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Estratto dal verbale della seduta di Mercoledì 9 Dicembre 2015 ore 10,00
Paragrafo n. 11
INTERPELLANZA 2015-04940
"SCEMPIO AL CIRCOLO OLTREPO" PRESENTATA DAL CONSIGLIERE MAGLIANO IN DATA 20 OTTOBRE 2015.
Interventi

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201504940/002, presentata in
data 20 ottobre 2015, avente per oggetto:

"Scempio al Circolo Oltrepo"

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
La parola, per la risposta, all'Assessore Passoni.

PASSONI Gianguido (Assessore)
L'interpellanza documenta il fatto che, dopo la sostanziale dismissione del Circolo, i
gestori non si sarebbero premurati di consegnare le chiavi dell'immobile, preferendo
invece lasciarle davanti al portone, e che l'immobile è stato depredato, per cui il
Consigliere Magliano interpella la Giunta per capire se sia al corrente della
situazione, se si sia chiesto conto dell'operato della gestione o se questo sia stato in
qualche modo monitorato, quali siano le motivazioni del mancato intervento
preventivo e a quanto ammonti il debito della cattiva gestione. Naturalmente, è stata
reperita la documentazione sulla base di quanto richiesto alla Circoscrizione e agli
Uffici e, se è incompleta, integreremo successivamente. La Circoscrizione, con nota
del 9 novembre, chiarisce che la concessione, quella ultima scorsa del 29 settembre
2008, esecutiva dal 3 ottobre, è stata rinnovata all'associazione Oltrepo Circolo Arci
per un periodo di otto anni. La Circoscrizione chiarisce che, a seguito di numerose
ispezioni, si è attivata una fitta corrispondenza con la suddetta associazione e sono
state evidenziate carenze con riferimento ad adempimenti relativi alla ristrutturazione
dei locali, nonché episodici ritardi nel pagamento dei canoni. Decorsi i tempi di
attesa ordinari per le controdeduzioni, non avendo ottenuto risposta e prendendo atto,
è stata attivata la via del procedimento finalizzato alla revoca della concessione. In
effetti, la verifica dell'osservanza delle prescrizioni contrattuali ha portato
all'accertamento di numerose e reiterate inadempienze e, quindi, è stata adottata la
deliberazione del 18 marzo 2015 con la quale è stata approvata la proposta di revoca
della concessione, esecutiva dall'8 giugno 2015. Il provvedimento disponeva la
riconsegna dell'impianto, il libero sgombero di persone e, naturalmente, la
ridestinazione. Il termine è stato comunicato formalmente al legale rappresentante
dell'associazione, signora Maria Vittoria Fissore, con nota del 3 giugno 2015. Dopo
aver tentato più volte di contattare il legale rappresentante per definire le modalità e
le tempistiche legate alla consegna dell'immobile, il personale si è recato alla
struttura in data 7 settembre. Durante il sopralluogo si è constatato che era in essere il
trasloco degli arredi presenti nell'immobile, che a sovrintendere lo stesso era
presente il Segretario provinciale dell'Arci, signor Filippo Vincenzino, e si è potuto
appurare che lo stabile era stato oggetto di danneggiamento. Il giorno successivo, i
funzionari della Circoscrizione e della Sezione San Salvario dei Vigili Urbani si sono
recati sul posto per formalizzare la riconsegna dell'immobile. Durante il sopralluogo
si constatava l'assenza del concessionario rilasciante, nonostante lo stesso fosse stato
più volte avvisato, le porte di accesso alla struttura risultavano aperte e le chiavi
riposte in prossimità delle stesse; all'interno dell'immobile si constatavano
danneggiamenti e la rimozione di alcuni elementi strutturali, quali i radiatori, i
caminetti, i quadri elettrici, le balaustre, i muretti divisori, i pannelli di rivestimento,
eccetera (come peraltro documentato dalle foto che sono allegate). L'intero stabile e
l'area esterna erano inoltre oggetto di un grave degrado e, pertanto, è stata presentata
denuncia dell'accaduto alla sezione di Polizia Municipale di San Salvario.
Con lettera del 5 ottobre, è stata richiesta anche la possibilità di richiedere la
copertura assicurativa per l'eventuale risarcimento del danno. Con lettera del 6
ottobre 2015, l'Avvocatura è stata portata a conoscenza dell'accaduto, per valutare
eventuali azioni legali per ottenere il riconoscimento ed il risarcimento del danno
stesso. Il 26 ottobre, ad integrazione, è stata comunicata alla Polizia Municipale la
stima dei danni subiti dalla Città, effettuata dal personale tecnico della
Circoscrizione.
In merito allo stato di insolvenza, si rileva che la concessionaria ha provveduto ad
effettuare correttamente il pagamento del canone fino al mese di marzo 2015.
Riguardo ai canoni non ancora corrisposti, si specifica che sono state attivate le
procedure previste dalle norme vigenti per il recupero della somma dovuta. Con nota
del 9 novembre, è stata richiesta all'Avvocatura l'attivazione della coazione, una
riscossione coattiva dell'immobile, per l'importo di 1.750,40 Euro.
Circa il futuro, la Circoscrizione (ovviamente, d'accordo con l'Amministrazione
centrale) dice che, al momento, è in corso un'approfondita analisi per valutare la
procedura per definire una nuova concessione, basandola sul Regolamento e sulla
collaborazione tra cittadino ed Amministrazione, anche eventualmente per rigenerare
beni comuni, che sta per essere approvata da parte del Consiglio Comunale (tra
l'altro, forse l'avete approvata recentemente).

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Magliano.

MAGLIANO Silvio
Assessore, se ho capito bene, il debito residuo del canone è di 1.750 Euro. Assessore,
le ho inviato alcune fotografie, che lei avrà visto, e mi auguro che la Città porti
subito in giudizio questa gentaglia. Non so se i cittadini - sarà poi mia cura
raccontarlo attraverso i social - sanno come hanno lasciato questa struttura (che
peraltro è bella, perché era un luogo di aggregazione), la responsabile dell'Arci
locale non si è fatta neanche trovare e, da quello che ha detto, ha dovuto mandare il
Segretario provinciale. Questo è uno scempio.
Si tratta di una struttura del Comune che è stata abbandonata, questi hanno
continuato a pagare il canone in ritardo e, costantemente, la Circoscrizione li ha
rincorsi; io mi sono chiesto se forse non sarebbe stato meglio troncarla subito,
piuttosto che vedere questo stabile ridotto in questo modo. Hanno portato via tutto,
Assessore (le do atto che è evidente dalla nota che le è stata mandata dalla
Circoscrizione): bagni, caminetti, arredi, cucina, termosifoni e sifoni. Le condizioni
attuali di questo stabile sono tali per cui, se noi andremo a destinarlo ad altre realtà,
si dovranno spendere migliaia e migliaia di Euro per rimetterlo a posto. È sparito
tutto.
Vorrei capire perché la Circoscrizione non vigilava (oltre a mandare due letterine,
aspettando che questi pagassero il canone) e mi auguro che la nostra Avvocatura citi
in giudizio il rappresentante legale, per portargli via tutti i soldi che serviranno per
ripristinare come era prima questo stabile.
È una roba pazzesca, perché ci sono tonnellate di associazioni di volontariato, sociali,
che cercano uno spazio e oggi non riescono a trovarlo, perché la Città giustamente ha
dovuto aumentare i canoni o non concede più gratuitamente gli spazi, e questi
signorotti dell'Arci si permettono di lasciare questo stabile in questo modo? Sarà mia
cura capire dall'Avvocatura, oltre che a richiedere i 1.750 Euro, quando verrà citata
in giudizio questa signora. L'Arci risponda con il suo patrimonio di tutti i danni,
quando verrà fatta una perizia per questi danni. Questa Città ha, ormai, pochi spazi
che vengono dati in gestione alle realtà associative e vedere dalle foto come è stato
ridotto questo spazio fa capire che è mancata totalmente la vigilanza da parte della
Circoscrizione in questo caso.
Io mi auguro che si trovino soluzioni esemplari, perché è uno schiaffo alle centinaia
di associazioni che, invece, fanno di tutto per pagare l'affitto al Comune dello spazio
che gli viene concesso e questi si permettono di non pagare l'affitto, di essere
morosi, perché da marzo ad oggi non l'hanno pagato, e di ridurre quello stabile in
queste condizioni. Per cui chi dovrà pagare sono i cittadini o una associazione che
dovrà rientrare? Sarà mia cura seguire il caso e capire quando la Città citerà questa
signora - se di signora si può parlare - in giudizio per capire chi è che pagherà questi
danni.
Se non basteranno i soldi dell'Arci andiamo a prendere il patrimonio del
rappresentante legale, perché questo è un bene della Città e non è perché c'è scritto
"Arci" che si può permettere a questi di comportarsi in un altro modo. Ho incontrato
numerose associazioni che, essendo scaduto l'affitto, magari calmierato, sono state
mandate via perché era stato aumentato l'affitto e questi si permettono di fare questa
roba?
Io spero, Assessore, che anche lei si renda conto della gravità del fatto e che su
questo la Città non transiga, perché ci sono dei doposcuola di quartiere, penso a
quello di via Arquata, che avevo seguito, che sono stati mandati via perché il canone
doveva aumentare e la Città non poteva più tenerlo così basso, ma che hanno lasciato
quello spazio così come lo hanno trovato, anzi hanno apportato migliorie; questi,
invece, non hanno apportato migliorie, anzi, non pagavano l'affitto e hanno ridotto
questo stabile in queste condizioni.
Io mi auguro che la Città provveda subito, andando a prendere l'Associazione e il
rappresentante legale, che valuti i danni e che gli chieda di darci i soldi per rimetterlo
a posto, perché qualsiasi associazione che oggi volesse entrare lì dovrebbe spendere
decine di migliaia di Euro per renderlo agibile, per quale motivo? Perché l'Arci non
ha voluto occuparsi di questa cosa fino in fondo. Io mi auguro che su questo la Città
vada dritto per dritto, che non si vedano due pesi e due misure solo perché si chiama
Arci.

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
Grazie, Consigliere. Io ho avuto modo di venire a conoscenza di queste cose da un
articolo giornalistico. Penso e sono convinto che la Città attiverà tutti gli strumenti
previsti dalla Legge per far ottemperare a comportamenti consoni di consegna e di
mantenimento dei locali così come previsto dal contratto.
L'interpellanza è discussa.

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