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CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Riprendiamo l'esame della proposta di deliberazione n. mecc. 201502366/002, presentata dai Consiglieri Onofri, Alunno e La Ganga in data 4 maggio 2015, avente per oggetto: "Riforma del decentramento e della partecipazione - Modifiche allo Statuto della Città". CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) La parola, per dichiarazione di voto, al Consigliere Trombotto. TROMBOTTO Maurizio Come Gruppo di Sinistra Ecologia Libertà voteremo a favore della proposta di deliberazione che racchiude le modifiche dello Statuto della Città di Torino per quello che concerne la riforma del decentramento, nonostante la proposta stessa sia stata in parte stravolta rispetto a come era stata licenziata dalla Commissione Speciale per la riforma del decentramento. Commissione Speciale che, voglio anche in questa sede ricordare, aveva licenziato un testo grazie al voto del Partito Democratico, al nostro e a quello del Movimento 5 Stelle. In particolar modo, il dibattito, la discussione, le votazioni dell'Aula hanno ritenuto, nonostante le spiegazioni che sono state date, forse più malamente dal sottoscritto, certamente meglio da parte della Consigliera Onofri, si è comunque ritenuto di mantenere poi a quattro i componenti delle Giunte Circoscrizionali, nonostante anche l'indicazione in sei che proveniva da parte delle Circoscrizioni. L'altro aspetto che ci porta a giudicare come in parte stravolto l'esito del lavoro che era stato fatto da parte della Commissione Speciale riguarda, invece, l'introduzione in altra forma di quella che è la figura dei coordinatori delle Commissioni di territorio. Nonostante questo, però, per il giudizio che noi diamo della necessità, dell'utilità di procedere comunque ad una riforma del decentramento, il nostro voto sarà favorevole, con l'auspicio però che il testo, così come è stato licenziato dalla Commissione Speciale, pur nel rispetto, ovviamente, del dibattito e della discussione d'Aula, non venga anch'esso stravolto, perché, qualora questo dovesse avvenire, saremmo costretti a nostra volta a ripensare la nostra posizione. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) La parola, per dichiarazione di voto, al Consigliere Troiano. TROIANO Dario Intervengo per una breve dichiarazione di voto a nome del Gruppo dei Moderati. Abbiamo condiviso il percorso di questa modifica statutaria e condivideremo quello della modifica regolamentare. Questo è un Regolamento che, negli anni passati, tanto tempo fa, si era cercato di modificare. Io ricordo - ma so che c'erano già stati tentativi precedenti - un Assessorato, quello dell'Assessora Artesio, che era iniziato cercando di immaginare in quale modo si potessero modificare, con i cambiamenti che erano avvenuti nel frattempo nella nostra società cittadina, funzioni, numeri, competenze delle Circoscrizioni. Ci arriviamo dopo un lungo percorso di quasi vent'anni. Ci arriviamo, dal punto di vista della maggioranza, in maniera coesa. Certo, è una riforma migliorabile, perfettibile, è uno di quei casi in cui il meglio è nemico del bene. Io credo che, alle condizioni date, soprattutto in tema di competenza ai quartieri e di rappresentanza questa sia una buona riforma. La parte sostanziale di tutto questo articolato sarà poi nel Regolamento. Noi siamo del parere che vada votato lo Statuto con le modifiche che sono state apportate, vada votato secondo i criteri e le norme che questo Consiglio si darà attraverso la Conferenza dei Capigruppo. Abbiamo rilevato un'adesione del Sindaco Fassino ad eventuali aperture, a discorsi che si possono intavolare con la minoranza. Come ha detto il Sindaco, è una riforma e come tutte le riforme avrebbe bisogno di una maggioranza ampia ed articolata, e io credo che potremmo arrivarci anche a breve. Nel confermare, quindi, il voto positivo del Gruppo dei Moderati, aspettiamo la convocazione della Conferenza dei Capigruppo successiva, come era stato già anticipato dal Vicepresidente Cuntrò, e in funzione di quello decideremo anche insieme alla Conferenza dei Capigruppo quali saranno le modalità degli ulteriori voti. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) La parola, per dichiarazione di voto, al Consigliere La Ganga. LA GANGA Giuseppe Il Gruppo del Partito Democratico, avendo concorso fin dalle origini con il suo Presidente all'elaborazione di questo Statuto, non può che votarlo con convinzione. Mi consentirete, però, di fare qualche riflessione che deriva anche dall'andamento delle discussioni più o meno ostruzionistiche di questi giorni. La verità è che questa vicenda è l'ennesima conferma che le riforme istituzionali piccole, medie e grandi quanto più si fanno vicino alle elezioni tanto più perdono il loro vero significato e diventano palestra per reciproci scontri e conflitti. Purtroppo questo è un dato di fatto che esiste e che rende probabilmente difficile quello che un anno fa sarebbe stato più raggiungibile. La seconda considerazione è che, quando la distanza fra chi riforma e chi è riformato è troppo piccola, il continuo dialettico rapporto tra chi riforma e chi è riformato rende anche questo processo estremamente faticoso. Nonostante questo, il lavoro è stato lungo, paziente, ma anche proficuo. Aggiungo, quando per un voto della maggioranza si è deciso di espungere dallo Statuto la questione dei numeri, io in quel momento ho ritenuto, devo dire nella mia ingenuità di politico di altri tempi, che questo avrebbe consentito a tutto il Consiglio di votare lo Statuto, perché lo Statuto lo avevamo predisposto insieme e, a grandi linee, come ha riconosciuto anche il Consigliere Tronzano, non si discosta dallo Statuto precedente e semmai introduce una serie di innovazioni che sono prevalentemente condivise; poi, ad ognuno di noi può non andare bene qualche cosa, ma si deve dare ovviamente un giudizio complessivo. Io, nella mia ingenuità, quando abbiamo espunto la questione dei numeri, che tutti sapevamo essere la più controversa, ho detto che potevamo fare questa bella cosa, cioè che il Consiglio Comunale di Torino vota unanime la modifica dello Statuto esprimendo la volontà di tutti di riformare il decentramento, fermo restando, poi, che, in materia di regolamentazione più di dettaglio, è possibile, anche se non augurabile, che i dissensi si manifestino e che, quindi, si possa arrivare anche a voti di maggioranza. Io rinnovo questa mia considerazione che trasformo in un augurio, cioè fate anche un gesto di fiducia verso, non voglio dire verso questo Consiglio e questa maggioranza, ma verso il Sindaco che voi stessi avete invitato a fare l'ultima mediazione. Lo Statuto lo possiamo votare tutti. Adesso, faccio una battuta, ma pensate la sorpresa se domani mattina si scopre che non c'è più bisogno della seconda o della terza votazione, perché il Consiglio Comunale ha avuto la capacità in prima votazione di votare lo Statuto. Fermo restando che ognuno di noi ha il legittimo diritto, poi, in sede di Regolamento, di far valere le proprie questioni. I punti importanti delle innovazioni quali sono? Sono cose che condividiamo tutti: maggiori competenze in materie concrete (non in materie fumose o inconcludenti): il verde, la viabilità, il suolo pubblico, le manutenzioni; il recupero della dimensione quartiere, che, nel momento in cui si hanno Circoscrizioni più grandi, diventa indispensabile e questo spiega le due questioni introdotte nello Statuto, quella relativa all'indirizzo elettorale per il futuro e quella relativa alla creazione del coordinatore di quartiere che partecipa, insieme al Presidente ed alla Giunta, all'attività di coordinamento della Circoscrizione. Queste sono le cose che vengono introdotte nello Statuto che, in qualche modo, sono innovative. Capisco - e io stesso ho dubbi su una serie di cose che vi sono nel Regolamento -, ma nello Statuto, francamente, credo che, anche per la genericità dell'impostazione, sia difficile non trovare una convergenza unitaria, a meno che non si voglia andare proprio con il lanternino a cercare ciò che ci divide. Io chiedo veramente a tutto il Consiglio di votare tutti lo Statuto, facendo una cattiva sorpresa a quelli che oggi si sono assentati, sperando di diventare importanti domani. A volte, l'importanza dei voti viene improvvisamente frustrata da atti politici più importanti che sono più lungimiranti e che guardano verso il futuro. Quindi, mi auguro che il voto sia condiviso da tutti. Ultima riflessione e termino. In questa vicenda, ne parleremo in sede di Regolamento, rimangono irrisolte le questioni degli Ambiti territoriali, sia in relazione alla Città Metropolitana, e quindi all'ipotesi di fare delle municipalità, sia nel senso di un ripensamento del territorio cittadino in relazione alle grandi trasformazioni urbane e del Piano Regolatore. Io sono fra quelli che ci ha provato e che non ci è riuscito. Si è scelta una strada che io definisco inintelligente, il che non è offensivo, che è simile a quella dei tagli lineari in sede di spending review, cioè l'accorpamento meccanico di due Circoscrizioni tra di loro, che è l'unica soluzione che si può adottare quando non si riesce a trovare una soluzione più ragionata. Come, però, sempre si dice, il meglio è nemico del bene e io penso che la riforma, anche così, meriti di essere approvata. Infine, visto che questa sera è assente, io vorrei dire una parola di apprezzamento per il mio amico Capogruppo del Partito Democratico, Michele Paolino, che si è caricato - lui, che poi ha un carattere che, forse, non lo rende adatto a queste funzioni - anche il peso di chi glielo ha caricato sapendo che poteva portarselo da solo. Vorrei, quindi, ringraziarlo, perché sicuramente è stato un percorso complicato, in cui ci sono stati errori e in cui c'è stata anche qualche ingenuità, ma devo dire un percorso generoso che Paolino ha condotto con grande impegno personale e io lo voglio ringraziare a nome di tutto il Gruppo del Partito Democratico. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) La parola, per dichiarazione di voto, alla Consigliera Appendino. APPENDINO Chiara Io devo dire che noi non raccoglieremo l'invito fatto dal Consigliere La Ganga e spiegherò anche perché. Lo dico con dispiacere. Chiunque ha seguito i lavori del decentramento sa benissimo quanto noi abbiamo lavorato nel merito, assumendoci anche una grande responsabilità e cioè di votare a favore della liberazione dell'atto da parte della Commissione. Io penso che quest'Aula sia riuscita a rendere invotabile una riforma che all'inizio lo era. La responsabilità, dal mio punto di vista, è tutta della maggioranza. Lo dico perché i tempi, i modi, i contenuti, come sono stati affrontati, davvero, è responsabilità vostra. Io tante cose le ho già dette nel primo intervento e quindi non voglio ripetermi e non lo farò oggi, ma lo diceva anche il Consigliere La Ganga: come è possibile che questo atto sia stato liberato dalla Commissione a gennaio e sia poi rimasto lì fermo così tanto tempo? Come è possibile che il numero delle Circoscrizioni (io qui sono probabilmente l'unica Consigliera che ha votato contro il fatto che sia stato tolto il numero delle Circoscrizioni nello Statuto) sia diventato merce, permettetemi il termine, di contrattazione quasi da mercato delle vacche, quando era stato fatto un ragionamento dietro che aveva portato ad un certo numero? Come è possibile che i confini siano diventati, anche qui, come diceva il Consigliere La Ganga una scelta secondo me non coraggiosa, ma che nasconde l'incapacità di questa maggioranza e del Consiglio intero, mi assumo anche io la mia parte di responsabilità, di mettere da parte degli interessi specifici, perché, forse, era troppo difficile ridisegnare i confini per questioni di preferenza e allora è più facile accorpare dei pezzi uno a uno. Idem il sistema elettorale. Permettetemi di dire che io ho trovato veramente assurdo trovare in Aula un emendamento che rimette in discussione una questione fatta in Commissione; forse, anche per correttezza nei confronti di tutti i Consiglieri, maggioranza ed opposizione, quella discussione andava fatta prima e se c'era questa intenzione andava condivisa prima. Consigliere La Ganga, lei oggi ci chiede un atto di fiducia, ma come si può avere fiducia verso tra l'altro un qualcosa cosa che sembra essere un'ulteriore mediazione verso il ribasso? Facciamo pure la discussione, noi parteciperemo con il Sindaco, ma se la mediazione vuol dire di nuovo rimercanteggiare il numero delle Circoscrizioni perché vogliamo una poltrona in più, se la mediazione vuol dire - permettetemi di dire - rimandare al 2021 la riforma perché abbiamo paura di prenderci la responsabilità di farlo oggi, bene, questa è la mediazione verso il ribasso e noi la fiducia, visto che è già al ribasso oggi, non ve la diamo più. Noi, quindi, non voteremo questo Statuto e la responsabilità è vostra, non è nostra. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Le dichiarazioni di voto sono esaurite. |