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Estratto dal verbale della seduta di Giovedì 19 Novembre 2015 ore 10,00
Paragrafo n. 13
MOZIONE 2015-05438
(MOZIONE N. 102/2015) "ACCORPAMENTO EMENDAMENTI ALLA DELIBERAZIONE MECC. 2015 02280/094 AVENTE AD OGGETTO 'RIFORMA DEL DECENTRAMENTO E DELLA PARTECIPAZIONE APPROVAZIONE NUOVO REGOLAMENTO DEL DECENTRAMENTO.'" PRESENTATA DAL PRESIDENTE PORCINO E DAI CONSIGLIERI PAOLINO ED ALTRI IN DATA 6 NOVEMBRE 2015.
Interventi

PORCINO Giovanni (Presidente)
Passiamo all'esame della seguente proposta di mozione n. mecc. 201505438/002,
presentata in data 6 novembre 2015, avente per oggetto:

"Accorpamento emendamenti alla deliberazione mecc. 201502280/094 avente ad
oggetto 'Riforma del decentramento e della partecipazione - Approvazione nuovo
Regolamento del decentramento'"

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola al Consigliere D'Amico.

D'AMICO Angelo
Presidente, credo che parlerò quando in Aula ci sarà una situazione tale da poter
intervenire.

PORCINO Giovanni (Presidente)
Consiglieri, accomodatevi ai vostri posti e rimanete in silenzio
Prego, Consigliere D'Amico.

D'AMICO Angelo
Ci troviamo nuovamente di fronte alla solita proposta di mozione di accorpamento,
unica arma che ha questa maggioranza per confrontarsi con le forze di opposizione.
Non accettando il confronto, utilizza questo strumento, lecito, che il Regolamento gli
consente.
Detto ciò, anche se il Capogruppo del PD, Paolino, è uscito, vorrei sottolineare un
aspetto. Su queste proposte di deliberazione abbiamo cominciato l'attività in
Commissione, dove, all'inizio, c'è stata una fase di confronto tra tutte le forze
politiche; dopodiché, queste proposte di deliberazione sono state stralciate nelle
camere chiuse delle segreterie dei partiti. Abbiamo cercato più volte il confronto, più
volte abbiamo parlato con il Sindaco e con il Capogruppo del Partito Democratico ed
abbiamo utilizzato tutti gli strumenti atti affinché si potesse terminare questa
pantomima.
Abbiamo anche cercato di abbassare quelle che erano le nostre richieste, quindi
accontentandoci di variazioni che permettessero alle forze di opposizione di poter
portare a casa qualcosa e di poter contare anche loro in questa riforma.
Tutto ciò non è stato accettato e, a questo punto - mi perdoni, Presidente -, credo che
sia giusto che questa maggioranza sia purgata politicamente con i nostri noiosi e
continui interventi, che nulla dicono in effetti. Chiedo scusa, sin da subito, agli
Uffici, per il tempo che faremo perdere loro, e ai cittadini che ci seguono. Purtroppo,
abbiamo messo il nostro impegno, abbiamo cercato il confronto, ma abbiamo sempre
trovato un muro da parte del Partito Democratico; di conseguenza, prendetevi queste
purghe, dopodiché non ci attaccate di voler far perdere tempo.
Come ripeto, fino a 24 ore fa abbiamo fatto una proposta al Sindaco, che non
accontentava tutte quante le forze politiche di opposizione, ma che cercava di fare
una sintesi e voleva anche chiudere questa vicenda. Le proposte avanzate dalle
minoranze scendevano al ribasso da quelle che erano le nostre richieste iniziali, ma,
nonostante questo, non sono state accolte, anzi, ci è stato risposto: "Noi andiamo
avanti", con una tracotanza politica da fine impero che distingue da sempre questa
maggioranza.
A questo punto, noi resteremo fermi sulle nostre posizioni, saremo molto
intransigenti, saremo molto verbosi nei nostri interventi e, molto spesso, faremo
appello a lei, Presidente; già da subito mi scuso con l'Ufficio di Presidenza se, a
volte, saremo anche un po' intemperanti, ma, purtroppo, come disse il vecchio John
Rambo, non siamo stati noi a volere iniziare questa guerra, che ci è stata imposta dal
Partito Democratico. Di fronte ad una guerra non ci tiriamo indietro e siamo uniti più
che mai; anzi, ringrazio le forze di maggioranza perché con questo loro
atteggiamento non hanno fatto altro che unire ancora di più le forze di opposizione e,
in virtù di questo aspetto, noi saremo spesso e volentieri noiosi, vi illustreremo alcuni
aspetti negativi di questa riforma e cercheremo di farvi capire quelli che erano i
nostri emendamenti, il valore che avevano ed il valore aggiunto che potevano portare
alla stessa.
In altre circostanze invece faremo interventi che con il merito avranno poco a che
fare, per dare il senso di come questa riforma sia stata fatta con i piedi; è partita con
dei buoni intenti, ma, alla fine, è uscita in maniera distorta.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola al Consigliere Liardo.

LIARDO Enzo
Vorrei ripercorre brevemente, avendo l'attenzione della Consigliera Onofri, se è
possibile... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Non era né sottoforma di
rimprovero, né nient'altro. Vorrei ripercorrere le tappe di questa riforma, che,
inizialmente, è stata dibattuta e anche costruita all'interno della Commissione, della
quale ho fatto parte, però - devo dirlo per onestà intellettuale - l'opposizione fatta da
tutti i Gruppi, all'infuori del Movimento 5 Stelle, in realtà non ha mai potuto fare una
proposta che in qualche modo potesse cambiare questa riforma per come era stata
strutturata. Sono arrivati alcuni suggerimenti dalle Circoscrizioni e, sulla base di chi
li inviava, venivano in qualche modo tenuti in conto.
Per quanto concerne il numero delle Circoscrizioni, cara Consigliera Onofri, non
abbiamo mai detto nulla prima di arrivare all'approvazione dello Statuto. Abbiamo
solo cercato, in qualche modo, di far capire quali fossero le nostre intenzioni
attraverso l'ostruzionismo. Poi, in maniera sicuramente responsabile, ci siamo seduti
attorno ad un tavolo e, per la prima volta (voglio sottolinearlo affinché rimanga a
verbale), abbiamo fatto una proposta come minoranza - vorrei ricordare a tutti che
comunque questa minoranza comprende una parte importante della città, calcolata
nel 30-35% -, per cui io ero convinto, dall'alto della mia positività, che in qualche
modo se ne fosse tenuto conto, anche perché era una proposta che non andava a
scombinare gli equilibri all'interno del PD. Infatti, voglio ricordare e sottolineare che
il passaggio da sei a sette (anche in questo caso noi siamo stati spettatori impotenti) è
stato un accordo tra Partito Democratico ed i Moderati.
Abbiamo cercato di fare la nostra proposta, che non era solo… Presidente,
gentilmente, fermi il tempo, so che la Consigliera Onofri mi sente, ma ho veramente
difficoltà... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Prima ancora di parlare del
numero delle Circoscrizioni, abbiamo notato che non vi era assolutamente uniformità
per quanto concerne - voglio sottolinearlo - quelli che sono stati i quartieri storici e
che logisticamente si sposavano anche bene assieme. La proposta era quella di
arrivare a otto Circoscrizioni, perciò non sarebbe cambiato molto a livello di numeri,
ma siamo passati da sei a sette per una proposta che era stata fatta dalla maggioranza.
Pensavamo di passare da sette a otto, mantenendo gli attuali territori, accorpando
solo, anche perché logisticamente si sposano bene, la Circoscrizione 10, che è la più
piccola in ordine di abitanti, con la Circoscrizione 9; quella era il primo passaggio.
Il secondo passaggio - Consigliera Onofri, lo dico veramente con cognizione di causa
- era mantenere la collina in maniera a sé stante; ha i suoi problemi allargandola fino
a Sassi e, ovviamente, non aveva una quantità sufficiente di abitanti, però veniva
compensata da una assoluta lunghezza e densità di territorio. Perciò, praticamente,
bisognava mantenere la collina a sé e riportare la zona di San Salvario al centro,
mantenendo Vanchiglia ed Aurora assieme, perché anche qui sono state catapultate
nella zona Centro, ma non ne vedo assolutamente la storicità rispetto al quartiere del
Centro. Di conseguenza, si trattava semplicemente di arrivare ad otto Circoscrizioni,
mantenere gli equilibri e avremmo anche accettato - anche se tra di noi non tutti
eravamo d'accordo - la questione relativa sia al Regolamento, che allo Statuto.
Prima di iniziare il nostro confronto, che sicuramente non sarà nel merito, ma sarà
ostruzionistico, ci tenevo ad approfondire questo aspetto e a sottolineare che non c'è
stata la minima disponibilità - vorrei che fosse registrato - da parte dei banchi della
maggioranza. La ringrazio, Presidente, per avermi concesso qualche secondo in più.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola al Consigliere Ricca.

RICCA Fabrizio
Mi ricorda i tempi a disposizione, Presidente?

PORCINO Giovanni (Presidente)
Cinque minuti uno per Gruppo e tre minuti gli altri.

RICCA Fabrizio
Questa proposta di mozione di accorpamento è l'ennesima dimostrazione che si
vuole provare a fare la gara con il righello per far vedere chi ce l'ha più lungo.
Questo ci porterà di nuovo di fronte ad un muro contro muro e ci fa capire la
piccolezza della maggioranza; ad esempio, per il fatto che si autoapplaudano per aver
votato lo Statuto della Città di Torino con tre votazioni senza una maggioranza
qualificata, che è quella che avrebbe dovuto dare la misura della condivisione di
questo atto. È per questo motivo che… Presidente, se garantisce il silenzio, posso
anche intervenire… (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Se non si ha interesse,
si può anche uscire, perché non credo che sia obbligatorio ascoltare gli interventi, e,
poi, fuori ci sono degli strumenti che permettono di ascoltare il dibattito che avviene
in Aula senza rimanere in Aula e, quindi, senza disturbare il lavoro degli altri.
Detto questo, la votazione alla quale abbiamo assistito prima ha dimostrato - come
ho detto - la piccolezza di questa maggioranza, che non è capace di trovare una
sintesi, che non è capace di trovare un accordo e che, il prossimo anno, verrà punita,
non da questa opposizione, ma dalla gente che è fuori dal Consiglio Comunale.
Probabilmente, lo schiaffo che prenderanno li farà girare intorno per cinque anni e
forse, se un giorno si troveranno di nuovo a governare qualcosa (magari una delle
sette Circoscrizioni che hanno previsto), si ricorderanno di quanto sono stati
arroganti e presuntuosi e magari torneranno a confrontarsi con chi rappresenta allo
stesso loro modo i cittadini torinesi.
Anche perché l'immagine della città che riflette lo specchio di questo Consiglio
Comunale a sette mesi dal voto è diversa da quella che è la città fuori, perché questo
Consiglio Comunale rappresenta la città del 2011, ma non è più uguale. Sappiamo
perfettamente che il consenso attorno a chi governa oggi è fortemente sceso, tanto
che il Sindaco non ha ancora annunciato la ricandidatura. Quindi, è chiara la
dimostrazione di una paura e la consapevolezza di non essere più in grado di gestire
politicamente la città. Presidente, la invito a ritirare la proposta di mozione di
accorpamento e di permetterci di discutere tutti gli emendamenti uno per uno.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola al Consigliere Carbonero.

CARBONERO Roberto
Ringrazio il Consigliere Ricca per avermi dato la possibilità di avere cinque minuti
per poter esporre il mio pensiero. L'altro ieri siamo stati dal Sindaco, perché come
opposizione eravamo convinti di poter trovare uno spazio di discussione che poteva
sicuramente essere ascoltato ed accettato; oggi, mi rendo conto però che non si è
voluto dare nessun spazio a questo principio.
Parliamo di una riforma sulla quale si è lavorato intensamente, per lunghi mesi, in
modo attivo e che ci ha visto tutti partecipi. Vi faccio la storia perché voglio che
rimanga a verbale e che i cittadini, in qualunque momento lo desiderino, possano
ascoltare esattamente come sono andate le cose. È stato elaborato un documento, uno
Statuto, che, bene o male, ci trovava tutti d'accordo, con dei cambiamenti e con dei
progetti. Lunghi mesi in qualche cassetto, noi pensavamo, ma, in realtà, a gran fatica
e con un gran lavoro - immagino - tecnico e soprattutto di Giunta si è elaborato
questo documento, che è completamente o in gran parte stravolto rispetto a quello
che era il primo documento che è uscito. È un documento che, in teoria, spiazza
anche la maggioranza, perché la stessa maggioranza o, almeno, parte di essa non si
aspettava i cambiamenti che poi si è trovata di fronte come emendamenti della
Giunta.
Nonostante ciò, credo che, da questo punto di vista, faccia bene il suo mestiere e la
maggioranza compatta ha comunque deciso di andare avanti. Uno dice,
convintamente, che queste persone credono seriamente e concretamente in questa
riforma e vogliono che venga attuata così, per cui riflettiamo e chiediamo quale sia la
cosa che comunque sicuramente non può essere attuata (perché mancano i tempi
tecnici affinché ciò avvenga e manca la preparazione al cittadino perché possa
assorbire questo tipo di cambiamento) e sono proprio il numero delle Circoscrizioni
ed i confini delle Circoscrizioni. Di conseguenza, l'altro giorno abbiamo fatto questa
proposta al Sindaco, proposta che credo sia legittimo rendere pubblica (anche perché
credo che, in qualche modo, non sia stata resa pubblica o, comunque, se è stata resa
lo è stata in modo abbastanza artefatto e sicuramente non coerente a come è nata), di
mantenere e votare convintamente quella che è la riforma nei suoi contenuti tecnici,
ma di lasciare, perlomeno per il prossimo quinquennio, i confini delle Circoscrizioni
così come lo sono stati fino ad ora, accorpando due Circoscrizioni (la 1 e la 8 e, poi,
la 9 e la 10) per scendere ad otto Circoscrizioni e, nel 2021, automaticamente, con
confini modificati, scendere ulteriormente a sei Circoscrizioni.
Questo ci sembrava particolarmente coerente perché, intanto, dava la possibilità alla
popolazione ed ai cittadini di abituarsi ai cambiamenti tecnici che sarebbero avvenuti
e, poi, si sarebbero anche mentalizzati, con un anno o due davanti, a quelle che
sarebbero state le loro nuove - diciamo - case di appartenenza e di condivisione. La
risposta è stata negativa e ad una nostra seconda proposta di aprirci, a questo punto,
sulla modifica di quello che poteva essere il contenuto tecnico, inizialmente c'è stato
un quasi si.
Allora, è chiaro il progetto. Il progetto è puramente politico-elettorale da parte di
questa maggioranza che ha beceramente, con il righello, disegnato quelli che erano i
nuovi confini delle Circoscrizioni, dividendosi - credo - non solo palazzi, ma,
addirittura, scale di palazzi, perché lì c'era il cugino, l'amico o l'amico dell'amico,
che avrebbero portato anche solo quei cinque voti che poi possono servire per fare il
prossimo giro.
Oggi è stata proprio la definitiva legittimazione di questo, perché cercare di aprirsi
addirittura magari a rimodellare e a ridefinire lo Statuto, ma guai a toccare la nuova
disposizione fatta con il righello è l'esempio che a questa maggioranza non interessa
assolutamente niente dei cittadini e che l'operazione di riforma del decentramento
non è nient'altro che una specie di garanzia per le prossime elezioni.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola alla Consigliera Ambrogio.

AMBROGIO Paola
Ci ritroviamo ad affrontare la proposta di mozione di accorpamento degli
emendamenti, perché, ovviamente, gli emendamenti continuano - lo hanno detto i
miei Colleghi -, nonostante il tentativo di tutta la minoranza di cercare il dialogo, il
confronto e la mediazione per arrivare ad una proposta di deliberazione condivisa e,
quindi, ad un'approvazione da parte dell'intero Consiglio.
In effetti, abbiamo avuto un'apertura nei giorni scorsi, anche nel corso dell'ultimo
Consiglio, da parte del Sindaco, che abbiamo accolto favorevolmente, e quindi,
qualche giorno fa, abbiamo partecipato ad un incontro avanzando delle proposte
concrete; non si è trattato di un tentativo, come qualcuno della maggioranza vuole far
credere, di prendere tempo o di fare solo ostruzionismo, ma, invece, era una proposta
concreta che abbiamo avanzato tutti insieme e che, però, è dovuta passare al vaglio
della maggioranza.
È una prova che non è stata superata, evidentemente si è preferito il metodo più duro,
del: "Facciamo quello che vogliamo e andiamo avanti così", piuttosto che venire,
come dico io, a più miti consigli ed immaginare che un documento che vedesse
anche il favore della minoranza potesse poi trovare anche maggiore consenso non
solo all'interno di quest'Aula, ma su tutto il territorio, quindi, per esempio, anche dei
Consiglieri delle nostre Circoscrizioni, che ovviamente sono interessati e preoccupati
per quello che sarà il loro futuro.
Era una proposta che cercava di immaginare una distribuzione del territorio più
omogenea, andando ad accorpare determinati territori (ad esempio, l'attuale
Circoscrizione 10, che numericamente è inferiore rispetto a quelle che esistono oggi,
visto che ha solo 30.000 abitanti, si poteva immaginare di accorparla all'area del
Lingotto oppure a Mirafiori Nord, quindi c'era un'apertura anche su come
distribuirla, però immaginando un accorpamento), rivedendo anche la ricollocazione
della parte collinare della nostra città, che, insieme a San Salvario, poteva legarsi
all'area del Centro cittadino, oltre ad un impegno anche per rivedere nei futuri cinque
anni una diminuzione invece più consistente delle Circoscrizioni. Questa era
un'ipotesi o una proposta che, secondo me, meritava la giusta attenzione e, come è
stato anche detto da alcuni Consiglieri della maggioranza, visto che questa proposta
non è il meglio in assoluto (però, si dice sempre, meglio di niente), per noi poteva
essere un punto di partenza da rimodulare e ridefinire nei successivi cinque anni.
Quindi, un punto di partenza, in questo caso, condiviso da rivedere nei futuri cinque
anni, dopo che, in qualche modo, le funzioni sarebbero state decentrate ai territori
circoscrizionali, cominciando una prova anche sul territorio; in seguito, si sarebbe
potuto andare a ridefinire in maniera più definitiva i nostri territori. Evidentemente,
la proposta non ha goduto del favore della maggioranza della maggioranza, perché
noi sappiamo che anche tra i Consiglieri della maggioranza in realtà un consenso c'è,
ma, probabilmente, non da parte di tutti.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola al Consigliere Marrone.

MARRONE Maurizio
Proseguendo l'intervento della mia Collega, in questa sede di dibattito sulla proposta
di mozione di accorpamento degli emendamenti non si può che ricordare quali sono i
motivi che ci portano a mantenere la determinazione di continuare con questo
ostruzionismo. Capisco che, dopo delle dure sessioni d'Aula, sia diventato naturale
anche per la maggioranza, non solo per l'opposizione, concepire questa battaglia
come un braccio di ferro.
Di sicuro, è un peccato però che, non dico tutta la maggioranza, ma una sua parte,
non abbia capito quali sono stati i tentativi. Secondo me, veramente, è mancata la
comprensione politica, cioè non è una mancanza di volontà, è proprio di
comprensione, spero che nessuno abbia ad offendersi... (INTERVENTO FUORI
MICROFONO). Non è un giudizio sulle capacità intellettive, proprio comprensione
delle dinamiche politiche. Il fatto che l'accorpamento dei territori sia stato
evidentemente concepito da qualcuno come una sorta di tacca da esibire sul fucile in
vista delle future elezioni amministrative, quando, in realtà, l'incidenza del testo che
voi proponete è sostanzialmente minima ed è stata già notevolmente ridimensionata
dai vostri intendimenti originari nei lavori di Commissione, e costituire sulla base di
quello che è già un compromesso, che sostanzialmente va a minarne la portata,
invece, un paletto di braccio di ferro con le minoranze è davvero, secondo me, una
dimostrazione di scarsissima lungimiranza politica. Il fatto di festeggiare ed
applaudire per una modifica di Statuto della Città portata avanti con 22 voti
favorevoli, secondo me, è la più grande sconfitta politica che, non tanto voi come
Partito Democratico e maggioranza di centrosinistra, ma tutto il Consiglio Comunale
debba ricordare nell'andare a disegnare un'ingegneria istituzionale che non è
assolutamente condivisa, peraltro in un quadro tripolare.
Se voi foste riusciti, per capirci, a mantenere un accordo con un altro di questi poli,
cioè il Movimento 5 Stelle, e mantenere l'originaria condivisione e convergenza, che,
peraltro - ricordo -, vi ha consentito di sbloccare dalla Commissione il testo (mi
spiace, ma questa assurda ingenuità non mancherò mai di rimproverarla ai Colleghi
grillini), di sicuro almeno potreste vantare che c'è una convergenza politica grosso
modo di due terzi del quadro politico, quindi anche della cittadinanza che si
riconosce con il libero voto, in quelle compagini politiche. Invece, così non è, perché
semplicemente voi vi siete arroccati, avete deciso di rinunciare - almeno questo è lo
stato dell'arte, spero possa cambiare in futuro - ad un confronto che sarà avviato non
solo con il coinvolgimento (che era legittimo e giusto, sono stato il primo ad
auspicarlo) con chi in Consiglio ha portato avanti la riforma, ma anche con il
Sindaco, che rimane il primo cittadino, rimane il capo della Giunta, che rimane il
riferimento massimo dell'Aula.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola al Consigliere Tronzano.

TRONZANO Andrea
Naturalmente, ci accingiamo a discutere un Regolamento che ha come prodromo uno
Statuto approvato con 22 voti su 40 (non era neanche presente il Sindaco, oggi
impegnato istituzionalmente in altri luoghi). 22 persone su 40, in una democrazia
rappresentativa, sono oggettivamente troppo pochi per la modifica della carta
costituzionale della nostra città, cioè lo Statuto. Una modifica che, tra l'altro, non
cambia sostanzialmente granché nell'impianto del decentramento, anzi, con la
mozione approvata a firma del PD proprio alla fine dello Statuto, neanche i
dipendenti saranno coinvolti all'interno di questo decentramento, perché il loro
eventuale trasferimento sarà soltanto su base volontaria. Quindi, il PD, per andare
dietro all'antipolitica, non ha fatto altro che far pagare questa volontà riformatrice
sbagliata agli organi elettivi e, conseguentemente, a coloro che ogni anno, ogni
cinque anni, ci mettono la faccia, coloro che si prendono gli insulti dei cittadini o i
plausi dei cittadini, coloro che, nelle campagne elettorali, spendono i loro soldi per
farsi conoscere, coloro che continuativamente solo sul pezzo, cercano di dare
risposte, e gli unici che pagano - ripeto - questa riforma saranno proprio gli organi
elettivi, gli eletti.
Sette Circoscrizioni invece di otto, non capisco che cosa sarebbe cambiato nel
mondo; si è partiti da cinque e si è arrivati a sei, si è chiuso tutto a sette, anche se lo
Statuto non prevede nessun numero nelle Circoscrizioni e conseguentemente andare
da sette a otto non avrebbe spostato, secondo noi, null'altro che un piccolo confine e
avrebbe reso più omogeneo il territorio, invece adesso ci troviamo con una divisione
circoscrizionale, che dobbiamo tra l'altro ancora mappare con certezza, perché ci
sono alcune zone della città che sono ancora un po' nell'oblio, a mio giudizio, avendo
visto la cartina, ci troviamo ad approvare nell'incertezza anche cartografica quella
che è la riforma del decentramento. Vi sorbirete, allora - e qui dobbiamo chiedere
scusa soprattutto ai nostri figli e alle nostre famiglie, perché passeremo qui,
Presidente, moltissime delle nostre giornate, forse anche delle nottate...
(INTERVENTO FUORI MICROFONO). Gli Uffici sono pagati, invece le nostre
famiglie subiranno quella che è stata la mancanza di volontà e di accordo per un
"cieco", tra virgolette, incomprensibile e bieco interesse di bottega elettorale.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola al Consigliere Greco Lucchina.

GRECO LUCCHINA Paolo
Consigliere Tronzano e Consigliere Marrone, riprendo in parte quelli che sono stati i
vostri interventi. È vero, Consigliere Tronzano, non è un bel segnale che diamo alla
città l'approvazione di uno Statuto, che, poi, è la nostra costituzione, richiedendo la
terza votazione - aggiungo - anche in fretta e furia, con una maggioranza che non è
qualificata, ma diventa una maggioranza semplice. Questo è un segnale di oggettiva
debolezza, perché è stato ricordato dal Consigliere Marrone quello che è stato un
mancato confronto, che, da parte nostra, negli ultimi giorni, è stato tentato con tutte
le forze. Lei ha parlato della possibilità che si potesse arrivare alle fatidiche otto
Circoscrizioni, ma l'obiettivo non era quello - non guardi al dito, ma guardi alla luna
-. Credo che nelle riunioni di minoranza e poi nelle riunioni con il Sindaco Fassino,
che, a mio modo di vedere, è stato l'unico vero interlocutore con la minoranza in
questa fase, nel senso che ha cercato di ascoltare quali fossero le ragioni - dicevo,
non guardi al dito ma guardi alla luna -, noi abbiamo richiesto che la riforma venisse
fatta davvero, venisse fatta in maniera progressiva e che si arrivasse ad un numero,
che era quello da cui eravamo partiti, che era di cinque o di sei.
Questa era una posizione che ha visto il mio favore sin da subito e che,
evidentemente, pensavamo fosse anche nelle intenzioni di qualche Consigliere che da
sempre aveva sostenuto questa volontà di arrivare a quella che era una riforma vera,
strutturale del decentramento. Il mancato confronto rispetto a posizioni cristallizzate
con un unico interlocutore vero e disponibile ad ascoltare, il Sindaco Fassino, che
purtroppo oggi, per impegni, per carità, istituzionali, non può essere in Aula. Non
credo sia un segnale di disattenzione, credo però che sia un segnale che la minoranza
deve cogliere, perché, se non si trova interlocuzione tra quelle che sono le forze
politiche che esprimono poi i Gruppi Consiliari all'interno di questa Aula, forse il
giusto tentativo è quello di rivolgersi al primo cittadino.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola al Consigliere Magliano.

MAGLIANO Silvio
Riprendo le parole del mio Collega, che ha appena concluso il suo intervento.
L'ipotesi di discutere con il Sindaco ci sembrava appropriata, anche perché era una
modalità con la quale si provava in ultimo un'ulteriore mediazione, una mediazione
che portasse a dire che le regole del gioco potevano essere cambiate ed essere
condivise anche con l'opposizione.
Detto questo, non siamo stati in grado di avere questa tipologia di risultato e
prendiamo atto di quello che è accaduto in questi giorni e di quello che noi abbiamo
cercato di proporre all'interno di questa riforma. Una riforma attesa da tanto tempo,
come è scritto nelle premesse della deliberazione, cioè dagli anni Novanta, ma non
siamo stati in grado però di trovare una soddisfazione nel ridisegnamento
dell'architettura dei nostri territori. Ridisegnamento che, a nostro giudizio, come è
stato detto più volte nelle sessioni in Aula, è stato un ridisegnamento che poco ha
avuto a che fare con una condivisione e con la possibilità di dare veramente ai
cittadini un senso e un significato ultimo a quello che poteva essere un
riavvicinamento della Pubblica Amministrazione dei servizi e dei rapporti con la
nostra cittadinanza, a mio giudizio oggi appare solo come una riforma che bisognava
fare, perché era in un programma elettorale, ma oggi non porta ad un risultato
soddisfacente.
Si è detto tanto rispetto a quello che si sarebbe potuto fare e di passare al tema delle
municipalità, passando ad un tema più forte dal punto di vista delle competenze delle
deleghe da parte delle Circoscrizioni. Nello stesso tempo, questa maggiore forza data
alle Circoscrizioni poteva anche rappresentare un arrivo e un traguardo al concetto di
responsabilità politica, in modo tale che non ci fossero più competenze che venivano
in qualche modo messe in discussione o non rese chiare dal punto di vista
dell'architettura amministrativa. Questo non accade, ci lascia comunque ancora
perplessi tutto l'apparato del welfare e tutto l'apparato dei servizi che le
Circoscrizioni in questo momento danno ancora ai loro cittadini e, nello stesso
tempo, nel ridisegnamento dei confini, a mio giudizio, con questo accorpamento di
Circoscrizioni limitrofe, non si tiene conto della storia che è cambiata, che dice che i
quartieri e le Circoscrizioni sono mutate nella loro conformazione, sia sociologica
che economica e che i problemi che stanno affrontando non sono gli stessi che
avevano nel momento in cui nacquero.
Detto questo, a mio giudizio è sempre necessario, quando si fa una riforma di questo
tipo, provare a capire tutte le istanze che i Consiglieri Comunali rappresentano;
siamo 40 persone elette, cioè preferite da dei cittadini attraverso il sistema delle
preferenze e abbiamo il compito e il dovere in quest'Aula di rappresentare tutte
queste istanze, tutte queste richieste che arrivano dai territori.
Stiamo votando una deliberazione che accorpa degli emendamenti, emendamenti che
in parte sono stati di ostruzionismo in parte no, ma che dicono che questa
opposizione non ha voluto lasciar passare questa riforma senza provare a dire la sua.
L'ostruzionismo è uno strumento che l'opposizione ha utilizzato solo e soltanto
perché era necessario; è stato un po' il simbolo di queste ultime settimane, ma che ha
dietro la volontà costruttiva di un'opposizione che si rende conto che ripensare una
città non lo si può fare solo esclusivamente attraverso i confini e attraverso
competenze, che, a mio giudizio, non sono state definite nel modo più chiaro e nel
modo più certo rispetto ai nostri cittadini.
Questo lo dico, Presidente, perché lei sa come oggi ci sia bisogno di più
rappresentanza e più risposta della Pubblica Amministrazione rispetto ad una città
che vive una crisi che è strana, una crisi che, stando all'interno della cinta del nostro
centro cittadino non sembra che vi sia, ma quando poi si superano alcuni quartieri ci
si rende conto che ci sono pezzi di questa città che sembrano abbandonati, o ciò che
l'Amministrazione fa per fare in modo che questi luoghi siano in qualche modo
custoditi e supportati dal nostro intervento non appare come un dato ed un elemento
significativo da parte dei cittadini.
Io vado alla conclusione del mio intervento. La ringrazio, Presidente, per il tempo
concessomi e mi auguro che da qui alle votazioni del Regolamento si trovi la
possibilità di un'ulteriore mediazione. Siccome la speranza è l'ultima a morire, mi
auguro che una riforma di questo tipo possa essere condivisa da quest'Aula.

PORCINO Giovanni (Presidente)
Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione la proposta di
mozione:
presenti 23, favorevoli 23.
La proposta di mozione è approvata.

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