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CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Riprendiamo l'esame della proposta di deliberazione n. mecc. 201502280/094, presentata dalla Giunta Comunale in data 29 maggio 2015, avente per oggetto: "Riforma del decentramento e della partecipazione - Approvazione nuovo Regolamento del decentramento". CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Riprendiamo l'analisi dell'accorpamento degli emendamenti dal n. 1 al n. 19. La parola al Consigliere Ricca. RICCA Fabrizio Mi ricollego a quanto diceva il Consigliere Tronzano, in quanto tutte le volte che la sinistra tenta di fare qualcosa verso il decentramento poi sbaglia; lo vediamo con la riforma del titolo V della Costituzione del '99 e lo vediamo adesso con questa riforma del decentramento, che non prende in considerazione l'esigenza dei territori, ma l'esigenza politica di poter garantire la propria presenza sul territorio. È per questo motivo che io alla sinistra dico che può fare tutta la riforma delle Circoscrizioni che vuole, ma, probabilmente, il prossimo anno non ne governerà neanche una. Quindi, credo che un pochino di arroganza in meno da parte di questa maggioranza possa consentire di fare una valutazione quando il prossimo anno poi non governeranno nessuna delle sette Circoscrizioni. Poi, sarei curioso di vedere tutti quelli che sono i capetti di Circoscrizione, i vari ras di quartiere che oggi vivono grazie alle Circoscrizioni cosa faranno domani quando saranno in opposizione. Saranno a lamentarsi, dicendo che grazie a questa riforma all'interno delle aule circoscrizionali non ci sarà democrazia, che non ci sarà un'adeguata rappresentanza territoriale, che ci saranno delle situazioni che non gli permetteranno di poter svolgere la vita politica. Quasi mi verrebbe da pensare: allora, gli sta bene, perché dopo anni e anni di gestione clientelare all'interno dei parlamentini di quartiere, questo diventa poi quasi un insegnamento. Io, però, poi penso al bene dei cittadini che oggi noi rappresentiamo e dico che questa riforma non fa il bene loro, nonostante io credo un bagno di umiltà da parte della maggioranza con un bel po' di opposizione non sarebbero neanche capaci di farlo, perché se non sono in grado di fare la maggioranza figuriamoci fare l'opposizione. Tutto questo, probabilmente, potrebbe insegnargli qualcosa. E ve lo insegneremo noi, con questa maratona di 133 votazioni, ad una media di 70 ore di Aula e noi, Presidente, ci metteremo nella condizione di far diventare queste ore di Aula un vero e proprio inferno. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) La parola, sull'ordine dei lavori, al Consigliere Greco Lucchina. GRECO LUCCHINA Paolo Non è mia intenzione nella maniera più assoluta interferire su quelle che sono le calendarizzazioni delle Commissioni Consiliari, in maniera particolare della Conferenza dei Capigruppo di domani, che, da protocollo, mi pare sia prevista per le ore 13.30. Alla luce di quello che è stato ricordato e di quella che sarà una vera e propria maratona per arrivare all'approvazione dell'atto, io credo che nell'organizzazione dei lavori dei prossimi giorni, e quindi nelle calendarizzazioni delle sedute di Consiglio, si tenga conto delle esigenze di tutti. Non vorrei avere la sensazione che il Consiglio Comunale venisse calendarizzato semplicemente perché c'è la presenza garantita della maggioranza. Questo mi sembrerebbe un bel gesto di concordia all'interno di tutti i partiti e di tutti i Gruppi che vengono rappresentati e chiedo al Presidente di farsi garante di questa mia richiesta. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) La ringrazio. Lei fa appello alla concordia. Io ho sentito prima che non è stata trovata concordia rispetto ai contenuti; spero che almeno su queste cose ci sia una concordia, ma, come lei ben sa, è la Conferenza dei Capigruppo che fa i calendari. La parola al Consigliere Magliano. MAGLIANO Silvio Ci sono alcuni punti della Riforma, rispetto al nostro Regolamento, che varrebbe la pena ripercorrere come riportati in narrativa e lo faccio - come ho fatto sul tema dello Statuto della Città quando lo modificavamo - anche per ricordare, Consiglieri, che cosa stiamo andando a modificare e che cosa viene esattamente disatteso, nonostante in narrativa venga detto altro poi rispetto agli intenti dell'azione della maggioranza. Qui si dice che: "Con una serie di modificazioni del testo regolamentare, e nel rispetto dei principi e delle norme introdotte nello Statuto in materia di Circoscrizione e decentramento, cambiano significativamente la fisionomia, il numero, la delimitazione territoriale, il valore ed i compiti delle realtà circoscrizionali torinesi, fornendo nuovi strumenti di razionale efficienza organizzativa e di responsabilità di gestione nel quadro delle compatibilità complessive e degli imperativi di razionalizzazione finanziaria generale". Anche questo, alla luce del testo che è emerso poi da quest'Aula, mi pare abbastanza non corrispondente a ciò che abbiamo finora votato. "Le competenze delle Circoscrizioni, sinora legate a schemi che risentivano di un contesto storico e giuridico-amministrativo assai risalente è superato, acquistano una configurazione più moderna, efficace ed aggiornata, potendo così fornire ai cittadini una vasta gamma di servizi in modo più agile, diffuso e, con il percorso di realizzazione di Sportelli Unici Circoscrizionali per la cittadinanza (articolo 40 Regolamento), più tempestivo e capillare sul territorio". Io quando sento la parola "sportello unico" mi preoccupo un po', perché ha più a che fare con lunghe code di cittadini che cercano informazioni su qualsiasi cosa e spesso vengono dirottati o non informati nel modo più corretto rispetto ai temi che i cittadini pongono. Va avanti e dice: "Le modifiche del Regolamento del Decentramento, in armonia con i nuovi principi statutari cittadini, tendono ad armonizzare elementi importanti quali l'ormai indifferibile aggiornamento giuridico-normativo, la razionalizzazione dei costi complessivi...", e abbiamo visto che non accadrà alcun tipo di razionalizzazione, se non per qualche centinaia di migliaia di Euro, ma non di sicuro quelle riforme che abbattono i costi della Pubblica Amministrazione, "...l'ottimizzazione delle competenze in ambito decentrato..." e anche su questo siamo stati molto critici, "...e nel contempo salvaguardare la tradizione storica del partecipazionismo cittadino, mantenendo e sviluppando, pur con una ormai indispensabile riduzione del numero complessivo di Circoscrizioni, le ampie potenzialità ed i servizi offerti ai cittadini dalle sedi circoscrizionali, e garantendo..."... CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Grazie, Consigliere Magliano. La parola al Consigliere Carbonero. È già intervenuto il Consigliere Ricca per tre minuti, lei ha due minuti. CARBONERO Roberto A questo punto chiedo a verbale, perché probabilmente non ho capito come funziona, perché sapevo che, se fa parte degli accorpati dei proponenti, si ha cinque e tre, così mi avevano spiegato. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Se è firmatario di quelli accorpati, so che era cinque e tre. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Noi siamo firmatari degli emendamenti accorpati, avevo capito che, se si è firmatari degli emendamenti accorpati, si hanno cinque e tre minuti. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) No. CARBONERO Roberto Chiedo scusa. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Prego, due minuti. CARBONERO Roberto Allora, la volta scorsa, verso il finale del trattamento della Riforma del Decentramento, avevo iniziato a parlarvi del pluralismo autonomistico. Credo che sia un argomento importante, perché potrebbe aprire un po' le menti a quello che è nel complesso questo tipo di provvedimento. Quindi, mi limito a leggervi quello che dicono i testi sul pluralismo autonomistico. "La struttura organizzativa della Pubblica Amministrazione alla luce dei principi costituzionali. La struttura amministrativa della Pubblica Amministrazione va esaminata alla luce delle disposizioni costituzionali dettate in materia; in particolare non si può prescindere dal dettato degli articoli 95 e 97 della Costituzione. Lo Stato-amministrazione è un soggetto giuridico che agisce per fini propri, al pari degli altri soggetti pubblici o privati, ed è anch'esso vincolato all'osservanza delle norme giuridiche vigenti. Lo Stato, tuttavia, non è l'unico Ente pubblico dell'ordinamento italiano, ove, infatti, vige il principio del pluralismo della Pubblica Amministrazione, per cui, coesistono, accanto allo Stato, altri soggetti che perseguono fini di interesse pubblico. La funzione pubblica viene svolta attraverso una posizione giuridica pubblica che è qualificata: potestà; per potestà amministrativa si intende quel potere di supremazia riconosciuto ad un Ente pubblico al fine di raggiungere gli obiettivi individuati da quegli organi che devono individuare l'indirizzo politico dell'Amministrazione. I fini pubblici predeterminati e che l'Ente pubblico ha il potere-dovere di realizzare sono definiti fini istituzionali dell'Ente. La struttura pluralistica della Pubblica Amministrazione trova riscontro nella stessa Costituzione ed in particolare nell'articolo 2 e 5 della Costituzione". CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Grazie, Consigliere Carbonero. La parola al Consigliere Greco Lucchina. GRECO LUCCHINA Paolo Il Consigliere Magliano mi ha chiesto di proseguire, perché ci teneva a ribadire, con quello che stava leggendo, un concetto che probabilmente, essendo lungo da leggere, chiarirà meglio lui nel suo successivo intervento. "Uno dei principali argomenti di dibattito in seno alla Commissione Consiliare Speciale per la Riforma del Decentramento è stata la definizione del numero delle Circoscrizioni. Al termine di un'ampia discussione la Commissione ha condiviso di proporre al Consiglio il numero di sei. Questo provvedimento prende atto delle risultanze del lavoro della Commissione e, nel pieno rispetto delle prerogative consiliari propone, attese altresì le ultime indicazioni pervenute dai Presidenti delle Circoscrizioni e nel pieno rispetto della dialettica consiliare, l'allegato articolato. La prima serie di interventi modificativi riguarda una serie di adattamenti normativamente vincolati per le sei nuove Circoscrizioni cittadine, in relazione alle indicate sopravvenienze via via intercorse, specialmente nell'ultimo decennio, nel corpus legislativo nazionale. In questa prospettiva, si situano, per esempio, le regole che disciplinano la cosiddetta 'democrazia di genere', e cioè la vincolante osservanza di principi di pari opportunità e di azioni positive che consentano una rappresentanza modellata sulla parità di accesso tra donne e uomini nella designazione dei componenti degli organi elettivi. A questo proposito, la Legge 23 novembre 2012 n. 215 ha fissato una serie importante di regole generali per l'elezione e la formazione delle liste, che trovano una puntuale e completa applicazione. Anche in materia di pubblicità e trasparenza, ed in particolare in ordine all'attuazione del recente Decreto Legislativo..."... CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Grazie, Consigliere Greco Lucchina. GRECO LUCCHINA Paolo Scusi, non ho tre minuti? CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Era già intervenuto il Consigliere Liardo. GRECO LUCCHINA Paolo Mi scusi, Presidente. |