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Estratto dal verbale della seduta di Martedì 10 Novembre 2015 ore 14,00
Paragrafo n. 9
DELIBERAZIONE DI INIZIATIVA CONSILIARE 2015-02366
RIFORMA DEL DECENTRAMENTO E DELLA PARTECIPAZIONE - MODIFICHE ALLO STATUTO DELLA CITT?.
Interventi

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
Riprendiamo l'esame della proposta di deliberazione n. mecc. 201502366/002,
presentata dai Consiglieri Onofri, Alunno e La Ganga in data 4 maggio 2015, avente
per oggetto:

"Riforma del Decentramento e della Partecipazione - Modifiche allo Statuto della
Città".

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
Procediamo con l'esame degli emendamenti.
Passiamo all'analisi dell'accorpamento degli emendamenti dal n. S2 al n. S219,
compreso l'accorpamento dei subemendamenti dal n. 1 al n. 4 all'emendamento n.
S146 (esclusi i nn. S85, S86, S96, S107, S108, S138, S146 e S215).
La parola al Consigliere Ricca.

RICCA Fabrizio
È vero, avevamo votato all'unanimità, sperando di poter condividere una riforma del
decentramento tutti insieme. Poi è chiaro che, quando ci si chiude in una stanza per
tirare con un righello le linee dei confini e decidere se quella via o quell'altra via può
essere meglio per me o meglio per l'altro, farlo senza coinvolgere l'opposizione, poi
il principio di condivisione finisce. Il principio di condivisione finisce quando si
trova un accordo mezzo inciuciaro con il Movimento 5 Stelle per liberare la proposta
di deliberazione per l'Aula, quando una parte importante del Consiglio Comunale
non era d'accordo, quando si va a forzare in Commissione i passaggi punto per
punto. Io ricordo, nelle sedute di Commissione quando sostituivo il Vicepresidente
Carbonero, che i punti venivano votati a maggioranza, senza neanche avere la
possibilità di poterne discutere in maniera approfondita. Se si vuole trovare una larga
condivisione, o se si vuole arrivare ad una votazione unanime, la votazione unanime
comprende uno sforzo successivo che è quello, oltre alla stesura, anche quello del
confronto. Lo stesso confronto che abbiamo chiesto oggi, durante la Conferenza dei
Capigruppo, quando abbiamo detto che avremmo ritirato 28 delle 48 votazioni che ci
sono, prendendoci martedì e mercoledì per capire se c'era la possibilità di trovare un
accordo successivo a quello che voi non avete voluto trovare oggi, evitando due
giorni e due notti di Consiglio Comunale per arrivare, magari, con una proposta che
tutti quanti avrebbero potuto votare. La risposta è stata: "Marameo". Io mi sento
anche preso in giro quando mi dite che non vogliamo essere coinvolti, quando, in
realtà, voi non ci volete coinvolgere; quando, addirittura, arrivati in Aula vi
chiediamo di trovare una mediazione nell'interesse dei torinesi, perché io credo che
alle persone sedute in questi banchi non gliene freghi davvero niente della riforma
delle Circoscrizioni, perché nessuno di noi andrà in Circoscrizione al prossimo giro.
Io credo che le vostre parole siano assolutamente strumentali, perché, se si voleva
fare qualcosa, lo si faceva nel momento in cui c'era la possibilità di costruire questa
riforma e questo non è stato fatto, Presidente. Non c'è ad oggi, in questo momento,
alle ore 16.37 del 10 novembre, la volontà di andare avanti. Presidente, io chiederei,
quando ci sono interventi di questo tipo, di togliere la parola, perché la menzogna
deve essere cacciata da quest'Aula. Non si può permettere ad alcuni Consiglieri di
dire che c'era la volontà di mettersi nella condizione di avere una condivisione totale,
quando poi nella condivisione totale gli emendamenti di maggioranza che
stravolgono la proposta di deliberazione vengono presentati 10 minuti prima della
chiusura del termine a disposizione, quando noi avevamo chiesto alla maggioranza di
poterci trovare in quelle due settimane prima di presentare gli emendamenti e questo
non è stato fatto.

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
Prima di concedere la parola al Consigliere Carbonero, vorrei precisare che, se
avessimo il potere di togliere la parola, credo che approveremmo molto velocemente
questa proposta di deliberazione.
La parola al Consigliere Carbonero; le rammento che ha due minuti a disposizione.

CARBONERO Roberto
Qual è il problema? Il problema lo ha riassunto il mio Capogruppo, ma lo voglio
riprendere anche io, perché la Presidente Onofri ha spiegato com'è andata la
Commissione, come sono andati i mesi di lavoro e, in effetti, sono andati
effettivamente così: c'è stata molta discussione, c'è stato molto confronto, abbiamo
cercato di dare idee, consigli e qualcuno più di altri si è sentito particolarmente
coinvolto sia da una parte che dall'altra, ci credeva in modo anche proprio
imprimente. Qualcuno è più legato, mi riferisco al Consigliere Alunno, alla forma, al
contenuto, a come trasformare effettivamente le Circoscrizioni e qualcun altro si
soffermava semplicemente a cercare a tutti i costi - credo per un consumato spot
elettorale, che dura ormai da sempre - di ridurre i costi della politica. Il problema,
però, alla fine qual è? Alla fine, il problema è che, trovato un accordo, anzi, trovata
una condivisione, trovati dei punti che ci vedevano più o meno tutti d'accordo,
presentata questa bellissima riforma del decentramento, voilà, è spuntata fuori una
marea di emendamenti di Giunta, di rettifiche e di ritocchi che chiaramente saranno
beceramente - lo dico e lo voglio sottolineare affinché i cittadini lo sappiano - votati
dalla maggioranza e sono convinto che più di qualcuno non sa neanche che cosa
voterà, ma saranno votati beceramente e trasformeranno quasi completamente quello
che, invece, era il lavoro fatto per mesi e mesi. Qual è il problema? Il problema è
che, al di là della dialettica…

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
Consigliere Carbonero, ha esaurito il tempo a sua disposizione.

CARBONERO Roberto
Ho tre giorni di tempo.

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
La parola al Consigliere D'Amico. Le ricordo i tempi degli interventi: tre minuti uno
per Gruppo, due minuti gli altri Colleghi.

D'AMICO Angelo
Come promesso in precedenza, credo che, prima di affrontare una discussione e
questa maratona che ci vedrà protagonisti in queste giornate, sia opportuno avere
sottomano quelli che sono i tre principi fondamentali che deve avere ogni persona
che intende amministrare. Io inizio dalla politica. Secondo un'antica definizione
scolastica… Chiedo però il silenzio in Aula.

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
Per cortesia, un po' di silenzio.
Può procedere, Consigliere D'Amico.

D'AMICO Angelo
La politica è l'arte di governare le società. Il termine (di derivazione greca da
"polis", città) si applica tanto alle attività di coloro che si trovano a governare,
quanto al confronto ideale finalizzato all'attività di governo o di opposizione.
Volendo tentare di dare una definizione, potremmo dire che la politica è quell'attività
umana che si esplica in una collettività, il cui fine ultimo è incidere sulla
distribuzione delle risorse materiali ed immateriali. Altre definizioni che si basano su
aspetti peculiari della politica sono state date da numerosi teorici: ad esempio, per
Max Weber la politica non è che un'aspirazione al potere ed al monopolio legittimo
dell'uso della forza, per David Easton essa è l'allocazione di valori imperativi
nell'ambito di una comunità, mentre per Giovanni Sartori la politica è la sfera delle
decisioni collettive sovrane.
Dopo aver cercato di dare una definizione della politica, andiamo a vedere
quell'aspetto che voi state cercando di eliminare, cioè la democrazia. La democrazia
(dal greco "démos": popolo e "cràtos": potere) etimologicamente significa "governo
del popolo", ovvero sistema di governo in cui la sovranità è esercitata, direttamente o
indirettamente, dall'insieme dei cittadini.

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
Chiedo un po' di silenzio, perché perdo un passaggio interessante, che è importante.
Prego, Consigliere D'Amico.

D'AMICO Angelo
Poi recupero. Il concetto di democrazia non è cristallizzato in una sola versione o in
un'unica concreta traduzione, ma può trovare ed ha trovato la sua espressione storica
in diverse espressioni ed applicazioni, tutte caratterizzate peraltro dalla ricerca di una
modalità capace di dare al popolo la potestà effettiva di governare e nella quale il
rapporto tra la maggioranza e la minoranza è improntato alla reciproca tutela, cari
Colleghi. La prima classificazione della democrazia può essere tra democrazia diretta
e democrazia indiretta. Nella democrazia diretta o partecipativa, quella nella quale
noi oggi ci troviamo ancora, per fortuna, il potere sovrano è esercitato direttamente
dal popolo, come avveniva nell'antica Grecia, dove i cittadini si riunivano nell'agorà
(oggi la piazza) per discutere attivamente di Leggi o posizioni politiche da prendere.

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
È finito il primo capitolo; il prossimo capitolo ce lo leggerà più tardi.

D'AMICO Angelo
Però, le interruzioni dovute…

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
No, le interruzioni le ho bloccate io. Quando schiaccio il microfono, si interrompono
i secondi.

D'AMICO Angelo
L'Ufficio di Presidenza gode di tutta la mia fiducia, Presidente.

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Tronzano; le rammento che ha due minuti a disposizione.

TRONZANO Andrea
Avremo tempo di parlare a lungo. Ribadisco la proposta del Gruppo di Forza Italia:
manteniamo gli attuali confini, riprendiamoci il principio di sussidiarietà, snelliamo e
non appesantiamo invece i processi decisionali come avviene in questo caso; quindi
manteniamo i confini ed approviamo una riforma che voi avete portato avanti
solitariamente, questa continua ad essere la nostra proposta fino all'esaurimento e lo
dirò durante tutti gli interventi.
L'elenco delle competenze delle Circoscrizioni secondo il Regolamento n. 224,
Settore socio-assistenziale, funzioni circoscrizionali: "Si individuano come servizi
socio-assistenziali di base ai sensi e agli effetti dell'art. 55, 1° comma, Statuto
Comunale: a) le prestazioni di competenza comunale da espletare a livello di base,
quali: servizio sociale professionale; assistenza economica; attività educativa
territoriale; affidamenti familiari; esecuzione delle disposizioni dell'Autorità
Giudiziaria concernenti i minori; promozione inserimenti lavorativi e formativi;
assistenza domiciliare; inserimenti in presidi diurni o residenziali; soggiorni estivi
per disabili; altre prestazioni rivolte ad anziani, minori, disabili, adulti in difficoltà,
appartenenti alla Circoscrizione". Questo è uno dei primi punti che leggerò da quello
che è il testo a mie mani, perché poi è cambiato talmente tante volte che non ricordo
neanche più qual è quello ufficiale. Sfido chiunque a vedere dei cambiamenti rispetto
alla straordinaria, stratosferica ed ineffabile riforma promossa solitariamente dalla
maggioranza. "b) i presidi che le attivano ed i cui operatori, attuali e futuri, sono
quelli da identificare come attribuiti ai Servizi circoscrizionali, quali: Centri socio-
assistenziali; Centri socio-terapeutici per disabili; Comunità alloggio riferite
all'utenza circoscrizionale; Centri diurni per minori o anziani; altri presidi attinenti
alla popolazione e al territorio circoscrizionale". Sfido anche qui a vedere delle
modifiche sostanziali al procedimento e continueremo così, Presidente, fino a che
qualcuno - noi o voi - si stancherà.

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
Non è una questione di stanchezza, ma di capirci e comprendersi negli interventi.
La parola al Consigliere Magliano.

MAGLIANO Silvio
Riprendo rispetto a quello che prima dicevamo con la Consigliera Onofri, che ha
ripreso parte del mio intervento. Rispetto al tema del potere decisionale delle
Circoscrizioni, riprendo pagina 3 della proposta di deliberazione, quando si dice in
tema delle competenze di natura consultiva e quando le Circoscrizioni si mettono in
contrapposizione politica, diciamo così, su un tema o su un argomento specifico
rispetto al Comune. Qui si dice "In ordine alle competenze di natura consultiva,
l'articolo 63 del nuovo Statuto prevede più dettagliati ed incisivi elementi di
disciplina della procedura di emissione dei pareri. In particolare, nel caso di atti di
natura urbanistica, a seguito dell'espressione di parere sfavorevole
l'Amministrazione centrale è tenuta a controdedurre per la successiva presa d'atto
del Consiglio Circoscrizionale. Qualora, successivamente, il Consiglio
Circoscrizionale non ne prenda atto, mutando il parere in favorevole,
l'Amministrazione centrale potrà procedere con gli atti in parola. È inoltre resa
obbligatoria l'acquisizione dei pareri circoscrizionali in alcune materie (opere
finanziate con fondi extracomunali straordinari o per insediamenti infrastrutturali di
varia natura con superficie occupata superiore a 20.000 metri quadrati). Qualora
l'Amministrazione centrale non condivida il contenuto del parere espresso dal
Consiglio Circoscrizionale - ed è qui, Consigliera Onofri, che mi pare che non ci sia
la possibilità di tenere in dovuto conto quello che è il parere e la decisione politica di
un soggetto territoriale - essa è tenuta a motivare in dettaglio i motivi di pubblico
interesse che non consentano l'adeguamento a tale parere ed a inviarle al Consiglio
Circoscrizionale perché ne prenda atto, oppure confermi il parere originario. Qualora
il Consiglio Circoscrizionale non si esprima nel termine di 15 giorni dalla ricezione
delle controdeduzioni dell'Amministrazione centrale, tale silenzio viene considerato
come assenso alle medesime, liberando il provvedimento originario per il prosieguo
del suo iter (articolo 63, comma 1)".
Questa è un po' la dimostrazione che, di fatto, non si rafforza per nulla la possibilità
delle Circoscrizioni di contare qualcosa all'interno di alcune decisioni. Penso al tema
delle opere finanziarie con fondi extracomunali straordinari o insediamenti
infrastrutturali, cioè su alcuni punti di discrezione e delimitazione dei territori non si
dà alle Circoscrizioni quel peso a mio giudizio che, essendo loro rappresentanti di chi
vive il quartiere e la dimensione del territorio, invece dovrebbero avere. Lo dico
perché proprio andando nella direzione auspicata anche dalla Consigliera che faceva
riferimento al mio intervento sul tema delle municipalità di Bruxelles, si vede che qui
non si è avuto il coraggio di dare la possibilità a questi soggetti, alle Circoscrizioni,
di poter interdire in alcuni casi e in alcune modalità l'operato dell'Amministrazione
centrale. Era solo per puntualizzare rispetto ad un intervento che sembrava in
contraddizione con quello che ho detto prima.

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
La parola alla Consigliera Ambrogio.

AMBROGIO Paola
Eccoci arrivati agli emendamenti, ai primi dei tanti emendamenti che sono stati
presentati, che si riferiscono subito al numero delle Circoscrizioni e, quindi, al
passaggio (sei, cinque); una discussione ampia che è stata fatta in Commissione, che
è stata fatta in questa sede e che ha visto posizioni contrastanti. A mio giudizio,
rappresenta la questione numerica dei confini, della divisione del nostro territorio, ed
uno degli elementi importanti che non sono condivisi in questa riforma; non l'unico,
ma sicuramente un elemento importante.
Vorrei rispondere anche al Consigliere Paolino, che prima ha posto come concetto
principale del suo intervento il fatto che dobbiamo comunque intervenire per dare
delle risposte a quanto ci chiedono i cittadini. Sono d'accordo, peccato che, in anni di
esperienza nelle Circoscrizioni, non ricordo nessuno che ci abbia contattato per
chiedere di rivedere un po' la suddivisione territoriale delle Circoscrizioni, semmai
chiedevano di dare risposte e, quindi, chiedevano: "Perché non potete intervenire?".
Questo nostro rimpallo con il Comune, la sede centrale con quella decentrata, era un
elemento che, in qualche modo, andava a mettere in difficoltà l'utente finale, ma mai
nessuno ha messo in discussione o ha chiesto di intervenire rivedendo il fatto che,
abitando in centro, avrebbe preferito essere collegato piuttosto che con la Crocetta ed
appartenere ad una Circoscrizione per essere più vicino a Vanchiglia, nonché alla
collina. Posto che della discussione di oggi al cittadino interessa il risultato
definitivo, cioè quello nel momento in cui c'è la buca per strada, c'è un problema di
viabilità, c'è un problema per la concessione dei dehors, c'è un problema di
manutenzione del giardino pubblico, va in Circoscrizione, che è l'Istituzione più
vicina, entra ed esce con una risposta, questo è quello che conta e questo è quello che
noi dobbiamo fare. Proseguirò dopo.

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Liardo.

LIARDO Enzo
Vorrei riprendere il discorso della Presidente della Commissione, Onofri, riguardo i
passaggi che aveva fatto per quanto riguarda la costruzione di questa proposta di
deliberazione della nuova riforma sul decentramento. Inizialmente, come ho avuto
modo di dire nel mio intervento di ieri, c'è stato un lavoro molto condiviso da parte
della maggioranza e dell'opposizione e sembrava ci fosse una costruzione proprio
razionale, che avrebbe coinvolto anche i cittadini successivamente, peccato che c'è
stato un blackout relativo al periodo successivo alla votazione del documento rispetto
a quello che diceva la Consigliera Onofri, che ho avuto modo di elogiare già ieri e
sottolineo la bontà del lavoro che ha fatto. C'è stato però questo blackout che si è
interrotto quando ci sono state le prime pubblicazioni all'interno di un organo
cittadino ("La Stampa"). Da lì è iniziato tutto un percorso di ridisegnamento dei
territori, che è stato anche abbastanza grottesco, perché, ogni mattina, ognuno si
svegliava e cercava di interpretare i territori della Circoscrizione. Capisco che il
documento non sia stato variato, toccato o emendato da parte della maggioranza, a
parte che ci sono tanti emendamenti di Giunta che in qualche modo vanno non dico a
stravolgere, ma vanno a modificare profondamente quello che è l'impianto - anche se
voi dite di no - della proposta di deliberazione. Dove è che si giocava tutto l'aspetto
della proposta di deliberazione? Si giocava all'interno dei territori, perché, da alcune
indiscrezioni che sono giunte, accorpare la Circoscrizione 10 con la Circoscrizione 2
è veramente contro le boie, cioè bisognava veramente avere una fantasia per fare
questo; io penso che anche una persona che non conosce la nostra Città, solo
guardando la cartina, avrebbe capito che l'accorpamento più razionale, anche sotto il
profilo logistico, sarebbe stato l'accorpamento tra la Circoscrizione 9 e la
Circoscrizione 10.

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
La ringrazio del suo contributo.

LIARDO Enzo
Come? Non ho capito.

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
La ringrazio del suo contributo.

LIARDO Enzo
Mi raccomando però…

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
Le sue raccomandazioni saranno sempre seguite. (INTERVENTO FUORI
MICROFONO). Prima avevate avuto una discussione sugli orari, io ho un orologio
che viaggia in tempo reale giusto, è svizzero.
La parola al Consigliere Berthier.

BERTHIER Ferdinando
Se fa in modo che i Colleghi permettano anche agli altri di parlare, perché il
Consigliere Liardo divaga sempre.

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
Per cortesia, alle spalle del Consigliere Berthier, perché viene disturbato e non riesce
a sentirsi neanche da solo.
Proceda pure, Consigliere Berthier.

BERTHIER Ferdinando
Perché non è che i suoi contenuti siano sempre così salienti ed importanti.
(INTERVENTO FUORI MICROFONO) Guardi, con quella cravatta. Il discorso è
questo: questa mattina ho fatto un giro nella Circoscrizione 9, perché ieri, quando ho
fatto un certo tipo di intervento, mi sono detto che magari ho incontrato poche
persone e sono stato un po' selettivo. Mi trovavo dalle parti del Bennet, ero lì vicino
perché conoscevo qualcuno, in quanto non vado a fermare la gente di brutto di buon
mattino, però in effetti ho riconstatato... Sto parlando della Circoscrizione 9, lo avevo
detto all'inizio, ma è sempre perché il Consigliere Liardo disturba, parla sopra le
persone. Al di là di quello, in effetti poi si è creato non dico un capannello, perché
non stavo facendo un comizio, però chiacchierando, coinvolgendo e parlando, la
gente non sa di questo lavoro che stiamo facendo, non conosce il problema delle
Circoscrizioni, non sa che c'è un Consiglio Comunale che sta facendo…
(INTERVENTI FUORI MICROFONO). Io recupero.

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
No, lei non può recuperare. Se la prenda con i suoi Colleghi di banco, compreso il
Consigliere Viale, e non con la Presidenza. Come vede i suoi secondi sono stati
interrotti. Prosegua pure, Consigliere Berthier.

BERTHIER Ferdinando
Grazie, è stato gentilissimo. Il problema è che, al di là del fatto che…
(INTERVENTI FUORI MICROFONO). Basta, non riesco neanche a sentirmi,
sembra di essere al circo, all'asilo. (INTERVENTI FUORI MICROFONO). Ho già
capito come andranno a finire le prossime elezioni. Al di là di quello, cercando di
essere un po' seri, questa è una verifica che ho fatto questa mattina e, a questo punto,
la farò ancora e voglio capire come mai i cittadini non sono assolutamente a
conoscenza del fatto che stiamo riscrivendo la mappatura della Città. Poi quando
questa mattina gli ho comunicato che la loro Circoscrizione sarebbe stata accorpata
mi hanno chiesto a che pro. Ho cercato di spiegarglielo, perché alcuni punti di queste
proposte di deliberazione sono anche importanti, però tutte le cose ovvie che stiamo
dicendo non solo da settimane, non solo da giorni, ma da mesi, perché a ridosso delle
elezioni comunali sconvolgere il sistema, loro, ad un certo punto, mi chiedevano,
visto che sono qui dentro, perché non posso fare qualcosa e gli ho spiegato che cosa
stiamo facendo. Il problema è che…

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
Ce lo spiega nel prossimo intervento. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Non
c'è alcun fatto personale, per cortesia. Non ho sentito parole di richiamo nei suoi
confronti, né offese riferite, Consigliere Liardo.

LIARDO Enzo
Il Consigliere Berthier si è girato mentre interveniva ed ha parlato della mia cravatta
e poi ha detto una frase che non voglio ripetere.

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
Con il Consigliere Berthier accomodatevi fuori e vi chiarite sul colore della cravatta.
La parola al Consigliere Marrone; le rammento che a due minuti a disposizione.

MARRONE Maurizio
Porto avanti questo ragionamento che interromperò e non c'è alcun problema.
Innanzitutto, vorrei ricordare che questo taglio di rappresentanza popolare e anche di
territorio che si sta portando avanti dietro la scusa di un taglio della spesa pubblica,
che poi trova davvero poco riscontro nella misura in cui sapete benissimo che dalle
opposizioni è arrivata la proposta, visto che è stato più volte ricordato anche dalla
maggioranza che si tratta di volontariato politico, se è proprio questo il punto, anche
di azzerare, se necessario, i gettoni di presenza e le indennità dei Consiglieri; lo
hanno già fatto a lungo, ci sono stati dei periodi anche lunghi, di diversi mesi, in cui
non hanno percepito il gettone, non ricordo le dimissioni di massa e neanche il calo
di rendimento e di presenza nei Consigli.
Se era questa la scusa (che ormai va molto di moda) per andare a colpire quella che è
la rappresentanza del territorio, allora scusa non c'è, perché basterebbe recepire
quella che è la nostra proposta di andare a togliere i gettoni di presenza e, a quel
punto, la spesa sarebbe addirittura abbattuta. Si tratta evidentemente di un titolo da
voler lanciare sui giornali; sappiamo che c'è un certo imbarazzo per quello che è
accaduto in alcune Circoscrizioni, nella 5 in particolare. C'è l'evidente
preoccupazione da parte del Sindaco Fassino per il fatto che le Circoscrizioni torinesi
siano un tema delicato, un nervo scoperto nella prossima campagna elettorale, ed è
evidente che lui lo vuole portare a casa, costringendoci a questa maratona, senza
neanche la vostra convinzione rispetto al risultato della riforma stessa, solo per poter
originariamente dire che ha dimezzato le Circoscrizioni, ma adesso il titolo di
giornale risulterà molto affievolito visto che si tolgono 3 Circoscrizioni su 10. È
davvero un risultato mediocre ed è un risultato, come ho percepito anche dagli
interventi di molti Colleghi della maggioranza, che non è quello voluto. Ci sarà modo
di approfondire questo tema, ma la stessa proposta di mozione di accompagnamento
del PD è paradossale, perché, praticamente, si sente dire…

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
Consigliere Marrone, il tempo a sua disposizione è terminato.
La parola alla Consigliera Furnari.

FURNARI Raffaella
Devo dire la verità, sono abbastanza allibita. Vorrei premettere che rispetto il lavoro
della Presidente Onofri e di tutti i Commissari di questa Commissione, però devo
dire che sono anche allibita per il fatto che la maggioranza dica che è stata fatta una
buona riforma. Direi proprio di no che non è buona, perché ha ragione il Consigliere
Marrone, cioè la montagna ha partorito un topolino, in quanto, alla fine, abbiamo
comunque abolito, anzi, si potrebbero abolire 3 Circoscrizioni su 10, per cui direi che
non è stato un buon risultato. Detto ciò, ribadisco che rispetto assolutamente il lavoro
della Commissione della Presidente Onofri. Se devo essere sincera, io avrei abolito
tutte le Circoscrizioni, le avrei abolite totalmente, perché da 10 a 7 mi sembra che il
risultato non cambi particolarmente.
Detto ciò, non sapremo come andrà a finire questa votazione, ma noi auspichiamo
che questa riforma non passi così com'è. Come Gruppo abbiamo fatto anche una
proposta, che però pare che non sia stata neanche presa in considerazione. Sì, c'è
stato qualche accorpamento degli emendamenti, insieme alla Giunta, ma niente di
che, giusto per darci il contentino, pensando che noi ci accontentassimo. Direi
proprio che non è il nostro caso e continueremo ad andare avanti anche con questo
ostruzionismo.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola al Consigliere Greco Lucchina.

GRECO LUCCHINA Paolo
Desidererò poi intervenire quando sarà il mio turno, evidentemente così come hanno
fatto i miei Colleghi, cioè presentando degli emendamenti di merito; ci tenevo a far
sapere quella che era una proposta qualificante da parte del nostro Gruppo
Consiliare. Detto questo, occorre far rilevare all'Aula un atteggiamento univoco da
parte di questa minoranza consiliare, tenuto conto poi che la forza che fa riferimento
al Movimento 5 Stelle non sta partecipando evidentemente all'ostruzionismo stesso.
Io non interverrò sempre, però è stato richiamato un concetto dalla Consigliera
Furnari che, secondo me, è centrale e non lo dico con un atteggiamento che può
essere visto come populista. La Consigliera Furnari ci ha fatto riflettere sulla
necessità o meno che ci siano le Circoscrizioni. Nel momento in cui si fa la riforma
del Titolo V della Costituzione, nel momento in cui il dibattito sul decentramento
assume un ruolo anche un po' strumentale, perché si dà la colpa alla mancanza di
risorse in capo all'Ente che accentra, mi chiedo se la riflessione della Consigliera
Furnari non sia assolutamente da tenere in considerazione: cioè, servono davvero le
Circoscrizioni? La distanza percepita dal cittadino esiste davvero? Credo che, in
questo momento, l'unica cosa che il cittadino si vuole sentire dire è se ci sono
occasioni per creare nuovi posti di lavoro. Ci sono i dati della Caritas che ci vengono
in soccorso…

PORCINO Giovanni (Presidente)
Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione l'accorpamento degli
emendamenti dal n. S2 al n. S219, compreso l'accorpamento dei subemendamenti
dal n. 1 al n. 4 all'emendamento n. S146 (esclusi i nn. S85, S86, S96, S107, S108,
S138, S146 e S215):
presenti 25, contrari 25.
L'accorpamento degli emendamenti dal n. S2 al n. S219, compreso
l'accorpamento dei subemendamenti dal n. 1 al n. 4 all'emendamento n. S146
(esclusi i nn. S85, S86, S96, S107, S108, S138, S146 e S215) è respinto.

PORCINO Giovanni (Presidente)
Passiamo all'analisi dell'emendamento n. S85, presentato dal Movimento 5 Stelle.
La parola alla Consigliera Appendino.

APPENDINO Chiara
Solo per lasciare a verbale quanto contenuto in questo emendamento, che è molto
breve e, in realtà, chi lo ha sottomano lo capisce nell'immediato. Questo
emendamento, a differenza di quanto è scritto nello Statuto in cui si prevedono 6
Circoscrizioni, propone 5 Circoscrizioni. Di conseguenza, anche per quanto concerne
il Regolamento, abbiamo fatto una proposta di emendamento che, in realtà, non è una
cartina inventata da noi, bensì è semplicemente la riforma che aveva proposto l'allora
Assessora Levi.
Abbiamo comunque ritenuto necessario riproporre il modello a 5, visto il dibattito
che c'è stato e visti anche gli emendamenti di maggioranza che sembrerebbero voler
addirittura togliere il numero di Circoscrizioni all'interno dello Statuto, perché, una
volta individuato che era totalmente riaperta la discussione, a differenza di quanto
sembrava fosse avvenuto in sede di discussione della proposta di deliberazione in
Commissione Decentramento, abbiamo preferito riavvicinarci alla nostra posizione
iniziale, che vedeva, appunto, le 5 Circoscrizioni.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola al Consigliere Ricca.

RICCA Fabrizio
Sono contento di aver visto tutta l'opposizione - perché c'è un'opposizione ed una
minoranza in questo Consiglio Comunale - iniziare questo ostruzionismo, perché chi
è contro questa riforma lo deve dimostrare, perché chi fa ostruzionismo, chi cerca di
fermare questa porcata che è stata presentata e che è stata emendata, vuole bene a
questa Città e, invece, tutti gli altri evidentemente hanno degli inciuci con chi questa
cosa l'ha presentata.
È un concetto che ribadiremo da qui alla fine della discussione, fino all'ultima
votazione del Regolamento, perché è importante ricordare a tutti il motivo per cui
siamo qui; se qualcuno non fosse caduto nel tranello del Partito Democratico e non
avesse liberato per l'Aula questa proposta di deliberazione, oggi staremmo parlando
sicuramente di un'altra riforma del decentramento. L'importanza di una riforma di
questo tipo è quando non viene condivisa; quando una riforma così importante non
trova l'unanimità, vuol dire che una parte di città non è rappresentata, ma soprattutto
ad una parte di città questa riforma non interessa proprio ed è per questo motivo che
riproporremo e diremo fino alla fine dell'ultimo intervento per l'ultima votazione
dello Statuto e del Regolamento che tutto questo noi lo stiamo facendo per azzerare i
costi della politica all'interno delle Circoscrizioni...

PORCINO Giovanni (Presidente)
Invito i Consiglieri a stare in silenzio.
Proceda pure, Consigliere Ricca.

RICCA Fabrizio
…e per poter portare quei soldi risparmiati all'interno del capitolo "salva sfratti".
Oggi, riteniamo più importante dare un tetto sulla testa a quelle persone che non se lo
possono permettere che avere una politica che, come ha dimostrato in questi anni,
probabilmente perché governata dalla stessa forza che governa quest'Aula oggi, è
assolutamente inutile. Quindi, noi continueremo da qui fino alla fine della
discussione a ribadire questi due concetti che per noi sono fondamentali e che sono il
motivo per cui, oggi, abbiamo deciso di intraprendere questa strada ostruzionistica
che vuole provare a mettere i bastoni tra le ruote. Poi vedremo in questo muro contro
muro chi sarà più forte e chi avrà più capacità di resistenza. Noi siamo qui e vi
resteremo, perché non abbiamo alcuna intenzione di mollare nemmeno di un
centimetro la nostra posizione. Anzi, io sono convinto che più passeranno le ore e più
la nostra forza sarà maggiore, perché siamo convinti delle nostre idee, perché siamo
convinti che questa riforma vada bloccata e soprattutto perché siamo convinti che
una riforma che non è condivisa debba essere stoppata.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola al Consigliere Magliano.

MAGLIANO Silvio
Rispetto all'emendamento in questione, prima sorridevo con la Consigliera
Appendino: ne voleva 5 per conformare questa Città ai Cinque Stelle ed è forse
questo il motivo per cui portava le Circoscrizioni da 6 a 5. Al di là delle battute,
ritengo che, come emerso durante una discussione con il Consigliere Alunno, il tema
dello Sportello Unico dovrà essere approfondito, perché la dimensione dello
Sportello oppure l'Agenzia di Sviluppo del Territorio sono due modalità diverse con
le quali andremo a pensare nei nostri 23 o 22 quartieri la possibilità di implementare
quello che accade nei nostri territori dal punto di vista dei servizi che offriamo.
Quando si parla di sportello, spesso, nella percezione della gente, vengono in mente
quegli sportelli con delle code interminabili, dove dall'altra parte si trova qualcuno
che non è mai in grado di dare in maniera veloce le risposte alle domande o ai temi
che vengono posti. La preoccupazione che, secondo me, vale la pena avere in questo
caso è pensare non a uno Sportello, ma ad un'Agenzia di Sviluppo del Territorio, che
deve però avere al suo interno del personale formato.
Mi auguro che, da questo punto di vista, l'Amministrazione invece che fare uno
spostamento di dipendenti, provi a pensare se sia necessario trovare delle
competenze all'interno del mercato del lavoro, competenze che magari abbiano a che
fare con la capacità di risolvere dei problemi, e andare a cogliere le opportunità che
bandi, non solo dell'Unione Europea, ma anche di quelli a volte proposti da
fondazioni di origine bancaria o private, permettono per la creazione di una
infrastrutturazione sociale. Mi riferisco alla Fondazione Siemens, alla Fondazione
Enel Cuore, alla Fondazione Vodafone, che hanno sostenuto e sostengono ancora
anche nelle Amministrazioni progetti che permettono di avere punti di riferimento di
questo tipo sui territori, per cui mi auguro che, anche se non è presente la parola
Sportello all'interno del testo della riforma, perché si occupa di materia di lavoro ed
organizzazione degli uffici, cosa che non dipende...

PORCINO Giovanni (Presidente)
Perché sospende l'intervento, Consigliere Magliano?

MAGLIANO Silvio
Perché non c'è silenzio, Presidente.

PORCINO Giovanni (Presidente)
Mi sembra che ci sia silenzio. Possiamo rivendicare il silenzio, ma non l'attenzione,
quella è facoltativa. Proceda con il suo intervento, Consigliere Magliano.

MAGLIANO Silvio
Mi auguro che, quando si andrà ad immaginare questa tipologia di servizio, questa
tipologia di ramificazione della nostra Amministrazione sui territori, si abbia a cuore
l'output che deve essere, di fatto, dato ai cittadini da parte di questa struttura -
Sportello o Agenzia che sia - e non solo ed esclusivamente a fornire informazioni o a
mettere insieme tutte le informazioni di cui i nostri Regolamenti sono pieni, perché
abbiamo bisogno di dare un segnale forte che il cittadino che si reca nelle Istituzioni
per avere...

PORCINO Giovanni (Presidente)
Il tempo a sua disposizione è terminato, Consigliere Magliano.
La parola al Consigliere Carbonero.

CARBONERO Roberto
Vorrei continuare il ragionamento di prima e cioè il fatto che, alla fine, un qualcosa
che poteva segnare un vero rinnovamento politico-amministrativo è naufragato
nell'aver spinto a tutti i costi una riforma fortemente voluta dalla Giunta, fortemente
disegnata dall'Assessore e dai suoi collaboratori, anche perché l'Assessore da solo
non credo che riesca a fare veramente tutto. Se ci riesce, sono contento perché è un
fenomeno. Però è stata fortemente voluta politicamente, probabilmente non tanto dal
Sindaco Fassino, ma dallo stesso Assessore, per assettare la Città in un certo modo.
Dov'è però che questo assetto è venuto a mancare? Nel momento in cui si è andati a
ridisegnare i confini, perché non accontentavano invece la politica;i confini politici
non combinavano con i confini amministrativi.
Questo è stato abbastanza brutto da vedersi, perché - lo ripeto - è stato un lavoro
faticoso, un lavoro lungo, che ci ha visto anche chiacchierare (ricordo alcune
chiacchierate di sera, magari andando verso il parcheggio, insieme al Consigliere La
Ganga) su come poteva, in qualche modo, rivedersi la situazione e quindi è stato un
modo anche proprio di condividere una politica estremamente sana. Tutto questo è
stato vanificato perché, da una parte, la maggioranza doveva ancora assicurarsi il suo
bacino - e guai a toccarglielo, perché avrebbe dato di matto se questo si fosse sballato
- e, dall'altra parte, la prepotenza - giusta e logica - dell'Assessore, che voleva
comunque riuscire a disimpegnare al massimo la Città da certi costi. Attenzione però,
che su quelli che sono i costi delle Circoscrizioni...

PORCINO Giovanni (Presidente)
(INTERVENTO FUORI MICROFONO). Prima la parola al Consigliere Marrone.
(INTERVENTO FUORI MICROFONO).

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