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CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Riprendiamo l'esame della proposta di deliberazione n. mecc. 201502366/002, presentata dai Consiglieri Onofri, Alunno e La Ganga in data 4 maggio 2015, avente per oggetto: "Riforma del Decentramento e della Partecipazione - Modifiche allo Statuto della Città". CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Procediamo con l'esame degli emendamenti. Passiamo all'analisi dell'accorpamento degli emendamenti dal n. S2 al n. S219, compreso l'accorpamento dei subemendamenti dal n. 1 al n. 4 all'emendamento n. S146 (esclusi i nn. S85, S86, S96, S107, S108, S138, S146 e S215). La parola al Consigliere Ricca. RICCA Fabrizio È vero, avevamo votato all'unanimità, sperando di poter condividere una riforma del decentramento tutti insieme. Poi è chiaro che, quando ci si chiude in una stanza per tirare con un righello le linee dei confini e decidere se quella via o quell'altra via può essere meglio per me o meglio per l'altro, farlo senza coinvolgere l'opposizione, poi il principio di condivisione finisce. Il principio di condivisione finisce quando si trova un accordo mezzo inciuciaro con il Movimento 5 Stelle per liberare la proposta di deliberazione per l'Aula, quando una parte importante del Consiglio Comunale non era d'accordo, quando si va a forzare in Commissione i passaggi punto per punto. Io ricordo, nelle sedute di Commissione quando sostituivo il Vicepresidente Carbonero, che i punti venivano votati a maggioranza, senza neanche avere la possibilità di poterne discutere in maniera approfondita. Se si vuole trovare una larga condivisione, o se si vuole arrivare ad una votazione unanime, la votazione unanime comprende uno sforzo successivo che è quello, oltre alla stesura, anche quello del confronto. Lo stesso confronto che abbiamo chiesto oggi, durante la Conferenza dei Capigruppo, quando abbiamo detto che avremmo ritirato 28 delle 48 votazioni che ci sono, prendendoci martedì e mercoledì per capire se c'era la possibilità di trovare un accordo successivo a quello che voi non avete voluto trovare oggi, evitando due giorni e due notti di Consiglio Comunale per arrivare, magari, con una proposta che tutti quanti avrebbero potuto votare. La risposta è stata: "Marameo". Io mi sento anche preso in giro quando mi dite che non vogliamo essere coinvolti, quando, in realtà, voi non ci volete coinvolgere; quando, addirittura, arrivati in Aula vi chiediamo di trovare una mediazione nell'interesse dei torinesi, perché io credo che alle persone sedute in questi banchi non gliene freghi davvero niente della riforma delle Circoscrizioni, perché nessuno di noi andrà in Circoscrizione al prossimo giro. Io credo che le vostre parole siano assolutamente strumentali, perché, se si voleva fare qualcosa, lo si faceva nel momento in cui c'era la possibilità di costruire questa riforma e questo non è stato fatto, Presidente. Non c'è ad oggi, in questo momento, alle ore 16.37 del 10 novembre, la volontà di andare avanti. Presidente, io chiederei, quando ci sono interventi di questo tipo, di togliere la parola, perché la menzogna deve essere cacciata da quest'Aula. Non si può permettere ad alcuni Consiglieri di dire che c'era la volontà di mettersi nella condizione di avere una condivisione totale, quando poi nella condivisione totale gli emendamenti di maggioranza che stravolgono la proposta di deliberazione vengono presentati 10 minuti prima della chiusura del termine a disposizione, quando noi avevamo chiesto alla maggioranza di poterci trovare in quelle due settimane prima di presentare gli emendamenti e questo non è stato fatto. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Prima di concedere la parola al Consigliere Carbonero, vorrei precisare che, se avessimo il potere di togliere la parola, credo che approveremmo molto velocemente questa proposta di deliberazione. La parola al Consigliere Carbonero; le rammento che ha due minuti a disposizione. CARBONERO Roberto Qual è il problema? Il problema lo ha riassunto il mio Capogruppo, ma lo voglio riprendere anche io, perché la Presidente Onofri ha spiegato com'è andata la Commissione, come sono andati i mesi di lavoro e, in effetti, sono andati effettivamente così: c'è stata molta discussione, c'è stato molto confronto, abbiamo cercato di dare idee, consigli e qualcuno più di altri si è sentito particolarmente coinvolto sia da una parte che dall'altra, ci credeva in modo anche proprio imprimente. Qualcuno è più legato, mi riferisco al Consigliere Alunno, alla forma, al contenuto, a come trasformare effettivamente le Circoscrizioni e qualcun altro si soffermava semplicemente a cercare a tutti i costi - credo per un consumato spot elettorale, che dura ormai da sempre - di ridurre i costi della politica. Il problema, però, alla fine qual è? Alla fine, il problema è che, trovato un accordo, anzi, trovata una condivisione, trovati dei punti che ci vedevano più o meno tutti d'accordo, presentata questa bellissima riforma del decentramento, voilà, è spuntata fuori una marea di emendamenti di Giunta, di rettifiche e di ritocchi che chiaramente saranno beceramente - lo dico e lo voglio sottolineare affinché i cittadini lo sappiano - votati dalla maggioranza e sono convinto che più di qualcuno non sa neanche che cosa voterà, ma saranno votati beceramente e trasformeranno quasi completamente quello che, invece, era il lavoro fatto per mesi e mesi. Qual è il problema? Il problema è che, al di là della dialettica… CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Consigliere Carbonero, ha esaurito il tempo a sua disposizione. CARBONERO Roberto Ho tre giorni di tempo. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) La parola al Consigliere D'Amico. Le ricordo i tempi degli interventi: tre minuti uno per Gruppo, due minuti gli altri Colleghi. D'AMICO Angelo Come promesso in precedenza, credo che, prima di affrontare una discussione e questa maratona che ci vedrà protagonisti in queste giornate, sia opportuno avere sottomano quelli che sono i tre principi fondamentali che deve avere ogni persona che intende amministrare. Io inizio dalla politica. Secondo un'antica definizione scolastica… Chiedo però il silenzio in Aula. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Per cortesia, un po' di silenzio. Può procedere, Consigliere D'Amico. D'AMICO Angelo La politica è l'arte di governare le società. Il termine (di derivazione greca da "polis", città) si applica tanto alle attività di coloro che si trovano a governare, quanto al confronto ideale finalizzato all'attività di governo o di opposizione. Volendo tentare di dare una definizione, potremmo dire che la politica è quell'attività umana che si esplica in una collettività, il cui fine ultimo è incidere sulla distribuzione delle risorse materiali ed immateriali. Altre definizioni che si basano su aspetti peculiari della politica sono state date da numerosi teorici: ad esempio, per Max Weber la politica non è che un'aspirazione al potere ed al monopolio legittimo dell'uso della forza, per David Easton essa è l'allocazione di valori imperativi nell'ambito di una comunità, mentre per Giovanni Sartori la politica è la sfera delle decisioni collettive sovrane. Dopo aver cercato di dare una definizione della politica, andiamo a vedere quell'aspetto che voi state cercando di eliminare, cioè la democrazia. La democrazia (dal greco "démos": popolo e "cràtos": potere) etimologicamente significa "governo del popolo", ovvero sistema di governo in cui la sovranità è esercitata, direttamente o indirettamente, dall'insieme dei cittadini. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Chiedo un po' di silenzio, perché perdo un passaggio interessante, che è importante. Prego, Consigliere D'Amico. D'AMICO Angelo Poi recupero. Il concetto di democrazia non è cristallizzato in una sola versione o in un'unica concreta traduzione, ma può trovare ed ha trovato la sua espressione storica in diverse espressioni ed applicazioni, tutte caratterizzate peraltro dalla ricerca di una modalità capace di dare al popolo la potestà effettiva di governare e nella quale il rapporto tra la maggioranza e la minoranza è improntato alla reciproca tutela, cari Colleghi. La prima classificazione della democrazia può essere tra democrazia diretta e democrazia indiretta. Nella democrazia diretta o partecipativa, quella nella quale noi oggi ci troviamo ancora, per fortuna, il potere sovrano è esercitato direttamente dal popolo, come avveniva nell'antica Grecia, dove i cittadini si riunivano nell'agorà (oggi la piazza) per discutere attivamente di Leggi o posizioni politiche da prendere. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) È finito il primo capitolo; il prossimo capitolo ce lo leggerà più tardi. D'AMICO Angelo Però, le interruzioni dovute… CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) No, le interruzioni le ho bloccate io. Quando schiaccio il microfono, si interrompono i secondi. D'AMICO Angelo L'Ufficio di Presidenza gode di tutta la mia fiducia, Presidente. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) La parola al Consigliere Tronzano; le rammento che ha due minuti a disposizione. TRONZANO Andrea Avremo tempo di parlare a lungo. Ribadisco la proposta del Gruppo di Forza Italia: manteniamo gli attuali confini, riprendiamoci il principio di sussidiarietà, snelliamo e non appesantiamo invece i processi decisionali come avviene in questo caso; quindi manteniamo i confini ed approviamo una riforma che voi avete portato avanti solitariamente, questa continua ad essere la nostra proposta fino all'esaurimento e lo dirò durante tutti gli interventi. L'elenco delle competenze delle Circoscrizioni secondo il Regolamento n. 224, Settore socio-assistenziale, funzioni circoscrizionali: "Si individuano come servizi socio-assistenziali di base ai sensi e agli effetti dell'art. 55, 1° comma, Statuto Comunale: a) le prestazioni di competenza comunale da espletare a livello di base, quali: servizio sociale professionale; assistenza economica; attività educativa territoriale; affidamenti familiari; esecuzione delle disposizioni dell'Autorità Giudiziaria concernenti i minori; promozione inserimenti lavorativi e formativi; assistenza domiciliare; inserimenti in presidi diurni o residenziali; soggiorni estivi per disabili; altre prestazioni rivolte ad anziani, minori, disabili, adulti in difficoltà, appartenenti alla Circoscrizione". Questo è uno dei primi punti che leggerò da quello che è il testo a mie mani, perché poi è cambiato talmente tante volte che non ricordo neanche più qual è quello ufficiale. Sfido chiunque a vedere dei cambiamenti rispetto alla straordinaria, stratosferica ed ineffabile riforma promossa solitariamente dalla maggioranza. "b) i presidi che le attivano ed i cui operatori, attuali e futuri, sono quelli da identificare come attribuiti ai Servizi circoscrizionali, quali: Centri socio- assistenziali; Centri socio-terapeutici per disabili; Comunità alloggio riferite all'utenza circoscrizionale; Centri diurni per minori o anziani; altri presidi attinenti alla popolazione e al territorio circoscrizionale". Sfido anche qui a vedere delle modifiche sostanziali al procedimento e continueremo così, Presidente, fino a che qualcuno - noi o voi - si stancherà. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Non è una questione di stanchezza, ma di capirci e comprendersi negli interventi. La parola al Consigliere Magliano. MAGLIANO Silvio Riprendo rispetto a quello che prima dicevamo con la Consigliera Onofri, che ha ripreso parte del mio intervento. Rispetto al tema del potere decisionale delle Circoscrizioni, riprendo pagina 3 della proposta di deliberazione, quando si dice in tema delle competenze di natura consultiva e quando le Circoscrizioni si mettono in contrapposizione politica, diciamo così, su un tema o su un argomento specifico rispetto al Comune. Qui si dice "In ordine alle competenze di natura consultiva, l'articolo 63 del nuovo Statuto prevede più dettagliati ed incisivi elementi di disciplina della procedura di emissione dei pareri. In particolare, nel caso di atti di natura urbanistica, a seguito dell'espressione di parere sfavorevole l'Amministrazione centrale è tenuta a controdedurre per la successiva presa d'atto del Consiglio Circoscrizionale. Qualora, successivamente, il Consiglio Circoscrizionale non ne prenda atto, mutando il parere in favorevole, l'Amministrazione centrale potrà procedere con gli atti in parola. È inoltre resa obbligatoria l'acquisizione dei pareri circoscrizionali in alcune materie (opere finanziate con fondi extracomunali straordinari o per insediamenti infrastrutturali di varia natura con superficie occupata superiore a 20.000 metri quadrati). Qualora l'Amministrazione centrale non condivida il contenuto del parere espresso dal Consiglio Circoscrizionale - ed è qui, Consigliera Onofri, che mi pare che non ci sia la possibilità di tenere in dovuto conto quello che è il parere e la decisione politica di un soggetto territoriale - essa è tenuta a motivare in dettaglio i motivi di pubblico interesse che non consentano l'adeguamento a tale parere ed a inviarle al Consiglio Circoscrizionale perché ne prenda atto, oppure confermi il parere originario. Qualora il Consiglio Circoscrizionale non si esprima nel termine di 15 giorni dalla ricezione delle controdeduzioni dell'Amministrazione centrale, tale silenzio viene considerato come assenso alle medesime, liberando il provvedimento originario per il prosieguo del suo iter (articolo 63, comma 1)". Questa è un po' la dimostrazione che, di fatto, non si rafforza per nulla la possibilità delle Circoscrizioni di contare qualcosa all'interno di alcune decisioni. Penso al tema delle opere finanziarie con fondi extracomunali straordinari o insediamenti infrastrutturali, cioè su alcuni punti di discrezione e delimitazione dei territori non si dà alle Circoscrizioni quel peso a mio giudizio che, essendo loro rappresentanti di chi vive il quartiere e la dimensione del territorio, invece dovrebbero avere. Lo dico perché proprio andando nella direzione auspicata anche dalla Consigliera che faceva riferimento al mio intervento sul tema delle municipalità di Bruxelles, si vede che qui non si è avuto il coraggio di dare la possibilità a questi soggetti, alle Circoscrizioni, di poter interdire in alcuni casi e in alcune modalità l'operato dell'Amministrazione centrale. Era solo per puntualizzare rispetto ad un intervento che sembrava in contraddizione con quello che ho detto prima. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) La parola alla Consigliera Ambrogio. AMBROGIO Paola Eccoci arrivati agli emendamenti, ai primi dei tanti emendamenti che sono stati presentati, che si riferiscono subito al numero delle Circoscrizioni e, quindi, al passaggio (sei, cinque); una discussione ampia che è stata fatta in Commissione, che è stata fatta in questa sede e che ha visto posizioni contrastanti. A mio giudizio, rappresenta la questione numerica dei confini, della divisione del nostro territorio, ed uno degli elementi importanti che non sono condivisi in questa riforma; non l'unico, ma sicuramente un elemento importante. Vorrei rispondere anche al Consigliere Paolino, che prima ha posto come concetto principale del suo intervento il fatto che dobbiamo comunque intervenire per dare delle risposte a quanto ci chiedono i cittadini. Sono d'accordo, peccato che, in anni di esperienza nelle Circoscrizioni, non ricordo nessuno che ci abbia contattato per chiedere di rivedere un po' la suddivisione territoriale delle Circoscrizioni, semmai chiedevano di dare risposte e, quindi, chiedevano: "Perché non potete intervenire?". Questo nostro rimpallo con il Comune, la sede centrale con quella decentrata, era un elemento che, in qualche modo, andava a mettere in difficoltà l'utente finale, ma mai nessuno ha messo in discussione o ha chiesto di intervenire rivedendo il fatto che, abitando in centro, avrebbe preferito essere collegato piuttosto che con la Crocetta ed appartenere ad una Circoscrizione per essere più vicino a Vanchiglia, nonché alla collina. Posto che della discussione di oggi al cittadino interessa il risultato definitivo, cioè quello nel momento in cui c'è la buca per strada, c'è un problema di viabilità, c'è un problema per la concessione dei dehors, c'è un problema di manutenzione del giardino pubblico, va in Circoscrizione, che è l'Istituzione più vicina, entra ed esce con una risposta, questo è quello che conta e questo è quello che noi dobbiamo fare. Proseguirò dopo. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) La parola al Consigliere Liardo. LIARDO Enzo Vorrei riprendere il discorso della Presidente della Commissione, Onofri, riguardo i passaggi che aveva fatto per quanto riguarda la costruzione di questa proposta di deliberazione della nuova riforma sul decentramento. Inizialmente, come ho avuto modo di dire nel mio intervento di ieri, c'è stato un lavoro molto condiviso da parte della maggioranza e dell'opposizione e sembrava ci fosse una costruzione proprio razionale, che avrebbe coinvolto anche i cittadini successivamente, peccato che c'è stato un blackout relativo al periodo successivo alla votazione del documento rispetto a quello che diceva la Consigliera Onofri, che ho avuto modo di elogiare già ieri e sottolineo la bontà del lavoro che ha fatto. C'è stato però questo blackout che si è interrotto quando ci sono state le prime pubblicazioni all'interno di un organo cittadino ("La Stampa"). Da lì è iniziato tutto un percorso di ridisegnamento dei territori, che è stato anche abbastanza grottesco, perché, ogni mattina, ognuno si svegliava e cercava di interpretare i territori della Circoscrizione. Capisco che il documento non sia stato variato, toccato o emendato da parte della maggioranza, a parte che ci sono tanti emendamenti di Giunta che in qualche modo vanno non dico a stravolgere, ma vanno a modificare profondamente quello che è l'impianto - anche se voi dite di no - della proposta di deliberazione. Dove è che si giocava tutto l'aspetto della proposta di deliberazione? Si giocava all'interno dei territori, perché, da alcune indiscrezioni che sono giunte, accorpare la Circoscrizione 10 con la Circoscrizione 2 è veramente contro le boie, cioè bisognava veramente avere una fantasia per fare questo; io penso che anche una persona che non conosce la nostra Città, solo guardando la cartina, avrebbe capito che l'accorpamento più razionale, anche sotto il profilo logistico, sarebbe stato l'accorpamento tra la Circoscrizione 9 e la Circoscrizione 10. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) La ringrazio del suo contributo. LIARDO Enzo Come? Non ho capito. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) La ringrazio del suo contributo. LIARDO Enzo Mi raccomando però… CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Le sue raccomandazioni saranno sempre seguite. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Prima avevate avuto una discussione sugli orari, io ho un orologio che viaggia in tempo reale giusto, è svizzero. La parola al Consigliere Berthier. BERTHIER Ferdinando Se fa in modo che i Colleghi permettano anche agli altri di parlare, perché il Consigliere Liardo divaga sempre. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Per cortesia, alle spalle del Consigliere Berthier, perché viene disturbato e non riesce a sentirsi neanche da solo. Proceda pure, Consigliere Berthier. BERTHIER Ferdinando Perché non è che i suoi contenuti siano sempre così salienti ed importanti. (INTERVENTO FUORI MICROFONO) Guardi, con quella cravatta. Il discorso è questo: questa mattina ho fatto un giro nella Circoscrizione 9, perché ieri, quando ho fatto un certo tipo di intervento, mi sono detto che magari ho incontrato poche persone e sono stato un po' selettivo. Mi trovavo dalle parti del Bennet, ero lì vicino perché conoscevo qualcuno, in quanto non vado a fermare la gente di brutto di buon mattino, però in effetti ho riconstatato... Sto parlando della Circoscrizione 9, lo avevo detto all'inizio, ma è sempre perché il Consigliere Liardo disturba, parla sopra le persone. Al di là di quello, in effetti poi si è creato non dico un capannello, perché non stavo facendo un comizio, però chiacchierando, coinvolgendo e parlando, la gente non sa di questo lavoro che stiamo facendo, non conosce il problema delle Circoscrizioni, non sa che c'è un Consiglio Comunale che sta facendo… (INTERVENTI FUORI MICROFONO). Io recupero. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) No, lei non può recuperare. Se la prenda con i suoi Colleghi di banco, compreso il Consigliere Viale, e non con la Presidenza. Come vede i suoi secondi sono stati interrotti. Prosegua pure, Consigliere Berthier. BERTHIER Ferdinando Grazie, è stato gentilissimo. Il problema è che, al di là del fatto che… (INTERVENTI FUORI MICROFONO). Basta, non riesco neanche a sentirmi, sembra di essere al circo, all'asilo. (INTERVENTI FUORI MICROFONO). Ho già capito come andranno a finire le prossime elezioni. Al di là di quello, cercando di essere un po' seri, questa è una verifica che ho fatto questa mattina e, a questo punto, la farò ancora e voglio capire come mai i cittadini non sono assolutamente a conoscenza del fatto che stiamo riscrivendo la mappatura della Città. Poi quando questa mattina gli ho comunicato che la loro Circoscrizione sarebbe stata accorpata mi hanno chiesto a che pro. Ho cercato di spiegarglielo, perché alcuni punti di queste proposte di deliberazione sono anche importanti, però tutte le cose ovvie che stiamo dicendo non solo da settimane, non solo da giorni, ma da mesi, perché a ridosso delle elezioni comunali sconvolgere il sistema, loro, ad un certo punto, mi chiedevano, visto che sono qui dentro, perché non posso fare qualcosa e gli ho spiegato che cosa stiamo facendo. Il problema è che… CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Ce lo spiega nel prossimo intervento. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Non c'è alcun fatto personale, per cortesia. Non ho sentito parole di richiamo nei suoi confronti, né offese riferite, Consigliere Liardo. LIARDO Enzo Il Consigliere Berthier si è girato mentre interveniva ed ha parlato della mia cravatta e poi ha detto una frase che non voglio ripetere. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Con il Consigliere Berthier accomodatevi fuori e vi chiarite sul colore della cravatta. La parola al Consigliere Marrone; le rammento che a due minuti a disposizione. MARRONE Maurizio Porto avanti questo ragionamento che interromperò e non c'è alcun problema. Innanzitutto, vorrei ricordare che questo taglio di rappresentanza popolare e anche di territorio che si sta portando avanti dietro la scusa di un taglio della spesa pubblica, che poi trova davvero poco riscontro nella misura in cui sapete benissimo che dalle opposizioni è arrivata la proposta, visto che è stato più volte ricordato anche dalla maggioranza che si tratta di volontariato politico, se è proprio questo il punto, anche di azzerare, se necessario, i gettoni di presenza e le indennità dei Consiglieri; lo hanno già fatto a lungo, ci sono stati dei periodi anche lunghi, di diversi mesi, in cui non hanno percepito il gettone, non ricordo le dimissioni di massa e neanche il calo di rendimento e di presenza nei Consigli. Se era questa la scusa (che ormai va molto di moda) per andare a colpire quella che è la rappresentanza del territorio, allora scusa non c'è, perché basterebbe recepire quella che è la nostra proposta di andare a togliere i gettoni di presenza e, a quel punto, la spesa sarebbe addirittura abbattuta. Si tratta evidentemente di un titolo da voler lanciare sui giornali; sappiamo che c'è un certo imbarazzo per quello che è accaduto in alcune Circoscrizioni, nella 5 in particolare. C'è l'evidente preoccupazione da parte del Sindaco Fassino per il fatto che le Circoscrizioni torinesi siano un tema delicato, un nervo scoperto nella prossima campagna elettorale, ed è evidente che lui lo vuole portare a casa, costringendoci a questa maratona, senza neanche la vostra convinzione rispetto al risultato della riforma stessa, solo per poter originariamente dire che ha dimezzato le Circoscrizioni, ma adesso il titolo di giornale risulterà molto affievolito visto che si tolgono 3 Circoscrizioni su 10. È davvero un risultato mediocre ed è un risultato, come ho percepito anche dagli interventi di molti Colleghi della maggioranza, che non è quello voluto. Ci sarà modo di approfondire questo tema, ma la stessa proposta di mozione di accompagnamento del PD è paradossale, perché, praticamente, si sente dire… CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Consigliere Marrone, il tempo a sua disposizione è terminato. La parola alla Consigliera Furnari. FURNARI Raffaella Devo dire la verità, sono abbastanza allibita. Vorrei premettere che rispetto il lavoro della Presidente Onofri e di tutti i Commissari di questa Commissione, però devo dire che sono anche allibita per il fatto che la maggioranza dica che è stata fatta una buona riforma. Direi proprio di no che non è buona, perché ha ragione il Consigliere Marrone, cioè la montagna ha partorito un topolino, in quanto, alla fine, abbiamo comunque abolito, anzi, si potrebbero abolire 3 Circoscrizioni su 10, per cui direi che non è stato un buon risultato. Detto ciò, ribadisco che rispetto assolutamente il lavoro della Commissione della Presidente Onofri. Se devo essere sincera, io avrei abolito tutte le Circoscrizioni, le avrei abolite totalmente, perché da 10 a 7 mi sembra che il risultato non cambi particolarmente. Detto ciò, non sapremo come andrà a finire questa votazione, ma noi auspichiamo che questa riforma non passi così com'è. Come Gruppo abbiamo fatto anche una proposta, che però pare che non sia stata neanche presa in considerazione. Sì, c'è stato qualche accorpamento degli emendamenti, insieme alla Giunta, ma niente di che, giusto per darci il contentino, pensando che noi ci accontentassimo. Direi proprio che non è il nostro caso e continueremo ad andare avanti anche con questo ostruzionismo. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola al Consigliere Greco Lucchina. GRECO LUCCHINA Paolo Desidererò poi intervenire quando sarà il mio turno, evidentemente così come hanno fatto i miei Colleghi, cioè presentando degli emendamenti di merito; ci tenevo a far sapere quella che era una proposta qualificante da parte del nostro Gruppo Consiliare. Detto questo, occorre far rilevare all'Aula un atteggiamento univoco da parte di questa minoranza consiliare, tenuto conto poi che la forza che fa riferimento al Movimento 5 Stelle non sta partecipando evidentemente all'ostruzionismo stesso. Io non interverrò sempre, però è stato richiamato un concetto dalla Consigliera Furnari che, secondo me, è centrale e non lo dico con un atteggiamento che può essere visto come populista. La Consigliera Furnari ci ha fatto riflettere sulla necessità o meno che ci siano le Circoscrizioni. Nel momento in cui si fa la riforma del Titolo V della Costituzione, nel momento in cui il dibattito sul decentramento assume un ruolo anche un po' strumentale, perché si dà la colpa alla mancanza di risorse in capo all'Ente che accentra, mi chiedo se la riflessione della Consigliera Furnari non sia assolutamente da tenere in considerazione: cioè, servono davvero le Circoscrizioni? La distanza percepita dal cittadino esiste davvero? Credo che, in questo momento, l'unica cosa che il cittadino si vuole sentire dire è se ci sono occasioni per creare nuovi posti di lavoro. Ci sono i dati della Caritas che ci vengono in soccorso… PORCINO Giovanni (Presidente) Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione l'accorpamento degli emendamenti dal n. S2 al n. S219, compreso l'accorpamento dei subemendamenti dal n. 1 al n. 4 all'emendamento n. S146 (esclusi i nn. S85, S86, S96, S107, S108, S138, S146 e S215): presenti 25, contrari 25. L'accorpamento degli emendamenti dal n. S2 al n. S219, compreso l'accorpamento dei subemendamenti dal n. 1 al n. 4 all'emendamento n. S146 (esclusi i nn. S85, S86, S96, S107, S108, S138, S146 e S215) è respinto. PORCINO Giovanni (Presidente) Passiamo all'analisi dell'emendamento n. S85, presentato dal Movimento 5 Stelle. La parola alla Consigliera Appendino. APPENDINO Chiara Solo per lasciare a verbale quanto contenuto in questo emendamento, che è molto breve e, in realtà, chi lo ha sottomano lo capisce nell'immediato. Questo emendamento, a differenza di quanto è scritto nello Statuto in cui si prevedono 6 Circoscrizioni, propone 5 Circoscrizioni. Di conseguenza, anche per quanto concerne il Regolamento, abbiamo fatto una proposta di emendamento che, in realtà, non è una cartina inventata da noi, bensì è semplicemente la riforma che aveva proposto l'allora Assessora Levi. Abbiamo comunque ritenuto necessario riproporre il modello a 5, visto il dibattito che c'è stato e visti anche gli emendamenti di maggioranza che sembrerebbero voler addirittura togliere il numero di Circoscrizioni all'interno dello Statuto, perché, una volta individuato che era totalmente riaperta la discussione, a differenza di quanto sembrava fosse avvenuto in sede di discussione della proposta di deliberazione in Commissione Decentramento, abbiamo preferito riavvicinarci alla nostra posizione iniziale, che vedeva, appunto, le 5 Circoscrizioni. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola al Consigliere Ricca. RICCA Fabrizio Sono contento di aver visto tutta l'opposizione - perché c'è un'opposizione ed una minoranza in questo Consiglio Comunale - iniziare questo ostruzionismo, perché chi è contro questa riforma lo deve dimostrare, perché chi fa ostruzionismo, chi cerca di fermare questa porcata che è stata presentata e che è stata emendata, vuole bene a questa Città e, invece, tutti gli altri evidentemente hanno degli inciuci con chi questa cosa l'ha presentata. È un concetto che ribadiremo da qui alla fine della discussione, fino all'ultima votazione del Regolamento, perché è importante ricordare a tutti il motivo per cui siamo qui; se qualcuno non fosse caduto nel tranello del Partito Democratico e non avesse liberato per l'Aula questa proposta di deliberazione, oggi staremmo parlando sicuramente di un'altra riforma del decentramento. L'importanza di una riforma di questo tipo è quando non viene condivisa; quando una riforma così importante non trova l'unanimità, vuol dire che una parte di città non è rappresentata, ma soprattutto ad una parte di città questa riforma non interessa proprio ed è per questo motivo che riproporremo e diremo fino alla fine dell'ultimo intervento per l'ultima votazione dello Statuto e del Regolamento che tutto questo noi lo stiamo facendo per azzerare i costi della politica all'interno delle Circoscrizioni... PORCINO Giovanni (Presidente) Invito i Consiglieri a stare in silenzio. Proceda pure, Consigliere Ricca. RICCA Fabrizio …e per poter portare quei soldi risparmiati all'interno del capitolo "salva sfratti". Oggi, riteniamo più importante dare un tetto sulla testa a quelle persone che non se lo possono permettere che avere una politica che, come ha dimostrato in questi anni, probabilmente perché governata dalla stessa forza che governa quest'Aula oggi, è assolutamente inutile. Quindi, noi continueremo da qui fino alla fine della discussione a ribadire questi due concetti che per noi sono fondamentali e che sono il motivo per cui, oggi, abbiamo deciso di intraprendere questa strada ostruzionistica che vuole provare a mettere i bastoni tra le ruote. Poi vedremo in questo muro contro muro chi sarà più forte e chi avrà più capacità di resistenza. Noi siamo qui e vi resteremo, perché non abbiamo alcuna intenzione di mollare nemmeno di un centimetro la nostra posizione. Anzi, io sono convinto che più passeranno le ore e più la nostra forza sarà maggiore, perché siamo convinti delle nostre idee, perché siamo convinti che questa riforma vada bloccata e soprattutto perché siamo convinti che una riforma che non è condivisa debba essere stoppata. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola al Consigliere Magliano. MAGLIANO Silvio Rispetto all'emendamento in questione, prima sorridevo con la Consigliera Appendino: ne voleva 5 per conformare questa Città ai Cinque Stelle ed è forse questo il motivo per cui portava le Circoscrizioni da 6 a 5. Al di là delle battute, ritengo che, come emerso durante una discussione con il Consigliere Alunno, il tema dello Sportello Unico dovrà essere approfondito, perché la dimensione dello Sportello oppure l'Agenzia di Sviluppo del Territorio sono due modalità diverse con le quali andremo a pensare nei nostri 23 o 22 quartieri la possibilità di implementare quello che accade nei nostri territori dal punto di vista dei servizi che offriamo. Quando si parla di sportello, spesso, nella percezione della gente, vengono in mente quegli sportelli con delle code interminabili, dove dall'altra parte si trova qualcuno che non è mai in grado di dare in maniera veloce le risposte alle domande o ai temi che vengono posti. La preoccupazione che, secondo me, vale la pena avere in questo caso è pensare non a uno Sportello, ma ad un'Agenzia di Sviluppo del Territorio, che deve però avere al suo interno del personale formato. Mi auguro che, da questo punto di vista, l'Amministrazione invece che fare uno spostamento di dipendenti, provi a pensare se sia necessario trovare delle competenze all'interno del mercato del lavoro, competenze che magari abbiano a che fare con la capacità di risolvere dei problemi, e andare a cogliere le opportunità che bandi, non solo dell'Unione Europea, ma anche di quelli a volte proposti da fondazioni di origine bancaria o private, permettono per la creazione di una infrastrutturazione sociale. Mi riferisco alla Fondazione Siemens, alla Fondazione Enel Cuore, alla Fondazione Vodafone, che hanno sostenuto e sostengono ancora anche nelle Amministrazioni progetti che permettono di avere punti di riferimento di questo tipo sui territori, per cui mi auguro che, anche se non è presente la parola Sportello all'interno del testo della riforma, perché si occupa di materia di lavoro ed organizzazione degli uffici, cosa che non dipende... PORCINO Giovanni (Presidente) Perché sospende l'intervento, Consigliere Magliano? MAGLIANO Silvio Perché non c'è silenzio, Presidente. PORCINO Giovanni (Presidente) Mi sembra che ci sia silenzio. Possiamo rivendicare il silenzio, ma non l'attenzione, quella è facoltativa. Proceda con il suo intervento, Consigliere Magliano. MAGLIANO Silvio Mi auguro che, quando si andrà ad immaginare questa tipologia di servizio, questa tipologia di ramificazione della nostra Amministrazione sui territori, si abbia a cuore l'output che deve essere, di fatto, dato ai cittadini da parte di questa struttura - Sportello o Agenzia che sia - e non solo ed esclusivamente a fornire informazioni o a mettere insieme tutte le informazioni di cui i nostri Regolamenti sono pieni, perché abbiamo bisogno di dare un segnale forte che il cittadino che si reca nelle Istituzioni per avere... PORCINO Giovanni (Presidente) Il tempo a sua disposizione è terminato, Consigliere Magliano. La parola al Consigliere Carbonero. CARBONERO Roberto Vorrei continuare il ragionamento di prima e cioè il fatto che, alla fine, un qualcosa che poteva segnare un vero rinnovamento politico-amministrativo è naufragato nell'aver spinto a tutti i costi una riforma fortemente voluta dalla Giunta, fortemente disegnata dall'Assessore e dai suoi collaboratori, anche perché l'Assessore da solo non credo che riesca a fare veramente tutto. Se ci riesce, sono contento perché è un fenomeno. Però è stata fortemente voluta politicamente, probabilmente non tanto dal Sindaco Fassino, ma dallo stesso Assessore, per assettare la Città in un certo modo. Dov'è però che questo assetto è venuto a mancare? Nel momento in cui si è andati a ridisegnare i confini, perché non accontentavano invece la politica;i confini politici non combinavano con i confini amministrativi. Questo è stato abbastanza brutto da vedersi, perché - lo ripeto - è stato un lavoro faticoso, un lavoro lungo, che ci ha visto anche chiacchierare (ricordo alcune chiacchierate di sera, magari andando verso il parcheggio, insieme al Consigliere La Ganga) su come poteva, in qualche modo, rivedersi la situazione e quindi è stato un modo anche proprio di condividere una politica estremamente sana. Tutto questo è stato vanificato perché, da una parte, la maggioranza doveva ancora assicurarsi il suo bacino - e guai a toccarglielo, perché avrebbe dato di matto se questo si fosse sballato - e, dall'altra parte, la prepotenza - giusta e logica - dell'Assessore, che voleva comunque riuscire a disimpegnare al massimo la Città da certi costi. Attenzione però, che su quelli che sono i costi delle Circoscrizioni... PORCINO Giovanni (Presidente) (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Prima la parola al Consigliere Marrone. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). |