Città di Torino

Consiglio Comunale

Città di Torino > Consiglio Comunale > VERBALI > Torna indietro

Estratto dal verbale della seduta di Mercoledì 11 Novembre 2015 ore 10,00
Paragrafo n. 40

Comunicazioni del Presidente su "Ordine dei lavori - espulsione dall'Aula del Consigliere D'Amico"
Interventi

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
La parola al Consigliere D'Amico, sull'ordine dei lavori.

D'AMICO Angelo
Chiedo, per cortesia, che venga applicato dalla Presidenza il comma 2 dell'art. 107.

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
(INTERVENTO FUORI MICROFONO). Consigliere Cassiani, ha veramente la
capacità di disturbare e di creare tensione dentro l'Aula.

D'AMICO Angelo
In virtù anche di quanto sta accadendo, Presidente, le chiedo di applicare il comma 2
dell'articolo 107, nei confronti del Consigliere Cassiani.

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
Con calma, non dovete avere fretta. Rammento a tutti, anche al Consigliere
D'Amico, che vedo con piacere che finalmente ci ha raggiunto a fine giornata, che il
richiamo deve essere… Se ci avete fatto caso, ho richiamato più volte alcuni
Colleghi in Aula, ad alcuni ho detto che era un richiamo formale, altri li ho
semplicemente richiamati.
L'articolo 107 comma 2 dice che dopo due richiami formali il Presidente può
espellere, quindi è facoltà; la ringrazio per aver suggerito questo comma.
Sappiate che hanno un richiamo formale i Consiglieri Viale e Cassiani, quindi siamo
uno pari. Il Consigliere Sbriglio ha un richiamo non formale. (INTERVENTO
FUORI MICROFONO). Lei si autodenuncia?

D'AMICO Angelo
Io ce l'ho perché, sbagliando, ho detto due volte la parola ….

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
Allora sì, ha un richiamo formale, grazie.
La parola al Consigliere Greco Lucchina, sull'ordine dei lavori.

GRECO LUCCHINA Paolo
Mi faccia capire, Presidente, lei ci sta dicendo, per fare un paragone con il gioco del
calcio, che tutto sta nella parola "richiamo formale" e quindi non c'è la possibilità,
prevista dal nostro Regolamento, che invece di due ammonizioni ci sia l'espulsione
diretta con il cartellino rosso? Credo sia facoltà della Presidenza poter espellere
dall'Aula per fatti gravi un Consigliere Comunale, che commette evidentemente un
qualcosa che merita un gesto di tale forza.
Detto questo, mi rivolgo al Consigliere Viale che è l'esperto del Regolamento e ci
chiede costantemente di cambiarlo, se non può provvedere, qualora il Presidente ci
dicesse che questo non si può fare, magari per ragionare insieme alla luce della sua
esperienza, per modificare il Regolamento e prevedere che questo istituto ci possa
essere.

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
Vedo che avete preziosi suggerimenti da dare alla Presidenza, ne faremo buon uso.
(INTERVENTI FUORI MICROFONO). Per cortesia, abbiate pazienza!
Richiedo cortesemente all'Aula di collaborare. La Presidenza è qui, non ho bisogno
di suggerimenti dall'Aula.
La parola al Consigliere D'Amico.

D'AMICO Angelo
Questo sorriso sarcastico, Consigliere Alunno, potrebbe anche ficcarselo da qualche
altra parte, perché un po' di rispetto nei confronti della Presidenza ci vuole.
È inutile che faccia quella faccia, questa è la sua deliberazione! Sappiamo che è la
sua deliberazione!

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
Consigliere D'Amico, intervenga nel merito dell'argomento e parli alla Presidenza.

D'AMICO Angelo
Ha ragione, Presidente. (INTERVENTO FUORI MICROFONO) Sarà anche gay.
Presidente, io parlo con lei, però voglio che mi guardi.
Comprendo che questa deliberazione… (INTERVENTO FUORI MICROFONO).
Presidente, mi rivolgo a lei cercando di guardarla negli occhi. Comprendo che questa
riforma sia, come ho detto già in precedenza, ad uso e consumo del Consigliere
Alunno…
Sto guardando lei, Presidente, poi non mi dica che non la guardo, perché mi sto
rivolgendo a lei, non voglio neanche guardare da quella parte.
Questa tracotanza politica da fine impero che il Consigliere Alunno sta cercando di
trasmettere all'Aula non funziona; il suo è un atteggiamento squadristico che non
accettiamo, che respingiamo al mittente.
Caro Presidente, quando le ho chiesto l'applicazione dell'articolo 2 del comma 107,
il Collega di cui ho già citato il nome prima - non voglio citarlo, perché non vorrei
che mi richiamasse per fatto personale - ha detto che lei, Presidente, prima che apriva
il Regolamento, prima che lo leggeva e soprattutto prima che lo capiva sarebbe
passato troppo tempo. Dopo che lui ha urgenza che questa riforma passi, perché deve
tutelare il suo territorio, allora capisce che così non funziona, così non va bene.
Questa è tracotanza politica da fine impero che noi respingiamo al mittente.
Dopodiché il Consigliere Alunno deve sapere che per far passare questa sua
deliberazione sta utilizzando questi sistemi e, va bene, è legittimo, non condivisibile
ma legittimo, ma sappia il Consigliere Alunno che questo comporta…
(INTERVENTO FUORI MICROFONO). Non è sull'ordine del giorno, ma cosa fa: il
Presidente, o il Consigliere Alunno? Le dà suggerimenti, Presidente? La rispetto e la
stimo come persona, lei lo sa benissimo, ma non devo sentire lui che le dà
informazioni.
Ripeto, lui non capisce un …, non ha mai capito un … di politica.

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
Consigliere D'Amico, la richiamo formalmente per la seconda volta, quindi lei è
espulso.

Copyright © Comune di Torino - accesso Intracom Comunale (riservato ai dipendenti)