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Estratto dal verbale della seduta di Mercoledì 11 Novembre 2015 ore 10,00
Paragrafo n. 44
DELIBERAZIONE DI INIZIATIVA CONSILIARE 2015-02366
RIFORMA DEL DECENTRAMENTO E DELLA PARTECIPAZIONE - MODIFICHE ALLO STATUTO DELLA CITT?.
Interventi

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
Riprendiamo l'esame della proposta di deliberazione n. mecc. 201502366/002,
presentata dai Consiglieri Onofri, Alunno e La Ganga in data 4 maggio 2015, avente
per oggetto:

"Riforma del decentramento e della partecipazione - Modifiche allo Statuto della
Città".

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
Riprendiamo l'analisi dell'accorpamento degli emendamenti dal n. S618 al n. S646.
La parola al Consigliere Ricca.

RICCA Fabrizio
Stavo cercando di capire questi emendamenti di Forza Italia in che modo poter…
(INTERVENTO FUORI MICROFONO). Nel dubbio mi fido, perché se gli
emendamenti sono firmati dai Consiglieri Tronzano e D'Amico, potrei anche
sottoscriverli, sono talmente sicuro che potrei sottoscriverli uno per uno.
Stavo cercando di capire quanti fossero gli emendamenti accorpati ed il motivo per
cui siano stati accorpati, perché sappiamo che solitamente Forza Italia tende a fare
emendamenti di merito e anche questa volta sono convinto che ci sia del merito e ci
sia la volontà di migliorare fortemente questa deliberazione.
Soprattutto con gli altri emendamenti fatti dalla Giunta o dalla maggioranza, si è teso
sempre a peggiorare, anzi direi gli emendamenti votati non dalla maggioranza,
perché quando non raggiungono neanche 21 favorevoli, si tratta di una maggioranza
che non esiste.
Bisogna poi fare anche una riflessione al momento del voto, perché vorrei vedere gli
stessi Gruppi politici che hanno spinto a votare sfavorevolmente per gli emendamenti
importanti, cosa poi faranno in fase di votazione finale, perché se uno vota no agli
emendamenti fondamentali per scrivere lo Statuto, se uno non è d'accordo in quel
momento, non deve essere d'accordo poi neanche alla fine, signor Presidente.

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Greco Lucchina, sull'ordine dei lavori.

GRECO LUCCHINA Paolo
Ai sensi dell'articolo 38 comma 4, che fa riferimento alle modalità di presentazione,
discussione e votazione, compresi gli accorpamenti degli emendamenti, gradirei
sapere una cosa. Premesso che sono consapevole…
Presidente, però ho bisogno della sua attenzione, perché alla luce di quello che...

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
Le chiedo scusa, ma non ho capito nulla.

GRECO LUCCHINA Paolo
Alla luce dell'articolo 38 comma 4 del Regolamento, che sostanzialmente disciplina
le modalità di presentazione degli emendamenti e alla luce del fatto che i termini di
chiusura per la presentazione vengono discussi alla Conferenza dei Capigruppo,
ritengo che oggi nell'interlocuzione soprattutto con la figura principe che è proprio il
Sindaco, chiederei domani se fosse possibile prevedere, a margine dei lavori, una
Conferenza dei Capigruppo per poter ipotizzare, qualora ci fosse la necessità di
presentare un emendamento o un subemendamento, una deroga alla chiusura dei
lavori stessi.

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
Il senso del suo intervento era un'eventuale… (INTERVENTO FUORI
MICROFONO). Sto dicendo che, come è successo in altre occasioni, nell'eventualità
che si arrivi ad un subemendamento che faciliti i lavori del Consiglio e delle
conclusioni delle discussioni, è chiaro che l'Ufficio di Presidenza ha la riserva per
poterlo fare, non c'è bisogno della Conferenza dei Capigruppo. (INTERVENTO
FUORI MICROFONO). È chiaro che la discussione nasce dalla Conferenza dei
Capigruppo, perché in quella sede si capisce se c'è il senso della volontà di arrivare.

GRECO LUCCHINA Paolo
Lei va oltre. La ringrazio per questo, perché è una cosa che spesso viene dibattuta e
lei, Presidente, sta dimostrando grande disponibilità già da subito eventualmente ad
accogliere i nostri emendamenti.

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Carbonero.

CARBONERO Roberto
Vi do un anticipo di quello che sarà la discussione domani, che tratterà del
pluralismo autonomistico, poi ne parleremo meglio domani.
"La struttura organizzativa della Pubblica Amministrazione alla luce dei principi
costituzionali. La struttura amministrativa della Pubblica Amministrazione va
esaminata alla luce delle disposizioni costituzionali dettate in materia, in particolare
non si può prescindere dal dettato degli articoli 95 e 97 della Costituzione.
Lo Stato-Amministrazione è un soggetto giuridico che agisce per fini propri, al pari
degli altri soggetti pubblici o privati, ed è anch'esso vincolato all'osservanza delle
norme giuridiche vigenti. Lo Stato, tuttavia, non è l'unico ente pubblico
dell'ordinamento italiano, ove, infatti, vige il principio di pluralismo della Pubblica
Amministrazione, per cui coesistono, accanto allo Stato, altri soggetti che
perseguono fini di interesse pubblico.
La funzione pubblica viene svolta attraverso una posizione giuridica pubblica che è
qualificata potestà. Per potestà amministrativa si intende quel potere di supremazia
riconosciuto ad un ente pubblico, al fine di raggiungere gli obiettivi individuati da
quegli organi che devono individuare l'indirizzo politico dell'Amministrazione, i fini
pubblici predeterminati e che l'ente pubblico ha il potere-dovere di realizzare sono
definiti fini istituzionali dell'ente.
La struttura pluralistica della Pubblica Amministrazione trova riscontro nella stessa
Costituzione e in particolare nell'articolo 2 e 5 della Costituzione.
L'articolo 2 parla di formazioni sociali in cui si svolge la personalità dell'uomo e la
cui esistenza è riconosciuta e garantita dallo Stato.
L'articolo 5 stabilisce che la Repubblica, una ed indivisibile - e anche qui avrei
qualcosa da dire - riconosce e promuove le autonomie locali, ovvero attua nei servizi,
che dipendono dallo Stato, il più ampio decentramento amministrativo. Lo Stato
rappresenta l'ente pubblico per eccellenza, lo Stato-Amministrazione è il più
importante soggetto attivo dell'ordinamento, dotato di caratteristiche esclusive,
infatti esso si configura come: ente sovrano, in quanto è sovraordinato a tutti gli altri
soggetti che operano nell'ambito dell'ordinamento; ente politico, poiché persegue
fini di interesse generale; ente necessario e ad appartenenza necessaria, in quanto, da
un lato, la sua esistenza è fondamentale per il perseguimento dei pubblici interessi e,
dall'altro, tutti i cittadini fanno parte di esso.
Autorevole dottrina ha affermato che la personalità giuridica dello Stato-
Amministrazione costituisce un dato incontestabile, cioè in base a quanto stabilito da
più di un disposto normativo ed infatti l'articolo 28 ammette una responsabilità civile
dello Stato e degli Enti Pubblici".

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
Grazie, Consigliere. So che lei poi ci allieterà domani anche con una seconda lettura,
come avviene per l'approvazione delle modifiche costituzionali, ma qui stiamo
discutendo della riforma delle Circoscrizioni, un parallelismo può essere utile.

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