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CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Riprendiamo l'esame della proposta di deliberazione n. mecc. 201502280/094, presentata dalla Giunta Comunale in data 29 maggio 2015, avente per oggetto: "Riforma del Decentramento e della partecipazione - Approvazione nuovo Regolamento del Decentramento". CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Riprendiamo l'analisi degli emendamenti. L'emendamento n. 1307, presentato dall'Assessore Passoni, recita: CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) La parola al Consigliere Tronzano. Ha due minuti. TRONZANO Andrea L'emendamento a firma dell'Assessore Passoni sostituisce il testo: "In materia socio- assistenziale vengono attribuiti alla competenza circoscrizionale funzioni programmatorie, proprie di un ente di rango superiore, quali l'approvazione del piano degli interventi dei servizi socio-assistenziali delle Circoscrizioni in conformità agli standard della Città di Torino ed alla ripartizione deliberata dal Comitato del coordinamento, nonché la conclusione di accordi o convenzioni per il raggiungimento degli obiettivi istituzionali assegnati. Viene poi affidata la promozione e valorizzazione della cittadinanza attiva, in particolare l'autorganizzazione delle comunità di utenti nell'erogazione dei servizi, o le altre forme di partecipazione previste dallo Statuto e dall'articolo 36 del nuovo Regolamento" con il seguente testo: "In materia sociale e sociosanitaria vengono attribuiti alla competenza circoscrizionale l'approvazione del Piano delle Attività Territoriali distrettuali e la partecipazione allo sviluppo delle politiche sociali e sociosanitarie della Città per il tramite della Conferenza sanitaria e sociosanitaria cittadina e la promozione e valorizzazione della cittadinanza attiva, in particolare l'autorganizzazione delle comunità di utenti nell'erogazione dei servizi, o le altre forme di partecipazione previste dallo Statuto, nonché la promozione della sussidiarietà e l'implementazione di reti sociali". Non capisco particolarmente "l'autorganizzazione delle comunità di utenti nell'erogazione dei servizi", spero che non sia un appesantimento nell'erogazione dei servizi, ma sia un modo per snellire, però dubito, visto che insieme a questo tipo di soluzione abbiamo anche trovato comitati di quartiere e altre cose, che oggettivamente mi fanno pensare che su 7 Circoscrizioni si arrivi a complicare moltissimo il processo decisionale, quindi riguarderà anche chi... CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Grazie, Consigliere Tronzano. Questo magari si verificherà nei fatti e saremo in grado di capirlo poi in futuro. Non essendoci altre richieste d'intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 1307: presenti 24, favorevoli 24. L'emendamento n. 1307 è approvato. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Ci è stato comunicato formalmente che l'emendamento n. 1375, presentato dalla Giunta, è stato ritirato. Passiamo all'analisi dell'emendamento n. 1507, presentato dall'Assessore Passoni. La parola al Consigliere Liardo. LIARDO Enzo Vorrei chiedere l'illustrazione dell'emendamento da parte dell'Assessore. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Abbiamo qui l'Assessore presente. LIARDO Enzo Approfittiamone. Chiedo scusa, ma è una nostra esigenza. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) La parola all'Assessore Passoni. PASSONI Gianguido (Assessore) L'emendamento inserisce nella proposta di deliberazione, a pagina 5 del secondo capoverso, la spiegazione, che poi trova attuazione nel Regolamento attuativo applicativo del Decentramento nell'allegato dei poteri, in cui si decentrano le biblioteche civiche, ma si chiarisce in termini organizzativi che, per esigenza di omogeneità di personale, che talvolta è anche infungibile, la dipendenza del funzionario resta comunque coordinata dal Servizio centrale bibliotecario, mentre naturalmente resta invece tutto il dispositivo del Decentramento sull'attività di programmazione culturale e sull'integrazione con i servizi del territorio. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Il Consigliere Liardo è soddisfatto. La parola al Consigliere Carbonero. CARBONERO Roberto Finisco solo il capitolo 6. "Un altro criterio che è stato adottato per dirimere la questione del riconoscimento della natura giuridica di un ente (se pubblico o privato) è quello della supremazia, secondo cui sarebbe pubblica quella persona che gode di una posizione di supremazia rispetto ad altri soggetti. Anche tale criterio, tuttavia, è stato ritenuto inadeguato a seguito del fatto che esistono molti enti che agiscono in ambito economico alla stregua di quelli imprenditoriali. Alla luce di quanto fin qui detto la dottrina maggioritaria ritiene che l'unico criterio valido per accertare la natura pubblica di un ente è quello di guardare il suo regime giuridico, vale a dire il complesso di norme e di principi che regolano l'esistenza e l'attività, nonché l'inserimento nella struttura amministrativa pubblica. In particolare modo, gli indici di riconoscimento della natura pubblica di un ente sono individuabili nel sistema di controlli pubblici, che sarà meno intenso quanto maggiore sarà l'autonomia dell'ente; nell'ingerenza dello Stato, o di altra P.A., nella nomina e revoca dei dirigenti; nella partecipazione dello Stato alla spesa di gestione; nel potere di direttiva dello Stato nei confronti degli organi, in relazione al conseguimento di determinati obiettivi; nel finanziamento pubblico istituzionale; eccetera. Dunque, da quanto sin qui detto emerge in maniera evidente che il modo più semplice per individuare la natura pubblica di un ente resta quello dell'espressa previsione di legge. Spesso si rinviene in numerosi testi normativi l'espressione 'lo Stato e gli altri enti pubblici', si suole escludere che l'espressione si riferisca a quegli enti pubblici previsti e catalogati dalla Legge n. 70 del 1975, in quanto questi enti pubblici vengono detti 'parastatali'. Ne consegue che tale espressione 'altri enti pubblici' risulta residualmente circoscritta proprio a quell'area di enti esclusi dall'applicazione della Legge n. 70/1975 che investe, tra gli altri, le Università e gli istituti di Istruzione, gli ordini, i Collegi Professionali e le Camere di Commercio. Gli enti del c.d. parastato. Con la citata legge n. 70 del 1975 (c.d. legge sul parastato) il legislatore ha dettato dei criteri positivi e tassativi per l'esatta individuazione e la classificazione degli enti pubblici. La legge suddivide gli enti pubblici statali in quattro grandi settori: enti pubblici necessari (soggetti allo statuto del parastato); enti pubblici sottratti allo statuto del parastato; altri enti pubblici sottratti allo statuto ma esclusi da ogni contribuzione statale o potere impositivo; gli enti inutili. Importante è l'articolo 4 della Legge 70/1975..."... CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Grazie, Consigliere Carbonero, potrà continuare successivamente. La parola al Consigliere Marrone. MARRONE Maurizio Io vorrei continuare il ragionamento per cui è partito questo ostruzionismo. Sapete benissimo che c'è una diversa disponibilità di confronto in ambito di Commissione. In quel frangente ricordo che la maggioranza ha preferito forzare la mano contro il centrodestra, si è avvalsa di un appoggio su un testo originario di convergenza con il Movimento 5 Stelle, ha avuto i numeri per poter liberare il testo per l'Aula dalla Commissione e da lì sono partite le vere trattative, tutte interne alla maggioranza per andare a ridisegnare, per non dire stravolgere integralmente il testo del Regolamento. Questa è chiaramente un'operazione che ha denotato un basso livello non solo di credibilità, ma anche di rispetto nei confronti delle altre forze politiche. Era ovvio che gli altri due poli alternativi al centrosinistra intendessero come una provocazione l'operazione politica che è stata così congegnata. È automatico che andassero a disconoscere il lavoro fatto dalla Commissione, visto che non è stato tenuto in considerazione. Lo dico a nome di una forza politica che non aveva condiviso nemmeno il testo così come era uscito da lì, però fino a quel punto non negava la dignità di un percorso che, pur senza aver ottenuto una condivisione corale, aveva cercato quantomeno di impostare i lavori in un'ottica di ricerca di questa condivisione. Da quel momento in poi la maggioranza ha perseguito un orientamento di assoluta autosufficienza, ha instaurato un braccio di ferro su cui adesso ci siamo incastrati e l'esclusiva responsabilità di questo cortocircuito è proprio da addossarsi a questo atteggiamento. Io vorrei ricordare - perché guardate che questi piccoli simboli poi hanno sempre dietro un significato maggiore - che quel provocatorio applauso e quella foto di gruppo dopo l'approvazione dello Statuto hanno denotato la volontà di proseguire rispetto a un'autosufficienza politica di questo tipo, che ovviamente va poi dimostrata anche in queste sedi con il mantenimento del numero legale, soprattutto la responsabilità di proseguire, di metterci nelle condizioni di proseguire un ostruzionismo che sta impedendo all'Aula di affrontare le vere emergenze amministrative o quantomeno la normale attenzione che un'Amministrazione Comunale dovrebbe riservare alle vicende quotidiane della vita cittadina, quando invece da tre settimane quest'Aula, a parte qualche dibattito ineludibile su emergenze politiche che erano da affrontare, si è concentrata esclusivamente su questo. Dal punto di vista urbanistico, dal punto di vista del fisco, dell'amministrazione del territorio è rimasto tutto fermo. Non so se vi rendete conto che il rischio è che vada avanti così ancora settimane, perché oggettivamente non ha veramente senso un arroccamento di questo tipo, a fronte di quella che è una richiesta di mediazione, che davvero porta poche modifiche al vostro testo. Purtroppo denota la volontà di considerare questa... CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Grazie, Consigliere Marrone. La parola al Consigliere Greco Lucchina. GRECO LUCCHINA Paolo Sulla scia di quello che stava affermando nel suo intervento il Consigliere Marrone, oggi abbiamo visto una cosa che non vedevamo da tanto tempo, cioè una votazione con 28 presenze della maggioranza. Non si vedeva da un po' di tempo. Per continuare su quello che avevo detto prima, probabilmente anche la maggioranza si stringe, come l'opposizione, nella sua resistenza. Il Consigliere Marrone ha ragione, oggi, prima di affrontare per l'ennesima volta gli emendamenti al Regolamento, dopo aver affrontato lo Statuto, questa Città ha deciso di discutere con il suo Sindaco, facendo una richiesta di comunicazioni di fatti importanti, come quelli che ci ha segnalato il Consigliere Curto, che ha trovato ovviamente nel dibattito quelle che sono le espressioni di tutte le forze politiche qui rappresentate in Consiglio Comunale. Fa bene il Consigliere Marrone a dire che probabilmente stiamo un po' non dimenticando, ma trascurando in Aula quelle che sono le emergenze che sono da affrontare nella nostra città in questi ultimi sei-sette mesi di mandato, però non c'è niente di male ad esercitare quello che è un proprio diritto, che è riconosciuto da tutti, che è quello di potersi arroccare su posizioni ostruzionistiche per impedire quello che evidentemente si reputa un provvedimento non adatto alle esigenze che si intendono perseguire. Io credo che le due posizioni totalmente distinte siano in questo momento il frutto di quello che è un giusto rivendicare le volontà su questa Riforma del Decentramento. C'è chi si concentra sul merito, c'è chi si concentra sui numeri, c'è chi si concentra sulla definizione dei confini, c'è chi si concentra sul metodo elettivo, c'è chi invece fa riferimento, per esempio, alle novità che porterà la rilevanza esterna della Giunta. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Grazie, Consigliere Greco Lucchina. La parola al Consigliere Liardo. LIARDO Enzo Visto che nei precedenti interventi ho cercato, in qualche modo, di sensibilizzare... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Ma non è che avessi grosse aspettative rispetto a quello. Io ho solo messo di fronte alla realtà - potrei anche farlo adesso - quella che è stata la riforma, una riforma che è stata in realtà stravolta dai numeri. È stata presentata tutta una serie di emendamenti, che sono stati apportati, con i quali ci siamo estremamente allontanati rispetto al testo originario. Voglio anche ricordare all'Aula quei due famosi emendamenti, che erano stati proposti in sede non di Regolamento, ma di Statuto; in realtà, da lì si pesa se questa Riforma abbia una convergenza da parte della maggioranza, e in effetti quei due emendamenti sono passati proprio per l'assenza di un Consigliere di minoranza, perché se no saremmo qui a parlare tutti quanti di un'altra storia, questo bisogna anche ricordarlo, perché proprio durante la seconda votazione, quando i numeri erano incerti, qualcuno - non voglio fare il nome per una questione di delicatezza - disse: "Qui, se non passa questo emendamento, salta tutto"; se ci fosse stata la presenza di una persona all'interno di questi banchi, penso che questa sera saremmo qui a parlare di un'altra storia. |