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CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Riprendiamo l'esame della proposta di deliberazione n. mecc. 201502366/002, presentata dai Consiglieri Onofri, Alunno e La Ganga in data 4 maggio 2015, avente per oggetto: "Riforma del decentramento e della partecipazione - Modifiche allo Statuto della Città". CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Riprendiamo l'analisi dell'accorpamento degli emendamenti dal n. S220 al n. S226. La parola al Consigliere Liardo. LIARDO Enzo Io non voglio sollevare una polemica, ma tutti i Colleghi hanno visto che non c'è la presenza del Consigliere Ferraris; poi, per carità, può essere delegato... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Va bene, chiedo scusa. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) La parola al Consigliere D'Amico. D'AMICO Angelo Confermare che ho visto personalmente il Consigliere Ferraris entrare, votare e uscire. Però, è un atteggiamento da stigmatizzare. Nell'ordine dei lavori, Presidente, in merito a questo accorpamento le chiedo di conoscere il parere della Giunta. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Qual è il parere della Giunta? TEDESCO Giuliana (Assessora) Il parere della Giunta è favorevole. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione l'accorpamento degli emendamenti dal n. S220 al n. S226: presenti 22, contrari 21, favorevoli 1. L'accorpamento degli emendamento dal n. S220 al n. S226 è respinto. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Passiamo all'analisi dell'accorpamento degli emendamento dal n. S227 al n. S238. La parola al Consigliere Ricca. RICCA Fabrizio Io avrei preferito non intervenire, perché credo che sarebbe stato più bello provare a fare un discorso nel merito, ma, chiaramente, di fronte ai marameo della maggioranza, ci adeguiamo e spieghiamo che siamo contrari a questa riforma, l'abbiamo ripetuto ieri, lo continueremo a ripetere oggi, sia per come è nata, per come è stata costruita, per come è arrivata in Aula. Siamo dell'idea che, piuttosto che avere questa riforma, tagliamo completamente gli emolumenti di tutte le Circoscrizioni. Abbiamo fatto un conto, sono circa 2,5 milioni di Euro che potrebbero finire nel Fondo "salva sfratti", che potrebbero dare la possibilità a tante famiglie torinesi di risolvere tutta una serie di problemi. Chiaramente, di fronte all'accettazione da parte della maggioranza di questa nostra prerogativa, bene, noi immediatamente acconsentiremmo a votare sia lo Statuto che il Regolamento, già nella giornata di oggi. Io lo ripeto, perché sicuramente dobbiamo ricordarlo a quei pochi Consiglieri che degnano l'Aula della loro presenza, perché gli altri, evidentemente, sono troppo impegnati a farsi i fatti loro e a non seguire il dibattito, questo è anche il valore che danno al loro ruolo di Consigliere Comunale, perché io credo che esserci, fare una piccola pausa, magari, per esigenze fisiche sia concepibile, ma passare tutto il Consiglio Comunale fuori a pensare ad altro non renda merito. Forse, quei Consiglieri non dovrebbero ricevere il gettone di presenza, Presidente; forse è un po' utopistico pensare che chi ha un ruolo debba almeno far finta di essere interessato a quelle che sono le discussioni che quel ruolo gli impongono e penso che gli stessi Consiglieri che sono fuori a farsi i fatti loro siano quelli che hanno dato il contributo maggiore alla deliberazione, perché, forse, se si fossero attivati un po' di più, oggi non avremmo discusso uno Statuto che va completamente a togliere qualsiasi senso logico a quello che era lo Statuto precedente. Forse, non era perfetto, ma almeno lo Statuto di prima aveva un senso; oggi, Presidente, abbiamo, stiamo discutendo di uno Statuto, che non ha presente all'interno il numero degli Circoscrizioni. Lo Statuto della Città di Torino che, oggi, continuiamo a votare, che stiamo provando ad emendare, non ha presente il numero delle Circoscrizioni, tutto questo perché? Per dare la possibilità ad una parte della maggioranza di poterlo votare, perché, altrimenti, non avrebbero raggiunto la maggioranza qualificata. Credo che questo non sia degno di questa Città. Questo sarà un altro dei punti, perché io mi sto segnando tutti i punti per cui siamo contrari e finora abbiamo fatto quattordici votazioni; ricordo che è un giorno che discutiamo e in un giorno abbiamo fatto quattordici votazioni, quindi io credo che sarà ancora lunghissima e ci metteremo... CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Ha terminato, grazie. La parola al Consigliere Liardo. LIARDO Enzo Voglio anticipare che il mio intervento sarà della durata di 180 secondi, tre minuti, rispetto al Consigliere Greco Lucchina che in questo momento è fuori che sta consumando il pranzo, beato lui. Sarebbe bene ed opportuno, secondo me, sciogliere un nodo; se noi avessimo il coraggio tutti quanti di sciogliere questo nodo, potremmo - ripeto, faccio delle proposte di mediazione molto velate - potremmo pensare di fare un mezzo passo indietro e, magari, cercare di trovare una soluzione. Però, dov'è che ci andiamo a scontrare, dov'è questo punto insormontabile, sia da parte nostra che da parte vostra? Che andiamo - peccato che non ci sia il Presidente Porcino, anzi c'è, così lo rendo allegro - e andiamo a toccare una cosa che non si può toccare... CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Per cortesia, mi raccomando il linguaggio. LIARDO Enzo Presidente, ci sono le registrazioni e non mi sono mai permesso di fare affermazioni grasse, o pesanti, ho solo cercato di mimare, perché è lì la chiave di volta di tutta la situazione - non di Lavolta, ma la chiave di volta -, perché da quel gesto, questo qui, noi ci siamo guardati in faccia - ho ancora circa 40 secondi, magari lo spiegherò nel prossimo intervento - e abbiamo capito che era - non vorrei dirlo, perché poi qualcuno potrebbe pensare che io mi voglia ricondurre ad un discorso mafioso - una cosa di cosa nostra, ma non intesa come mafiosa, so che lei se ne intende molto come me per le origini che abbiamo... CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Mi permetto di correggerla, non è che me ne intendo, ma conoscendo. LIARDO Enzo A conoscenza, perché abbiamo quelle origini e mi sembra che possa essere nata da quelle zone, giusto? Non è offensivo, ci mancherebbe. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) La devo interrompere, perché è terminato il suo tempo. La parola al Consigliere Berthier. BERTHIER Ferdinando Mi fa specie, perché non tanto tempo fa, da qualche mese, si è cambiato il sistema della presenza nelle Commissioni e in Consiglio, per cui uno entra in Commissione o in Consiglio, firma; poi, è vero che possono esserci delle necessità primarie, per cui uno esce dall'Aula o dalla sede della Commissione e poi rientra, ma io ho visto, sia ieri che oggi, che il tempo di assenza di alcuni Consiglieri dall'Aula è nettamente superiore alla loro effettiva presenza. Anche perché queste nuove regole sono state fortemente volute anche dalla maggioranza, soprattutto anche dagli Uffici, perché è una questione di rispetto, cioè se io firmo e poi vado a fare gli affari miei fuori - lo vediamo in tanti uffici pubblici - e poi rientro... anzi, qui non rientrerebbe neanche nessuno se non fosse che suona la campanella e, magari, quando entrano non sanno neanche se si sta facendo una votazione su un emendamento o su altro. Addirittura, c'e qualcuno che li disturba mentre mangiano, chiacchierano, mentre fanno le cose loro, perché gli chiede l'appello e gli chiede almeno per un nano secondo la presenza. Questo per dirvi come è impostato tutto qui dentro, come sono state impostate le deliberazioni che stiamo discutendo e come si sta decidendo. Il discorso è che, quello che è stato scritto, quello che vediamo su questi testi è già stato deciso a priori; le votazioni sono pura formalità e, laddove ci si vuole interrompere, si interrompe con delle proposte come quelle di ieri sera di fare ancora un emendamento al massimo e poi andarsene a casa. Insomma, tutto è gestito esclusivamente da, neanche dalla maggioranza, ma da pochi della maggioranza, dagli Uffici, quindi tutto è già incanalato. Io spero, anzi, auspico a loro che, se questa Città dovesse cambiare colore, forse proveranno che cosa vuol dire rispetto e considerazione delle proposte dei Consiglieri di minoranza. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Le considerazioni le farà poi nel prossimo intervento. Volevo solo precisare, Consigliere Berthier, mi permetto, che gli Uffici fanno il loro dovere e quindi hanno il loro compito e le loro responsabilità, altra cosa sono i Consiglieri Comunali. Volevo solo ribadire il concetto. La parola al Consigliere D'Amico. D'AMICO Angelo È veramente surreale oggi trovarsi all'interno di quest'Aula deserta da parte di coloro che hanno portato in Aula un provvedimento e le stesse persone sono in giro per il Palazzo a gozzovigliare e a fare altro. È veramente uno spettacolo triste che regaliamo ai nostri cittadini, magari anche il nostro ostruzionismo non è sicuramente una cosa bella da usare, però è l'unico strumento che abbiamo per cercare di fermare il vostro modo strano e anomalo di amministrare la città. C'è, però, un altro aspetto che, in questi giorni, in Aula mi ha sfiorato - adesso so che creerà della polemica, però io sono abituato a dire sempre quello che penso e quindi lo farò anche in questa circostanza -. Ho un solo rammarico, in effetti, quello di condividere questo momento di ostruzionismo con delle altre forze politiche che io vedo distanti e mi riferisco al Consigliere Ricca e al Consigliere Carbonero, pur apprezzando il loro lavoro in Aula. Sapete, sono un uomo di destra, quindi per me la nazione e la patria vengono prima di tutto, e ovviamente la famiglia, e condividere questo aspetto con chi invece si è macchiato di voler fare il secessionismo, sicuramente questo un po' mi disturba, però d'altronde non li posso cacciare. Mi fermo qui, Presidente, io usufruisco di due minuti, perché i tre minuti li utilizzerà il Consigliere Tronzano. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Consigliere Carbonero, tre minuti o due? Due minuti, perché non c'era fatto personale, ma era un giudizio politico. Se vuole intervenire, ha due minuti. CARBONERO Roberto Presidente, giudizio politico? A me è sembrato un giudizio personale, poi il buon Consigliere D'Amico, al limite, si autocaccia, ma non mi caccia, perché prima che riesca a cacciarmi, sono abbastanza tosto ed è una battaglia dura. Detto questo, poi la pace, c'è abbastanza tempo. Prima, stavo parlando dei confini delle Circoscrizioni e stavo dicendo che sono un problema. Sono riusciti - anche in questo si dimostra la debolezza della maggioranza - ad aggregare le Circoscrizioni che non avevano grande peso, mentre quelle che resistevano, in quanto appunto di spessore e di sicuro feudo elettorale, non sono state toccate. È possibile che non si riesca, intanto perché una buona parte della stampa, quella di regime chiaramente, queste cose non le fa notare, non le evidenzia, perché, se la stampa è di regime, è di regime e non può essere libera, però è un problema. È giusto che i cittadini sappiano che gli viene stravolto in qualche modo un loro assetto, una loro abitudine; per carità, poi le abitudini ogni tanto disturbano, bisogna rinnovarsi, va tutto bene, ma che questo avvenga in funzione dei beceri interessi elettorali di alcuni Presidenti piuttosto che di alcuni Consiglieri piuttosto di quello che è la preoccupazione per il futuro assetto governativo della Città, mi sembra un po' eccessivo, anche perché, ripeto, va assolutamente a discapito inconsapevole dei cittadini. Qual è la capacità perversa di quest'Amministrazione? Quella di riuscire... CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Grazie, Collega Carbonero, ha terminato il tempo a sua disposizione. Prima di procedere, volevo giustificare l'assenza del Consigliere Marrone che ce l'ha comunicato. La parola al Consigliere Tronzano. Ha tre minuti, prego. TRONZANO Andrea Presidente di Circoscrizione, lettera: "I Presidenti hanno evidenziato la necessità di creare una vera netta separazione tra Consiglio e Giunta individuando la figura di un reale Presidente del Consiglio e non di una figura ambigua e sostanzialmente inutile di un Consigliere eletto per il solo compito di gestire l'ODG definito dal Presidente della Circoscrizione e la polizia del Consiglio, anch'essa convocata dal Presidente della Circoscrizione". In sostanza, o si ha il coraggio di separare nettamente le due funzioni, Consiglio e Giunta, o si riporta la gestione del Consiglio al Presidente della Circoscrizione senza introdurre figure di mediazione. La riduzione da sei a quattro membri di Giunta ha un senso se accompagnata da un'indennità di funzione degli appartenenti alla Giunta che sono chiamati ad occuparsi di più materie rispetto all'attuale su un territorio più vasto. "In mancanza di un'indennità e quindi di un maggior aggravio economico per le Amministrazioni, riteniamo che non si debba ridurre il numero delle attuali sei a quattro." Altra cosa disattesa; mi chiedo a cosa servono i documenti dei Presidenti. Sulle competenze attribuite c'è il sostanziale accordo dei Presidenti, con la richiesta di prevedere, per le future municipalità, l'onere della manutenzione ordinaria e straordinaria del verde orizzontale sulle aree assegnate del suolo per quanto riguarda la viabilità secondaria; sulle competenze, infine, occorrerà declinare in modo preciso quelle che nei documenti costituiscono un mero titolo assicurando come ovvio le risorse qualitative di personale necessario e le risorse economiche. Da ultimo, i Presidenti hanno richiesto di poter partecipare al tavolo di progettazione sia in termini di confini sia in termini di competenze delle future municipalità. Bilancio 2015. I Presidenti hanno avanzato una proposta di Bilancio 2015 in linea con il Consolidato 2014 e ribadiscono che tale cifra è incomprimibile. Non so che riforma abbiate fatto, comunque continuo a dire che c'è bisogno di risorse, voi tagliate sempre e solo sugli eletti e non su quelli che sono i veri costi di tutta questa operazione. Pagherete per questa scelta anche in termini di consenso con i vostri stessi Consiglieri. Queste ulteriori richieste di riduzione comportano la compressione anche delle cosiddette spese fisse, che già oggi per alcune Circoscrizioni superano il 70% del disponibile, in particolare per quanto riguarda le manutenzioni e gli impianti sportivi, la gestione diretta e arrivando a preconizzarne la chiusura. Richiede un impegno a salvaguardare quanto inserito nelle proposte di Bilancio e della loro invarianza nel corso dell'anno. Rimborso utenze. Il rinnovo delle concessioni degli impianti sportivi e le esternalizzazione di impianti ad oggi a gestione diretta comportano maggiori uscite per il rimborso delle utenze sportive previste dal Regolamento. Tale aggravio è insostenibile dalle Circoscrizioni che chiedono che tali rimborsi vengano esclusi dai costi delle Circoscrizioni e liquidati direttamente. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Grazie, Consigliere Tronzano. |