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CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) La parola al Consigliere D'Amico, sull'ordine dei lavori. D'AMICO Angelo Chiedo, per cortesia, che venga applicato dalla Presidenza il comma 2 dell'art. 107. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Consigliere Cassiani, ha veramente la capacità di disturbare e di creare tensione dentro l'Aula. D'AMICO Angelo In virtù anche di quanto sta accadendo, Presidente, le chiedo di applicare il comma 2 dell'articolo 107, nei confronti del Consigliere Cassiani. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Con calma, non dovete avere fretta. Rammento a tutti, anche al Consigliere D'Amico, che vedo con piacere che finalmente ci ha raggiunto a fine giornata, che il richiamo deve essere… Se ci avete fatto caso, ho richiamato più volte alcuni Colleghi in Aula, ad alcuni ho detto che era un richiamo formale, altri li ho semplicemente richiamati. L'articolo 107 comma 2 dice che dopo due richiami formali il Presidente può espellere, quindi è facoltà; la ringrazio per aver suggerito questo comma. Sappiate che hanno un richiamo formale i Consiglieri Viale e Cassiani, quindi siamo uno pari. Il Consigliere Sbriglio ha un richiamo non formale. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Lei si autodenuncia? D'AMICO Angelo Io ce l'ho perché, sbagliando, ho detto due volte la parola …. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Allora sì, ha un richiamo formale, grazie. La parola al Consigliere Greco Lucchina, sull'ordine dei lavori. GRECO LUCCHINA Paolo Mi faccia capire, Presidente, lei ci sta dicendo, per fare un paragone con il gioco del calcio, che tutto sta nella parola "richiamo formale" e quindi non c'è la possibilità, prevista dal nostro Regolamento, che invece di due ammonizioni ci sia l'espulsione diretta con il cartellino rosso? Credo sia facoltà della Presidenza poter espellere dall'Aula per fatti gravi un Consigliere Comunale, che commette evidentemente un qualcosa che merita un gesto di tale forza. Detto questo, mi rivolgo al Consigliere Viale che è l'esperto del Regolamento e ci chiede costantemente di cambiarlo, se non può provvedere, qualora il Presidente ci dicesse che questo non si può fare, magari per ragionare insieme alla luce della sua esperienza, per modificare il Regolamento e prevedere che questo istituto ci possa essere. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Vedo che avete preziosi suggerimenti da dare alla Presidenza, ne faremo buon uso. (INTERVENTI FUORI MICROFONO). Per cortesia, abbiate pazienza! Richiedo cortesemente all'Aula di collaborare. La Presidenza è qui, non ho bisogno di suggerimenti dall'Aula. La parola al Consigliere D'Amico. D'AMICO Angelo Questo sorriso sarcastico, Consigliere Alunno, potrebbe anche ficcarselo da qualche altra parte, perché un po' di rispetto nei confronti della Presidenza ci vuole. È inutile che faccia quella faccia, questa è la sua deliberazione! Sappiamo che è la sua deliberazione! CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Consigliere D'Amico, intervenga nel merito dell'argomento e parli alla Presidenza. D'AMICO Angelo Ha ragione, Presidente. (INTERVENTO FUORI MICROFONO) Sarà anche gay. Presidente, io parlo con lei, però voglio che mi guardi. Comprendo che questa deliberazione… (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Presidente, mi rivolgo a lei cercando di guardarla negli occhi. Comprendo che questa riforma sia, come ho detto già in precedenza, ad uso e consumo del Consigliere Alunno… Sto guardando lei, Presidente, poi non mi dica che non la guardo, perché mi sto rivolgendo a lei, non voglio neanche guardare da quella parte. Questa tracotanza politica da fine impero che il Consigliere Alunno sta cercando di trasmettere all'Aula non funziona; il suo è un atteggiamento squadristico che non accettiamo, che respingiamo al mittente. Caro Presidente, quando le ho chiesto l'applicazione dell'articolo 2 del comma 107, il Collega di cui ho già citato il nome prima - non voglio citarlo, perché non vorrei che mi richiamasse per fatto personale - ha detto che lei, Presidente, prima che apriva il Regolamento, prima che lo leggeva e soprattutto prima che lo capiva sarebbe passato troppo tempo. Dopo che lui ha urgenza che questa riforma passi, perché deve tutelare il suo territorio, allora capisce che così non funziona, così non va bene. Questa è tracotanza politica da fine impero che noi respingiamo al mittente. Dopodiché il Consigliere Alunno deve sapere che per far passare questa sua deliberazione sta utilizzando questi sistemi e, va bene, è legittimo, non condivisibile ma legittimo, ma sappia il Consigliere Alunno che questo comporta… (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Non è sull'ordine del giorno, ma cosa fa: il Presidente, o il Consigliere Alunno? Le dà suggerimenti, Presidente? La rispetto e la stimo come persona, lei lo sa benissimo, ma non devo sentire lui che le dà informazioni. Ripeto, lui non capisce un …, non ha mai capito un … di politica. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Consigliere D'Amico, la richiamo formalmente per la seconda volta, quindi lei è espulso. |