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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 21 Dicembre 2015 ore 10,00
Paragrafo n. 4

Emergenze alloggiative - indirizzi per attuazione interventi necessari:
Interventi

PORCINO Giovanni (Presidente)
Passiamo al dibattito sul tema relativo alle "Emergenze alloggiative - Indirizzi per
attuazione interventi necessari" e all'esame congiunto della proposta di mozione n.
mecc. 201503469/002, presentata dai Consiglieri Paolino, Cuntrò, Carretta,
Scanderebech, Laterza, La Ganga, Genisio, Onofri, Alunno, Ventura e Muzzarelli in
data 3 agosto 2015, avente per oggetto:

"Emergenza abitativa nel Comune di Torino".

della proposta di mozione n. mecc. 201507222/002, presentata dal Consigliere
Marrone in data 18 dicembre 2015, avente per oggetto:

"'Quote tricolori' nelle case popolari - Prima agli italiani".

e della proposta di mozione n. mecc. 201507224/002, presentata dai Consiglieri
Marrone e Curto in data 18 dicembre 2015, avente per oggetto:

"Giunta rispetti indirizzi approvati dal Consiglio Comunale sul tema della casa e
dell'emergenza abitativa".

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola alla Vicesindaco.

TISI Elide (Vicesindaco)
Credo che possa essere utile al dibattito fornire in apertura una serie di dati e di
elementi che possono anche contribuire e aiutare ad orientare la discussione sul tema
delle politiche abitative e dei bisogni abitativi. Intanto, credo che sia importante
ribadire che, in questi anni, la nostra Città ha lavorato per affiancare alle politiche
abitative tradizionali - quindi, in modo particolare, l'Edilizia Residenziale Pubblica,
che, come è noto, da alcuni anni non vede più finanziamenti strutturali a livello
nazionale - altri interventi orientati, da un lato, a favorire l'incontro tra inquilini e
proprietari (quindi, al sostegno del mercato) e, dall'altro lato, a creare delle
condizioni di accoglienza sociale o temporanea che facessero fronte a bisogni
temporanei o a bisogni che erano e sono caratterizzati anche da condizioni di
vulnerabilità sociale.
Credo che nella nostra Città, come in tutto il nostro Paese oggi, la situazione dei
bisogni abitativi sia profondamente mutata rispetto alle precedenti fasi storiche in cui
si sono registrate situazioni di necessità abitative forti; intanto, perché, nella storia
dei decenni passati e soprattutto nei periodi in cui anche nella Città di Torino c'erano
state fasi di fortissime tensioni generate da bisogni abitativi, la vera necessità era di
case. Oggi non è più così; certamente non c'è bisogno di costruire case o consumare
territorio, perché, in realtà, i motivi che generano bisogni abitativi sono creati da una
situazione che, di fatto, è generata con la crisi economica e che ha visto sicuramente
il nostro Paese - e Torino come altre città in Italia - soffrire di una riduzione del
reddito disponibile delle famiglie e, di conseguenza, la crescita di un bisogno
abitativo con costi più contenuti per poter far fronte ad una riduzione di quella che è
la disponibilità economica delle famiglie.
La situazione di Torino è uguale a quella di gran parte del Paese e anche del
Piemonte: voglio ricordare che, tra il 2009 e il 2014, l'aumento degli sfratti in
Piemonte - dato tratto dall'Osservatorio Regionale - è stato del 37%; in quello stesso
range di anni, tra il 2009 e il 2014, per Torino Metropolitana - perché il dato è
provinciale - l'aumento di sfratti è stato del 33%, per cui direi che siamo
assolutamente in linea con il dato piemontese e, in qualche caso, è inferiore a quello
di altri territori.
Credo che si possa dire lo stesso se raffrontiamo altri dati anche sul piano nazionale;
ne voglio citare uno: a Torino, sempre parlando del mandamento, nel 2014 sono stati
emessi 4.643 sfratti, ma gli sfratti eseguiti - questo è un dato tratto dalla relazione del
Ministero dell'Interno e del Ministero della Giustizia redatta a livello nazionale che
fa una comparazione tra territori e città - sono stati 499. Per fare un raffronto con una
Città come Verona, che ha circa un quarto degli abitanti di Torino, nel 2014 sono
stati emessi 1.166 sfratti, ma ne sono stati eseguiti 593. Questo significa che tra
l'emissione dello sfratto e la reale esecuzione sono intervenute delle azioni, delle
politiche e delle pratiche sui territori che hanno generato un contenimento di quello
che poi è il dramma dell'esecuzione dello sfratto.
L'ho voluto ricordare perché credo che, per poter richiamare dei dati torinesi, occorra
assolutamente valutare nel merito le politiche pubbliche, nazionali, regionali e locali
che sono state messe in atto, ma anche le politiche generate dalla strutturazione di
una rete sul nostro territorio, che vede un lavoro fortemente integrato anche con
l'ATC e con le organizzazioni del terzo settore che lavorano attivamente su questo
tema in collaborazione con la Città, e il rapporto che si è strutturato e consolidato in
15 anni di lavoro con le organizzazioni degli inquilini e, in particolare, con quelle dei
proprietari; solo a Lo.C.A.Re., in 15 anni, ci sono stati contatti con circa 10.000
proprietari di immobili (questo, evidentemente, ha generato anche un'interlocuzione
ed una relazione importante) per affrontare congiuntamente - e anche i protocolli che
sono stati sottoscritti lo confermano - questo tema, cercando di evitare di creare e di
avere delle situazioni particolarmente drammatiche.
Vorrei fornire alcuni dati più specificatamente per quanto riguarda le politiche
pubbliche. Nel 2015, sono state raccolte le domande per il Fondo nazionale sostegno
alla locazione e sono state accolte per 5.566 nuclei. Questo Fondo verrà erogato nel
corso del 2016 per un totale di circa 3.187.000 Euro. Sempre nel 2015, si è
intervenuti anche con il Fondo morosità incolpevole; vorrei ricordare che, oggi, si
chiama "Fondo morosità incolpevole" perché è diventata una misura nazionale, ma,
sostanzialmente, è stato traslato da un'esperienza che si è sviluppata proprio nel
territorio torinese, il cosiddetto Fondo "salva sfratti"; credo che questo Consiglio lo
conosca bene, perché ne abbiamo parlato più volte, ed è diventato una misura
nazionale che confidiamo potrà continuare nel tempo. Peraltro, è nato non soltanto
per volontà della Città, ma anche attraverso un accordo con la Prefettura, le
organizzazioni degli inquilini e dei proprietari e con il coinvolgimento delle due
fondazioni bancarie, Fondazione CRT e Compagnia di San Paolo, che, nella prima
fase, lo hanno finanziato per 1.000.000 di Euro.
Oggi, attraverso il Fondo morosità incolpevole 2015, stiamo intervenendo su 130
nuclei familiari per circa 1.000.000 Euro (per la precisione, 999.000 Euro).
Vi è poi il Fondo agenzia per la casa, Lo.C.A.Re., per 1.328.000 Euro, che, al 31
novembre, è intervenuto per 204 contratti, quindi sostenendo e permettendo a 204
nuclei familiari di accedere all'abitazione, mentre, invece, con le soluzioni di
ospitalità temporanea, quelle in convenzione con la Città - infatti, abbiamo alcune
convenzioni con delle residenze temporanee, che peraltro consentono a chi accede di
contribuire, come da deliberazione di questo Consiglio, nella stessa misura in cui
contribuirebbe se entrasse nella casa popolare in quel momento e quindi vi è una
compartecipazione alla spesa -, abbiamo sostenuto 136 nuclei familiari; infine, sono
stati 31 i giovani under 35 che hanno potuto usufruire del Progetto C.A.S.A. per un
totale di circa 600.000 Euro.
Altri 2.073 nuclei hanno avuto un sostegno all'abitare per il tramite di fondi legati ai
Servizi Sociali, ma vincolati e destinati proprio all'abitazione, mentre 673 nuclei
hanno avuto contributi per le spese legate alla locazione. I contributi per le utenze,
quindi finalizzati in particolare a sostenere le spese di acqua, luce, riscaldamento e
gas, sono stati 878.000 Euro ed hanno sostenuto 1.336 nuclei. Abbiamo circa 130
nuclei familiari che, nel corso del 2015, sono stati collocati in soluzioni temporanee,
o con il piano invernale o con progetti di Abitare (progetto Cascinotto e progetto
Abistare), con un investimento di circa 400.000 Euro.
Abbiamo poi avuto altri interventi per nuclei più fragili, che accanto al bisogno
abitativo necessitano anche di sostegno sociale (per intenderci non quelli in carico ai
Servizi Sociali e, quindi, non le mamme con bambino in comunità e quant'altro, ma
sostegni all'abitazione), attraverso i quali sono stati sostenuti altri 150 nuclei
familiari.
In tutto, le famiglie che hanno avuto la possibilità di avere un sostegno abitativo (in
molti casi preventivo allo sfratto, perché credo che sia importante agire per arrivare
prima e tutte le politiche della nostra Città sono state orientate proprio anche ad
attività di prevenzione) con gli interventi che ho citato sono state complessivamente
13.564; di queste, 2.607 nuclei sono quelli sostenuti con il fondo sociale
dell'Agenzia Territoriale per la Casa, quindi il fondo sociale per i morosi incolpevoli
all'interno delle case di Edilizia Residenziale Pubblica garantisce la continuità a
queste persone all'interno della loro casa. Il costo è stato di circa 3.800.000 Euro, di
cui il 25% è finalizzato al sostegno per le spese per le utenze (quindi, luce, acqua,
riscaldamento e gas).
Chiedo scusa per aver voluto citare in premessa questi dati, ma credo, senza voler
assolutamente sottovalutare le gravi criticità sul tema abitativo che toccano anche
Torino, che la nostra Città abbia davvero messo in campo moltissime azioni, anche
coinvolgendo - come emerge da questi dati - settori diversi, proprio nell'ottica di
intervenire anche in termini preventivi e, soprattutto, evitando che le persone escano
dalla propria abitazione. Vorrei aggiungere che le politiche che sono state messe in
atto anche sugli housing, più volte criticati, compreso quello che dovrà diventare - se
ci saranno le condizioni, sulle quali si sta lavorando - l'area del Passante, sono
sempre state improntate ad una dimensione e ad un'impostazione che vedono il
punto di forza nel mix sociale. A Torino tutti gli housing che sono stati realizzati
vedono una compresenza di persone con caratteristiche diverse (alcune molto fragili
ed altre semplicemente con una necessità di abitazione temporanea) e credo che
questo debba essere un elemento fondante da mantenere.
In ultimo, vorrei ricordare, come già detto in precedenti occasioni, che sicuramente il
primo semestre del 2015 ci ha restituito, per la prima volta dal 2008, un'inversione di
tendenza nelle dichiarazioni di sfratto da parte del Tribunale, sempre per il
mandamento di Torino (che, com'è noto, non riguarda esclusivamente la città di
Torino, ma Torino ed alcuni Comuni della prima cintura); nel primo semestre la
riduzione è stata del 5%, ma possiamo registrare un altro dato anche dalla
Commissione per l'Emergenza Abitativa che, tra il 31/12/2014 ed il 10/12/2015 (che
è l'ultimo dato disponibile), ha visto passare gli sfratti per morosità esaminati in
Commissione da 1.024 a 736, quindi vi è una riduzione di oltre il 25%.
Credo che la congiuntura economica difficile ed estremamente delicata non sia
ancora finita. Sicuramente questi sono i primi segnali da cogliere con attenzione, ma
è necessario non abbassare la guardia, continuando a sviluppare delle politiche che
vedano un'azione forte, sinergica e di contrasto alle criticità e fragilità abitative ed
alle emergenze abitative. Ritengo che nuove ed ulteriori azioni si possano mettere in
campo e su questo stiamo lavorando, come è noto, anche rispetto a degli stabili in
disponibilità della nostra Città, ma credo che i dati di Torino vadano letti con
oggettività, perché l'azione che ha messo in campo la nostra Città e tutto il sistema
pubblico ed il privato sociale del nostro territorio va considerata a livello nazionale
come una delle azioni più incisive ed anche più attive che si registrino almeno nelle
città capoluogo.

PORCINO Giovanni (Presidente)
Apriamo il dibattito sul tema delle emergenze alloggiative. Se siete d'accordo, per
quanto riguarda i tempi di intervento, propongo dieci minuti a Consigliere.
La parola, sull'ordine dei lavori, al Consigliere Marrone.

MARRONE Maurizio
Personalmente, concordo con la sua proposta riguardo i tempi di intervento, ma
chiedo ovviamente un minimo di tolleranza. Inoltre, vorrei capire, poiché credo che
sia politicamente significativo, se il Sindaco Fassino parteciperà ed assisterà o meno
allo svolgimento dei lavori d'Aula di questo Consiglio straordinario.

PORCINO Giovanni (Presidente)
Il Sindaco dovrebbe arrivare tra poco, quindi sospendo brevemente i lavori del
Consiglio.

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