Cittą di Torino

Consiglio Comunale

Cittą di Torino > Consiglio Comunale > VERBALI > Torna indietro

Estratto dal verbale della seduta di Mercoledì 9 Dicembre 2015 ore 10,00
Paragrafo n. 10
INTERPELLANZA 2015-05269
"PANIFICIO SITO IN VIA MAZZINI, N. 30, EMISSIONI SONORE E OLFATTIVE" PRESENTATA DAL CONSIGLIERE MAGLIANO IN DATA 2 NOVEMBRE 2015.
Interventi

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201505269/002, presentata in
data 2 novembre 2015, avente per oggetto:

"Panificio sito in via Mazzini, n. 30, emissioni sonore e olfattive"

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
La parola, per la risposta, all'Assessora Tedesco.

TEDESCO Giuliana (Assessora)
Lo stabile in cui è ubicato questo sito disturbato è contrassegnato dal n. 30 di via
Mazzini, mentre invece il panificio denominato "Panificio Borgo Nuovo", con
annessa attività di somministrazione, è localizzato al civico n. 32/A di via Mazzini ed
occupa dei locali che appartengono sia ad uno stabile che all'altro. Già nel 2014
questa attività è stata oggetto di controlli da parte dell'ARPA Piemonte e della
Polizia Municipale, perché l'abitante dell'appartamento situato sopra i locali di
panificazione lamentava un disturbo notturno continuativo, intervallato solo da
piccole pause, generato dalla macchina impastatrice in uso all'attività.
Nel periodo compreso tra il 16 e il 21 maggio 2014, i tecnici dell'ARPA Piemonte
hanno eseguito delle rilevazioni fonometriche in modalità non presidiata,
evidenziando il superamento del limite differenziale concesso per il periodo notturno.
Questi risultati avevano determinato l'emissione da parte dell'Ufficio Inquinamento
Acustico di un'ordinanza dirigenziale in cui si ordinava alla titolare dell'attività di
realizzare degli interventi tecnici, che probabilmente erano già suggeriti in questa
ordinanza, per contenere le emissioni rumorose prodotte da questa macchina e di
presentare a lavori ultimati una relazione tecnica di impatto acustico che attestasse il
rispetto di questi limiti.
Dato che la documentazione non è stata presentata nei termini previsti, nel dicembre
del 2014 la responsabile è stata sanzionata per l'inottemperanza a questa ordinanza,
seguita poi da un provvedimento di diffida, non rispettato, in conseguenza del quale,
nel marzo del 2015, il personale del Nucleo di Polizia Amministrativa della Polizia
Municipale ha proceduto a contestare nuovamente la sanzione amministrativa
prevista dalla Legge n. 447/95. A seguito del perdurare di questa grave situazione di
disagio lamentata dal reclamante, a maggio l'Ufficio Inquinamento Acustico ha
chiesto nuovamente al Nucleo di Polizia Amministrativa della Polizia Municipale di
procedere all'esecuzione di misurazioni fonometriche finalizzate ad una emissione di
provvedimento di sequestro dell'apparecchiatura. Questo rilievo è stato effettuato il
20 maggio e dall'analisi dei dati è emerso di nuovo un superamento del limite sonoro
consentito dalle norme vigenti. Il provvedimento di sequestro amministrativo
dell'apparecchiatura, che è stata mantenuta in loco con l'apposizione di sigilli,
emesso dalla Direzione Ambiente è stato eseguito il 27 agosto. Successivi contatti da
parte di nostri agenti con il reclamante hanno evidenziato però la prosecuzione
dell'attività di panificazione con l'attivazione di una macchina impastatrice
sostitutiva. L'interessato ha riscontrato una riduzione dell'intensità del rumore,
considerato comunque non accettabile in ragione della presenza, a suo dire, di un
sibilo a basse frequenze particolarmente fastidioso.
Per questa ragione, il 2 novembre di quest'anno, su richiesta dell'Ufficio
Inquinamento Acustico, il nostro personale ha proceduto a sanzionare l'attività per
inottemperanza alle prescrizioni del provvedimento di sequestro ai sensi della stessa
Legge. Il 12 novembre, l'Ufficio è stato interpellato, quindi noi siamo stati cercati,
dal tecnico incaricato dall'azienda per avviare la procedura di regolarizzazione della
situazione acustica. Questo tecnico ha comunicato l'intendimento dell'azienda di
ordinare un nuovo modello di impastatrice e di installarlo adottando tutti i
provvedimenti necessari in maniera da non creare più disturbo ai vicini.
Recentemente è pervenuta una nuova segnalazione riferita allo stabile di via Mazzini
n. 30 - credo che però questo sia l'altro stabile - per la problematica oggetto di questa
interpellanza, per cui sono in corso degli accertamenti proprio per individuare
l'origine del disturbo ed eventuali legami con questa attività, che però è già
abbondantemente monitorata e controllata.
A questo proposito, il 15 novembre il personale del Nucleo di Polizia Amministrativa
ha eseguito un nuovo sopralluogo presso l'abitazione della reclamante, che abita al
terzo piano del condominio (quindi è chiaro che stiamo parlando di un altro
condominio); l'attrezzatura motoria oggetto della lagnanza è stata individuata in due
blocchi refrigeranti di piccole dimensioni che sono posti nel magazzino interrato del
panificio. Da quanto verificato dagli operanti, nell'abitazione della reclamante non
sono avvertibili componenti rumorose riferibili a queste apparecchiature, né ad altre
sorgenti. Queste segnalazioni non sono tali da rientrare in quei limiti differenziali.
Ad ogni buon conto, visto che la vicenda sta durando da moltissimo tempo, il nostro
personale sta eseguendo degli accertamenti in ordine ad aspetti impiantistici per
l'eventuale attivazione di altri enti competenti.
Per quanto attiene alle emissioni olfattive, la reclamante ha confermato quanto già
agli atti del Nucleo riguardo ad un suo precedente esposto indirizzato all'ASL; l'ASL
ha eseguito controlli di propria competenza in data 8 agosto 2014, ma non ha
riscontrato situazioni di irregolarità.

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Magliano.

MAGLIANO Silvio
Ringrazio l'Assessora, a cui chiedo di fornirmi poi la documentazione. Appare, oltre
alla solerzia delle Istituzioni, che, per arrivare ad un punto non ancora risolto, sono
passati quasi due anni, cioè un soggetto che fa la sua giusta attività di impresa, la sua
giusta attività artigianale, ha però due anni per poter, nelle more dei termini,
continuare a fare quello che faceva prima.
Dal racconto dell'Assessora emerge che non è solo la preoccupazione o un certo tipo
di preoccupazione legata al cittadino segnalante, perché quando anche l'ARPA va a
testare che esiste un problema di questo tipo significa che non è più la fobia del fatto
che sotto arriva un'attività commerciale nuova e ci si chiede adesso come si vivrà. È
evidente che ci sono delle problematiche ed io acquisisco le informazioni. Il dato
vero che emerge è proprio questo, cioè, al di là del fatto che c'erano tutti i tempi
affinché questo artigiano potesse mettersi a norma, ha fatto di tutto per arrivare al
sequestro e, dopo il sequestro, ha preso un altro macchinario. Questo mi lascia un po'
perplesso, nel senso che bastava mettersi a norma da subito, e, nello stesso tempo,
sono un po' sconvolto dal fatto che, dopo quasi due anni, ad oggi i cittadini
continuano a lamentarsi e non abbiamo delle misure per poter intervenire.
Detto questo, ringrazio per la puntualità di quello che mi è stato segnalato. Adesso
cercherò di capire se è il n. 30 e il n. 32; di fatto, ci occupiamo della stessa attività ed
è solo un problema di retro di magazzino o di sotto magazzino. Ringrazio
l'Assessora, sono soddisfatto della risposta, e, oggi, cercherò di verificare con il
segnalante se la situazione sta perdurando, perché, da quello che ho colto, se è un
problema di emissioni sonore, il problema c'è ed è grave e segnalato, mentre, se è un
problema di emissioni olfattive, da questo punto di vista l'ASL o l'ARPA non hanno
segnalato quello sforamento tale per cui valga la pena intervenire. Ribadisco il
ringraziamento all'Assessora per la puntualità della risposta.

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
Anche il Consigliere ha riconosciuto che i dati e le informazioni che l'Assessora ci
ha fornito sono coerenti ed importanti rispetto agli interventi ed ai controlli.
Purtroppo non siamo nella testa del panettiere, scusi la mia affermazione, e, come lei
richiamava, non siamo neanche in grado di regolarne i comportamenti. Come ha
detto giustamente l'interpellante, si poteva mettere in regola prima comprando una
macchina, ma non possiamo imporre agli altri alcuni comportamenti.
L'interpellanza è discussa.

Copyright © Comune di Torino - accesso Intracom Comunale (riservato ai dipendenti)