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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 23 Novembre 2015 ore 10,00
Paragrafo n. 21
DELIBERAZIONE (Giunta: proposta e urgenza) 2015-02280
RIFORMA DEL DECENTRAMENTO E DELLA PARTECIPAZIONE - APPROVAZIONE NUOVO REGOLAMENTO DEL DECENTRAMENTO.
Interventi

PORCINO Giovanni (Presidente)
Passiamo all'esame della proposta di deliberazione n. mecc. 201502280/094,
presentata dalla Giunta Comunale in data 29 maggio 2015, avente per oggetto:

"Riforma del Decentramento e della Partecipazione - Approvazione nuovo
Regolamento del Decentramento".

PORCINO Giovanni (Presidente)
Comunico che in data 06/10/2015 le competenti Commissioni e la Conferenza dei
Capigruppo hanno rimesso il provvedimento in Aula.
Riprendiamo il dibattito.
Il subemendamento all'emendamento n. 548, presentato dai Consiglieri Paolino,
Trombotto e Troiano, recita:


PORCINO Giovanni (Presidente)
Vi ricordo che c'erano già stati degli interventi su questo subemendamento, ma è
mancato il numero legale durante una richiesta di verifica.
La parola, sull'ordine dei lavori, al Consigliere Ricca.

RICCA Fabrizio
Presidente, mi ricorda quali Consiglieri sono già intervenuti, così da non andare ad
accavallarci?

PORCINO Giovanni (Presidente)
Consigliere Ricca, a mero titolo di cortesia la informo che, oltre a lei, erano
intervenuti i Consiglieri Liardo, Paolino, Appendino e Tronzano.
La parola al Consigliere Carbonero.

CARBONERO Roberto
Vi stavo deliziando sul pluralismo autonomistico e, quindi, andrei avanti con questa
lettura, così da darvi un ampio spettro di quello che è il vero impianto di questa
attività.
Gli enti pubblici diversi dallo Stato. Il termine "ente" deriva dal latino ens e significa
ciò che è. Giuridicamente, l'ente indica le persone giuridiche pubbliche e private ed i
gruppi organizzati che l'ordinamento considera titolari di situazioni giuridiche. A
differenza del diritto privato, ove è possibile riconoscere i gruppi organizzati...
Presidente, non riesco a parlare…

PORCINO Giovanni (Presidente)
Vi invito a fare silenzio, Consiglieri.
Proceda pure, Consigliere Carbonero.

CARBONERO Roberto
A differenza del diritto privato, ove è possibile riconoscere i gruppi organizzati anche
quando non hanno personalità giuridica, essendo centri di imputazione di situazioni
giuridiche, nel diritto pubblico, invece, tale fenomeno non sembra essere possibile
per effetto…

PORCINO Giovanni (Presidente)
La ringrazio, Consigliere Carbonero. Essendo un subemendamento aveva a
disposizione solo un minuto, perché era già intervenuto il suo Collega per tre minuti.
La parola al Consigliere D'Amico; le ricordo che ha a disposizione un minuto.

D'AMICO Angelo
Come ho già avuto modo di esprimere nei precedenti incontri che abbiamo avuto in
quest'Aula, questo subemendamento presentato dai Consiglieri Paolino, Trombotto e
Troiano, a differenza dei nostri, ha ricevuto il parere favorevole e soprattutto,
trattandosi di una serie di emendamenti sottoscritti dagli stessi Consiglieri, non è
stato utilizzato lo strumento dell'accorpamento. Ritengo che riservare
l'accorpamento degli emendamenti soltanto alle forze di opposizione sia una
mancanza di democrazia e, soprattutto, un atto che non rende onore a quest'Aula.

PORCINO Giovanni (Presidente)
Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione il subemendamento
all'emendamento n. 548:
presenti 28, favorevoli 24, contrari 4.
Il subemendamento all'emendamento n. 548 è approvato.

PORCINO Giovanni (Presidente)
Passiamo all'analisi dell'emendamento n. 548, presentato dai Consiglieri Paolino e
Trombotto.
La parola, sull'ordine dei lavori, al Consigliere D'Amico.

D'AMICO Angelo
Chiedo cortesemente che questo emendamento venga illustrato dai proponenti.
Capisco che non è obbligatorio, però ritengo che sia importante, dopodiché ce ne
faremo una ragione.

PORCINO Giovanni (Presidente)
I proponenti sono disposti ad illustrarlo. La parola al Consigliere Trombotto.

TROMBOTTO Maurizio
Considerato che il Consigliere Paolino è impegnato altrimenti, si tratta, nel
combinato disposto anche con l'approvazione del subemendamento che è appena
stato votato dal Consiglio, di sopprimere (coerentemente con quanto già fatto nella
discussione e nelle votazioni per lo Statuto) il numero di sei delle nuove
Circoscrizioni per quanto riguarda anche il Regolamento. Si procederà
successivamente - tanto non svelo alcun segreto custodito chissà come -
all'introduzione del numero di sette, però non con questa votazione.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola al Consigliere Liardo.

LIARDO Enzo
Oltre l'emendamento e la proposta che il Consigliere Trombotto ha sottoscritto a
nome della maggioranza… (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Però il
Consigliere Trombotto lo ha illustrato. Considerando che i lavori che ho avuto modo
di seguire attraverso la Commissione abbiano illuminato, come San Paolo alle porte
di Damasco, il Consigliere Trombotto - che mi sembra fosse abbastanza d'accordo
nella composizione delle sei Circoscrizioni -, sono estremamente curioso e vorrei
capire quali sono state, considerando che lei ha una posizione…

PORCINO Giovanni (Presidente)
Facciamo silenzio, Consiglieri.
Prosegua il suo intervento, Consigliere Liardo.

LIARDO Enzo
Mi incuriosisce l'atteggiamento, la posizione, il cambiamento e questo fenomeno di
trasformismo del Consigliere Trombotto, che era convinto ed ha sottoscritto in
chiusura della Commissione il passaggio da sei a sette Circoscrizioni. Devo dirvi
che, dall'inizio della tornata amministrativa, è la prima volta che mi sono trovato di
fronte ad una riforma che non ha minimamente tenuto in considerazione alcuna
richiesta per quanto riguarda l'opposizione. Visto che questa opposizione rappresenta
ancora qualcosa in questa città - ve ne accorgerete dopo le votazioni, quando ci sarà
meno da ridere -, a questo punto dico che sarebbe stato opportuno condividere
minimamente - è ovvio che, poi, la colonna vertebrale della riforma sarebbe stata
sicuramente appannaggio della maggioranza - una nostra proposta, che è sempre
stata fatta e ponderata con una certa serietà. Vorrei avere l'opportunità di sentire
anche un intervento del Consigliere Trombotto, che, in qualche modo, possa
illuminarmi sulle ragioni che lo hanno indotto poi a passare a sette Circoscrizioni.
Devo dire che su questo discorso non è interessata la parte alla mia destra dell'Aula,
perché, magari, ce l'ho già la risposta, però, visto che mi incuriosisce la risposta della
zona di sinistra (che sembrano i puri ed i duri quando assumono delle posizioni),
ritengo opportuno leggere adesso alcuni aspetti...

PORCINO Giovanni (Presidente)
Consigliere Liardo, il tempo a sua disposizione è terminato.
La parola al Consigliere Tronzano.

TRONZANO Andrea
Intanto, è arrivato il parere del Segretario Generale rispetto alle richieste avanzate dal
sottoscritto sulla questione dello Statuto (entrata in vigore, eccetera), che,
naturalmente, conferma la validità delle votazioni. Noi ci premuriamo di
approfondire questo fatto e, poi, di verificare con il Prefetto eventuali azioni
correttive.
Per quanto riguarda il ragionamento sul Regolamento, vorrei continuare a ricordare
ai Consiglieri di maggioranza che le votazioni che si presume avverranno nei
prossimi Consigli cubano ancora per circa 70 ore; noi saremo qui a sostenere questo
nostro ostruzionismo, lo dico anche al signor Sindaco, perché pensiamo di essere nel
giusto. Pensiamo che questa riforma modifichi alcune cose, ma, sostanzialmente, non
modifichi complessivamente l'impianto del decentramento. Le nostre richieste sono
semplici, sono sempre uguali, perché, oltre a fatti come la Giunta a rilevanza esterna,
o ai coordinatori che da sei passano a quattro, o rispetto ad altre piccole questioni,
rimangono in piedi le suggestioni relative agli organi democratici, agli organi elettivi
ed alla rappresentanza democratica delle Circoscrizioni stesse, che, a nostro giudizio,
vedono subire una punizione troppo grande rispetto al reale impatto di questa
riforma. Pertanto, invitiamo ancora una volta il Capogruppo del PD e la maggioranza
a rivedere il loro giudizio sull'impostazione data a sette, perché, se la riforma fosse
stata a cinque, poteva avere un senso, se fosse stata a zero (come proponevamo noi)
poteva avere un senso, ma farla a sette e non a dieci, per esempio, non ha un vero e
proprio senso logico.
Infatti, la nostra proposta, come Forza Italia, era quella di agire sul Regolamento del
decentramento, ma non sullo Statuto e neanche sul numero delle Circoscrizioni, che
noi proponevamo essere o zero o dieci; portarle a sette (dopo l'ennesima modifica:
da 5 a 6 e da 6 a 7), secondo noi, è illogico ed incongruente con le necessità di
attenzione che hanno i cittadini rispetto a questa riforma. Pertanto, chiediamo ancora
una volta al…

PORCINO Giovanni (Presidente)
Il tempo a sua disposizione è terminato, Consigliere Tronzano.
La parola al Consigliere Greco Lucchina.

GRECO LUCCHINA Paolo
Se non ho capito male, il Consigliere Trombotto dice che l'emendamento serve a far
sparire il sei e non dice niente altro. Secondo me, questo emendamento potrebbe
anche essere votato, perché, intanto, fa già sparire il sei ed apre un dibattito su quello
che deve essere il numero delle Circoscrizioni. Il punto è: quante devono essere? Il
Consigliere Tronzano dice o zero o dieci. C'è stato un forte dibattito che ci ha fatto
capire che, all'interno della maggioranza, c'è una convergenza sul numero di sette e
c'è una proposta modulare che non viene presa in considerazione che dice:
"Facciamo otto e arriviamo a cinque o sei"; insomma c'è di tutto. Questo è per fare
capire che, ancora adesso, alla luce di quella che può essere una, tra virgolette,
"stanchezza" nel dibattito e del dibattito stesso, a nostro giudizio ci può essere a
margine quello che è ancora uno spirito collaborativo e, magari, si può cercare di
dare un vero senso a quella che è una riforma del decentramento, sulla quale molti di
noi convergono nel sostenere che sia necessaria. Non so dove arriveremo, però credo
che sia utile, al di là di quella che è una stanchezza del dibattito, che si provi a
confrontarci ulteriormente, perché, probabilmente, il buonsenso potrà ancora
emergere, un buonsenso che dovrà sicuramente venire dai banchi della minoranza,
ma anche dai banchi della maggioranza a mio parere.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola alla Consigliera Appendino.

APPENDINO Chiara
Vorrei dichiarare a verbale, non in forma ostruzionistica, che voteremo contro questo
emendamento, coerentemente con l'impianto che abbiamo dato in tutti questi mesi
alla riforma del decentramento, coerentemente con gli emendamenti che abbiamo
presentato e coerentemente con le votazioni che abbiamo fatto per lo Statuto. Ritengo
che - come ho già detto più volte - non sia utile per la Città procedere ad un ulteriore
aumento di Circoscrizioni, da 6 a7, e, di conseguenza, voteremo contro.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola al Consigliere Ricca.

RICCA Fabrizio
Mi ha fatto sorridere sentire il Consigliere Trombotto parlare a nome di tutta la
maggioranza, perché è una cosa politicamente simpatica, visti gli equilibri tra i
Gruppi, che, oggi, qui dentro sono maggioranza e fuori preparano programmi diversi
per fare campagne elettorali differenti e sostenere Sindaci diversi e, magari, per
appoggiare manifestazioni sotto il Palazzo Civico di associazioni a loro un po' più
vicine, che per condividere con noi questa giornata hanno messo anche loro qualcosa
di arancione (quello che loro hanno messo di arancione è il simbolo della Protezione
Civile, sul camion nel quale avevano tutto il materiale per fare la manifestazione
stessa).
Detto questo, mi piacerebbe sapere se si possono eliminare in un solo emendamento
sei parole in righe differenti, perché questo mi sembra non sia conforme
all'emendamento standard, però è un emendamento che va a dare uno schiaffo a tutti
quelli che all'interno della maggioranza volevano sei Circoscrizioni ed hanno dovuto
piegare la testa ed ingoiarne sette. Si tratta di dinamiche ancora sconosciute a noi,
forse dinamiche che vivono all'interno del Gruppo Consiliare del Partito
Democratico, dinamiche di interessi di quartiere, di via, di palazzo, di scala e, forse,
anche di porta, perché, così come verrà ridisegnata, è tutto quello che la
Commissione non voleva. Ritengo che ci voglia almeno un po' di coerenza quando si
fanno delle proposte di deliberazione così importanti, perché si lavora per più di un
anno e la Commissione esce, seppur spaccata, su una posizione forte, quella delle sei,
ma, arrivando in Aula con emendamenti di questo tipo (e ce ne sono tanti altri), si va
a scardinare completamente quello che è stato il lavoro di quella Commissione. Se
fossi al posto della Consigliera Onofri mi sentirei un po' infastidito, perché vuole
dire che il suo lavoro non è servito a niente e le pressioni di qualcuno hanno vinto sul
buon lavoro fatto da lei e dal Vicepresidente Carbonero. Mi sentirei anche un po'
offeso, perché sapere di avere lavorato per niente significa quasi essere preso in giro
dai propri compagni di Gruppo, che hanno detto: "Lavora pure, tanto, alla fine, noi
facciamo quello che vogliamo". Interpreto un senso di fastidio di qualcuno, che
magari avrebbe voluto fare una certa cosa, fare un certo tipo…

PORCINO Giovanni (Presidente)
Il tempo a sua disposizione è terminato.
La parola al Consigliere Magliano.

MAGLIANO Silvio
Riprendo le parole del Capogruppo Ricca rispetto a quello che sta accadendo qui
fuori e poi mi dedicherò al tema delle sei Circoscrizioni. Mi pare strano che una
realtà di volontariato come la Protezione Civile - in Aula abbiamo l'Assessore con la
delega al volontariato o, almeno, a parte del volontariato, perché l'altra parte di
Protezione Civile è in capo all'Assessora Tedesco -, che fa parte del Piano di
Emergenza della Città, fosse in via Asti perché non aveva una sede, mentre poi,
quando ci sono le calamità, noi le chiediamo di intervenire. Questo lo dicevo per
amor di verbale, anche perché è un mondo che conosco bene. Chiedo scusa al
Presidente per questa chiosa sul tema della Protezione Civile e del Volontariato.
A proposito delle sei Circoscrizioni, non posso che denotare il paradosso che è da
pagina 2 a pagina 3 di questa proposta di deliberazione del Regolamento, che invece
viene raccontato in modo diverso: "Un importante ordine di modifiche attiene alla
riorganizzazione del numero delle Circoscrizioni, previsto con il nuovo articolo 2 del
Regolamento e la delimitazione territoriale, della composizione degli organi
circoscrizionali, delle funzioni (…) e delle modalità di elezione e di scioglimento dei
Consigli (…). Il numero di sei Circoscrizioni appare il più conforme ad esigenze di
razionalizzazione istituzionale ed organizzativa ed a principi di efficienza,
economicità ed efficacia, nonché di adeguatezza e differenziazione, che sono ormai
patrimonio condiviso nella nostra legislazione e nel quadro comunitario". Quanto a
lei, Consigliere, è cara la parola "comunitario", anche per tradizione e storia politica.
"Nella storia del decentramento torinese si è passati dai 23 quartieri tradizionali, che
risalivano alla zonizzazione del 1976, al passaggio alle 10 Circoscrizioni che, se
poteva avere un senso ragionevole ed assai adeguato a metà degli anni Ottanta in cui
trovò forma, è oggi riconoscibile come superata e rende, pertanto, necessario ed
indifferibile un modello istituzionale ed organizzativo che preveda una articolazione
più snella e semplificata, con sei grandi realtà organizzate più adatta ad interpretare
esigenze, bisogni e necessità amministrative e socio-territoriali del tutto mutate ed a
razionalizzare la programmazione economico-finanziaria complessiva, pur
mantenendo la tradizionale ripartizione in quartieri che saranno amministrati con lo
strumento delle sottocommissioni territoriali varate dal Regolamento del
decentramento di prossima approvazione".
Il suo emendamento vuole smontare tutto questo ragionamento che viene fatto in
sede di proposta di deliberazione, un po' misconoscendo quello che lei e tutti gli
Uffici hanno organizzato.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola al Consigliere Carbonero.

CARBONERO Roberto
Prima di continuare a raccontarvi del pluralismo autonomistico, io ho un po'
riflettuto sempre sul discorso del numero delle Circoscrizioni che credo fosse un po'
l'argomento cardine di tutta questa riforma, anzi lo è diventato. Nell'ultimo incontro
che abbiamo avuto prima con il Sindaco, che so che poi vi ha portato ad avere una
discussione interna nella maggioranza, noi abbiamo portato delle ragioni che ritengo
coerenti e assolutamente ben spiegate, che vi hanno messo in condizioni di poter
riflettere su un qualcosa di veramente concreto e fatto sicuramente a favore dei nostri
concittadini.
Poi, adesso, pensandoci, mi è venuto in mente che, in realtà, nessuno di voi ci ha dato
una risposta coerente invece sul perché del no. Anche lì, l'incoerenza è
assolutamente totale perché, per carità, la richiesta del Movimento 5 Stelle e forse
anche in parte di qualcuno di noi era addirittura di arrivare a cinque e quindi quella
poteva essere una riforma che aveva senso, perché si dimezzava completamente il
numero delle Circoscrizioni (continuo a non vederla così sul costo della politica, ma
questo è un argomento che poi avremo tutto il tempo di esporre in queste 70-80 ore
di discussione), quindi il discorso della logica dei cinque. Poi il discorso della logica
dei 10 o degli 8 come avevamo detto, senza spostare i confini e questo poteva avere
senso proprio per abituare ad una riforma quelle che sono le abitudini consolidate dei
nostri concittadini. Invece, c'è questo cavolo di sette con i confini modificati, che,
però, non ha nessuna spiegazione logica, cioè nessuno di voi...

PORCINO Giovanni (Presidente)
Grazie, Consigliere.
La parola, sull'ordine dei lavori, al Consigliere D'Amico.

D'AMICO Angelo
Le chiedo la cortesia se può far rispettare il punto 3 dell'articolo n. 105 del
Regolamento Comunale, facendone formale richiesta all'Aula.

PORCINO Giovanni (Presidente)
Ci ripete il numero per favore?

D'AMICO Angelo
Le chiedo, Presidente, di far rispettare il punto 3 dell'articolo n. 105 del
Regolamento Comunale facendone formale richiesta all'Aula.

PORCINO Giovanni (Presidente)
Questo ci dà l'occasione per rispolverare tutte le previsioni regolamentari. Il
Consigliere si appella all'articolo che disciplina l'utilizzo dei cellulari che è
consentito a condizione che siano disattivate le relative suonerie. Se i Colleghi
ottemperano al disposto di questo articolo procediamo con i lavori.
La parola al Consigliere Marrone.

MARRONE Maurizio
Come hanno già osservato molti miei Colleghi di minoranza è di sicuro poco
coerente con i presupposti con cui avevate iniziato questa opera di riforma il fatto di
andare a modificare il numero delle Circoscrizioni; ricordiamo tutti che
originariamente avevate annunciato con grande esibizione su tutti i media, voi che
spesso accusate colpi di campagna elettorale, il numero di cinque proprio
rispolverando lo slogan del dimezzamento delle Circoscrizioni. Poi, già in sede di
Commissione, siete arrivati a sei, sappiamo benissimo, perché lo abbiamo letto su
tutti i giornali senza che nessuno di noi si esibisse in insinuazioni, che l'unico motivo
per cui avete poi dovuto modificare ulteriormente da sei a sette è perché il Gruppo
politico dei Moderati evidentemente non aveva particolarmente gradito che venisse
soppressa la Circoscrizione 1, che vanta una discreta tradizione di guida
presidenziale attribuibile al loro Gruppo politico. Allora, se questa è la motivazione,
se il passaggio, l'obiettivo, il goal politico del dimezzamento non solo è sfumato ma
ormai è assolutamente lontano, non è più neanche rinvenibile rispetto agli obiettivi
che erano stati inizialmente promessi, allora risulta davvero incomprensibile, se non
per puntiglio che nulla ha a che vedere con una reale volontà riformatrice, il fatto di
non aver poi accettato nessun tipo di confronto con le minoranze che andassero a
rimettere in discussione i confini delle Circoscrizioni o il numero delle stesse.
Questo si spiega clamorosamente, l'abbiamo già detto in molti interventi
ostruzionistici, lo ripeteremo, perché la mappa disegnata da questa vostra cosiddetta
riforma è semplicemente il mantenimento di uno status quo di singoli collegi
elettorali. Sappiamo che c'è l'ex Presidente della Circoscrizione 3, Paolino, che ha
evidentemente salvaguardato l'unità territoriale del bacino elettorale della Presidenza
della 3. Sappiamo che la Presidenza della 5, ho visto girare in queste stanze l'ex
Presidente Bragantini, che di sicuro dal Parlamento è più che in grado al momento di
tutelare, insieme ad alcuni Colleghi qui in Aula che arrivano dal Consiglio della
Circoscrizione 5, l'unità territoriale del collegio della Circoscrizione 5. C'è l'ex
Presidente Alunno proprio qui, l'abbiamo visto tra i protagonisti dell'ortodossia del
loro testo nel sabotaggio piuttosto costante di qualsiasi tentativo di mediazione con le
minoranze rispetto ad una revisione della mappa che è uscita dalle riunioni di Gruppo
del PD. Come dimenticare la Circoscrizione 6, che vanta ex Presidenti anche nel
Consiglio Regionale e di sicuro non sarà mai toccata da questa Amministrazione.
Sappiamo che altre Circoscrizioni come la 10 sono un po' calate nel borsino
politico...

PORCINO Giovanni (Presidente)
Ha terminato il suo intervento
La parola al Consigliere D'Amico.

D'AMICO Angelo
Questo emendamento dei Consiglieri Paolino e Trombotto e che, ripeto, ho avuto
modo di leggere a differenza di alcuni Colleghi della maggioranza che non si sono
presi neanche la briga di guardare i nostri, è un emendamento che potrebbe, come già
è stato espresso dal Collega Magliano, essere votato in maniera favorevole.
Chiaramente però da parte nostra non vogliamo rovinarci le mani nell'intervenire su
questa riforma, che non ha visto la partecipazione da parte delle opposizioni non
perché queste ultime non abbiano voluto farne parte, ma perché da parte della
maggioranza c'è stata una chiusura a riccio e quindi evitando che le proposte anche
interessanti presentate dalle forze di minoranza non fossero neanche prese in
considerazione. Non solo, molte di queste espressioni sono state anche accorpate,
vanificando così di fatto il lavoro svolto da tutti quanti noi, perché abbiamo profuso
dell'impegno nell'elaborare questi emendamenti e ci aspettavamo da questa
maggioranza almeno una discussione aperta, entrando nel merito delle nostre
richieste e, invece, come troppo spesso capita in questa Aula, se le proposte vengono
presentate dalle forze di minoranza queste proposte vengono sempre...

PORCINO Giovanni (Presidente)
Grazie, Consigliere.

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