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PORCINO Giovanni (Presidente) Riprendiamo l'esame della proposta di deliberazione n. mecc. 201502366/002, presentata dai Consiglieri Onofri, Alunno e La Ganga in data 4 maggio 2015, avente per oggetto: "Riforma del decentramento e della partecipazione - Modifiche allo Statuto della Città". PORCINO Giovanni (Presidente) Passiamo all'analisi dell'emendamento S611, presentato dal Gruppo Movimento 5 Stelle. La parola alla Consigliera Appendino. APPENDINO Chiara In realtà questo emendamento si rifà ad una proposta fatta in Commissione che non era stata recepita, nel senso che per trasparenza devo dire che la Commissione non era d'accordo. Si tratta di andare a modificare l'articolo 60 dello Statuto dove si tratta il tema della revoca dei componenti della Giunta Circoscrizionale. È previsto dallo Statuto che ciascun Coordinatore possa essere revocato con una mozione di sfiducia e nello Statuto si dice che deve essere presentata da almeno 13 Consiglieri di Circoscrizione. Noi ritenevamo opportuno togliere il limite dei 13 Consiglieri Circoscrizionali, perché, di fatto, come avviene anche qui in Comune, pensiamo che sia diritto di qualsiasi Consigliere poter presentare la mozione di sfiducia che, poi, evidentemente il Consiglio decide se approvare o bocciare, ma limitare la possibilità di presentare una mozione alla luce di un minimo di 13 firme ci sembrava troppo alto come limite, quindi questo emendamento semplicemente mantiene tutto l'impianto della mozione di sfiducia, ma elimina il numero minimo di 13 Consiglieri per poter depositare la mozione. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola al Consigliere Trombotto. TROMBOTTO Maurizio Anche su questo emendamento, come Gruppo, voteremo contro. Votiamo contro perché a nostro giudizio, mi spiace per quanto detto dalla Consigliera Appendino, però non ha alcun senso prevedere la possibilità che venga presentata, discussa e votata una mozione di sfiducia senza che vi sia un numero minimo di Consiglieri che la sottoscrivano. Pensare e immaginare che anche un solo Consigliere possa impegnare il Consiglio sul dibattito della sfiducia di un Coordinatore credo sia un nonsenso politico, nel senso che si può comprendere la ratio dell'emendamento rispetto a una democrazia ampia e totale, però anche la democrazia presuppone delle regole, affinché possa essere esercitata correttamente. D'altro lato per come si sta prefigurando, poi mi avvio al termine, la possibilità della composizione dei Consigli di Circoscrizione nel 2016, è verosimile che vi saranno Consigli dove vi sarà una maggioranza di soli 13 Consiglieri, quindi un'opposizione di 12, il che significa che basterebbe anche un solo Consigliere della maggioranza, se vi è un accordo tra tutti i Consiglieri dell'opposizione, per sfiduciare un Coordinatore. Andare oltre, ripeto, mi sembrerebbe creare una sorta di Vietnam continuo e di rischio di ingovernabilità nei Consigli di Circoscrizione. Ribadendolo, quindi, per questo motivo il voto è contrario. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola al Consigliere Ricca. RICCA Fabrizio "La Circoscrizione redige poi un piano della spesa per finanziamenti eventuali attribuiti ad essa. In relazione ad acquisti di beni e forniture per il normale funzionamento dell'attività delle Circoscrizioni si stabilisce che vengano promosse nel piano approvato idonee iniziative e verifiche per evitare duplicazioni di procedure di spesa con l'Amministrazione Centrale. Si introduce poi il principio che almeno 30 giorni prima del termine fissato per l'approvazione del rendiconto del Comune, la Circoscrizione approvi il rendiconto delle attività da essa svolte. L'articolo 66 del nuovo Statuto introduce significative regole per implementare le pratiche di partecipazione attiva dei cittadini e stimolare opportune forme di valorizzazione della sussidiarietà verticale con l'associazionismo territoriale in linea con la costituzionalizzazione del principio di sussidiarietà orizzontale. Il successivo svolgimento della fase di adattamento del Regolamento del decentramento che conseguirà all'approvazione delle modificazioni statutarie consentirà poi di articolare nel dettaglio principi ed istituti previsti e di dar finalmente corpo all'auspicata riforma organica delle Circoscrizioni, in un quadro di rinnovata vitalità della partecipazione dei servizi offerti ai cittadini torinesi, nella cornice di ponderati slanci attuativi ispirati ad efficienza economica ed efficacia amministrativa". PORCINO Giovanni (Presidente) La parola al Consigliere Carbonero. CARBONERO Roberto Ricordandole il mancato intervento di prima, faccio i tre più tre. Grazie. "L'assetto decentrato. Nella definizione del nuovo assetto amministrativo-territoriale dell'ordinamento, il nuovo articolo 114 della Costituzione stabilisce che la Repubblica è costituita dai Comuni, dalle Province, dalle Città Metropolitane, dalle Regioni e dallo Stato, con pari dignità istituzionale. Altra novità è l'individuazione del Comune come nuovo centro del sistema amministrativo, in quanto soggetto più vicino ai cittadini, pertanto in grado di rappresentare al meglio le esigenze delle collettività di riferimento e assicurare servizi migliori a costi minori, anche con il coinvolgimento dei privati cittadini, individualmente o in associazione, per lo svolgimento di attività di interesse generale. In tal senso, l'articolo 118 della Costituzione stabilisce che le funzioni amministrative sono attribuite ai Comuni, salvo che, per assicurarne l'esercizio unitario, siano conferite a Province, Città Metropolitane, Regioni e Stato, sulla base dei principi di sussidiarietà, differenziazione ed adeguatezza. Con l'introduzione di questi ultimi si è voluto ottimizzare l'esercizio delle competenze, ripartendole non più in base a principi astratti e generali, ma secondo criteri specifici, relativi alle peculiarità territoriali, demografiche, eccetera - questo è un altro passaggio importante perché 'secondo criteri specifici, relativi alle peculiarità territoriali, demografiche, eccetera') - e di criteri concreti di efficienza e idoneità organizzativa, nonché sottolineare il superamento del principio del 'parallelismo' tra le potestà legislative indicate all'articolo 117 e le funzioni amministrative, ex articolo 118 della Costituzione. Quest'ultimo prevedeva che alla Regione e agli Enti Locali spettassero le competenze amministrative nelle stesse materie oggetto della potestà legislativa, mentre ora sono distinte e la ripartizione delle competenze amministrative fra ente territoriale centrale ed ente periferico avviene nel rispetto del principio di sussidiarietà, secondo il quale, al primo spettano le funzioni tassativamente riservate alla legge, mentre tutte le altre sono di competenza del secondo, salvo che sia necessario garantire l'esercizio unitario da parte dell'ente superiore. Al Comune, ormai ente a competenza amministrativa generale, spettano tutte le funzioni amministrative, secondo le proprie dimensioni territoriali, con l'esclusione di quelle incompatibili che esulano dall'interesse locale e che necessariamente sono riservate all'ente immediatamente superiore (Provincia, Città Metropolitana, Regione, Stato). Collegata all'intervento sussidiario dell'ente di livello superiore è la previsione del potere sostitutivo dello Stato, nei casi espressamente individuati nell'articolo 120 della Costituzione, ossia nelle ipotesi di mancato rispetto di norme, trattati internazionali o normative comunitarie, di pericolo grave per l'incolumità e della sicurezza pubblica, di tutela dell'unità giuridica ed economica e in particolare di tutela dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali. Il potere sostitutivo deve essere esercitato nel rispetto dei principi di sussidiarietà e di leale collaborazione, assicurati da limiti normativi e amministrativi volti a garantire che l'ente compia l'attività nel tempo e nel modo ad esso assegnato e che l'intervento sostitutivo sia proporzionato all'obiettivo da perseguire. Nell'ambito della riforma costituzionale va segnalata anche la ridefinizione dei rapporti tra Stato e Regione, in qualità di enti a competenza legislativa generale, attraverso l''inversione' del criterio di ripartizione delle competenze legislative tra tali soggetti. In tal senso, l'articolo 117 della Costituzione stabilisce che 'la potestà legislativa è esercitata dallo Stato e dalle Regioni nel rispetto della Costituzione, nonché dai vincoli derivanti dall'ordinamento comunitario e dagli obblighi internazionali', e specifica che alle Regioni spetta la potestà legislativa generale, in ogni materia non espressamente riservata allo Stato (politica estera, immigrazione, difesa, politica monetaria, ambiente, previdenza sociale, eccetera). Come previsto dalla Legge 59/1997, articolo 11, un'altra forma di decentramento ha avuto attuazione con i decreti legislativi…" CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Grazie, Consigliere Carbonero. La parola al Consigliere Tronzano. TRONZANO Andrea L'emendamento della Consigliera Appendino mi pare intelligente. Presidente, stavamo leggendo con il Segretario Generale la dizione del Testo Unico degli Enti Locali che prevede i due quinti per presentare la mozione di sfiducia. Allora se fosse calcolato sul numero dei Consiglieri di Circoscrizione, i due quinti sarebbero 10, forse non si può scendere sotto 10, ma almeno arrivare a 10, invece che 13, mi sembrerebbe in linea con il Testo Unico. Se fosse quindi possibile emendare questo articolo che dice: "Ciascun Coordinatore può essere revocato dal Consiglio Circoscrizionale con una mozione presentata da almeno 13 Consiglieri Circoscrizionali contenente la proposta di sostituzione. Tale mozione è discussa e votata con le modalità previste dal Regolamento del Decentramento in merito alla mozione di sfiducia costruttiva". In più, non so perché, chiedo lumi anche agli Uffici e a lei, Presidente, non è il caso anche di scrivere che il Presidente può revocare il Coordinatore, o è implicito? Ad esempio, qui non è scritto che il Presidente, come il Sindaco che toglie le deleghe, immagino per analogia, possa togliere le deleghe al Coordinatore. Non avendolo scritto, magari, è opportuno inserirlo? Presidente, siccome non sono particolari di poco conto, nel senso che se il Presidente di Circoscrizione può togliere la fiducia al suo Coordinatore o è scritto sulla legge oppure nello Statuto bisogna metterlo. È corretto? Chiedevo lumi agli Uffici se è vero quello che sto dicendo, per aggiungere questo comma dove si dice che il Presidente di Circoscrizione può togliere la fiducia e se si può emendare e arrivare a 10 Consiglieri invece che a 13, in linea con le disposizioni normative del Testo Unico 267/2000. Forse potremmo ragionare su questo. Chiedo anche al Presidente Altamura e alla Presidente Onofri, perché queste cose non vanno sottovalutate. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Siccome ci sono disposizioni normative e i due quinti di 25, se non ho fatto male il calcolo, sono 10, perché scrivere 13, per esempio? Secondo me andrebbe bene 10. Forse togliere completamente 13, Consigliera Appendino, non è possibile, perché la Legge non lo prevede, però è giusto il suo emendamento. In più, Presidente, vorrei che facesse anche una valutazione seria se bisogna aggiungere che il Presidente può togliere la fiducia al Coordinatore, o se è implicito per disposizioni normative. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Grazie, Consigliere Tronzano. TRONZANO Andrea Aspetto una risposta, Presidente. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Non sta al Presidente valutare eventuali proposte che lei fa. La parola al Consigliere Liardo. LIARDO Enzo Partirei dal settore socioassistenziale, che è stato prevalentemente dibattuto attraverso un emendamento discusso stamattina, anzi da lì credo ci sia stato l'esordio di questa seduta. "Funzioni circoscrizionali. Si individuano come servizi socioassistenziali di base, ai sensi e agli effetti dell'articolo 55, 1° comma Statuto Comunale le prestazioni di competenza comunale da espletare a livello di base, quali servizio sociale professionale; assistenza economica; attività educativa territoriale; affidamenti familiari; esecuzione delle disposizioni dell'Autorità Giudiziaria concernenti i minori; promozione inserimenti lavorativi e formativi;…". (INTERVENTO FUORI MICROFONO). No, se mi permette non sono qui inutilmente, ma per fare il mio lavoro e perciò, dopo che ho finito, potrà rispondere. Vorrei recuperare anche i dieci secondi, grazie. Però, se volete dare l'esempio, datelo! "…assistenza domiciliare; inserimenti in presidi diurni o residenziali; soggiorni estivi per disabili; altre prestazioni rivolte ad anziani, minori, disabili, adulti in difficoltà, appartenenti alla Circoscrizione". Sono veramente i sogni nel cassetto questi che vengono enunciati all'interno dell'operato di una Circoscrizione. Comunque non mi sfiducio e vado avanti. (INTERVENTO FUORI MICROFONO) Consigliere Cassiani, la preferisco da Presidente, mi sembra un po' più ponderato. "I presidi che le attivano ed i cui operatori, attuali e futuri, sono quelli da identificare come attribuiti ai Servizi Circoscrizionali, quali centri socioassistenziali; centri socioterapeutici per disabili; comunità alloggio riferite all'utenza circoscrizionale; centri diurni per minori o anziani; altri presidi attinenti alla popolazione e al territorio circoscrizionale. Le funzioni amministrative e tecniche strumentali all'erogazione delle prestazioni e alla gestione diretta o indiretta dei servizi". CASSIANI Luca (Consigliere f.f. di Presidente) La parola al Consigliere Greco Lucchina. GRECO LUCCHINA Paolo Così come avevo promesso al Consigliere D'Amico telefonicamente, continuo a leggere quanto il Consigliere D'Amico ci aveva suggerito già ieri. Stavo leggendo: "La democrazia etimologicamente significa 'governo del popolo', ovvero sistema di governo in cui la sovranità è esercitata, direttamente o indirettamente, dall'insieme dei cittadini che ricorrono a una votazione. Il concetto di democrazia non è cristallizzato in una sola versione o in un'unica concreta traduzione, ma può trovare e ha trovato la sua espressione storica in diverse espressioni ed applicazioni, tutte caratterizzate peraltro dalla ricerca di una modalità capace di dare al popolo la potestà effettiva di governare e nel quale il rapporto tra la maggioranza e la minoranza è improntato alla reciproca tutela. La prima classificazione della democrazia può essere tra democrazia diretta e democrazia indiretta. Nella democrazia diretta o partecipativa il potere sovrano è esercitato direttamente dal popolo, come avveniva nell'antica Grecia, dove i cittadini si riunivano nell'agorà (oggi la piazza) per discutere attivamente di leggi o posizioni politiche da prendere. Nella democrazia indiretta o rappresentativa il potere sovrano è esercitato dai rappresentanti eletti dal popolo. Ad esempio, l'Italia è una Repubblica parlamentare, quindi a democrazia indiretta". CASSIANI Luca (Consigliere f.f. di Presidente) La parola alla Consigliera Ambrogio. AMBROGIO Paola Rispetto all'emendamento presentato dalla Consigliera Appendino, così come è formulato, non credo ci possa essere una condivisione, però effettivamente rivederlo, così come è previsto dal Testo Unico sugli Enti Locali, che quindi prevede due quinti di firme per poter presentare una richiesta di revoca, questo ci può trovare favorevoli e quindi arriverebbe a 10 Consiglieri che formulano una proposta di revoca, a fronte invece dei 13 che sono attualmente indicati al primo comma dell'articolo 60, che attualmente dice: "Ciascun Coordinatore può essere revocato dal Consiglio Circoscrizionale con una mozione presentata da almeno 13 Consiglieri, contenente la proposta di sostituzione". Rispetto al fatto, invece, che possa il Presidente revocare, credo che non essendo eletto direttamente, quindi non essendo un'elezione diretta quella del Presidente - non so se anche gli Uffici possano dire qualcosa -, non credo in questo caso che sia opportuno consentire al Presidente di procedere… (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Da valutare invece è l'altra formulazione che vede comunque nel numero di 10 Consiglieri un numero considerevole per la richiesta di revoca e quindi di sfiducia rispetto a un Coordinatore. Dovremo poi valutare in che numero. Per ora il numero individuato è di quattro… (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Attualmente sembra che sia passata la formula di quattro Coordinatori per ciascuno Consiglio Circoscrizionale. CASSIANI Luca (Consigliere f.f. di Presidente) La parola al Consigliere Marrone, per due minuti. MARRONE Maurizio Andare a ridisegnare nella riforma delle Circoscrizioni i meccanismi di formazione degli organi contempla anche la necessità di andare a verificare le misure di revoca, motivo in più per capire che, alla fine, in questa operazione bisogna davvero essere attenti alle misure che si decide di votare o di non approvare, nella misura in cui andare a porre un livello minimo di Consiglieri che debbano portare avanti le mozioni di revoca dei componenti della Giunta, ovvero le sfiducie, effettivamente rischiano poi di andare a limitare ulteriormente la possibilità di portare avanti queste mozioni di sfiducia. Consideriamo, per esempio, i Partiti e i Gruppi che eleggeranno meno Consiglieri. C'è il rischio poi che, se si creano delle larghe intese, ci sarà difficoltà non dico di approvare, ma addirittura di promuovere delle azioni di sfiducia, per cui oggettivamente sono decisioni che vanno ponderate e valutate caso per caso e di sicuro magari un supplemento di ragionamento male non farebbe, nella misura in cui alla fine si istituisce un organo che prima non c'era. La Giunta di Circoscrizione sappiamo benissimo che va a sostituire le figure che erano semplicemente dei Presidenti di Commissione. È vero che il Presidente già li riuniva, era già di fatto sostanzialmente una Giunta, però non esisteva come organo. Sicuramente dovendo andare ad individuare poi un organo, creandolo, bisogna poi disciplinarlo. È anche vero però che bisogna cercare, secondo me, di evitare di ingessare eccessivamente andando a creare una specie di imitazione del Consiglio in piccolo, perché si può poi rischiare di andare a rendere troppo farraginose le procedure per individuare… CASSIANI Luca (Consigliere f.f. di Presidente) La parola al Consigliere D'Amico. D'AMICO Angelo Chiedendo scusa all'Aula, mi sono dovuto assentare un'oretta, quindi ho perso il senso delle votazioni. Volevo solo chiederle a quale votazione siamo. CASSIANI Luca (Consigliere f.f. di Presidente) Siamo all'emendamento n. S611. D'AMICO Angelo Del Gruppo Movimento 5 Stelle? CASSIANI Luca (Consigliere f.f. di Presidente) Sì, esatto. D'AMICO Angelo Perfetto. Sempre sull'ordine dei lavori, però, Presidente, vedo i banchi della maggioranza troppo vuoti e quindi, a nome del Capogruppo, chiederei la verifica del numero legale. CASSIANI Luca (Consigliere f.f. di Presidente) Mi pare di capire che abbiate esaurito le possibilità per chiederlo. In sua assenza, il suo Gruppo lo ha fatto, per cui non può più chiederlo. D'AMICO Angelo È già stato richiesto due volte? CASSIANI Luca (Consigliere f.f. di Presidente) Sì, vada avanti. D'AMICO Angelo D'accordo. Allora parto adesso con i miei due minuti di intervento, Presidente. Certo che parlare a una platea così scarna… (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Poco fa parlavo sotto con un altro Consigliere Comunale della sua maggioranza e stavamo facendo un ragionamento a denti stretti. Giustamente lui è legato al vincolo di maggioranza e lo comprendo, non può sottrarsi a questo tipo di votazione, ragionando tra persone perbene e in camera caritatis anche lui mostrava delle titubanze, soprattutto per le modalità con cui questa deliberazione è stata portata in Aula. Questa deliberazione, nata da una Commissione creata ad hoc, che aveva iniziato a lavorare in modo proficuo, con un'ottima Presidenza, che ascoltava anche le esigenze delle opposizioni, uscendo dalla Commissione è stata stravolta. È stata scritta, a mio modo di vedere, soprattutto da un vostro rappresentante, caro Presidente, ed è quel Consigliere che poc'anzi mi ha interrotto, mi riferisco al Consigliere Alunno. Questa è una deliberazione fatta dal Consigliere Alunno a suo uso e consumo. Vi ha plagiati, ha avuto la capacità, che riconosco… (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Presidente, parli con me, però. (INTERVENTO FUORI MICRFONO). Lo so che ho ragione io, lo sapete tutti. CASSIANI Luca (Consigliere f.f. di Presidente) Ha ragione, ma ha finito l'intervento. D'AMICO Angelo Ho solo due minuti? CASSIANI Luca (Consigliere f.f. di Presidente) Il Consigliere Tronzano ne ha utilizzati tre. A questo punto, tutti hanno utilizzato i minuti a loro disposizione, almeno, da quello che ho letto qui, anche i Consiglieri del Gruppo Lega Nord erano già intervenuti. Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. S611: Presenti 26, contrari 24, favorevoli 2, zero astenuti. L'emendamento è respinto. CASSIANI Luca (Consigliere f.f. di Presidente) Passiamo all'analisi dell'emendamento n. 617, presentato dall'Assessore Passoni. La parola al Consigliere Greco Lucchina. GRECO LUCCHINA Paolo Chiedo l'illustrazione di questo emendamento. CASSIANI Luca (Consigliere f.f. di Presidente) La parola all'Assessore Passoni, per l'illustrazione. PASSONI Gianguido (Assessore) Questo emendamento sostituisce il dispositivo dell'art. 61 comma 1. In particolare cambia solo la declaratoria del comma 1, lettera a), da "sociosanitario" diventa "sociale e sociosanitario". CASSIANI Luca (Consigliere f.f. di Presidente) La parola al Consigliere Greco Lucchina. GRECO LUCCHINA Paolo Oggi non c'era l'Assessore Passoni, c'era l'Assessora Curti. Consigliera Onofri, ho detto Assessora e lei non mi ha ascoltato, ci tenevo che mi sentisse. Detto questo, era emerso l'equivoco perché alcuni Consiglieri di minoranza, tra cui il sottoscritto e sicuramente la Consigliera Ambrogio, avevano in qualche modo intravisto qualcosa che non riuscivamo a capire tra il cambio da "socioassistenziale" a "sociale e sociosanitario", questo perché, nel momento in cui si fa riferimento alla parola "sanitario", evidentemente, cambia il modello, non si tratta più di assistenza, ma probabilmente si avvicina più alla sanità; è quindi emersa una preoccupazione sulla qualifica degli operatori che andavano ad agire in questo settore. Detto questo, per onestà intellettuale, l'Assessora Curti ci ha spiegato che è una mera modifica del Testo Unico degli Enti Locali che spiega che viene sostituito da quando hanno deciso di sostituirlo in "sociale" e "socioassistenziale". L'equivoco quindi è stato risolto e, trattandosi di un mero cambio di parole, è stato superato grazie all'interlocuzione informale con l'Assessora Curti. CASSIANI Luca (Consigliere f.f. di Presidente) La parola al Consigliere Liardo. LIARDO Enzo Presidente, chiedo a lei, preferisce il settore scolastico o il settore sport? (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Ha ragione, cultura. Facciamo biblioteche decentrate, visto che c'è una connessione. "La riorganizzazione del servizio bibliotecario decentrato presso le Circoscrizioni e la definizione delle competenze in materia, attribuite alle Circoscrizioni ed alla Divisione Centrale dei Servizi Socioculturali, si inquadrano nel progetto, attualmente in fase di studio, di istituzione del Sistema Bibliotecario Metropolitano. Tale progetto viene sviluppato in accordo con la Regione Piemonte e prevede la costituzione di una rete integrata e polifunzionale di servizi bibliotecari, estesa alle sedi della Città di Torino e a quelle degli altri Comuni che costituiscono la Città Metropolitana". Subentra nuovamente il discorso di Città Metropolitana com'era già stata menzionata; ci sono state delle considerazioni proprio sull'efficienza di questo nuovo ente che non riesce a decollare nel contesto e nel panorama della nostra Provincia. Non vorrei fare una battuta, ma il Consigliere Cassiani, quando presiede, è veramente un'altra persona, perciò lo proporrei per la prossima tornata amministrativa, diciamo che riesce a neutralizzarsi e lo trovo anche simpatico. "Nell'ambito dello sviluppo di tale rete, la Biblioteca Civica Centrale di Torino acquisirà il ruolo funzionale di Centro Rete, con un compito organizzativo di coordinamento delle attività sviluppate presso tutte le altre sedi della rete; al Centro Rete saranno, pertanto, collegate tanto le biblioteche circoscrizionali quanto quelle dei Comuni che costituiranno la Città Metropolitana". CASSIANI Luca (Consigliere f.f. di Presidente) Consigliere Liardo, ha esaurito i minuti a sua disposizione. LIARDO Enzo Ho tre minuti. CASSIANI Luca (Consigliere f.f. di Presidente) No, ne ha utilizzati tre il Consigliere Greco Lucchina. LIARDO Enzo No, ne ha usati due. Mi spiace, l'ho appena elogiata… (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Io ho guardato il termine dell'intervento del Consigliere Greco Lucchina e ne ha utilizzati solo due. "La definizione di tutti gli aspetti strategici generali riguardanti lo sviluppo delle attività bibliotecarie decentrate, del Sistema nell'ambito complessivo spetterà, nelle rispettive competenze, al Consiglio di Sistema previsto dalla legislazione regionale…" CASSIANI Luca (Consigliere f.f. di Presidente) Ora sono tre. La parola al Consigliere D'Amico. D'AMICO Angelo Ho visto che questo emendamento, a differenza del precedente presentato dal Gruppo Movimento 5 Stelle, è di Giunta. Volevo chiedere se la Giunta poteva illustrarlo. CASSIANI Luca (Consigliere f.f. di Presidente) Lei era impegnato fuori, ma è già stato illustrato. D'AMICO Angelo Grazie. CASSIANI Luca (Consigliere f.f. di Presidente) La parola al Consigliere Carbonero. CARBONERO Roberto Finisco la lettura sul discorso del decentramento, così lo abbiamo completato. "Il decentramento produttivo. Fenomeno detto anche delocalizzazione per cui determina produzioni o processi di produzione che si facevano all'interno di un'impresa che sono affidati a fornitori esterni; tale forma di organizzazione produttiva si contrappone a quella dell'integrazione verticale, in cui l'intero ciclo produttivo, dalla materia prima al prodotto finito, avviene nella stessa azienda. Il decentramento ha assunto grande impulso, anche a seguito dell'ingresso di paesi emergenti - dall'Europa orientale alla Cina - nelle economie di mercato. Negli ultimi decenni del ventesimo secolo i sistemi di produzione sono andati evolvendosi da una configurazione legata alle tecnologie di trasformazione fisica di materie prime in prodotti finiti a una configurazione basata sui flussi di produzione e sui relativi flussi informativi. La drastica riduzione del costo dell'informazione ha cambiato profondamente l'organizzazione delle aziende che in fondo non sono altro che informazione organizzata a scopi produttivi. A partire dai primi esperimenti di collegamento automatico e semiautomatico fra lavorazioni diverse, si è passati progressivamente all'integrazione funzionale dei diversi elementi del sistema produttivo e dei settori immediatamente connessi, quali quelli per il magazzinaggio, la distribuzione, i sistemi di supporto alle macchine, i sistemi per la gestione di flussi su reti. La nuova organizzazione del processo produttivo e la diffusione capillare degli strumenti informatici coinvolgono sempre più nella gestione di un particolare processo, da un lato, i settori a monte, primi fra tutti quello della pianificazione e quelli relativi ai fornitori, dall'altro, i settori a valle, primi fra tutti quelli relativi ai clienti ai vari livelli, configurando, in una rete di processi, la cosiddetta catena cliente-fornitore (o supply chain). Per una gestione flessibile e integrata di queste reti si avverte il bisogno di tornare all'archetipo dell'officina e si comincia a concepire una fabbrica di agenti autonomi che si aggregano funzionalmente intorno a obiettivi produttivi, mediante un processo di negoziazione in ambiente distribuito, in cui gli operatori non agiscono più direttamente sul mondo fisico, ma su una sua immagine informatizzata fornita localmente dal sistema di supervisione, elaborazione, presentazione e controllo; il successivo legame fra i flussi informativi e le diverse realtà fisiche è realizzato separatamente e non sempre presidiato da operatori umani. La teleoperazione, ossia il controllo a distanza delle attività, la prototipizzazione virtuale in ambiente manifatturiero, cioè la realizzazione di prototipi simulati su un elaboratore..." CASSIANI Luca (Consigliere f.f. di Presidente) La parola al Consigliere Marrone. MARRONE Maurizio L'Assessore ci ha spiegato che è una semplice variazione terminologica dovuta, però l'occasione, come dice il rito, è gradita per fare un ragionamento anche sull'importanza della funzione delegata del socioassistenziale. Noi ci ritroviamo in una fase di assoluta riorganizzazione o proprio di divisione addirittura tra ruoli e anche logistica e anche finanziamenti rispetto alle reti ospedaliere, da una parte, e del territorio, dall'altra. Il fatto che la Città sia sempre stata titolare della funzione dell'assistenza in via delegata e non della sanità pone l'importanza di capire poi queste funzioni, che, a sua volta, la Città ha in delega, come intenda delegarle agli enti decentrati. Io sono dell'idea che, in particolare, anche se non è proprio la stessa materia, però sui termini dell'assistenza ci siamo, tutto il tema dei servizi sociali debba comunque essere ripreso in mano. Troppe volte abbiamo visto additare l'estrema divisione tra competenze circoscrizionali, quasi un po' come una sorta di scaricabarile rispetto alle differenze che permangono, magari da un servizio sociale di Circoscrizione a un altro, magari anche le difficoltà di comunicazione quando poi ci sono utenti che cambiano semplicemente residenza all'interno della Città e finiscono quasi per dare l'impressione di aver cambiato quasi paese con tempi burocratici particolarmente fastidiosi, soprattutto data la fragilità di quelle persone. Dall'altra, è anche vero che un eccessivo accentramento rischia di far perdere quel contatto con il territorio che rimane fondamentale rispetto a una problematica che riguarda proprio il tessuto sociale dei vari quartieri. Senza dubbio l'opportunità è quella di creare una sinergia positiva tra nuove Circoscrizioni e Amministrazione Centrale. Sono dell'idea che debbano essere proprio i servizi erogati che si differenziano. Ci sono tematiche, come il problema della casa, piuttosto che i cantieri di lavoro, tutte le forme di lavoro accessorio, di ammortizzatore sociale che prescindono un po' da quartiere a quartiere, che meriterebbero forse un maggiore coraggio di accentramento, per dare anche maggiore efficienza e razionalità. Dall'altra parte c'è tutto un servizio di monitoraggio rispetto alle verifiche sul sostegno al reddito, rispetto a tanti altri aspetti del lavoro svolto dai servizi sociali che richiedono oggettivamente anche un collegamento con il territorio da auspicare, una competenza indiretta, ma non circoscrizionale. Sicuramente però non ce la caviamo solo con un cambio di termine. Questo sarà dovuto per legge, ma non possiamo pensare che una reale riforma del decentramento possa eludere il tema per affrontare il sistema del welfare di Torino. Questo diventa fondamentale anche per trovare il coraggio un giorno di creare un'altra omogeneità di sistema, quella tra utenti di certe categorie, stranieri e nomadi, e tutto il resto dell'utenza, all'interno della quale ci sono anche gli immigrati regolari. |