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Estratto dal verbale della seduta di Giovedì 19 Novembre 2015 ore 16,00
Paragrafo n. 4

Comunicazioni del Consigliere Tronzano su "Ordine dei lavori".
Interventi

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola, sull'ordine dei lavori, al Consigliere Tronzano.

TRONZANO Andrea
Vorrei che mi ascoltasse il Segretario Generale, perché non capisco se questa volta
posso avere ragione oppure no, nel senso che abbiamo approvato uno Statuto che per
entrare in vigore deve essere pubblicato in Regione (secondo il Testo Unico degli
Enti Locali, articolo 6) per 30 giorni.
Attualmente è ancora in vigore il vecchio Statuto e stiamo invece proponendo una
modifica del Regolamento che si basa sul nuovo Statuto. Siccome secondo me questa
è una procedura illegittima, da quello che posso vedere sul Testo Unico degli Enti
Locali, credo che ci sia necessità di approfondire in maniera evidente questo punto
relativo all'articolo 6 del Testo Unico degli Enti Locali.
Vorrei che il Presidente non archiviasse questa mia richiesta come al solito in due
secondi, ma che la valutasse con grande attenzione, perché la questione mi viene
sollevata non da un politico, da uno che non tratta la materia giuridica, ma mi viene
sollevata da qualche personalità del mondo giuridico. Quindi, chiedo al Presidente un
approfondimento su questo tema.

PORCINO Giovanni (Presidente)
Consigliere Tronzano, io non mi permetto di liquidare banalmente le questioni da lei
poste e non credo di averlo mai fatto. Se non erro, credo che la vicenda sia stata già
affrontata dal Segretario Generale in una Conferenza dei Capigruppo che abbiamo
dedicato al tema. Quindi, non ho capito bene quale sia la natura di questa nuova
contestazione; non so se il Segretario ha inquadrato l'oggetto dell'obiezione.

TRONZANO Andrea
Presidente, se convoca una Conferenza dei Capigruppo, le spiego meglio e
valutiamo.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola al Segretario Generale.

PENASSO Mauro (Segretario Generale)
C'è una discussione che è stata fatta in modo congiunto di entrambi i testi per
consentire di avere un quadro complessivo della riforma, perché una discussione
fatta singolarmente non lo avrebbe consentito. Questa è la motivazione che è stata a
fondamento della discussione congiunta.
C'è una risposta che io ho già dato per iscritto ad altri che mi hanno posto la
questione per cose analoghe. C'è una deliberazione del Regolamento che ha un
parere di regolarità tecnica favorevole, che contempla anche una valutazione di
legittimità. C'è un emendamento alla deliberazione del Regolamento che vi sarà
sottoposto e che è depositato e che avete a vostre mani, che prevede con chiarezza
che il Regolamento entra in vigore dopo l'entrata in vigore dello Statuto.
L'emendamento è il numero 3126 bis che dice: "di dare atto che il presente
Regolamento", qualora fosse stato necessario farlo, "entrerà in vigore a far data
dall'entrata in vigore delle modificazioni al testo statutario introdotte con
deliberazione numero meccanografico..." eccetera.
Quindi, dal mio punto di vista ritengo che non ci siano problemi; ovviamente la mia
è una opinione.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola al Consigliere Tronzano.

TRONZANO Andrea
Sì, ma è un emendamento che deve essere ancora approvato. Questa è la base.
Dopodiché, capisco che il Segretario Generale sia il nostro nume tutelare in questo
caso, però c'è qualcosa che non funziona, perché abbiamo approvato la carta
costituzionale e adesso stiamo modificando il Regolamento sulla base di un
emendamento che dobbiamo ancora approvare.
È chiaro che i pareri all'interno di quest'Aula sono del Segretario Generale; però, ci
premuniremo per lunedì di capirne di più.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola Consigliere Carbonero.

CARBONERO Roberto
Io vado avanti, indipendentemente dall'accorpamento, perché l'argomento che avevo
iniziato sul pluralismo autonomistico è un testo molto lungo.
Lo Stato rappresenta l'Ente Pubblico per eccellenza. Lo Stato-Amministrazione è il
più importante soggetto attivo dell'Ordinamento, dotato di caratteristiche esclusive;
infatti, esso si configura come Ente sovrano, in quanto è sovraordinato a tutti gli altri
soggetti che operano nell'ambito dell'Ordinamento; Ente politico, poiché persegue
fini di interesse generale; Ente necessario e ad appartenenza necessaria, in quanto, da
un lato, la sua esistenza è fondamentale per il perseguimento di pubblici interessi e,
dall'altro, tutti cittadini fanno parte di esso.
Autorevole dottrina ha affermato che la personalità giuridica dello Stato-
Amministrazione costituisce un dato incontestabile, ciò in base a quanto stabilito da
più di un disposto normativo. Infatti, l'articolo 28 della Costituzione ammette una
responsabilità civile dello Stato e degli Enti pubblici; l'articolo 42 e l'articolo 828 del
Codice Civile riconoscono la possibilità per lo Stato di essere proprietario di beni. Il
Decreto Regio n. 2440 del 1923 parla di contabilità dello Stato; fa riferimento alla
rappresentanza e alla difesa dello Stato; infine, gli articoli 39 e 42 della Legge n. 87
del 1953 disciplinano i rapporti ed i conflitti di attribuzione tra Stato e Regioni.
Alla luce di suddette norme, dunque, si evince in maniera chiara che lo Stato è
dotato, appunto, di personalità giuridica.
Con riferimento allo Stato quale Ente pubblico si pone anche il problema della sua
soggettività unitaria, vale a dire se lo Stato si può considerare unico soggetto
giuridico, ovvero se nasconde una pluralità di soggetti giuridici. La dottrina
maggioritaria ha risolto tale disputa sulla base della considerazione che lo Stato
risponde verso i terzi come un soggetto unitario e presenta numerose strutture di
raccordo, quale l'Avvocatura dello Stato e la Corte dei Conti. Pertanto, sembra
preferibile la tesi secondo cui lo Stato costituisce un soggetto unitario, anche se si
tratta di un soggetto dalla soggettività del tutto particolare, cioè fisiologico, in virtù
della sua struttura.
Gli Enti pubblici diversi dallo Stato. Il termine ente deriva dal latino ens e significa
'ciò che è'...

PORCINO Giovanni (Presidente)
Consigliere Carbonero, il tempo a sua disposizione è terminato.
La parola al Consigliere Tronzano.

TRONZANO Andrea
Naturalmente ne parlo con rispetto, perché non c'è nessuna intenzione polemica nei
confronti del Segretario Generale. Chiederei, per favore, il parere per iscritto, con il
quale mi riservo di procedere e andare dal Prefetto, perché credo di aver ragione,
naturalmente con tutto il rispetto per le interpretazioni del Segretario, lo ripeto, senza
nessuna polemica, però non si può continuare senza avere un parere sovraordinato
rispetto a queste cose. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). No, ma ci sono
esempi anche diversi: il Comune di Portacomaro, per esempio, si è comportato
diversamente. Ho bisogno di un parere per iscritto, Presidente e Segretario,
dopodiché mi riservo di procedere, se avrò titolo per farlo.

PORCINO Giovanni (Presidente)
Capisco le sue obiezioni, Consigliere, ma il parere è già presente sulla deliberazione
ed è il parere di regolarità tecnica espresso dagli Uffici; il Segretario ha a più riprese
risposto, ha espresso la propria opinione sulle obiezioni e sui rilievi posti, anche in
Aula.
Credo che in questa sede, Consigliere, non sia il caso di insistere con questioni di
natura tecnica. Se a latere viene richiesto un parere, si tratta di un dialogo tra lei e il
Segretario, che prescinde dalla discussione d'Aula. Per cortesia, quindi in questa
sede, Consigliere Tronzano, le chiedo veramente di superare le questioni di natura
tecnica, perché non ci competono, è una richiesta che formulerà al Segretario
Generale, ma non riguarda la dinamica d'Aula.
La parola al Consigliere Tronzano.

TRONZANO Andrea
Mi perdoni, Presidente, non è una questione di lana caprina. Stiamo ancora
discutendo su un Regolamento e quell'emendamento, che giustamente sottolineava il
Segretario Generale, non è stato approvato.
Secondo la mia interpretazione - e non solo mia, naturalmente - stiamo discutendo di
uno Statuto nuovo che non ha avuto la vacatio di 30 giorni, dopodiché avremmo
potuto discutere il Regolamento. Dobbiamo votare quell'emendamento e non lo
abbiamo ancora fatto, ma nel frattempo stiamo discutendo.
Allora non mi sembra una questione di lana caprina, Presidente. Poi non ne faccio
più una questione di Aula, ne discuteremo in Commissione, ma vorrei, se fosse
possibile, il parere scritto, tutto qua, e le chiedo di farsi garante di questo.

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