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PORCINO Giovanni (Presidente) Riprendiamo l'esame della proposta di deliberazione n. mecc. 201502366/002, presentata dai Consiglieri Onofri, Alunno e La Ganga in data 4 maggio 2015, avente per oggetto: "Riforma del decentramento e della partecipazione - Modifiche allo Statuto della Città". PORCINO Giovanni (Presidente) Riprendiamo l'analisi dell'accorpamento degli emendamenti dal n. S504 al n. S592. Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione l'accorpamento degli emendamenti dal n. S504 al n. S592: Presenti 22, contrari 22. L'accorpamento degli emendamenti dal n. S504 al n. S592 è respinto. PORCINO Giovanni (Presidente) Comunico al Consiglio Comunale che l'emendamento n. 521 decade, poiché respinto l'emendamento n. S138 a firma del Consigliere Trombotto. L'emendamento n. S527, presentato dalle Consigliere Onofri e Centillo, recita: PORCINO Giovanni (Presidente) La parola alla Consigliera Ambrogio. AMBROGIO Paola Riprendo il discorso precedente perché era interessante e mi ero portata avanti con i lavori; quindi, adesso colgo l'occasione che ci sono anche altri Consiglieri presenti in Aula. Dicevo che ovviamente siamo ben favorevoli al fatto che le donne partecipino alla vita politica e amministrativa della nostra Città. Cosa diversa è dire che debbano avere un trattamento di favore nelle composizioni per esempio delle Giunte, come era nei Consigli di Amministrazione. In questo caso la proposta è per esempio per la parità di genere nella composizione della Giunta Circoscrizionale. Il mio partito ha sempre pensato che le donne, esattamente come gli uomini, dovessero ricoprire dei ruoli e degli incarichi per meriti e non per l'appartenere a un genere, piuttosto che a un altro. La possibilità, quindi, deve essere data indistintamente agli uomini e alle donne, ci mancherebbe, pari opportunità in quel senso, quindi non luoghi chiusi a un genere piuttosto che a un altro. Però che nella composizione si debba per forza, per Regolamento, per Statuto o per Legge andare ad individuare uguale proporzione tra uomini e donne, non è detto che tanto le donne come gli uomini potrebbero esserci quattro donne che compongono una Giunta o sei, nel caso ritornassimo a sei, così come potrebbe esserci invece una composizione diversa. Una definizione così imposta con una modifica del Regolamento non può incontrare il nostro favore, perché andrebbe al di là di quello che dovrebbe essere l'individuazione di una persona piuttosto che di un'altra esclusivamente per meriti. Adesso ci sono altre donne presenti, abbiamo fatto delle battaglie anche per la partecipazione delle donne, e questo è sicuramente giusto; però, non so se abbiamo tutte la pozione, ma è cosa molto diversa dover garantire con Regolamento o con Statuto la loro presenza all'interno di questi organi. Ovviamente il discorso va riferito... PORCINO Giovanni (Presidente) Consigliera Ambrogio, il tempo a sua disposizione è terminato. La parola al Consigliere Tronzano. TRONZANO Andrea Sulla falsariga dell'esempio della Consigliera Ambrogio, faccio l'esempio contrario. Nel momento in cui il genere maschile non avesse rappresentanza in Consiglio Circoscrizionale, Presidente, perché non è riuscito a superare la prova del voto, ma sono uscite tutte donne all'interno del Consiglio Circoscrizionale, non si può cooptare nessuno nella Giunta, perché lo Statuto nuovo non prevede questo, e neanche quello vecchio. Come si fa a fare la Giunta? (INTERVENTO FUORI MICROFONO). L'indirizzo si tramuta sempre in qualcosa che complica le cose soprattutto al Presidente, o a chi deve scegliere, perché alla fine le spinte saranno quelle. Allora, ipotizziamo che il genere maschile non abbia rappresentanza in Consiglio Circoscrizionale, come facciamo a mettere un emendamento di questo genere, che deve perseguire la parità di genere? Se non ci fosse, a scapito dell'uomo, cosa succederebbe? Io mi permetto di sollecitare l'Aula a valutare questa situazione, anche perché metterebbe secondo me in difficoltà notevole il Presidente di Circoscrizione, che chiaramente potrebbe anche non avere la possibilità di scegliere. Secondo me non sarebbe proprio da inserire in una riforma, soprattutto, Consigliere Alunno, nello Statuto. Questa può essere una mozione di indirizzo, ma non possiamo mettere nello Statuto - e lo dico anche al Segretario Generale - un indirizzo di questo genere. Lo statuto è la nostra carta costituzionale. Io sarei - e qui io avrei dato parere sfavorevole - più per una mozione di accompagnamento. Cioè il fatto di mettere nello Statuto il perseguire la parità di genere è una forzatura notevole; cioè ci potrebbe essere una mozione, potrebbe essere messa nel Regolamento, ma nello Statuto è pesante. Allora io chiederei sia il parere tecnico, ma soprattutto politico, perché fossi il Presidente della Giunta e non avessi il genere maschile da poter inserire nella mia Giunta, cosa faccio? Allora lo sottopongo alla valutazione dell'Aula. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola al Consigliere Marrone. MARRONE Maurizio Io sono arrivato a discussione avviata, però mi è stato detto che in questo emendamento si parla della parità di genere nelle Giunte. Allora, se è questo, mi viene da dire che in tutto questo proliferare di moda gender, comincia a diventare discriminatorio parlare di maschi e di femmine. Perché non vorrei che per la sensibilità LGBT il fatto di non prevedere, per esempio, una quota per i transgender diventi effettivamente discriminatorio. Come dovremmo classificare questa particolare categoria? Io la vedo davvero come una misura lesiva della dignità di persone che tra l'altro andranno anche a celebrare con le istituzioni comunali un momento di manifestazione pubblica. Il fatto di prevedere queste quote dimostra come sia una misura panda. Io sono stato paradossale volutamente, perché dovremmo arrivare al principio per cui una persona è valida in quanto persona, a prescindere da qual è il suo orientamento sessuale o addirittura biologico, per chi distingue le due cose. Invece adesso voi, o meglio tutto questo gruppo femminista che sta trovando sempre più spazio all'interno di questo Partito Democratico, e si spiega come mai stia traballando sempre di più il PD, anche per questi motivi, il fatto di andare a classificare tutto e dover immaginare che una donna per avere parità in un organo politico debba avere una quota riservata. Secondo me è una cosa veramente offensiva per donne che ben prima della introduzione di queste misure di tutela quasi per categorie disgraziate, hanno trovato la massima possibilità di esprimersi senza chiedere il permesso, ma semplicemente raccogliendo il consenso, esattamente come i Colleghi uomini. Peraltro, vorrei ricordare, soprattutto alla Consigliera Centillo, di cui percepisco vibrazioni di indignazione sin dall'altra parte della Sala Rossa, che io appartengo all'unico movimento politico che ha come leader nazionale una donna. PORCINO Giovanni (Presidente) Consigliere Marrone, il tempo a sua disposizione è terminato. La parola al Consigliere Greco Lucchina. Ha tre minuti. GRECO LUCCHINA Paolo Cerco di raccogliere le idee per questo mio intervento. Quello che è successo poc'anzi nei banchi della minoranza è un qualcosa che ti fa capire... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Lo stavo per raccontare, Consigliera Centillo. È successo che il Sindaco Fassino è venuto a interloquire con i Capigruppo di minoranza sui confini territoriali. Questo significa che c'è una volontà da parte del Sindaco di ascoltare le richieste che noi stiamo reiterando da due giorni, cosa che nessuno di voi ha fatto successivamente alla chiusura dei lavori della Commissione Consiliare. Allora c'è qualcosa che non va, perché se lo fa il Sindaco... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Cosa ha detto, Consigliere Dell'Utri? Ha fatto una battuta, faccia ridere anche me. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Ripeta, io sono per dialogo. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Consigliera Cervetti, lei se la ricorda, visto che la diceva a lei? (INTERVENTO FUORI MICROFONO). No, ho capito. A me non è mai piaciuto essere oggetto di ironie, visto che non ne faccio sugli altri. Era un segnale di attenzione e anche di maleducazione quando parla un altro. Detto questo, stavo dicendo, Consigliera Centillo, che l'attenzione riservata dal Sindaco denota una cosa precisa, che evidentemente c'è una volontà da parte sua di capire le nostre ragioni. Ragioni che non avete neanche deciso di affrontare con noi, e questo è un atteggiamento che è assolutamente poco dignitoso e poco rispettoso, perché nella diatriba politica che è fatta di maggioranza e di opposizione significa confrontarsi sui temi. Uno può pensarla in maniera diversa, ma il confronto ci deve essere. E oggi noi denunciamo il fatto che il confronto non ci sia stato. Questo è un problema reale che quest'Aula ha avuto in questa riforma del decentramento, che è uno degli atti più importanti che sono stati portati in Aula, ed è un peccato perché era un'opportunità per cercare di scrivere le regole del gioco insieme. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola al Consigliere Liardo. LIARDO Enzo Io vorrei riprendere il ragionamento che faceva il Consigliere Greco Lucchina. Anche a me ha un po' impressionato, dopo giorni e giorni di chiusura da parte del Capogruppo Paolino, il fatto di poter cercare di trovare una soluzione, un punto di incontro. Io sarò un ottimista di natura, però mi sembra che gli spazi per un'uscita dignitosa da parte sia della maggioranza.. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Per carità, ha il massimo rispetto, perché maggioranza è, lei determina le scelte; però ci deve essere anche il rispetto della minoranza, che qualche proposta la ha fatta. Io mi rivolgo alla maggioranza, anche se non ascolta, non importa. Devo sottolineare che noi abbiamo fatto una proposta che possiamo anche rilanciare. Consigliere Alunno, chiedo solo un attimo... non gliene frega niente, non importa, me ne faccio una ragione. Il discorso che noi abbiamo proposto. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Consigliere Alunno, volevo solo dire... PORCINO Giovanni (Presidente) Consigliere Liardo, il tempo a sua disposizione è terminato. La parola al Consigliere Berthier. BERTHIER Ferdinando Questo emendamento sulla parità di genere nella composizione della Giunta è una richiesta che si è già vista in altre situazione. A mio avviso è perfino un po' ostentato; io capisco che il genere femminile spesso e volentieri, in tante situazioni... e poi soprattutto si è visto più maschilismo da parte della sinistra, che non da parte di questa minoranza; però, questa richiesta sempre così puntuale, così ostentata, così voluta, a un certo punto mi dà un senso di auto-razzismo. È come la parità femminile, invece di essere una cosa naturale, una cosa ovvia, una cosa che dovrebbe nascere a livello culturale, in modo semplice, imponendolo su degli emendamenti, su delle leggi, anche su dei diritti portati avanti in passato con manifestazioni, a quel punto auto discriminante. Quindi, non ho capito perché questo spingere l'acceleratore o qualche cosa che dovrebbe essere un fattore culturale naturale. Sicuramente, io i miei Colleghi su molti emendamenti ci siamo astenuti dal voto, dando solo la preferenza. Io, su questo determinato emendamento, voterò contro, ma non perché non sono d'accordo sulla parità, ma perché sarebbe bello che fosse naturale di una Gunta, di un Consiglio essere rappresentati equiparatamente da uomini e donne, e non ci fosse più questa mentalità discriminatoria, se non mettendo un Regolamento, perché il Regolamento a mio avviso va comunque a scalfire questa cosa che dovrebbe essere più che naturale. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola al Consigliere Ricca. RICCA Fabrizio L'emendamento, se non erro, è il n. S527, quello che parla della parità di genere. Io sono convinto, Presidente, che finché ci saranno cose di questo tipo, si mettere a sempre in discussione la capacità di un genere di sapersi emancipare al punto di avere una parità, perché se scriviamo questo diamo per scontato che non ci sia oggi un certo tipo di parità. Una cosa è inserire una parte di quota all'interno di una lista, che potrebbe anche avere un senso (io personalmente non lo vedo), e una cosa è dover obbligare... io immagino una nuova Legge elettorale in cui, su 16 collegi piemontesi, il 50% dei capi lista dovranno essere donne. Ma per quale motivo? Perché se io ho 16 donne bravissime, per quale motivo non metterle tutte e 16? O se ho 16 uomini bravissimi per quale motivo non posso metterli tutti e 16? Io credo che - è un ragionamento che abbiamo già fatto - prima di guardare il genere di una persona, prima bisognerebbe guardare le qualità, esattamente come nei Consigli di Amministrazione, dove se noi abbiamo un'obbligatorietà di quota di genere tipo del 30%, ci sono cinque posti, se io ho dieci profili di donne bravissime, perché non posso mettere cinque di queste donne, e devo per forza magari andare ad inserire dei profili che non sono adatti, solamente perché sono di genere opposto? Io credo che una battaglia di questo tipo vada fatta in maniera diversa. Pensiamo ai paesi del Nord Europa dove tutto questo discorso non esiste, e i primi ministri magari sono donne. Io, per esempio, vedo la politica francese, dove il leader del partito più forte è una donna; guardo la Svezia, che ha un premier donna, e non credo che né il premier svedese, del quale adesso mi sfugge il nome, né Marine Le Pen abbiano avuto problemi a diventare leader del loro partito, perché se uno è bravo va avanti. Bisogna smetterla di trovare scuse per uno e per l'altro. Bisogna iniziare a lavorare sulla qualità. Per esempio, la dimostrazione che non serve è questo Consiglio Comunale, dove c'è una rappresentanza femminile molto importante, e penso alla vecchia Giunta era stata fatta con la carta d'identità, guardando il sesso uomo-donna, e avevamo messo delle persone che erano, diciamo, inopportune, inappropriate; tanto è vero che questa signora è stata rimossa. PORCINO Giovanni (Presidente) Consigliere Ricca, il tempo a sua disposizione è terminato. La parola al Consigliere Carbonero. CARBONERO Roberto Anche io intendo intervenire sulla questione di genere. Ritengo che in questa epoca, chiamiamola così, comincio a trovarla un po' superata; nel senso che io, forse, sono proprio l'esempio vivente di integrazione da maschio in una azienda a prevalenza femminile, dove i tre quarti della dirigenza sono donne e sono molto considerate, sono non brave, di più, e hanno conquistato questa loro posizione sicuramente con grande fatica, ma con la stessa fatica che hanno messo i miei colleghi per ottenere gli stessi risultati. Allora questa epoca in cui la donna dimostra senza alcun dubbio di poter essere assolutamente non pari, ma sicuramente superiore, soprattutto in capacità organizzativa, di dialogo, di coordinamento, sembra quasi volerla sminuire, imponendo a tutti i costi la questione di genere, proprio perché sembra quasi che siano tra virgolette (non fraintendete le mie parole, ci mancherebbe), quasi handicappate, per cui hanno bisogno per forza di un aiuto per arrivare a determinati obiettivi. Questo un po' mi dispiace, perché, ripeto, quasi quotidianamente mi confronto con loro e loro stesse spesso mi dicono che si sentono quasi defraudate delle loro capacità, dell'aver dimostrato di essere innanzitutto persone, e persone capaci. Quindi non è il genere che le discrimina, anzi è solo la grande capacità e la grande costanza che sanno applicare in tutto ciò che fanno. PORCINO Giovanni (Presidente) Consigliere Carbonero, il tempo a sua disposizione è terminato. La parola alla Consigliera Centillo. CENTILLO Maria Lucia Questo era un dibattito annunciato, perché da sempre le persone che sono intervenute contro esprimono questa posizione, devo dire qualcuno oggi in modo particolarmente sgradevole, perché usare ragioni e termini di un certo tipo, a mio parere anche inopportuni, potevamo evitarcelo. Il Collega sta ridendo, evidentemente compiaciuto del suo approccio sulla inventata teoria della gender. Non è questo. L'emendamento vuole semplicemente (in coerenza con la Costituzione e nella consapevolezza chiara che la parità di genere non basta scriverla sulla carta ed è una cosa che si conquista giorno per giorno, l'abbiamo fatto con molta fatica e io sono molto orgogliosa del fatto che il mio partito lo ha assunto a tutti i livelli, in tutte le azioni, non è una imposizione, ma una cosa in cui anche i Colleghi maschi ci credono moltissimo) perseguire la parità di genere, ai sensi della Costituzione, quindi non entro nel merito di cosa dice la Costituzione. Dico solo che quando si compone una Giunta, mentre sulla preferenza di genere chiaramente saranno le elettrici e gli elettori a decidere, sulla composizione della Giunta saranno i partiti a decidere. Quindi, l'impegno di perseguire la parità di genere è dato dal fatto che se un partito avrà due o quattro posti in Giunta, se ci sarà un partito che avrà un'unica persona, potrà mettere un uomo o una donna; se c'è un partito che avrà 2 o 3 Consiglieri, invece, dovrà essere nelle condizioni di mettere comunque un uomo e una donna. Le azioni positive sono cose previste dalla Comunità Europea. Il famoso "tetto di cristallo" che porta le donne ad avere una pensione che alla metà di quella degli uomini, occuparsi del lavoro di cura, arrivare con molta più fatica nei posti apicali, è una cosa che si combatte anche attraverso una politica che riconosce alle donne dei ruoli, la necessità di essere presenti. Quindi, auspico su questo un'ampia convergenza. L'esperienza del Comune di Torino ci porta in questa direzione; quindi, considero alcune affermazioni, non di tutti, sgradevoli, ma di rito, non mi aspettavo niente di diverso. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola al Consigliere Alunno. ALUNNO Guido Maria Avrei gradito che questo fosse uno dei pochi emendamenti votato all'unanimità. Così non sarà, seguendo gli interventi precedenti. Dico solo che mi fa piacere essere da questa parte, che convintamente vota due righe molto semplici che chiariscono anche qual è uno dei discrimini che distingue il centrosinistra dal centrodestra. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola al Consigliere Ricca. RICCA Fabrizio Io propongo alla maggioranza di trovare un modo per votare un'animamente questo emendamento. Volendo si può anche fare. Ritirate il Regolamento e noi lo votiamo. PORCINO Giovanni (Presidente) Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. S527: Presenti 24, favorevoli 24. L'emendamento n. S527 è approvato. PORCINO Giovanni (Presidente) Comunico al Consiglio Comunale che l'emendamento n. S572 è decaduto. Passiamo all'analisi dell'accorpamento degli emendamenti dal n. S593 al n. a S608 compreso, escluso l'emendamento n. S595. La parola al Consigliere Ricca. RICCA Fabrizio Credo che le parole della figlia della Consigliera Nomis siano le più intelligenti che questa sera sono venute da quella parte dell'Aula. Ricominciamo a leggere tanto siamo qui. Un secondo ordine di modifica statutaria attiene alla riorganizzazione del numero delle Circoscrizioni e della composizione degli organi circoscrizionali e le modalità di elezione e di scioglimento dei Consigli. Presidente, se può garantirmi il silenzio per il mio intervento. PORCINO Giovanni (Presidente) Per cortesia, Consiglieri. Continui Consigliere Ricca. RICCA Fabrizio Il numero di sei, che non sono più sei, perché ad oggi sullo Statuto è stato cambiato senza numero, individuato nel nuovo articolo 54 dello Statuto. Presidente, io adesso le chiedo una cosa. Nella proposta di deliberazione si parla del numero di sei Circoscrizioni, individuato nell'articolo 54 dello Statuto. Non bisognerebbe fare un emendamento per togliere questo sei dal testo del provvedimento? Anzi, lo chiedo più al Segretario Generale che al Presidente. PORCINO Giovanni (Presidente) Scusi Consigliere, stiamo discutendo degli emendamenti accorpati che abbiamo annunciato. Questo mi sembra sia un tema alieno a questa discussione. RICCA Fabrizio Allora chiederò di intervenire sull'ordine dei lavori, finito il mio intervento. PORCINO Giovanni (Presidente) Nel frattempo, però, concentriamoci sugli emendamenti accorpati, Consigliere Ricca. RICCA Fabrizio Lo sapeva, Presidente, che nella storia del decentramento si è passati da 23 quartieri tradizionali, che risalivano alla zonizzazione del 1976, quella di cui faceva parte il Consigliere Paolino, alle 10 Circoscrizioni? E se poteva avere un senso ragionevole passare a sei, adeguato a metà degli anni 80, in cui trovò forma, riconoscibile come superata, oggi rende peraltro necessario e indifferibile un modello istituzionale ed organizzativo che prevede una articolazione più snella e semplificata con sei (questo numero di nuovo si ripete) grandi realtà organizzate, più adatte ad interpretare esigenze, bisogni e necessità amministrative socio-territoriali, del tutto mutate a razionalizzare la programmazione economico-finanziaria complessiva, andando ad aumentare i costi, in quanto il costo dello spostamento da 10 a 7 andrà ad incidere fortemente. Inoltre, per definizione, sulla nuova zonizzazione ripartita in sei Circoscrizioni, il nuovo Statuto prevede che si tenga conto della tradizionale presenza storica dei quartieri torinesi, e si ridefinisca la fisionomia istituzionale e le competenze degli organi circoscrizionali. Il Consiglio, composto da 25 componenti, non 21, come voleva il Consigliere Viale, è titolare in via ordinaria delle funzioni di indirizzo e controllo delle funzioni di competenza delle Circoscrizioni. Approva gli atti fondamentali delle Circoscrizioni (Bilancio e Conto Consuntivo), i provvedimenti... PORCINO Giovanni (Presidente) Consigliere Ricca, il tempo a sua disposizione è terminato. La parola, sull'ordine dei lavori, al Consigliere Ricca. RICCA Fabrizio Presidente, in tutta la proposta di deliberazione dello Statuto (mi rivolgo al Segretario Generale o al Vicesegretario Generale) si parla di sei Circoscrizioni. Io vorrei capire se ci sono emendamenti che vanno ad eliminare tutte e sei le Circoscrizioni dalla proposta di deliberazione, per renderla congrua con il testo dello Statuto, in quanto loro hanno eliminato tutte le diciture con scritto "sei" dal testo dello Statuto. Vorrei capire se gli emendamenti erano anche per il testo della proposta di deliberazione; se no, le chiedo gentilmente di predisporla per rendere congruo. PORCINO Giovanni (Presidente) È la prima ipotesi che ha formulato. La rassicuro, Consigliere Ricca. La parola al Consigliere Liardo. LIARDO Enzo Si tratta di un accorpamento, perciò potrei riprendere il discorso... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Non mi metta in difficoltà. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). La democrazia è quella che troppo spesso, in certi momenti, in questa Aula, questa sera, non si è vista; soprattutto a inizio e metà seduta, quando si andavano a giocare certi equilibri che potevano ledere la democrazia di questo Consiglio. In effetti, si è scelta proprio la strada diversa. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Non cercate di confondermi le idee, perché non ci sto a questo giochino. Voglio rispondere alla Consigliera Onofri, perché prima avrei avuto la possibilità di aprire una finestra sul discorso della parità di genere, però mi sono concentrato su un discorso puramente ostruzionistico, di conseguenza non ho avuto la possibilità di farlo. Volevo anche sottolineare alcuni aspetti. A questo punto la Consigliera Cervetti, che mostra molto interesse a quello che dico... e visto che c'è una donna che mi ascolta, ritorno sul discorso della parità di genere. Io dico sempre che le forzature non stanno mai bene, assolutamente. Posso usare l'esempio che mi è capitato in questi anni nell'ambiente in cui lavoro, in cui si è passato da piccole realtà dove la donna era direttore di filiale, a filiali in cui addirittura c'è stato un pareggio di donne direttore; adesso c'è stato anche un superamento. Ma non c'era la parità di genere, lì c'è stato solo ed esclusivamente il valore della persona. Consigliera Cervetti, non venga a lavorare in banca perché anche lei diventerebbe subito direttore. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola al Consigliere Berthier. BERTHIER Ferdinando Anche questa cosa dell'Assessore o dell'Assessora io la trovo bruttina. In certi contesti si usava già professore o professoressa, però... C'è una presenza in Aula. Mi sembrava ci fosse l'Aula più piena con la bambina. Adesso potreste portare tutti i bambini, così quando uscite dall'Aula vi fate sostituire dai figli nei banchi, così a noi sembra che ci sia l'Aula piena e che qualcuno ci ascolta; anzi, ho il sospetto che magari ci ascoltano di più i bambini, e poi ve lo fate raccontare a casa cosa abbiamo detto ai vostri figli, quando almeno a loro date attenzione. Il discorso sul genere lo trovo un eccesso auto-discriminatorio, perché fa mancare il genere femminile obbligando anche alcuni attributi verbali. Per esempio "Assessora" lo trovo vocalmente bruttissimo, suona malissimo "Assessora"; quindi, ci sono dei titoli che sono cacofonici. Per cui, questo bisogno di confrontarsi alla pari è perché da solo ti stai auto-discriminando, anche perché penso che non ci sia nessuno che abbia mai sminuito il rapporto della donna nel suo insieme, a parte quelli che pensano che la donna all'interno della famiglia possa essere sostituita completamente dal genere maschile. Però, a parte gli eccessi... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Non è colpa mia se loro non ci sono, anche perché buttano la pietra e poi vanno a fare cose che sicuramente per loro sono più importanti; quindi, anche su questi emendamenti che loro provocano poi dopo non so se danno per scontato che sia un atto dovuto o se assolutamente non gliene può fregare di meno del parere degli altri, anche quando si riconosce una... PORCINO Giovanni (Presidente) Consigliere Berthier, il tempo a sua disposizione è terminato. La parla al Consigliere Greco Lucchina. GRECO LUCCHINA Paolo Approfitto perché oggi l'Assessore Passoni non c'era e mi è venuto in mente che, mi sono anche consultato con i membri della Giunta che erano presenti in Aula, lui sostanzialmente ha ricevuto le deleghe al decentramento un po' in ritardo, dopo che le sono state consegnate dall'Assessore Spinosa. Allora volevo capire, Assessore, cosa le è stato trasferito in termini di lavoro sul decentramento dall'Assessore Spinosa, o se ogni iniziativa che è stata assunta ovviamente essendoci un provvedimento in Aula da parte sua, Assessore, se è tutto frutto di quello che è stato il suo lavoro. Detto questo, mi pare di capire che rispetto a una latitanza amministrativa manifestata dall'Assessore Spinosa in tutta la tornata amministrativa ci sia stata un'accelerazione da parte sua, che, al di là di quelle che possono essere le motivazioni più volte espresse, e cioè della necessità di chiudere su un punto programmatico qualificante del programma del Sindaco Fassino, ci tenevo a sapere quali erano stati i ragionamenti che la Giunta si era posta per arrivare all'obiettivo del decentramento stesso. Io credo che anche allora ci fu un errore da parte di questa Amministrazione affidando le deleghe a un Assessore che non si era mai confrontata con il Consiglio, cosa che peraltro è un atteggiamento che abbiamo riscontrato anche in lei. Detto questo, credo che sia utile che ci spieghi se qualcosa era stato fatto nel passaggio di deleghe o è se il frutto di un lavoro di questi ultimi mesi. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola al Consigliere Carbonero. CARBONERO Roberto Riprendo la mia lettura istruttiva sul decentramento. La Legge 59/1997 aveva come obiettivo la realizzazione del massimo decentramento possibile con legge ordinaria, nei limiti consentiti dalla Costituzione (il cosiddetto 'federalismo a Costituzione invariata'), indicando i principi e i criteri cui dovevano ispirarsi le leggi di attuazione successive. Il testo si articola in quattro capi: il capo I si occupa del conferimento di funzioni e compiti amministrativi dallo Stato alle Regioni e alle Autonomie locali; il capo II del riordino dell'amministrazione statale; il capo III della semplificazione dei procedimenti amministrativi; il capo IV dell'autonomia e riorganizzazione del sistema scolastico e formativo, e del trasferimento alle Regioni delle funzioni amministrative relative alle acque termali e minerali. Il capo I prevede un decentramento regionale e locale attuato attraverso lo strumento del conferimento. In particolare, nell'art. 1 si specifica che per conferimento si intende il trasferimento, la delega e l'attribuzione di funzioni e compiti, e che per enti locali si intendono le Province, i Comuni, le Comunità montane e gli altri Enti Locali. Nel rispetto del principio di sussidiarietà si prevede inoltre il conferimento alle Regioni e agli Enti Locali di tutte le funzioni e i compiti amministrativi «relativi alla cura degli interessi e alla promozione dello sviluppo delle rispettive comunità, nonché tutte le funzioni e i compiti amministrativi localizzabili nei rispettivi territori in atto esercitati da qualunque organo o amministrazione dello Stato, centrali o periferici, ovvero tramite enti o altri soggetti pubblici». Infine, con Legge Costituzionale 1/2001, la materia del decentramento è approdata nella riforma costituzionale del titolo V, parte II della Costituzione... PORCINO Giovanni (Presidente) Consigliere Carbonero, il tempo a sua disposizione è terminato. La parola al Consigliere Tronzano. TRONZANO Andrea Continuo nella mia lettura dello Statuto, ovvero al comma 10 dell'articolo 56, elezione del Consiglio Circoscrizionale. I restanti seggi sono assegnati proporzionalmente agli altri apparentamenti, con lo stesso sistema del quoziente naturale e dei più alti resti applicato nel comma precedente. In questo caso il quoziente naturale di minoranza fa riferimento esclusivamente ai voti ottenuti dalle liste e dagli apparentamenti non vincenti e ai seggi da attribuire alla minoranza. Se più liste, o raggruppamenti di liste, ottengono uguale o maggiore numero di voti, si procede a un turno di ballottaggio da effettuare nella seconda domenica successiva. L'elettore ha diritto di votare per uno degli insiemi di liste ammessi al ballottaggio, senza l'indicazione del voto di preferenza. All'insieme delle liste apparentate che ottenga la maggioranza dei voti validi è attribuito il 60% dei seggi. Tutti gli altri insiemi di liste apparentate concorrono alla ripartizione del restante 40%, in modo proporzionale, sulla base dei voti validi attribuiti nel primo turno. Le liste dei candidati per l'elezione dei Consiglieri Circoscrizionali devono essere sottoscritte da non meno di 200 e non più di 400 elettori della Circoscrizione, se essa ha fino a 100.000 abitanti, e da non meno di 300 a non più di 500 elettori della Circoscrizione, se essa ha più di 100.000 abitanti. Qualora una lista sia presentata con lo stesso contrassegno di una lista presentata per le contemporanee elezioni del Consiglio Comunale, essa deve essere sottoscritta da cinque elettori della Circoscrizione. Per quanto non previsto e non in contrasto con il presente Statuto, si applicano, al procedimento elettorale per l'elezione dei Consigli Circoscrizionali, le norme stabilite dal D.P.R. n. 570 del 16 maggio 1960 e successive integrazioni e modifiche. L'Ufficio Elettorale Centrale è composto nel rispetto delle norme vigenti. Quindi, nella sostanza, si parla anche qui del secondo turno. Articolo 57 - Scioglimento anticipato del Consiglio di Circoscrizione. Il Consiglio di Circoscrizione viene sciolto anticipatamente per gravi e persistenti violazioni di legge, dello Statuto e del Regolamento del decentramento; per il venir meno della metà più uno dei Consiglieri assegnati, a causa di cessazione dalla carica per dimissioni contestuali, ovvero rese anche con atti separati, purché presentate contemporaneamente al protocollo dell'Ente; decadenza o altre cause; per riduzione dell'organo assembleare... Abbiamo quattro Consiglieri e un Assessore presenti, tutti gli altri sono fuori. Lo voglio dire solo per il verbale. Presidente, grazie della sua presenza. Adesso dobbiamo anche ringraziare chi è presente, invece di fare il proprio dovere e di stare in Aula. Continuo dopo così vi diletterò. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola al Consigliere Ricca. RICCA Fabrizio Chiedo la verifica del numero legale. PORCINO Giovanni (Presidente) Mi dispiace, Consigliere, ma mi risulta che il suo Gruppo abbia esaurito le possibilità di richiedere il numero legale. |