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Estratto dal verbale della seduta di Mercoledì 11 Novembre 2015 ore 10,00
Paragrafo n. 29
DELIBERAZIONE DI INIZIATIVA CONSILIARE 2015-02366
RIFORMA DEL DECENTRAMENTO E DELLA PARTECIPAZIONE - MODIFICHE ALLO STATUTO DELLA CITT?.
Interventi

PORCINO Giovanni (Presidente)
Riprendiamo l'esame della proposta di deliberazione n. mecc. 201502366/002,
presentata dai Consiglieri Onofri, Alunno e La Ganga in data 4 maggio 2015, avente
per oggetto:

"Riforma del decentramento e della partecipazione -
Modifiche allo Statuto della Città".

PORCINO Giovanni (Presidente)
Riprendiamo l'analisi dell'accorpamento degli emendamenti dal n. S504 al n. S592.
La parola al Consigliere Carbonero.

CARBONERO Roberto
Mi aspettavo, come avevo immaginato prima, che il Sindaco volesse intervenire su
quanto avevo detto io, ma probabilmente avevo capito male. Tant'è vero che poi è
intervenuta la Consigliera Onofri, che non aveva capito il senso del mio intervento;
quindi, non è servito a niente neanche l'intervento della Consigliera Onofri, se non
quello di allungare il brodo di un paio di minuti.
Detto questo, dato che devo riassettare il neurone, vi riprendo quello che dice la
Treccani sul decentramento. Nella storia della Repubblica italiana il principio del
decentramento amministrativo ha iniziato ad avere attuazione nel 1970, con il
trasferimento alle Regioni a statuto ordinario delle funzioni amministrative a esse
attribuite sulla base degli art. 117 e 118 e di funzioni proprie dello Stato (Legge n.
281/1970, e Decreto 1 novembre 1972).
Successivamente si è avuto un ampliamento delle funzioni regionali con il D.P.R. n.
616/1977 (Legge delega n. 382/1975). Negli anni 1990 l'attività legislativa è tornata
sulla materia con la Legge n. 142/1990 (confluita nel D.lgs. n. 267/2000), che ha
dettato il nuovo ordinamento delle autonomie locali, e con la Legge n. 81/1993,
relativa all'elezione diretta del Sindaco e del Presidente della Provincia.
Ma è soprattutto dal 1997, nell'ambito della riforma della Pubblica Amministrazione
e dell'opera di semplificazione dell'attività amministrativa, che si è avviata una
politica di decentramento, attraverso la Legge n. 59/1997 (cosiddetta Legge
Bassanini), contenente la delega al governo per il conferimento alle regioni e agli
Enti Locali delle funzioni...

PORCINO Giovanni (Presidente)
Consigliere Carbonero, il tempo a sua disposizione è terminato.
La parola al Consigliere Greco Lucchina.

GRECO LUCCHINA Paolo
Credevo fosse naturale prevedere, dopo l'intensità con cui la discussione è avvenuta,
che ci potesse essere un momento di sospensione, che potrebbe giovare a tutti, a noi
Consiglieri di minoranza, di maggioranza e ovviamente agli Uffici. È un'opportunità
che non intendete perseguire. Detto questo, non siamo al mercato delle vacche, per
cui sospendiamo se ritiriamo due emendamenti.
Oggi da uno dei più importanti dirigenti di questo Comune mi sono sentito dire, nel
momento in cui si celebrava con Wikipedia l'ostruzionismo tecnico, che questa è
democrazia, cioè che questo strumento tecnico è atto a garantire intanto il
funzionamento del Consiglio stesso, ma è una peculiarità delle minoranze consiliari
per poter esercitare il proprio ruolo.
Allora, è anche un po' svilente porsi nei nostri confronti invitandoci a desistere da
quello che è un atteggiamento che così come i Consiglieri di maggioranza stanno
tenendo in maniera puntuale, ferma nei nostri confronti, altrettanto possiamo fare
noi. Però, l'invito a desistere da queste provocazioni anche sterili, mi sembra quanto
mai opportuno.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola alla Consigliera Ambrogio.

AMBROGIO Paola
Rispetto a questo emendamento, noi siamo assolutamente favorevoli al fatto che ci
sia la possibilità - e questa c'è attualmente - di candidarsi e di partecipare alla vita
politica e amministrativa da parte delle donne. Ma questo è assolutamente consentito,
non abbiamo bisogno di andarlo a definire all'interno dei nostri Regolamenti o degli
Statuti. È evidente che di lì a dire che le donne possono partecipare come è giusto
che sia, e come attualmente accade, che invece abbiano una sorta di canale
preferenziale per cui debbano automaticamente, indipendentemente dal merito, far
parte di una Giunta Circoscrizionale o Comunale che sia, è tutt'altra cosa.
A mio giudizio questi sono incarichi che si debbono ricoprire qualora si abbiano i
meriti e le competenze per poterli fare. Nel caso in cui tra gli eletti in una
Circoscrizione o in un Comune non ci siano donne che abbiano la qualifica per
ricoprire questo ruolo non vedo perché così, anche qui, con un pacchetto
confezionato, si debba offrire loro l'opportunità di far parte di una Giunta.
La parità significa essere messi esattamente come gli uomini nella condizione di
poter partecipare a una competizione elettorale, ma non significa che
successivamente invece si debba essere nominati all'interno di una Giunta. Questo
vale per le Circoscrizioni e tanto vale per il Comune, questa è la posizione che
abbiamo sempre avuto. Mi spiace che non sia adesso in Aula la Consigliera Onofri
che so essere particolarmente attenta all'argomento, però abbiamo seguito non posso
dire con particolare interesse già tutta la modifica dello Statuto...

PORCINO Giovanni (Presidente)
Consigliera Ambrogio, forse si è confusa con l'emendamento seguente. Siamo
ancora agli emendamenti accorpati precedenti.

AMBROGIO Paola
Emendamento n. 627.

PORCINO Giovanni (Presidente)
Purtroppo per noi siamo ancora all'emendamento prima, Consigliera Ambrogio.
Siamo agli emendamenti accorpati, i primi dello schema di pagina 5.

AMBROGIO Paola
Però lo ridico, così magari rientra la Consigliera Onofri. Allora vado avanti.
Comunque è un accorpamento che ovviamente non ci mette nella condizione di poter
discutere singolarmente gli emendamenti e quindi di entrare nel merito degli stessi.
Invece questo accorpamento fa sì che si creino dei problemi anche per poterli
discutere.

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