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CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Riprendiamo l'esame della proposta di deliberazione n. mecc. 201502280/094, presentata in data 29 maggio 2015, avente per oggetto: "Riforma del Decentramento e della Partecipazione - Approvazione nuovo Regolamento del Decentramento" CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Riprendiamo l'analisi dell'emendamento n. 1252. L'emendamento n. 1252, presentato dall'Assessore Passoni, recita: CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) La parola al Consigliere Greco Lucchina. GRECO LUCCHINA Paolo Ne approfitterò per rispondere al Consigliere D'Amico che non vedo in Aula, perché c'è molto poco da dire, a mio modo di vedere, sull'emendamento perché ero stato proprio io a impuntarmi, se vogliamo, e a chiedere maggiori spiegazioni proprio all'Assessora Tisi in merito al cambio delle parole, ma è tutto spiegato. La normativa prevede come elemento di novità la nuova dicitura, ne prendiamo atto e proseguiamo con quello che è il lavoro di ostruzionismo. Lo dico perché ho sentito le parole del Consigliere D'Amico sull'ordine dei lavori: a me non interessa più capire se c'è o meno la possibilità di un accordo perché in maggioranza una forza politica decide che quello vada bene, io credo che ci siano delle posizioni qui dentro che sono assolutamente cristallizzate e che si può riflettere, qualora ci sia una convergenza e un'utilità rispetto all'approvazione condivisa di questa deliberazione, di provare di nuovo a ragionare. Oggi, non vedo queste condizioni, al di là di quello che il Consigliere D'Amico ha detto. Non le vedo, perché mi sembra che ognuno stia al suo posto, che non siano state convocate riunioni e che non ci sia la volontà di farlo, insomma vediamo come vanno le cose. Ad oggi c'è l'opposizione che, evidentemente, si esercita a fare ostruzionismo e c'è la legittima volontà da parte della maggioranza consiliare di fare resistenza. Non vado oltre. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) La parola al Consigliere Magliano. MAGLIANO Silvio Riguardo al tema socioassistenziale o sociale e sociosanitario, di fatto, in questi anni è cambiata la modalità di approccio al problema, ma questo l'Aula lo sa bene e alcuni Consiglieri in particolare. Il socioassistenziale sono quelle misure che, di fatto, si occupano della dimensione sociale di una persona e non di ciò che ha a che fare con la sanità e quindi con il tema dell'acuzie, quindi un fatto grave sanitario o quello che ne può derivare da fatti patologici. In questo lasso di tempo, c'è stata un'integrazione tra le politiche della Città, le politiche della Regione e questo ha fatto sì che si creasse un unico filone di ragionamento non solo dovuto alle risorse, quindi l'anticipazione delle risorse, ma anche dal punto di vista concettuale. Quello che, a mio giudizio, rimane da questo punto di vista un problema è proprio come le Circoscrizioni potranno svolgere fino in fondo questa competenza che è sociale e sociosanitaria. Quindi, cercare di capire fino in fondo come lo Sportello Unico piuttosto che un'agenzia diffusa sul territorio possano dare risposte in un momento in cui tutto ciò che oggi accade ai cittadini diventa più complesso, perché vengono riconosciute più condizioni di difficoltà, ci sono nuove patologie che vengono di fatto rubricate all'interno degli interventi che la Città deve fare. Per cui per me rimane, al di là dell'ostruzionismo, il dubbio che questo Regolamento dia veramente fino in fondo la possibilità alle Circoscrizioni di essere un punto di risposta a chi vive una fatica, di risposta a chi è costretto a vivere in una certa condizione. Presidente, tra un po' non mi sento neanche più io... CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Per cortesia, facciamo intervenire il Consigliere Magliano. MAGLIANO Silvio Grazie, Presidente, anche perché al di là dell'ostruzionismo, veramente cercavo di porre una questione di merito su che cosa noi pensiamo che le Circoscrizioni siano in grado di fare, qual è il compito che diamo loro come primo punto dove i cittadini possono rivolgersi e visto che il tema è sociale e sociosanitario è vasto, molto complesso e a mio giudizio dovrebbe essere delimitato, circoscritto e descritto meglio. Comunque, il mio voto sarà contrario, o un'astensione, proprio perché non penso che questo nuovo Regolamento permetta alle Circoscrizioni di essere un punto di intervento efficace sul territorio. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) La parola al Consigliere Marrone. MARRONE Maurizio Io mi aggiungo ai miei Colleghi per andare a commentare partendo da questo elemento di modifica da "sociosanitario" a "socioassistenziale" e quella che è stata anche un'occasione mancata, sicuramente una reale riforma. Io vorrei ricordare che lo stesso centrosinistra ha ammesso che doveva essere una riforma e non è stata una riforma, è stata di fatto una riorganizzazione, è stata una ridefinizione, non è stata una reale riforma delle competenze, perché sicuramente un maggiore coraggio rispetto a tutta una serie di tematiche che potevano essere maggiormente decentrate, ma soprattutto con una diversa impostazione, cioè un decentramento che sia una garanzia di territorialità, ma con un'azione politica amministrativa, prima ancora che politica, che sia predefinita per scongiurare invece la formazione di piccoli feudini a conduzione da ras, che invece spesso portano all'esatto contrario, cioè a una specie di deresponsabilizzazione sistematica che gli Uffici decentrati giocano come carta tra di loro e con l'Amministrazione centrale. Quante volte, nel seguire - faccio l'esempio dalla Commissione Emergenza Abitativa, oggi se ne è parlato - vicende di casi sociali seguiti dai diversi Uffici territoriali, abbiamo dovuto esercitare la Polizia municipale, esiste lo strumento della Commissione per queste azioni, in tutta una serie di missioni di accertamento per andare a verificare, a eseguire verifiche di elementi tutti noti alla medesima Amministrazione seppure a livelli diversi. Effettivamente, è un paradosso, perché è incredibile che i servizi della Circoscrizione 6 non sappiano cosa fanno i servizi della Circoscrizione 10 e i servizi centrali non sappiano cosa fanno entrambi. Questo lo diciamo, perché una mentalità di decentramento in una visione metropolitana dovrebbe andare addirittura ad integrare i grandi Comuni della cintura fusi urbanisticamente con la metropoli stessa e io sfido veramente chiunque a capire dove finisce Torino e dove inizia Nichelino, o dove finisce Torino e dove inizia Venaria. Il problema è che in realtà si va a creare un decentramento che è una sorta di deresponsabilizzazione sui vari livelli e che quindi portano ad una moltiplicazione quasi schizofrenica degli indirizzi nell'azione amministrativa da territorio a territorio, quando ci sono cittadini che magari nella mobilità che ormai è, ahimè, connaturata alla precarietà abitativa, magari nel cambiare soluzioni di affitto in seguito a fine locazioni o addirittura a sfratti per morosità, un semplice cambio di residenza magari da un Comune dell'hinterland alla città come Comune di cinta daziaria, o addirittura tra una Circoscrizione e l'altra, se di settori diversi ricadenti in ASL diverse o comunque di competenza territoriale di servizi sociali differenti tra loro, porta paradossalmente quasi a una sorta... CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Ha terminato il tempo a sua disposizione. La parola al Consigliere Liardo. LIARDO Enzo Chiedo se può fermare un attimo il tempo, perché il mio intervento è sull'ordine dei lavori. Chiedo gentilmente al Segretario Generale e alla dottoressa Piccolini, che sono sempre molto disponibili e attenti, di far rispettare il comma 4 dell'articolo n. 105. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Se non vado errato, questa richiesta era già stata fatta dal Collega. L'utilizzo dei cellulari o di qualsiasi apparecchiatura per fotografare o registrare o filmare l'adunanza è consentito esclusivamente secondo quanto previsto dagli articoli 32... LIARDO Enzo Chiedo il rispetto del comma 4, non era la stessa richiesta. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Lei mi deve ascoltare. LIARDO Enzo Io la ascolto, ci mancherebbe. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Il punto 4 dice: l'utilizzo del cellulare o di qualsiasi altra apparecchiatura per fotografare, registrare o filmare le adunanze è consentito esclusivamente secondo quanto previsto dagli articoli 32 e 32 ter. Chiedo quindi a tutti coloro che fanno uso del cellulare di attenersi a quegli articoli. Grazie. In base a ciò che lei ha chiesto, le ricordo che non può fotografare con il suo cellulare. La parola al Consigliere Liardo per l'intervento ordinario. LIARDO Enzo Posso anche riprendere il discorso per il quale ho ritenuto scomodare proprio il Segretario Generale, comunque io non ho mai fotografato in Consiglio. Riprendiamo i lavori e questa grande maratona... È difficile proseguire... CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Chieda di far smettere il suono in piazza, le dovrei rispondere di scendere... LIARDO Enzo Mi rendo conto che è difficile poter fare in modo che venga raccolta questa mia richiesta, però diventa anche un po' difficile potersi esprimere. A questo punto, Presidente, non mi resta che leggere, basandomi più che altro all'interno di questo organico regolamento, in riferimento al settore scolastico e parascolastico. Stamattina mi ha risposto gentilmente l'Assessora Pellerino per quanto riguarda le problematiche proprio di una scuola, perciò, visto che questa è la giornata, io inizio proprio da questo presupposto: "Sulla verifica periodica degli uffici scolastici - ovviamente, se c'è una certa idoneità - e delle attrezzature in relazione alle norme di sicurezza, provvedendo alla richiesta di eventuali necessari interventi di ripristino". Ci fosse stato già questo Regolamento magari la palestra citata stamattina in fase di interpellanza... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). No, è un altro emendamento, però alla fine il Regolamento si concatena e poi alla fine è tutto connesso e di conseguenza mi faccia andare avanti. "Provvedere alle iscrizioni presso Asili Nido e Scuole Materne sulla base di criteri generali stabiliti dall'Amministrazione e ridefiniti... - ho tre minuti, Presidente. Lei è sempre molto attento e soprattutto rappresenta tutta l'Aula, questo devo dirlo, è un super partes, di conseguenza non mi cada sul minuto - da ciascuna Circoscrizione in considerazione delle caratteristiche socio-economiche della popolazione; nominare i propri rappresentanti in seno agli organi di gestione e partecipazione degli Asili Nido e Scuole Materne; dotare di sussidi o di materiale didattico le Scuole Materne e gli Asili Nido - questo è sicuramente un aspetto fondamentale -; assegnare un fondo economale per le Scuole Materne e gli Asili Nido, per sopperire a particolari esigenze e per incoraggiare progetti educativi di più elevato valore sociale"... CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) La parola al Consigliere Ricca. RICCA Fabrizio Presidente, io intervengo per fatto personale in quanto sono citato in un articolo di un giornale on line, anche molto letto soprattutto in questo momento... CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Questo è il suo intervento ordinario. RICCA Fabrizio No, io sto intervenendo per fatto personale. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Non c'è un fatto personale. RICCA Fabrizio C'è un articolo del Regolamento che dice che se un Consigliere è citato su un organo di informazione ha la possibilità di intervenire per fatto personale. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Ma dove, scusi? RICCA Fabrizio Sul Regolamento c'è scritto questo. Le do anche un attimo per verificare. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) No. Ci dica qual è questo fatto personale. RICCA Fabrizio Io più che a lei chiedo alla Giunta di confermare o smentire questo articolo dove tutti quanti siamo citati, non solo io, anche altri Colleghi dell'opposizione, dove il Sindaco farebbe un'apertura su una delle possibili proposte che abbiamo fatto la scorsa settimana. Io, a questo punto, Presidente, le chiedo, mentre intervengo su questo fatto personale, se la Giunta può dire se è vera questa possibile apertura o meno, perché nel caso anziché discutere dell'ostruzionismo ci fermiamo e discutiamo nel merito della proposta della Giunta. Presidente, mi sembra che sia anche lei citato all'interno di questo articolo, se dà la possibilità alla Giunta di poter replicare non ci dispiacerebbe. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Lei fa riferimento ad un fatto personale, ma come lei ben sa, e la sua intelligenza penso che lo colga, se i giornali scrivono delle cose chiaramente non può rispondere né la Giunta né questa Aula. La parola al Consigliere Ricca per l'intervento ordinario. RICCA Fabrizio "Se discutiamo ancora un po' di Circoscrizioni finiremo per aggiungerne un paio anziché ridurle. Nella battuta di un Consigliere del PD al Comune di Torino c'è la sintesi di queste ultime ore di trattativa tra maggioranza e opposizione per portare a casa la tanto agognata riforma del decentramento: per ottenere il via libera del centrodestra ed evitare l'ostruzionismo bisognerà portarle a otto e non a sette come previsto in un primo tempo, limitandosi ad accorpare il Centro con San Salvario e Lingotto con Mirafiori Sud: questa è la proposta di Lega, Forza Italia e Fratelli d'Italia, prendere o lasciare. Così la riforma, annunciata come una rivoluzione epocale, è stata lentamente annacquata grazie ai contributi trasversali provenienti da maggioranza e opposizione. E dire che nella prima ipotesi vagliata nella Commissione costituita ad hoc e presieduta dalla Presidente Onofri l'ipotesi era la riduzione dalle attuali dieci a cinque. Poi, per superare le perplessità dei partiti si è scelto di licenziare il provvedimento con una proposta di riduzione a sei. Ancora troppe, sia per alcuni pezzi del PD sia per il principale alleato in Sala Rossa, i Moderati e così nel confronto interno alla maggioranza un ulteriore compromesso le porta a sette, con tanto di aggiornamento della piantina cittadina e duelli sui confini tra chi cercava di abbattere vecchie roccaforti elettorali e chi strenuamente le difendeva. Il dibattito passa in Aula e allora ecco che serve un altro compromesso, questa volta direttamente con l'opposizione, in particolare il centrodestra che per stoppare l'ostruzionismo ne chiede otto. La discussione sul Regolamento - dopo aver approvato il nuovo Statuto - riprende oggi in Sala Rossa, ma le trattative proseguono". Io di queste trattative oggi non ne ho ancora sentito parlare. "Il centrodestra ha aperto un canale direttamente con Piero Fassino, il quale avrebbe dato il suo benestare: 'Non mi impicco al numero - avrebbe detto ai suoi interlocutori - se ne vogliono otto va bene, purché si porti a casa la riforma'. Anche i Moderati, per bocca del loro leader Giacomo Portas, hanno già fatto sapere di essere d'accordo. Ora non resta che far digerire l'ennesimo compromesso a tutti i Consiglieri democratici. Un aiutino ai più riottosi potrebbe essere dato da una clausola che prevede un ulteriore taglio da otto a cinque, ma con entrata in vigore nel 2021, al termine della prossima Amministrazione: 'Chi verrà dopo di noi potrà modificarla? Certo, ma assumendosi la responsabilità di invertire un processo virtuoso' ragiona il democratico Giusi La Ganga, tra i sostenitori del patto col diavolo"; io non sono il diavolo, sono la zebra al massimo. "Di più, secondo l'esperto e navigato Consigliere 'con questa operazione Fassino ottiene la massima convergenza della Sala Rossa, il centrodestra vede riconosciuto il suo ruolo e la maggioranza porta a casa una riforma attesa da quindici anni'. Per La Ganga, evidentemente abituato a vedere il bicchiere mezzo pieno, 'un miracolo'. Intanto, dopo un anno di discussioni, si torna a quello che all'inizio era passato alle cronache come il lodo Lo Russo, dal nome dell'Assessore che lo aveva sostenuto"... CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Consigliere Ricca, ha terminato il tempo a sua disposizione. Poi ci darà il prosieguo. La ringrazio per informarci degli articoli che escono sui giornali, anche quelli on line. La parola al Consigliere Liardo. LIARDO Enzo Devo chiedere scusa all'Ufficio di Presidenza, al Segretario, perché avevo il testo vecchio e allora la mia richiesta era errata citando il vecchio testo. Chiedo invece il rispetto del comma 5 dell'articolo 105, per quello c'è stato un errore. Se potete fare la verifica, grazie. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Mentre il Collega Tronzano si prepara ad intervenire, io credo che sia giusto e doveroso che il Collega Liardo abbia chiesto il rispetto dell'articolo del comma 5 e quindi chiedo a tutti di attenersi all'applicazione del comma. La parola al Consigliere Tronzano. TRONZANO Andrea Sociosanitario. L'operatore sociosanitario che cosa fa? Assiste ed aiuta nelle attività quotidiane di igiene personale, assiste ed aiuta nell'attività di governo della casa, supporta nell'organizzazione della vita quotidiana, realizza attività semplici di aiuto alle attività infermieristiche e tecnico-sanitarie, ascolta, osserva e comunica con la persona e la sua famiglia, lavora con il personale sanitario e sociale, contribuendo alla realizzazione del progetto assistenziale rivolto alla persona, collabora nella rilevazione dei bisogni e delle condizioni che possono danneggiare ulteriormente la persona in difficoltà. A chi è rivolto il lavoro dell'operatore sociosanitario? È rivolto a persone che vivono in condizioni di disagio sociale o malattia, anziani con problemi sociali e sanitari, famiglie, bambini, ragazzi problematici, persone disabili, adulti in difficoltà o con problemi psichiatrici, degenti in ospedale. Con chi lavora l'operatore sociosanitario? L'operatore sociosanitario, OSS, collabora con altri OOSS, con operatori di differente professionalità, medici, infermieri, assistenti sociali, educatori, fisioterapisti, con le famiglie degli assistiti e ancora con associazioni di volontariato. Questi sono alcuni compiti degli operatori sociosanitari. A mio giudizio, questa riforma a sette, se così sarà mantenuta, porta, proprio per questo motivo, un aumento dei costi, perché credo che come sono stati organizzati i lavori sociosanitari attualmente siano più razionali rispetto a quello che avverrà in caso di riduzione del numero a sette. Uno dei costi che aumenterà sarà sicuramente il chilometraggio che un assistente sociosanitario dovrà percorrere nella sua Circoscrizione di competenza. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) La parola al Consigliere D'Amico. D'AMICO Angelo Tra le Linee programmatiche di mandato del Sindaco Piero Fassino ho avuto modo di leggere molti passaggi che richiamavano l'importanza del ruolo del decentramento e della politica partecipata. Su queste tematiche, però, vorrei fare alcune considerazioni, che prima di tutto vogliono essere di stimolo affinché il lavoro svolto in questi ultimi cinque anni, soprattutto in questo ultimo periodo dove si è discusso di decentramento, che tutto questo lavoro avesse poi un effetto compiuto. A mio avviso, il tema del decentramento è un tema molto articolato... Presidente, non so quale possa essere la soluzione, però non ci sono le condizioni per intervenire. Vorrei anche capire se questi hanno intanto pagato l'occupazione del suolo pubblico, se possono parcheggiare i camion in mezzo alla piazza e se a loro tutto questo è permesso, mentre invece quando quella stessa manifestazione fu fatta dai tassisti furono mandati i Vigili a multare le macchine dei tassisti. Detto ciò, il tema del decentramento è un tema molto articolato poiché coinvolge più tematiche inerenti la nostra città che vanno dalla cultura, ai lavori pubblici, dalla sanità allo sport, è quella che si dovrà confermare una vera e propria rete di comunicazioni e conoscenza che metta in relazione in maniera abbastanza indiscriminata sia i cittadini che le molteplici associazioni che fanno parte della nostra città. Fare quindi rete pone poi due criteri fondamentali che sono anche due soggetti che devono essere coinvolti in maniera importante. Questi soggetti sono appunto sia i cittadini che le numerose associazioni presenti sul territorio. A tal proposito, quindi, è importante credo impegnarsi ad una maggiore vicinanza fisica tra le realtà di questa città, le realtà che oggi sono decentrate, proprio come dice la stessa parola e mi voglio riferire ai quartieri che sono distanti dal centro, perché questi quartieri ancora oggi risentono di una certa lontananza da quello che poi è il Palazzo Comunale, quello che è il cuore della Amministrazione cittadina. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Grazie, Consigliere D'Amico. Lei ha tutta la mia comprensione, ma come lei ben sa abbiamo avuto già molte manifestazioni qui sotto. La parola, sull'ordine dei lavori, al Consigliere Carbonero. GRECO LUCCHINA Paolo Mi riallaccio, perché stavamo riflettendo tutti insieme su quello che sta avvenendo sotto e bisognerebbe capire che cosa sta succedendo. Questo lo dico per gli Uffici del Suolo pubblico. C'è un gazebo montato, c'è da verificare se stanno pagando la SIAE, ci sono una serie di cose che non vanno bene. Io ricordo che per molto meno, cioè dei volantini, il Consigliere Marrone era stato multato. Siamo tutti grandi e vaccinati, io non so se la competenza possa essere ricondotta agli Uffici della Polizia Municipale, che potrebbe intanto accertarsi per esempio di questo fatto, lo dico a beneficio dei lavori dell'Aula perché risulta anche fastidioso intervenire con questo sottofondo che per me, se è quello di Guccini, non va bene. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Chiederemo di fare le opportune verifiche. La parola, sull'ordine dei lavori, al Consigliere Carbonero. CARBONERO Roberto Presidente, ringrazio di cuore la sua cortesia nel lasciarmi dire cosa volevo dire. Ritengo importante affermare a verbale che vorrei che si usasse la stessa misura che è stata usata con il Consigliere Marrone. Se ciò non venisse fatto, e dato che è a verbale, credo che sia necessario da parte nostra dimostrare di fronte alle autorità competenti il fatto che ci sia stato questo tipo di discriminazione. Come per il Consigliere Marrone sono stati mandati i Vigili perché aveva lanciato i volantini dalla finestra, allo stesso modo chiedo che i Vigili li allontanino immediatamente in quanto credo assolutamente non autorizzati. Lui è stato multato e quindi vorrei che venissero multate dagli stessi Vigili le persone che sono sotto, esattamente come è stato multato il Consigliere Marrone. Credo che sia doveroso per equità. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) La parola al Consigliere Carbonero per l'intervento ordinario. CARBONERO Roberto Le chiedo scusa ancora per essere intervenuto sull'ordine dei lavori. Andiamo avanti con il pluralismo. "Gli enti pubblici sono soggetti di diritto, che nel quadro generale in organizzazione amministrativa, assumono una dimensione organizzativa formale, in quanto le vicende attinenti alla loro costituzione, modificazione ed estinzione, sono fissate direttamente da norme giuridiche, per effetto della riserva di legge contenuta nell'articolo 97 della Costituzione. Gli enti pubblici, in quanto persone giuridiche pubbliche, hanno una personalità giuridica e possiedono, perciò, una capacità giuridica di diritto pubblico che ne comporta l'assoggettamento ad un regime giuridico differenziato e derogatorio rispetto a quello comune. Tuttavia, la loro capacità giuridica di diritto pubblico, pur diversificandosi da quella di diritto comune, non la esclude, in quanto è dato ormai pacifico che si tratta di aspetti tra loro non incompatibili e che i loro fini istituzionali possono essere realizzati sia con atti amministrativi autoritativi che con negozi giuridici privati. Fatta questa precisazione, preme sottolineare che se con il termine 'capacità giuridica' si suole intendere l'attitudine all'imputazione di rapporti giuridici attivi e passivi, riferibili sia alle persone giuridiche che agli enti immateriali, con l'aggettivazione 'pubblica' si intende puntualizzare un aspetto che riguarda il profilo attribuito funzionale dell'essere tali enti investiti di poteri di cura e di interessi collettivi. Ma ciò che maggiormente rileva ai fini dell'individuazione dei tratti pubblicistici di tali enti è il particolare regime giuridico, in buona parte, come detto, derogatorio del diritto comune. Dopo l'entrata in vigore della Legge n. 70 del 1975 non vi sono dubbi sul fatto che è considerato pubblico l'ente istituito come tale. Il problema sorge, invece, in relazione agli enti istituiti prima della legge sul parastato, cioè per quegli enti"... CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Ha terminato il tempo a sua disposizione, Consigliere Carbonero. Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 1252: Presenti 26, favorevoli 26. L'emendamento n. 1252 è approvato. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Passiamo all'analisi dell'emendamento n. 1307. La parola al Consigliere D'Amico. D'AMICO Angelo Capisco gli altri, ma questi sono emendamenti della Giunta e non tutti i Consiglieri hanno avuto modo di partecipare alle Commissioni, quindi credo che sia doveroso - a parte il fatto che non vedo la Giunta in Aula - che si abbia perlomeno il decoro di illustrare gli emendamenti che la Giunta ci porta oggi all'attenzione del voto. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Assessore Passoni, c'è una richiesta di illustrazione dell'emendamento n. 1307 presentato dalla Giunta. La parola all'Assessore Passoni. PASSONI Gianguido (Assessore) Questo emendamento cambia una parte di testo relativo alle materie socio- assistenziali. Il Servizio sociale, la Divisione della Città, ha una scritto una nota nella quale veniva riclassificata, secondo la dizione corretta e la normativa vigente in materia, qual era l'esatta locuzione per le competenze. Infatti, nel testo sostituito dall'emendamento si parla di "Piano delle Attività Territoriali distrettuali", "sviluppo delle politiche sociali" e "Conferenza sanitaria". Sono le nuove dizioni necessarie all'adozione della nuova organizzazione del rapporto sociosanitario con il territorio. Pertanto, il Regolamento precedente, che peraltro ripeteva la locuzione molto simile all'attuale, viene sostituita con questa, che è quella attualmente in vigore sul testo normativo. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) La parola al Consigliere Greco Lucchina. GRECO LUCCHINA Paolo Alla fine risulta essere ancora più esplicativo rispetto a quanto è stato detto prima dall'Assessore Curti, quindi ovviamente andiamo in coda a quanto ci eravamo già detti. Invece, sia il Consigliere Ricca, sia il Consigliere D'Amico continuano a far cenno a queste notizie, che sono apparse sugli organi di informazione. Io invito veramente i Consiglieri della minoranza a non ragionare, vi invito a farlo in maniera proprio sentita, non formale, perché se l'interlocuzione ci deve essere, ci sarà. Ci siamo parlati una volta... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Scusi, Consigliere Viale... CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Consigliere Viale, per cortesia! Lei continui ad operare sul suo computer, non disturbi i lavori dell'Aula. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). GRECO LUCCHINA Paolo Ripeto, io credo che ci siano stati dei tentativi, siamo in 40 qui dentro e probabilmente, come è già stato detto, ognuno di noi ha la ricetta migliore per questa Riforma del Decentramento. Non credo, però, che ci sia la necessità di insistere su quelle che sembrano posizioni ormai inconciliabili, al di là di quello che uno rappresenta con forza ormai da giorni. Credo che alle volte possa capitare che, ad un certo punto, si accenda una luce, piuttosto che le posizioni che sembravano inconciliabili diventino condivisibili, ma questo è frutto di interlocuzione, è frutto di ragionamento, è frutto di lavoro, un lavoro che i Consiglieri Comunali oggettivamente non stanno facendo. Allora quello che io posso dirmi con la Presidente Onofri, piuttosto che quello che possono fare i Consiglieri Tronzano, Marrone, D'Amico o chicchessia della minoranza, rischia di diventare un'opinione personale. Allora, non siamo qui a ragionare sulle opinioni personali, siamo qui a ragionare semplicemente se ci sia la possibilità o meno di individuare un percorso, un percorso che è stato condiviso fino ad un certo punto, fino a tanti mesi fa, e che poi improvvisamente si è interrotto. Ripeto, è legittimo che uno decida di andare avanti, è legittimo che uno desideri fare ostruzionismo; detto questo, ci saranno le condizioni? Lo vedremo. Se non ci saranno, pazienza, io sarò stato uno di quelli che ci ha provato, quindi non avrò niente da rimproverarmi, nel senso che, avendoci provato e avendo trovato dall'altra parte una resistenza tale da non affondare, credo che non sia più necessario fare troppe parole. Se qualcosa dovrà avvenire, succederà, ma con la volontà di tutti. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) La parola al Consigliere Liardo. LIARDO Enzo Ho chiesto appositamente di intervenire dopo il Vicecapogruppo Greco Lucchina proprio per sottolineare alcuni aspetti. Chiederei al Consigliere Greco Lucchina se può ascoltare, perché sicuramente va in successione rispetto a quello che il Collega diceva, che io condivido. C'è solo un aspetto che io ho voluto rimarcare e lo rimarco anche in questo mio intervento: è quello che normalmente è inusuale, che la minoranza non abbia l'opportunità di poter dare in qualche modo un piccolo contributo rispetto a quello che sicuramente deve essere un testo della maggioranza. Siete voi in maggioranza ed è giusto che lo determiniate voi, però normalmente, su alcune Riforme che vengono fatte, anche a livello parlamentare, si tiene conto del contributo della minoranza, anche in maniera residuale, e si va avanti. Un altro aspetto che mi fa stare un po' male è quello che anche al vostro interno non avete mai dimostrato di avere una posizione univoca. Ci sono state varie sbavature tra di voi ed è stato un errore non approfittare di questo per trovare una posizione comune anche con le richieste della minoranza. Io volevo solo aggiungere questo, essendo comunque d'accordo anche io. Poi ognuno si assuma le proprie responsabilità, anche perché bisogna anche considerare che i lavori consiliari si bloccano e non vanno avanti. Io ricordo in passato che fu la Giunta Regionale ad essere bloccata per quanto riguardava il buono scuola, però sicuramente era una cosa di estremo valore, che comunque andava ad influire sull'importanza per quanto concerne l'aspetto scolastico-educativo. Oggi come oggi ci troviamo di fronte a una Riforma che già è stata snaturata dalla maggioranza. È per questo che non nasce pura rispetto a quelli che erano gli intenti della Commissione. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) La parola al Consigliere Ricca. RICCA Fabrizio Io sono convinto che tutto si possa fare e che, quando si lavora nell'interesse dei torinesi, tutto debba essere fatto e bisogna mettersi nella condizione di fare le cose nel miglior modo possibile, Presidente, e sono convinto che noi questo lo stiamo facendo nel miglior modo possibile. Chi è qui questa sera evidentemente ha a cuore l'interesse della cittadinanza, poi può essere condiviso o meno, può essere valutato positivamente o meno, però chi questa sera è in questi banchi dell'opposizione a esprimere una posizione di contrarietà, non a priori, perché ha dimostrato più e più volte di avere la volontà di quadrare la situazione, evidentemente qualcosa di buono sta cercando di farlo, ovvero di portare avanti una proposta. Noi ricordiamo che l'ostruzionismo è nato per il mancato accoglimento della nostra proposta, che vedeva azzerare completamente i compensi dei Consiglieri di Circoscrizione, non perché crediamo nell'antipolitica, ma perché siamo convinti che le Circoscrizioni debbano tornare ad essere un luogo di prima politica, quella vera, quella scuola di formazione per futuri amministratori, quella palestra politica per persone che hanno voglia di contribuire al meglio nella propria città e, come ci insegnava il Capogruppo Paolino, si poteva fare anche gratis, perché per anni e anni i Consigli di Quartiere sono stati senza gettone di presenza e noi vogliamo ritornare a questo. Con la proposta che facciamo oggi, anziché quei quattro fenomeni che mettono la musica qui sotto, noi chiediamo che quei soldi vengano... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Sì, fenomeni, perché delle persone che si presentano con un camion con il marchio della Protezione Civile non possono essere altro che fenomeni. La proposta concreta che noi facciamo è quella di azzerare i compensi dei Consiglieri di Circoscrizione e inserirli all'interno del Fondo "salva sfratti". Poi può piacere o non piacere, sono 2.600.000 Euro all'anno che possono essere dati per un'emergenza. Questa è la nostra proposta propositiva, che porteremo avanti fino alla fine, sia ben chiaro, quella proposta non verrà ammainata per nessun motivo al mondo, perché siamo convintissimi di questo, al netto di quello che si può dire poi all'interno dei Consigli Circoscrizionali, forse gli unici che si lamentano oggi sono loro. Detto questo, Presidente, è chiaro che, come abbiamo detto più volte, il nostro modello di Città non è a 6, non è a 7, non è a 8, è a 10 Circoscrizioni, perché siamo convinti che la territorialità vada salvaguardata. Poi possiamo anche lavorare sul cambio di 10 confini, perché oggi... CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Grazie, Consigliere Ricca, continuerà nell'intervento successivo. La parola al Consigliere Marrone. MARRONE Maurizio Anche io proverò a continuare il ragionamento iniziato, perché oggettivamente non sono mancati i tentativi di mediazione. La logica ispiratrice è nota: era quella di dire che gli accorpamenti dei territori, rispetto ad un annacquamento dei Consigli, non fosse la soluzione giusta per un taglio della spesa. Non si taglia mai sulla democrazia, non si taglia mai sulla rappresentatività dei territori; è giusto tagliare sulla burocrazia, è giusto tagliare sugli uffici sdoppiati, è giusto tagliare magari addirittura le indennità, perché, come è stato giustamente ricordato, il Consiglio Circoscrizionale in realtà è una forma di volontariato politico, e non è un caso che continuino a dirlo i Consiglieri che hanno avuto esperienze passate anche di Consiglio Circoscrizionale. È sbagliato, invece, tagliare sulla rappresentatività, soprattutto se si ricorda che poi, nella consapevolezza che si va ad impoverire la rappresentatività dei territori, si è addirittura inserita la figura dei referenti di quartiere, che però sarebbero ovviamente ulteriori sotto-deleghe e non sarebbero, invece, veramente rappresentanti eletti da quei quartieri stessi. Questo nella consapevolezza che un'ipotesi di dialogo, che continua ad essere auspicata e auspicabile, non può che partire dal confronto rispetto al mantenimento di determinati territori circoscrizionali. È apertissimo il confronto e voi l'avete sempre saputo rispetto, invece, a ulteriori ambiti di taglio di spesa, piuttosto che di razionalizzazione, non quello però della ridefinizione della mappa delle Circoscrizioni su mere istanze elettorali, neanche di tutto il PD, ma solo di una sua parte. Io posso dire che la fotografia attuale del Consiglio non è molto coerente con l'applauso - magari legittimo, ma un po' arrogantello -, con tanto di foto di gruppo, a cui abbiamo dovuto assistere come Consiglieri di minoranza dopo l'approvazione dello Statuto. La fotografia della scorsa seduta, che è venuta meno per numero legale, così come di questa, che non mi sembra così pronta ad affrontare una maratona notturna, delineano un quadro ben differente, un quadro che forse dovrebbe tornare a più miti consigli di confronto con le altre forze politiche, un quadro che dovrebbe prendere atto che la modifica dell'architettura istituzionale della Città non si fa con 22 voti su 40, non si fa con il numero minimo risicato di Consiglieri previsto dal Regolamento in ultima votazione, non si fa sfidando non tanto un polo alternativo, ma addirittura gli altri due poli elettorali alternativi al centrosinistra. Ci si può distinguere nel merito, è giusto diversificarsi nelle proposte e nelle soluzioni amministrative, ma le regole del gioco e la conformazione dell'Istituzione in cui siamo tutti eletti con i voti dei cittadini, invece, dovrebbero essere delle soluzioni maggiormente condivise, perché poi hanno una ricaduta diretta su tutti i cittadini. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) La parola al Consigliere Carbonero. Ha due minuti. CARBONERO Roberto "Dopo l'entrata in vigore della Legge n. 70 del 1975 non vi sono dubbi sul fatto che è considerato pubblico l'ente istituito come tale. Il problema sorge, invece, in relazione agli enti istituiti prima della Legge sul parastato, cioè per quegli enti che non sono qualificati espressamente, per cui non sono riconosciuti giuridicamente, in maniera espressa, come enti pubblici. In questi casi, cioè, con riferimento agli enti istituiti prima della riforma del 1975, per individuare se si tratta di enti di natura pubblica, si sono utilizzati diversi criteri. Parte della dottrina adotta il criterio del fine pubblico, in base al quale sarebbe pubblica la persona giuridica che persegue fini pubblici. Tuttavia, tale criterio di riconoscimento dell'ente è stato per lo più abbandonato per via dello sviluppo degli enti pubblici di carattere imprenditoriale, cioè slegati dalla realizzazione degli interessi pubblici. Altro orientamento dottrinale, invece, per risalire alla natura giuridica di un ente si è rifatto al criterio dei poteri pubblici, per cui sarebbe pubblico l'ente dotato di generici poteri pubblici, come, ad esempio, il potere di certificazione, il potere statuario, cioè poteri collegati ad una determinata competenza. Anche detto criterio, però, ha prestato il fianco a numerose critiche per un duplice ordine di motivi: in primis perché non mancano enti privati eccezionalmente dotati di una qualche potestà pubblica (come, per esempio, il potere di certificazione), inoltre, perché nella moderna organizzazione statuale, molti enti, pur avendo natura pubblica, agiscono nel campo e con le forme del diritto privato. Un altro criterio che è stato adottato per dirimere la questione del riconoscimento della natura giuridica di un ente (se pubblico o privato)..."... CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Grazie, Consigliere Carbonero, molto interessante, ma la devo interrompere. La parola al Consigliere D'Amico. D'AMICO Angelo Innanzitutto colgo l'occasione per ringraziare l'Assessore per l'illustrazione puntuale di questo emendamento e ne approfitto anche - non me ne voglia il Presidente - per ringraziare le Forze dell'Ordine e chi è intervenuto presso di loro per far sgomberare in maniera intelligente e tranquilla la manifestazione qui sotto. Per rientrare nel merito di questo emendamento, come citavo prima, nel programma del Sindaco Fassino le Circoscrizioni avevano un ruolo fondamentale, sono state messe come uno dei punti principali del suo programma. Quindi, la cosa che a noi appare anomala è come con questa Riforma tutto ciò venga meno, perché, come ho avuto modo di ripetere prima, la distanza che alcuni quartieri della città nutrono nei confronti dell'attività amministrativa centrale di Torino è ancora molto evidente. Ad esempio, la movida è tutta quanta concentrata nel centro, quindi arreca disturbo alle persone che vivono in quelle vie, e poco si è fatto per incentivare iniziative cittadine all'interno delle Circoscrizioni un po' più distanti dal centro della città. Quindi, era quella una delle soluzioni che questa Amministrazione doveva intraprendere. Non è stato sufficiente fare il Salone del Libro in alcune Circoscrizioni, perché quelli sono appuntamenti di nicchia che vedono partecipe soltanto una piccola parte della cittadinanza, ma altre iniziative importanti avrebbero potuto essere esportate in Circoscrizioni che oggi hanno anche un livello di degrado tale per cui farle comporterebbe anche dei rischi. Allora cosa avete pensato di fare? Avete pensato di fare questa Riforma, quindi diminuendo ancora di più le Circoscrizioni e aumentando ulteriormente la distanza che vi è tra i cittadini che vivono in periferia e il centro cittadino. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Grazie, Consigliere D'Amico. Purtroppo il tempo a sua disposizione è scaduto. |