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Estratto dal verbale della seduta di Mercoledì 11 Novembre 2015 ore 10,00
Paragrafo n. 37
DELIBERAZIONE DI INIZIATIVA CONSILIARE 2015-02366
RIFORMA DEL DECENTRAMENTO E DELLA PARTECIPAZIONE - MODIFICHE ALLO STATUTO DELLA CITT?.
Interventi

PORCINO Giovanni (Presidente)
Riprendiamo l'esame della proposta di deliberazione n. mecc. 201502366/002,
presentata dai Consiglieri Onofri, Alunno e La Ganga in data 4 maggio 2015, avente
per oggetto:

"Riforma del decentramento e della partecipazione - Modifiche allo Statuto della
Città".

PORCINO Giovanni (Presidente)
Passiamo all'analisi dell'emendamento S611, presentato dal Gruppo Movimento 5
Stelle.
La parola alla Consigliera Appendino.

APPENDINO Chiara
In realtà questo emendamento si rifà ad una proposta fatta in Commissione che non
era stata recepita, nel senso che per trasparenza devo dire che la Commissione non
era d'accordo.
Si tratta di andare a modificare l'articolo 60 dello Statuto dove si tratta il tema della
revoca dei componenti della Giunta Circoscrizionale. È previsto dallo Statuto che
ciascun Coordinatore possa essere revocato con una mozione di sfiducia e nello
Statuto si dice che deve essere presentata da almeno 13 Consiglieri di Circoscrizione.
Noi ritenevamo opportuno togliere il limite dei 13 Consiglieri Circoscrizionali,
perché, di fatto, come avviene anche qui in Comune, pensiamo che sia diritto di
qualsiasi Consigliere poter presentare la mozione di sfiducia che, poi, evidentemente
il Consiglio decide se approvare o bocciare, ma limitare la possibilità di presentare
una mozione alla luce di un minimo di 13 firme ci sembrava troppo alto come limite,
quindi questo emendamento semplicemente mantiene tutto l'impianto della mozione
di sfiducia, ma elimina il numero minimo di 13 Consiglieri per poter depositare la
mozione.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola al Consigliere Trombotto.

TROMBOTTO Maurizio
Anche su questo emendamento, come Gruppo, voteremo contro. Votiamo contro
perché a nostro giudizio, mi spiace per quanto detto dalla Consigliera Appendino,
però non ha alcun senso prevedere la possibilità che venga presentata, discussa e
votata una mozione di sfiducia senza che vi sia un numero minimo di Consiglieri che
la sottoscrivano. Pensare e immaginare che anche un solo Consigliere possa
impegnare il Consiglio sul dibattito della sfiducia di un Coordinatore credo sia un
nonsenso politico, nel senso che si può comprendere la ratio dell'emendamento
rispetto a una democrazia ampia e totale, però anche la democrazia presuppone delle
regole, affinché possa essere esercitata correttamente.
D'altro lato per come si sta prefigurando, poi mi avvio al termine, la possibilità della
composizione dei Consigli di Circoscrizione nel 2016, è verosimile che vi saranno
Consigli dove vi sarà una maggioranza di soli 13 Consiglieri, quindi un'opposizione
di 12, il che significa che basterebbe anche un solo Consigliere della maggioranza, se
vi è un accordo tra tutti i Consiglieri dell'opposizione, per sfiduciare un
Coordinatore. Andare oltre, ripeto, mi sembrerebbe creare una sorta di Vietnam
continuo e di rischio di ingovernabilità nei Consigli di Circoscrizione.
Ribadendolo, quindi, per questo motivo il voto è contrario.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola al Consigliere Ricca.

RICCA Fabrizio
"La Circoscrizione redige poi un piano della spesa per finanziamenti eventuali
attribuiti ad essa. In relazione ad acquisti di beni e forniture per il normale
funzionamento dell'attività delle Circoscrizioni si stabilisce che vengano promosse
nel piano approvato idonee iniziative e verifiche per evitare duplicazioni di
procedure di spesa con l'Amministrazione Centrale.
Si introduce poi il principio che almeno 30 giorni prima del termine fissato per
l'approvazione del rendiconto del Comune, la Circoscrizione approvi il rendiconto
delle attività da essa svolte.
L'articolo 66 del nuovo Statuto introduce significative regole per implementare le
pratiche di partecipazione attiva dei cittadini e stimolare opportune forme di
valorizzazione della sussidiarietà verticale con l'associazionismo territoriale in linea
con la costituzionalizzazione del principio di sussidiarietà orizzontale.
Il successivo svolgimento della fase di adattamento del Regolamento del
decentramento che conseguirà all'approvazione delle modificazioni statutarie
consentirà poi di articolare nel dettaglio principi ed istituti previsti e di dar
finalmente corpo all'auspicata riforma organica delle Circoscrizioni, in un quadro di
rinnovata vitalità della partecipazione dei servizi offerti ai cittadini torinesi, nella
cornice di ponderati slanci attuativi ispirati ad efficienza economica ed efficacia
amministrativa".

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola al Consigliere Carbonero.

CARBONERO Roberto
Ricordandole il mancato intervento di prima, faccio i tre più tre. Grazie.
"L'assetto decentrato. Nella definizione del nuovo assetto amministrativo-territoriale
dell'ordinamento, il nuovo articolo 114 della Costituzione stabilisce che la
Repubblica è costituita dai Comuni, dalle Province, dalle Città Metropolitane, dalle
Regioni e dallo Stato, con pari dignità istituzionale.
Altra novità è l'individuazione del Comune come nuovo centro del sistema
amministrativo, in quanto soggetto più vicino ai cittadini, pertanto in grado di
rappresentare al meglio le esigenze delle collettività di riferimento e assicurare
servizi migliori a costi minori, anche con il coinvolgimento dei privati cittadini,
individualmente o in associazione, per lo svolgimento di attività di interesse
generale.
In tal senso, l'articolo 118 della Costituzione stabilisce che le funzioni
amministrative sono attribuite ai Comuni, salvo che, per assicurarne l'esercizio
unitario, siano conferite a Province, Città Metropolitane, Regioni e Stato, sulla base
dei principi di sussidiarietà, differenziazione ed adeguatezza.
Con l'introduzione di questi ultimi si è voluto ottimizzare l'esercizio delle
competenze, ripartendole non più in base a principi astratti e generali, ma secondo
criteri specifici, relativi alle peculiarità territoriali, demografiche, eccetera - questo è
un altro passaggio importante perché 'secondo criteri specifici, relativi alle
peculiarità territoriali, demografiche, eccetera') - e di criteri concreti di efficienza e
idoneità organizzativa, nonché sottolineare il superamento del principio del
'parallelismo' tra le potestà legislative indicate all'articolo 117 e le funzioni
amministrative, ex articolo 118 della Costituzione.
Quest'ultimo prevedeva che alla Regione e agli Enti Locali spettassero le
competenze amministrative nelle stesse materie oggetto della potestà legislativa,
mentre ora sono distinte e la ripartizione delle competenze amministrative fra ente
territoriale centrale ed ente periferico avviene nel rispetto del principio di
sussidiarietà, secondo il quale, al primo spettano le funzioni tassativamente riservate
alla legge, mentre tutte le altre sono di competenza del secondo, salvo che sia
necessario garantire l'esercizio unitario da parte dell'ente superiore.
Al Comune, ormai ente a competenza amministrativa generale, spettano tutte le
funzioni amministrative, secondo le proprie dimensioni territoriali, con l'esclusione
di quelle incompatibili che esulano dall'interesse locale e che necessariamente sono
riservate all'ente immediatamente superiore (Provincia, Città Metropolitana,
Regione, Stato).
Collegata all'intervento sussidiario dell'ente di livello superiore è la previsione del
potere sostitutivo dello Stato, nei casi espressamente individuati nell'articolo 120
della Costituzione, ossia nelle ipotesi di mancato rispetto di norme, trattati
internazionali o normative comunitarie, di pericolo grave per l'incolumità e della
sicurezza pubblica, di tutela dell'unità giuridica ed economica e in particolare di
tutela dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali.
Il potere sostitutivo deve essere esercitato nel rispetto dei principi di sussidiarietà e di
leale collaborazione, assicurati da limiti normativi e amministrativi volti a garantire
che l'ente compia l'attività nel tempo e nel modo ad esso assegnato e che l'intervento
sostitutivo sia proporzionato all'obiettivo da perseguire.
Nell'ambito della riforma costituzionale va segnalata anche la ridefinizione dei
rapporti tra Stato e Regione, in qualità di enti a competenza legislativa generale,
attraverso l''inversione' del criterio di ripartizione delle competenze legislative tra
tali soggetti. In tal senso, l'articolo 117 della Costituzione stabilisce che 'la potestà
legislativa è esercitata dallo Stato e dalle Regioni nel rispetto della Costituzione,
nonché dai vincoli derivanti dall'ordinamento comunitario e dagli obblighi
internazionali', e specifica che alle Regioni spetta la potestà legislativa generale, in
ogni materia non espressamente riservata allo Stato (politica estera, immigrazione,
difesa, politica monetaria, ambiente, previdenza sociale, eccetera).
Come previsto dalla Legge 59/1997, articolo 11, un'altra forma di decentramento ha
avuto attuazione con i decreti legislativi…"

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
Grazie, Consigliere Carbonero.
La parola al Consigliere Tronzano.

TRONZANO Andrea
L'emendamento della Consigliera Appendino mi pare intelligente.
Presidente, stavamo leggendo con il Segretario Generale la dizione del Testo Unico
degli Enti Locali che prevede i due quinti per presentare la mozione di sfiducia.
Allora se fosse calcolato sul numero dei Consiglieri di Circoscrizione, i due quinti
sarebbero 10, forse non si può scendere sotto 10, ma almeno arrivare a 10, invece che
13, mi sembrerebbe in linea con il Testo Unico.
Se fosse quindi possibile emendare questo articolo che dice: "Ciascun Coordinatore
può essere revocato dal Consiglio Circoscrizionale con una mozione presentata da
almeno 13 Consiglieri Circoscrizionali contenente la proposta di sostituzione. Tale
mozione è discussa e votata con le modalità previste dal Regolamento del
Decentramento in merito alla mozione di sfiducia costruttiva".
In più, non so perché, chiedo lumi anche agli Uffici e a lei, Presidente, non è il caso
anche di scrivere che il Presidente può revocare il Coordinatore, o è implicito? Ad
esempio, qui non è scritto che il Presidente, come il Sindaco che toglie le deleghe,
immagino per analogia, possa togliere le deleghe al Coordinatore. Non avendolo
scritto, magari, è opportuno inserirlo?
Presidente, siccome non sono particolari di poco conto, nel senso che se il Presidente
di Circoscrizione può togliere la fiducia al suo Coordinatore o è scritto sulla legge
oppure nello Statuto bisogna metterlo. È corretto? Chiedevo lumi agli Uffici se è
vero quello che sto dicendo, per aggiungere questo comma dove si dice che il
Presidente di Circoscrizione può togliere la fiducia e se si può emendare e arrivare a
10 Consiglieri invece che a 13, in linea con le disposizioni normative del Testo
Unico 267/2000. Forse potremmo ragionare su questo.
Chiedo anche al Presidente Altamura e alla Presidente Onofri, perché queste cose
non vanno sottovalutate. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Siccome ci sono
disposizioni normative e i due quinti di 25, se non ho fatto male il calcolo, sono 10,
perché scrivere 13, per esempio? Secondo me andrebbe bene 10.
Forse togliere completamente 13, Consigliera Appendino, non è possibile, perché la
Legge non lo prevede, però è giusto il suo emendamento.
In più, Presidente, vorrei che facesse anche una valutazione seria se bisogna
aggiungere che il Presidente può togliere la fiducia al Coordinatore, o se è implicito
per disposizioni normative.

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
Grazie, Consigliere Tronzano.

TRONZANO Andrea
Aspetto una risposta, Presidente.

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
Non sta al Presidente valutare eventuali proposte che lei fa.
La parola al Consigliere Liardo.

LIARDO Enzo
Partirei dal settore socioassistenziale, che è stato prevalentemente dibattuto
attraverso un emendamento discusso stamattina, anzi da lì credo ci sia stato l'esordio
di questa seduta.
"Funzioni circoscrizionali. Si individuano come servizi socioassistenziali di base, ai
sensi e agli effetti dell'articolo 55, 1° comma Statuto Comunale le prestazioni di
competenza comunale da espletare a livello di base, quali servizio sociale
professionale; assistenza economica; attività educativa territoriale; affidamenti
familiari; esecuzione delle disposizioni dell'Autorità Giudiziaria concernenti i
minori; promozione inserimenti lavorativi e formativi;…".
(INTERVENTO FUORI MICROFONO). No, se mi permette non sono qui
inutilmente, ma per fare il mio lavoro e perciò, dopo che ho finito, potrà rispondere.
Vorrei recuperare anche i dieci secondi, grazie.
Però, se volete dare l'esempio, datelo!
"…assistenza domiciliare; inserimenti in presidi diurni o residenziali; soggiorni estivi
per disabili; altre prestazioni rivolte ad anziani, minori, disabili, adulti in difficoltà,
appartenenti alla Circoscrizione". Sono veramente i sogni nel cassetto questi che
vengono enunciati all'interno dell'operato di una Circoscrizione.
Comunque non mi sfiducio e vado avanti. (INTERVENTO FUORI MICROFONO)
Consigliere Cassiani, la preferisco da Presidente, mi sembra un po' più ponderato.
"I presidi che le attivano ed i cui operatori, attuali e futuri, sono quelli da identificare
come attribuiti ai Servizi Circoscrizionali, quali centri socioassistenziali; centri
socioterapeutici per disabili; comunità alloggio riferite all'utenza circoscrizionale;
centri diurni per minori o anziani; altri presidi attinenti alla popolazione e al territorio
circoscrizionale. Le funzioni amministrative e tecniche strumentali all'erogazione
delle prestazioni e alla gestione diretta o indiretta dei servizi".

CASSIANI Luca (Consigliere f.f. di Presidente)
La parola al Consigliere Greco Lucchina.

GRECO LUCCHINA Paolo
Così come avevo promesso al Consigliere D'Amico telefonicamente, continuo a
leggere quanto il Consigliere D'Amico ci aveva suggerito già ieri.
Stavo leggendo: "La democrazia etimologicamente significa 'governo del popolo',
ovvero sistema di governo in cui la sovranità è esercitata, direttamente o
indirettamente, dall'insieme dei cittadini che ricorrono a una votazione. Il concetto di
democrazia non è cristallizzato in una sola versione o in un'unica concreta
traduzione, ma può trovare e ha trovato la sua espressione storica in diverse
espressioni ed applicazioni, tutte caratterizzate peraltro dalla ricerca di una modalità
capace di dare al popolo la potestà effettiva di governare e nel quale il rapporto tra la
maggioranza e la minoranza è improntato alla reciproca tutela. La prima
classificazione della democrazia può essere tra democrazia diretta e democrazia
indiretta. Nella democrazia diretta o partecipativa il potere sovrano è esercitato
direttamente dal popolo, come avveniva nell'antica Grecia, dove i cittadini si
riunivano nell'agorà (oggi la piazza) per discutere attivamente di leggi o posizioni
politiche da prendere. Nella democrazia indiretta o rappresentativa il potere sovrano
è esercitato dai rappresentanti eletti dal popolo. Ad esempio, l'Italia è una Repubblica
parlamentare, quindi a democrazia indiretta".

CASSIANI Luca (Consigliere f.f. di Presidente)
La parola alla Consigliera Ambrogio.

AMBROGIO Paola
Rispetto all'emendamento presentato dalla Consigliera Appendino, così come è
formulato, non credo ci possa essere una condivisione, però effettivamente rivederlo,
così come è previsto dal Testo Unico sugli Enti Locali, che quindi prevede due quinti
di firme per poter presentare una richiesta di revoca, questo ci può trovare favorevoli
e quindi arriverebbe a 10 Consiglieri che formulano una proposta di revoca, a fronte
invece dei 13 che sono attualmente indicati al primo comma dell'articolo 60, che
attualmente dice: "Ciascun Coordinatore può essere revocato dal Consiglio
Circoscrizionale con una mozione presentata da almeno 13 Consiglieri, contenente la
proposta di sostituzione".
Rispetto al fatto, invece, che possa il Presidente revocare, credo che non essendo
eletto direttamente, quindi non essendo un'elezione diretta quella del Presidente -
non so se anche gli Uffici possano dire qualcosa -, non credo in questo caso che sia
opportuno consentire al Presidente di procedere… (INTERVENTO FUORI
MICROFONO).
Da valutare invece è l'altra formulazione che vede comunque nel numero di 10
Consiglieri un numero considerevole per la richiesta di revoca e quindi di sfiducia
rispetto a un Coordinatore. Dovremo poi valutare in che numero. Per ora il numero
individuato è di quattro… (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Attualmente
sembra che sia passata la formula di quattro Coordinatori per ciascuno Consiglio
Circoscrizionale.

CASSIANI Luca (Consigliere f.f. di Presidente)
La parola al Consigliere Marrone, per due minuti.

MARRONE Maurizio
Andare a ridisegnare nella riforma delle Circoscrizioni i meccanismi di formazione
degli organi contempla anche la necessità di andare a verificare le misure di revoca,
motivo in più per capire che, alla fine, in questa operazione bisogna davvero essere
attenti alle misure che si decide di votare o di non approvare, nella misura in cui
andare a porre un livello minimo di Consiglieri che debbano portare avanti le
mozioni di revoca dei componenti della Giunta, ovvero le sfiducie, effettivamente
rischiano poi di andare a limitare ulteriormente la possibilità di portare avanti queste
mozioni di sfiducia.
Consideriamo, per esempio, i Partiti e i Gruppi che eleggeranno meno Consiglieri.
C'è il rischio poi che, se si creano delle larghe intese, ci sarà difficoltà non dico di
approvare, ma addirittura di promuovere delle azioni di sfiducia, per cui
oggettivamente sono decisioni che vanno ponderate e valutate caso per caso e di
sicuro magari un supplemento di ragionamento male non farebbe, nella misura in cui
alla fine si istituisce un organo che prima non c'era.
La Giunta di Circoscrizione sappiamo benissimo che va a sostituire le figure che
erano semplicemente dei Presidenti di Commissione. È vero che il Presidente già li
riuniva, era già di fatto sostanzialmente una Giunta, però non esisteva come organo.
Sicuramente dovendo andare ad individuare poi un organo, creandolo, bisogna poi
disciplinarlo.
È anche vero però che bisogna cercare, secondo me, di evitare di ingessare
eccessivamente andando a creare una specie di imitazione del Consiglio in piccolo,
perché si può poi rischiare di andare a rendere troppo farraginose le procedure per
individuare…

CASSIANI Luca (Consigliere f.f. di Presidente)
La parola al Consigliere D'Amico.

D'AMICO Angelo
Chiedendo scusa all'Aula, mi sono dovuto assentare un'oretta, quindi ho perso il
senso delle votazioni.
Volevo solo chiederle a quale votazione siamo.

CASSIANI Luca (Consigliere f.f. di Presidente)
Siamo all'emendamento n. S611.

D'AMICO Angelo
Del Gruppo Movimento 5 Stelle?

CASSIANI Luca (Consigliere f.f. di Presidente)
Sì, esatto.

D'AMICO Angelo
Perfetto. Sempre sull'ordine dei lavori, però, Presidente, vedo i banchi della
maggioranza troppo vuoti e quindi, a nome del Capogruppo, chiederei la verifica del
numero legale.

CASSIANI Luca (Consigliere f.f. di Presidente)
Mi pare di capire che abbiate esaurito le possibilità per chiederlo.
In sua assenza, il suo Gruppo lo ha fatto, per cui non può più chiederlo.

D'AMICO Angelo
È già stato richiesto due volte?

CASSIANI Luca (Consigliere f.f. di Presidente)
Sì, vada avanti.

D'AMICO Angelo
D'accordo. Allora parto adesso con i miei due minuti di intervento, Presidente.
Certo che parlare a una platea così scarna… (INTERVENTO FUORI
MICROFONO). Poco fa parlavo sotto con un altro Consigliere Comunale della sua
maggioranza e stavamo facendo un ragionamento a denti stretti. Giustamente lui è
legato al vincolo di maggioranza e lo comprendo, non può sottrarsi a questo tipo di
votazione, ragionando tra persone perbene e in camera caritatis anche lui mostrava
delle titubanze, soprattutto per le modalità con cui questa deliberazione è stata
portata in Aula.
Questa deliberazione, nata da una Commissione creata ad hoc, che aveva iniziato a
lavorare in modo proficuo, con un'ottima Presidenza, che ascoltava anche le esigenze
delle opposizioni, uscendo dalla Commissione è stata stravolta. È stata scritta, a mio
modo di vedere, soprattutto da un vostro rappresentante, caro Presidente, ed è quel
Consigliere che poc'anzi mi ha interrotto, mi riferisco al Consigliere Alunno.
Questa è una deliberazione fatta dal Consigliere Alunno a suo uso e consumo. Vi ha
plagiati, ha avuto la capacità, che riconosco… (INTERVENTO FUORI
MICROFONO). Presidente, parli con me, però. (INTERVENTO FUORI
MICRFONO). Lo so che ho ragione io, lo sapete tutti.

CASSIANI Luca (Consigliere f.f. di Presidente)
Ha ragione, ma ha finito l'intervento.

D'AMICO Angelo
Ho solo due minuti?

CASSIANI Luca (Consigliere f.f. di Presidente)
Il Consigliere Tronzano ne ha utilizzati tre. A questo punto, tutti hanno utilizzato i
minuti a loro disposizione, almeno, da quello che ho letto qui, anche i Consiglieri del
Gruppo Lega Nord erano già intervenuti.
Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n.
S611:
Presenti 26, contrari 24, favorevoli 2, zero astenuti.
L'emendamento è respinto.

CASSIANI Luca (Consigliere f.f. di Presidente)
Passiamo all'analisi dell'emendamento n. 617, presentato dall'Assessore Passoni.
La parola al Consigliere Greco Lucchina.

GRECO LUCCHINA Paolo
Chiedo l'illustrazione di questo emendamento.

CASSIANI Luca (Consigliere f.f. di Presidente)
La parola all'Assessore Passoni, per l'illustrazione.

PASSONI Gianguido (Assessore)
Questo emendamento sostituisce il dispositivo dell'art. 61 comma 1. In particolare
cambia solo la declaratoria del comma 1, lettera a), da "sociosanitario" diventa
"sociale e sociosanitario".

CASSIANI Luca (Consigliere f.f. di Presidente)
La parola al Consigliere Greco Lucchina.

GRECO LUCCHINA Paolo
Oggi non c'era l'Assessore Passoni, c'era l'Assessora Curti.
Consigliera Onofri, ho detto Assessora e lei non mi ha ascoltato, ci tenevo che mi
sentisse.
Detto questo, era emerso l'equivoco perché alcuni Consiglieri di minoranza, tra cui il
sottoscritto e sicuramente la Consigliera Ambrogio, avevano in qualche modo
intravisto qualcosa che non riuscivamo a capire tra il cambio da "socioassistenziale"
a "sociale e sociosanitario", questo perché, nel momento in cui si fa riferimento alla
parola "sanitario", evidentemente, cambia il modello, non si tratta più di assistenza,
ma probabilmente si avvicina più alla sanità; è quindi emersa una preoccupazione
sulla qualifica degli operatori che andavano ad agire in questo settore.
Detto questo, per onestà intellettuale, l'Assessora Curti ci ha spiegato che è una mera
modifica del Testo Unico degli Enti Locali che spiega che viene sostituito da quando
hanno deciso di sostituirlo in "sociale" e "socioassistenziale". L'equivoco quindi è
stato risolto e, trattandosi di un mero cambio di parole, è stato superato grazie
all'interlocuzione informale con l'Assessora Curti.

CASSIANI Luca (Consigliere f.f. di Presidente)
La parola al Consigliere Liardo.

LIARDO Enzo
Presidente, chiedo a lei, preferisce il settore scolastico o il settore sport?
(INTERVENTO FUORI MICROFONO). Ha ragione, cultura. Facciamo biblioteche
decentrate, visto che c'è una connessione.
"La riorganizzazione del servizio bibliotecario decentrato presso le Circoscrizioni e
la definizione delle competenze in materia, attribuite alle Circoscrizioni ed alla
Divisione Centrale dei Servizi Socioculturali, si inquadrano nel progetto, attualmente
in fase di studio, di istituzione del Sistema Bibliotecario Metropolitano.
Tale progetto viene sviluppato in accordo con la Regione Piemonte e prevede la
costituzione di una rete integrata e polifunzionale di servizi bibliotecari, estesa alle
sedi della Città di Torino e a quelle degli altri Comuni che costituiscono la Città
Metropolitana". Subentra nuovamente il discorso di Città Metropolitana com'era già
stata menzionata; ci sono state delle considerazioni proprio sull'efficienza di questo
nuovo ente che non riesce a decollare nel contesto e nel panorama della nostra
Provincia.
Non vorrei fare una battuta, ma il Consigliere Cassiani, quando presiede, è veramente
un'altra persona, perciò lo proporrei per la prossima tornata amministrativa, diciamo
che riesce a neutralizzarsi e lo trovo anche simpatico.
"Nell'ambito dello sviluppo di tale rete, la Biblioteca Civica Centrale di Torino
acquisirà il ruolo funzionale di Centro Rete, con un compito organizzativo di
coordinamento delle attività sviluppate presso tutte le altre sedi della rete; al Centro
Rete saranno, pertanto, collegate tanto le biblioteche circoscrizionali quanto quelle
dei Comuni che costituiranno la Città Metropolitana".

CASSIANI Luca (Consigliere f.f. di Presidente)
Consigliere Liardo, ha esaurito i minuti a sua disposizione.

LIARDO Enzo
Ho tre minuti.

CASSIANI Luca (Consigliere f.f. di Presidente)
No, ne ha utilizzati tre il Consigliere Greco Lucchina.

LIARDO Enzo
No, ne ha usati due. Mi spiace, l'ho appena elogiata… (INTERVENTO FUORI
MICROFONO). Io ho guardato il termine dell'intervento del Consigliere Greco
Lucchina e ne ha utilizzati solo due.
"La definizione di tutti gli aspetti strategici generali riguardanti lo sviluppo delle
attività bibliotecarie decentrate, del Sistema nell'ambito complessivo spetterà, nelle
rispettive competenze, al Consiglio di Sistema previsto dalla legislazione
regionale…"

CASSIANI Luca (Consigliere f.f. di Presidente)
Ora sono tre.
La parola al Consigliere D'Amico.

D'AMICO Angelo
Ho visto che questo emendamento, a differenza del precedente presentato dal Gruppo
Movimento 5 Stelle, è di Giunta. Volevo chiedere se la Giunta poteva illustrarlo.

CASSIANI Luca (Consigliere f.f. di Presidente)
Lei era impegnato fuori, ma è già stato illustrato.

D'AMICO Angelo
Grazie.

CASSIANI Luca (Consigliere f.f. di Presidente)
La parola al Consigliere Carbonero.

CARBONERO Roberto
Finisco la lettura sul discorso del decentramento, così lo abbiamo completato.
"Il decentramento produttivo. Fenomeno detto anche delocalizzazione per cui
determina produzioni o processi di produzione che si facevano all'interno di
un'impresa che sono affidati a fornitori esterni; tale forma di organizzazione
produttiva si contrappone a quella dell'integrazione verticale, in cui l'intero ciclo
produttivo, dalla materia prima al prodotto finito, avviene nella stessa azienda. Il
decentramento ha assunto grande impulso, anche a seguito dell'ingresso di paesi
emergenti - dall'Europa orientale alla Cina - nelle economie di mercato.
Negli ultimi decenni del ventesimo secolo i sistemi di produzione sono andati
evolvendosi da una configurazione legata alle tecnologie di trasformazione fisica di
materie prime in prodotti finiti a una configurazione basata sui flussi di produzione e
sui relativi flussi informativi. La drastica riduzione del costo dell'informazione ha
cambiato profondamente l'organizzazione delle aziende che in fondo non sono altro
che informazione organizzata a scopi produttivi. A partire dai primi esperimenti di
collegamento automatico e semiautomatico fra lavorazioni diverse, si è passati
progressivamente all'integrazione funzionale dei diversi elementi del sistema
produttivo e dei settori immediatamente connessi, quali quelli per il magazzinaggio,
la distribuzione, i sistemi di supporto alle macchine, i sistemi per la gestione di flussi
su reti. La nuova organizzazione del processo produttivo e la diffusione capillare
degli strumenti informatici coinvolgono sempre più nella gestione di un particolare
processo, da un lato, i settori a monte, primi fra tutti quello della pianificazione e
quelli relativi ai fornitori, dall'altro, i settori a valle, primi fra tutti quelli relativi ai
clienti ai vari livelli, configurando, in una rete di processi, la cosiddetta catena
cliente-fornitore (o supply chain). Per una gestione flessibile e integrata di queste reti
si avverte il bisogno di tornare all'archetipo dell'officina e si comincia a concepire
una fabbrica di agenti autonomi che si aggregano funzionalmente intorno a obiettivi
produttivi, mediante un processo di negoziazione in ambiente distribuito, in cui gli
operatori non agiscono più direttamente sul mondo fisico, ma su una sua immagine
informatizzata fornita localmente dal sistema di supervisione, elaborazione,
presentazione e controllo; il successivo legame fra i flussi informativi e le diverse
realtà fisiche è realizzato separatamente e non sempre presidiato da operatori umani.
La teleoperazione, ossia il controllo a distanza delle attività, la prototipizzazione
virtuale in ambiente manifatturiero, cioè la realizzazione di prototipi simulati su un
elaboratore..."

CASSIANI Luca (Consigliere f.f. di Presidente)
La parola al Consigliere Marrone.

MARRONE Maurizio
L'Assessore ci ha spiegato che è una semplice variazione terminologica dovuta, però
l'occasione, come dice il rito, è gradita per fare un ragionamento anche
sull'importanza della funzione delegata del socioassistenziale. Noi ci ritroviamo in
una fase di assoluta riorganizzazione o proprio di divisione addirittura tra ruoli e
anche logistica e anche finanziamenti rispetto alle reti ospedaliere, da una parte, e del
territorio, dall'altra.
Il fatto che la Città sia sempre stata titolare della funzione dell'assistenza in via
delegata e non della sanità pone l'importanza di capire poi queste funzioni, che, a sua
volta, la Città ha in delega, come intenda delegarle agli enti decentrati.
Io sono dell'idea che, in particolare, anche se non è proprio la stessa materia, però sui
termini dell'assistenza ci siamo, tutto il tema dei servizi sociali debba comunque
essere ripreso in mano. Troppe volte abbiamo visto additare l'estrema divisione tra
competenze circoscrizionali, quasi un po' come una sorta di scaricabarile rispetto alle
differenze che permangono, magari da un servizio sociale di Circoscrizione a un
altro, magari anche le difficoltà di comunicazione quando poi ci sono utenti che
cambiano semplicemente residenza all'interno della Città e finiscono quasi per dare
l'impressione di aver cambiato quasi paese con tempi burocratici particolarmente
fastidiosi, soprattutto data la fragilità di quelle persone.
Dall'altra, è anche vero che un eccessivo accentramento rischia di far perdere quel
contatto con il territorio che rimane fondamentale rispetto a una problematica che
riguarda proprio il tessuto sociale dei vari quartieri.
Senza dubbio l'opportunità è quella di creare una sinergia positiva tra nuove
Circoscrizioni e Amministrazione Centrale. Sono dell'idea che debbano essere
proprio i servizi erogati che si differenziano. Ci sono tematiche, come il problema
della casa, piuttosto che i cantieri di lavoro, tutte le forme di lavoro accessorio, di
ammortizzatore sociale che prescindono un po' da quartiere a quartiere, che
meriterebbero forse un maggiore coraggio di accentramento, per dare anche
maggiore efficienza e razionalità. Dall'altra parte c'è tutto un servizio di
monitoraggio rispetto alle verifiche sul sostegno al reddito, rispetto a tanti altri
aspetti del lavoro svolto dai servizi sociali che richiedono oggettivamente anche un
collegamento con il territorio da auspicare, una competenza indiretta, ma non
circoscrizionale.
Sicuramente però non ce la caviamo solo con un cambio di termine. Questo sarà
dovuto per legge, ma non possiamo pensare che una reale riforma del decentramento
possa eludere il tema per affrontare il sistema del welfare di Torino.
Questo diventa fondamentale anche per trovare il coraggio un giorno di creare
un'altra omogeneità di sistema, quella tra utenti di certe categorie, stranieri e nomadi,
e tutto il resto dell'utenza, all'interno della quale ci sono anche gli immigrati
regolari.

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