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CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Riprendiamo l'esame della proposta di deliberazione n. mecc. 201502366/002, presentata dai Consiglieri Onofri, Alunno e La Ganga in data 4 maggio 2015, avente per oggetto: "Riforma del decentramento e della partecipazione - Modifiche allo Statuto della Città". CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Riprendiamo l'analisi dell'accorpamento degli emendamenti dal n. S239 al n. S269, con l'esclusione degli emendamenti nn. S240 e S241. La parola al Consigliere Ricca. RICCA Fabrizio Come non essere favorevoli agli emendamenti di Forza Italia e di Area Popolare? È una domanda che io pongo all'Aula e, anzi, vorrei sentire una risposta contraria, perché emendamenti scritti così bene, non i nostri che sono stati rigettati, ma gli emendamenti scritti così bene, io mi chiedo davvero con quale criterio non si possano votare. La domanda che mi faccio io è: ma li avete letti questi emendamenti? Sapete di cosa parlano questi emendamenti? Ma soprattutto, chi li ha accorpati? Perché se uno entra nel merito di questi emendamenti, va a capire che sono proposte emendative davvero molto importanti. Mi piacerebbe, invece, Presidente, che ci fosse un pochino più di cognizione, anche perché non è che sono tanti, è un accorpamento di 20 emendamenti, cosa volete che sia per una riforma così importante discutere 20 emendamenti in più? Tanto la piadina calda arriva lo stesso, qundi si può andare a mangiare, vi regaliamo qualche momento d'intimità tra voi Consiglieri della maggioranza che vi si conta su una mano, talmente siete pochi all'interno di questa Aula... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Lo so che lei Consigliere Cassiani è presente, mentre i suoi Colleghi sono molto più assenteisti di lei all'interno di questa Aula, ed è per questo che io chiedo al Gruppo di Forza Italia, magari, di dare un'illustrata, potrei farlo io ma non mi sembra il caso, cioè come se il Consigliere D'Amico illustrasse gli emendamenti della Lega Nord, io sarei assolutamente contrario, anzi mi arrabbierei con lui perché è una prerogativa mia nel momento in cui sono io che vado a sottoscrivere e presentare un emendamento, allo stesso tempo invito i due Colleghi di Forza Italia a darci indicazioni. Mi spiace che non ci sia il Vicepresidente Magliano, perché avrei voluto sentire anche la sua autorevole voce in capitolo, sul merito degli emendamenti che lui ha proposto e che Area Popolare ha proposto (sono convinto sia una forza ancora molto legata al centrodestra di questa città). Quindi, e mi accingo a concludere, perché il tempo che mi ha dato a disposizione è solamente di tre minuti, magari il prossimo anno, quando governeremo questa Città, daremo più democrazia anche all'Aula, dando la possibilità a tutti di potersi esprimere esattamente come succede in Consiglio Regionale, dove i Gruppi Consiliari non hanno qualcuno che va a censurare quella che è la loro parola. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Grazie, così nel frattempo può lavorare per le modifiche successive. La parola al Consigliere Greco Lucchina. GRECO LUCCHINA Paolo Intanto, mi scuso con i Colleghi perché mi ero assentato solo per rifocillarmi un pochino in vista di questa lunga maratona, ovviamente di oggi. Detto questo, secondo me, un obiettivo lo abbiamo centrato, perché, soprattutto, nei primi tre anni di questa Consiliatura, di decentramento non si era parlato e non si era parlato anche perché io ricordo a chi erano state attribuite le deleghe, ed era l'Assessora Spinosa che, ricordo, brillò per mancanza evidentemente di proposta politica e di proposta amministrativa in questa Giunta, fino a quando appunto venne sostituita. Chiaro, poi, la delega decentramento viene in qualche modo affidata al super Assessore Passoni, che ha, infatti... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Ci stavo arrivando Consigliere Sbriglio, lei è ovviamente avanti e quindi ci è arrivato. Patrimonio, Bilancio, decentramento, ma l'Assessore Passoni dov'è? Perché oggi non si è visto, si sono sporadicamente visti i suoi staffisti, ma l'Assessore Passoni oggi non è in Aula. Gradirei sapere se è un atto di disattenzione nei confronti del Consiglio, se è un atto di disattenzione nei confronti della deliberazione stessa sul decentramento. Cerchiamo anche di avere, nel rispetto di quelli che sono i ruoli, l'attenzione giusta e dovuta rispetto a chi oggi decide di portare avanti una battaglia perché crede, se ha una proposta come il nostro Gruppo Consiliare ha, meriti di essere ascoltata, non dico condivisa, ma sicuramente ascoltata. Io chiederei a lei, Presidente, se potesse farsi carico di sollecitare l'Assessore Passoni a venire in Aula, ripeto, sono stati già visti i suoi collaboratori che sicuramente sapranno come rintracciarlo, però mi sembra doveroso, è un atto veramente di attenzione nei confronti sia dei Consiglieri Comunali che a favore di quello che è il dibattito. Lo aveva ricordato negli interventi di ieri la Consigliera Ambrogio, un po' anche ironicamente avevamo detto che era un'occasione per confrontarsi, poi non sfugge ai più che l'Assessore Passoni è sempre oberato da mille impegni. Detto questo, occorre anche dirsi che, oberato da mille impegni e parlarsi anche formalmente risulta essere difficile anche a margine delle Commissioni, perché arriva sempre con tre quarti d'ora di ritardo e scappa via come una lepre, perché, ripeto, è sempre oberato da mille impegni. Detto questo, è la riforma... CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Ha terminato il tempo a sua disposizione. La parola al Consigliere Liardo. LIARDO Enzo Volevo ringraziarvi anche per la conduzione dell'Aula di queste ore, sia lei, che sta presiedendo in questo momento, sia il Presidente Porcino, per dirvi che la situazione è sempre stata sotto controllo e qualche merito ce l'avete. Adesso voltiamo pagina con la piaggeria ed entriamo nel merito della deliberazione. È un merito che comunque rimane sempre... dieci minuti posso parlare? Rimane sempre bloccata, c'è questa impasse che ritengo possa vanificare tutto il lavoro che è stato effettuato durante quei mesi all'interno della Commissione, ed è un peccato perché poi questa riforma verrà ricordata come la riforma dei numeri civici, l'ho battezzata. Adesso le spiego Presidente, io la lancio a livello giornalistico, la riforma dei numeri civici, perché ci è stato riferito che, nei momenti più concitati, il PD ricordava le cinque giornate di Napoli o la Prima Guerra Mondiale, perché si fronteggiavano quartiere su quartiere. Come possiamo noi legittimare questa... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). La Prima Guerra Mondiale è stata una guerra di posizione ed è quella che avete fatto voi all'interno della vostra segreteria, devo essere così esplicito? Lo faccio, sono capace. Comunque, allora, a questo punto, dico e sottolineo che verrà ricordata come... PORCINO Giovanni (Presidente) Grazie, ha terminato il tempo a sua disposizione. La parola alla Consigliera Ambrogio. AMBROGIO Paola Riprendiamo il discorso iniziato prima sui tempi in cui è iniziato questo processo di riorganizzazione delle Circoscrizioni, tempi che sono per noi sbagliati. Ricordiamo che questa Consiliatura è iniziata nel 2011 e che nel 2011, peraltro, c'era anche un altro Assessore se non sbaglio, l'Assessora Spinosa, che sul punto del decentramento, sulla delega del decentramento forse non ha avuto modo di lavorare molto. Quindi, ci siamo persi, siamo rimasti un po' indietro, però di certo non per colpa nostra, sono scelte della maggioranza, si è scelto evidentemente di individuare un Assessore che non puntasse particolarmente ad un lavoro di riforma del decentramento e così è stato. Così ci siamo trovati fino ad un anno e mezzo fa, quando in realtà con l'Assessore Passoni, non so se l'iniziativa sia stata più dell'Assessore Passoni o della Consigliera Onofri, comunque si è detto forse questo punto che è indicato nel programma elettorale del Sindaco Fassino si deve fare e deve essere sviluppato e abbiamo iniziato i lavori, però con un ritardo spaventoso che ha portato anche ad un iter della deliberazione che ha determinato la mancanza di condivisione e di consenso da parte delle forze politiche presenti in Consiglio Comunale. So che il Consigliere Sbriglio comprende il problema, perché buona parte della minoranza, per esempio, non è stata coinvolta soprattutto nella fase finale, quando c'è stato un po' un riposizionamento delle carte, la deliberazione è stata anche rivista con un po' di emendamenti che oggi ci troviamo ad affrontare... Ecco che arriva anche il mio Collega così le forze... Dicevo, e quindi sono stati un po' rivisti i giochi, giochi che però non ci trovano favorevoli perché sono lontani dalla nostra visione di futuro delle Circoscrizioni. Ci aspettavamo e avevamo la possibilità... PORCINO Giovanni (Presidente) Grazie, Consigliera. La parola al Consigliere Marrone. MARRONE Maurizio Alcune competenze delegate alle Circoscrizioni, sappiamo, tra le centrali c'è quella del welfare, sappiamo anche come effettivamente l'emergenza profughi, o, meglio, così definita, l'invasione cui il centrosinistra ci sta piegando, praticamente indotta, neanche agevolata, dei nostri territori, passi ed incida pesantemente anche sul welfare. Stamattina, in Consiglio Regionale, abbiamo discusso proprio dei numeri del welfare destinato ai richiedenti asilo, con un appesantimento, partendo dai progetti SPRAR, per l'erario pubblico, davvero impattante sia sulla struttura del welfare cittadino del capoluogo, ma non solo, anche per la tenuta dei tessuti sociali dei nostri quartieri e territori. Ricordare che le Amministrazioni decentrate non sono minimamente tenute in considerazione quando si deve decidere, per esempio, le quote di immigrati da destinare in giro nelle varie strutture, che, guarda caso, tendenzialmente sono quasi sempre nelle periferie. Questo perché, oggettivamente, si è confuso quello che dovrebbe essere un decentramento di funzioni amministrative, che quindi dia dignità e peso e voce in capitolo ai Consigli e quindi anche alle Presidenze dei quartieri della nostra città, invece a una specie di piccoli feudi elettorali che non a caso vivono proprio del clientelarismo, delle elargizioni, dei finanziamenti alle varie associazioni e realtà, privati, che dovrebbero svolgere servizi per conto della Circoscrizione proprio su quei territori. Io vorrei anche ricordare che voi, istituendo la Giunta nelle Circoscrizioni, andate di fatto a portare anche lì l'impossibilità di discutere i contributi nei Consigli, era questo un minimo limite che consentiva che passassero in cavalleria proprio le peggiori marchette, quelle proprio impresentabili, invece adesso... PORCINO Giovanni (Presidente) La parola al Consigliere D'Amico. D'AMICO Angelo Io rimango basito nel vedere le facce... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Consigliere Cassiani, io non sono stupido come il Consigliere Liardo, quindi non mi interrompa. PORCINO Giovanni (Presidente) Consigliere D'Amico, la richiamo formalmente. D'AMICO Angelo (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Con me non faccia questi giochetti perché non riesce, quindi mi lasci esprimere il mio pensiero in maniera democratica per cortesia, perché di danni ne avete già fatti abbastanza in questa città. Riprendiamo la lezione: "Secondo un'antica definizione scolastica la politica è l'arte di governare le società. Il termine di derivazione greca, da polis, città, si applica tanto alle attività di coloro che si trovano a governare quanto al confronto ideale finalizzato all'attività di governo e di opposizione. Volendo tentare una definizione potremmo dire che la politica è quell'attività umana che si esplica in una collettività il cui fine ultimo è incidere sulla distribuzione delle risorse materiali e immateriali. Altre definizioni che si basano su aspetti peculiari della politica sono state date da numerosi teorici, per esempio Max Weber considera la politica come un'aspirazione al potere e monopolio legittimo dell'uso della forza; per David Easton esso è l'allocazione di valori imperativi nell'ambito di una comunità; per Giovanni Sartori la politica è la sfera delle decisioni collettive sovrane.". Il fatto che il Consigliere Cassiani si diverta a gigioneggiare insieme al suo degno compare Capogruppo del PD, mi lascia del tutto indifferente, io sono convinto che loro non capiscono un ..... di politica, però... PORCINO Giovanni (Presidente) Consigliere D'Amico, la richiamo per la seconda volta, la terza sarò costretto a chiederle di allontanarsi dall'Aula. D'AMICO Angelo Le chiedo scusa. Dopodichè la democrazia, che dal greco demos significa popolo e creator, che significa potere, etimologicamente significa governo del popolo, ovvero sistema di governo in cui la sovranità è esercitata direttamente o indirettamente dall'insieme dei cittadini che ricorrono ad una votazione. Il concetto di democrazia non è cristallizzato in una sola versione o in un'unica concreta traduzione, ma può trovare e ha trovato la sua espressione storica in diversi espressioni ed applicazioni, tutte caratterizzate peraltro dalla ricerca di una modalità capace di dare al popolo la potestà effettiva di governare e nel quale il rapporto tra maggioranza e minoranza è improntato alla reciproca tutela. La prima classificazione della democrazia può essere tra democazia e democrazia indiretta; nella democrazia diretta, partecipativa, il potere sovrano è esercitato direttamente dal popolo come avveniva nell'antica Grecia, dove i cittadini si riunivano nell'agorà, oggi la piazza, per discutere attivamente di leggi o di posizioni politiche da prendere...". PORCINO Giovanni (Presidente) Il tempo a sua disposizione è esaurito. Prima di dare la parola al Consigliere Liardo per fatto personale, anticipo che applicherò alla lettera gli articoli nn. 106 e 107 del Regolamento, quindi non tollererò oltre interventi intemperanti e allontanerò dall'Aula chiunque disattenda le prescrizioni dei due articoli. Riconosco che è una forma di ostruzionismo piuttosto fantasiosa, ma non la tollererò oltre. La parola, per fatto personale, al Consigliere Liardo. LIARDO Enzo Stia tranquillo, è inutile che lei legga tutti gli articoli, perché non c'è nessuna intenzione di degenerare. Presidente, lei ha le sacre scritture in mano e allora le applichi fino in fondo, perché devo fare un plauso al Consigliere Viale che è stato in letargo, però si sostituisce il Consigliere Cassiani, abbia pazienza, visto che lei sa tutti i Regolamenti li applichi in toto. PORCINO Giovanni (Presidente) Intervenga per fatto personale, Consigliere Liardo. LIARDO Enzo Volevo solo un chiarimento da parte dell'affermazione che ha fatto il Consigliere D'Amico, sarebbe anche doveroso in qualche modo, visto che, in un momento concitato, col Collega del PD, ha riferito qualcosa di abbastanza offensivo, vorrei capire l'interpretazione che lui dà. Anche perché sarebbe spiacevole e visto che i rapporti con il Collega sono ottimi, vorrei capire cosa è successo. PORCINO Giovanni (Presidente) Non è prevista la replica Consigliere D'Amico... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). La parola alla Consigliera Furnari. FURNARI Raffaella Fuori da questo palazzo c'è un bellissimo manifesto che si intitola Festival dell'Educazione. Direi che dovremmo parteciparvi tutti quanti, indistintamente, naturalmente non mi riferisco a nessun Consigliere nello specifico, però secondo me dovremmo organizzare un pulmino e frequentare questo festival per capire esattamente come ci si deve comportare soprattutto in questa Aula, perché adesso, io non parlo nello specifico, ma parlo in generale, mi sembra si stia perdendo il senso delle istituzioni in questa Aula, quindi invito il Presidente a organizzare una gita al Festival dell'Educazione in modo che tutti si partecipi e magari in qualche modo si apprenda qualcosa. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola al Consigliere Carbonero. CARBONERO Roberto Cos'è che fa capire che questa riforma non interessa assolutamente a nessuno da un punto di vista migliorativo per questa città e interessa solo ai fini elettorali, che, come sempre, la maggioranza poi dimostrerà di volerci lavorare gli ultimi due mesi, anche se in realtà qualcuno ha già iniziato la sua campagna. È il numero dei Consiglieri in questo momento presenti in Aula; sono 14 Consiglieri di maggioranza in Aula, tutti gli altri sono a farsi gli affari loro e questo dimostra quanto interesse abbiano verso i propri concittadini, quindi, voglio dire, c'è gente che è fuori a mangiare, a farsi i suoi affari negli uffici, ma che segue i lavori di questo Consiglio (per carità, lungo, forse un po' snervante) però non c'è nessuno. Questo la dice lunga. È davvero un peccato, perché, quando si decide di fare dei cambiamenti di questo tipo, bisognerebbe essere sul pezzo, essere concreti, dimostrare che si hanno più possibilità, più idee da mettere in campo, proprio per migliorare la quotidianità. Invece no, si è tutto misurato con il righello, come ormai abbiamo definito, il modo di spartirsi le Circoscrizioni... PORCINO Giovanni (Presidente) La parola al Consigliere Tronzano. TRONZANO Andrea Inizio la lettura del testo uscito dalla Commissione dello Statuto, in modo che i Consiglieri siano informati anche se credo che l'interesse sia elevatissimo. Non so se tutti l'hanno letto per cui forse è opportuno, Presidente, che lei ricordi ai Consiglieri che rispetto vorrebbe che si rimanesse in Aula per ascoltare quelle cose che Consiglieri d'opposizione hanno da dire. "Articolo 54, territori e sede: il Comune si articola in sei Circoscrizioni - da oggi in Circoscrizioni, perché è stata abrogata questa appendice numerica - organismi di decentramento, di partecipazione, di consultazione e di gestione dei servizi di base, di promozione del volontariato e della sussidiarietà, nonché di esercizio delle funzioni delegate dal Comune. Le Circoscrizioni sono dotate di autonomia funzionale ed organizzativa nelle materie e con le modalità previste dal presente Statuto e dal Regolamento del decentramento. Il Regolamento del decentramento determina l'estensione e la delimitazione territoriale delle Circoscrizioni, tenendo conto della tradizionale presenza storica dei quartieri torinesi e fissa le procedure per la loro modificazione prevedendo eventuali forme di consultazione popolare diretta. La Circoscrizione ha sede nel centro civico, in ogni Circoscrizione sono individuate sedi a disposizione dei cittadini per assemblee ed attività pubbliche di carattere culturale, sociale, politico, secondo modalità stabilite con apposito Regolamento del Consiglio di Circoscrizione, nel rispetto dei principi dati dal Consiglio Comunale.". Ne approfitto per chiedere al Capogruppo Paolino l'ennesima attenzione... non c'è il Capogruppo, lo chiedo al Presidente Altamura e al Vicepresidente del Consiglio Comunale, visto che il sei è stato abrogato, io vi invito ancora una volta a riflettere sulla illogicità del vostro comportamento a mio giudizio, sul fatto che non vogliate ridiscutere nuovamente i confini territoriali, riportarli nuovamente a dieci Circoscrizioni, Presidente Altamura, invece di sette, nello Statuto si articola "in Circoscrizioni" non c'è un numero, io vi chiedo ancora una volta, l'ennesima ma continuerò ancora farlo, attenzione a questo dato, portiamo avanti la riforma, manteniamo gli stessi confini di prima, dieci Circoscrizioni che, secondo me, potrebbe essere la soluzione giusta. Non credo che comporti né vincitori né vinti, non credo che vi comporti problemi particolari, perché appena lo diceste ai vostri Consiglieri di Circoscrizione sarebbero tutti contentissimi, felici e quindi non troverete nessuna opposizione, lo dico anche alla Presidente Onofri, nessuna opposizione nel ritorno a dieci Circoscrizioni, perché - lo dico al Presidente Altamura, che so che è sensibile su questo, ed anche al Vicepresidente Cuntrò - chi paga sono solo gli eletti e sempre solo gli eletti. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) La parola al Consigliere Berthier. BERTHIER Ferdinando Scusi se sorrido, ma perché ormai siamo entrati in automatico, non abbiamo neanche più bisogno di prenotarci. Volevo solo riprendere il discorso che avevo interrotto prima, nel frattempo volevo anche ringraziare il Consigliere Altamura, perché nel precedente intervento ci ha dato anche un po' di ossigeno, abbiamo avuto una pausa nella sequenza normale di questo Consiglio, a parte il contenuto, perché forse si è distratto, anche se lui è uno di quelli più presenti in questa Aula e quindi anche formalmente un minimo di rispetto nei nostri confronti ce l'ha, però capisco che anche magari la noia e la stanchezza possano prendere il sopravvento, ma noi siamo molto rigorosi e attenti a non superare più di due interventi per la richiesta di numero legale, per cui non c'era neanche bisogno di riprendere o comunque segnalare ai Presidenti, che altrettanto sono attenti, questa cosa qua. Riprendo da dove mi ero fermato prima, combinazione c'è di nuovo il Vicepresidente Cuntrò, per quanto riguarda gli Uffici. Io sono due giorni che dico che tutta questa farsa si poteva evitare, ma potevamo anche evitare la Commissione Speciale sul Decentramento, tanto i contenuti non sono più quelli iniziali, o meglio quelli finali. Ho sempre sostenuto che questo lavoro poteva esser fatto solo ed esclusivamente dagli Uffici, con l'aiuto degli Assessori. Oggi non saremmo qui, ieri non saremmo stati qui fino alle ore 23.00 e avremmo evitato questa maratona pressoché inutile. Certo che è sorprendente, oltre che ignorarci completamente per quanto riguarda i contenuti di questa deliberazione, questa continua ed ostentata assenza in Aula, quindi addirittura quando suona la campanella per l'appello non fanno neanche lo sforzo di schiacciare il tasto dalla loro postazione, fanno capolino e poi si sorprendono se noi abbiamo dei dubbi se c'erano in Aula e se erano veramente presenti oppure no. Comunque, a prescindere da queste disquisizioni, perché altro non rimangono che disquisizioni, io spero ancora, come credo ancora molti Colleghi, che prima di domani ci sia un minimo di buona volontà per rivedere alcuni punti su cui invece siete estremamente fermi, come, per esempio, il discorso del numero delle Circoscrizioni. Io penso che si potrebbe fare un sano e buono lavoro tutti insieme, considerando alcuni punti da rivedere. Credo che si chiami Partito Democratico; in questa fase e in questo momento, di democratico il PD ha solo... CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Grazie, Collega, mi ero distratto e le ho concesso 30 secondi in più, non glieli tolgo al prossimo intervento perché ho sbagliato io. La parola al Consigliere Altamura. ALTAMURA Alessandro Sull'ordine dei lavori, visto che abbiamo citato l'articolo n. 110 precedentemente, non facciamo sfuggire gli articoli nn. 106 e 107 e citiamo anche l'articolo n. 99 a questo punto. Come lei ben sa, l'articolo n. 99 prevede che la Giunta sia presente alla discussione della deliberazione e, in particolare, per competenza. Quindi, io chiedo la presenza della Giunta. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Nel frattempo abbiamo l'obbligo del voto, non abbiamo la discussione. Nel frattempo, ho dato disposizione agli Uffici di chiamare la Giunta. Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione l'accorpamento degli emendamenti dal n. S239 al n. S269, con l'esclusione dei nn. S240 e S241: presenti 24, contrari 24. L'accorpamento degli emendamenti dal n. S239 al n. S269, con l'esclusione dei nn. S240 e S241, è respinto. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Ricordo che l'emendamento n. S240 e il subemendamento n. 1 all'emendamento n. S241 sono decaduti. L'emendamento n. S241, presentato dai Consiglieri Paolino, Troiano e Trombotto, recita: CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) La parola al Consigliere Ricca. RICCA Fabrizio Presidente, vorrei capire se il Consigliere Trombotto è a palazzo. Lui so che di solito ha piacere di illustrare gli emendamenti di cui è firmatario. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Per cortesia, io chiedo di nuovo un po' di ordine, Collega Cassiani, lei non è abilitato in quella sede a rispondere alle richieste che fanno i Consiglieri. Come lei ha potuto constatare, Consigliere Ricca, ogni qual volta che presentiamo gli emendamenti chiediamo ai presentatori se hanno la necessità o voglia, avendone la facoltà, di illustrarlo; non c'è stata da parte dei presentatori nessuna di queste opportunità che prima richiamavo, pertanto ci sono altri che vogliono intervenire? La parola al Consigliere D'Amico. D'AMICO Angelo Mi perdoni, Presidente, ero fuori e non ho avuto modo di seguire. Gli emendamenti del Gruppo Movimento 5 Stelle, il n. S240 e il subemendamento n. 1 all'emendamento n. S241 sono decaduti per quale motivo? (INTERVENTO FUORI MICROFONO). CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Per cortesia, Collega Viale, veramente, abbiate pazienza. Oltre che al richiamato articolo, rammentato anche dal Collega Altamura, che si richiamava all'articolo 110 rispetto alla possibilità e alla facoltà di richiedere il numero legale, al secondo richiamo comincio ad applicare il Regolamento. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Collega Viale, io le chiedo insieme agli altri Colleghi, per cortesia, i lavori del Consiglio saranno lunghi quindi chiedo per cortesia tutti di collaborare perché al minimo, piccolissimo errore della Presidenza subito viene richiamata la Presidenza, e abbiamo avuto modo di ascoltarlo in quest'Aula ieri. Quindi la Presidenza deve essere concentrata e non disturbata da coloro che non hanno la possibilità e non hanno il diritto di intervenire in quel momento. Collega Viale, è la prima volta che viene richiamato. Come ho avuto modo di spiegare prima al Collega Ricca, che ha fatto la stessa richiesta, l'emendamento n. S240 e il subemendamento n. 1 all'emendamento n. S241 sono decaduti in quanto è stato approvato l'emendamento n. S96. La parola al Consigliere Ricca. Bene, ha la facoltà di arrivare fino a tre minuti. RICCA Fabrizio Vedendo che il gruppo di SEL è assente di nuovo, quando si va a eliminare la parola "sei" dalle Circoscrizioni, si va ad escludere sei e SEL sparisce dall'Aula, quasi ad avere paura anche solo di poter illustrare questo emendamento. Ormai abbiamo capito che il Partito Democratico e i Moderati hanno fatto gruppo compatto per andare a camuffare questo Statuto come non si sa ancora bene, però SEL che era quello che si dibatteva, che faceva, neanche in Aula a metterci la faccia. Mi piacerebbe poi capire con quale faccia poi quei Gruppi che voteranno quest'emendamento andranno fuori a spiegare che hanno cambiato lo Statuto della Città neanche andando ad inserire il numero delle Circoscrizioni, lasciandolo così, anzi, io posso immaginare che questo sia già un bel gran paracadute quando ci si troverà di fronte ad uno Statuto che vedrà il Consiglio Comunale impegnato in questa attività, per noi dialettica, per gli altri, per l'altra parte dell'Aula non si sa bene cosa stiano facendo, perché ne vediamo sempre meno della metà, vorremmo capire davvero questo paracadute, dato che ci impegnerà ancora a lungo, fatti i conti abbiamo fatto 16 votazioni fino adesso e sono più di ventiquattr'ore che discutiamo solo sugli accorpamenti, volevo capire poi come si arriverà nell'altra deliberazione a 140. Detto questo, noi avevamo proposto una mediazione. Questo, Presidente, è un mio personalissimo pallino, perché ho apprezzato tantissimo l'intervento del Consigliere Altamura prima, non mi dispiacerebbe sapere cosa ne pensi il Consigliere Altamura... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Collega Ricca, è pregato di rivolgersi alla Presidenza. RICCA Fabrizio Io sto parlando alla Presidenza, le dico che mi piacerebbe sapere cosa ne pensa il Consigliere Altamura, che è sempre stato una persona che ha guardato allo Statuto della Città di Torino, tanto che il Presidente porta anche la Costituzione con sé quando presiede la I Commissione, cosa ne pensa dell'eliminazione dell'individuazione del numero delle Circoscrizioni dallo Statuto stesso della Città. Secondo me, è una forzatura, lo ripeteremo tutte le volte che ci imbatteremo in questo tipo di emendamento. Adesso poi chiederò anche ai miei Colleghi dell'opposizione cosa ne pensano loro, perché credo che sia importante avere un punto di vista, almeno di tutta questa parte del Consiglio che si sta impegnando in un emendamento di merito, ad esprimere la propria opinione. Capisco sia difficile da parte di tutta la maggioranza potersi esprimere perché probabilmente non sanno neanche a che emendamento siamo. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) La parola al Consigliere Greco Lucchina. GRECO LUCCHINA Paolo Collega Ricca, lei è accentrato su due obiettivi, il primo era quello ovviamente di riconoscere l'onestà intellettuale e anche di approccio, nei confronti dei lavori dell'Aula e della Commissione, del Presidente Altamura, che si è sempre dimostrato Presidente di tutti, nel senso che ha cercato, nel rispetto di quella che è l'istituzione che bene conosce, sempre di cercare il confronto amministrativo e politico all'interno dell'organismo che presiede. Scusi, Presidente, io non sento. Detto questo, è inutile che ci meravigliamo ancora su quello che è l'atteggiamento di SEL in quest'Aula; l'atteggiamento di SEL in quest'Aula è il frutto di quello che è, evidentemente, quello uscito sui giornali nei giorni scorsi, cioè dell'atteggiamento estremamente critico per voce del candidato Sindaco in pectore Airaudo, nei confronti di quello che è il mandato amministrativo... Presidente, mi scusi, non sento niente. Dicevo, l'atteggiamento estremamente critico che per voce del candidato Sindaco in pectore Airaudo è stato manifestato sui giornali circa il mandato e questa Consiliatura del Sindaco Fassino. Io ci tenevo, però, visto che è stato richiamato a più voc,i sostanzialmente, quello che era di chiarire il concetto della sussidiarietà, perché, guardate, se noi, non credendo totalmente a questo che è un principio applicabile alle nostre Circoscrizioni, mi sono premurato, evidentemente, di darvene definizione puntuale in maniera tale che voi possiate riflettere su quello che stiamo scrivendo - state scrivendo, meglio - su questo testo del decentramento e che avrà un'applicabilità assolutamente marginale in termini di fattibilità. "Il principio di sussidiarietà è un principio che si è progressivamente affermato all'interno di vari ambiti della società moderna e contemporanea. In modo generale, la sussidiarietà può essere definita come quel principio regolatore per cui, se un ente inferiore è capace di svolgere bene un compito, l'ente superiore non deve intervenire, ma può eventualmente sostenerne l'azione.". Detto questo, noi sappiamo che sulla riflessione della nostra tabella della Giunta questo principio viene più volte messo in discussione, perché si fa riferimento al fatto che l'ente sovradimensionato, nel momento in cui c'è un corto circuito su quelle che sono le competenze stesse, si arroga il potere di accentrare, non solo i poteri, ma anche la decisione stessa e allora io credo che... Devo chiudere, continuerò dopo allora su questo argomento. CASSIANI Luca (Consigliere f.f. di Presidente) Gentilissimo, Consigliere Greco Lucchina. La parola al Consigliere Tronzano. TRONZANO Andrea Togliamo il numero sei dall'articolo 54 dello Statuto, come diceva il Capogruppo Ricca e anche gli altri Colleghi, questo lascia aperto un margine per discutere, e lo chiedo attraverso la Presidenza al Capogruppo Paolino. Io non so se questo arroccamento sul numero di sette Circoscrizioni sia un fatto fondamentale o se sia soltanto una prova muscolare, ma trovo illogico e continuo a trovar illogico questa chiusura nei confronti delle proposte dell'opposizione, Capogruppo Paolino, attraverso il Presidente. Se questa chiusura fosse determinata dal fatto che gli Uffici abbiano già avviato dei lavori sul dimensionamento, sul cambiamento delle tessere elettorali, su tutta una serie di procedure che saranno necessarie, sarebbe profondamente errato, sarebbe profondamente sbagliato amministrativamente perché ricordo che l'Aula, lo ricordo a tutti noi, è sovrana, Capogruppo. Quindi, non capisco realmente, visto che togliamo il numero sei - e lo dico anche al Sindaco che è arrivato - dallo Statuto, se sia possibile ancora trovare una soluzione che sia la mediazione che ci faccia arrivare alla definizione di tutto, perché io le ripeto che noi siamo qui determinati, e dovreste anche voi apprezzare questo fatto, perché siamo qui e non molliamo e continueremo a non mollare per le prossime 17 ore di votazione che ancora mancano a questo ritmo, io ve lo dico, 17 ore solo per lo Statuto, poi arriviamo al Regolamento che sono 180 votazioni o giù di lì, che saranno ancora altri 6 o 7 giorni consecutivi, quindi io non capisco se questo arroccamento è dovuto agli Uffici o se è dovuto ad una questione politica che però mi sfugge. Il fatto di scendere a sette Circoscrizioni rispetto a dieci non cambia la vita di nessuno se non a quella della democrazia, che, ripeto e continuo a ripetere, è l'unica che paga in questo conto attraverso la diminuzione dei soli Consiglieri di Circoscrizione, tutto il resto rimane identico, le strutture, le sedi, tutto, quindi nella sostanza non cambia nulla. Io chiedo al Capogruppo Paolino se ha senso continuare ad andare avanti in questo dilemma o se abbiamo uno spiraglio per poter arrivare ad una ridefinizione dei confini insieme alla proposta di modifica dello Statuto e del Regolamento che voi avete fatto. Lo faccio perché mi consente questo articolo di entrare nel merito, perché si toglie il numero sei dall'articolo 54 e, quindi, il comma 1 dice: "Il Comune si articola in Circoscrizioni", Consigliere Alunno, Consigliere Altamura, Capogruppo Paolino, Consigliere Cuntrò, Presidente Onofri, Sindaco Fassino, Assessore Passoni, ma ha un senso questo tipo di ragionamento? Oppure continuate a respingerlo al mittente e non volete assolutamente cambiare nulla soltanto perché magari le procedure degli Uffici sono già iniziate? A me piacerebbe capire perché c'è questo arroccamento. Visto che il Presidente non mi segue mi autocensuro perché sono già a 3 minuti e 27 secondi. Grazie al Consigliere Altamura della sua serietà, rispondiamo con altrettanta serietà interrompendo il ragionamento. CASSIANI Luca (Consigliere f.f. di Presidente) La parola alla Consigliera Ambrogio. AMBROGIO Paola In effetti, riprendo anch'io il ragionamento iniziato dal Collega Tronzano, se tutta questa operazione abbia un senso, perlomeno lo abbia nel modo in cui è stato impostato, perché, lo dicevo prima, visto che si è partiti in ritardo, perché diciamo che l'Assessore che era stato individuato nella fase iniziale di questa Consiliatura, cioè l'Assessora Spinosa, sulla fase decentramento, non ha proprio lavorato, per cui siamo arrivati ad un anno e mezzo fa con l'Assessore Passoni, che, insieme alla Consigliera Onofri, ha intrapreso un percorso. Un percorso, però, che, probabilmente anche per la brevità dei tempi, non ha portato ad una condivisione di intenti. Il lavoro è uscito dalla Commissione, le minoranze hanno avuto anche la possibilità di esprimersi, ma il documento che è uscito da quella sala non è quello che oggi ci troviamo in Aula a votare. È un documento diverso, secondo noi, visto che il taglio che prevede poi da dieci a sette Circoscrizioni, ci chiediamo se tutto questo abbia un senso. Poteva invece essere più significativo e vedere un modello migliore quello di mantenere la distribuzione di territori circoscrizionali come è attualmente e prevedere invece delle competenze diverse, maggiori, che consentissero ai territori e ai coordinatori, in questo caso a sei coordinatori e non invece la riduzione a quattro, di rispondere in maniera puntuale ed efficace alle istanze dei cittadini. Così non è stato, perché si è voluto fare un po' un colpo di mano, si è detto noi andiamo avanti indipendentemente dalla mancanza di condivisione, indipendentemente dal fatto che le dieci Circoscrizioni abbiano espresso dei pareri di fatto sfavorevoli, questo favorevole condizionato con delle condizioni talmente pesanti che la maggioranza oggi le ha negate tutte, o ha iniziato il percorso, perché il passaggio dei coordinatori è già stato cassato, che era all'emendamento presentato questa mattina dal Consigliere Trombotto... Proseguo dopo, grazie. CASSIANI Luca (Consigliere f.f. di Presidente) La parola al Consigliere D'Amico. D'AMICO Angelo Dovevo terminare l'intervento precedente e purtroppo il tempo è tiranno e quindi devo utilizzare due interventi per poter cercare di farvi comprendere il significato di alcune parole. Eravamo arrivati alla parola democrazia. "Democrazia dal greco demos, popolo, cratos potere, etimologicamente significa governo del popolo ovvero sistema di governo in cui la sovranità è esercitata direttamente o indirettamente dall'insieme di cittadini che ricorrono ad una votazione. Il concetto di democrazia - cosa a voi rara - non è cristallizzato in una sola e concreta traduzione, ma può trovare e ha trovato la sua espressione storica in diverse espressioni e applicazioni, tutte caratterizzate peraltro dalla ricerca di una modalità capace di dare al popolo la potestà effettiva e di governare nella quale il rapporto tra la maggioranza la minoranza è improntato alla reciproca tutela. La prima classificazione della democrazia può essere tra democrazia diretta e democrazia indiretta. Nella democrazia diretta e partecipativa il potere sovrano è esercitato direttamente dal popolo come avveniva nell'antica Grecia, dove i cittadini si riunivano nell'agorà, oggi la piazza, per discutere attivamente di leggi o di posizioni politiche da prendere, mentre nella democrazia indiretta o rappresentativa, il potere sovrano è esercitato dai rappresentanti eletti - eletti, signori - del popolo, ad esempio l'Italia è una Repubblica Parlamentare e quindi a democrazia indiretta. I cittadini sono comunque liberi di candidarsi per diventare rappresentanti qualunque sia il loro stato sociale.". Approfitto di questi pochi secondi che mi separano dal termine dell'intervento per cercare di spiegare, prima, quando ho dato un nome al Collega Liardo, che, nel definirlo stupido, intendevo una persona che non facesse valere la sua dignità nei confronti di chi... Va bene, lo spiego dopo. CASSIANI Luca (Consigliere f.f. di Presidente) Ha finito il suo tempo. La parola al Consigliere Carbonero. CARBONERO Roberto Questa domanda sulla democrazia è la domanda che si faranno anche credo molti cittadini, perché stiamo facendo ascoltare e stiamo condividendo con molti di loro quello che è questa lunga maratona. In effetti, ci sono le prime domande del perché non si riesca in un luogo come il Consiglio Comunale, dove appunto ci sono le persone deputate ad essere in qualche modo portavoce, o comunque, a farsi portavoce di quelli che sono i pensieri dei cittadini stessi, non vengano coinvolti nelle decisioni, come in questo caso, così importanti. Noi abbiamo spiegato che ci sembrava un sogno quando era stata istituita una Commissione apposita proprio per insieme operare e cercare di fare questa riforma nel migliore dei modi, che forse è sicuramente al servizio dei cittadini. Purtroppo, però, stiamo anche spiegando che, poi, come già altre volte è successo, magari per questioni un po' meno importanti, anche se non è così, perché nel momento in cui si prendono delle decisioni per una Città è tutto importante, dalla cosa minima alla più importante, come una riforma, e gli abbiamo spiegato che, come spesso capita, poi la decisione è univoca, è di una Giunta che ha fatto, perlomeno in questi quattro anni, assolutamente quello che ha voluto, sicuramente gli deve essere dato atto che qualcosa di buono è stato fatto. Guarda caso, però, tutte le volte che in qualche modo ci siamo impuntati seriamente abbiamo ottenuto che qualcosa venisse limato. Questo è il caso più eclatante, è il caso di mesi di lavoro fatti in un momento secondo me non idoneo, perché è una discussione che si poteva prendere benissimo intorno alla fine del 2011 e portare avanti e avere addirittura quattro anni davanti per portarla a termine. CASSIANI Luca (Consigliere f.f. di Presidente) La parola al Consigliere Marrone. MARRONE Maurizio Io vorrei riprendere il ragionamento che è stato introdotto dai Colleghi, in particolare dal Capogruppo della Lega Nord, Ricca, sull'insostenibilità della scelta di togliere dallo Statuto la definizione del numero delle Circoscrizioni e dei confini. Non è un caso... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Sì lo so, però qual è il problema? Che traspare chiaramente la volontà politica di non andare a prendersi l'impegno di delineare un quadro definitivo di questa riforma, peraltro si desume benissimo anche dalla vostra mozione di accompagnamento - vostra, perdonatemi, per chi non vede, per il verbale, lo dico, è quella del Partito Democratico -, cioè l'idea che sia sostanzialmente ancora una riforma estremamente di compromesso, non esaustiva di quelli che erano gli obiettivi originari, ovvero una razionalizzazione, vorrei ricordarlo, della spesa pubblica, ma senza andare a tagliare quella che è la finalità istituzionale che le Circoscrizioni dovrebbero continuare a rivestire, cioè la rappresentanza delle istanze e degli interessi delle varie comunità locali di quartiere, soprattutto esercitata attraverso una vicinanza, anche fisica, a quei quartieri, che si concretizza in una democrazia, proprio con i Consiglieri membri dei Consigli, più rappresentativi possibili dei diversi quartieri. Aver deciso di annacquare i Consigli di Circoscrizione, accorpando un numero più alto di quartieri, io ritengo che, a fronte di un taglio di spesa pubblica davvero minimo, poteva essere molto più ampio se si fosse andato a percorrere con coraggio la scelta di qualificare la consiliatura di Circoscrizione per quello che è, per quello che tutti quelli che hanno percorso quell'esperienza sono pronti a confermare che sia, ovvero un servizio del tutto volontario che potrebbe e sarebbe prestato da chi si sobbarca quest'onere, anche senza un'indennità, cosa che peraltro è avvenuta per diversi mesi a fronte di alcune sentenze che avevano introdotto questo regime e poi ulteriormente modificato. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola al Consigliere Berthier. BERTHIER Ferdinando Noi continuiamo su questa falsa riga a parlare, adesso magari ci parliamo un po' meno addosso, perché, fatte le dovute pause, c'è un po' più di presenza in maggioranza. Sicuramente lo sanno, ma sarebbe stato carino che anche solo come uditori a balconata ci fossero stati, non dico tutti, ma alcuni dei Presidenti delle Circoscrizioni, così, tanto per rendersi conto di come è l'andazzo, perché, magari qualcosa si legge sui giornali, magari qualcosa sarà riferito dai loro Colleghi della maggioranza, però un conto è quello che viene riferito, un conto è provare dal vivo come si vive in questo momento, questi quattro lunghi giorni che si va ad oltranza per votare tutti gli emendamenti di queste deliberazioni. Provare per capire quanto comunque a noi è più caro il futuro di queste Circoscrizioni, su come saranno strutturate e sulle proposte alternative che questa maggioranza ha messo in circolo, sul come sarà il loro futuro; adesso, sicuramente, riducendosi le Circoscrizioni saranno meno Presidenti, meno Consigli, meno, non si sa ancora, Consiglieri, comunque saranno apportate diverse modifiche anche salienti, anche importanti, quindi se qualcuno di questi futuri Presidenti uscenti e, non so se si riproporrà qualcun altro, o anche Presidenti nuovi, che siano coscienti di quello che stiamo discutendo - è una parola grossa -, ma cercando di mettere le pezze a questo palinsesto, a questo documento, che non è più neanche quello chiamarsi documento, perché poi di documenti ne abbiamo visti diversi, ce n'era uno primario dove loro stessi erano stati chiamati in causa e che oggi sicuramente di quello che loro hanno detto, chiesto e opinato, è stato stracciato praticamente tutto. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola al Consigliere Liardo. LIARDO Enzo In questi tre minuti vorrei rivolgermi direttamente al Sindaco che io penso che lui la riforma l'abbia vista a grandi linee proprio per i suoi impegni che ha. Non voglio sostituirmi al lavoro che lui magari non ha potuto fare dando una lettura a questa riforma, però volevo segnalarle una cosa, Sindaco. Proprio una grossissima contraddizione di questa riforma è emersa stamattina, alle battute iniziali, ossia tutte le Circoscrizioni hanno inviato più o meno una serie di emendamenti, però uno era, praticamente, la concatenazione di un ragionamento, ossia il fatto che all'interno delle Circoscrizioni si vengono a ridurre, in base a questo nuovo Regolamento, l'apporto dei coordinatori. Questo è stato praticamente il leitmotiv che hanno segnalato negli emendamenti tutti i Presidenti, i Consiglieri e i coordinatori. Perciò, diciamo che è una richiesta che veniva dal basso, poi nella votazione finale, purtroppo, è stato riconfermato l'impianto che ci appresteremo poi a votare. Diciamo che questa è stata già una cartina di tornasole rispetto al volere della periferia, dei Consiglieri di Circoscrizione, ma c'era anche una logica in quello che loro chiedevano, perché non è possibile aumentare il territorio e ridurre i coordinatori; questi coordinatori non hanno neanche il diritto e l'agibilità per quanto riguarda l'assentarsi dal lavoro senza giustifica, perciò storicamente il ruolo più pesante, il ruolo più sacrificato è sempre stato quello dei coordinatori, noi non solo abbiamo cercato con la nuova riforma di agevolare il loro apporto, ma glielo abbiamo acuito e abbiamo sicuramente peggiorato la situazione, tant'è che adesso si ritroveranno, in base a quello che abbiamo votato oggi, si ritroveranno a dover gestire Circoscrizioni più ampie e non saranno più sei coordinatori ma saranno quattro, perciò qua... PORCINO Giovanni (Presidente) Ha terminato, grazie. Sindaco, il Consigliere Greco Lucchina chiede il parere della Giunta su questo emendamento. Il parere della Giunta è favorevole. Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. S241: presenti 32, astenuti 2, favorevoli 28, contrari 2. L'emendamento n. S241 è approvato. PORCINO Giovanni (Presidente) Passiamo all'analisi dell'accorpamento degli emendamenti dal n. S270 al n S298. La parola al Consigliere Tronzano. TRONZANO Andrea Capogruppo Paolino, Presidente, abbiamo votato sì all'emendamento prima da voi presentato, perché toglie il numero delle Circoscrizioni e lascia - articolo n. 54, comma 1 - "il Comune si articola in Circoscrizioni". Questa mi pare una cosa importante, in linea con quello che personalmente ritengo sarebbe la soluzione migliore per tutti, soprattutto per la democrazia rappresentativa, per gli eletti e anche perché non... risparmiare sulla democrazia non è mai un bel segnale andando nella direzione dell'antipolitica, non è mai un bel segnale. Articolo n. 55, quindi io spero sempre Capogruppo Paolino, Sindaco, Assessore, che a qualche putno si arrivi, mancano ancora 16 ore e 40 minuti di votazioni, solo di Statuto tra l'altro. Articolo n. 55, Consiglio di Circoscrizione: "Il Consiglio di Circoscrizione è l'organo rappresentativo della collettività della Circoscrizione nell'ambito dell'unità del Comune, esso, cioè il Consiglio di Circoscrizione è titolare in via ordinaria delle funzioni di indirizzo e controllo su tutte le materie di competenza delle Circoscrizioni, approva gli atti fondamentali della Circoscrizione, Bilancio, Conto Consuntivo, i provvedimenti di natura programmatoria e circoscrizionale e tutti gli atti di indirizzo nonché i pareri richiesti alle Circoscrizioni dagli Assessorati centrali. Comma 3, ai Consiglieri di Circoscrizione si applicano in quanto compatibili ed in relazione alle rispettive competenze le norme previste per i Consiglieri Comunali dall'articolo n. 34", eccetera. Vi faccio solo notare l'Allegato alla deliberazione del Regolamento sul decentramento che prevede tutta una serie di competenze... questo è il Regolamento del decentramento sul quale dobbiamo ancora votare, ci saranno 180 votazioni, questo è l'Allegato al decentramento, guardate quante competenze hanno le Circoscrizioni, guardate il numero delle Circoscrizioni, sette invece di dieci, 150.000 abitanti invece di 100.000, guardate il numero di coordinatori, quattro invece di sei, guardate e pensate a che cosa si troverà di fronte il prossimo Sindaco di questo Città, si troverà di fronte a un passaggio pletorico, appesantito tra l'altro dai Consiglieri di quartiere che non ho ben capito cosa saranno, ma immagino che cosa diventeranno, sette Circoscrizioni, quattro coordinatori, un Presidente o Super Presidente... PORCINO Giovanni (Presidente) Il tempo a sua disposizione è terminato. La parola al Consigliere Carbonero. CARBONERO Roberto Solo per riposarmi un attimo sui vari concetti della riforma che stancano solo a pensarci per quanto siete riusciti in qualche modo a farla diventare pesante. Stavo pensando di fare un cenno sulla democrazia. "Secondo un'antica definizione scolastica, la politica è l'arte di governare le società. Il termine di derivazione greca da polis, città, si applica tanto all'attività di coloro che si trovano a governare quanto al confronto ideale finalizzato all'attività di governo o di opposizione. Volendo tentare una definizione, potremmo dire che la politica è quell'attività umana che si esplica in una collettività il cui fine ultimo è incidere sulla distribuzione delle risorse materiali e immateriali. Altre definizioni che si basano su aspetti peculiari della politica sono state date da numerosi teorici. Per Max Weber, ad esempio, la politica non è che l'ispirazione al potere e monopolio legittimo dell'uso della forza, per David Easton essa è la allocazione di valori imperativi nell'ambito di una comunità, per Giovanni Sartori la politica è la sfera delle decisioni collettive sovrane.". Per Silvio Viale una pagliacciata. "La democrazia, dal greco demos, popolo, e cratos, potere, etimologicamente significa governo del popolo ovvero sistema di governo in cui la sovranità è esercitata direttamente o indirettamente dall'insieme dei cittadini che ricorrono ad una votazione. Il concetto di democrazia non è cristallizzato in una sola versione o in un'unica concreta traduzione, ma può trovare e ha trovato la sua espressione storica in diverse espressioni e applicazioni, tutte caratterizzate peraltro dalla ricerca di una moralità capacità di dare al popolo la potestà effettiva di governare e nella quale il rapporto tra la maggioranza e la minoranza è improntata alla reciproca tutela. La prima classificazione della democrazia può essere tra democrazia diretta e democrazia indiretta. Nella democrazia diretta o partecipativa il potere sovrano è esercitato direttamente dal popolo come avviene nell'antica Grecia dove i cittadini si riunivano nell'agorà, oggi la piazza, per discutere attivamente di leggi o posizioni politiche da prendere. Nella democrazia indiretta o rappresentativa il potere sovrano è esercitato da rappresentanti eletti dal popolo, ad esempio l'Italia è una Repubblica parlamentare quindi a democrazia indiretta e i cittadini sono liberi di candidarsi per diventare rappresentanti qualunque sia il loro stato sociale. La democrazia rappresentativa è una forma di governo nella quale gli aventi diritto al voto eleggono i rappresentanti per essere governati.". Quindi noi facciamo parte della democrazia indiretta. Certo è che in queste condizioni... PORCINO Giovanni (Presidente) Il tempo a sua disposizione è terminato. La parola al Consigliere Ricca. RICCA Fabrizio "La necessità di procedere, in un quadro politico-istituzionale ed economico- finanziario radicalmente mutato,negli ultimi anni, per gli Enti pubblici ed i Comuni, alla definizione di un nuovo assetto amministrativo ed organizzativo delle Circoscrizioni torinesi ha visto in quest'ultimo periodo una serie di accurate ed approfondite tappe di analisi e discussione volte a costruire un nuovo modello che coniughi l'aggiornamento giuridico normativo, la razionalizzazione dei costi complessivi, ottimizzazione delle competenze in ambito decentrato e nel contempo salvaguardi la tradizione storica del partecipazionismo - ma dove - cittadino, mantenga e sviluppi, pur con una oramai riduzione del numero compessivo di Circoscrizioni - che ci costa più del risparmio delle stesse Circoscrizioni -, le ampie potenzialità e servizi offerti ai cittadini dalle sedi circoscrizionali - non è vero, abbiamo tagliato 1,5 milioni di Euro ai Bilanci circoscrizionali negli ultimi quattro anni - ed assicuri in definitiva di un rilancio più compatibile alle unità politico- territoriali torinesi in una più aderente e moderna applicazione dei principi di sussidiarietà, differenziazione ed adeguatezza - ma cosa vuol dire? - ormai pienamente inseriti nella nuova cornice costituzionale, legislativa e ordinamentale.". Qualcuno ha scritto davvero questa cosa qua. "A tale scopo è stata istituita, con provvedimento deliberativo del 17 febbraio 2014, la Commissione Consiliare Speciale sul Decentramento.". PORCINO Giovanni (Presidente) Ha terminato il tempo a sua disposizione. La parola al Consigliere Berthier. BERTHIER Ferdinando Il paradosso, in tutta questa struttura nuova di decentramento, è che laddove si va a ridurre non ci sta in automatico ridurre il numero dei coordinatori, dei Consiglieri, perché non è questo il modo di risparmiare, anche perché io credo che chi fino a oggi, non dappertutto, ma nella stragrande maggioranza delle Circoscrizioni, i Consiglieri e i coordinatori fossero abbastanza impegnati sul loro territorio, perché, poi, per territorio intendiamo il numero di abitanti. Forse l'unica discrepanza potevamo trovarla nella Circoscrizioni 10 dove effettivamente il numero degli abitanti è abbastanza evidente che è più basso rispetto alla media di tutte le altre Circoscrizioni. Proprio volendo, l'accorpamento lì ci stava anche, però, al contrario adesso ci troveremo ad avere Circoscrizioni con 190-200.000 abitanti, quindi sicuramente l'impegno profuso dai coordinatori e dai Consiglieri, a parte il fatto che i Consiglieri è importante che siano equamente rappresentati dai loro partiti e anche in dimensione di quello che valgono sul territorio, di quello che contano sul territorio, ma i coordinatori, non dico che dovranno lavorare dalla mattina alla sera, però un certo tipo di sovrapposizione di lavoro ci sarà. Quindi, ammesso e non concesso che i 75 Consiglieri Comunali, tre Presidenti in meno possano starci, e poi ancora perché l'abbiamo già ampiamente sviscerato in largo e in lungo che non sono tutto questo risparmio sulla massa di milioni che vengono spesi annualmente sulle Circoscrizioni, quella di ridurre il numero dei soggetti che devono operare sul territorio mi sembra una stupidaggine. Scusate, stupidaggini non è offensivo, è un modo di dire, vuol dire che è una leggerezza, nella smania di ridurre si va, invece che a migliorare un lavoro sul territorio, a peggiorare. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola, sull'ordine dei lavori, al Consigliere D'Amico. D'AMICO Angelo Intanto per chiedere scusa all'Aula per il mio atteggiamento verbale di prima e, poi, visto che sono stato richiamato e anche ieri ho utilizzato un linguaggio non troppo consono a questa Aula, volevo solo sapere, Presidente, quante volte ho a disposizione ancora per poter sbagliare prima di poter essere cacciato, cioè se quella mia cosa detta ieri e quella detta oggi si accumulano o meno. Per capire, non è uno scherzo, io sono fatto così, viaggio d'impeto e quindi non vorrei ricadere un'altra volta in quell'errore ed essere espulso dall'Aula. PORCINO Giovanni (Presidente) Consigliere, io tenderei ad evitare in ogni caso. Preferirei non arrivare fino all'espulsione per gestire una seduta fino adesso tranquilla e la inviterei in ogni caso a mantenere un contegno urbano. La parola al Consigliere Greco Lucchina. GRECO LUCCHINA Paolo Ci eravamo lasciati per commentare sul tema della sussidiarietà e io riprenderei da quello che avevo letto per poi far riferimento all'articolo n. 43 che un po' smentisce quanto il principio di sussidiarietà stesso, nella sua enunciazione, dice: "Il principio di sussidiarietà è un principio che si è progressivamente affermato all'interno dei vari ambiti della società moderna e contemporanea. In modo generale, la sussidiarietà non può essere definita come quel principio regolatore per cui, se un ente inferiore è capace di svolgere bene un compito, l'ente superiore non deve intervenire ma può eventualmente sostenerne l'azione. Gli ambiti più tipici in cui si realizza la sussidiarietà sono la scienza politica e l'ordinamento giuridico, tanto che lo stesso principio può essere assunto come un vero e proprio principio giuridico.". Se noi andiamo a leggere l'articolo 43 del primo allegato, dove sostanzialmente in quella che viene definita l'attività consultiva delle Circoscrizioni dice: "il Consiglio Circoscrizionale esprime parere obbligatorio sulle proposte di deliberazione concernente le deliberazioni di revisione dello Statuto, gli schemi di Bilancio Preventivo annuale, pluriennale...", insomma tutta quella enunciazione sostanzialmente, la proposta di emendamento della Giunta che fa riferimento, cita testualmente: "eliminare il periodo in caso di parere sfavorevole ai predetti atti urbanistici, Piano Regolatore, Variante al piano di Piani esecutivi e di piani pluriennali, convenzioni urbanistiche, l'Amministrazione centrale è tenuta a controdedurre per la successiva presa d'atto del Consiglio Circoscrizionale. Qualora entro 15 giorni il Consiglio Circoscrizionale non ne prenda atto mutando il parere in favorevole, l'Amministrazione centrale può procedere con l'approvazione degli atti in parola." Il tema è, alla luce di quello che è un rivendicare questo decentramento in termini di sussidiarietà, quello che viene scritto rispetto a quello che è il principio di sussidiarietà così come viene etimologicamente inteso, va a smentirlo totalmente. Qui ci dice, per quanto i pareri delle Circoscrizioni non siano vincolanti, l'Amministrazione centrale sostanzialmente si arroga il diritto entro 15 giorni di prendere la situazione in mano e procedere rispetto a quelle che sono le valutazioni che l'Amministrazione centrale arroga in capo a sé. Allora è proprio questo lo stridere di questa riforma, si dice a voce che c'è il principio di sussidiarietà e poi nei fatti questo non si mette in essere. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola, sull'ordine dei lavori, al Consigliere Marrone. MARRONE Maurizio Era solo per segnalare alla Presidenza l'opportunità di verificare se il Collega Viale si sente bene, perché prima lo abbiamo visto steso su divani in Sala Congregazioni e adesso lo vedo un po' abbattuto, volevo solo sincerarmi che gli Uffici o la Presidenza verificassero che vada tutto bene. PORCINO Giovanni (Presidente) Il Collega Viale conferma che è concentrato sugli interventi. La parola, sull'ordine dei lavori, al Consigliere Berthier. BERTHIER Ferdinando Sta prendendo le forze per quando si discuterà il suo emendamento. Volevo solo segnalare che, visto che abbiamo un momento magico in questa Aula, dove abbiamo una cospicua presenza da parte della maggioranza, ci sono gli Uffici, ci sono i Dirigenti, ci sono anche io, possibile che non ci sia nessuno della Giunta? Non è che abbiamo un Assessore in tutto il Comune, ne abbiamo un certo numero, queste deliberazioni rappresentano anche i loro campi di azione. Un Assessore. Si mettano d'accordo. PORCINO Giovanni (Presidente) Ha ragione Consigliere, pare che siano fuori, li richiamiamo chiedendo la presenza in Aula. La parola al Consigliere Marrone. MARRONE Maurizio Approfitto per continuare l'intervento rispetto a quelle che sono le criticità che noi contestiamo a questa riforma. Il fatto di aver deciso deliberatamente di non considerare quali fossero poi le richieste che arrivavano dai Consigli, ricordiamo che come ogni modifica di Regolamento, in questo caso di Statuto, al di là del Regolamento di decentramento, sono stati chiesti i pareri alle Circoscrizioni, che sono poi l'oggetto immediato di questa riforma. Io vorrei ricordare che ogni singolo Consiglio Circoscrizionale, e vorrei ulteriormente ricordare che sono tutti dello stesso colore della maggioranza che regge questa Amministrazione Comunale, ha espresso sì dei pareri positivi, ma tutti condizionati. Cosa vuol dire parere favorevole condizionato? Non è un sì a scatola chiusa, non è una delega in bianco, è un sì che va considerato sì solo nel rispetto di determinate condizioni. Guardate, io già mi limito anche a rimproverare in questo frangente le responsabilità delle presidenze delle Circoscrizioni, che invece di concordare una linea di condizionamento all'Aula, ognuno ha portato la propria versione di bottega e ha posto ciascuna delle condizioni di riaccorpamento dei quartieri, ovviamente favorevole alla propria Circoscrizione e non compatibile con le altre, però, da un punto di vista strettamente politico, rimane un punto. Queste osservazioni, queste condizioni poste dai Consigli di Circoscrizione non sono stati rispettati da questo testo e non lo sono neanche a maggior ragione alla luce dell'approvazione degli emendamenti, il che vuol dire che il parere, se condizionato, si trasforma in un parere negativo nella misura in cui quest'Aula non raccoglie le condizioni poste. Io vorrei, tra i vari interventi, ricordare che quest'Amministrazione, questa maggioranza del Consiglio Comunale, perché vi state assumendo la responsabilità di imporre un tale cambiamento senza una condivisione corale con le altre forze politiche, lo sta facendo anche contro il parere, perché un parere positivo condizionato, senza il rispetto delle condizioni, equivale a negativo, come ricordavo, a un parere negativo dei vari Consigli di Circoscrizione. Poi, che ognuno alla fine abbia fatto la sua parte e che i singoli amministratori del territorio purtroppo, temo, e dimostreranno un po' la consueta pusillanimità, almeno mi riferisco a quelli di maggioranza, nel dire io c'ho provato, io c'ho provato, peccato che compagni cattivi che stanno in Comune non l'hanno voluto ascoltare. Noi siamo abituati a queste pantomime ed è un peccato che poi a pagarlo saranno le future generazioni di amministratori eletti negli enti decentrati, ed è un vero peccato perché, lo voglio ricordare, io se c'è un passaggio che ho condiviso dell'intervento del Capogruppo Paolino era la consapevolezza che davvero c'è una grande funzione di scuola, di gavetta e di formazione nella classe dirigente territoriale nelle Circoscrizioni... PORCINO Giovanni (Presidente) Ha terminato il tempo a sua disposizione. La parola al Consigliere Liardo. LIARDO Enzo Due minuti? Il Collega che mi ha preceduto del mio Gruppo ha parlato per tre minuti... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Ci mancherebbe, c'è veramente una certa sintonia nel Gruppo. Volevo solo sottolineare l'aspetto che quando sono intervenuti i miei Colleghi di partito lo hanno sempre fatto in maniera sicuramente mirata, ieri poi l'exploit della Consigliera Furnari è stato emblematico nei confronti del Capogruppo Paolino. Chiuso questo aspetto, mi piacerebbe in qualche modo capire se ci stiamo ancora barcamenando sul discorso del numero delle Circoscrizioni o siamo andati oltre. Eravamo andati oltre, ma mi sembra che rispetto agli emendamenti, che in una battuta non so assolutamente a cosa ci riferiamo... La cosa che però logisticamente non si può fare è capire come sono in realtà questi accorpamenti, perché è da un po' che ce lo stiamo chiedendo però è difficile. Se poi magari... chiamo in causa, se vogliono, ma non sono assolutamente obbligati, a spiegarci, non so il dottor Ferrari oppure il dottor Penasso, quali sono queste dinamiche che ci sfuggono perché non riusciamo neanche a sapere qual è l'oggetto. Manca la Giunta e mi sembra che questo sia in ordine l'ultimo intervento, di conseguenza poi chiederò anche il parere della Giunta. Io vorrei che lei, Presidente, si premunisse di avere il parere della Giunta, chiedendolo a verbale. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola, sull'ordine dei lavori, al Consigliere Ricca. RICCA Fabrizio Come chiesto prima dal Consigliere Altamura, reitero la richiesta di avere la Giunta in Aula. PORCINO Giovanni (Presidente) Abbiamo già detto che abbiamo chiamato la Giunta, è una discussione che abbiamo affrontato già ieri, la presenza non è obbligatoria ma è opportuna, per questo sollecitiamo, ma nel frattempo proseguiamo con i lavori. La parola alla Consigliera Ambrogio. AMBROGIO Paolo È stato ripreso prima dal mio Collega il ragionamento rispetto alla partecipazione anche all'interno delle Circoscrizion e uno dei motivi che stavano all'origine di questa riforma era proprio intervenire in un momento in cui si manifestava, di fatto, una scarsa partecipazione da parte dei cittadini ai lavori delle Commissioni Circoscrizionali, all'attività vera e propria della Circoscrizione. Una scarsa partecipazione che, di fatto, deriva non, secondo quello che ci dice il Capogruppo Paolino, da una divisione territoriale che per me nulla ha a che vedere con l'affluenza o meno da parte dei cittadini nella sede di una Circoscrizione, ma semplicemente dalla incapacità che c'è stata in questi anni di dare delle risposte ai cittadini. L'incapacità non derivava da una incapacità di per sé del singolo amministratore o del Direttore della Circoscrizione o dei dirigenti o degli altri funzionari, assolutamente, l'incapacità derivava da una carenza di funzioni delegate e decentrate al territorio e anche dalla mancanza di coordinamento con la sede centrale. Questo ha determinato molto spesso una sorta di malessere nei cittadini... PORCINO Giovanni (Presidente) Ha terminato il tempo a sua disposizione. La parola al Consigliere D'Amico. D'AMICO Angelo Sollecitato dalla Collega Centillo, che non aveva compreso bene l'aspetto relativo alla democrazia, allora se mi permette, Collega, glielo ribadisco. "La democrazia, che dal greco demos significa popolo e cratos potere, etimologicamente significa governo del popolo, ovvero sistema di governo in cui la sovranità è esercitata direttamente o indirettamente dall'insieme dei cittadini che ricorrono ad una votazione. Il concetto di democrazia non è cristallizzato in una sola versione o in un'unica concreta traduzione ma può trovare e ha trovato la sua espressione storica in diverse espressioni ed applicazioni, tutte caratterizzate peraltro dalla ricerca di una modalità capace di dare al popolo la potestà effettiva di governare e nella quale il rapporto tra la maggioranza e la minoranza è improntato sempre alla reciproca tutela. La prima classificazione della democrazia può essere tra democrazia diretta e democrazia indiretta. Nella democrazia diretta o partecipativa il potere sovrano è esercitato direttamente dal popolo, come avveniva nell'antica Grecia, dove i cittadini si riunivano nell'agorà, oggi la piazza, per discutere attivamente di leggi o posizioni politiche da prendere. Nella democrazia indiretta o rappresentativa il potere sovrano è esercitato da rappresentanti eletti dal popolo, ad esempio...", anche se qua porta l'esempio dell'Italia, ma in questo caso non è un bell'esempio perché oggi l'Italia ha un premier che non è stato eletto dal popolo... PORCINO Giovanni (Presidente) Grazie, Consigliere. Non ho altri Colleghi iscritti, procediamo con la votazione. D'AMICO Angelo No, Presidente, vorrei chiedere il parere della Giunta su questo emendamento, è fondamentale. PORCINO Giovanni (Presidente) Non posso che dare la stessa risposta, Consigliere, la Giunta non è presente, non è vincolante, attendiamo che arrivi, confidiamo che arrivi in tempi rapidi. Non è vincolante il parere della Giunta, ovviamente. È materia di Consiglio, delibera di iniziativa consiliare. Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione l'accorpamento degli emendamenti dal n. S270 al n. S298: presenti 25, contrari 25. L'accorpamento degli emendamenti dal n. S270 al n. S298 è respinto. PORCINO Giovanni (Presidente) Passiamo all'analisi dell'accorpamento degli emendamenti dal n. S299 al n. S418, esclusi gli emendamenti nn S300, S306bis e S339. La parola al Consigliere Tronzano. TRONZANO Andrea Nello scorso emendamento, forse due votazioni fa, è stato tolto il numero delle Circoscrizioni dallo Statuto. Io ribadisco l'attenzione che, secondo me, è mancata nei confronti degli organi elettivi di questa Città, nei confronti della politica che è l'unica che continua a metterci la faccia, ma che è l'unica che continua ad essere penalizzata, senza tagliare i veri costi all'interno del sistema delle Circoscrizioni. "Articolo n. 56, elezione del Consiglio Circoscrizionale: il Consiglio di Circoscrizione è composto da 25 componenti e viene eletto a suffragio universale diretto con le modalità descritte dai commi successivi. I Consigli Circoscrizionali sono eletti contemporaneamente al Consiglio Comunale, anche nel caso di suo scioglimento anticipato, salvo i casi di scioglimento anticipato di cui all'articolo n. 57, e restano in carica per la durata del mandato del Consiglio Comunale. Essi esercitano le loro funzioni sino all'elezione dei nuovi, limitandosi, dopo la pubblicazione del decreto di indizione dei comizi elettorali per il rinnovo del Consiglio Comunale, ad adottare gli atti urgenti ed improrogabili. Il seggio, che durante il quinquennio divenga vacante per qualsiasi causa, anche se sopravvenuta, è attribuito al candidato che nella medesima lista segua immediatamente l'ultimo eletto. Le disposizioni di termini per la procedura di surroga sono disciplinati dal Regolamento per il decentramento. L'elezione per il Consiglio Circoscrizionale si svolge nei giorni e con le modalità stabilite dalla Legge. L'elezione dei Consigli Circoscrizionali si effettua con il sistema maggioritario, sulla base di liste, ciascuna delle quali comprenda un numero di candidati non superiore al numero dei Consiglieri da eleggere e non inferiore ai tre quinti degli stessi. Ai sensi della Legge 23 novembre 2012 n. 215, le modalità di elezione dei Consigli Circoscrizionali e la nomina o la designazione dei componenti degli organi esecutivi sono comunque disciplinati in modo da garantire il rispetto del principio della parità di accesso delle donne e degli uomini alle cariche elettiva. Nelle liste dei candidati nessuno dei due sessi può essere rappresentato in misura superiore a due terzi, con l'arrotondamento all'unità superiore qualora il numero dei candidati del sesso meno rappresentato da comprendere nella lista contenga una cifra decimale inferiore a 50 centesimi. Ciascun elettore può altresì esprimere nelle apposite righe stampate, sotto il medesimo contrassegno, uno o due voti di preferenza, scrivendo il cognome di non più di due candidati compresi nella lista da lui votata. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola al Consigliere Greco Lucchina. GRECO LUCCHINA Paolo Mi rendo conto che questa giornata risulta essere anche un po' noiosa per il dibattito, però, nel rileggermi quello che è l'esercizio di ostruzionismo che stiamo facendo, mi sono reso conto che, se di ostruzionismo tecnico si tratta, i Gruppi consiliari di minoranza stanno eseguendo questo esercizio con estrema meticolosità, centrando tutte quelle che sono le caratteristiche dell'ostruzionismo tecnico. Infatti, nelle assemblee "si chiama ostruzionismo il disegno dilatorio messo in atto dai Gruppi di minoranza per ritardare o impedire l'approvazione di una legge. In altre parole si tratta di una procedura parlamentare che rallenta l'andamento per la decisione e attuazione di leggi. Spesso l'ostruzionismo e l'unica arma parlamentare in mano alle opposizioni e può essere sia tecnico o legale, sia violento. Vi è infine l'ostruzionismo sindacale, attuato da parte dei lavoratori come forma di protesta". Se andiamo a vedere le caratteristiche di quello che è l'ostruzionismo tecnico, diciamo che si ha "quando le minoranze fanno ricorso alle norme regolamentari ed agli usi parlamentari, cioè propongono sospensive pregiudiziali tendenti a rinviare o a bloccare la discussione, iscrivono a parlare il numero più grande possibile di oppositori per discorsi lunghissimi, presentano numerosissimi ordini del giorno ed emendamenti (ognuno dei quali va discusso e votato), richiedono frequentemente la verifica del numero legale". Insomma, io credo che, in questo esercizio messo in atto dalle minoranze consiliari, ci sia riconosciuto quello è che tutto il tecnicismo di un ostruzionismo, che evidentemente è l'arma che noi possiamo esercitare in quest'Assemblea come Gruppi di minoranza. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola al Consigliere Carbonero. CARBONERO Roberto I testi sacri portati in lettura dal Consigliere D'Amico mi hanno suscitato un po' di curiosità e allora, oltre a cercare cosa volesse dire, o meglio, la definizione di "democrazia", sono andato a vedere sulla Treccani, che non è pasta e ceci, è la Treccani. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Così non mi potete neanche dire che l'ho preso da Wikipedia. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Ecco, "Treccani"... sono il moltiplicatore di una certa maggioranza, ma... Detto questo, vi spiego la definizione di "decentramento" sulla Treccani, perché secondo me è estremamente interessante. Nel Diritto il decentramento è la "dislocazione di poteri e/o funzioni tra i diversi soggetti e organi dell'organizzazione amministrativa, al fine di raccordare le esigenze della collettività agli enti a essa più vicini. Si contrappone al fenomeno dell'accentramento e può assumere connotazioni diverse a seconda del soggetto cui sono trasferite le funzioni". Posto che siamo tutti soggetti pensanti, già questa cosa dovrebbe un minimo farvi riflettere. "Si definisce decentramento burocratico od organico la traslazione di competenze da organi centrali a organi periferici appartenenti allo Stato (per esempio le prefetture), mentre per decentramento autarchico o istituzionale si intende il conferimento di compiti pubblici a enti territoriali separati dallo Stato (per esempio gli Enti Locali) e con l'espressione decentramento per servizi, l'attribuzione di compiti specializzati e funzioni a soggetti (spesso creati appositamente) non territoriali, separati dallo Stato (per esempio, Enti Pubblici e aziende o agenzie autonome). Sviluppo del decentramento amministrativo. Il decentramento amministrativo costituisce uno dei principi fondamentali dell'organizzazione amministrativa e un corollario dell'ordinamento democratico, essendo finalizzato a realizzare la partecipazione effettiva della collettività all'esercizio e alla cura degli interessi pubblici attraverso l'esercizio diretto delle funzioni amministrative. È enunciato dall'articolo 5 della Costituzione, in base al quale 'la Repubblica Italiana, una e indivisibile,...'" - questo è ancora da vedere -, "'...riconosce e promuove le autonomie locali e attua nei servizi che dipendono dallo Stato il più ampio decentramento amministrativo; adegua i principi ed i metodi della sua legislazione alle esigenze dell'autonomia e del decentramento'. L'articolo 97, comma 2, specifica che 'nell'ordinamento degli uffici sono determinate le sfere di competenza, le attribuzioni e le responsabilità proprie dei funzionari'; il principio del decentramento è altresì previsto agli articoli 114-133, Titolo V, parte II..."... PORCINO Giovanni (Presidente) Grazie, Consigliere. La parola al Consigliere Ricca. RICCA Fabrizio Presidente, pensi che addirittura nella proposta di deliberazione c'era scritto che "la Commissione ha operato in dialettica costante con la Giunta Comunale,...", io vorrei far sottolineare che è la Giunta che ha dato indicazioni alla maggioranza all'interno della Commissione, facendo addirittura uscire articoli sui giornali mentre la Commissione iniziava a lavorare, "...gli uffici della Città..." questo è vero, "...ed i Presidenti di Circoscrizione...", tanto che, quando poi sono arrivati i pareri, Presidente, li hanno bocciati, perché alla fine è vero che è passato l'emendamento con i pareri delle Circoscrizioni, che chiedevano delle cose, invece la maggioranza ha deciso di farne altre, "...ed ha varato alcune modifiche dello Statuto della Città che si rendono necessarie alla luce di questa appassionata fase di dibattito..." ma chi è che è appassionato di questo?! Le vostre facce fanno capire quanto sia appassionato questo dibattito. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Io non sono appassionato, Presidente, io sono convinto che questa Riforma si possa votare anche stasera, basta che tagliamo gli emolumenti a tutti i Consiglieri e l'indennità dei Presidenti e poi la votiamo anche stasera, non è assolutamente un problema. Presidente, pensi che andremmo risparmiare 2.300.000 Euro all'anno, che potremmo andare ad inserire - come abbiamo proposto noi - all'interno del Fondo SalvaSfatti. Pensi quanti sono 2.300.000 Euro all'interno di quel capitolo di Bilancio, che è fortemente in difficoltà! Anzi, io poi vi consiglio di vedere la variazione di Bilancio che è stata liberata dall'ultima Giunta, e di vedere quali sono i fondi destinati alle politiche sociali, forse a quel punto ci si potrà rendere conto di quanto valgano 2 milioni di Euro in più rispetto a quello che è il lavoro delle Circoscrizioni, che, così come le state disegnando, diventeranno totalmente inutili, perché il Consiglio verrà esautorato da tutte le sue competenze, in quanto, con una Giunta di rilevanza esterna, la Giunta deciderà e poi arrivederci e grazie. Il Consiglio sarà solamente lì per schiacciare i bottoni. PORCINO Giovanni (Presidente) Grazie, Consigliere. La parola alla Consigliera Ambrogio. AMBROGIO Paola Riprendo anche io il ragionamento iniziato dal Consigliere Ricca rispetto a questi Consigli che sono stati svuotati e saranno svuotati dei loro poteri, perché, dando comunque rilevanza esterna anche agli Assessori, ai quattro coordinatori, finirà che le decisioni verranno prese tutte tra Presidente e Giunta, esattamente come avviene oggi in Consiglio Comunale, dove per le cose principali, dove c'è un po' di ciccia, passa tutto in Giunta e il Consiglio perde del suo valore e quindi anche della sua funzione di controllo rispetto all'operato dell'Amministrazione. Questa è di nuovo una delle motivazioni che ci porta ad esprimere la nostra contrarietà al documento che ci viene proposto oggi, documento che non ha avuto neanche il parere favorevole dei territori, delle 10 Circoscrizioni attualmente esistenti, che ha avuto l'opportunità di prevedere un modello istituzionale e organizzativo nuovo, più moderno, più efficace e più efficiente, e invece ha presentato una Riforma abbozzata, che per qualcuno è meglio di niente, per noi non è così. Per noi sarebbe stato meglio fare un lavoro che sarebbe dovuto iniziare già diverso tempo fa, innanzitutto condiviso, perché la minoranza ha partecipato alla Commissione di lavoro del Decentramento, per carità, però non ha visto accolti alcuni punti fondamentali e alcune proposte fondamentali, che sono anche quelle che provenivano dai territori e dai Presidenti di Circoscrizione che hanno partecipato ai lavori e che si sono visti bocciare - qualcuno l'abbiamo già bocciato e qualcuno lo bocceremo nelle prossime ore, con gli ulteriori emendamenti - le proposte che erano avanzate con il documento che proveniva proprio dai Presidenti. PORCINO Giovanni (Presidente) Grazie, Consigliera. La parola al Consigliere Marrone. MARRONE Maurizio Visto che vengo sempre giustamente interrotto dal Presidente allo scadere dei minuti, cercherò continuare il mio intervento precedente. Stavo citando il Consigliere Paolino, che aveva detto che dalle Circoscrizioni esce comunque una scuola di formazione di classi dirigenti: è vero, perché alla fine scoprire che cosa significa relazionarsi davvero con la cittadinanza, seguire la presenza sul territorio, seguire anche la logica del reperimento delle preferenze, intese in modo virtuoso, cioè di contatto reale con il consenso dei cittadini, che va conquistato e non comprato, vedete, tutte queste peculiarità sono un vero tesoro che rimpiangeremo amaramente, alla luce di quello che è l'orientamento che sta prendendo un sistema politico a livelli più alti, dove la cooptazione, la lista bloccata, i Collegi sono tutti meccanismi che vanno a mettere nelle mani di pochi leader di partito la formazione della classe dirigente, che deve poi andare a governare, a rappresentare i territori, a dare una linea di indirizzo politico ai vari livelli istituzionali. Allora, vedete, io sono dell'idea che andare proprio a colpire i Consigli di Circoscrizione non sia davvero la scelta migliore, perché si restringe il novero dei partecipanti a questo livello di volontariato politico, quindi si rende ancora più elitario l'accesso, non voglio dire alla carriera, perché poi dire che noi abbiamo carriere è un po' peculiare, però in generale ad un percorso all'interno delle Istituzioni, un coinvolgimento diretto e protagonista nella decisione delle scelte sulla cosa pubblica, cioè tutti degli aspetti che andrebbero davvero salvaguardati con estrema attenzione, in una fase come l'attuale, da una parte di estrema autoreferenzialità della classe politica e dall'altra di assenza di risposte positive a questa negativa autoreferenzialità, se non la distruttività dell'antipolitica. |