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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 11 Gennaio 2016 ore 10,00
Paragrafo n. 13
DELIBERAZIONE (Giunta: proposta e urgenza) 2015-01778
REGOLAMENTO SULLA COLLABORAZIONE TRA CITTADINI E AMMINISTRAZIONE PER LA CURA, LA GESTIONE CONDIVISA E LA RIGENERAZIONE DEI BENI COMUNI URBANI. APPROVAZIONE.
Interventi
"Regolamento sulla collaborazione tra cittadini e Amministrazione per la cura, la
gestione condivisa e la rigenerazione dei beni comuni urbani. Approvazione"

PORCINO Giovanni (Presidente)
Passiamo all'esame della seguente proposta di deliberazione n. mecc.
201501778/070, presentata dalla Giunta Comunale in data 12 maggio 2015, avente
per oggetto:

"Regolamento sulla collaborazione tra cittadini e Amministrazione per la cura, la
gestione condivisa e la rigenerazione dei beni comuni urbani. Approvazione"

PORCINO Giovanni (Presidente)
Comunico che in data 16/10/2015 le competenti Commissioni hanno rimesso il
provvedimento in Aula.
La parola all'Assessora Curti.

CURTI Ilda (Assessora)
Questo è un Regolamento piuttosto significativo. Abbiamo discusso a lungo di
questo Regolamento con le Commissioni, e ringrazio tutto il Consiglio Comunale e
le Commissioni.
La proposta del Regolamento sulla collaborazione tra cittadini e Amministrazione
per la cura, la gestione condivisa e la rigenerazione dei beni comuni urbani nasce
intanto come necessità di un profondo rinnovamento dell'azione amministrativa.
Negli ultimi decenni si è assistito a un progressivo rinnovamento normativo
dell'azione amministrativa, in cui le parole chiave sono diventate la trasparenza, la
partecipazione, la semplificazione e la sussidiarietà, che hanno segnato anche una
definizione di un quadro normativo e anche l'azione quotidiana degli amministratori
degli uffici pubblici.
Infine, l'introduzione nel 2001, 15 anni fa, del principio di sussidiarietà orizzontale
nella Costituzione, all'articolo 118, ultimo comma, in cui si recita che Stato, Regioni,
Città Metropolitane e Comuni favoriscono l'autonoma iniziativa dei cittadini singoli
e associati per lo svolgimento di attività di interesse generale sulla base del principio
di sussidiarietà, è stata una tappa molto importante in questo processo di
rinnovamento; anche se è necessario - e da qui anche la stagione dei Regolamenti
sulla gestione condivisa, di cui Torino è stata protagonista insieme ad altre città
italiane - dotarsi di una cassetta degli attrezzi normativa e amministrativa che
sostanzi e renda concreta l'attuazione del principio contenuto nell'articolo 118 della
Costituzione.
Per questo si è sviluppato, in questi ultimi anni, un dibattito tra Amministrazioni
pubbliche che ha portato attualmente all'adozione di Regolamenti simili e adattati in
65 Comuni italiani, e la prossima adozione in altri 82.
Il concetto di Amministrazione condivisa, così come si sta delineando, cerca di
superare il paradigma tradizionale Amministrazione e amministrati, per comprendere
delle tradizioni di più lungo periodo, come il mutualismo, la cooperazione, la
solidarietà e sperimentazioni anche più innovative, come l'esperienza di comunità
olivettiana di Ivrea. A questo principio e a questo quadro si ispirano i Regolamenti di
gestione condivisa.
Infine, i cittadini e l'Amministrazione possono perseguire insieme la rimozione, così
come recitato dall'articolo 3 della Costituzione, degli ostacoli di ordine economico e
sociale che, limitando di fatto la libertà e l'uguaglianza dei cittadini, impediscono il
pieno sviluppo della persona umana e dell'effettiva partecipazione. Quindi, non ci si
limita ad amministrare insieme, ma si condividono obiettivi e risorse.
A Torino molte sono state fino a oggi le esperienze di gestione condivisa di beni
comuni, che hanno radici nella seconda metà degli anni Novanta, con la nascita di
numerose esperienze, molte delle quali legate alla spinta innovativa delle iniziative
promosse dalla Comunità Europea, o orientate all'approccio integrato,
all'empowerment, alla partecipazione dei cittadini, alla costruzione e all'attuazione
delle politiche pubbliche.
I protagonisti chiave sono stati e sono, da un lato, la Pubblica Amministrazione,
quindi non solo la Città, ma anche la rete degli Enti Locali e delle agenzie di scopo;
dall'altro, il terzo settore, le imprese cooperative sociali, i comitati e le associazioni,
il volontariato; una tradizione che a Torino ha delle solide radici nella solidarietà che
ha animato la città industriale, ma anche i singoli cittadini o i gruppi informali che si
sono attivati e coinvolti per sostanziare le azioni di rigenerazione e intervento nello
spazio pubblico.
L'approvazione di questo Regolamento costituisce la sedimentazione normativa di
una lunga stagione di sperimentazioni, in primo luogo in un campo come quello della
rigenerazione urbana dal progetto speciale periferie, avviato nel 1997, fino all'attuale
rete delle case del quartiere, che è una politica amministrativa di questo periodo.
Il Regolamento consentirà, quindi, una più esplicita determinazione della gestione
condivisa come collaborazione strutturata tra cittadini attivi e Amministrazione,
attraverso la quale è possibile avviare un insieme di attività di presidio di servizio
rivolte alla comunità locale. In questo modo la Giunta crede che le politiche e gli
interventi di rigenerazione urbana possano fare un salto di qualità e si inseriscano in
un quadro normativo sistematico più trasparente e meno affidato alla volontà dei
singoli di attivare iniziative.
L'esistenza di un Regolamento approvato dal Consiglio Comunale consente di offrire
un quadro certo, trasparente e pubblico all'interno del quale gli attori si possono
muovere in una relazione virtuosa tra Pubblica Amministrazione ed esterno della
Pubblica Amministrazione. Questo significa, noi crediamo, valorizzare la Città, i
suoi spazi, ma soprattutto le relazioni tra reti di prossimità, tra persone che quegli
spazi rendono possibili. Cioè una città che diventa bene comune, che diventa risorsa
principale e condivisa per i suoi cittadini attivi, soggetti singoli, associati o
comunque riuniti in formazioni sociali anche informali, che si attivano per la cura, la
gestione condivisa e la rigenerazione dei beni comuni urbani.
Il Regolamento prevede (non sto a illustrarlo articolo per articolo, è stato
ampiamente discusso nelle Commissioni) forme differenti di intensità e complessità;
può riguardare a seconda dei casi un insieme di beni e attività molto esteso: la
disponibilità di beni mobili e immobili, materiali, immateriali digitali, le attività di
progettazione, organizzazione e coordinamento, gestione, accompagnamento,
animazione, aggregazione, eccetera.
Ripeto, la discussione nelle Commissioni Consiliari è stata molto feconda e
approfondita - ringrazio veramente tutti - e sicuramente è servita a migliorare e a
rendere più preciso il Regolamento. Ci sono alcuni emendamenti di Giunta, che
illustrerò man mano che si procederà, che raccolgono le osservazioni che sono state
fatte nelle Commissioni; in particolare, quelle che riguardano una preoccupazione
giustamente emersa dal dibattito nelle Commissioni.
Per cui è evidente che il Regolamento in nessun caso servirà a sanare situazioni di
abuso e di occupazione di immobili di proprietà pubblica in atto. Questo lo
ritenevamo scontato, ma l'abbiamo precisato in modo esplicito all'interno degli
articoli del Regolamento.
Ringraziando ancora il lavoro che è stato fatto in questi mesi in Consiglio Comunale,
ritengo che ci siano alcuni emendamenti di Giunta che raccolgono le osservazioni
della Commissione e alcuni emendamenti, che verranno illustrati successivamente,
sui quali la Giunta non è contraria.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola alla Consigliera Nomis.

NOMIS Fosca
Ringrazio l'Assessore, insieme al Consiglio, per questo lavoro, perché ritengo che
questo sia un passaggio importante per l'Amministrazione di Torino, ma anche per la
crescita di un senso civico diverso; una crescita o uno strumento che sancisce un
rapporto di collaborazione forte che esiste fra la cittadinanza e le sue reti organizzate
e l'Amministrazione locale.
Uno strumento importante credo anche per formalizzare una serie di pratiche che si
sono sedimentate nel tempo e che aiutano chi vuole partecipare in modo strutturato
alla gestione dei beni comuni della nostra Città, ad avere un percorso chiaramente
definito, per non perdersi nelle difficoltà che spesso si affrontano ogni volta nel
ripetere dei percorsi, che invece in questo modo vengono formalizzati, strutturati e
rendono quindi la nostra Città, nel complesso, sia nei suoi beni mobili che immobili,
un bene comune.
Su questo ho piacere di anticipare, sempre con la collaborazione del Consiglio, la
proposta di definire una mozione di indirizzo che chieda a compendio di questo
Regolamento un inventario dei beni mobili e immobili che sono a disposizione da
parte della Città per l'applicazione di questo Regolamento, anche come strumento
per verificare poi in futuro l'effettiva applicazione e la valorizzazione di quei
progetti, che potremmo definire pilota, che nascono da questo Regolamento, con
l'idea che valorizzare anche le esperienze pratiche che conseguiranno al
Regolamento rappresenti un valore aggiunto per lo sviluppo di questo strumento.
Quindi, da un lato, dare informazioni in una logica di open data sui beni a
disposizione e, dall'altro, valorizzare quei progetti pilota che effettivamente
testimoniano e danno conto dei risultati che porterà questo strumento.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola al Consigliere Trombotto.

TROMBOTTO Maurizio
Io ringrazio l'Assessore e l'Amministrazione per l'atto che oggi viene portato
all'attenzione dell'Aula, anche perché credo che forse vi sia una sottovalutazione non
dico da parte di tutto e di tutti, ma forse da parte di qualcheduno, rispetto
all'importanza che ha quest'atto.
È vero che è un Regolamento, è altresì vero che questa Amministrazione Comunale
negli anni si è dotata di un numero certamente significativo di regolamenti, ma, senza
nulla togliere agli atti approvati negli anni precedenti, quello di quest'oggi, che
andremo a votare e credo sicuramente ad approvare, è un Regolamento innovativo
che, seppur mutuando in questo caso le altre esperienze, in particolar modo quella
dell'Amministrazione Comunale di Bologna, come ha detto bene in precedenza
l'Assessora Curti, va a formalizzare una serie di buone pratiche che questa Città,
attraverso le forme di volontariato da parte della cittadinanza, ha sviluppato già da
alcuni anni e in alcuni casi neanche da un numero limitato di anni.
Credo che, in effetti, dopo una fase nella quale si sono praticate esperienze che -
anche qui diceva bene l'Assessora Curti - hanno trovato anche una loro forma di
stimolo nelle esperienze più strutturate dal punto di vista istituzionale e
amministrativo, in precedenza nel progetto speciale periferie e poi successivamente
con la sua evoluzione, che è tuttora la sua traduzione pratica delle case di quartiere o
delle case della cultura, vi fosse però l'esigenza di andare a normare meglio, a
disciplinare, a dare un quadro un po' più organico alle esperienze di sussidiarietà
orizzontale sviluppatesi all'interno di questa Città. Credo che questo vada a garanzia
di ambo i soggetti, se vogliamo semplificare un rapporto dualistico e l'esplicitazione
di queste forme di volontariato, cioè, da un lato, l'istituzione dell'Amministrazione
Pubblica e, dall'altro, le cittadine e i cittadini che decidono di prestare una parte del
proprio tempo libero.
Credo che chi ha avuto la possibilità di svolgere una parte della propria attività
politica e amministrativa nei Consigli di Circoscrizione abbia avuto modo in più di
un caso di verificare concretamente l'utilità di esperienze di pratica di volontariato da
parte della cittadinanza, che in qualche modo hanno talune volte anche supplito a
carenze, a impossibilità o a difficoltà di intervento da parte dell'Amministrazione
stessa o che, in altri casi, sono andate a trovare soluzioni di mediazione anche
rispetto ad esigenze plurime che provenivano da un territorio seppur circoscritto.
In particolar modo, ma non solo, credo che l'esperienza torinese sia adeguatamente
ricca nel campo della gestione ambientale, dove sono state affrontate, direi
egregiamente, tutta una serie di situazioni di piccola e ordinaria manutenzione, che
però simbolicamente hanno anche consentito una riappropriazione di spazi pubblici
altrimenti, non voglio dire abbandonati, ma trascurati.
Dopodiché credo di ricordare - se la memoria non mi tradisce - che vi è stata maggior
discussione e forse anche malintesi o difficoltà di comprensione circa un elemento,
questo sì, ancor più di innovazione rispetto all'esperienza concreta di questi anni
all'interno di questa Città relativa agli immobili, dove condivido le risposte date
anche in Commissione da parte dell'Assessora, rispetto al fatto che questo tipo di
strumento non è evidentemente finalizzato, come qualcheduno ha ritenuto
legittimamente di affermare, a legalizzare delle occupazioni, ma è un modo di dare
un quadro regolamentare, magari non completamente definito, nel senso che poi, con
l'esperienza concreta che si potrà sviluppare, nel prosieguo, si verificheranno
eventuali mancanze, ambiti o spazi di miglioramento, ma che va nella direzione di
una cura da parte di gruppi, di esperienze, di cittadinanza rispetto a beni che non
sono solo di proprietà comunale, di proprietà pubblica, ma intesi come beni che
possono e debbono essere fruiti dalla collettività e dalla cittadinanza, quindi con
esperienze altre rispetto a quelle più consolidate e più note, ad esempio le
concessioni alle associazioni che, evidentemente, seppur trattandosi di esperienze
sicuramente interessanti e feconde, utili anche dal punto di vista del radicamento
sociale, della tenuta di determinati luoghi e territori, partendo anche
dall'affermazione banale, se vogliamo, ma che mantiene una sua validità della
moneta buona che scaccia la moneta cattiva, penso anche alla funzione di presidio
che alcune realtà associative, anche di bocciofile per dire, per non banalizzare,
svolgono in determinati ambiti soprattutto periferici della Città, però in questo modo
si va oltre, per l'appunto la necessità e l'obbligo della tessera, della quota associativa,
dell'appartenenza e dell'identità che non necessariamente coincidono con le
disponibilità da parte delle cittadine e dei cittadini.
Quindi, credo che quest'oggi l'Amministrazione si doti finalmente, dopo un percorso
che è stato forse un po' lungo, ma che probabilmente ha avuto anche la necessità di
assumere questo tipo di caratteristiche al fine di dare i chiarimenti richiesti, di uno
strumento utile che insieme ad alcuni altri, a quel che rimane di positivo, mi permetto
di dire, nella Riforma del Decentramento, rispetto… (INTERVENTO FUORI
MICROFONO). Ma è bene che ci siano più interventi.
…quel che rimane di positivo nella Riforma del Decentramento rispetto, ad esempio,
alle forme di partecipazione, che sono state comunque introdotte, rispetto anche ad
istanze che provengono direttamente dalla cittadinanza. Mi auguro che si riesca a
discutere e che nessuno voglia bloccare da qualche parte, ad esempio, la proposta di
deliberazione di iniziativa popolare che propone l'istituzione anche dei referendum,
perché credo che sia meglio per tutti avere più forme di partecipazione diretta
all'interno dell'esperienza concreta di governo di questa Città, sia per coloro che
l'amministrano da un punto di vista istituzionale e politico, sia per coloro che invece
vogliono aderire a esperienze di cittadinanza attiva.
Quindi mi auguro veramente che, da questo punto di vista, Torino possa nei prossimi
anni recuperare e scalare questa ipotetica graduatoria tornando, come lo fu quando
nacquero le prime esperienze di partecipazione in questa Città, ma evidentemente in
un contesto altro legato alla grande immigrazione e ai bisogni che questa determinò
nella Città di Torino, ad essere capofila ancor di più di quanto non lo sia già stata in
parte in questi anni, proprio nell'applicazione, nell'ideazione e nella traduzione in
atti concreti delle forme e degli strumenti di partecipazione.

PORCINO Giovanni (Presidente)
Ho ancora iscritti a parlare la Consigliera Appendino e, poi, i Consiglieri Muzzarelli
e Alunno.
La parola alla Consigliera Appendino.

APPENDINO Chiara
In realtà la discussione, come diceva anche l'Assessora Curti, è stata decisamente
lunga e ampia in Commissione, quindi non ripercorro tutto quanto il lavoro svolto.
Condivido comunque che questo Regolamento sia un passo in avanti, come tra l'altro
hanno già fatto anche altre Città prima di noi e quindi che fosse doveroso e
opportuno adeguarci come Città; ovviamente condivido tutti i principi che
riguardano la gestione condivisa e la partecipazione, che sono evidentemente
elementi fondanti di questo Regolamento.
Più volte anche noi in questi quattro anni e mezzo ormai di Consiglio Comunale, in
particolare in alcune Commissioni, come la V, ci siamo trovati ad ascoltare cittadini
che volevano prendersi cura effettivamente di un pezzo della Città o comunque di un
bene e non eravamo nelle condizioni di poter dare risposte efficaci e che poi si
traducessero effettivamente in una concreta presa d'atto da parte dei cittadini che
potessero occuparsi del bene pubblico, quindi ben venga questo Regolamento.
Spero che non solo vada a dare una risposta a chi in qualche modo si è già affacciato,
ma che sia anche un incentivo a far sì che persone nuove, soggetti nuovi si
avvicinino alla Circoscrizione e alla Città e vogliano prendersi cura di una parte dei
beni pubblici che fanno parte della collettività e sviluppino anche magari un
maggiore senso civico; questi sono gli auspici.
Come l'Assessora sa, ma devo dire che tutti coloro che hanno fatto parte della
Commissione hanno anche sentito la discussione, avevo alcune perplessità, quindi
anche il voto sulla deliberazione ovviamente dipenderà dall'esito degli emendamenti.
La prima riguardava, lo diceva anche il Consigliere Trombotto, la definizione del
bene comune, inteso come una preoccupazione che avevo del fatto che ci fosse un
po' di confusione in particolare per quanto riguarda gli immobili, cioè che non fosse
una modalità per andare ad affiancare in modo anche confusionario il tema della
concessione e su questo in Commissione abbiamo discusso a lungo.
Ho visto che sono stati presentati degli emendamenti, mi auguro passino anche
proprio per chiarire effettivamente che la concessione è uno strumento ben diverso,
evidentemente con un iter diverso, con un'evidenza pubblica vera e propria e tutto
quello che comportano i vari regolamenti già presenti in Comune e, invece, per
quanto riguarda questo Regolamento, si tratta ovviamente di altri beni, motivo per
cui, anche in una serie di emendamenti come abbiamo posto anche in Commissione,
abbiamo chiesto che l'iter per la definizione della scelta di questi beni fosse più
chiaro rispetto a quanto era definito nel Regolamento e che in questo iter ci fosse
anche un coinvolgimento consultivo o comunque definito in base a quanto previsto
dai poteri, quindi dal TUEL, nell'ottica di governo da parte della Giunta, di controllo
da parte del Consiglio Comunale, di indirizzo, comunque un momento di
consultazione da parte della Commissione, e si potesse effettivamente capire quali
sono i beni, in particolare come sono stati scelti e come vengono messi a
disposizione della cittadinanza.
La terza preoccupazione che avevamo, e si è tradotta poi in emendamenti che
discuteremo successivamente, riguardava l'iter procedurale anche per la scelta di
questi beni, cioè che fosse comunque garantita la possibilità di accessibilità di tutti
alla conoscenza del bene.
Adesso non voglio arrivare a dire che bisogna fare un'evidenza pubblica per tutto e
per una situazione del genere, però ritenevamo comunque opportuno che nel
Regolamento fosse scritto e fosse specificato che vi è la possibilità da parte di tutti i
cittadini di poter presentare un progetto per quel bene comune che si va ad inserire
nell'elenco del Regolamento.
Gli ultimi due temi che abbiamo affrontato e su cui sono scettica, adesso vedremo
anche in base agli emendamenti, riguardano cosa si intende per gestione dei beni
comuni. Infatti abbiamo fatto un emendamento che elimina la rigenerazione
permanente, perché ci preoccupava un po' l'idea di una rigenerazione e un intervento
strutturale su un bene comune che viene affidato in modo temporaneo a soggetti che
sono appunto cittadini, nel senso che vedevamo in quell'ottica la possibilità di un
utilizzo privatistico del bene e questa è l'ultima perplessità che avevamo, sia
nell'ottica di chi può accedere e può far domanda rispetto a questo Regolamento, sia
al bene che viene utilizzato. Vogliamo assolutamente essere certi che non sia previsto
alcun utilizzo privatistico dei beni che vengono concessi all'interno di un
Regolamento che, invece, dovrebbe andare ad avere come principio un bene comune
che deve rimanere a disposizione della comunità; questa era la nostra
preoccupazione.
Chiudo dicendo che l'ultimo tema - che riguarda forse il primo emendamento che
andremo a votare - è un po' il cappello della deliberazione, che deve essere chiaro ai
cittadini, cioè con questa deliberazione non vogliamo andare a dire che stiamo
sostituendo una forma di attività che prima faceva la Città stessa perché non ci sono
le risorse; al contrario, ovviamente la Città continua ad impegnarsi, a stanziare le
risorse che servono e questa è un'attività in più che si va ad affiancare con un'ottica
ben diversa. Non deve essere quindi assolutamente un principio sostitutivo e
abbiamo voluto chiarirlo con un emendamento specifico nel testo della deliberazione
che andremo a votare.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola al Consigliere Muzzarelli.

MUZZARELLI Marco
Mi fa piacere ricordare un principio che è un po' il fondamento di questo
Regolamento, cioè il principio di sussidiarietà citato anche in precedenza
dall'Assessora, che sancisce il fatto che un organo superiore in qualche modo non
può sostituirsi ad un organo inferiore nel momento in cui abbia le capacità o possa
essere favorito nel poter fare delle azioni, aiutando ovviamente l'azione dal basso.
Condivido quanto detto dal Consigliere Trombotto in precedenza: con questo
Regolamento in realtà stiamo facendo un'azione molto interessante e molto
importante anche all'interno della nostra Città, perché diamo veramente la possibilità
di far percepire ai cittadini che la Città è un bene comune, nel senso che è di tutti.
Nonostante Torino non sia la prima Città che approva un Regolamento analogo -
sono state già citate altre Città, tra cui Bologna -, non significa però che non sia
all'avanguardia a livello di esperienza. In quante Commissioni ci siamo interrogati, e
ricordo di nuovo con il Consigliere Trombotto specialmente nella Commissione
Ambiente, in quante occasioni abbiamo parlato del fatto che tanti cittadini si
farebbero volentieri carico del giardino piuttosto che dell'albero, piuttosto che di
altre cose. Cito anche un'iniziativa che ho seguito direttamente e personalmente: le
mamme che hanno donato un campetto di basket in piazza Arbarello credo sia un
bell'esempio del fatto che Torino, in realtà, al di là del Regolamento, in qualche
modo era già attiva in questa direzione.
Per quello che ho visto io, anche nei lavori di Commissione, il Regolamento non è un
modo per regolarizzare situazioni difficili - mettiamola in questi termini -, anche se
qualcuno può averlo interpretato in questo modo, ma credo sia veramente
un'opportunità per far sentire la Città più parte dei cittadini, più vicina a loro e
soprattutto un'opportunità per dare un'occasione in più a tutti quei cittadini che
costantemente ci chiedono di impegnarsi per la propria città e per il proprio territorio,
che spesso non vedono le opportunità vere e proprie per poterlo fare, perlomeno in
modo semplificato.

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Alunno.

ALUNNO Guido Maria
Mi unisco al coro di chi ha ringraziato l'Assessora e le Commissioni per l'atto che
oggi andiamo a votare e anche io ritengo sia particolarmente significativo, e - lo
anticipo al Consigliere Trombotto, ma poi lo spiegherò meglio - credo sia
strettamente connesso invece con la riforma delle Circoscrizioni che questo
Consiglio ha recentemente votato. Non credo che sia un caso che un Regolamento
centrato sul tema della partecipazione e della sussidiarietà sia nato in un'altra città
che non fosse Torino, perché in realtà Torino aveva trovato altre strade per cui questi
due aspetti, queste due finalità, questi due obiettivi, che stanno nello Statuto e nei
vari documenti rispetto agli obiettivi che questa Città si dà, avevano trovato
strumenti diversi per potersi realizzare in tante modalità, a tanti livelli e in tanti
settori.
Non è un caso che abbiamo molti regolamenti che determinano la modalità per
assegnare principalmente spazi all'impiantistica sportiva, piuttosto che alle
associazioni di volontariato, piuttosto che al mondo del sociale, e anzi sul tema del
sociale e del welfare la capacità di questa Città di concretizzare il principio di
sussidiarietà in un'alleanza vasta e diffusa con associazioni, cooperative, imprese no
profit che non solo hanno ricevuto spazi e immobili dall'ente pubblico, ma hanno
condiviso la progettazione dei servizi nel campo della disabilità, nel campo degli
anziani, nel campo dei minori e degli adulti in difficoltà, è uno degli elementi che fa
la ricchezza di questa Città ed è un pezzo importante della storia recente del nostro
Comune.
È quindi quasi naturale che sia nato altrove un nuovo regolamento che garantisse
almeno l'avvicinamento di gruppi più piccoli, più liberi alla gestione del o dei beni
comuni. Credo che proprio quella sia la novità che introduciamo in questa Città, la
possibilità per gruppi spontanei non organizzati di poter vedere sburocratizzata la
partecipazione in maniera semplice alla gestione di piccoli spazi e di piccoli beni che
sono di tutti e di tutti devono rimanere, perché è scritto chiaramente che non è
possibile una gestione esclusiva a proprio vantaggio, in base a quanto determinato da
questo Regolamento.
È legato alla riforma delle Circoscrizioni, perché è evidente che quel processo così
forte che a Torino si è creato era in realtà incardinato principalmente nel Comune e
molto poco nelle Circoscrizioni, perché erano progetti molto importanti quelli
costruiti in sintonia e alleandosi con il mondo del privato sociale, mentre oggi non
possono che essere le Circoscrizioni, nella visione del Decentramento che abbiamo
costruito, a diventare il soggetto che principalmente sarà depositario della
realizzazione di questo Regolamento.
Non è un caso che abbiamo aggiunto tra gli obiettivi il tema della sussidiarietà,
accanto alla partecipazione che già c'era, nel primo articolo che nel nostro Statuto fa
riferimento al tema delle Circoscrizioni. Mi verrebbe da dire con uno slogan che le
Circoscrizioni del domani dovranno avere meno risorse da distribuire e dovranno
creare invece più opportunità di partecipazione e di gestione di piccoli servizi
territoriali, perché questo è quello che abbiamo discusso nella Commissione e che
abbiamo cercato di tradurre in pezzi importanti della riforma che abbiamo votato.
Per fare questo è meno importante forse scrivere un regolamento ed è più importante
invece riuscire a cambiare la mentalità di una classe dirigente, di una classe politica
che dovrà applicare questo Regolamento e, una volta votato, chiedo all'Assessora di
cercare insieme di mettere in campo esperienze concrete di applicazione, anche per
andare a verificare che cosa vuol dire e anche per iniziare ad accompagnare le
Circoscrizioni, che ovviamente dovranno essere coinvolte, per iniziare a svolgere una
funzione che, credo, nel prossimo futuro sarà determinante per capire insieme se
hanno ancora senso di esistere o se la riforma appena votata non possa portare invece
a risultati negativi.

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Marrone.

MARRONE Maurizio
Ricordo anche io che il dibattito è subito partito con interesse nelle Commissioni,
erano però state poste anche richieste a questa Giunta che non sono state
evidentemente soddisfatte.
La prima è che, se stiamo parlando a livello di oggetto di questo Regolamento e in
generale di questa operazione di beni che rientrano, pur nella loro variegata natura,
nell'insieme del patrimonio del Comune di Torino, era semplicemente impossibile
poter affrontare il tema con una via distinta dalla verifica di quali sono le politiche di
questa Giunta sui beni che rientrano nel patrimonio della Città di Torino. Noi
abbiamo visto che l'Assessore al Patrimonio sta, di fatto, considerando il patrimonio
comunale, a partire da quello immobiliare, come una sorta di cassaforte, peraltro
virtuale, perché abbiamo visto benissimo che quando l'Assessore Passoni non riesce
a vendere un immobile - e capita abbastanza di frequente, non per colpe sue, visto
che il mercato immobiliare è quello che è, ma dovrebbe quantomeno prenderne atto
perché il mercato non si piega - preferisce piegare le regole e non il mercato e quindi,
per esempio, cartolarizzare e porre in essere cessioni a soggetti che sono
indirettamente, se non controllati dal Comune di Torino, controllati o quantomeno
sottoposti all'influenza del Sindaco Fassino, come nel caso di Cassa Depositi e
Prestiti.
Questo per dire che tutto quello che l'Assessore Passoni è riuscito a vendere lo ha
venduto, anche in contrasto ad atti di indirizzo di questo Consiglio Comunale che
chiedevano altri tipi di utilizzo, al fine abitativo, sociale, o associativo; dall'altra
parte tutto ciò che non è riuscito a vendere l'ha comunque impegnato in operazioni di
dismissioni e rimane il grande interrogativo di cosa stiamo dicendo. Di fatto abbiamo
una Giunta in cui una parte ci dice di voler immaginare uno strumento di
coinvolgimento diretto della cittadinanza, ma la parte che poi ha l'ultima parola
sull'oggetto di questa partecipazione, in realtà, quando guarda dei palazzi, vede cifre
in Euro, che siano poi reali o virtuali poco importa, basta iscriverle a bilancio. Questa
è la prima criticità che non contesto all'Assessora Curti, ma è rimasta e contesto
comunque alla Giunta di cui lei fa parte.
L'altro elemento è l'assoluta indeterminatezza che continua a pesare poi sulla
definizione, e qui mi riferisco al profilo soggettivo di chi poi, in soldoni, in sostanza,
dovrebbero essere questi cittadini, perché rimane una forte preoccupazione in un
clima amministrativo come questo - anche qui non ne faccio un tema all'Assessora
Curti, ma in generale alla Giunta Fassino -, in cui non si trova mai un soggetto che
sia estraneo in qualche modo al clima culturale o politico della Giunta stessa, trovarsi
partecipe e coinvolto in un procedimento, se non amministrativo anche solo di
partecipazione, a processi amministrativi di qualsiasi genere, anche gestionali come
quelli di cui stiamo parlando, come interlocutore dell'Amministrazione Comunale. Il
timore è che ci ritroveremo tutta una serie di fantomatici comitati autorganizzati, in
cui poi i nomi rischiano di essere sempre un po' soggetti più o meno attivi nei circuiti
associazionistici o addirittura magari di circolo territoriale dei partiti del
centrosinistra - speriamo di sbagliarci -, ma di sicuro non ci sentiamo di dare una
cambiale in bianco a questa Giunta su un tema così delicato.
Non siamo del tutto contrari, l'abbiamo detto in più occasioni, al fatto che la Città
individui percorsi di condivisione con parti di cittadinanza che cercano di avere voce
in capitolo con la gestione del patrimonio immobiliare del Comune stesso, così come
dei giardini e dei punti verdi, di tutti quegli aspetti del territorio su cui anche le
Amministrazioni locali, perché le Circoscrizioni eviterei di ritenerle sempre e solo un
attento guardiano e luogotenente del Comune sui quartieri, spesso e volentieri
replicano la medesima sordità anche nei quartieri stessi che si trovano a dover
amministrare e gestire. Prova ne è sia la quantità sempre più alta di petizioni popolari
che vengono inoltrate non solo al Comune e all'Amministrazione centrale, ma anche
alle Amministrazioni decentrate, motivo per cui sinceramente a maggior ragione con
l'auspicio del Consigliere Alunno, per cui devono essere le forze politiche in
Consiglio Comunale a creare il percorso, direi che questo stimolo portato nel suo
intervento non fa che acuire la nostra diffidenza nei confronti di uno strumento che,
in termini teorici, potrebbe anche essere utile e interessante, ma sinceramente non
crediamo che sarà ben utilizzato nelle mani di questa Giunta o di una Giunta che
dovesse ricalcarne lo stesso orientamento amministrativo anche in futuro.

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
L'emendamento n. 1, presentato dai Presidenti di Commissione Altamura e Carretta,
recita:


CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
Il parere della Giunta è favorevole.
Non essendoci richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 1:
Presenti 27, favorevoli 25, contrari 2.
L'emendamento n. 1 è approvato.

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
L'emendamento n. 542, presentato dai Consiglieri Appendino e Bertola, recita:


CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
La parola alla Consigliera Appendino.

APPENDINO Chiara
Come dicevo durante l'intervento sulla deliberazione, questo emendamento
semplicemente specifica nelle definizioni e quindi nella parte più ampia del
Regolamento che ciò che viene dato in gestione non si deve configurare come
surrogato di servizi essenziali che devono essere garantiti dal Comune stesso,
secondo le leggi e i regolamenti vigenti, quindi semplicemente è una specifica che
non si stanno delegando ai cittadini competenze che devono rimanere ovviamente
della Città, anche se ci rendiamo conto che c'è una scarsità di risorse.

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
Qual è il parere della Giunta?

CURTI Ilda (Assessora)
L'emendamento del Gruppo Movimento 5 Stelle era implicito, precisa e rende più
esplicito un tema che era implicito nel Regolamento, quindi il parere della Giunta è
favorevole.

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n.
542:
presenti 24, favorevoli 24.
L'emendamento n. 542 è approvato.

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
La parola alla Consigliera Appendino.

APPENDINO Chiara
Vorrei dichiarare a verbale che il mio voto era favorevole.

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
Lo registriamo a verbale.
L'emendamento n. 560, presentato dai Consiglieri Appendino e Bertola, recita:


CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
La parola, per l'illustrazione, alla Consigliera Appendino.

APPENDINO Chiara
Nell'ambito delle possibilità di fatto di intervento e quindi di collaborazione, al punto
h), dove si parla delle rigenerazioni, chiediamo di eliminare la parola:
"trasformazione". Al comma h) è previsto: "il programma di fruizione collettiva,
recupero e trasformazione dei beni comuni urbani con carattere di inclusività e di
integrazione"; a noi sembrava opportuno eliminare la parola: "trasformazione",
perché ha un senso di intervento strutturale che riteniamo debba essere gestito in
altro modo, mentre sono diversi la fruizione collettiva ed il recupero, che, secondo
noi, erano più quello che dovrebbe essere inteso con questo Regolamento.

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
Qual è il parere della Giunta?

CURTI Ilda (Assessora)
Il parere della Giunta è favorevole, soprattutto se l'interpretazione della parola:
"trasformazione" è di tipo urbanistico; è corretto eliminarla, perché tutte le altre
fattispecie sono comprese nella frase precedente.

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n.
560:
presenti 24, favorevoli 24.
L'emendamento n. 560 è approvato.

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
Passiamo all'analisi dell'emendamento n. 663.
La parola, per l'illustrazione, alla Consigliera Appendino.

APPENDINO Chiara
All'articolo n. 4, dove si definiscono di fatto i cittadini attivi, comma 5 si chiede di
eliminare gli interessi privati, cioè, dal nostro punto di vista, i patti di collaborazione
del presente Regolamento riconoscono e valorizzano gli interessi di cui sono
portatori i cittadini attivi, in quanto contribuiscono al perseguimento dell'interesse
generale. Non capiamo e, anzi, riteniamo un po' strano che venga inserito un inciso
affinché si possano perseguire gli interessi privati, quando si parla di un
Regolamento che riguarda i beni comuni. Secondo noi, non ha senso questo inciso e
chiediamo di eliminarlo perché ci viene da pensare che (letta così, da lettore esterno
della proposta di deliberazione) si possa andare a fare un patto di collaborazione per
avere e valorizzare degli interessi privatistici o privati e quindi dei soggetti stessi che
ottengono questa forma di collaborazione; di conseguenza, ci sembra opportuno
rimuovere questo inciso.

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
Qual è il parere della Giunta?

CURTI Ilda (Assessora)
Il parere della Giunta è negativo, anche se capisco la ratio dell'emendamento, perché,
in realtà, si toglie il significato al principio di sussidiarietà.
Il principio di sussidiarietà persegue obiettivi comuni, ma senza negare l'esistenza di
un interesse privato, che non significa però fare prevalere l'interesse privato
sull'interesse pubblico. Mi sembra pleonastico togliere l'inciso semplicemente
perché è difficile non pensare che un soggetto privato non persegua interessi privati;
la parola privato di per sé non è una parola criminale.

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Trombotto.

TROMBOTTO Maurizio
Intervengo per dichiarazione di voto: il voto del nostro Gruppo Consiliare sarà
favorevole, anche perché, francamente, ho tentato di ascoltare la motivazione che è
stata addotta da parte dell'Assessora rispetto al parere negativo e non ho alcun
dubbio, per la stima che nutro nei confronti dell'Assessora, della convinzione che lei
intendeva esprimere con le sue parole. Dopodiché, per quanto veniva detto in
precedenza nell'illustrazione dell'emendamento, trattandosi di un Regolamento che
va a disciplinare un uso volontaristico di beni pubblici e proprio per il tentativo di
voler, in qualche modo, distinguere altri strumenti già impiegati da tempo all'interno
di questa Amministrazione (come le concessioni o l'assegnazione di spazi, ma
potrebbero essere fatti altri esempi), noi crediamo che operare una maggiore
chiarezza e nettezza nella separazione tra l'interesse pubblico e l'interesse privato,
anche solo da un punto di vista nominalistico, possa essere di maggiore utilità
rispetto alla comprensione di quelle che sono le finalità prime da parte di questo
Regolamento. Invito, quindi, l'intera Sala Rossa a valutare questo aspetto con - mi
auguro - una libertà di voto che ha già caratterizzato i Gruppi Consiliari anche in
altre occasioni. In ogni caso, il nostro voto sarà favorevole.

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n.
663:
presenti 27, favorevoli 4, contrari 23.
L'emendamento n. 663 è respinto.

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
Passiamo all'analisi dell'emendamento n. 730, presentato dal Movimento 5 Stelle.
La parola, per l'illustrazione, alla Consigliera Appendino.

APPENDINO Chiara
In realtà, questo emendamento ha la stessa ratio di quello che abbiamo votato
precedentemente, ma interviene su un'altra parte del Regolamento. Noi ci siamo
posti la questione, sempre dal punto di vista prettamente urbanistico, del fatto che
fossero previste le rigenerazioni permanenti e questo ci preoccupava un po', perché
l'idea di una rigenerazione permanente dava come suggestione un intervento
strutturale su un bene che, dal nostro punto di vista, andrebbe gestito - un po' per le
motivazioni che dicevo prima - in modo diverso. Quindi, ci è sembrato opportuno
eliminare la rigenerazione permanente, perché, scritto così, pare un intervento
strutturale che viene gestito con altre modalità che sono più legate a questioni
urbanistiche.

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
Qual è il parere della Giunta?

CURTI Ilda (Assessora)
In questo caso, il parere della Giunta è negativo, perché una cosa è la trasformazione
(e, quindi, ho condiviso un emendamento precedente, perché la trasformazione
urbanistica implica anche un cambiamento di destinazione d'uso), mentre la
rigenerazione permanente significa rigenerare un luogo mantenendo la sua
destinazione d'uso. Se, per esempio, non ci fosse la possibilità di fare rigenerazione
permanente, non ci sarebbero quasi tutte le case del quartiere; infatti, sono gestione
condivisa e sono state rigenerate anche su proposta di gruppi di cittadini che hanno
trovato le risorse per consentire di rigenerare dei luoghi, che, alla fine della
convenzione, vengono restituiti alla Città rigenerati, per cui anche con un maggiore
valore. Rigenerare un immobile non significa cambiare la destinazione d'uso prevista
dal Piano Regolatore.

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n.
730:
presenti 25, favorevoli 2, contrari 23.
L'emendamento n. 730 è respinto.

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
L'emendamento n. 742, presentato dai Consiglieri Appendino e Bertola, recita:


CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
La parola, per l'illustrazione, alla Consigliera Appendino.

APPENDINO Chiara
Questo emendamento - siamo sempre all'articolo n. 6 - specifica un po' meglio,
almeno dal nostro punto di vista, le azioni e gli interventi previsti nei patti di
collaborazione sul tema dei beni mobili e immobili; di fatto, definisce semplicemente
che i beni immobili, in particolare quando si parla di manutenzione, restauro e
riqualificazione, siano inclusi a patto che gli interventi non li trasformino in maniera
irreversibile. È un po' il discorso che facevo prima. Secondo me, come era stato
scritto precedentemente non era chiaro o, meglio, era chiaro per i beni mobili, ma
non era così chiaro per i beni immobili. Abbiamo solo chiarito che non vi potessero
essere interventi che potessero trasformare l'immobile in maniera irreversibile e che
venisse comunque mantenuta la fruizione pubblica del bene. Si tratta di una
specifica, come diceva l'Assessora spiegando il punto f), comma 1, dell'articolo n. 6,
che magari era già implicita, ma dalla nostra lettura non si comprendeva, per cui
abbiamo voluto specificarlo.

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
Qual è il parere della Giunta?

CURTI Ilda (Assessora)
Il parere della Giunta è favorevole.

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n.
742:
presenti 25, favorevoli 25.
L'emendamento n. 742 è approvato.

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
L'emendamento n. 774, presentato dall'Assessora Curti, recita:


CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
La parola, per l'illustrazione, all'Assessora Curti.

CURTI Ilda (Assessora)
Naturalmente, il parere della Giunta è favorevole trattandosi di un emendamento
presentato dalla Giunta, ma vorrei specificare che, in questo caso, si riprende un
argomento discusso in Commissione e si aggiunge: "oltre al Comune e ai competenti
organi circoscrizionali, sentita la Commissione Consiliare, di cui all'articolo n. 25,
comma 2, in coerenza con gli indirizzi da essa espressi"; quindi, qualsiasi patto di
collaborazione su immobili passerà dalla Commissione Consiliare.

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
Come era prevedibile, anche la discussione in Commissione porta dei suggerimenti,
che, in questo caso, la Giunta ha preso dalla discussione.
La parola alla Consigliera Appendino.

APPENDINO Chiara
Vorrei ringraziare a verbale per l'emendamento che è stato presentato e dichiarare
che voterò a favore, anche perché evidentemente non era neanche così semplice
trovare un modo giusto per inserire questo passaggio, visti i poteri dati alla Giunta ed
al Consiglio Comunale. Quindi, ringrazio l'Assessorato e gli Uffici per questa
formulazione.

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n.
774:
presenti 23, favorevoli 22, contrari 1.
L'emendamento n. 774 è approvato.
La parola, sull'ordine dei lavori, al Consigliere La Ganga.

LA GANGA Giuseppe
Ho fatto un errore durante la votazione ed il mio voto va inteso come favorevole.

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
Registriamo a verbale il voto favorevole del Consigliere La Ganga.
L'emendamento n. 799, presentato dall'Assessora Curti, recita:


CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
La parola, per l'illustrazione, all'Assessora Curti.

CURTI Ilda (Assessora)
Anche in questo caso si richiama lo stesso principio dell'emendamento precedente e
si aggiunge all'articolo n. 9: "Nel caso in cui il patto preveda disponibilità di edifici o
locali di proprietà della Città, la Giunta Comunale e i competenti organi
circoscrizionali sentono la Commissione Consiliare, di cui all'articolo 25, per
recepirne gli indirizzi"; quindi, si specifica nel caso di immobile.

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
Questa precisazione aiuta a comprendere meglio l'obiettivo della proposta di
deliberazione.
Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n.
799:
presenti 23, favorevoli 23.
L'emendamento n. 799 è approvato.

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
L'emendamento n. 830, presentato dall'Assessora Curti, recita:


CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
La parola, per l'illustrazione, all'Assessora Curti.

CURTI Ilda (Assessora)
L'emendamento è analogo, laddove all'articolo n. 10 è necessario specificare:
"sentita la Commissione Consiliare".

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n.
830:
presenti 24, favorevoli 24.
L'emendamento n. 830 è approvato.

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
Passiamo all'analisi dell'emendamento n. 831, presentato dal Movimento 5 Stelle.
La parola, per l'illustrazione, alla Consigliera Appendino.

APPENDINO Chiara
Questo emendamento elimina all'articolo n. 10, comma 5, la possibilità di
attribuzione di vantaggi economici, ma ci tengo a dire che la ratio dell'eliminazione
non dipende da una qualche paura nei confronti della parola privato o del termine
privatistico in modo indiretto. Semplicemente, ci colpiva che, all'interno di questo
Regolamento, si potesse andare - ed abbiamo presentato emendamenti anche nella
parte successiva - ad individuare e ad attribuire dei vantaggi economici, perché ci
sembra che vada un po' ad accavallarsi con l'altro tema e gli altri strumenti che sono
previsti ed in cui si riconoscono vantaggi economici a fronte effettivamente di una
serie di impegni che si vengono a prendere (mi viene in mente, ad esempio - anche se
ovviamente è molto diverso - il tema degli impianti sportivi). Sinceramente non
capivamo perché fosse necessario inserirlo e, dal nostro punto di vista
(coerentemente con gli emendamenti che sono stati presentati anche nelle parti
successive in cui si parla delle utenze), abbiamo preferito intervenire e togliere
questa possibilità.

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
Qual è il parere della Giunta?

CURTI Ilda (Assessora)
In questo caso, il parere della Giunta è negativo, così come per gli emendamenti
successivi, perché per eventuale attribuzione di vantaggi economici si intende
banalmente il non fare pagare la COSAP nel caso di occupazione di suolo pubblico a
chi mette le biblioteche condivise nei giardini. Noi dobbiamo stimolare la
partecipazione attiva dei cittadini, però non riempiendoli di gabelle e di pagamenti.
Loro fanno iniziative ed attività a beneficio collettivo, l'attribuzione di eventuali
vantaggi economici non è… anzi, viene esclusa la possibilità dei contributi
economici, ma un mancato introito attraverso la possibilità di esentare dal pagamento
di canoni ci sembrava il minimo da proporre.

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
Grazie. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Consigliere Trombotto, prima,
derogando, le ho concesso la parola dopo il parere della Giunta, ma non si fanno le
dichiarazioni di voto sugli emendamenti; si esprime attraverso il voto.
Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n.
831:
presenti 25, astenuti 2, favorevoli 2, contrari 21.
L'emendamento n. 831 è respinto.

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
L'emendamento n. 853, presentato dall'Assessora Curti, recita:


CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
La parola, per l'illustrazione, all'Assessora Curti.

CURTI Ilda (Assessora)
Questo emendamento è analogo ai precedenti, ma bisogna specificarlo in tutti gli
articoli; all'articolo n. 11, dove viene previsto un elenco di beni immobili che
possono essere messi a disposizione, si dice che viene approvato sentita la
Commissione Consiliare di cui all'articolo n. 25 ed in coerenza con gli indirizzi.

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n.
853:
presenti 26, favorevoli 26.
L'emendamento n. 853 è approvato.

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
Passiamo all'analisi dell'emendamento n. 939, presentato dal Movimento 5 Stelle.
La parola, per l'illustrazione, alla Consigliera Appendino.

APPENDINO Chiara
In realtà, non avevo annunciato questo emendamento in Commissione, perché,
leggendo il testo, non me ne ero accorta, per cui rimetto brevemente la discussione
all'Aula e avrei piacere di sentire la risposta dell'Assessora Curti. L'articolo n. 12, al
comma 10, definisce che: "Il Comune può promuovere ed aderire a patti di
collaborazione aventi ad oggetto interventi di cura, gestione condivisa e
rigenerazione di immobili in stato di totale o parziale disuso di proprietà di terzi".
Noi leggendo: "proprietà di terzi" abbiamo voluto specificare che si trattasse
comunque di soggetti pubblici, cioè non il Comune stesso, ma ovviamente non
soggetti privati. Sinceramente non so che cosa fosse inteso nel testo e se era già
previsto così, perché comunque non sarebbe possibile diversamente. Abbiamo voluto
fare questa precisazione, però ovviamente mi rimetto al parere dell'Assessora, anche
perché non me ne ero accorta quando abbiamo discusso del testo in Commissione.
Abbiamo presentato l'emendamento, ma, se è già previsto così (perché, per Legge,
non si potrebbe comunque diversamente), è inutile approvarlo.

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
Qual è il parere della Giunta?

CURTI Ilda (Assessora)
Questo comma dell'articolo n. 12, nell'elenco delle tipologie di azioni, dice che il
Comune può promuovere o aderire a dei patti di collaborazione che hanno come
oggetto anche la rigenerazione di immobili a parziale disuso di proprietà di terzi.
Questo è uno strumento che, eventualmente - non avremo tantissime richieste -,
consente di intervenire in piccole porzioni di vuoto urbano dove la proprietà è inerte
o non interviene, ma la collettività si fa carico della cura chiedendo che la Città possa
promuoverle o condividerle. Eliminare la possibilità di intervenire in porzioni di
Città di proprietà privata rischia di essere limitante, perché sono molti gli sfridi,
anche soltanto i piccoli angoli di Città, che sono proprietà privata, ma che hanno una
fruizione pubblica, per cui non capisco perché devono essere...

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
La ringrazio per il chiarimento. La parola alla Consigliera Appendino.

APPENDINO Chiara
Avendo compreso meglio il comma, ritiriamo l'emendamento.

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
L'emendamento n. 939 viene ritirato.
Passiamo all'analisi dell'emendamento n. 1104, presentato dal Movimento 5 Stelle.
La parola, per l'illustrazione, alla Consigliera Appendino.

APPENDINO Chiara
Questo emendamento, come anche quello successivo, in realtà interviene, come
dicevo precedentemente, sul tema dell'attribuzione di una sorta di vantaggio
economico; quando si entra nell'attribuzione delle utenze, quindi eventuali
abbattimenti e tutte le difficoltà che ci sono quando si tratta questo tema anche in
altre Commissioni, dal nostro punto di vista, come dicevo precedentemente, non è
corretto prevedere questa forma di vantaggio in questa forma di convenzione che si
va a fare con i cittadini attivi e si dovrebbe lavorare su altre. Con questo
emendamento si chiede di togliere il tema delle utenze proprio perché, anche alla
luce delle esperienze fatte in altre Commissioni (in particolare quando si tratta di
impianti sportivi), questo tema è stato molto complicato; c'è stata una spinta da parte
dell'Amministrazione a far sì che ci fosse un carico delle utenze anche a fronte di
associazioni sportive e soggetti che, magari, erano in difficoltà. Quindi, non ci
sembrava così coerente rispetto agli indirizzi di questo Consiglio e della
Commissione, in particolare la V Commissione, su altri beni immobili in particolare.

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
Qual è il parere della Giunta?

CURTI Ilda (Assessora)
Il parere della Giunta è negativo, perché non stiamo discutendo di concessioni ad
associazioni o a soggetti terzi, ma di patti di condivisione tra Amministrazione e
gruppi organizzati o meno di cittadini. Un eventuale possibile contributo ulteriore
che la Città mette a disposizione è anche il pagamento delle utenze, ma non è in
automatico, bensì viene valutato sulla base dell'offerta che i gruppi di cittadini fanno
per la gestione di un bene qualsiasi.

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n.
1104:
Presenti 26, favorevoli 4, contrari 22.
L'emendamento n. 1104 è respinto.

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
Passiamo all'analisi dell'emendamento n. 1123.
Il parere della Giunta è negativo.
Non essendoci richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 1123:
Presenti 26, favorevoli 4, contrari 22.
L'emendamento n. 1123 è respinto.

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
L'emendamento n. 1170, presentato dall'Assessora Curti, recita:


CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
La parola all'Assessora Curti.

CURTI Ilda (Assessora)
Semplicemente, si specifica che sarà prevista la realizzazione di un portale dedicato
o, comunque, una sezione del portale in modo da rendere accessibile e trasparente
qualsiasi patto di condivisione.

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
La parola alla Consigliera Appendino.

APPENDINO Chiara
Ringrazio per la predisposizione dell'emendamento e quindi mettere a verbale che
voteremo a favore.

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n.
1170:
Presenti 25, favorevoli 25.
L'emendamento n. 1170 è approvato.

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
L'emendamento n. 1338, presentato dall'Assessora Curti, recita:


CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
La parola all'Assessora Curti.

CURTI Ilda (Assessora)
Questo è un emendamento che aggiunge al comma 2, dove si dice che il Consiglio
Comunale istituisce una Commissione per verificare l'attuazione del Regolamento,
che tali competenze possono essere attribuite a Commissione Consiliare già istituita.

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n.
1338:
Presenti 26, favorevoli 25, contrari 1.
L'emendamento n. 1338 è approvato.
Per il verbale, dalla votazione risulta che io non ho partecipato al voto, ma c'è stato
un errore materiale in quanto, invece, volevo esprimere voto favorevole.

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
L'emendamento n. 1343, presentato dall'Assessora Curti, recita:


CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
La parola all'Assessora Curti.

CURTI Ilda (Assessora)
Si aggiunge all'articolo 25 che la Commissione dà gli indirizzi relativamente ai patti
di collaborazione e si specificano le competenze della Commissione Consiliare; dà
inoltre indirizzi relativamente ai patti di collaborazione che interessano edifici o
locali di proprietà della Città di Torino.

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n.
1343: Presenti 25, favorevoli 25.
L'emendamento n. 1343 è approvato.

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
Non essendoci richieste di intervento, pongo in votazione la proposta di
deliberazione così emendata:
Presenti 30, astenuti 1, favorevoli 25, contrari 4.
La proposta di deliberazione così emendata è approvata.
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