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CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201504940/002, presentata in data 20 ottobre 2015, avente per oggetto: "Scempio al Circolo Oltrepo" CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) La parola, per la risposta, all'Assessore Passoni. PASSONI Gianguido (Assessore) L'interpellanza documenta il fatto che, dopo la sostanziale dismissione del Circolo, i gestori non si sarebbero premurati di consegnare le chiavi dell'immobile, preferendo invece lasciarle davanti al portone, e che l'immobile è stato depredato, per cui il Consigliere Magliano interpella la Giunta per capire se sia al corrente della situazione, se si sia chiesto conto dell'operato della gestione o se questo sia stato in qualche modo monitorato, quali siano le motivazioni del mancato intervento preventivo e a quanto ammonti il debito della cattiva gestione. Naturalmente, è stata reperita la documentazione sulla base di quanto richiesto alla Circoscrizione e agli Uffici e, se è incompleta, integreremo successivamente. La Circoscrizione, con nota del 9 novembre, chiarisce che la concessione, quella ultima scorsa del 29 settembre 2008, esecutiva dal 3 ottobre, è stata rinnovata all'associazione Oltrepo Circolo Arci per un periodo di otto anni. La Circoscrizione chiarisce che, a seguito di numerose ispezioni, si è attivata una fitta corrispondenza con la suddetta associazione e sono state evidenziate carenze con riferimento ad adempimenti relativi alla ristrutturazione dei locali, nonché episodici ritardi nel pagamento dei canoni. Decorsi i tempi di attesa ordinari per le controdeduzioni, non avendo ottenuto risposta e prendendo atto, è stata attivata la via del procedimento finalizzato alla revoca della concessione. In effetti, la verifica dell'osservanza delle prescrizioni contrattuali ha portato all'accertamento di numerose e reiterate inadempienze e, quindi, è stata adottata la deliberazione del 18 marzo 2015 con la quale è stata approvata la proposta di revoca della concessione, esecutiva dall'8 giugno 2015. Il provvedimento disponeva la riconsegna dell'impianto, il libero sgombero di persone e, naturalmente, la ridestinazione. Il termine è stato comunicato formalmente al legale rappresentante dell'associazione, signora Maria Vittoria Fissore, con nota del 3 giugno 2015. Dopo aver tentato più volte di contattare il legale rappresentante per definire le modalità e le tempistiche legate alla consegna dell'immobile, il personale si è recato alla struttura in data 7 settembre. Durante il sopralluogo si è constatato che era in essere il trasloco degli arredi presenti nell'immobile, che a sovrintendere lo stesso era presente il Segretario provinciale dell'Arci, signor Filippo Vincenzino, e si è potuto appurare che lo stabile era stato oggetto di danneggiamento. Il giorno successivo, i funzionari della Circoscrizione e della Sezione San Salvario dei Vigili Urbani si sono recati sul posto per formalizzare la riconsegna dell'immobile. Durante il sopralluogo si constatava l'assenza del concessionario rilasciante, nonostante lo stesso fosse stato più volte avvisato, le porte di accesso alla struttura risultavano aperte e le chiavi riposte in prossimità delle stesse; all'interno dell'immobile si constatavano danneggiamenti e la rimozione di alcuni elementi strutturali, quali i radiatori, i caminetti, i quadri elettrici, le balaustre, i muretti divisori, i pannelli di rivestimento, eccetera (come peraltro documentato dalle foto che sono allegate). L'intero stabile e l'area esterna erano inoltre oggetto di un grave degrado e, pertanto, è stata presentata denuncia dell'accaduto alla sezione di Polizia Municipale di San Salvario. Con lettera del 5 ottobre, è stata richiesta anche la possibilità di richiedere la copertura assicurativa per l'eventuale risarcimento del danno. Con lettera del 6 ottobre 2015, l'Avvocatura è stata portata a conoscenza dell'accaduto, per valutare eventuali azioni legali per ottenere il riconoscimento ed il risarcimento del danno stesso. Il 26 ottobre, ad integrazione, è stata comunicata alla Polizia Municipale la stima dei danni subiti dalla Città, effettuata dal personale tecnico della Circoscrizione. In merito allo stato di insolvenza, si rileva che la concessionaria ha provveduto ad effettuare correttamente il pagamento del canone fino al mese di marzo 2015. Riguardo ai canoni non ancora corrisposti, si specifica che sono state attivate le procedure previste dalle norme vigenti per il recupero della somma dovuta. Con nota del 9 novembre, è stata richiesta all'Avvocatura l'attivazione della coazione, una riscossione coattiva dell'immobile, per l'importo di 1.750,40 Euro. Circa il futuro, la Circoscrizione (ovviamente, d'accordo con l'Amministrazione centrale) dice che, al momento, è in corso un'approfondita analisi per valutare la procedura per definire una nuova concessione, basandola sul Regolamento e sulla collaborazione tra cittadino ed Amministrazione, anche eventualmente per rigenerare beni comuni, che sta per essere approvata da parte del Consiglio Comunale (tra l'altro, forse l'avete approvata recentemente). CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) La parola al Consigliere Magliano. MAGLIANO Silvio Assessore, se ho capito bene, il debito residuo del canone è di 1.750 Euro. Assessore, le ho inviato alcune fotografie, che lei avrà visto, e mi auguro che la Città porti subito in giudizio questa gentaglia. Non so se i cittadini - sarà poi mia cura raccontarlo attraverso i social - sanno come hanno lasciato questa struttura (che peraltro è bella, perché era un luogo di aggregazione), la responsabile dell'Arci locale non si è fatta neanche trovare e, da quello che ha detto, ha dovuto mandare il Segretario provinciale. Questo è uno scempio. Si tratta di una struttura del Comune che è stata abbandonata, questi hanno continuato a pagare il canone in ritardo e, costantemente, la Circoscrizione li ha rincorsi; io mi sono chiesto se forse non sarebbe stato meglio troncarla subito, piuttosto che vedere questo stabile ridotto in questo modo. Hanno portato via tutto, Assessore (le do atto che è evidente dalla nota che le è stata mandata dalla Circoscrizione): bagni, caminetti, arredi, cucina, termosifoni e sifoni. Le condizioni attuali di questo stabile sono tali per cui, se noi andremo a destinarlo ad altre realtà, si dovranno spendere migliaia e migliaia di Euro per rimetterlo a posto. È sparito tutto. Vorrei capire perché la Circoscrizione non vigilava (oltre a mandare due letterine, aspettando che questi pagassero il canone) e mi auguro che la nostra Avvocatura citi in giudizio il rappresentante legale, per portargli via tutti i soldi che serviranno per ripristinare come era prima questo stabile. È una roba pazzesca, perché ci sono tonnellate di associazioni di volontariato, sociali, che cercano uno spazio e oggi non riescono a trovarlo, perché la Città giustamente ha dovuto aumentare i canoni o non concede più gratuitamente gli spazi, e questi signorotti dell'Arci si permettono di lasciare questo stabile in questo modo? Sarà mia cura capire dall'Avvocatura, oltre che a richiedere i 1.750 Euro, quando verrà citata in giudizio questa signora. L'Arci risponda con il suo patrimonio di tutti i danni, quando verrà fatta una perizia per questi danni. Questa Città ha, ormai, pochi spazi che vengono dati in gestione alle realtà associative e vedere dalle foto come è stato ridotto questo spazio fa capire che è mancata totalmente la vigilanza da parte della Circoscrizione in questo caso. Io mi auguro che si trovino soluzioni esemplari, perché è uno schiaffo alle centinaia di associazioni che, invece, fanno di tutto per pagare l'affitto al Comune dello spazio che gli viene concesso e questi si permettono di non pagare l'affitto, di essere morosi, perché da marzo ad oggi non l'hanno pagato, e di ridurre quello stabile in queste condizioni. Per cui chi dovrà pagare sono i cittadini o una associazione che dovrà rientrare? Sarà mia cura seguire il caso e capire quando la Città citerà questa signora - se di signora si può parlare - in giudizio per capire chi è che pagherà questi danni. Se non basteranno i soldi dell'Arci andiamo a prendere il patrimonio del rappresentante legale, perché questo è un bene della Città e non è perché c'è scritto "Arci" che si può permettere a questi di comportarsi in un altro modo. Ho incontrato numerose associazioni che, essendo scaduto l'affitto, magari calmierato, sono state mandate via perché era stato aumentato l'affitto e questi si permettono di fare questa roba? Io spero, Assessore, che anche lei si renda conto della gravità del fatto e che su questo la Città non transiga, perché ci sono dei doposcuola di quartiere, penso a quello di via Arquata, che avevo seguito, che sono stati mandati via perché il canone doveva aumentare e la Città non poteva più tenerlo così basso, ma che hanno lasciato quello spazio così come lo hanno trovato, anzi hanno apportato migliorie; questi, invece, non hanno apportato migliorie, anzi, non pagavano l'affitto e hanno ridotto questo stabile in queste condizioni. Io mi auguro che la Città provveda subito, andando a prendere l'Associazione e il rappresentante legale, che valuti i danni e che gli chieda di darci i soldi per rimetterlo a posto, perché qualsiasi associazione che oggi volesse entrare lì dovrebbe spendere decine di migliaia di Euro per renderlo agibile, per quale motivo? Perché l'Arci non ha voluto occuparsi di questa cosa fino in fondo. Io mi auguro che su questo la Città vada dritto per dritto, che non si vedano due pesi e due misure solo perché si chiama Arci. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Grazie, Consigliere. Io ho avuto modo di venire a conoscenza di queste cose da un articolo giornalistico. Penso e sono convinto che la Città attiverà tutti gli strumenti previsti dalla Legge per far ottemperare a comportamenti consoni di consegna e di mantenimento dei locali così come previsto dal contratto. L'interpellanza è discussa. |