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PORCINO Giovanni (Presidente) Riprendiamo l'esame della proposta di deliberazione n. mecc. 201502366/002, presentata dai Consiglieri Onofri, Alunno e La Ganga in data 4 maggio 2015, avente per oggetto: "Riforma del decentramento e della partecipazione - Modifiche allo Statuto della Città". PORCINO Giovanni (Presidente) Apriamo la fase delle dichiarazione di voto, Consiglieri. Ci sono richieste di intervento? (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Ho chiesto se ci sono dichiarazioni di voto, ma non è previsto che ci si consulti. Se non ci sono dichiarazioni di voto, procediamo con la votazione finale. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). La parola al Consigliere Ricca. RICCA Fabrizio Tutta questa arroganza, siete davvero scandalosi. Detto questo, Presidente, ci stavamo confrontando perché, ad oggi, la volontà, come ho espresso più volte, di arrivare ad una votazione unanime di questo Statuto c'è ancora da questo lato dell'Aula. Dato che non è stato possibile in questo lunghissimo periodo per più motivi, vorremmo avere un breve colloquio (credo che basterebbero 3 o 4 minuti) direttamente con il Sindaco per capire se esistono le condizioni per arrivare a votare lo Statuto in maniera unanime. PORCINO Giovanni (Presidente) Consigliere Ricca, ho già detto che le questioni sospensive sono state superate dalla votazione precedente. Chiedo se ci sono dichiarazioni di voto, altrimenti pongo subito in votazione la proposta di deliberazione. La parola al Consigliere Greco Lucchina; ricordo che può intervenire un Consigliere per Gruppo, salvo interventi in dissenso. GRECO LUCCHINA Paolo Credo che la richiesta sull'ordine dei lavori del Consigliere Ricca porti un po' a quelle che sono delle considerazioni che posso fare io nella mia dichiarazione di voto. Mi spiego meglio: in questo dibattito, in questa fase di ostruzionismo e resistenza, mi pare di capire che ci siano solo quelli che sono due atteggiamenti che ormai si sono cristallizzati ed arroccati rispetto a quelle che sono e paiono posizioni inconciliabili. Il tentativo da parte di alcuni di noi era quello di capire se si potesse discutere per trovare una posizione comune che portasse anche i Consiglieri di minoranza a poter votare quello che è lo Statuto ed eventualmente il Regolamento successivo, perché abbiamo sempre detto che quando si scrivono le regole del gioco è importante che partecipino tutti. Ora, informalmente, formalmente con riunioni tra i Capigruppo di minoranza insieme alla Presidente Onofri ed al Capogruppo Paolino, questo è avvenuto. Il problema è che bisogna anche dirsi poi le cose come stanno e cioè non si può discutere del numero, non si può discutere dei confini, non si può discutere del metodo elettivo, non si può discutere sul trasferimento delle deleghe e quindi sul decentramento in concreto, non si può discutere sulla rilevanza esterna; allora dov'è la condivisione che avete cercato? Io lo ripeto in quest'Aula: negli interventi del Capogruppo del PD non c'è stata condivisione neanche tra i Gruppi Consiliari della maggioranza. Scusi, Presidente, non si sente niente. PORCINO Giovanni (Presidente) Chiedo ai Consiglieri non interessati di uscire dall'Aula. Prego, Consigliere Greco Lucchina. GRECO LUCCHINA Paolo Mi rifaccio all'intervento sull'ordine dei lavori del Consigliere Ricca. Se non si è stati in grado di discutere tra Gruppi Consiliari, tra Capigruppo, credo che sia giusto che i Gruppi Consiliari di minoranza facciano una richiesta direttamente al Sindaco, che può sottrarsi, perché può andare dietro a quella che è la volontà della maggioranza che lo sostiene, o può cercare un punto di conciliazione rispetto ad aspettative che vengono da questa parte dell'Aula. Detto questo, credo di aver centrato tutti e lo ripeto: numero delle Circoscrizioni, confini, rilevanza esterna, metodo elettivo, decentramento; non si può discutere di niente? Se non c'è condivisione e se da parte del Sindaco non vi è la disponibilità a riceverci, allora, in ottica di posizioni diverse, ovviamente andremo avanti con l'ostruzionismo; calendarizzeremo tutti i Consigli Comunali che saranno disponibili, ovviamente voi farete i conti con i numeri, e, però, non parliamo più di condivisione, perché l'onestà intellettuale ci impone, se dobbiamo discutere, di affrontare delle tematiche che non sono state discusse per mancanza di volontà. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola al Consigliere Ricca. RICCA Fabrizio Signor Sindaco, è dal primo giorno che affrontiamo la discussione di questa proposta di deliberazione che proviamo a chiedere di trovare un punto che possa unire tutto il Consiglio Comunale. È dal primo emendamento che ha iniziato a discutere questo Consiglio Comunale che chiediamo che questa proposta di deliberazione non sia solamente un atto di forza della maggioranza, ma un testo totalmente condiviso, perché oggi questa impostazione divide. Signor Sindaco, le reitero la richiesta di poter provare a trovare insieme una soluzione che possa unire tutto il Consiglio Comunale e che questo atto non sia l'unico atto che qualche Collega di questo Consiglio Comunale ha fatto in 5 anni e che, pur di non vederlo perso per propria arroganza e anche per propria non volontà di volerlo condividere (per poterselo intestare esattamente così com'è), crea un muro davanti. Oggi - è l'ultima volta che lo faremo, perché non rincorriamo nessuno -, questa nostra richiesta nasce dalla volontà di provare a condividere, forse per l'unica volta in questa tornata amministrativa, un testo che è di tutti i cittadini torinesi, perché è lo Statuto della Città di Torino. È per questo motivo, signor Sindaco, che le riapro la porta; ci riproviamo, perché con questa maggioranza è stato impossibile parlare. Di fronte ad un'arroganza politica alla quale abbiamo assistito dalla liberazione dell'atto per l'Aula all'inizio della discussione, tutto questo, dal nostro punto di vista, non è accettabile. Noi vorremmo - e volere il bene dei cittadini torinesi spero che sia una cosa che questa maggioranza e che questo Consiglio Comunale mettano ancora in discussione - provare, forse per la prima ed unica volta in tutto questo mandato consiliare, ad arrivare a votare unanimemente un testo così importante. Provo a darle, se lei fosse d'accordo, un ultimo braccio teso, che è quello non del voto contrario, ma dell'astensione a questo atto. Sappiamo tutti perfettamente che, oggi, questo atto non verrebbe approvato e vogliamo dare la possibilità, signor Sindaco, da qui a giovedì, di provare a trovare una mediazione, perché siamo consapevoli che cambiare lo Statuto della Città di Torino a colpi di maggioranza, esattamente come è stato fatto per la riforma costituzionale e la riforma elettorale, è un atto totalmente stupido. Quello che le dico, signor Sindaco, è di provare a trovare una mediazione; sappiamo che lei ha le possibilità e le qualità politiche per poterlo fare, rimettendoci tutti in discussione da qui fino all'ultima votazione di giovedì per trovare più consenso possibile all'interno di quest'Aula. Il mio braccio teso sarà quello dell'astensione nella votazione, perché vogliamo metterci nella condizione, come le ho già detto, di trovare una convergenza comune. Signor Presidente, il mio voto, ad oggi, sarà di astensione. Ripongo fiducia in questo appello che sto facendo e, forse, potrebbe essere l'ultima volta che diamo fiducia; come ha sottolineato prima qualcuno, è stato prodotto ostruzionismo a tutte le proposte di deliberazione ed abbiamo appurato che per approvare un emendamento ci vanno tra i 35 minuti all'ora di discussione. Metto questo metto sul piatto: la totale apertura verso la condivisione di un atto, altrimenti sarà la guerra totale fino alla fine della tornata amministrativa. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola al Consigliere Carbonero, in dissenso rispetto all'intervento del suo Capogruppo; le ricordo che ha a disposizione al massimo due minuti. CARBONERO Roberto Forse è la prima volta che mi trovo in dissenso con il mio Capogruppo, ma le ragioni credo che siano più che evidenti. Considero il Sindaco Fassino una persona politicamente elevata, ma anche tecnicamente credo che non abbia grandi pari; sa benissimo che questa riforma del decentramento, così come è stata confezionata, non ha assolutamente alcun valore immediatamente tecnico eseguibile, ma è solo una grande coccarda politica che questa maggioranza vuole a tutti i costi porsi sul petto. È chiaro che non si arriva ad una riforma in tempi brevissimi, ci vorrà almeno tutta la prossima tornata amministrativa. Quello che abbiamo chiesto era assolutamente di buonsenso, cioè votare tutti insieme, all'unanimità, la struttura tecnica del decentramento, senza andare a toccare l'unica cosa che non avrebbero dovuto toccare rispetto allo Statuto che si era confezionato, ma che, in realtà, i Consiglieri di maggioranza hanno toccato, facendosi anche fotografare mentre segnavano i nuovi confini che più gli piacevano e più gli si addicevano. In funzione di questo, con la grande intelligenza del nostro Sindaco, le chiedo - per questo motivo voterò "no" a questa proposta di deliberazione, così come è stata confezionata - che almeno la parte legata al numero delle Circoscrizioni venga ritoccata nella prossima tornata amministrativa, perché i tempi sono quelli, non si può fare prima, non ci sono i tempi tecnici, non ci sono neanche i tempi economici per fare un'operazione di questo tipo ed il Sindaco lo sa benissimo. O anche lui si mette, insieme alla sua maggioranza, a forzare politicamente - solo ed esclusivamente politicamente, in assoluto disinteresse verso i cittadini - questa riforma del decentramento o capisce che l'unica strada (ma lo sa benissimo e, quindi, non lo deve capire) percorribile è votare tutti insieme la riforma del decentramento tecnicamente così come è, lasciando fuori quello che, al momento, è il numero delle Circoscrizioni. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola al Consigliere Marrone. MARRONE Maurizio Continuando l'intervento che era stato introdotto dal Consigliere Greco Lucchina, mi rivolgo anche io - mi perdoni, Presidente - direttamente al Sindaco. È vero che quella che stiamo andando a votare è una proposta di deliberazione di Consiglio, ma non sfugge a nessuno, signor Sindaco, che un intervento di ingegneria istituzionale che va a modificare la carta base della Città, che è lo Statuto, ovviamente verrà considerato patrimonio della tornata amministrativa e del Sindaco sotto il quale questa votazione è avvenuta. È un dato politicamente istintivo. Non credo che capiterà ancora molte volte, ma devo riconoscere, almeno in questa fase, che il lavoro iniziato dalla Presidente Onofri in Commissione aveva preso in carico questo fine e lo aveva impostato magari su testi e proposte che noi non condividevamo nel merito, però in questa dichiarazione di voto non vogliamo negare che l'intento fosse quello. Le vogliamo però rappresentare, signor Sindaco, che, per cause che sono abbastanza indipendenti dalla Presidenza della Commissione e dai lavori della Commissione, in fase successiva al licenziamento del testo della Commissione sono prevalsi degli individualismi o, comunque, delle pressioni contrapposte all'interno della maggioranza, che, sostanzialmente, hanno creato una frattura che sembrava essere diventata insanabile tra maggioranza ed opposizione. Signor Sindaco, senza tirarla molto per le lunghe, nel precisare che questa è - ahimè - una non dichiarazione di voto, le diciamo questo: ci consenta una sospensione ed un incontro anche limitato nel tempo (non ha intenzioni dilatorie, tanto sappiamo che dopo questa votazione ci sarebbe una chiusura dei lavori o, addirittura, una sospensione per diverse ore); se lei ritiene che la modifica di uno Statuto possa e debba essere condivisa da tutte le forze del Consiglio Comunale e vuole impegnarsi in prima persona, magari insieme alla Presidente Onofri, ci consenta una sospensione, d'intesa con il Presidente del Consiglio Comunale, per una breve udienza tra le minoranze, lei e la Presidente Onofri, per tentare, in extremis, un ultimo tentativo di ricomposizione. Secondo me è un'occasione da non perdere e, qualora andasse male anche questo tentativo, avremo perso pochi minuti, che, rispetto alle ore e ai giorni che vi abbiamo fatto perdere e che vi faremo perdere se non si troverà un'intesa, credo, tutto sommato, sia un sacrificio quantitativamente accettabile e politicamente conveniente più a voi che a noi. PORCINO Giovanni (Presidente) Non essendoci altre richieste di intervento, la parola al Sindaco. SINDACO Bisogna che ci intendiamo, perché, altrimenti, rischiamo di infilarci nel gioco degli equivoci. La ricerca di soluzioni largamente condivise è un principio a cui ogni maggioranza ispira la propria attività, mi pare del tutto evidente (questa maggioranza o anche un'altra). Una maggioranza ha l'ambizione, quando va in Consiglio Comunale, di presentare dei provvedimenti che possano raccogliere anche il voto dell'opposizione, quindi allargato. In termini di principio, non c'è nulla che vieta la ricerca di una larga intesa anche su questa proposta di deliberazione. Naturalmente, questo principio metodologico va poi verificato nel concreto dei contenuti, cioè se c'è la possibilità di un'intesa effettiva sul merito del provvedimento o meno, perché metodologicamente possiamo essere d'accordo che sarebbe utile votare all'unanimità, ma bisogna vedere se ci sono le condizioni per farlo, tanto più per un provvedimento (chiaramente non mi sfugge che questo riguarda tutti) che non è stricto sensu un provvedimento che la Giunta propone al Consiglio, ma, per tutto l'iter che ha avuto, è un provvedimento del Consiglio; quindi, non ho alcuna difficoltà a fare un incontro, lo dico subito. L'incontro, però, non è risolutivo di per sé, per il fatto che si faccia; il problema è capire se ci sono i contenuti che consentono un'intesa. Se ci sono, bisogna che siano compatibili, perché non ci sono solo le vostre proposte. Per fare l'accordo, per sposarsi, bisogna essere in due, perché, se uno solo vuole sposarsi e l'altro no, è difficile fare il matrimonio. Posso riunirmi, insieme al Presidente Onofri, con gli esponenti dell'opposizione per ascoltare che cosa hanno da proporre, dopodiché questa proposta, nella sua praticabilità, va verificata con gli altri Gruppi Consiliari, perché non è un atto impositivo o autoritativo del Sindaco. Quindi, non ho alcuna difficoltà a fare un breve incontro in cui voi avanzate la vostra proposta. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Anche adesso, non ho alcun problema. Adesso o domani, l'unico giorno in cui non ci sono è giovedì, perché sono tutto il giorno a trattare con il Governo sulla Legge di Stabilità. Per il resto, sono disposto ad un confronto, però - siamo persone serie - bisogna che non giochiamo tra di noi a rimpiattino, ma è necessario capire se c'è la possibilità di un accordo nel merito oppure no, altrimenti se ne prende atto, come accade tante volte. PORCINO Giovanni (Presidente) Se interpreto bene, il Sindaco è disponibile a concedere questo incontro successivamente alla votazione, è corretto? SINDACO Sono disponibile a farlo in qualsiasi momento; l'ordine dei lavori dell'Aula non dipende da me, ma dal Presidente del Consiglio Comunale. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola al Consigliere Greco Lucchina. GRECO LUCCHINA Paolo Come avevo già annunciato durante la mia dichiarazione di voto, credo che sia necessario farlo preventivamente alla votazione, perché si è già manifestata la disponibilità. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Vorrei chiarire. Nella mia dichiarazione di voto ho detto che sarei disponibile, qualora evidentemente ci fosse un percorso condiviso con il Sindaco (perché non sono riuscito a condividerlo con il suo Capogruppo), a votare lo Statuto, qualora determinati punti (e li ho elencati tutti) trovassero una condivisione. Non capisco quali siano i punti su cui discutere; detto questo, ne voglio parlare con lui perché sarei disponibile a votare lo Statuto. Per me è importante, Presidente, che l'incontro con il Sindaco avvenga prima della votazione. Ne faccio formale richiesta. PORCINO Giovanni (Presidente) Facendo la richiesta a verbale è già formale. La parola, sull'ordine dei lavori, alla Consigliera Onofri. ONOFRI Laura Accolgo anche io la richiesta di poterci di nuovo incontrare per trovare eventualmente una soluzione. Dico però che i punti distanti saranno poi da votare nel Regolamento, cioè tutti i punti che ha elencato il Consigliere Greco Lucchina si voteranno nel Regolamento. Quindi, chiedo formalmente di continuare con la votazione dello Statuto, così come avevamo disposto, e poi nello Statuto non mettiamo neanche il numero delle Circoscrizioni. Visto che, nella riunione informale che abbiamo avuto, mi avete dato atto che, secondo voi, questa è una buona riforma, che siamo distanti su alcuni… (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Lo dico perché è vero. Votiamo questa riforma e poi sugli altri punti il Sindaco ha dato la sua disponibilità e, allo stesso modo, la diamo noi. Non capisco perché dobbiamo interrompere ora, che stiamo votando e mi sembra che abbiamo dato prova continuamente di venire incontro... PORCINO Giovanni (Presidente) La parola, sull'ordine dei lavori, al Consigliere Viale. VIALE Silvio Lo Statuto è stato frutto di una discussione lunga, approfondita e con numerosi emendamenti (molti respinti ed alcuni approvati); chiunque è libero di votarlo. Non vedo un mercanteggiamento dello Statuto con altre questioni successive. Al momento, prendo atto che è stata presentata una valanga di emendamenti. Su questa base, direi di votare e ognuno si assume la responsabilità. Non capisco perché, a seconda della vacca rossa, della vacca nera o della vacca pezzata, si vota o non si vota un provvedimento che si condivide o non si condivide. O si condivide lo Statuto come è uscito e lo si vota, oppure non lo si condivide e non lo si vota. Non vedo quale sia, a futura memoria, un impegno da prendere da parte del Sindaco o di chicchessia. Abbiamo discusso a lungo e adesso votiamo, poi sul Regolamento sono disponibilissimo a discutere e a riaprire la discussione sui punti necessari, ma la discussione sullo Statuto è chiusa, non si può modificare qualcosa. Se l'opposizione ritiene di poterlo votare, ben venga; se l'opposizione ritiene, in nome di qualunque ragionamento che prescinde dallo Statuto, di non votarlo, pazienza. Invito però il Presidente a procedere alla votazione. |