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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 16 Novembre 2015 ore 10,00
Paragrafo n. 21
DELIBERAZIONE DI INIZIATIVA CONSILIARE 2015-02366
RIFORMA DEL DECENTRAMENTO E DELLA PARTECIPAZIONE - MODIFICHE ALLO STATUTO DELLA CITT?.
Interventi

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
Riprendiamo l'esame della proposta di deliberazione n. mecc. 201502366/002,
presentata dai Consiglieri Onofri, Alunno e La Ganga in data 4 maggio 2015, avente per
oggetto:

"Riforma del decentramento e della partecipazione - Modifiche allo Statuto della
Città".

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
La parola, per dichiarazione di voto, al Consigliere Trombotto.

TROMBOTTO Maurizio
Come Gruppo di Sinistra Ecologia Libertà voteremo a favore della proposta di
deliberazione che racchiude le modifiche dello Statuto della Città di Torino per quello
che concerne la riforma del decentramento, nonostante la proposta stessa sia stata in
parte stravolta rispetto a come era stata licenziata dalla Commissione Speciale per la
riforma del decentramento. Commissione Speciale che, voglio anche in questa sede
ricordare, aveva licenziato un testo grazie al voto del Partito Democratico, al nostro e a
quello del Movimento 5 Stelle. In particolar modo, il dibattito, la discussione, le
votazioni dell'Aula hanno ritenuto, nonostante le spiegazioni che sono state date, forse
più malamente dal sottoscritto, certamente meglio da parte della Consigliera Onofri, si è
comunque ritenuto di mantenere poi a quattro i componenti delle Giunte
Circoscrizionali, nonostante anche l'indicazione in sei che proveniva da parte delle
Circoscrizioni.
L'altro aspetto che ci porta a giudicare come in parte stravolto l'esito del lavoro che era
stato fatto da parte della Commissione Speciale riguarda, invece, l'introduzione in altra
forma di quella che è la figura dei coordinatori delle Commissioni di territorio.
Nonostante questo, però, per il giudizio che noi diamo della necessità, dell'utilità di
procedere comunque ad una riforma del decentramento, il nostro voto sarà favorevole,
con l'auspicio però che il testo, così come è stato licenziato dalla Commissione
Speciale, pur nel rispetto, ovviamente, del dibattito e della discussione d'Aula, non
venga anch'esso stravolto, perché, qualora questo dovesse avvenire, saremmo costretti a
nostra volta a ripensare la nostra posizione.

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
La parola, per dichiarazione di voto, al Consigliere Troiano.

TROIANO Dario
Intervengo per una breve dichiarazione di voto a nome del Gruppo dei Moderati.
Abbiamo condiviso il percorso di questa modifica statutaria e condivideremo quello
della modifica regolamentare. Questo è un Regolamento che, negli anni passati, tanto
tempo fa, si era cercato di modificare. Io ricordo - ma so che c'erano già stati tentativi
precedenti - un Assessorato, quello dell'Assessora Artesio, che era iniziato cercando di
immaginare in quale modo si potessero modificare, con i cambiamenti che erano
avvenuti nel frattempo nella nostra società cittadina, funzioni, numeri, competenze delle
Circoscrizioni. Ci arriviamo dopo un lungo percorso di quasi vent'anni. Ci arriviamo,
dal punto di vista della maggioranza, in maniera coesa. Certo, è una riforma
migliorabile, perfettibile, è uno di quei casi in cui il meglio è nemico del bene.
Io credo che, alle condizioni date, soprattutto in tema di competenza ai quartieri e di
rappresentanza questa sia una buona riforma.
La parte sostanziale di tutto questo articolato sarà poi nel Regolamento. Noi siamo del
parere che vada votato lo Statuto con le modifiche che sono state apportate, vada votato
secondo i criteri e le norme che questo Consiglio si darà attraverso la Conferenza dei
Capigruppo. Abbiamo rilevato un'adesione del Sindaco Fassino ad eventuali aperture, a
discorsi che si possono intavolare con la minoranza. Come ha detto il Sindaco, è una
riforma e come tutte le riforme avrebbe bisogno di una maggioranza ampia ed articolata,
e io credo che potremmo arrivarci anche a breve.
Nel confermare, quindi, il voto positivo del Gruppo dei Moderati, aspettiamo la
convocazione della Conferenza dei Capigruppo successiva, come era stato già anticipato
dal Vicepresidente Cuntrò, e in funzione di quello decideremo anche insieme alla
Conferenza dei Capigruppo quali saranno le modalità degli ulteriori voti.

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
La parola, per dichiarazione di voto, al Consigliere La Ganga.

LA GANGA Giuseppe
Il Gruppo del Partito Democratico, avendo concorso fin dalle origini con il suo
Presidente all'elaborazione di questo Statuto, non può che votarlo con convinzione.
Mi consentirete, però, di fare qualche riflessione che deriva anche dall'andamento delle
discussioni più o meno ostruzionistiche di questi giorni.
La verità è che questa vicenda è l'ennesima conferma che le riforme istituzionali
piccole, medie e grandi quanto più si fanno vicino alle elezioni tanto più perdono il loro
vero significato e diventano palestra per reciproci scontri e conflitti. Purtroppo questo è
un dato di fatto che esiste e che rende probabilmente difficile quello che un anno fa
sarebbe stato più raggiungibile.
La seconda considerazione è che, quando la distanza fra chi riforma e chi è riformato è
troppo piccola, il continuo dialettico rapporto tra chi riforma e chi è riformato rende
anche questo processo estremamente faticoso. Nonostante questo, il lavoro è stato
lungo, paziente, ma anche proficuo.
Aggiungo, quando per un voto della maggioranza si è deciso di espungere dallo Statuto
la questione dei numeri, io in quel momento ho ritenuto, devo dire nella mia ingenuità
di politico di altri tempi, che questo avrebbe consentito a tutto il Consiglio di votare lo
Statuto, perché lo Statuto lo avevamo predisposto insieme e, a grandi linee, come ha
riconosciuto anche il Consigliere Tronzano, non si discosta dallo Statuto precedente e
semmai introduce una serie di innovazioni che sono prevalentemente condivise; poi, ad
ognuno di noi può non andare bene qualche cosa, ma si deve dare ovviamente un
giudizio complessivo. Io, nella mia ingenuità, quando abbiamo espunto la questione dei
numeri, che tutti sapevamo essere la più controversa, ho detto che potevamo fare questa
bella cosa, cioè che il Consiglio Comunale di Torino vota unanime la modifica dello
Statuto esprimendo la volontà di tutti di riformare il decentramento, fermo restando, poi,
che, in materia di regolamentazione più di dettaglio, è possibile, anche se non
augurabile, che i dissensi si manifestino e che, quindi, si possa arrivare anche a voti di
maggioranza.
Io rinnovo questa mia considerazione che trasformo in un augurio, cioè fate anche un
gesto di fiducia verso, non voglio dire verso questo Consiglio e questa maggioranza, ma
verso il Sindaco che voi stessi avete invitato a fare l'ultima mediazione. Lo Statuto lo
possiamo votare tutti. Adesso, faccio una battuta, ma pensate la sorpresa se domani
mattina si scopre che non c'è più bisogno della seconda o della terza votazione, perché
il Consiglio Comunale ha avuto la capacità in prima votazione di votare lo Statuto.
Fermo restando che ognuno di noi ha il legittimo diritto, poi, in sede di Regolamento, di
far valere le proprie questioni.
I punti importanti delle innovazioni quali sono? Sono cose che condividiamo tutti:
maggiori competenze in materie concrete (non in materie fumose o inconcludenti): il
verde, la viabilità, il suolo pubblico, le manutenzioni; il recupero della dimensione
quartiere, che, nel momento in cui si hanno Circoscrizioni più grandi, diventa
indispensabile e questo spiega le due questioni introdotte nello Statuto, quella relativa
all'indirizzo elettorale per il futuro e quella relativa alla creazione del coordinatore di
quartiere che partecipa, insieme al Presidente ed alla Giunta, all'attività di
coordinamento della Circoscrizione. Queste sono le cose che vengono introdotte nello
Statuto che, in qualche modo, sono innovative.
Capisco - e io stesso ho dubbi su una serie di cose che vi sono nel Regolamento -, ma
nello Statuto, francamente, credo che, anche per la genericità dell'impostazione, sia
difficile non trovare una convergenza unitaria, a meno che non si voglia andare proprio
con il lanternino a cercare ciò che ci divide.
Io chiedo veramente a tutto il Consiglio di votare tutti lo Statuto, facendo una cattiva
sorpresa a quelli che oggi si sono assentati, sperando di diventare importanti domani. A
volte, l'importanza dei voti viene improvvisamente frustrata da atti politici più
importanti che sono più lungimiranti e che guardano verso il futuro. Quindi, mi auguro
che il voto sia condiviso da tutti.
Ultima riflessione e termino. In questa vicenda, ne parleremo in sede di Regolamento,
rimangono irrisolte le questioni degli Ambiti territoriali, sia in relazione alla Città
Metropolitana, e quindi all'ipotesi di fare delle municipalità, sia nel senso di un
ripensamento del territorio cittadino in relazione alle grandi trasformazioni urbane e del
Piano Regolatore. Io sono fra quelli che ci ha provato e che non ci è riuscito. Si è scelta
una strada che io definisco inintelligente, il che non è offensivo, che è simile a quella
dei tagli lineari in sede di spending review, cioè l'accorpamento meccanico di due
Circoscrizioni tra di loro, che è l'unica soluzione che si può adottare quando non si
riesce a trovare una soluzione più ragionata. Come, però, sempre si dice, il meglio è
nemico del bene e io penso che la riforma, anche così, meriti di essere approvata.
Infine, visto che questa sera è assente, io vorrei dire una parola di apprezzamento per il
mio amico Capogruppo del Partito Democratico, Michele Paolino, che si è caricato - lui,
che poi ha un carattere che, forse, non lo rende adatto a queste funzioni - anche il peso
di chi glielo ha caricato sapendo che poteva portarselo da solo. Vorrei, quindi,
ringraziarlo, perché sicuramente è stato un percorso complicato, in cui ci sono stati
errori e in cui c'è stata anche qualche ingenuità, ma devo dire un percorso generoso che
Paolino ha condotto con grande impegno personale e io lo voglio ringraziare a nome di
tutto il Gruppo del Partito Democratico.

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
La parola, per dichiarazione di voto, alla Consigliera Appendino.

APPENDINO Chiara
Io devo dire che noi non raccoglieremo l'invito fatto dal Consigliere La Ganga e
spiegherò anche perché. Lo dico con dispiacere. Chiunque ha seguito i lavori del
decentramento sa benissimo quanto noi abbiamo lavorato nel merito, assumendoci
anche una grande responsabilità e cioè di votare a favore della liberazione dell'atto da
parte della Commissione. Io penso che quest'Aula sia riuscita a rendere invotabile una
riforma che all'inizio lo era. La responsabilità, dal mio punto di vista, è tutta della
maggioranza. Lo dico perché i tempi, i modi, i contenuti, come sono stati affrontati,
davvero, è responsabilità vostra. Io tante cose le ho già dette nel primo intervento e
quindi non voglio ripetermi e non lo farò oggi, ma lo diceva anche il Consigliere La
Ganga: come è possibile che questo atto sia stato liberato dalla Commissione a gennaio
e sia poi rimasto lì fermo così tanto tempo? Come è possibile che il numero delle
Circoscrizioni (io qui sono probabilmente l'unica Consigliera che ha votato contro il
fatto che sia stato tolto il numero delle Circoscrizioni nello Statuto) sia diventato merce,
permettetemi il termine, di contrattazione quasi da mercato delle vacche, quando era
stato fatto un ragionamento dietro che aveva portato ad un certo numero? Come è
possibile che i confini siano diventati, anche qui, come diceva il Consigliere La Ganga
una scelta secondo me non coraggiosa, ma che nasconde l'incapacità di questa
maggioranza e del Consiglio intero, mi assumo anche io la mia parte di responsabilità,
di mettere da parte degli interessi specifici, perché, forse, era troppo difficile ridisegnare
i confini per questioni di preferenza e allora è più facile accorpare dei pezzi uno a uno.
Idem il sistema elettorale. Permettetemi di dire che io ho trovato veramente assurdo
trovare in Aula un emendamento che rimette in discussione una questione fatta in
Commissione; forse, anche per correttezza nei confronti di tutti i Consiglieri,
maggioranza ed opposizione, quella discussione andava fatta prima e se c'era questa
intenzione andava condivisa prima.
Consigliere La Ganga, lei oggi ci chiede un atto di fiducia, ma come si può avere fiducia
verso tra l'altro un qualcosa cosa che sembra essere un'ulteriore mediazione verso il
ribasso? Facciamo pure la discussione, noi parteciperemo con il Sindaco, ma se la
mediazione vuol dire di nuovo rimercanteggiare il numero delle Circoscrizioni perché
vogliamo una poltrona in più, se la mediazione vuol dire - permettetemi di dire -
rimandare al 2021 la riforma perché abbiamo paura di prenderci la responsabilità di
farlo oggi, bene, questa è la mediazione verso il ribasso e noi la fiducia, visto che è già
al ribasso oggi, non ve la diamo più. Noi, quindi, non voteremo questo Statuto e la
responsabilità è vostra, non è nostra.

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
Le dichiarazioni di voto sono esaurite.

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