupazione per un elemento; mi domando, anche dalla lettura dei giornali odierni, che cosa stia succedendo nei luoghi di formazione dei nostri giovani, dei ragazzi delle scuole superiori e dei ragazzi che frequentano l'Università e, soprattutto, che cosa stia succedendo in coloro che hanno delle responsabilità, perché vedere oggi, ad esempio, che un Dirigente Scolastico, in buona sostanza, dica che sono stati i Carabinieri ad entrare all'interno di una scuola per reprimere azioni illegali e di spaccio, mentre, contemporaneamente, le famiglie degli arrestati e gli stessi arrestati, ormai scarcerati, dicono esattamente il contrario e ringraziano le Forze dell'Ordine, è, a dir poco, paradossale. Cercare anche di analizzare i fatti che hanno originato questa seduta straordinaria del Consiglio, non mi lascia meno perplesso perché, Presidente, la cosa che non capisco è questa: che cosa ci si aspetterebbe dai rappresentanti dei cittadini di Torino che siedono in questa Sala, davanti ai fatti del 14 maggio? Credo che ci si aspetterebbe che tutti dicessero, in maniera chiara ed inequivocabile (e mi auguro che ciò avvenga fra un po'), che i buoni sono i poliziotti e i carabinieri che adempiono al proprio dovere anche all'Università e che i cattivi sono quei ragazzotti che inneggiano al Duce, o a chissà chi e si mettono a strumentalizzare e a provocare. Che i cattivi sono quegli altri ragazzotti che tirano uova (anche se lavorano in Regione) addosso ai poliziotti, che li spintonano e li caricano. Bisogna essere strachiari, da questo punto di vista! Noi stiamo dalla parte delle Forze dell'Ordine. Noi siamo grati all'azione delle Forze dell'Ordine. A me spaventa sentire, come ho sentito dire quel 14 maggio, anche qui, in questa Sala, che ci sia gente che chiede anche comunicazioni del Sindaco, per sapere che cosa ci sia da dire su tutto ciò; oppure, si chiede l'audizione del Rettore per chiedergli come mai abbia quasi permesso che le Forze dell'Ordine rispondessero a provocazioni intervenute da autonomi (o fascistelli - come li avrebbe definiti un mio Collega, seduto qui un po' di tempo fa). Mi domando come si possa continuare a pensare e ad accettare tutto questo. Ribadisco: venga da questa Aula, da questa Sala, in maniera chiara ed inequivocabile, il messaggio ai ragazzi torinesi che i buoni sono i Carabinieri e la Polizia, che i cattivi sono quelli che gli vanno addosso e che vanno contro di loro. COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola al Consigliere Domenico Gallo. GALLO Domenico Devo dire che anche a me lascia perplesso la convocazione di questo Consiglio, anzi, mi ero dichiarato contrario a questo tipo di decisione. Non voglio parlare dei fatti accaduti all'Università, perché su quelli è in corso un'indagine della Magistratura, la quale farà chiarezza, assumerà decisioni e, probabilmente, verificherà se esistano le condizioni per rinviare a giudizio, o meno, le persone coinvolte in quegli incidenti. Invece, voglio dire che, in questa città, solo in questi mesi dell'anno, sono accaduti fatti importanti, e intendo anche ricordare che Torino è città medaglia d'oro della Resistenza; inoltre, pochi mesi fa, alcuni Gruppi politici, appartenenti all'estrema destra, hanno convocato un convegno sulle SS. Voglio altresì ricordare che, qualche mese fa, in questa città, hanno manifestato i fascisti di Fiamma Tricolore, inneggiando al duce, mostrando il saluto fascista; poi, ricordo che, in questa nazione, in questo Paese democratico nato dalla Resistenza, è in vigore una disposizione (la dodicesima) transitoria della Costituzione Repubblicana, la quale vieta la costituzione, sotto qualsiasi forma, del Partito Fascista. Voglio ricordare tutto ciò, e non mi rivolgo ai Consiglieri di Alleanza Nazionale, che rappresentano un partito che ha governato il Paese, partito che ha una sua legittimità, nata dal voto popolare, ed è anche un partito che, probabilmente - lo spero -, ha riconosciuto che il fascismo è stato un episodio ed un momento negativo per la società italiana, che ha garantito una dittatura durata oltre vent'anni, la quale ha coinvolto l'Italia in una guerra nefasta. È bene ricordare tutto ciò, ogni tanto. Ho visto che, purtroppo, ormai, i partigiani non ci sono quasi più, ma hanno lasciato le loro memorie e la propria esperienza, per tramandarla ai giovani. Speriamo che i giovani di questo Paese e di questa città continuino ancora a parlare ed a conoscere che cosa sia stato il fascismo per questo Paese. Ricordo che il fascismo è stato complice del nazismo, come ricordo altresì che le leggi fasciste (quelle di cui, oggi, stiamo parlando, per dire che esistono gruppi, i quali non hanno la libertà di pensiero), quelle leggi "fascistissime" del 1926, negavano la libertà di pensiero a tanta gente, non solo ai comunisti, ma a tutti i democratici! Vorrei ricordare queste cose, perché la Storia è stata quella, in questo Paese, perché io parlo di questo Paese, ed i Comunisti Italiani hanno contribuito a questa storia, una storia di libertà! Mi preme ricordare anche che la Costituzione Repubblicana è stata firmata da Umberto Terracini, che era un comunista, e che i Comunisti Italiani hanno lasciato su un campo migliaia di morti, per liberare questo Paese. È bene che anche i Consiglieri dell'opposizione, ogni tanto, ricordino tutte queste cose, perché, se si accetta e si prende atto che quel periodo è stato nefasto per la libertà del nostro Paese, bisogna prendere anche atto che ci sono stati coloro, come il nostro Partito e i militanti comunisti di allora, i quali hanno combattuto per la libertà di questo Paese! I fatti avvenuti all'Università - vi accenno brevemente - sono da condannare, e non ho alcun problema a condannare la violenza accaduta quel giorno, ma voglio ricordare anche che i funzionari dei Comunisti Italiani, presenti alla manifestazione, erano lì perché c'era un presidio antifascista, perché i giovincelli che hanno scavalcato i cancelli, alle otto del mattino, per entrare a far volantinaggio, l'hanno fatto anche - credo - compiendo un'azione non molto legittima; comunque, ripeto, su quei fatti giudicherà la Magistratura. Poi, mi domando come si possa garantire la libertà di pensiero ad una persona che si chiama Robert Faurisson, il quale, pochi giorni fa, all'Università di Teramo, sarebbe dovuto intervenire ad un'assemblea convocata dal professor Claudio Moffa, per negare l'olocausto! A coloro i quali sostengono le tesi negazionistiche dell'olocausto - lo domando anche ai Consiglieri del Gruppo di Alleanza Nazionale - va garantita la libertà d'espressione e di pensiero? Io credo di no; anzi, ritengo che a queste persone, le quali fanno riferimento al nazismo senza alcuna remora o critica, non vada concessa libertà di parola ed opinione, come pure a coloro i quali inneggiano al fascismo e al duce! Questo lo dico con fermezza, a prescindere dai fatti accaduti all'Università di Torino, che - ripeto - sono comunque gravi. Ritengo che, in questa città e in questo Paese, la pratica antifascista debba essere mantenuta e debba essere non violenta. Perciò, ho aperto una riflessione sull'argomento, dentro il mio partito, affermando che la pratica antifascista vada fatta, ma in maniera non violenta, e credo anche che, in questa città medaglia d'oro della Resistenza, ogniqualvolta i fascisti manifesteranno, dovremo andare a fare manifestazioni nei luoghi dove vi siano ancora le tracce di che cosa hanno significato il fascismo ed il nazismo per la nostra città; quindi, andremo al Martinetto, in Via Di Nanni ed in tutti quei posti in cui vi sono le tracce di quanto è accaduto, nei quali c'è la Storia, cioè che cos'è stato realmente il fascismo, per questa città e per questo Paese. Quindi, dobbiamo condannare ogni forma di violenza, aprire una riflessione sulla pratica politica antifascista, che è legittima, in quanto la Costituzione Repubblicana è nata contro il fascismo, ed anche cercare, in momenti come questi, di aprire insieme una riflessione, anziché strumentalizzare i fatti. Credo che si possa e si debba concludere la vicenda della pacificazione sociale in questo Paese, ma che essa non possa nascere, se non si prende atto di quella Storia. Prima, il Consigliere Carossa ha detto che dobbiamo ricordarci quanto è successo trent'anni fa; invece, io dico che dobbiamo ricordarci pure di quanto è accaduto settant'anni fa, cioè che questo Paese ha avuto una dittatura, e che era fascista. Siccome non si parla più di questi temi ed esiste un revisionismo storico che, sostanzialmente, sta smantellando e cancellando quella Storia, noi non ci stiamo! I Comunisti Italiani non ci stanno a quest'operazione di revisionismo storico, che mira a ribaltare i fatti, per cui, addirittura, gli assassini diventerebbero assassinati e viceversa. Qualcuno deve pur aver incominciato, quindi, qualcuno ha aggredito, ha assassinato e, poi, gli altri si sono difesi e hanno fatto una lotta, che qualcuno definisce "guerra civile" ed altri, come noi, "lotta di liberazione"; ma - consentiteci - la Storia, in questa città, dev'essere ricordata. Abbiamo diritto di ricordarla ed i fatti di violenza accaduti all'Ateneo sono briciole, rispetto a quelli di settant'anni fa! Perciò, vi invito ad aprire una riflessione tutti insieme e, per quanto riguarda il mio partito politico, ritengo giusto che anche al suo interno si apra una riflessione sulla pratica dell'antifascismo. Personalmente, non ho niente a che spartire con i centri sociali e neppure con gli autonomi, come non ho niente da spartire, storicamente, con queste frange dell'estrema Sinistra che, con la mia cultura politica e quella del partito dei Comunisti, non hanno niente a che fare. Poi, chiaramente, possiamo capitare in una piazza e possono esserci anche loro, ma noi - la questione è questa -, con quella gente e con quelle categorie, non abbiamo niente a che spartire! COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola al Consigliere Angeleri. ANGELERI Antonello Vorrei dire ai Colleghi, in particolare ai Consiglieri Olmeo e Gallo, appena intervenuti, che, per quanto riguarda il nostro Gruppo, non avremmo voluto utilizzare il Regolamento e lo Statuto per convocare una seduta straordinaria di Consiglio, ma, dopo la richiesta, fatta il giorno stesso dei disordini avvenuti all'Università (quindi, il 14 maggio) ed in seguito al diniego del Sindaco a dare comunicazioni sull'accaduto, abbiamo ritenuto opportuno che un fatto di tale gravità avesse la possibilità di essere dibattuto in Aula, con tutta la dignità del caso. Però, dopo aver ascoltato molto attentamente il Consigliere Gallo, devo dire molto chiaramente che, ancora oggi, abbiamo avuto dimostrazione di un tentativo di evitare che questa discussione avvenisse, perché, in Conferenza dei Capigruppo, qualcuno ha chiesto addirittura un'inversione dell'ordine del giorno, rispetto al diritto, che 1/10 dei Consiglieri ha, di proporre e, quindi, di arrivare ad una discussione all'interno dell'Aula. Abbiamo presentato un ordine del giorno che auspicavamo fosse votato; un ordine del giorno che i Capigruppo hanno letto, che è a disposizione di tutti i Consiglieri e che è stato firmato da tutti i Consiglieri di opposizione; un ordine del giorno non "targato", assolutamente e solo di condanna di fatti che sono avvenuti. Ebbene, non ci è stata data la possibilità di portare questo ordine del giorno alla discussione di oggi. Farà il suo iter naturale, ma i colleghi della maggioranza si sono rifiutati di portarlo in discussione. L'altro giorno, qualche Capogruppo di maggioranza ha presentato una proposta di ordine del giorno, che doveva essere discussa immediatamente, sulla solidarietà da dare ai manifestanti e ai parlamentari italiani aggrediti a Mosca. Allora, che cosa significa? Ci sono due pesi e due misure, ma, soprattutto - probabilmente, Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo hanno ragione su La Casta -, ci sono dei privilegi che i politici hanno, per cui devono essere trattati in un certo modo e, probabilmente, normali cittadini, che sono state vittime dei fatti e dei disordini accaduti all'Università il 14 maggio, non devono avere pari dignità. La domanda è legittima: Consigliere Gallo, chi tutela veramente la democrazia? Quella del 14 maggio all'Università è stata l'ennesima dimostrazione di antidemocrazia di una sinistra antagonista che, forte della tutela che gode da una certa parte dell'Amministrazione pubblica, si sente libera di impedire la presentazione di un candidato dell'altra parte. Questa è la sostanza dei fatti. Le elezioni, secondo noi - ecco il motivo per il quale abbiamo voluto dibattere oggi e siamo stati costretti a farlo -, sono, come abbiamo detto più volte da molte parti, la più alta espressione di democrazia in un Paese. Torino, però, è sempre più governata - ormai e lo notiamo molto spesso dai disordini - da disobbedienti e da clandestini in balia della criminalità che, soprattutto sprezzanti di regole e norme, impongono, con la forza e la prepotenza, la loro volontà. Penso che nei confronti di queste categorie di persone, si debba usare un pugno più che duro, affinché torni la legalità e la civiltà anche dove hanno sempre regnato l'anarchia e il caos. Invece di dare spazio agli antagonisti e permettere loro di invitare a tenere comizi personaggi con un passato tutt'altro che pulito - come è avvenuto recentemente, purtroppo, in questa città martoriata dalle Brigate Rosse -, un'Amministrazione, se ce ne fosse una buona, dovrebbe difendere i propri cittadini onesti e permettere, anche a chi non ha le stesse idee politiche di una certa sinistra, di potersi esprimere, come è sancito dalla nostra Costituzione. Mi auguro che questo dibattito possa, in qualche modo, far crescere una maggiore civiltà in questa città. COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola al Consigliere Galasso. Le ricordo che il Consigliere Ravello è intervenuto per circa 5 minuti. GALASSO Ennio Lucio Non voglio mutuare l'approssimativa audacia lessicale del Ministro Di Pietro per rispondere al Consigliere Gallo. Mi giovo, invece, di quanto ha scritto, proprio stamani, Gramellini e di quanto hanno scritto, nei giorni scorsi, Barbara Spinelli e altri. Ci ricorda Gramellini che centrodestra e centrosinistra sono marchi senza anima - quindi, ci invita a riflettere su questo -, totalmente sganciati dalla realtà del nostro tempo, ormai incapaci di definirsi, se non in contrapposizione all'avversario. Questo è il vero tarlo politico del momento. L'incapacità di una propria identità, se non in contrapposizione all'avversario. Descrivono mondi vecchi, magari nobili, ma sterili. Proprio muovendomi su questa linea, voglio ricordare quanto, pochi giorni fa, la stessa Barbara Spinelli ha scritto nel suo articolo "Riportare ordine nel linguaggio". È questo che voglio soprattutto censurare. Sui fatti é intervenuto egregiamente il Consigliere Ravello, ma sull'abuso del linguaggio voglio spendere una parola. Dice Spinelli: "Ci sono parole che sono come governate dalle Erinni, le divinità della vendetta". C'é questo permanere di questo sentimento che ancora non si spegne. Noi, invece, come rappresentanti delle Istituzioni, dobbiamo adoprarci per rimuovere e per spegnere. Dice ancora Spinelli: "La pulizia della politica e della mente comincia sempre con una pulizia delle parole più sciupate dall'uso" e qui ci sono parole perennemente sciupate dall'uso! Ricordo Saverio Vertone, che ha avuto vicissitudini diffuse, che ci dice: "L'Italia non guarirà dal fascismo restando antifascista, né dal comunismo proclamandosi anticomunista. L'antifascismo e l'anticomunismo tengono in vita i loro contrari - quindi, ritorniamo a Gramellini -, dei quali hanno assoluta necessità per sopravvivere come indispensabili rimedi". Possiamo aggiungere: "Così rendono cronica la malattia". C'è un argomento che, se avessi avuto tempo, avrei sviluppato, ma intanto lo pongo come problema su cui, forse, dovremo ancora confrontarci. L'antifascismo è stato ed è ancora l'alibi del terrorismo. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Caro Consigliere Olmeo, se esamina i documenti, le condotte, i proclami e i volantini di rivendicazione dei delitti, trova questa costante, che va rimossa. Non amo le provocazioni, amo, però, lo studio e gli approfondimenti e quindi qui offro soltanto un altro argomento di riflessione. Leggiamoci gli "Scritti politici ed autobiografici" di Carlo Rosselli, edizione Polis del 1944, quindi in tempi di grande fervore. Ci insegnerebbero come dovrebbe essere fisiologico giungere alla risoluzione del contrasto, mentre, invece, viviamo la patologia di un contrasto perenne inestinguibile. Noi a questa gara di contrasti non vogliamo più partecipare. Lo ha detto prima - e sono contento per come lo ha detto - il Consigliere Ravello. Voglio concludere ricordando il pensiero di un filosofo che ci diceva come "la forza dello spirito, che è in tutti, risolve, a poco a poco, i contrasti, fa delle lotte la via della pace e dall'odio spunta, prima o poi, l'amore". Noi vogliamo contribuire a far scoprire la forza dello spirito che ci portiamo dentro e che auspichiamo tutti si portino dentro. COPPOLA Michele (Vicepresidente) Completi la citazione, dicendoci chi è il filosofo che ha citato. GALASSO Ennio Lucio Il filosofo che ho citato è Giovanni Gentile, perché ho voluto ricordare posizioni antagoniste. COPPOLA Michele (Vicepresidente) Ricordo che, per quanto riguarda l'applicazione, del Regolamento e di quanto concordato in Conferenza dei Capigruppo in relazione ai tempi di intervento, la Presidenza del Consiglio sarà molto tollerante, poiché questa sera stiamo discutendo di libertà di pensiero e di espressione. Pertanto, credo che la Presidenza del Consiglio Comunale non debba essere eccessivamente severa e rigida nell'applicazione dei tempi a disposizione per ogni Consigliere. La parola al Consigliere Lo Russo. LO RUSSO Stefano Intitolerei il mio intervento "Svegliamo il compagno Gallo!", perché si sarà assopito 30 anni fa e risvegliato quest'oggi! Credo che l'intervento dai connotati stalinisti che abbiamo sentito questa sera debba essere stigmatizzato con forza. La Costituzione evocata dal Consigliere Gallo, all'articolo 21, primo capoverso (non me ne voglia il Capogruppo Giorgis, ben più insigne conoscitore della materia), dice che "...tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione". (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Vorrò battermi in politica perché questo sia un diritto garantito sempre in questo Paese, indipendentemente da chi sarà al Governo. Nel merito degli scontri all'Università, mi fa un po' sorridere, sinceramente, questo scimmiottamento di qualcosa che non c'è più, che è finito - credo - 30 anni fa e che qualche frangia minoritaria (decisamente minoritaria, fortunatamente) continua a mantenere in vita per una mera ragione di propria affermazione di esistenza. Perché questa volta, a differenza di altre, la competizione elettorale (perché di questo si tratta: della competizione elettorale per gli organi studenteschi e non dimentichiamolo, Consigliere Gallo) è stata una delle competizioni che, negli ultimi anni, è stata più sentita da parte degli studenti stessi, a dimostrazione del fatto che, forse - e di questo dobbiamo essere contenti -, c'è un'inversione di tendenza nella voglia d'impegno politico degli studenti universitari. Credo che, alla fine di questo dibattito, dovremmo uscire esprimendo due solidarietà importanti, che spero siano date all'unanimità: la prima al Rettore Pelizzetti, che si trova costantemente tra l'incudine e - mi viene da dire - il martello, nel dover autorizzare o meno manifestazioni molto controverse. Certamente, noi non facciamo niente per semplificargli la vita, anzi, direi che qualche intervento in meno e qualche disinnesco della tensione, forse, potrebbero essere utili. L'altra solidarietà - e mi collego all'intervento del Consigliere Olmeo - credo che debba essere data, senza indugio, alle forze dell'ordine, che sono state assolutamente aggredite da una sparuta minoranza di facinorosi, i quali cercavano d'impedire un legittimo - io credo - diritto a manifestare e a presentare un candidato a un'elezione, quindi, niente di più democratico; si possono condividere o meno le idee, ma io credo che questo sia un diritto sacrosanto, e ringraziamo le forze dell'ordine per aver cercato di permettere una dimostrazione democratica anche all'interno dell'Università. COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola al Consigliere Cantore. CANTORE Daniele Ho apprezzato l'intervento dei Consiglieri Olmeo e Lo Russo. Il Consigliere Olmeo poi è sempre molto stimolante e vorrei rispondere subito ad una domanda chiara che ha posto e cioè: cosa ci aspettavamo da questo Consiglio Straordinario? Ci aspettavamo le sue parole, e la ringrazio, tuttavia, la prego di guardarsi attorno, perché non vorrei che fosse isolato nel dire queste cose. Quando lei ha detto che siamo dalla parte dei Carabinieri, della Polizia e delle forze dell'ordine io ho detto: "Bravo, Olmeo!", poi ho guardato attorno (e non solo qui in Aula) i suoi Colleghi di avventura e penso che su questo dovrebbe fare una verifica di maggioranza, perché non so se siano tutti d'accordo con lei. Quindi, volevamo sentire questo. Grazie, Consigliere Olmeo, per aver detto dai banchi della maggioranza che siete dalla parte della Polizia, dei Carabinieri e delle forze dell'ordine! Da un po' di tempo anche l'illuminato Sindaco Chiamparino (al quale abbiamo chiesto se vuole la tessera ad honorem di Forza Italia) sta dicendo cose che piacciono alla Casa delle Liberta e ci vedono, in questo caso, tutti uniti, mentre mi pare ci siano dei problemi all'interno della maggioranza. Devo dire che, Consigliere Lo Russo, ho anche apprezzato la parte finale, in questo ormai happening di Consiglio Comunale, dell'intervento del Consigliere Gallo. Al 90% non lo condivido, perché a condivido quanto ha detto il Consigliere Lo Russo, però il Consigliere Gallo ha detto una cosa che mi auguro dica anche il Consigliere Cassano. Voglio essere provocatorio di fronte al bravo Capogruppo di Rifondazione Comunista; il Consigliere Gallo ha detto: "Noi non abbiamo nulla a che spartire con questi gruppi autonomi che hanno svolto questi atti violenti all'Università", cioè si è differenziato in generale... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Io ho voluto leggerlo nei confronti - mi corregga - di quelli che hanno fatto queste azioni contro un gruppo che legittimamente faceva campagna elettorale, un gruppo vicino ad Alleanza Nazionale, e io devo dire che questa è un'altra svolta storica, Consigliere Gallo! Il fatto che lei dica che non ha nulla a che spartire con questi gruppi è importantissimo e se lo dicesse anche il Capogruppo di Rifondazione Comunista sarebbe una svolta storica, un passo in avanti! Vuol dire che abbiamo fatto bene a chiedere questo Consiglio Comunale, perché finalmente si sono rotti quei cordoni ombelicali che legavano, purtroppo, ancora una parte dei vostri partiti con una parte di facinorosi che ci sono all'Università e non solo all'Università! Questa affermazione del Consigliere Gallo credo che debba essere il titolo dei giornali di domani: "I Comunisti Italiani hanno rotto con l'autonomia violenta!"... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Ho capito male, ma io l'ho percepita o l'ho voluta mettere in positivo! (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Se ho capito male, poi il Presidente, per fatto personale, le darà la possibilità di interloquire. Però, penso che sia questo che volevamo da questo Consiglio Comunale straordinario, che ritengo anche alla luce anche degli interventi, che sia stato positivo. Avrebbe potuto (ricordo un'altra domanda del Consigliere Olmeo sugli effetti pratici) creare l'effetto pratico dell'approvazione di questo ordine del giorno presentato da Alleanza Nazionale, al quale noi abbiamo dato la nostra adesione; non so se i Colleghi della maggioranza l'abbiano letto, perché quando io l'ho letto, mi sono chiesto che l'avesse presentato Alleanza Nazionale! Faccio una battuta, perché è un ordine del giorno che non è di parte, non vuole portare al confronto e allo scontro politico; è un ordine del giorno che prende atto di cosa è successo all'Università e dice quello che ha detto il Consigliere Galasso, citando Rosselli e Gentile, nel senso che dobbiamo superare le divisioni e le diversità. Questo è quanto diceva l'ordine del giorno e quanto diceva l'impegnativa nei confronti del Rettore dell'Università e del Sindaco. Questo significa, Consiglieri Lo Russo e Olmeo, che, al di là delle belle parole, alla prova dei fatti, quando bisogna mettere una firma o votare un ordine del giorno, rimaniamo sempre sulle teorie (quelle che, peraltro, non piacciono al vostro Sindaco, che pensa siano l'origine delle sconfitte che avete portato a casa in Piemonte), quando dobbiamo dare gambe a dei propositi, queste gambe non ci sono, perché si impedisce di portare in Aula questo ordine del giorno e di votarlo! Un ordine del giorno equilibrato, che voleva dare un segnale, grazie al contributo di Alleanza Nazionale, non solo al Consiglio Comunale, ma anche alla città, all'Università e agli studenti, per aprire, Consiglieri Gallo e Cassano, una nuova fase, augurandoci tutti che non succedano più scontri all'Università, augurandoci anche che, se dovessero esserci, la Polizia intervenga, perché fa bene a intervenire, e augurandoci anche (ma questo lo riscontreremo anche nell'audizione che abbiamo chiesto), che gli organi che presiedono all'Università facciano il loro dovere. Non so se il Rettore abbia svolto appieno il suo dovere in questa vicenda oppure no, non è compito nostro. Non abbiamo fatto questo Consiglio Straordinario a Palazzo Nuovo per evitare che montasse un'altra polemica, anche se sono d'accordo con il Consigliere Carossa, perché penso che sarebbe stato il luogo più adatto per un dibattito di questo genere. Appellandomi ai Colleghi della maggioranza, dico che questo ordine del giorno che abbiamo proposto era emendabile; vogliamo, per serietà di questo Consiglio Comunale, uscire con un documento? Qualcuno potrà dire che le parole, gli scritti non servono e ci vuole l'azione pratica. Chiediamo e auspichiamo che non avvengano più questi incidenti all'Università e che, per quanto di loro competenza, l'Amministrazione Comunale e gli organi dell'Università agiscano in questa direzione. Vogliamo dare il segnale che dalle parole si passi a documenti condivisi? Nel senso che si possa, insieme, condividere un percorso che permetta all'Università di essere agibile, e, come ha detto il Consigliere Lo Russo, che si svolgano elezioni all'Università? Ha ragione il Consigliere Lo Russo, sono state elezioni, forse, tra le più democratiche e partecipate nella storia dell'Università di Torino (e lo dice uno che ha partecipato e ha fatto parte anche del Consiglio di Amministrazione dell'Università) e mi pare che questo documento andasse in quella direzione. Abbiamo ancora il tempo (mi rivolgo ai Colleghi della maggioranza), per sospendere, emendare questo documento e votarlo, per dare il segnale che non abbiamo fatto un Consiglio Comunale inutile (almeno non lo ritengo tale in relazione al dibattito) e che, soprattutto (non voglio ripetere quanto già è stato detto), sul piano della formazione e dell'educazione, nei confronti della nostra Università e dell'accessibilità democratica, non c'è una posizione di destra o di sinistra, ma di agibilità democratica che dobbiamo garantire e che, con questo ordine del giorno, volevamo ribadire. Termino, invitandovi a rivedere questo ordine del giorno. Se i Colleghi di Alleanza Nazionale sono d'accordo (interverrà, poi, il Capogruppo Ghiglia, ma il Consigliere Ventriglia ha dato disponibilità a una eventualità di emendare questo documento), direi che questo potrebbe rappresentare un ulteriore tentativo per dare un segnale concreto. COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola al Consigliere Giorgis. GIORGIS Andrea Ero tra coloro che consideravano questo Consiglio non del tutto utile, specialmente se convocato in un giorno infrasettimanale. In Conferenza dei Capigruppo, abbiamo discusso sulla interpretazione abbastanza occasionale del Regolamento e abbiamo alla fine convenuto che, una volta convocato, sarebbe stato opportuno svolgerlo. Dopo l'intervento del Capogruppo Cantore, in parte, mi debbo ricredere, perché, se questo Consiglio è servito al Consigliere Cantore e a tutta l'opposizione a chiarire che questa maggioranza di centrosinistra ha, nei confronti delle forze di Pubblica Sicurezza, un atteggiamento di riconoscenza e di rispetto (non andiamo alle citazioni di pasoliniana memoria, direi che sono troppo lontane e forse, qui, non è il caso di riprenderle e aprire un dibattito, anche se, forse rileggerle...), questo è un evento storico! Il dibattito convocato in giornata infrasettimanale per discutere di eventi che si sono consumati all'Università è servito a chiarire, una volta per tutte, che questa maggioranza di centrosinistra ha della legalità un'idea alta, un desiderio fermo nei confronti delle forze di Pubblica Sicurezza, ha un atteggiamento di riconoscenza. Non so se, durante la discussione sul tavolo per la sicurezza o in occasione della richiesta di maggiore intervento, siamo riusciti a spiegare che, rispetto alle forze di Pubblica Sicurezza eravamo riconoscenti. Forse non ci siamo riusciti, forse non sono bastate quattordici riunioni, non è bastato il tavolo coordinato dall'Assessore Borgogno, però, meglio tardi che mai! Questo dibattito è servito e finalmente abbiamo potuto spiegare e convincere l'opposizione dell'idea che abbiamo della legalità e del pluralismo. Colgo l'occasione per ribadire, caso mai riuscissi a fare breccia... (INTERVENTO FUORI MICROFONO) ...Parlo del Gruppo che rappresento, ovviamente; non mi spingo oltre. CANTORE Daniele (Intervento fuori microfono). GIORGIS Andrea Non vorrei interloquire con lei, però, mi sembra che tutte le richieste che abbiamo fatto, le battaglie per la legalità, per il pluralismo, per la democrazia, anche se sono termini un po' abusati, siano un patrimonio comune a tutta questa maggioranza. Naturalmente, però, non ho l'ardire di parlare a nome di altre forze politiche: mai vorrei essere così presuntuoso. Volevo concludere cercando di fare breccia anche sull'altro tema, che, forse, potrebbe diventare un'altra occasione storica: noi abbiamo massimo rispetto per il dissenso e per coloro che la pensano in maniera diversa da noi. Quando consideriamo il pluralismo un valore, intendiamo dire, come ha detto bene il Consigliere Lo Russo, che vogliamo garantire in tutti gli spazi pubblici il diritto di manifestazione del pensiero anche delle minoranze più minime, ossia anche di un singolo individuo. Non so se ho la capacità che ha avuto il Consigliere Olmeo di convincere l'opposizione, però, se questo diventasse un dato acquisito, di nuovo, sarebbe una buona ragione per dire che abbiamo fatto bene, alla fine, a discutere in quest'Aula degli avvenimenti all'Università. Tanta passione e tanta attenzione a questo tema avrebbero suggerito ai presentatori di far pervenire l'ordine del giorno a questo Consiglio qualche giorno prima. Vorrei ricordare che la convocazione (se non vado errato, Presidente) è stata fatta non questo pomeriggio durante la Conferenza dei Capigruppo, ma qualche giorno addietro. Allora, delle due l'una: o c'era consapevolezza del carattere storico, epocale di questo incontro e allora, forse, si sarebbe potuto anticipare di qualche giorno la sua stesura, oppure, all'ultimo momento, parliamo di deroghe! Ci troviamo il mercoledì, in un giorno non previsto dal Regolamento, ammettiamo un ordine del giorno, chiediamo legalità e rispetto delle regole e poi ci ritroviamo a discutere di deroghe su deroghe! Per quanto riguarda l'ordine del giorno, abbiamo un'idea diversa di cosa vuol dire "equilibrato"o "moderato", perché si dice: "Il Sindaco si attivi presso le Istituzioni universitarie, in modo da porre fine ad una situazione di illegalità perdurante e grave all'interno delle sedi universitarie". Presidente, chiedo le attenuanti generiche, per colpa forse non grave, che non è dolo, ma di questa perdurante e grave situazione di illegalità all'interno dell'Università non ho contezza! Questo potrebbe essere un evento storico, perché scopriamo (e chiedo che si dia seguito a quella richiesta di audizione del Rettore) l'esistenza di una perdurante e grave situazione di illegalità all'interno dell'Università. Presidente, se scoprissimo questo, ringrazierei i Consiglieri che hanno proposto questo Consiglio. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Cerutti. CERUTTI Monica Non entro nel merito, rispetto al metodo che ha portato a questo Consiglio, anche perché, per evidenti motivi, non vi ho partecipato se non in una frazione di una Conferenza dei Capigruppo precedente, e non ho seguito la sua evoluzione. Rispetto, invece, al merito che si discute questa sera, credo che i gravi episodi che si sono verificati all'Università nelle scorse settimane possano meritare una attenta considerazione anche da parte di questo Consiglio. Innanzitutto, è necessario che questo Consiglio esprima una ferma condanna di quanto è accaduto, proprio perché la violenza non deve mai entrare in nessun luogo e soprattutto dove decine di migliaia di ragazzi e ragazze studiano e dovrebbero, anzi assimilare i valori della solidarietà e della coscienza critica. Il fatto che si siano verificati gli episodi di cui abbiamo parlato è già, di per sé, un fatto che merita sdegno e biasimo. Abbiamo appreso delle aggressioni avvenute, originate da scontri tra studenti di differenti posizioni politiche nel contesto degli ultimi giorni di campagna elettorale per le elezioni universitarie. Rispetto a questo, vorrei sottolineare - cosa che non hanno fatto i Colleghi che mi hanno preceduto - che la Guida del Senato degli Studenti ha portato avanti una campagna di sensibilizzazione al voto con una scelta felice, che non era stata fatta dai suoi predecessori, determinando anche una buona affluenza al voto. Per quanto riguarda la responsabilità degli atti di violenza, lasciamo che sia la Magistratura ad approfondire le indagini, anche se penso che dobbiamo poter portare avanti le nostre indicazioni, tenendo ferma l'autonomia ordinamentale dell'Università, che le è stata riconosciuta nel tempo (non siamo noi a dovergliela riconoscere). Credo che sia necessario ribadire che le regole di responsabilità e assennatezza da parte degli studenti debbano essere elemento fermo e debbano determinare le condizioni rispetto alle quali interventi da parte delle forze dell'ordine, all'interno di Palazzo Nuovo, siano solo l'estrema ratio; naturalmente, l'auspicio è che le condizioni siano tali per cui l'intervento delle forze dell'ordine non debba mai avvenire. Ribadiamo il pieno rispetto del loro lavoro e ricordo che qui non si tratta di schierarsi con gli uni o con gli altri, ma di ribadire l'esigenza di rispettare delle regole e, in questo senso, avere una posizione di per sé corretta. Rispetto alla parte propositiva che possiamo portare avanti, proprio ricordando fermamente l'autonomia dell'Università, pensiamo che debba essere garantita la massima libertà di espressione a tutte le forze politiche rappresentate nell'Ateneo, ivi comprese la destra e la sinistra estreme, con il rispetto assoluto delle leggi. Una proposta in più che ci permettiamo di fare è di chiedere a questo Consiglio, al di là di atti che esprimano condanne o meno verso l'una o l'altra parte, che nell'Università siano avviati (eventualmente anche con il patrocinio della Città di Torino) percorsi di formazione al dialogo ed al confronto, visto il preoccupante ritorno di contrapposizioni violente fra fazioni diverse, che fanno parte della nostra peggiore storia che decenni or sono ha visto contrapporsi parti diverse, storia che ha segnato tragicamente Torino. Riteniamo che, in questi percorsi di formazione, sia importante anche ripetere la Storia, conoscerla, affinché sia oggetto di una riflessione che coinvolga tutta la città. Ci permettiamo di avanzare questa proposta, perché anche la discussione di oggi, se può essere stata interessante dal punto di vista dell'approfondimento, oltre all'audizione del Rettore, possa avere anche una proposta positiva nei confronti dell'Università. Pensiamo che su queste vicende potrebbe essere errato non attivarci anche concretamente e proporci per costruire, insieme all'Università, uno spazio di confronto e non di scontro, che non cancelli quei valori patriottici e resistenziali forti che ci permettono di rileggere le nostre ferite più dolorose imparando a trarne insegnamenti utili per le giovani generazioni. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Cassano. CASSANO Luca Mi spiace constatare che i Consiglieri dell'opposizione, che con grande forza hanno chiesto la convocazione di questo Consiglio, sono rimasti in Aula solo in 5 ad ascoltare il dibattito... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Ho capito. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). No, era solo perché la presenza in Aula, Consigliere Cantore... CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Non suggerisca soluzioni per gli assenti. CASSANO Luca Non avevo pensato alla via tecnologica della democrazia, Consigliere Cantore! (INTERVENTO FUORI MICROFONO). La ringrazio Consigliere. Premetto, Presidente, che non mi pare che la convocazione di questo Consiglio prevedesse un ordine del giorno per discutere di forze dell'ordine o delle posizioni delle singole forze politiche sul ruolo delle forze dell'ordine e di pubblica sicurezza nella città, men che meno nel Paese. Rispondo al Consigliere Olmeo, che con tanto vigore e con tanta vivacità ha voluto sottolineare come lui fosse dalla parte delle forze dell'ordine: apprezzo il suo intervento, ma noi ci sentiamo prima di tutto dalla parte dell'antifascismo e della non violenza, che consideriamo uno dei valori irrinunciabili su cui la nostra forza politica, come altre, è fondata. Inoltre, crediamo vada garantita la libertà di espressione all'interno di una competizione elettorale universitaria, come quella che si è conclusa tre settimane fa, e che non si possa mettere in discussione il principio secondo il quale alcune liste, di qualunque natura esse siano, possano candidarsi ed essere titolate a prendere voti, ma non ad accedere all'Università per fare propaganda, purché questa stessa libertà non contrasti con i principi costituzionali che vietano in varie forme la ricostituzione del partito fascista o di fare propaganda utilizzando simboli fascisti, come pare che in alcuni casi (non so se anche in questo) sia accaduto all'interno dell'Università. Il Consigliere Angeleri prima citava l'ordine del giorno proposto nella scorsa seduta del Consiglio Comunale e devo dire che ci sarebbe piaciuto poter esprimere la solidarietà anche a quei manifestanti e per a parlamentari aggrediti dalle forze di Polizia russe, mentre l'opposizione in Consiglio Comunale ha legittimamente deciso di non apporre la propria firma su quel documento. Torno sull'antifascismo, che non ha età, come diceva il Collega Domenico Gallo, era un valore settant'anni fa per chi lottava per la liberazione di questo Paese e noi continuiamo a sentirlo tale e ci stiamo impegnando perché questo valore resti tale anche tra settant'anni. Pensiamo che le forme di violenza vadano condannate da qualunque parte arrivino, così come le provocazioni di natura filofascista che, purtroppo, in questa città non mancano e senza le quali, Presidente, probabilmente questi scontri e questo stesso Consiglio non sarebbero avvenuti. Concludo dicendo che la militarizzazione dell'Università va rigettata; ci chiediamo come sia potuto avvenire che il Rettore abbia consentito l'ingresso anticipato ad un gruppo che aveva la piena titolarità ad entrare in Università, ma secondo i regolamenti e le leggi che lo stesso corpo elettorale dell'Università si era dato. Probabilmente, se la tanto citata legalità fosse stata applicata anche non consentendo l'ingresso in orario anticipato, gli scontri di cui abbiamo parlato non sarebbero avvenuti. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Scanderebech. SCANDEREBECH Federica Ricordo che oggi si sta tenendo una seduta straordinaria di Consiglio Comunale per discutere della libertà di pensiero ed espressione all'interno dell'Ateneo torinese, ma forse questo è stato un po' frainteso da alcuni Colleghi. Inoltre, oggi è stato presentato un ordine del giorno da tutta l'opposizione, e sottoscritto da me medesima, in cui si volevano condannare i gravi atti di violenza consumatisi ai danni di diversi esponenti del centrodestra nel periodo delle elezioni universitarie, che avevano lo scopo di inibire i manifestanti ad esprimere liberamente il proprio pensiero politico, le proprie idee ed i programmi, che erano in conformità sia del Regolamento Universitario che dell'articolo 21 della Costituzione Italiana, che tutela il diritto alla libertà di parola ed opinione. Purtroppo, oggi, è stato negato il dibattito in tale ordine del giorno, senza che sia stata fornita una convincente motivazione; questo è un chiaro segnale di come si cerchi di discutere serenamente di libertà di pensiero e di libera espressione di parola e poi ci venga messa la museruola! Non è la prima volta che avvengono scontri politici all'interno di Palazzo Nuovo e nelle altri sedi dell'Ateneo; peraltro, tali atti - che mi sento di condannare fermamente - non si sono verificati solo nel periodo relativo alle elezioni universitarie, ma anche in altre normali situazioni che non dovrebbero avere strumentalizzazione politica, proprio perché all'interno dell'Ateneo torinese. Durante la campagna elettorale universitaria sono stati aggrediti verbalmente - e non solo verbalmente -, oltre ai rappresentanti del FUAN, anche molti altri giovani candidati universitari, ma questi fenomeni non hanno suscitato lo stesso interesse mediatico. Esprimo, quindi, piena solidarietà a coloro che hanno ricevuto intimidazioni da parte di forze politiche universitarie avversarie. È inaccettabile che un Ateneo si trasformi in sede di scontri politici, poiché, in un luogo dove viene data la primaria importanza alla formazione culturale, la violenza non deve avere la meglio sul diritto alla libera espressione. Proprio per questo motivo, è forte la mia condanna contro ogni atto di violenza, soprattutto in una Repubblica democratica, dove la libertà d'espressione e di parola sono alla base dei principi costituzionali. Avevamo richiesto che la seduta straordinaria del Consiglio si svolgesse all'interno delle aule di Palazzo Nuovo e con la partecipazione del Rettore Pelizzetti, purtroppo, la maggioranza ha bocciato la nostra richiesta, privando i giovani studenti della possibilità di prendere parte ad un confronto democratico. Quindi, in qualità di rappresentanti del popolo e di liberi cittadini, abbiamo perso, purtroppo, l'opportunità di dare un segnale forte su come la politica sia unanime nel voler un libero confronto di idee e su come sia possibile confrontarsi civilmente pur rimanendo su posizioni differenti, senza, per questo, dar vita a deplorevoli scontri. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Zanolini. ZANOLINI Carlo Il mio intervento non sarà né aulico, né rampante. Vorrei semplicemente sottolineare che, probabilmente, la mia inesperienza politica mi aveva fatto credere che sarebbe stato utile ed importante un Consiglio straordinario su questi avvenimenti, ma è passato qualche giorno e mi rendo conto che questi fatti non sono così rilevanti da richiedere la convocazione di un Consiglio straordinario. Effettivamente, pensandoci bene, si è trattato di qualche scaramuccia, che fa parte del dibattito "democratico", tra virgolette; infatti, riflettendo a posteriori, non sono accaduti fatti così gravi che richiedessero interventi di questo genere. È grazie a scaramucce di questo tipo, avvenute nel 1968 (che ho vissuto e che, magari, molti dei presenti non hanno vissuto, perché troppo giovani), che si è ottenuta una vera democratizzazione dell'università; probabilmente, le scaramucce di quel tempo erano molto più gravi ed importanti. All'epoca non c'erano le elezioni universitarie, c'erano i professori universitari, c'erano i "baroni" e a loro non ci si poteva assolutamente opporre. Quindi, ribadisco che quelle scaramucce sono state veramente importanti ed hanno permesso al dibattito democratico di crescere. Le scaramucce avvenute in questi giorni sono minimali, per cui vorrei invitare tutti i Consiglieri a riportare alla giusta dimensione questi comuni scambi di opinioni verbali e, magari, qualche scazzottata. Mi dispiace che alcune delle vittime delle percosse siano state delle persone che non c'entravano nulla e che hanno cercato di porsi tra le fazioni opposte o, addirittura, tra una fazione e la Polizia, proprio per evitare delle conseguenze successive; in sostanza, ha avuto la peggio chi era lì a presidiare. Per quanto riguarda l'intervento del Consigliere Scanderebech, giustamente questo avrebbe dovuto essere un Consiglio nel corso del quale dibattere sulla possibilità di libertà di pensiero all'interno dell'università; a mio parere, all'interno dell'Università esiste un'estrema libertà di pensiero. L'università rappresenta il centro della libertà di pensiero e se, qualche volta, questa libertà di pensiero si traduce in qualche piccola scazzottata, lo dobbiamo mettere in conto, ma questo ci farà crescere anche dal punto di vista della democrazia. Invito, quindi, tutti a riflettere sulla necessità di non dare un'importanza così notevole a questi fatti. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Grimaldi. GRIMALDI Marco Non aggiungerò molto, visto che per il Gruppo Sinistra Democratica è già intervenuto il Capogruppo. Vorrei leggere un comunicato stampa, votato all'unanimità dal Senato Accademico (quindi sia dal Collegio dei Docenti, che da tutti gli studenti di tutte le forze politiche presenti durante il Senato Accademico): "A proposito di quanto avvenuto ieri mattina a Palazzo Nuovo, il Senato Accademico dell'Università di Torino ribadisce che gli spazi universitari sono e debbono rimanere luogo di libera espressione del pensiero, nel rispetto della democrazia e dei principi di libertà e di tolleranza. Deplora vivamente gli atti di illegalità e di violenza perpetrata, ieri, da gruppi contrapposti di studenti. Invita le liste universitarie che si candidano all'elezione studentesca ad una competizione corretta e leale e auspica che un'ampia adesione degli studenti alle elezioni dia al voto il significato di un forte momento di partecipazione democratica. Chiede alla Questura di Torino un chiarimento ufficiale circa le modalità dell'intervento delle forze di Polizia all'interno delle strutture universitarie, avvenuto senza darne preventiva informazione agli organi di governo dell'Ateneo. Si impegna, per quanto gli compete, ad operare affinché si giunga rapidamente ad una ridefinizione certa e condivisa dei criteri di assegnazione degli spazi universitari a rappresentanti, associazioni e gruppi studenteschi". Ho letto il comunicato per portare un po' di chiarezza a questa discussione, che ho trovato un po' lacunosa, e ritengo che l'audizione dell'istituzione universitaria sarebbe stata utile. Infatti, questi comunicati stampa servano anche per chiarirci meglio. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). È datato 30 maggio ed è stato votato all'unanimità dal Senato Accademico. Quindi, il Senato Accademico - tutto il Collegio dei Docenti e gli studenti - deplora quanto accaduto (in riferimento a tutti e due i gruppi studenteschi che si sono contrapposti) e chiede delle spiegazioni, perché gli interventi di Polizia, soprattutto se avvengono all'interno dell'università, devono essere autorizzati dal Rettore. La mia dichiarazione politica da aggiungere alla discussione è che le due grandi forze che hanno ottenuto il maggior consenso alle elezioni (Unione Degli Universitari e Obiettivo Studenti, che, tra l'altro, rappresenta ampiamente una gran parte del centrodestra) non erano presenti in quell'occasione e gli studenti stavano regolarmente seguendo le lezioni. A mio parere, dobbiamo porre attenzione al fatto che esiste una situazione di instabilità all'interno dell'università, ma credo che riguardi pochissimi, come emerge anche dalle dichiarazioni del Senato. Inoltre, vorrei far presente al Consigliere Giorgis, che, come dicevano il Senato Accademico, gli studenti e tutte le forze accademiche, c'è una situazione di illegalità - che si sta cercando di risolvere - che riguarda gli spazi. Infatti, le liste di sinistra, di centrodestra ed indipendenti hanno chiesto che quegli spazi vengano riassegnati, attraverso una discussione democratica e partecipata. Quindi, la precisazione è solo sul fatto che esiste una situazione di illegalità, riconosciuta dal Senato Accademico e dal Rettore stesso, che si è impegnato, anche con questo comunicato stampa, a risolverlo. Credo, comunque, che tutti quanti dovremmo fare appello al buonsenso, perché è vero che la libera partecipazione democratica va garantita a tutti, ma è anche vero che possono esistere le provocazioni (pur riconoscendo che dobbiamo evitare che, ancora oggi, si inneggi al Duce con saluti fascisti). Quindi, credo che le Istituzioni accademiche, per l'ennesima volta, abbiano dimostrato che si può tenere unito un intero gruppo dirigente attraverso un comunicato, che rappresenta la gran parte dei cittadini di questa città. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola all'Assessore Borgogno. BORGOGNO Giuseppe (Assessore) In realtà, mi premeva soltanto fare una puntualizzazione: ho sentito dire, in diversi interventi, che era stata richiesta una comunicazione in Aula. Volevo ricordare, intanto, che, nella Conferenza dei Capigruppo, mi pare il giorno successivo al Consiglio in cui era stata richiesta la comunicazione, sono venuto a nome del Sindaco, e su questo si è tenuta una discussione; quindi, credo che non si possa dire né che la Giunta sia stata insensibile a quella richiesta, né che la Giunta non abbia espresso una posizione su questo argomento. Posizione che io riassumo in pochissime parole, così come avevo fatto quel giorno durante la Conferenza: una condanna, senza aggettivi di alcun genere, su quanto è accaduto il 14 maggio, all'Università. Una condanna tanto per i fatti che sono avvenuti, quanto per il luogo e il momento in cui sono avvenuti, perché le elezioni universitarie, come ogni altra scadenza elettorale, devono essere l'occasione per un libero confronto di idee e di programmi. Questo libero confronto, poi, permette agli studenti di votare ed eleggere i propri rappresentanti (tra l'altro, mi è parsa un'elezione che ha visto una partecipazione piuttosto alta). Ma, giacché ho la parola, volevo, se me lo consentite, semplicemente dire altre due cose: mi sembra che, in altri interventi, siano stati richiamati argomenti tipo l'attualità del concetto dell'antifascismo e l'attualità dei valori che si richiamano alla Resistenza. Io sono uno che considera che questi due argomenti abbiano una loro attualità e ce l'abbiano, non fosse altro perché i valori sui quali questa Repubblica si fonda, spesso, vengono bistrattati e banalizzati; per questo, devono essere attuati, così come il tema dell'antifascismo. In un'epoca in cui il revisionismo storico è un elemento che, ogni tanto, ritroviamo, hanno sicuramente una loro attualità. Un conto è affermare quest'attualità e dire che, perché quest'ultima sia forte e presente, bisogna utilizzare i metodi della dialettica, i metodi che offre la democrazia, e difenderli; altro è applicare questo ragionamento a ciò che è accaduto il 14 maggio. Non c'entra niente; anzi, è molto pericoloso accostare queste due cose, perché l'affermazione di quei valori si fonda su un principio, che è quello della democrazia e del rifiuto della violenza come strumento, come metodo di battaglia politica che, se Dio vuole, mi sembra un argomento acquisito da tutte le forze qui presenti, in modo incontestabile, da parecchio tempo. Credo convenga, ogni tanto, ricordarcene. Non ci possono essere infingimenti, su questo punto! Dato che si stava parlando di elezioni universitarie, si può dire che il 14 maggio, all'Ateneo, su questo punto, è stata fatta molta confusione che non ha neanche un grande valore pedagogico (e penso non si possa affermare il contrario). Ora, noi sappiamo che sono in corso indagini che riguardano tanto i fatti del 14 maggio, quanto gli atti provocatori che li hanno preceduti. A quanto risulta, da quanto letto anche sui giornali, queste indagini riguardano un vario arco di forze che comprende tutte quelle che hanno partecipato alle vicende di quella mattina su entrambi gli schieramenti. Non possiamo che augurarci che queste indagini conducano presto ad individuare i responsabili degli atti di quella mattina e degli atti precedenti, in modo che atti del genere non si ripetano. Qualcuno ha parlato di una condizione di insicurezza, persistente all'Università. Onestamente, non mi pare che sulla base dei dati dei quali si può disporre, o per lo meno, di cui l'Università dispone, si possa affermare ciò; tuttavia, questo incontro con il Rettore, che potrà chiarire meglio questo punto, ci sarà. Questo punto l'ho voluto sottolineare, perché voglio ancora dire una cosa: se l'analisi di quanto è accaduto, e di quanto ha preceduto quegli episodi, è sbagliata (quanto meno nell'attribuzione di insicurezza e persistenza di problemi di ordine pubblico, che paiono non sussistere all'interno dell'Università), allora, questo mi rimanda ad un altro elemento. Ho detto prima, che era stata fatta una comunicazione ai Capigruppo e, se si nega il passaggio che c'è stato e si analizza la situazione in modo sbagliato, allora, c'è il rischio che si usino occasioni come la vicenda accaduta (e che tutti abbiamo condannato - ma anche occasioni come quella odierna), come una cassa di risonanza per un confronto ed uno scontro politico più generale, che riguarda chi è qui presente. Perché dico questo? Perché ha senso che il Consiglio Comunale esprima, di fronte a fatti, come quello accaduto, la propria condanna e, se è in grado di farlo (e deve esserlo) di affermare un'autorità morale forte, in modo che questa condanna possa avere davvero un senso. Diversamente, rimarrebbe un fatto banale. Se il Consiglio Comunale lo si usa troppo come luogo che è, che può diventare, che rischia di essere una cassa di risonanza, anche su vicende politiche di carattere generale, allora, c'è il rischio (quindi bisogna stare attenti), che quest'autorità morale si riduca nel tempo. La discussione odierna (lo dico come ex Consigliere Comunale, niente più di questo) avrà sicuramente avuto un'utilità, però... OLMEO Gavino (Intervento fuori microfono) ...Ad honorem. BORGOGNO Giuseppe (Assessore) Ad honorem. Amministratore ad honorem. Attenzione a farne un uso giusto e mirato, perché se lo si stiracchia troppo, c'è il rischio che quell'elemento sul quale si fondano discussioni come quella di oggi, ovvero, l'affermazione di un'autorità morale, si sviliscano e perdano un po' della propria efficacia. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Grazie, Assessore, soprattutto per le ultime cose che ha detto. A conclusione di questo dibattito, vorrei soltanto riservarmi due minuti, per dire che sono convinto che la discussione di questa sera, ancorché difficile da fare, perché era la prima volta che si faceva un dibattito utilizzando uno strumento mai adoperato prima, non sia stata inutile. Può anche darsi che abbiamo sbagliato ad utilizzare l'assemblea consiliare con queste modalità, ma non è ancora dato. Affronteremo meglio la questione, perché, in ogni caso, emerge la necessità di modificare sia lo Statuto sia il Regolamento, per far sì che, nel futuro, siano precisate meglio le modalità con le quali si potranno avanzare la richiesta del Consiglio straordinario e l'effettuazione del dibattito al suo interno. Questa, se non altro, è una questione che è emersa, credo, abbastanza con forza. D'altro canto, in ogni caso, credo che quando un Consiglio Comunale discute di questioni come quelle delle quali abbiamo discusso questa sera, non perde del tempo. Credo sia utile a tutti, anche fosse soltanto per affinare le proprie idee e renderle, per quanto possibile, più conseguenti, rispetto alle proprie scale di valori e priorità. La necessità di avere una libera espressione nel dibattito, dentro e fuori le Aule Consiliari, ma anche nella società, essere convinti che questo sia un valore da condividere fino in fondo, credo siano elementi di importanza straordinaria. Ci tengo, però, a ringraziare (l'ho detto prima e mi spiace che non sia qui, in questo momento) l'Assessore Borgogno, perché, come lui, credo che il Consiglio Comunale può e debba essere messo nelle condizioni di discutere, con la più ampia possibilità di argomentazione, di questioni che riguardano i diritti fondamentali dei cittadini che noi rappresentiamo qui a Torino, in particolare. Anche se sono convinto e cosciente del fatto che bisogna fare di tutto per evitare il rischio di utilizzare i dibattiti politici di questo genere in una maniera un po' fuori dal coro che possa far sì che domani ci sia una sorta di inflazione dell'utilizzo dello strumento e, quindi, queste forme di discussione possono e devono essere utilizzate. Come si diceva una volta, bisogna farlo cum granu salis, anche dopo aver modificato, appunto come dicevo prima, lo Statuto e il Regolamento. In ogni caso, sono convinto che questa non possa essere considerata una serata sprecata, perché è positivo che i cittadini sappiano che i loro rappresentanti, ogni tanto, si riuniscono per discutere questioni di carattere generale; infatti, dalla discussione sui caratteri generali discendono, poi, le scelte rispetto alle varie decisioni amministrative. Spero di non avervi tediato in questi due minuti che vi ho rubato. Dichiaro conclusa la discussione. |