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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 23 Novembre 2015 ore 10,00
Paragrafo n. 17

Comunicazioni del Sindaco su: "Emergenze alloggiative"
Interventi

PORCINO Giovanni (Presidente)
Passiamo alle comunicazioni del Sindaco aventi ad oggetto le emergenze
alloggiative.
La parola, per la risposta, alla Vicesindaco Tisi.

TISI Elide (Vicesindaco)
La richiesta è in specifico nel merito di una deliberazione di Giunta, che ritengo
importante, approvata la settimana scorsa, oltre che a mia firma, anche degli
Assessori Passoni e Lubatti. In questa deliberazione anche proprio coerentemente
con gli indirizzi non solo del Consiglio, ma direi anche dei lavori fatti in
Commissione, sono state individuate alcune possibili soluzioni ulteriori, oltre a
quelle già in essere, per far fronte alla situazione di difficoltà e necessità abitativa di
molte famiglie torinesi.
Nella fattispecie si è individuato un possibile luogo dove realizzare una sorta di
housing orizzontale e quindi sicuramente una soluzione di tipo temporaneo, ma che
potrebbe rispondere a questo fabbisogno, nell'area comunale sita in via Brenta, Parco
Sempione, il cosiddetto Passante, che attualmente è stato destinato a villaggio degli
operai della società. Sono in corso gli approfondimenti da parte degli Uffici Tecnici
per verificare le condizioni con gli attuali affidatari di questa area e proprietari di
questi manufatti che si trovano all'interno, naturalmente con l'intenzione di riattarli e
renderli utilizzabili per l'accoglienza di nuclei familiari temporaneamente accolti in
emergenza abitativa.
Altre due misure sono state individuate e credo siano anche queste in coerenza con
gli indirizzi dati dal Consiglio e più volte sollecitati, peraltro, sul possibile utilizzo di
immobili o aree cedute negli ultimi anni, ma non ancora concretamente impiegate,
relativamente all'utilizzo invece di patrimonio comunale che possa prestarsi a un uso
temporaneo e che non sia in questo momento utilizzato.
Volevo sottolineare anche la costituzione di un gruppo di lavoro interassessorile che
rilevi proprio queste possibilità. È chiaro che qualunque soluzione necessita poi di
una verifica di fattibilità, perché devono esservi i requisiti sia dal punto di vista
dell'agibilità che degli impianti, ma credo che sia un passo avanti importante nella
direzione di trovare ulteriori soluzioni e credo che anche l'ipotesi di un housing
orizzontale, sotto forma di un piccolo villaggetto, possa essere una soluzione
interessante per famiglie che abbiano questo tipo di necessità, ripeto, in forma
assolutamente transitoria come peraltro lo sono gli housing, che hanno sempre un
termine cogente di durata nell'accoglienza.

PORCINO Giovanni (Presidente)
Apriamo dunque il dibattito sulle comunicazioni; ogni Consigliere avrà 5 minuti a
disposizione per intervenire.
La parola al Consigliere Curto.

CURTO Michele
Effettivamente c'è una notizia: la notizia è che almeno la comunicazione ufficiale,
quella in arrivo dal governo della Città, dalla Giunta, cambia verso e finalmente
riconosce l'esistenza di un problema generale riguardante il disagio abitativo.
Mentre, però, iniziamo ad avvicinarci almeno al merito, credo che siamo molto
lontani dal metodo, perché sono mesi che diverse componenti di questa Città
segnalano a questa Giunta la necessità di una discussione su questo tema. Non me ne
abbia il singolo componente, ma la Giunta nella sua collegialità, che poi si esprime
con un vertice, che è il Sindaco Piero Fassino, che poi è il vertice esecutivo della
Città. Basta aprire i quotidiani degli ultimi due anni e troviamo una discussione,
almeno una richiesta: le ultime dichiarazioni dell'Arcivescovo Nosiglia, le
occupazioni ripetute che avvengono nella nostra Città, le lettere dei sindacati
inquilini, a volte in forma unitaria, che non ricevono risposta, quindi risulta palese
che ci sia una richiesta diffusa da questo punto di vista.
Poi c'è una chiara richiesta di interlocuzione da parte del Consiglio Comunale. Ci
sono tonnellate di atti di indirizzo approvati da questo Consiglio Comunale, molte
volte no, altre volte tanti Gruppi della Sala Rossa hanno preferito, in quelle piccole
finestre di possibilità di discussione di atti concreti, di scegliere quello come
argomento principale e questo Gruppo in particolare, solo perché sono io a parlare,
ma sono sicuro che altri avranno modo di esprimersi. Ricordo diverse mozioni di
indirizzo approvate, abbiamo sempre scelto quello come angolo per guardare la
Città: "Torino a zero gradi e nessuno sotto zero", "da militare a sociale", le varie
mozioni condivise, spesso votate, per quanto particolare può essere la compagine,
con il Consigliere Marrone o con i Colleghi del Movimento Cinque Stelle e, poi,
ancora "Torino zero freddo"; lo voglio ricordare perché è l'ultima in termini di
tempo e perché, più paradossalmente di tutte, viene dimenticata.
Cosa prevedeva questa mozione approvata solo un anno fa? Ricordo che la mozione
a verbale ricevette un'approvazione de facto anche dalla Giunta Comunale,
dall'Assessore Passoni e impegnava il Sindaco e la Giunta a creare un Fondo "zero
freddo" presso gli interventi dell'Assessorato al Welfare e alla Casa, "con una
dotazione per l'inverno 2014-2015 non inferiore a 1,00 Euro per famiglia torinese, e
comunque di almeno 330.000,00 Euro. Il Fondo in questione avrà il compito di
creare, in coordinamento con le altre iniziative pubbliche-private già previste, una
strategia finalizzata a che nessuna famiglia, in situazione di morosità incolpevole per
le spese di riscaldamento o di fragilità sociale, debba passare l'inverno senza
riscaldamento".
Ebbene, è passato un anno e di quella mozione non vi è traccia. Non vi è stata traccia
nell'attività del governo della Città, ma purtroppo non vi è stata neanche traccia nella
verifica del Consiglio Comunale. Parlavamo di un fatto veramente eclatante: 5.500
distacchi di utenze, di cui 2.800 non rinnovati.
Devo dare un giudizio chiaro politicamente: ritengo che con la deliberazione di
martedì scorso si sia deciso di sequestrare un argomento che sta a cuore alla Città e al
Consiglio Comunale all'interno della Giunta Comunale e lo si è fatto, a mio parere,
all'interno delle contraddizioni che si porta dietro.
Fate un gruppo interassessorile per lavorare sul patrimonio pubblico a dicembre 2014
quando abbiamo cominciato il mandato nel 2011. Uno potrebbe dire: "Meglio tardi
che mai", se almeno ci fosse chiarezza! Poi, dall'altra, parte è divertente vedere come
si discuta di un programma di alienazioni, o meglio si discute degli spazi già alienati,
con un'idea di way back, cioè io te li ho dati, te li ho venduti e adesso magari me li
fai riutilizzare. Non aveva forse più senso discuterne nel momento in cui questi spazi
venivano venduti? Non sarebbe stata la cosa più sensata? Invece non è così.
Il caso di via Bardonecchia credo che sia eclatante e significativo: lo sperpero di
CSEA, con una mozione di Consiglio mai del tutto verificata, hanno potuto fare lor
signori quello che volevano con quegli spazi, costruire un ascensore in mezzo al
nulla con i soldi nostri e nessuno dal Comune di Torino è mai andato a verificare lo
sperpero di denaro. Poi a un certo punto viene venduto per meno di 300 Euro/mq.
Dov'è l'Assessore al Patrimonio degli altri? E poi occupato, venduto alla Cassa
Depositi e Prestiti, liberato con uno sgombero e nello stesso giorno - Sindaco, lei
dovrebbe essere informato - si prende una società privata da parte di Cassa Depositi e
Prestiti che sistematicamente distrugge tutti i servizi igienici e tutti gli impianti di
quella struttura. Oggi noi cosa vorremmo fare? Riprendercelo, ristrutturarlo a spese
nostre e utilizzarlo per le situazioni di disagio abitativo; credo che in questo fatto ci
sta tutto il paradosso di quanto stiamo discutendo.
Diciamo la verità, si è prima negata e poi addolcita una situazione gravissima,
limitandosi alle cure palliative somministrate dalla seppur brava Assessora Tisi, che
purtroppo è assurta a ruolo di Assessora puntaspilli rispetto a questo argomento,
quando il punto è molo semplice: migliaia di sfratti, 40.000 case vuote, 155.000 case
occupate da over 75, che vuol dire che nei prossimi cinque anni di quelle 155.000
case se ne liberanno 50.000.

PORCINO Giovanni (Presidente)
Le chiedo di concludere, Consigliere.

CURTO Michele
14.000 alloggi in costruzione e milioni di metri cubi pubblici liberi ceduti al privato.
Allora concludo così: questo è solo l'inizio di una discussione, ci voleva e ci
vorrebbe coraggio, di certo non ci vuole la cittadella della povertà, Sindaco. Non ci
vogliono 200 posti in periferia quando non abbiamo accettato di averli in centro. Non
ci vuole che per 5-7 anni quel quartiere sia richiamato a una situazione inaccettabile.
Lo dice chi ha sempre cercato di interpretare questa situazione. Per questo vogliamo
una discussione che venga liberata e restituita ai legittimi proprietari, cioè i cittadini
torinesi.

PORCINO Giovanni (Presidente)
Concluda, Collega.

CURTO Michele
Ho finito. Per questo, insieme ai Consiglieri Appendino e Marrone, abbiamo valutato
di riproporre, e devo usare con forza questa parola, riproporre la richiesta di un
Consiglio aperto, perché tutte le componenti della Città possano venire qui a parlarci
e insieme si possa elaborare un piano, tardi, ma non ancora troppo, per fare il nostro
dovere.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola al Consigliere Marrone.

MARRONE Maurizio
Devo dire, non da oggi, si registra una curiosa convergenza, anche di parti politiche
ideologicamente molto diverse tra loro, magari non nelle soluzioni, ma nel porre il
problema di un'emergenza, che è quella abitativa della nostra Città. Credo anch'io
che almeno questa deliberazione di Giunta pone una confortante novità, cioè la presa
d'atto dell'emergenza.
Il Sindaco si ricorda che anche un Consigliere normalmente calmo e tranquillo come
il sottoscritto aveva ceduto ad un po' di accaloramento quando, dibattendo sui numeri
dell'emergenza casa, aveva dovuto ascoltare, in una semplificazione un po' esagerata,
che 3.000 sfratti su 4.000 erano stati evitati da questa Amministrazione, quando poi è
emerso che si faceva riferimento semplicemente alle misure di sostegno alle
morosità, che spesso e volentieri culminano ugualmente con sfratti che andiamo poi a
verificare nelle Commissioni Emergenza Abitativa, con l'unica differenza che chi è
passato da lì ha potuto infilare anche un po' di soldi pubblici nelle tasche di un
proprietario, andando spesso e volentieri in ogni caso incontro ad uno sfratto,
comunque ineliminabile per un elemento molto semplice, che questa
Amministrazione Comunale deve imparare, cioè che il problema dell'emergenza
abitativa, il problema casa, nelle nostre società, a partire da quelle metropolitane
come Torino, è strutturale. È un problema strutturale che deve fare i conti con le crisi
di reddito, con il mercato immobiliare e soprattutto con politiche di welfare, di
assegnazione delle case popolari assolutamente superate. Quello che serve a questo
Comune è…
Presidente, poi veda lei se vogliamo continuare il dibattito.

PORCINO Giovanni (Presidente)
Ha ragione. Colleghi, facciamo un po' di silenzio, per favore.
Prego, Consigliere Marrone.

MARRONE Maurizio
Intanto questa Amministrazione dovrebbe cominciare ad attuare gli indirizzi che
sono già approvati da questo Consiglio Comunale.
Il Consigliere Curto ricordava quello delle caserme, per banalizzare, cioè il riutilizzo
del demanio militare ceduto all'Amministrazione Comunale a livello abitativo. Io
vorrei ricordare un'altra soluzione: quella dell'autorecupero, che è stata oggetto di
una mozione già approvata da questo Consiglio Comunale, addirittura con
l'individuazione di un immobile sperimentale, e che non è mai partita; per arrivare
poi a un'altra mozione "Casa per chi non ha casa", che poneva un interrogativo molto
semplice: visto che questa Amministrazione ha iniziato a comprare, reperendo, com'è
giusto che sia, sul mercato privato alloggi da destinare a case popolari, perché
continua a vendere e a porre in alienazione altri alloggi che sono già di sua proprietà,
soprattutto quando il rapporto tra quelle comprate e quelle vendute è uno a quattro?
Ne ha vendute quattro volte tanto quelle che ha comprato, con un saldo economico
negativo, altro interrogativo interessante.
Le politiche di reperimento immobiliare per l'emergenza abitativa sono fatte
nell'interesse degli sfrattati o nell'interesse di chi vende le case? Questa è la vera
domanda. Se sono fatte nell'interesse degli sfrattati, allora si dovrebbe ragionare
sull'utilizzo delle risorse, per arrivare anche al tema paradossale per cui la Regione
Piemonte, presieduta da, mi sembra ancora, un esponente del PD che è Chiamparino,
e l'ATC Piemonte Centrale, Torino e Provincia, che è attualmente amministrata da
un ex sindaco del PD, e quindi elemento penso, sì, ora tecnico, ma non alieno al
vostro colore politico, vanno a porre il tema del recupero, oltre che dell'autorecupero,
che è diventata legge regionale, del patrimonio ATC. Infatti, noi abbiamo centinaia e
centinaia di alloggi ATC già formalmente destinati all'emergenza abitativa, che non
vengono utilizzati, vengono lasciati sfitti, soggetti anche a rischio di occupazione,
proprio perché non è previsto un piano di recupero del patrimonio immobiliare,
quando le stesse risorse, che vengono utilizzate per comprare nuove case, potrebbero
essere utilizzate con un piano congiunto con ATC, immagino a costi minori, per
recuperare alloggi già esistenti, visto che la Regione ha posto un fabbisogno, mi
sembra di ricordare, davvero multimilionario in termini di risorse necessarie per
recuperare quel patrimonio.
Per arrivare all'emergenza freddo, ricordo che quando abbiamo dovuto affrontare
alcuni spiacevolissimi lutti di senzatetto che sono venuti a mancare perché
dormivano all'aperto, nel corso dello scorso inverno, che era pur più mite di quello
che stiamo andando ad affrontare, la Vicesindaco ha giustamente obiettato che
c'erano ancora posti liberi nell'emergenza freddo, che quindi non c'era una sotto
offerta di posti in termini di disponibilità. Questo significa allora che va
reimmaginato il sistema dell'emergenza freddo se ci sono ancora senzatetto che per le
più svariate ragioni, che è giusto affrontare, su cui è giusto interrogarsi, non
approfittano della soluzione che viene offerta.
Dall'esperienza che posso vantare io dagli sportelli sociali, posso fare ragionare sulle
numerose segnalazioni di insicurezza di quelle strutture, visto che manca un presidio
fisso notturno delle Forze dell'Ordine e la gestione è affidata esclusivamente alla
Croce Rossa, che ovviamente non ha compiti di gestione di ordine pubblico; così
come anche il problema degli animali domestici, che spesso molti senza dimora
tengono con sé, che per Regolamento non sono ovviamente accoglibili, al momento
dello stato dell'arte, all'interno dei ricoveri dell'emergenza freddo.
Come potete ascoltare dalle mie parole, si tratta di temi molto pragmatici,
assolutamente non ideologici, anche perché se di ideologia e di steccati ideologici si
stesse parlando, vi immaginate possibile mettere SEL, Fratelli d'Italia e Movimento 5
Stelle a fronte di una medesima battaglia? Il problema è che questa Città non deve
decidere se mettere in campo soluzioni o strategie di destra, di sinistra, o penta
stellate, ma deve fare semplicemente un bagno di realtà, perché ogni volta che
leggiamo i numeri snocciolati, non dal Consigliere Marrone che è cattivo,
strumentale, come dice sempre il Capogruppo del PD, ma dalla Caritas,
dall'Arcivescovo Nosiglia, da soggetti direi abbastanza insospettabili in termini di
strumentalizzazioni politiche, allora questa Amministrazione deve prendere atto di
questi numeri e di questa realtà, che è viva ed incardinata ormai strutturalmente,
ahimè, sofferente nelle periferie di questa Città. Se non ne prende atto, le periferie di
questa Città semplicemente rifiuteranno qualsiasi tipo di confronto con questa
istituzione. È il motivo per cui l'occupazione abitativa, risolta esclusivamente come
problema di ordine pubblico, porta alla moltiplicazione del fenomeno e non allo
scopo del fenomeno stesso. Motivo per cui, un fenomeno come la domanda sempre
crescente, perché quando si parla di migliaia di sfratti su un fronte, e di una offerta
strutturale di soli 400 alloggi popolari ogni anno, che sono numeri che ovviamente
non riescono a porre una relazione tra di loro, perché sono su due grandezze
assolutamente diverse e inconciliabili, si pone la necessità di governare il fenomeno
con politiche pragmatiche ed oculate di valorizzazione del patrimonio pubblico.

PORCINO Giovanni (Presidente)
Consigliere, la prego di concludere.

MARRONE Maurizio
Questo ragionamento va fatto con l'Assessore al Patrimonio Comunale, che deve
innanzitutto prendere atto del suo dovere - non piacere o non piacere - di attuare le
mozioni di indirizzo approvate da questa benedetta Aula - e lo ribadisco ancora una
volta per tutte - e soprattutto deve aprire, non solo lui, ma tutta la Giunta, il dibattito
a questa Aula. Questa Aula, almeno dal mio modesto punto di vista, non deve
recepire leggendo su Intracom indirizzi su un tema strategico come questo, deve
essere protagonista della definizione delle linee di indirizzo di un tema come questo,
ha gli strumenti e le competenze, ma soprattutto ha il polso per poterlo fare, mi sento
di dirlo molto meglio di questa Giunta e una Giunta saggia ascolta il proprio
Consiglio Comunale.

PORCINO Giovanni (Presidente)
Consiglieri, dovete rimanere nei tempi, altrimenti, se abusate della mia elasticità,
dalla prossima volta vi tolgo la parola anche a metà del ragionamento.
La parola al Consigliere Greco Lucchina.

GRECO LUCCHINA Paolo
Quello che sta avvenendo è che da destra a sinistra, probabilmente, signor Sindaco,
viene fatta notare a lei e alla sua Giunta la risposta a quella che può essere
considerata, senza creare allarmismi, una nuova emergenza sociale che mette accanto
ai poveri i cosiddetti nuovi poveri.
È stato ricordato dai Consiglieri Curto e Marrone, snocciolando anche i dati rispetto
ai casi affrontati in emergenza abitativa, a tutti i dati che la Caritas, l'Arcivescovo
Nosiglia, eccetera, ci hanno voluto dare, che probabilmente le politiche di questa
Amministrazione risultano essere ad oggi insufficienti per la risoluzione del
problema, non per volere dell'Amministrazione stessa, che certamente ha fatto quello
che ha potuto rispetto a una mancanza di risorse che garantirebbe a questa
Amministrazione di affrontare più concretamente il problema. Io però credo che
quello che ci stiamo dicendo oggi, se non si dà seguito alle mozioni e quindi agli atti
di indirizzo presentati in questa Aula, se non si rivede quella che è una politica di
dismissione patrimoniale immobiliare della Città e, soprattutto, se non si fa il pari
con quella che definisco una nuova emergenza sociale, rispetto a quelli che sono
40.000 alloggi sfitti in questa Città, significa chiudere gli occhi e non affrontare il
problema tutti insieme, per cercare di dare una risoluzione a quello che sta
avvenendo di questi tempi nella nostra Città.
Non so se il Consiglio aperto sia lo strumento giusto, credo però che ci sia una forte
necessità di condivisione rispetto alle politiche di emergenza abitativa da discutere
tutti insieme. Qualora questa sia la scelta, credo che anche il nostro Gruppo
Consiliare non si sottrarrà alle eventuali proposte che possano essere qualificanti per
affrontare in qualche modo questa situazione.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola al Consigliere Bertola.

BERTOLA Vittorio
Non so se rifare l'intervento che abbiamo fatto già diverse volte, perché questa
discussione l'abbiamo fatta ormai un gran numero di volte, ed è comunque giusto
continuare a farla perché alla fine si tratta di una delle vere emergenze sociali della
nostra Città. Credo anche che tutto ciò dimostri che questa Amministrazione non è
riuscita, nonostante tutte le promesse e le affermazioni, a mantenere le promesse e ad
affrontare in maniera incisiva i problemi della Città, perché comunque ogni anno
abbiamo avuto un palese disavanzo tra il numero di persone che venivano sfrattate,
che comunque erano in necessità di trovare una sistemazione in quanto parte di
un'emergenza abitativa, e il numero di alloggi di sistemazioni disponibili. Quello che
è stato fatto è troppo poco e forse è troppo tardi.
Dopodiché credo che abbia più senso fare questa discussione in una serie di Consigli
aperti, noi ci siamo associati alla richiesta di discutere il tema con più calma e credo
che quella possa essere la sede dove magari approfondire un po' di più le verità,
magari anche rispondere ad alcune affermazioni fatte.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola al Consigliere Paolino.

PAOLINO Michele
Faccio fatica ad intervenire in questo dibattito, perché credo che questo tema, rispetto
al quale l'Amministrazione ha fatto e fa, non vada sbandierato all'esterno, ma faccia
parte del proprio sistema di valori e di agire amministrativo. Faccio fatica ad
intervenire perché mi interessa concentrarmi sulle cose che stiamo facendo, abbiamo
fatto e intendiamo fare insieme e credo che non basti dire: "Sì, avete fatto qualcosina,
è brava la Vicesindaco Tisi, però si poteva fare di più. Sì, il problema esiste, però
bisogna portarlo sul piano politico".
Consigliere Marrone, non è la solita accusa di strumentalizzazione, qui siamo ben
oltre. Stiamo per portare in campagna elettorale un tema che non è uno dei tanti temi
che si portano in campagna elettorale. Abbiamo a che fare con persone, da una parte
quelli che vivono la situazione dell'emergenza abitativa, dall'altra quelli che tutti i
giorni si adoperano per cercare di alleviare e risolvere il problema, che non si fa
attraverso le occupazioni o attraverso le iniziative estemporanee, è qualcosa di più
pesante, perché non riguarda la proclamazione di un principio, ma riguarda
l'amministrazione di un problema, la gestione e l'affrontare un problema.
Noi a luglio, non oggi, avevamo fatto una proposta, che ribadiamo oggi, che era un
coinvolgimento di tutta la Città e ci rivolgevamo ai grandi proprietari immobiliari
privati, chiedendo di aderire unilateralmente - non possiamo obbligarli, perché ci
sono sentenze che ce lo impediscono - ad una sorta di blocco degli sfratti, che ci
permettesse di metterci tutti insieme ad individuare le soluzioni, che con le risorse a
disposizione si possono utilizzare, comprese l'utilizzazione degli spazi che sono del
patrimonio pubblico, che non sempre è in disponibilità della Città.
Non è che vendere un edificio in via Massena vuol dire non lavorare per cercare di
risolvere il problema dell'emergenza abitativa. Banalmente, lo sapete molto bene,
vendere quell'immobile in via Massena vuol dire far quadrare i conti di un bilancio di
una Città che ha nella sua priorità il sostegno ai poveri e agli ultimi. Non c'è bisogno
di ribadirlo sempre, per noi è qualcosa che ci appartiene, avere attenzione verso gli
ultimi, non è che siamo distratti da altro. Innanzitutto non siamo sicuramente distratti
dalla campagna elettorale, in particolare il Sindaco, la Vicesindaco e Assessora Tisi
sono concentrati su questo, tant'è vero che abbiamo accettato ed accolto ogni volta
che si è voluto discutere in Aula, ogni volta che si è voluto discutere in
Commissione, ma quello che conta oggi non è la discussione, è come concretamente
si possa risolvere il problema.
Non è che 400 persone che vivono in via Ivrea sono la cittadella dei poveri e ci
dimentichiamo che progetti come quello funzionano e funzionano bene. Non a caso
l'Assessora ha parlato di sussidiarietà orizzontale, di progetti che non creano la
cittadella dei poveri e non sono soluzioni improvvisate, sono soluzioni messe in piedi
con la capacità e gli strumenti amministrativi di una Città che ha attenzione verso il
problema. Credo che in questo momento voler arrivare alla contrapposizione e a
distinguere i buoni e i cattivi sia una logica sbagliata, e portare questo tema così in
Consiglio Comunale, ma in realtà in campagna elettorale - perché ho l'impressione
che si sia parlato più fuori che qui dentro e non a caso ci sono anche manifestazioni
interessanti fuori di qui - credo sia un approccio sbagliato. Credo che invece, come
abbiamo fatto in altre occasioni, sia quello di metterci insieme per provare a risolvere
il problema, partendo dalla ricognizione e dai numeri che sono stati dati, che credo
nella replica verranno dati, che sono il segno di un impegno, perché non solo a parole
riconosciamo il lavoro fatto dall'Assessora Tisi, non basta dire la pur brava Assessora
Tisi, perché seppur brava, la Città e l'Amministrazione hanno affrontato e affrontano
tutti i giorni il problema. Credo che qui si debba chiarire come vogliamo rimanere in
questa ultima fase di mandato: Amministratori che hanno a cuore le persone
amministrate.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola al Consigliere Tronzano.

TRONZANO Andrea
Rispetto all'intervento del Capogruppo Curto e del Capogruppo Marrone, non ho
nulla da aggiungere e lascio a loro che sono molto più ferrati e attenti al tema
emergenza abitativa, perché condivido pienamente il loro intervento.
Voglio invece andare più nell'aspetto pratico e concreto, citando, e lo dico a
beneficio del signor Sindaco, l'emergenza abitativa di ritorno, perché molte volte
trascuriamo anche quell'aspetto, cerchiamo di discuterne sovente in Commissione
IV, ma non siamo ancora arrivati, Assessora, al punto centrale.
Faccio un esempio concreto: oggi, quasi sembra che ATC sia o stia diventando una
seconda Equitalia e sembra che le spese di sostentamento, di riscaldamento, di
pulizie, eccetera, siano il quadruplo o il quintuplo rispetto all'affitto; sembra quasi
che le case popolari di ATC oggi siano per ricchi, Assessora. Vorrei che su questo
facessimo attenzione, perché sento sempre più cittadini che hanno difficoltà non a
pagare l'affitto delle case popolari, ma il resto delle spese che si accumulano
all'interno delle case ATC.
Lo voglio sottolineare questo fatto, anche se probabilmente è un dettaglio, perché c'è
il Sindaco in Aula e, probabilmente, non è a conoscenza di questo problema. Lo
voglio sottolineare a verbale, in Aula, perché credo che su questo tema l'emergenza
abitativa di ritorno, come la definisco io, possa diventare un problema enorme.
Quindi, per favore, Assessora, affrontiamo con ATC, lo dico anche al Presidente
Alunno, che so che è attento su questo, quindi non è assolutamente polemica. Le
risposte del Presidente ATC in Commissione, probabilmente non per colpa sua, non
sono state esaurienti, perché credo che la stratificazione burocratica all'interno
dell'ATC sia impermeabile a qualunque indirizzo politico. Detto questo, secondo me,
insieme al Presidente ATC, possiamo fare di più sul tema spese che gli utenti ATC
sostengono.
Il secondo argomento tecnico, che però sento che progredisce all'interno della Città,
sono i dormitori pubblici, Assessora: sono sempre più insicuri. Molte persone, che
con assoluta dignità affrontano questo percorso grave per loro stessi, vorrebbero
andare nei dormitori pubblici, ma molte volte non ci vanno perché all'interno di
questi dormitori non c'è la sicurezza necessaria, lo segnalo come elemento di
dibattito.
Il terzo ed ultimo argomento riguarda i canoni concordati. Assessora, questo è un
tema che affrontiamo da parecchio tempo, legato anche alla questione IMU,
comunque i canoni concordati sono anche un elemento importante di aiuto a chi ha
un'emergenza abitativa. Anche lì vedo però che sta piano piano aumentando il
disagio, perché questo tipo di approccio è sempre più - tra virgolette - "per ricchi",
non intendo ovviamente quelli ricchi, ma quelli che hanno una base di salario…
(INTERVENTO FUORI MICROFONO). Non è una polemica, attenzione, vi dico
quello che sento all'interno della Città, per cui perdonatemi, ma non sto facendo
polemica, un problema per tutti, non solo per l'opposizione, e fondamentale anche
per la maggioranza. Faccio riferimento anche ai canoni concordati, a LOCARE,
eccetera, perché pur lavorando bene, credo che politicamente si debba fare un
ragionamento appropriato.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola alla Consigliera Cervetti.

CERVETTI Barbara Ingrid
Intanto mi viene solo da porre un quesito, cioè mi chiedo perché in questo momento
in Aula ci sia solo l'Assessora Tisi e non ci sia l'Assessore al Patrimonio, che forse
dovrebbe rispondere insieme all'Assessora Tisi della politica sull'emergenza
abitativa, visto che è abbastanza unito il coro che chiede che ci sia una revisione
anche del patrimonio immobiliare, rispetto alla politica sull'emergenza casa. Questo è
semplicemente un dato che rilevo, mi sembra però limitato e limitativo invocare
l'operato dell'Assessora Tisi, perché è evidente che non basta, non è sufficiente per la
politica di emergenza abitativa.
Poi mi chiedo se nessuno dei Consiglieri presenti in Aula abbia partecipato in questi
quattro anni e mezzo alla Commissione Emergenza Abitativa, ed è una domanda
retorica, perché so che qualcuno ha partecipato, ovviamente. Allora, a chi ha
partecipato o a chi ne ha sentito parlare, chiedo perché non parli anche di tutto quello
che si sta facendo, dei tentativi che si stanno facendo nella Città in questo momento,
mi chiedo perché non parli dei circa 60 casi che tra il lunedì e il mercoledì di ogni
settimana la Commissione Emergenza Abitativa analizza all'interno della
Commissione, caso per caso, cercando di valutare qual è il percorso più adatto per
ogni singola famiglia.
Il Capogruppo Tronzano prima ha detto che aumentano le richieste dei dormitori,
tutti noi siamo amministratori, quindi sappiamo che c'è più richiesta di case popolari,
c'è più richiesta in emergenza abitativa, le liste aumentano, c'è richiesta nei
dormitori, ma allora o la stiamo utilizzando per altri fini, e non so a chi oggi
convenga farlo, chi ne trae alla fine vantaggio, sicuramente non chi là fuori ha perso
il lavoro, ma lo stiamo utilizzando in questo modo, o non è una novità che ci sono
nuove povertà.
Non è una novità che negli ultimi due, tre, quattro, cinque anni ci sono nuove povertà
di cui la nostra società non era a conoscenza e non è immediatamente pronta a
fronteggiare. Ci sono i genitori separati, prima non era un fenomeno così diffuso; ci
sono coniugi che perdono entrambi il lavoro, e non era un fenomeno così diffuso. Là
fuori c'è una situazione nuova, nuova per tutti, nessuno oggi ha la ricetta.
Sfido chiunque a tirare fuori una ricetta sull'emergenza abitativa applicabile nel giro
di 30 giorni, vi sfido! Non c'è!
Quello che stanno tentando di fare la maggioranza e gli Assessori che hanno queste
deleghe è creare anche una cultura dell'emergenza abitativa. La Vicesindaco Tisi
devo dire che si è fatta portavoce - non si fa in tutte le città d'Italia - di quella che è
una cultura dell'housing sociale, che non c'è ovunque. Quello che è il dibattito che si
può introdurre qui (lo suggerisco anche alla Vicesindaco Tisi, ma vi sarà poi un
coinvolgimento del lavoro del Consiglio e della Giunta) è anche il co-housing e si
può implementare, perché nella nostra Città c'è già l'idea di co-housing. Si può
implementare quell'idea di co-housing, quelle unioni di famiglie che possono vivere
insieme per far fronte ad affitti o a spese condominiali che non possono più essere
pagati. Quindi, si può implementare. Questo discorso è già stato però introdotto,
perché chi è nato povero, facilmente va a chiedere aiuto, perché ce l'ha insito nella
propria dignità, mentre chi non è nato povero, ma lo è diventato o lo sta diventando
(appartiene alla realtà di ciascuno di noi: familiari, amici, conoscenti), ha difficoltà
nel fronteggiare questo stato di povertà, perché non fa parte della propria dignità e
subentra anche una dimensione di vergogna.
È, quindi, difficile chiedere aiuto ed è anche difficile trovare le modalità con cui dare
aiuto. L'unico messaggio che non deve passare è che qui non si sta pensando, come
amministratori, all'idea di aiutare chi non ha una casa; questo è un messaggio che
non deve passare, perché crea il panico là fuori, che non aiuta la Città, non aiuta
nessuno e neanche gli amministratori. Per cui creiamo idee, ma non quelle dei 30
giorni, che non esistono, perché, altrimenti, portatele avanti e presentate quelle
attuabili in fretta. Portiamo avanti idee e quella del co-housing mi sembra un'ottima
idea, un'ottima cultura da sviluppare nella nostra società, ma ci vuole tempo affinché
anche i cittadini si avvicinino a queste nuove culture di emergenza abitativa; anche
loro devono abituarsi ad essere in quell'emergenza e quindi, oltre a chiedere aiuto, è
necessario anche saper poi vivere in quel nuovo stato di vita. La classe politica sta
dietro a questa necessità, ma non passi il messaggio là fuori che non si fa niente per
chi non ha la casa, perché i primi a rimetterci sono i cittadini, non siamo noi 40.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola alla Consigliera Appendino.

APPENDINO Chiara
Sarò brevissima, perché ha già parlato il mio Collega e ci sono stati altri interventi
prima di me. Vorrei però solo ribattere in parte al Capogruppo Paolino, perché
sinceramente penso che sia profondamente sbagliato - lo dico per i mesi che abbiamo
davanti - etichettare qualsiasi forma di attività politica che può essere fatta da
Consiglieri di maggioranza o di opposizione; peraltro, qualche settimana fa, in
Commissione abbiamo già avuto un precedente di un Assessore, che adesso non è
presente in Commissione, che si è divertito in tal senso. Ritengo anche che sia una
forma di mancato rispetto nei confronti dell'Istituzione.
Quello che dico semplicemente è che, per quanto riguarda il tema dell'emergenza
casa, nessuno vuole - almeno, parlo per me - dire che non è stato fatto nulla; non è
mai stato detto, non l'abbiamo mai detto, parlo del nostro Gruppo, però penso che sia
sbagliato - e qui mi riferisco al Consigliere Paolino - negare (cosa che lui in parte
non ha fatto, ma, secondo me, è la conseguenza del non volere fare un Consiglio
aperto, etichettandolo come forma di campagna elettorale) il fatto che sia un tema
molto sentito in questa Città. È un tema molto sentito in questa Città, come in tante
altre Città; come diceva il Consigliere Cervetti, i temi della povertà sono temi nuovi
per modo di dire, nel senso che, in realtà, non sono nuovi, ma purtroppo stanno
dilagando sempre più, colpendo settori che, una volta, non esistevano. Per esempio,
una volta non c'erano i poveri da lavoro, perché il reddito era sufficiente per coprire
il fabbisogno del proprio nucleo familiare; oggi abbiamo persone che lavorano, che
hanno un reddito e che sono comunque povere e si rivolgono a tutta una serie di
servizi sociali.
Detto questo, proprio perché è un tema sentito dal Consiglio Comunale in tutte le sue
parti, credo che, in questo momento, respingere una richiesta di apertura verso la
Città sia un atto di chiusura che questo Consiglio, che è diverso dalla Giunta (la
Giunta sta procedendo nel suo operato), dovrebbe fare in tutte le sue parti. Quindi,
invito la maggioranza a sottoscrivere la proposta di mozione; lo dico sinceramente,
perché se vogliamo dimostrare che questo Consiglio Comunale è interessato al tema,
se vogliamo dimostrare che questo Consiglio Comunale è sensibile al tema ancor di
più rispetto a quello che è stato già fatto, allora è utile fare un Consiglio aperto,
coinvolgendo tutte le parti sociali. Perché non farlo?
Sinceramente, vi invito a ripensarci con calma, non dobbiamo deciderlo oggi…
(INTERVENTO FUORI MICROFONO). Ho capito così dal suo intervento,
Consigliere Paolino; magari ho capito male, ma valutiamo insieme, perché potrebbe
essere una bella iniziativa del Consiglio Comunale, che, in qualche modo,
giustamente ascolta coloro che operano nella nostra Città e che con la Città vogliono
farsi parte per dare una risposta ad un'emergenza sociale che continua a crescere.
Penso che sia questo il punto e, quindi, invito la maggioranza a ripensarci e a non
etichettare tutto come campagna elettorale; piuttosto valutiamola insieme, magari
non adesso, lo farete in Conferenza dei Capigruppo, ma non bollate la cosa così,
perché è un'occasione persa per la Città.

PORCINO Giovanni (Presidente)
(INTERVENTO FUORI MICROFONO). Si, la posso fare anche io; la proposta di
mozione non è stata discussa, perché è stata protocollata un quarto d'ora fa e, quindi,
sarà oggetto di dibattito domani in Conferenza dei Capigruppo. Ogni altra
valutazione è demandata a quella sede.
La parola al Consigliere Alunno.

ALUNNO Guido Maria
Dico una cosa semplicissima: negli ultimi sei mesi, abbiamo fatto almeno cinque
Commissioni sul tema della casa, concordate con i Consiglieri di maggioranza e di
minoranza nella programmazione dei lavori, decidendo insieme - mi rivolgo ad
alcuni dei Consiglieri che hanno condiviso con me questa scelta - che quello fosse
uno dei temi centrali su cui il Consiglio doveva concentrarsi, proprio riconoscendo la
necessità di approfondire, di comprendere meglio e di verificare l'utilità degli
strumenti, alcuni dei quali sono partiti in tempi più lontani e, forse, oggi mostrano
una maggiore debolezza, proprio perché la crisi morde in maniera più forte e perché
sono cambiate le situazioni generali.
Ha partecipato l'Assessore Regionale alla casa, hanno partecipato due volte i vertici,
nella persona del Presidente, di ATC, un'altra volta ha partecipato una delle
Consigliere del Consiglio di ATC, per affrontare temi specifici e temi generali.
Avevamo immaginato di approfondire ulteriormente il tema andando a verificare
l'esperienza dell'housing sociale e del co-housing, per comprendere quanto queste
esperienze oggi stiano contribuendo a dare una parte delle risposte di cui necessita la
Città. È chiaro a tutti che il tema è molto complicato e che ci sono degli aspetti nuovi
che vanno approfonditi con maggiore attenzione, però non è giusto non riconoscere
che, in questi anni, sono stati spesi tempo, risorse e pensiero, che è stata fatta una
mole di lavoro per cercare di fronteggiare queste difficoltà e che questo lavoro è stato
fatto con una grande capacità dell'Amministrazione di coinvolgere un'infinità di
soggetti privati, del privato sociale, che hanno finanziato, sostenuto, organizzato e
partecipato per pensare con noi quelle che sono le risposte e che hanno cercato di
aiutarci a capire come rendere più adeguate le risposte.
Adesso, cito il caso dell'autocostruzione, che diceva il Consigliere Marrone; quella
potrebbe diventare una possibilità, ma non lo è ancora, perché è Legge, ma manca un
Regolamento attuativo che noi - insieme a lei, Consigliere - abbiamo chiesto
all'Assessore Regionale come urgenza da parte della Città. Adesso non è che noi lo
diciamo e lui lo ha fatto, però abbiamo condiviso con lei che quella può essere una
parte delle risposte. Per comprenderci, sarebbe una parte veramente esiziale, ma non
risolve i problemi, neanche per idea; io condivido quello strumento e quello
strumento sarà uno dei tantissimi strumenti che si possono mettere in campo (e lo
facciamo volentieri). Potrà essere l'ulteriore tassello che aumenta la capacità di dare
risposte a quella fascia di soggetti che potranno goderne attraverso l'autocostruzione
e, più rapidamente, potrebbero venire nella disponibilità ed andare ad occupare case
ATC o altro.
Questo è per dire che non c'è una preclusione a prescindere rispetto alle proposte che
possono arrivare da chiunque in questo Consiglio. C'è una Commissione che ha
deciso che quella è una delle priorità da affrontare, c'è una disponibilità a discutere
in quella sede tutti gli strumenti che ciascuno vorrà mettere in campo, e non è certo la
Vicesindaco, o gli Uffici, o ATC (che ha partecipato tre volte); una disponibilità di
questo tipo da parte di tutti mi pare che non sia una cosa normale. Arrivare oggi e
dire: "C'è un'emergenza e non ve ne siete mai accorti, per cui adesso dobbiamo
discuterne in Consiglio" mi pare un percorso diverso rispetto a quello che abbiamo
proposto noi.
Continuo a credere che, se l'obiettivo è affrontare i problemi per approfondirli
insieme e cercare delle risposte, è quell'altro il percorso corretto; se, invece,
vogliamo spettacolarizzare il tema, magari con questo anche riuscendo ad arrivare un
po' prima ad un Regolamento attuativo in quel caso o a qualche altra questione, è
un'altra strada. Sono più abituato a cercare insieme le soluzioni, anche un po' più
silenziosamente; non l'ha detto il mio Capogruppo, ma lo dico io: sono contrario a
fare un Consiglio aperto sul tema, mentre sono assolutamente favorevole a
continuare a dare centralità a questo tema attraverso dei percorsi, che però devono
essere ordinari, perché, ogni volta che definiamo straordinario un tema, facciamo un
gran cancan per quella giornata e poi, dal giorno dopo, facilmente ce ne
dimentichiamo molto in fretta. Credo che, invece, i percorsi più silenziosi e più
lunghi siano quelli che hanno dimostrato di dare anche delle risposte più adeguate.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola, per la replica, al Vicesindaco.

TISI Elide (Vicesindaco)
Parto da quest'ultimo intervento, perché mi riesce difficile pensare che non vi siano
degli elementi strumentali nel modo in cui si vorrebbe affrontare questo tema, visto
che, come veniva ricordato, sono molte le Commissioni in cui si sono approfonditi in
modo specifico i vari temi legati all'emergenza abitativa con tutti gli interlocutori ed
i protagonisti necessari.
Dopodiché, credo che, a questo punto, sia necessario ribadire alcune di quelle che
sono le scelte della politica della Città, che, in primis, si sono basate sulla
consapevolezza, perchè credo che mai nessuno abbia negato le difficoltà abitative
che ci sono in questa città, come peraltro in tutte le grandi città d'Italia ed in gran
parte d'Europa, perché gli effetti della crisi hanno sicuramente avuto come primo
esito quella della riduzione del reddito e dunque anche il fenomeno della difficoltà
nel mantenimento dell'abitazione.
A proposito della seconda questione, credo che, avendo visto il comunicato della
diocesi, i dati a cui faceva riferimento il Vescovo riguardassero la povertà relativa e
quindi non la povertà assoluta (che, peraltro, sono delle percentuali diffuse in tutta
Italia) relativamente all'area dell'ex provincia di Torino, Città Metropolitana, quindi
non sicuramente sul milione o poco meno di abitanti di questa Città.
Vorrei anche aggiungere che il modo in cui abbiamo affrontato il tema abitativo in
questi anni è stato quello della differenziazione degli interventi. Lo voglio dire per
chiarezza, perché ci sono tanti bisogni di natura diversa e con caratteristiche diverse,
che, quindi, necessitano di risposte differenti. Non abbiamo mai negato che sarebbe
stato necessario avere ancora dei piani casa per avere una maggiore disponibilità di
Edilizia Residenziale Pubblica, ma, tant'è, questo è un dato oggettivo e credo che di
lì in avanti ci siamo attrezzati di conseguenza, anche utilizzando (e ribadisco la bontà
di questa scelta) le risorse derivanti dal procedere del piano delle dismissioni -
peraltro approvato alcuni anni fa da questo Consiglio Comunale - per l'acquisizione
di immobili sul mercato. Sono certa che questo consenta sicuramente di avere una
maggiore celerità nella messa a disposizione, ma, soprattutto, di avere oggi anche la
certezza di costi che, diversamente, vedrebbero probabilmente dei confini diversi.
Aggiungerei anche che l'ATC, come ha anche rappresentato nel corso della
Commissione, si è dotata di fondi per le ristrutturazioni, visto che le Leggi nazionali
oggi ci hanno consentito, anche sulla base di richieste portate avanti dall'ANCI, di
avere una serie di fondi che, in qualche modo, stanno sostenendo l'Edilizia
Residenziale Pubblica, in primo luogo quelli finalizzati alle manutenzioni, tant'è che,
ad oggi, noi abbiamo già avuto l'assegnazione per quest'anno di 500 alloggi di
edilizia popolare e, quindi, abbiamo un trend che ci porterà sicuramente ad avere un
numero maggiore di assegnazioni, proprio perché, grazie a questi interventi, si sta
procedendo più celermente nella possibilità di riassegnare degli alloggi.
Certamente, il tema dei costi dell'abitare sono comuni a tutti e, probabilmente, il
Consigliere Tronzano faceva riferimento ai costi relativi alle utenze, perché, oggi, il
canone per chi è in una situazione di impossibilità economica nelle case popolari è di
40 Euro al mese; è chiaro che il costo delle utenze rappresenta una parte
significativa, ma è anche vero che c'è sempre stato, negli incontri fatti con ATC (che,
ovviamente, facciamo come Città, ma che poi sono stati anche esplicitati), un lavoro
di riorganizzazione all'interno dell'ATC, anche finalizzato proprio ad una maggiore
ottimizzazione di questi costi, per quanto possibile; parallelamente a ciò, come
Assessorato stiamo procedendo con gli enti gestori per capire se possiamo trovare
con loro una sorta di accordo di protocollo affinché, in casi specifici, si riescano a
contenere queste spese e questi costi.
Credo però che, al di là dell'edilizia pubblica, occorra dire che questa Città sta
investendo anche moltissimo nel sostegno all'abitare delle famiglie che hanno un
reddito non adeguato al costo della loro abitazione. Vorrei portare qualche dato:
siamo intervenuti con il sostegno all'affitto e per il sostegno all'abitare in genere
(affitto ed anche utenze) con oltre 1 milione e mezzo di Euro su circa due 2.500
nuclei; con il bando a sostegno alla locazione abbiamo una disponibilità di
erogazione di oltre 3 milioni di Euro, per un totale di circa 5 milioni di Euro.
Inoltre, sempre per tornare all'Edilizia Residenziale Pubblica, ammonta a tre milioni
e mezzo di Euro il fondo della Città di Torino e della Regione Piemonte destinato
alla morosità incolpevole degli inquilini delle case popolari. Quindi, credo che, anche
da questo punto di vista, ci siano degli enormi impegni.
Ritengo che il tema dell'housing a Torino rappresenti una delle punte di eccellenza,
perché non abbiamo mai immaginato gli housing come delle cittadelle dei poveri, ma
come dei luoghi di mix sociale, tant'è che anche tutte le preoccupazioni che ricordo -
anche se non ricoprivo ancora questo ruolo - erano nate nel quartiere di via Ivrea,
quando si doveva costruire quell'housing, e, in realtà, poi sono state mitigate, anzi è
diventato uno degli elementi di riqualificazione di quell'area. L'housing, per come lo
pensa la Città di Torino (non è solo via Ivrea, conosciamo quello di piazza della
Repubblica e molti altri, che anche in qualità di Consiglieri avete avuto la possibilità
di visitare) rappresenta un elemento di mixitè.
Poi è chiaro che, all'interno di questi, vengono inserite delle persone, magari anche
con il sostegno della Città, ma credo che non possiamo pensare di fare delle cittadelle
o dei palazzi dei poveri, ma, semmai, dei luoghi che possono accogliere studenti, che
possono accogliere famiglie con una necessità temporanea e che possono anche
accogliere famiglie in difficoltà che vengono sostenute dall'Amministrazione
Pubblica. Credo che questo sia il miglior modello di housing che possiamo mettere in
campo. Nel tempo, ci sono state una serie di mozioni e penso di non averne mai
sottovalutata o dimenticata alcuna, ma di avere sempre cercato, nei limiti delle
possibilità, di ottemperare.
Per quanto riguarda il piano freddo - credo di averlo già detto, forse in Commissione
-, quest'anno sono stati investiti 800.000 Euro, quasi 200.000 Euro in più dell'anno
passato, molti dei quali, oltre che per accoglienze notturne, finalizzati a fare dei
percorsi di accompagnamento che vedano le persone uscire dalla loro condizione.
Infatti, credo che il problema delle povertà e dei dormitori non sia solo quello di
avere un posto caldo, ma anche di avere qualcuno che ti aiuti ad uscire da quella
condizione, quindi i centri diurni, le mense e anche l'educativa diurna e notturna,
tant'è che, come sapete, quest'anno di notte sono operative due boe, che monitorano
la Città con personale specializzato proprio per verificare le condizioni.
È chiaro che i dormitori non sono dei luoghi di Polizia, per cui se la domanda è come
mai non c'è un presidio della Polizia, è perché sono dei luoghi di accoglienza sociale.
Ci sono degli operatori, ci sono degli educatori, c'è personale qualificato che
controlla, c'è la Croce Rossa, in particolare nel sito della Pellerina, coadiuvata dalle
Forze dell'Ordine - che fanno dei passaggi regolari - e fondamentalmente dalla
Polizia Municipale, ma sicuramente non c'è una presenza fissa di Polizia, perché non
credo che sia questa la finalità di un'accoglienza notturna. (INTERVENTO FUORI
MICROFONO). Se può essere utile alla discussione, aggiungerei il fatto che, anche
sulla Pellerina (infatti, la Croce Rossa è uno dei soggetti più qualificati), i container,
da quest'anno, anziché per otto persone sono solo per quattro, anche proprio per
renderli più vivibili ed abitabili; abbiamo aumentato i numeri dei manufatti, dei
container di accoglienza. Abbiamo ridotto a quattro, poi, se ci sono delle
segnalazioni specifiche, è importante che vengano evidenziate, per carità, non lo
metto in dubbio, ma c'è comunque un monitoraggio, una presenza ed anche una
possibilità, tant'è che il centralino attivo di notte è quello della Polizia Municipale.
In conclusione, facendo riferimento alla sollecitazione del Consigliere Paolino, vorrei
aggiungere che è in prossimità di chiusura (lavorando anche con la Prefettura e con
la Regione, oltre che con i proprietari e le organizzazioni, con cui si è
prevalentemente interfacciata la Regione) il protocollo che definisce la graduazione
dell'intervento della forza pubblica, così come previsto dalla Legge nazionale, per i
morosi incolpevoli attraverso una copertura con un fondo nazionale che è stato
stanziato appositamente.
In ultimo, dal punto di vista delle soluzioni aggiuntive all'Edilizia Residenziale
Pubblica, credo che la nostra Città sia stata la prima ad aver creato l'Agenzia
Metropolitana Lo.C.A.Re., che, quest'anno, produrrà circa 300 soluzioni. Di fatto,
grazie al lavoro di questo Consiglio Comunale e anche alle mozioni che sono nate in
questo Consiglio, abbiamo istituito il Fondo cosiddetto "salva sfratti", che è
diventato una misura nazionale di cui oggi possono beneficiare tutti i Comuni
italiani.
Siamo tra le prime Città che hanno sperimentato questo modello di housing,
certamente c'è ancora da fare e lo si farà, ma credo che le azioni che sono state fatte
vadano proprio nella direzione di ridurre la situazione degli sfratti. Un primo dato,
che ho già riportato in questo Consiglio, è che comunque, per la prima volta, nei
primi sei mesi del 2015 abbiamo avuto un'inversione di tendenza negli sfratti per
morosità; è ancora un'inversione leggera, del 5%, ma è significativa, perché tutti gli
anni, a partire dal 2010, c'è stato un incremento costante degli sfratti per morosità e,
nel 2015, avere registrato questa inversione di tendenza credo che debba essere un
elemento che misura anche il risultato delle azioni che si fanno.

PORCINO Giovanni (Presidente)
Dichiaro concluso il dibattito sulle comunicazioni del Sindaco.

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