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MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario) Riprendiamo l'esame della proposta di deliberazione n. mecc. 201502280/094, presentata dalla Giunta Comunale in data 29 maggio 2015, avente per oggetto: "Riforma del decentramento e della partecipazione - Approvazione nuovo Regolamento del Decentramento". MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario) La parola alla Consigliera Ambrogio. AMBROGIO Paola In questa votazione saremo coerenti con la posizione tenuta nelle settimane passate e nei mesi scorsi; a differenza del Consigliere del Gruppo di SEL, noi non abbiamo la sfera di cristallo e, oggi, non sappiamo dire se sarà o meno un fallimento. Credo che sia già un buon punto essere arrivati a definire una riforma, che, come si è detto in altre occasioni, probabilmente non sarà il meglio, ma è un punto di partenza. Dicevo che saremo coerenti perché, nei giorni scorsi, non abbiamo sostenuto, non abbiamo dato il parere favorevole e non abbiamo votato alcuni emendamenti e, in particolare, quelli che vedevano accorpamenti di un certo tipo, quindi abbiamo partecipato attivamente sostenendo la divisione del nostro territorio cittadino in otto Circoscrizioni ed abbiamo ritenuto, con gli altri Colleghi, che si prevedesse anche un ritorno alla prima ipotesi dei quattro coordinatori. Anche noi abbiamo ritenuto che ci dovesse essere un ruolo da parte del Consiglio Circoscrizionale, non lasciando tutto soltanto in capo alla Giunta, e per questo motivo abbiamo partecipato anche nella fase successiva ai lavori svolti dalla Commissione, che credo siano stati importanti. Qualcuno lo ha detto, di fronte a riforme di questa portata e di questo tipo non si può pensare di andare avanti contro tutto e contro tutti. È stato quindi giusto l'iter seguito in questa fase finale, in cui, in qualche modo, si è cercato un dialogo e si è cercata una condivisione con tutte le forze presenti in Consiglio. Noi abbiamo fatto la nostra parte e - lo abbiamo detto - parteciperemo e daremo il nostro sostegno nella fase di approvazione dello Statuto, ma, rispetto al Regolamento, noi manifestiamo una contrarietà per quanto riguarda l'iter che è stato seguito per definire gli accorpamenti. Eravamo sostenitori di una divisione del territorio differente, quindi in questa fase non daremo il nostro voto favorevole; ovviamente sappiamo che il lavoro svolto dalla Commissione è stato di approfondimento, ma è stata ritenuta necessaria anche una successiva fase di ridefinizione da parte del Consiglio. Quindi, accogliamo con favore gli altri emendamenti che abbiamo sostenuto, ma non possiamo esprimere un voto favorevole per quanto riguarda la divisione del territorio. MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario) La parola al Consigliere Bertola. BERTOLA Vittorio Quanto dirò ha valenza essenzialmente personale; è frutto delle mie riflessioni, rappresenta soltanto me stesso ed è stato concepito anche con qualche tormento di coscienza, non avendo la possibilità di svolgere una vera consultazione on line, a parte qualche discussione su Facebook. Comincio con il dire che, in un anno e mezzo, è la prima volta che parlo di questo tema ed io avrei fatto una cosa completamente diversa, probabilmente avrei abolito del tutto i Consigli Circoscrizionali, inserendo un altro modello di partecipazione dal basso, volontario, basato sui quartieri e su figure non politiche e non retribuite, cioè cittadini che vogliono dare qualcosa per la gestione del proprio territorio. Detto questo, questa è la riforma a cui è giunta l'Aula ed è piena di aspetti che non condivido. In particolare, non mi è piaciuto il metodo con cui siamo arrivati a questa riforma; non mi è piaciuto vedere soprattutto un'attenzione a questioni elettorali, personali o di piccoli gruppi, di preferenze e di interesse; non mi è piaciuto vedere continui cambiamenti di linea, righe che volavano e numeri che cambiavano di giorno in giorno; non mi è piaciuta, alla fine - anche se va bene la soluzione a cinque Circoscrizioni -, la scelta di questi accorpamenti che mescolano parti di territori con problemi diversi e con posizioni sociali molto diverse. Credo che sia stato sbagliato aver accorpato Parella a Vallette e Lucento ed aver accorpato Vanchiglia e Vanchiglietta a Barriera di Milano, non perché non mi piaccia quello o quell'altro, ma perché credo che sarebbe stato opportuno ridefinire le nuove Circoscrizioni sulla base di omogeneità di problemi e di composizione sociale. Se è vero che mescolare quartieri con diversi tipi di problemi può magari migliorare le statistiche - come secondo il famoso pollo di Trilussa -, però serve anche a nascondere i problemi di certe aree di Torino, che forse sarebbe stato meglio affrontare creando singole Circoscrizioni omogenee anche nei problemi e costringendo quindi la classe politica ad occuparsene, anziché far finta, magari guardando ad altre parti della nuova Circoscrizione, che i problemi sociali non esistono; in particolare, alcune aree di Torino Nord hanno dei problemi sociali e di sicurezza molto importanti. Sarebbe stato sicuramente meglio rifare i confini da zero e tracciarli in maniera da ottenere delle Circoscrizioni con un po' più di senso. Spero che almeno gli accorpamenti delle ultime tre Circoscrizioni, che saranno realizzate a partire dal 2021, possano essere rivisti, perché, probabilmente, ha più senso accorpare la 3 con la 4, la 5 con la 6 e la 1 con la 7. Dopodiché, in questa riforma ci sono però anche molte cose positive: innanzitutto il numero, perché rilevo che, essendo arrivati ad una convergenza su una risoluzione definitiva a cinque Circoscrizioni, si tratta della proposta del Movimento 5 Stelle, che, fin dall'inizio, è stato il primo a chiedere e a difendere questo numero; quindi, sull'elemento che, alla fine, nel bene e nel male è considerato quello più importante di tutta la riforma si è arrivati alla proposta del Movimento 5 Stelle. Addirittura, l'emendamento n. 3250, da noi presentato, riporta sostanzialmente la stessa cartina, con qualche piccolo aggiustamento agli angoli di qualche Circoscrizione, che poi è stata approvata con l'emendamento successivo in quest'Aula. Da questo punto di vista, rivendico quindi il fatto che, in questo anno e mezzo, il Movimento 5 Stelle abbia svolto uno stimolo per far andare avanti questa riforma e per tenere più basso possibile il numero delle Circoscrizioni, arrivando ad un taglio significativo. È vero che il passaggio attraverso le 8 Circoscrizioni provvisorie non è bello e non è condivisibile - io non lo condivido -, in quanto rischia di creare la possibilità che, nei prossimi cinque anni, qualcuno poi torni indietro sul numero di 5, anche se penso che, nei prossimi cinque anni, governando il Movimento 5 Stelle, questo non avverrà, anzi, sarà compito del Movimento 5 Stelle arrivare al taglio che fin dall'inizio aveva richiesto. Credo comunque che il Movimento 5 Stelle debba essere orgoglioso di questo, cioè del fatto che, se si è arrivati in questa tornata amministrativa ad avere finalmente una riforma, è anche perché c'è stato un suo ruolo attivo. Credo che, alla fine, uno può fare, come ho visto fare al Gruppo di SEL, l'elenco di tutte le cose che non vanno e trovare tutte le scuse possibili per votare no e dire che non va bene niente, però credo che sia giusto anche non dire sempre no a tutto, accettare il fatto che, quando si fa una riforma, per di più su un tema istituzionale, che arriva e rappresenta il compromesso tra le visioni di tutte le forze politiche (quindi, ognuna ha ottenuto qualcosa, però nessuna ha ottenuto esattamente quello che avrebbe desiderato e che avrebbe fatto se avesse avuto la bacchetta magica), ad un certo punto, si deve accettare il compromesso e sostenerlo, facendo in modo che comunque - è un passaggio migliorativo, secondo me - possa andare avanti e abbia, se non il nostro voto favorevole (che non può avere, perché ci sono troppe cose che non vanno), però perlomeno l'acquiescenza e, quindi, il voto che io intendo dare, cioè il voto di astensione. Credo che sia da rivendicare il ruolo attivo del Movimento 5 Stelle, cioè il ruolo che abbiamo avuto, e che sia da festeggiare il fatto che quest'Aula - con tutte le divisioni, le complicazioni e le piccole cose forse anche un po' tristi della politica - però è riuscita a produrre una riforma istituzionale che mai nessuno era riuscito a produrre negli ultimi 15 anni. MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario) La parola al Consigliere Ricca (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Il Consigliere Ricca rinuncia all'intervento. La parola al Consigliere Alunno. ALUNNO Guido Maria Ringrazio il mio Capogruppo che mi permette di intervenire a nome del Gruppo in questa dichiarazione di voto conclusiva di un lungo percorso legato al tema della riforma del decentramento. Nel 1959, in un discorso al Parlamento, Pietro Nenni raccontò di un viandante che camminava lungo la strada ed incontrò degli operai che stavano lavorando; chiese al primo che gli si parò vicino che cosa stesse facendo e lui rispose che stava ammucchiando dei mattoni. Continuò il suo cammino e incontrò un secondo operaio, gli fece la stessa domanda e lui rispose, con meno umiltà, che stavano costruendo una cattedrale. Credo di poter dire che, con il voto che ci apprestiamo ad esprimere su questa riforma, stiamo costruendo una cattedrale. Penso di poterlo dire a partire dalla serietà e dall'ambizione con cui il tema è stato affrontato fin dall'inizio, cioè fin da quando la Commissione Speciale è stata costituita, e, insieme ai Commissari che ne facevano parte, si è deciso di darci degli obiettivi importanti, affrontando con serietà ed ambizione tutti quelli che erano gli aspetti legati all'attuale situazione delle Circoscrizioni e ai problemi evidenti relativamente, in principal modo, al tema dell'efficienza e al tema della partecipazione, i due pilastri su cui si fonda la storia del decentramento di questa Città, ma, in realtà, andando poi ad affrontare anche tutti gli aspetti più o meno importanti, grandi e rilevanti. Infatti, abbiamo poi utilizzato, dopo la prima fase di studio, di approfondimento e di confronto, un metodo che ci ha portato a rileggere insieme ogni singolo articolo dello Statuto della Città riferito al tema ed ogni singolo articolo del Regolamento del Decentramento, arrivando in più di un'occasione a discutere sulla singola parola, per cercare di interpretare al meglio la costruzione di strumenti adeguati ai nuovi bisogni che avevamo compreso insieme. Solo nella seconda fase, quando la Commissione è arrivata a concludere i suoi lavori, è parso in modo un po' curioso che l'unico tema rilevante per qualificare questa riforma del decentramento fosse quello del numero delle Circoscrizioni e, conseguentemente, quello dei confini in cui si suddividevano queste Circoscrizioni. Non ho alcun problema a dire che, fin dall'inizio, la proposta del Gruppo del Partito Democratico in quella Commissione, così come in passato, è stata quella delle cinque Circoscrizioni e, nel corso della Commissione, abbiamo accettato una mediazione che arrivava a definire in sei il numero più adeguato. Successivamente, abbiamo subito un'ulteriore mediazione, che è arrivata a definire in sette il numero che permetteva di votare questa riforma in Aula, ma anche in quella fase la convinzione di ciascuno dei Consiglieri di questo Gruppo Consiliare è rimasta fortemente e pervicacemente quella che fosse cinque il numero più adeguato per poter qualificare questa riforma. Quindi, quando l'esito di una seconda fase di dibattito, che non è stata più legata a quella Commissione, ma al ragionamento prima fuori e poi dentro quest'Aula, ha portato a definire di nuovo in cinque il risultato finale, abbiamo pensato che la mediazione non fosse al ribasso, ma fosse assolutamente al rialzo. Il passaggio ad otto, che prevede una temporaneità per poter poi arrivare alle cinque Circoscrizioni, diventa obbligato per avere una maggioranza ed i voti e raggiungere quello che era l'obiettivo pensato come il migliore possibile fin dall'inizio. L'altro aspetto che mi piace di quell'aneddoto sulle cattedrali è che, spesso, chi costruiva una cattedrale non ne vedeva la fine, non poteva che scommettere sul futuro e sul fatto che, altri dopo di lui, avrebbero ripreso il suo lavoro da dove lo aveva lasciato per portarlo avanti. Anche i finanziamenti delle comunità locali non erano garantiti, andavano rimessi in campo uno dopo l'altro. Il tema della sussidiarietà, quello della partecipazione con gli strumenti innovativi di democrazia partecipativa, tutto il ragionamento sui quartieri e sul nuovo ruolo che vogliamo dare al rapporto con le comunità locali, la tendenza ad arrivare alla parità di genere non solo in base agli aspetti di legge, ma anche sulla composizione della Giunta, e, nella vita interna, la Giunta autonoma, il rapporto tra Giunta e Consiglio e le nuove competenze sono tutti strumenti potenti che consegniamo nelle mani di chi verrà dopo di noi per poter costruire realmente un modo nuovo e diverso di vivere il governo dei territori. Per fortuna, il tempo mi impedisce di togliermi dei sassolini dalle scarpe, rispondendo alle provocazioni, alle inesattezze, alle critiche superficiali ed anche alle intrusioni, spesso subdole, con cui si è cercato di rallentare e, poi, di bloccare questo percorso che oggi invece arriva alla sua conclusione. Posso invece dire che sono dispiaciuto che qualcuno pensi che, oggi, stiamo semplicemente ammucchiando dei mattoni, mentre credo che questa sia un po' la nostra cattedrale, una delle nostre cattedrali, e convintamente annuncio il voto favorevole del Partito Democratico per portare a compimento una grande riforma del decentramento. MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario) La parola, in dissenso rispetto alla dichiarazione di voto del suo Gruppo, alla Consigliera Onofri; le ricordo che ha a disposizione due minuti. ONOFRI Laura Mi dispiace dover annunciare il mio voto di astensione a questa proposta di deliberazione, che, dopo lo Statuto, è l'atto per concludere la riforma del decentramento; si tratta di una riforma che, in tutti i modi, ho voluto e sostenuto, convinta della sua reale necessità, e ringrazio per la considerazione del lavoro svolto dalla Commissione fatta, oggi ed anche in precedenza, da alcuni Consiglieri. Le ragioni della mia astensione riguardano sia il metodo usato per raggiungere questo testo che andiamo a votare, che il merito. Concordo che le riforme debbano tendere alla più larga condivisione possibile, ma ci sono tempi e luoghi per trovare questa condivisione. In Commissione non sono mai emerse le argomentazioni che, successivamente, sono state addotte e che hanno profondamente modificato la riforma rispetto al testo scaturito in Commissione. In particolare, mi riferisco alla possibilità di fare la riforma in due tempi; questa proposta non è mai stata avanzata né dalla maggioranza, né dall'opposizione. Quest'Aula ha faticosamente appena votato uno Statuto, convinta di mettere le basi ad una riforma con un certo impianto e dovremmo sicuramente già riscriverlo con altro dispendio di tempo, fatica e risorse; vorrei capire perché abbiamo perso dei mesi, abbiamo fatto fare agli Uffici un lavoro improbo, abbiamo sostenuto costi e ci siamo sottoposti a lacerazioni e divisioni sostenendo che il numero delle Circoscrizioni non potesse essere superiore a sei (come ha già detto il Consigliere Alunno, era già una mediazione). È stato proprio il forte senso istituzionale a farci cambiare idea o, piuttosto, non abbiamo saputo e voluto reggere un ostruzionismo che avrebbe impegnato e bloccato i lavori per settimane in Aula? Me lo chiedo anche alla luce del fatto… MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario) La invito a concludere il suo intervento, Consigliera Onofri. ONOFRI Laura Dato che c'è il dissenso anche di altri Consiglieri, prenderei un po' di tempo che mi concedono i miei Colleghi… (INTERVENTO FUORI MICROFONO). MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario) Consigliera Onofri, concluda, non si dia del tempo autonomamente. ONOFRI Laura Non ho parole. Altro che sorridere, Consigliere Ricca, con lei. Vorrei concludere con un monito ed un auspicio. Il monito è che non abbiamo ancora capito che la distanza dei cittadini e delle cittadine dalla politica continuerà ad aumentare se le modalità di assunzione delle decisioni importanti, come quelle relative ad una riforma, saranno sempre le stesse: non una franca ed aperta discussione pubblica, nei luoghi deputati ad assumere quelle decisioni, ma accordi assunti e presi in altre sedi, in gruppi ristretti, oggetto di trattative che possono anche portare ad un risultato, che non voglio demonizzare, ma che sono percepite distanti e che creano una cesura e non un avvicinamento con la cittadinanza. L'auspicio è che questa riforma, pur con le criticità che ho cercato di fare emergere, possa essere funzionale ed utile alla nostra comunità; credo che, se questo succederà, il merito sarà del personale politico, che dovrà raccogliere questa sfida e saperla interpretare al meglio, e del personale amministrativo, a cui si chiederà, nei prossimi cinque anni, uno sforzo organizzativo e di risorse non indifferente, che potrà essere sostenuto solo con grande passione ed impegno. Queste sono le più rilevanti perplessità - per lo scarso tempo a disposizione non ho potuto argomentare tutto quello che avrei voluto - che non mi consentono di votare favorevolmente il testo così come emendato. MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario) La parola alla Consigliera Centillo. CENTILLO Maria Lucia Il mio intervento sarà breve e, per stare nei tempi, non potrò analizzare alcune questioni. Vorrei partire dal fatto che i lavori della Commissione avevano prodotto un documento sulla base del quale abbiamo votato uno Statuto, ma la discussione che c'è stata per quello Statuto era profondamente diversa da quella che abbiamo fatto rispetto al Regolamento; pur avendo annunciato un emendamento, che prevedeva le cinque Circoscrizioni, ai lavori della Commissione, per coerenza e lealtà nei confronti della maggioranza non l'ho presentato e, oggi, vedo che, a seconda di quelle che potevano essere le diverse maggioranze da comporre in Aula, questa di oggi non è una maggioranza autonoma, ma che si interfaccia con parte dell'opposizione e, se potessi rimettere indietro l'orologio, presenterei l'emendamento per le cinque Circoscrizioni. Chiudo su questo, sapendo che dovremo tornare alla discussione sullo Statuto, ma auspicando un metodo diverso per non andare ad alterare il merito; permettetemi una battuta: trovo molto bella la metafora della cattedrale, ma fate attenzione perché rispetto alla parola cattedrale possono essere utilizzate due metafore: quella del muratore e quella della cattedrale nel deserto. Spetta a tutti noi fare in modo che rispetto a questa riforma, così sofferta e complessa e che rappresenta comunque un percorso vinto dal Consiglio Comunale, non ci sia invece l'idea di costruire una cattedrale nel deserto. Per ciò che mi riguarda, vale la mozione di accompagnamento allo Statuto. MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario) La parola al Consigliere Altamura. ALTAMURA Alessandro Presidente, rispetterò il tempo a me concesso e non tornerò su quanto già anticipato da alcuni miei Colleghi. Ringrazio tutto il gruppo di lavoro che ha lavorato con la Presidente Onofri nella Commissione, anche alle mediazioni successive, perché questo è un risultato che va ascritto alla politica. Può essere condiviso o meno ed io sarò sicuramente tra coloro che non condividono il risultato finale, ma resta il fatto che questa mia valutazione è anche frutto di un percorso che credo sia coerente con una posizione avuta già nel passato. Come ricorderanno il Consigliere Trombotto (quando era Presidente della Circoscrizione 10) e lo stesso Consigliere Alunno (che, tra l'altro, è intervenuto ricordando il lavoro svolto dalla Commissione e le mediazioni successive), ritengo che, dal punto di vista di alcuni Consiglieri, sia corretto politicamente rivendicare il risultato. Tra l'altro, da Presidente del Consiglio Comunale, nella Commissione Decentramento del 2004-2006 abbiamo sostenuto la posizione delle cinque Circoscrizioni e su quella posizione la maggiore ostilità, lo ricordo in particolare al Consigliere Trombotto che ha buona memoria, fu proprio dell'ex Presidente di Circoscrizione Artesio. Questo percorso si conclude oggi, ma dovrà essere ripreso; ha dei paletti e degli step successivi che non mi hanno convinto, in particolare l'arrivo a cinque Circoscrizioni nel 2021. È stato citato Nenni, ma voglio provare invece ad andare un po' oltre e citare Robert Frost, che era molto caro al Presidente americano John Kennedy, che scrisse: "La strada che non presi"; c'erano due strade che divergevano, ho preso quella meno battuta e la differenza era tutta lì. MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario) La parola alla Consigliera Appendino. APPENDINO Chiara Noi abbiamo fatto un percorso lungo con i Consiglieri di Circoscrizione, perché da opposizione ritenevamo, responsabilmente, che una vera riforma fosse necessaria: una riforma che fosse nell'interesse dei cittadini, della riorganizzazione dei servizi, dell'efficientamento, della partecipazione e della capacità di dare alle Circoscrizioni un vero ruolo. Per questo motivo, in Commissione abbiamo votato a favore della proposta, voto che rivendico e che ribadirei se fossimo di fronte a quel testo. Quel voto era basato su una valutazione oggettiva nell'interesse dei cittadini e non sull'appartenenza politica ad un Gruppo o all'altro, ma solo ed esclusivamente nell'interesse dei cittadini. Volevamo dare competenze vere, volevamo ridurre i costi ed abbiamo creduto nella Giunta con valenza esterna, nonostante fossimo l'opposizione, proprio nell'interesse dei cittadini. Abbiamo creduto nel ruolo dello speaker, abbiamo creduto nella ridefinizione dei confini a sei, frutto di mediazione, perché, ha ragione il Consigliere Bertola, la nostra proposta iniziale era comunque a cinque. Mi chiedo però con che coraggio oggi chi ha contribuito a questo percorso nella Commissione - non mi riferisco al centrodestra, perché, oggettivamente, in Commissione ha detto poco - possa arrivare qui in Aula e dire che è un successo o parlare di una grande riforma. Mi chiedo con che coraggio si possa parlare anche di conciliazione. Ha ragione la Presidente della Commissione Decentramento, Onofri, sul metodo; ha detto tutto lei e non penso di doverlo ripetere, perché sappiamo benissimo che cosa è successo: abbiamo votato uno Statuto in certe condizioni e poi, stranamente, è cambiato tutto e si è andati a votare un Regolamento frutto, in realtà, di un compromesso a fronte dell'ostruzionismo del centrodestra. Diciamo le cose come stanno: questa non è una grande riforma. Questa è una riforma post datata, rimanda al 2021 quello che potevamo fare oggi, perché c'era la possibilità di farla oggi. È una riforma frutto del compromesso: lo dico perché, l'ho già detto in sede di votazione degli emendamenti, il compromesso è diverso dalla mediazione politica. La mediazione è andare comunque nell'interesse comune con visioni diverse, mentre il compromesso è un insieme di interessi specifici. Qui ci sono interessi specifici che hanno dominato rispetto agli interessi comuni; ad esempio, lo abbiamo visto sul tema dei confini, sul tema delle competenze e sul fatto di non scontentare qualcuno. Io penso che questa riforma, che tra l'altro non so nemmeno se si reggerà tecnicamente e se sarà veramente applicabile - ed è la mia preoccupazione per chi arriverà dopo -, è invotabile, lo dico veramente con estremo rammarico. MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario) La parola al Consigliere Ricca. RICCA Fabrizio Io sono convinto che, quando la volpe non arriva all'uva, dice che è acerba. Tutti quelli che oggi si dichiarano contrari a questa riforma, sapendo che non è la migliore riforma possibile che abbiamo tutti in testa, avevano soltanto da lavorare di più affinché si trovasse una linea comune. Per chi critica dalla parte dell'opposizione dico che aveva solo da fare ostruzionismo insieme al centrodestra, così da poter portare le sue istanze insieme a noi per cercare di migliorare questa riforma. A chi, invece, dalla parte della maggioranza critica questa riforma, dico che potevate sedervi al tavolo insieme a noi per cercare di trovare la formula migliore per cambiare questa riforma. Questa riforma è stata cambiata credo nel miglior modo possibile, trovando un accordo nell'interesse dei cittadini, perché non è una questione di numeri, è una questione di contenuto. Se fosse stato per tutti quelli che si sono oggi espressi contrari a questa riforma, avremmo un Consiglio di Circoscrizione che non controlla quello che può fare la Giunta: questo non sarà così. È stato fatto, quindi, un grosso passo avanti, a fronte di un piccolo passo indietro su posizioni personali. Si lavorerà nel prossimo Consiglio per fare in modo che questo passaggio da otto a cinque sia il più armonioso possibile affinché i torinesi non vadano a perdere quei servizi essenziali di cui oggi godono. Questo intervento, quindi, è per dichiarare il nostro voto favorevole al Regolamento della riforma del decentramento e per auspicare che tutti votino in maniera favorevole, perché questo è stato un atto importante, di condivisione sui principi dei Consigli Circoscrizionali, ovvero il lavoro e le competenze. I numeri sono numeri, c'è chi simulava per cinque e cinque saranno, c'è chi simulava per sei; bastava, Presidente Onofri, ascoltarci in Commissione. Ve ne siete fregati, avete preferito l'inciucio con il Movimento 5 Stelle, come avete fatto con la Consulta, e allora siamo andati avanti e oggi secondo me questa è la migliore riforma possibile condivisa. MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario) La parola al Consigliere Berthier. BERTHIER Ferdinando È indubbio che la Commissione ha lavorato intensamente, siamo andati avanti più di un anno. È anche indubbio che, comunque, il documento finale uscito da questa Commissione non era condiviso dalla minoranza, che, sicuramente, come dicono le Consigliere Onofri e Centillo, abbiamo dato poco apporto? No, non è che abbiamo dato poco apporto, abbiamo cercato di contenere quello che era lo stravolgimento del documento sul decentramento. Personalmente, non credo che sia il massimo quello che oggi andremo a votare come Statuto. Sicuramente, si poteva fare di più, ma si sarebbe potuto fare di più se avessimo avuto più tempo. Io ho già ribadito in altre occasioni che cambiare il Regolamento sul decentramento a ridosso di una nuova tornata amministrativa non era certamente un servizio idoneo ai cittadini. È vero che bisogna cambiare, ma bisogna anche cambiare con i tempi giusti e nei modi giusti. Non credo neanche che la maggioranza abbia calato le braghe nei confronti della minoranza. Io credo che una giusta valutazione non sia solo dovuta al fatto che noi avevamo presentato migliaia di emendamenti e che, quindi, pur di portare a casa un risultato abbiano ceduto al nostro ricatto politico. Non lo definisco un ricatto politico, ma lo definisco sicuramente una giusta mediazione, anche perché la maggioranza non è l'assoluto di questo Consiglio; se, quindi, esiste una minoranza è giusto che anche la maggioranza si confronti. È quindi un discorso ancora aperto, nulla è definitivo. Nella prossima tornata amministrativa si avrà il tempo normale, ponderato per arrivare alle 5 Circoscrizioni. Torno a dire, non ci hanno dato nessun contentino, non è che essendo oggi ad 8 Circoscrizioni anziché 5 o 6, o 7 come volevano, noi ci ritroviamo in perfetto accordo, almeno personalmente non mi ritrovo in perfetto accordo anche perché le due Circoscrizioni che sono state accorpate, a mio parere, sono state accorpate in modo anomalo. Accorpare la Circoscrizione 8 alla 9 nulla ci piglia, così come la 10 con la 2. Avendo più tempo, si sarebbe potuto fare un lavoro anche migliore e più ragionato. Per quanto riguarda il risparmiare soldi avendo meno Presidenti e meno Consiglieri, questo è ancora tutto da vedere, anche perché in questa fase avrebbe creato, invece che risparmio, cosa che sarà comunque anche a otto, un costo aggiuntivo perché sappiamo benissimo che le schede elettorali dovranno essere cambiate per molti cittadini. Credo, quindi, che sia stato fatto un grande lavoro da parte di tutti e, ringraziando anche la maggioranza che non ricattata, ma valutando correttamente quali erano le nostre richieste, credo si sia arrivati ad un documento fattibilmente votabile. Il mio voto sarà sicuramente favorevole e spero che chi ci succederà nella prossima tornata amministrativa possa fare un lavoro ancora più completo, ancora più ponderato e ancora più utile e di vantaggio ai cittadini. MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario) La parola alla Consigliera Levi-Montalcini. LEVI-MONTALCINI Piera Io mi asterrò su questa proposta di deliberazione e non sto a rifare tutto il discorso che hanno fatto le Consigliere Centillo ed Onofri, perché mi vedo completamente rispecchiata nelle loro osservazioni. MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario) Non essendoci altri Consiglieri che intendono intervenire, do la parola all'Assessore Passoni. PASSONI Gianguido (Assessore) Come è stato ampiamente detto in questa discussione, per la verità, lunghissima e durata sin da un mese e mezzo dallo Statuto, su un atto assolutamente importante, questa deliberazione aveva ed ha tuttora in mente di affrontare almeno quattro temi che sono stati: il rafforzamento del ruolo delle Circoscrizioni con dei poteri; un principio di semplificazione amministrativa, che nella riforma voleva alleggerire dai doppi passaggi alcuni provvedimenti oggi di competenza congiunta; aumentare il principio di responsabilità della classe politica del decentramento, nell'ottica di avere più responsabilità verso il governo delle cose e più responsabilità verso il proprio comportamento e condotta verso il governo delle cose; incrementare la partecipazione della Città al processo di condivisione delle scelte, pure in un sistema di democrazia delegata. La discussione ha avuto il corso che ha avuto, alla Giunta non tocca giudicare assolutamente l'esito politico di questa vicenda, io sono rispettoso del ruolo che ha il Consiglio Comunale che è il padrone della riforma. Alla Giunta è toccato, ne abbiamo discusso lungamente, presentare una deliberazione consiliare conseguente al lavoro, e su questo vorrei ribadire, lavoro meticoloso, delicato e di grande partecipazione anche della Giunta, perché la Giunta tutta ha partecipato alla Commissione, il sottoscritto in particolare, e non vorrei omettere un dettaglio che in questa situazione è fondamentale, anche delle Circoscrizioni. Io ho girato quasi per due volte, e anche alcuni Consiglieri in sede di fase dello Statuto, le Circoscrizioni per sentire il parere dei Consiglieri, dei Consigli stessi e poi espressi formalmente nel parere che hanno redatto. Alla fine di questo percorso credo che ci sia stata una prima fase critica, la vorrei chiamare così, prima di questa fase d'Aula critica. Una fase critica in cui - bisogna dirlo - non tutte le minoranze hanno partecipato attivamente sin dall'inizio al percorso di formazione dell'atto deliberativo. Lo voglio dire non come j'accuse verso l'esito di questa discussione, ma come atto di storicizzazione della discussione. Questa discussione rimarrà per molti anni, forse, nel verbale di questa Aula come riforma che esiteremo e quindi è giusto anche dare atto, a mio avviso, della storia di questa riforma. Per mesi, alcune opposizioni hanno di fatto rifiutato, altre no. Altre no di varia natura, vale per il Movimento 5 Stelle, vale persino per Forza Italia e per NCD, in alcuni casi invece si è sicuramente fatto diversamente. Io, per esempio, do atto che da sempre so qual è l'opinione del Consigliere Tronzano, che trasparentemente in Commissione e in Circoscrizione nei suoi rappresentanti di partito, ha sempre espresso chiaramente la contrarietà alla riduzione del numero delle Circoscrizioni. Do atto, perché almeno c'è stato un principio di chiarezza nella posizione politica. C'è stata una fase, invece, che poi ha maturato e con il concorso di altri, e devo dire non c'è in politica un tempo supplementare sbagliato e un tempo regolamentare giusto, c'è il tempo della politica e quindi qualunque discussione, anche fatta in questo momento sarebbe chiaramente legittima politicamente, vorrei essere molto chiaro, in cui però tuttavia è mancata forse una fase di metabolizzazione di alcuni principi. Allora, cosa è rimasto della riforma? La riforma è comunque rimasta ed è rimasta come elemento, a mio avviso, complessivamente positivo, però non posso eludere alcune criticità. È rimasto il rafforzamento delle competenze, il punto n. 1, frutto di un lavoro che non è stato rimaneggiato dall'Aula, ma che viene dalla discussione della Commissione. Si è affievolito il principio di responsabilità; gli emendamenti su cui tecnicamente non entro nel merito, ma che io francamente non avrei sottoscritto, lo dico trasparentemente, sul tema della rilevanza esterna della Giunta non hanno in realtà dato quella responsabilità al Governo circoscrizionale che la Giunta e la Commissione voleva attribuirgli, l'ha affievolita e questo è un dato oggettivo. Portare deliberazioni in Commissione e poi in Consiglio con la mozione di revoca la affievolisce: è una scelta politica e io la rispetto, ma ho il dovere di dire che non la condivido. È rimasto il rafforzamento della partecipazione, cioè il concetto che quella parte di istituti di partecipazione rafforzata dal bilancio deliberativo, al rafforzamento delle istanze verso il Consiglio di quartiere dai cittadini sono rimaste sostanzialmente invariate. Allora, è chiaro che si è persa un po' di semplificazione con alcuni meccanismi un po' farraginosi, oserei dire, si è affievolita la responsabilità ed è rimasta la partecipazione e il rafforzamento delle competenze. È un saldo comunque positivo, lo voglio dire perché la conquista di questa riforma è una conquista avuta dopo due tornate amministrative di riforme inesitate, affievolita inoltre da un altro elemento, e qui c'è una questione che la politica ha assunto come riferimento, cioè l'incompletezza della riforma, una riforma cioè fatta a due tempi, una prima fase e una seconda fase. Io, per cultura politica, dico sempre che la generazione politica che libera una riforma fa delle scelte e se ne assume fino in fondo la responsabilità. Se avessimo detto che sono 8, e io rispetto questa decisione, è meglio dire che sono 8 e basta. Dire che sono 5, ma che dovremmo valutarlo su un'altra tornata amministrativa, francamente non mi convince come approccio istituzionale. Dopodiché - ribadisco - è l'Aula e il Consiglio che ha deciso questa soluzione e io la rispetto e, convintamente, in quanto delegato al decentramento, io attuerò la riforma che quest'Aula voterà, perché la maggioranza di quest'Aula è sovrana nelle riforme istituzionali. Lo farò non con minore o maggiore convinzione perché si è modificato, lo farò perché ho il dovere di farlo, perché io ho questo compito, ma non posso nascondere il fatto che, naturalmente, alcuni principi di riforma che stavano nella riforma organizzativa, nella riforma logistica, nella riforma delle competenze chiaramente sono parzialmente affievoliti e forse questo era l'intento e il senso da lasciare alla futura tornata amministrativa. Ci sono, poi, vicende politiche. Io sono convinto che, forse, a 7 non ci sarebbe stata una maggioranza, ma forse neanche a 6, non si dicono alcune cose. Io sono certo che, forse, a 7 avremmo perso tutta l'opposizione, forse anche il Movimento 5 Stelle e, quindi, modererei l'enfasi della critica sul tema degli 8, perché, forse, neanche a 7 il Movimento 5 Stelle avrebbe votato e, forse, a 6 avremmo avuto una maggioranza diversa. Adesso, sicuramente a 5, che era la scelta uscita dalla tornata amministrativa scorsa, forse avremmo potuto convergere, però un 5 differito è una riforma spuntata. Mi pare, quindi, che bisogna prendere atto della difficoltà di formare una riforma di maggioranza, bisogna prendere atto che è necessario fare una riforma che io condivido debba coinvolgere necessariamente l'opposizione. Resta il dovere di applicare questa riforma e resta un po' di amaro in bocca, in questo io mi ritrovo - lo dico politicamente, svestendo un attimo i panni della delega - nelle parole della Consigliera Onofri, un po' l'amarezza di avere perso il tempo in cui bisognava lavorare con le maniche rivoltate alla riforma e avere enfatizzato il tempo in cui l'Aula ha dovuto procedere alle mediazioni. Forse, un investimento di responsabilità sul tempo precedente che da parte delle opposizioni avrebbe avuto un esito magari di mediazione anche esso, ma, posso dirlo, con un maggiore rispetto di quello che è l'ordinamento che si voleva dare, cioè l'esito di semplificare, di responsabilizzare, di rendere trasparente, di rafforzare le funzioni del decentramento. Consegniamo, quindi, e chiuderei così, al futuro della prossima tornata amministrativa o magari chissà tra quante tornate amministrative, perché io che ho un po' di primavere di Consiglio alle spalle ricordo la precedente riforma e anche la precedente si disse una riforma transitoria. La verità è che le riforme transitorie non esistono, le riforme sono transitorie finché qualcuno dopo non le cambia e come tale credo che sia doveroso procedere. La Giunta - ribadisco - prenderà atto e rispetterà l'esito della discussione di questa Aula e per quanto le compete attuerà la riforma che l'Aula licenzierà pur naturalmente non esimendosi da osservazioni e valutazioni di carattere politico e tecnico che credo sia doveroso lasciare al verbale dei lavori di questa Aula, se non altro ad onore di chi, come me, i miei Colleghi in Giunta e come tanti Consiglieri, ha lavorato alacremente per dare a questa Città una buona riforma. MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario) La ringrazio, Assessore. |