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PORCINO Giovanni (Presidente) Riprendiamo l'esame congiunto della proposta di deliberazione n. mecc. 201502366/002, presentata dai Consiglieri Onofri, Alunno e La Ganga in data 4 maggio 2015, avente per oggetto: "Riforma del Decentramento e della Partecipazione - Modifiche allo Statuto della Città". della proposta di mozione n. mecc. 201505259/002, presentata dai Consiglieri Ricca e Carbonero in data 2 novembre 2015, avente per oggetto: "Accompagnamento alla deliberazione (mecc. 201502366/002) 'Statuto Decentramento' - Indennità e gettone presenza a favore dell'emergenza sfratti". e della proposta di mozione n. mecc. 201505476/002, presentata dai Consiglieri Centillo, Onofri, Paolino, Altamura, Scanderebech, Muzzarelli, Laterza, Carretta e Nomis in data 9 novembre 2015, avente per oggetto: "Accompagnamento alla deliberazione (mecc. 201502366/002) 'Decentramento'". PORCINO Giovanni (Presidente) La parola al Consigliere Altamura. ALTAMURA Alessandro Grazie, Presidente. Grazie alla "candidata" Appendino per il confuso intervento e grazie al Consigliere Ricca per il consiglio. Come lei sa, da Statuto, da Regolamento, da Legge 267, questa riforma è prerogativa consiliare, su questo fra l'altro già nel precedente mandato ci eravamo esercitati con alterne vicende. La ringrazio comunque per l'invito, che estenderò alla Giunta in quanto presente con l'Assessore Lavolta, quindi per il prosieguo dei lavori tutti ci auguriamo che ci raggiunga presto anche l'Assessore Passoni, che però mi sembra che ieri sia stato tutta la giornata con noi in Consiglio, a differenza di altri Assessori spesso latitanti. Quindi, riprendendo l'argomento e senza farmi disturbare da un rumore di fondo che, Presidente… La prego, Presidente, lei si fa disturbare e così disturba anche il sottoscritto. Due semplici valutazioni sulla mozione che è stata presentata da me e ovviamente ringrazio sia il Gruppo e, in particolare, le Consigliere Centillo e Onofri, che insieme al Capogruppo hanno lavorato, come è stato detto, ad una mediazione che è politica e qualcuno spesso dimentica che è la politica che alla fine deve trovare il modo di concludere un percorso. Io non credo, fra l'altro (cosa che alcuni Colleghi del centrodestra hanno già ribadito più volte), che ci si sia esercitati in mappe, cartine e piccoli quartierini; credo proprio di no. Lasciamo perdere qualche estemporanea uscita giornalistica, però lei, Consigliera, sa che il gioco del RisiKo piaceva a tutti noi da giovani e qualcuno ha conservato questa affettuosa abitudine, non punibile fra l'altro, anzi. Io invece credo che la discussione di oggi e quella di ieri dimostra, così come il lavoro della Commissione e della Presidente Onofri, che ci sia stato un grande impegno e lo dico anche all'opposizione. Perché quando ci lamentiamo su numeri che oggi, magari, possono premiare maggiormente il centrosinistra che governa questa Città, ma io ricordo (e molti di noi lo ricordano, anche i miei Colleghi qui seduti vicino a me) che il centrodestra vinceva in molte Circoscrizioni; ricordo in particolare la prima, la settima, l'ottava, la nona. E all'inizio appunto, come mi ricorda bene il Consigliere Alunno, con numeri anche molto più significativi. Però una riforma che partiva da 23 quartieri nell'80, che dal volontariato degli anni Settanta fino all'85 le fa diventare dieci Circoscrizioni, riforma che ha avuto un ulteriore sviluppo con la versione del '95, un ulteriore sviluppo non concluso con la proposta di riforma della precedente Giunta e del precedente Consiglio, che andava ad assestarsi - se non ricordo male - sulle cinque Circoscrizioni, e su una mediazione politica che anche i Colleghi dell'opposizione devono riconoscere, può piacere o non piacere, ma io sono convinto che se una riforma si decide insieme, come maggioranza e in particolare come Partito Democratico, quindi come primo Partito che ha la responsabilità di esprimere il Sindaco di questa Città ed il governo di questa Città, è altrettanto necessario essere chiari su questo, vi assicuro che non tutte le idee e le valutazioni andavano nella stessa direzione, la sintesi però e su questo sia la Consigliera Onofri che ha guidato la Presidenza di quella Commissione insieme ai Consiglieri Alunno e La Ganga, sia il lavoro fatto sulla mozione di accompagnamento, che propone, secondo me, due spunti che vengono sottovalutati. Il primo punto: se noi andiamo verso una riforma vera del decentramento amministrativo, ed è un tema nazionale, lo ha ripreso bene il Consigliere Marrone facendo delle valutazioni rispetto alla riforma Delrio sulle Province che però non chiudono le porte al voto diretto, Collega. Non le chiudono in funzione, e lei lo sa perfettamente, soprattutto per chi cita i boroughs, piuttosto che gli arrondissements, piuttosto che le municipalità, che un domani sarà proprio l'elezione diretta del Sindaco metropolitano a permettere che migliori la selezione della classe dirigente sul territorio. Io da sempre sono stato un sostenitore - lo sanno bene i miei Colleghi - dell'elezione diretta dei Presidenti di Circoscrizione. Sono altrettanto convinto che la partecipazione dal basso avvenga con il coinvolgimento e che la disaffezione al voto che ha citato il Consigliere Marrone, segnalando anche ovviamente la grave piaga dell'astensione causata anche e soprattutto dall'antipolitica, si combatte anche così. E con le opposizioni e con il centrodestra più volte ci siamo trovati a ragionare anche in una direzione diversa da quella che oggi stiamo provando a concludere, ma è una direzione che ci permette almeno di porre dei paletti sulle manutenzioni, verde, strade… manutenzione ordinaria, verde, strade, edifici, su un lavoro di rapporto nuovo anche con la cittadinanza, su Enti che - è vero - rischiano di diventare più nevralgici, perché hanno territori maggiori, anche differenti tra loro, soprattutto per quelle Circoscrizioni che vengono accorpate. E questo è un impegno che abbiamo preso tutti, anche come Partito Democratico; un impegno a valorizzare anche con la comunicazione, con la conoscenza presso la cittadinanza della nuova riforma, dei nuovi quartieri e di come funzioneranno e del sostegno che dovranno dare le Giunte amministrative a questi nuovi quartieri. Io ritengo che poi il punto legato in modo demagogico ai tagli della politica, ho letto, cara Consigliera Appendino, le puerili proposte del Movimento 5 Stelle anche recenti, ho l'abitudine di provare a parlare con i numeri cercando di farmi capire e la riforma del decentramento, oggi come oggi, varrà circa 1.200.000 o 1.300.000 Euro annui di risparmi, senza considerare le sedi che verranno dismesse e che probabilmente potranno essere alienate. Vale molto di più questa riforma del possibile taglio degli staffisti del Sindaco nel prossimo mandato amministrativo; vale molto di più del mancato taglio degli staffisti in Regione, che costano molto di più. Tra l'altro, staffisti del Gruppo Movimento 5 Stelle che spesso diventano deputati e senatori, quindi una piccola casta, in fondo. Io non sono mai stato un patito degli staffisti e non sarò mai uno staffista, Consigliere Alunno, probabilmente nemmeno deputato o senatore, lei ha ragione, ma me ne vanto di non volerlo essere, preferisco l'impegno al servizio dei torinesi. Però se creiamo il poltronificio da una parte e dall'altra parte creiamo invece il presupposto della cancellazione di quelli che sono i minimi spazi di agibilità democratica, perché nella democrazia c'è anche la scelta, c'è la discrezione, si paga dazio se si sbagliano collaboratori, spesso si va anche a casa, ma il diritto-dovere di scegliere chi vogliamo per poter esercitare liberamente il nostro mandato amministrativo, chiunque, compreso il Sindaco di questa Città, deve poterlo fare sempre, perché questa è la democrazia. Questa è la democrazia: si paga dazio se si sbaglia, se non si sbaglia, ovviamente, si governa. Voglio essere chiaro con la Consigliera Appendino e con il Consigliere Liardo, lei pensi a fare lo staffista la prossima volta. Considerando il risparmio di sette milioni e mezzo di Euro, considerando la riorganizzazione della futura macchina amministrativa… Consigliere Alunno, però lei interrompe il Consigliere Cassiani… Non interrompa il Consigliere Cassiani, mentre disturba il Consigliere Altamura. Noi voteremo una buona riforma. Proverei ad avviarmi alla conclusione. Se però tutta la discussione che è stata fatta si risolve semplicemente nella demagogica azione di taglio o di risparmio, non abbiamo assolutamente capito nulla di questa riforma. E se è questo il punto centrale di tutta la discussione anche politica delle prossime elezioni amministrative, io credo che i cittadini torinesi non meritino quella discussione. Facciamo in modo che non sia quello il nodo della campagna elettorale, perché avremmo sbagliato tutti. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola al Consigliere D'Amico. D'AMICO Angelo Cominciamo. PD, Partito Democratico, ora dovete spiegarmi cosa … avete di democratico voi e questa è una cosa che… PORCINO Giovanni (Presidente) Consigliere, cominciamo male! Non sono ammessi comportamenti e atteggiamenti oltraggiosi, Consigliere, la richiamo formalmente. D'AMICO Angelo Chiedo scusa e rettifico. Che caspiterina avete di democratico voi? Questa vostra riforma è in linea con la vostra filosofia, cioè l'annientamento totale della democrazia. Avete preso un buon esempio da quello che è il comico che oggi governa, siede a Palazzo Chigi, che ha pensato bene di fare una riforma sul Senato, la prima Camera dello Stato, la Camera più nobile, e guarda caso proprio quella camera dove il Partito Democratico e la sinistra in genere hanno sempre avuto difficoltà nel trovare i numeri. Quindi cosa facciamo? Riformiamo il Senato, cassiamo il Senato, o meglio non lo cassiamo; dove siamo forti? Nelle Regioni? Bene, allora i Senatori vengono nominati dalle Regioni. Non pago, sempre lo stesso comico, adesso, è quello che sta a Palazzo Chigi oggi, sta pensando anche a riformare le Regioni: troppe Regioni, bene, dove sono le Regioni dove perdiamo? Allora, queste le accorpiamo con quelle dove siamo più forti, così portiamo a casa pure quelle. E voi, per non sentirvi da meno, cosa fate in Città? Aboliamo, o perlomeno, limitiamo la democrazia all'interno della nostra Città riducendo il numero delle Circoscrizioni. Questa è un'espressione che ritengo poco democratica. Quando affronteremo la discussione sugli emendamenti, cercherò di ricordarvi alcuni concetti fondamentali sul significato di democrazia, sul significato di politica, sul significato di democrazia partecipativa, ma quello lo faremo più tardi, però questo è quello che oggi questo Partito di maggioranza di questa Città vuole fare, vuole emulare il comico romano per non sentirsi da meno, cerca anche all'interno della sua Città di portare gli stessi atteggiamenti. Questi atteggiamenti non ci trovano concordi e favorevoli, anche perché questa deliberazione doveva nascere dal confronto di una Commissione nata da hoc. Mi voglio allineare e ringraziare la Presidente e tutti i componenti che hanno lavorato in maniera seria per cercare di tirare fuori una riforma più o meno condivisa da tutti, questo non è stato fatto, perché il documento che è uscito da quella Commissione non è il documento che in questi giorni, in queste lunghe nottate ci apprestiamo a votare. Sapete perché non è lo stesso documento? Come me e come la maggior parte dei Colleghi che hanno partecipato alle Commissioni negli ultimi trenta giorni avrà avuto modo di vedere che l'interesse da parte dei Colleghi del Partito Democratico alle Commissioni era abbastanza scarso, perché si creavano capannelli di due-tre principi (non dico boss perché potrebbe essere offensivo), i principi di alcune Circoscrizioni che si trovavano in disparte con la cartina in mano e cercavano, giocando anche alla morra, di dividersi i confini, cercando di accorpare: "Qui ho più voti, qui ne ho meno, togliamo questo, aggiungiamo questo". Questa è una vergogna, una vergogna, perché se noi dobbiamo passare alla nuova classe dirigente, ai giovani che intendono fare politica questi atteggiamenti, partiamo con il piede sbagliato. Come dicevo, quindi, all'interno di queste Commissioni questi figuri si trovavano oggi con l'amico della Circoscrizione 3 - cito delle Circoscrizioni a caso - cercando di rubare un pezzettino all'amico della Circoscrizione 4, poi il giorno dopo si trovavano con l'amico della Circoscrizione 4 cercando di rubare un pezzettino all'amico della Circoscrizione 3, a volte anche in maniera imbarazzante. Ho avuto modo di assistere ad alcuni dei loro incontri, in maniera truffaldina da parte mia, e sentivo delle cose che effettivamente c'era da mettersi le mani nei capelli, e questa è la vostra riforma e quello che voi pensate del futuro della Città? Questo è il mettervi d'accordo sotto banco tra di voi. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). PORCINO Giovanni (Presidente) Scusate, parliamo uno per volta. D'AMICO Angelo Per cortesia, stia bravo e pensi a guardare il computer. Quindi se questo è il vostro pensiero - per l'amor di Dio, è legittimo -, ci apprestiamo a stare qui, per quanto mi riguarda possiamo stare qui ad oltranza, non mi alzerò da questo scranno finché non sarà votato l'ultimo emendamento, fino a che non sarà fatta l'ultima votazione sulla deliberazione, perché non voglio essere complice di questo vostro atteggiamento. Non rappresento quella parte politica che cerca di limitare la democrazia, perché di questo si tratta. È inutile che ce la venite a vendere sui risparmi, sapete benissimo che il risparmio non c'è; ce la venite a vendere cercando di ottimizzare i servizi mentre i servizi, una parte, vengono eliminati o ridotti ai cittadini. Questa è soltanto una riforma che serve a voi, così come ha fatto il comico romano, un modo per eliminare il Senato dove non aveva voti, dove non riusciva ad avere i numeri, quindi ha trovato l'escamotage della riforma del Senato, così accadrà con le Regioni, mi auguro che anche lì le forze dell'opposizione si facciano sentire. E oggi voi lo volete fare a Torino, esclusivamente per una sola mira, quella elettorale, per cercare di poter posizionare i vostri speaker in determinate Circoscrizioni, per poter inserire con la Giunta esterna quelli che rimangono fuori, che vengono trombati: questo è il vostro modo di fare politica. Ripeto, io non la penso in questo modo, non condivido il vostro pensiero e, come ho già detto in precedenza, magari annoiandovi anche un po', cercherò di ricordarvi i tre principi base sui quali sono stese le fondamenta per poter fare politica e quindi avrete modo di ascoltarmi più tardi. Sappiate che per quanto mi riguarda, e credo di poter parlare anche a nome di tutta quanta l'opposizione, troverete in noi un atteggiamento molto molto rigido: faremo di tutto, tutto quello che sarà a noi possibile, chiaramente in maniera legale e rispettando il Regolamento. Faccio un invito al Presidente: le farò delle richieste, se saranno al di fuori del Regolamento, le chiedo di cassarle, ma quelle che invece rispettano le prerogative di un Consigliere le chiedo che vengano accettate. Questo è tutto quello che vi dovevo dire, a più tardi. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola al Consigliere Paolino. PAOLINO Michele Ha detto bene il Presidente Altamura quando ci ha richiamato a ricordarci che dobbiamo avere a cuore i cittadini e provare a offrire loro uno spettacolo che sia all'altezza dello loro richieste, delle loro esigenze, allora noi invece ancora una volta la portiamo sul politichese e sulla contrapposizione politica. Il fatto di aver scelto di fare una Commissione era il segno che si voleva realizzare una riforma nella maniera più condivisa possibile. Ognuno ha le sue responsabilità rispetto al fatto che non si sia riusciti ad arrivare in Aula con un testo condiviso, ognuno si assuma le proprie. Noi ci assumiamo, oltre a questa, la responsabilità di arrivare in Aula con un testo e cercare di portare a casa una riforma attesa da tanto tempo, non da qualche soggetto politico, attesa dalle associazioni, attesa dai cittadini, attesa da chi ritiene… ve lo dice uno che ha avuto l'umiltà di andare in Circoscrizione a fare servizio politico per molti anni, ho fatto il Consigliere di Circoscrizione senza gettone per cinque anni... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Può rinunciare anche lei al gettone. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). …a fare servizio politico, perché questo dovrebbe essere la politica, mentre spesso è mostrare i muscoli. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). PORCINO Giovanni (Presidente) Scusate, Consiglieri, rimaniamo in silenzio! Parliamo uno per volta, ascoltiamo gli interventi degli altri, per cortesia. PAOLINO Michele L'uomo in divisa si riferisce all'olio di ricino, ne ha una damigiana da parte per noi? Come ogni volta vuole educarci e metterci in riga, ma ci consenta, caro uomo in divisa, noi non ci adeguiamo né alle divise, abbiamo una storia alta in questo senso, e quindi ha perso una volta, perderà anche un'altra, non si preoccupi, abbia un atteggiamento decoroso, per cortesia! Presidente, vorrei poter svolgere qualche riflessione politica, provare a parlare del merito, anche tenendo conto della mia esperienza in Circoscrizione. Mi sembra che quest'Aula voglia perdere ancora una volta l'occasione di dimostrare maturità e provare a cambiare le cose. Ecco, noi questo lo diciamo con forza: vogliamo provare a cambiare le cose, non ci abituiamo al fatto che rimangano così, sarà poco, sarà molto meno rispetto a quello che desideravamo? Sì, possibile. Ne siamo consapevoli, ma è un segno ed è anche una prova di coraggio, anche con le difficoltà dell'Aula e dell'impegno di ciascuno di noi, di conciliare l'attività dell'Aula con gli impegni che abbiamo fuori di qui, ma vogliamo portare in fondo questo tentativo di riforma. Credo che se lo meritino le persone di avere delle Circoscrizioni che funzionano, che siano efficaci, che siano adeguate ai tempi, le associazioni hanno bisogno di avere dei luoghi dove potersi esprimere, con chi potersi confrontare. I cittadini hanno bisogno di essere ascoltati, hanno bisogno che ci sia pochissima distanza tra il problema e la soluzione e dare più competenza alle Circoscrizioni, parte che non ha interessato nessuno. Se approviamo questo Statuto e questo Regolamento diamo più competenze, diamo le risorse a chi è vicino ai cittadini, davvero tutti giorni a stretto contatto, e gli diamo la possibilità di risolvere subito il problema. Questo vuol dire accorciare la catena di comando, questo vuol dire diminuire, cedere noi il potere centrale e poterlo dare a chi è in prossimità. Si chiama democrazia, Consigliere D'Amico, lo so che fugge dalla parola democrazia, che non c'entra niente con la parola democrazia, ma si chiama democrazia. È per questo che abbiamo mantenuto un Consiglio, anzi abbiamo cercato anche di dare più forza a questo Consiglio, ci siamo immaginati anche delle figure nuove, qualcuno potrà non condividerle. Abbiamo pensato di dare forza ai quartieri perché, suonerà strano in questo dibattito, ma immaginiamo la Città come un insieme di comunità, pensiamo alle persone che vivono in un caseggiato o che vivono in un borgo che appartengono ad una comunità, e che questo sia un valore. L'abbiamo scritto in questo Regolamento, in questo Statuto, che la sussidiarietà è un principio che vogliamo provare ad applicare in concreto. Mi avvio a concludere, mi auguro ci sia ancora, ci sarà nella maggioranza, e mi auguro che ci sia anche in altri Consiglieri il coraggio di provare a cambiare, di non arrendersi e lasciare le cose così come sono che tanto stiamo bene, perché così non è, perché è cambiato il mondo, perché ci sono meno risorse, perché dobbiamo far ritornare le Circoscrizioni a quello che erano, non una palestra dove scontrarci tra maggioranza e minoranza, ma un luogo dove facciamo crescere la nuova classe dirigente di questa Città, dove formiamo le nuove generazioni per la politica. Così come è successo per esempio a molti, alla Consigliera Ambrogio e a molti del Gruppo che esprime la Consigliera Ambrogio, che è un merito che io riconosco, perché con molti di loro ci siamo confrontati negli anni e siamo cresciuti insieme e ci siamo anche fortemente contrapposti, ma siamo cresciuti da lì, le Circoscrizioni possono tornare ad essere questo. Immagino che questa battaglia si consumerà, così come si è preannunciata in questi giorni, in maniera contrapposta, molto pesante. Invece proverei ancora una volta, fino alla fine, a spostare l'attenzione da noi stessi, dal nostro ombelico, da questa Sala e guardare verso la gente, guardare verso le persone, guardare verso le Istituzioni. Noi non siamo qui a rappresentare noi stessi, ma siamo a rappresentare delle Istituzioni e queste hanno una dignità e meritano il massimo del rispetto, anche nello sforzo di provare a migliorarle, a cambiarle; questo è l'obiettivo che ci proponiamo. Visto che limiteremo al massimo gli interventi sugli emendamenti, volevo che fosse chiaro, non ci saranno emendamenti che diminuiscono le competenze, si cercherà di introdurre elementi più innovativi possibili, compresa la valorizzazione dei quartieri, compresa anche l'introduzione di figure come quella dello speaker, poi deciderà l'Aula. È una forma, è un segno di immaginare quei Consigli con una nuova maturità e con maggiore democrazia, perché non si lascia tutto sulle spalle di una persona sola al comando, non è nella nostra tradizione e nella nostra cultura. Renderle più mature, vuol dire dare più responsabilità e anche la Giunta si assume delle responsabilità, oltre il Consiglio, mentre oggi questo non è così, quindi secondo noi molti degli emendamenti migliorano l'impianto della deliberazione. Quello che voglio ribadire è, anche con un po' di emozione e un po' di merito in capo alla maggioranza, che questa volta siamo arrivati molto vicino ad un obiettivo che ci si era proposti in più occasioni e questa volta noi vogliamo raccogliere questo obiettivo, quindi comprendo lo sforzo dell'opposizione, ancora disponibili a fare tutti i ragionamenti che volete, ma noi andiamo avanti fino all'approvazione di questo testo. PORCINO Giovanni (Presidente) Con questo intervento si conclude il dibattito generale sulle due deliberazioni e sulle relative mozioni di accompagnamento. La parola, per la replica, alla Consigliera Onofri. ONOFRI Laura Prima di tutto ringrazio i Consiglieri e le Consigliere per l'apprezzamento del lavoro della Commissione, mi ha fatto molto piacere che così, quasi all'unanimità, ci sia stato almeno il riconoscimento che la Commissione ha lavorato, ha lavorato molto e in ogni caso ha cercato di portare le visioni un po' di tutti in questa deliberazione, anche se con contrapposizioni sicuramente con tante forze politiche. Ho ascoltato ieri e oggi tutti gli interventi con attenzione ed interesse e, come mi ha dato atto la Consigliera Ambrogio, che ringrazio, non mi sono mai mossa dall'Aula, perché credo sia prima di tutto un mio dovere ascoltare i contributi di tutti i Consiglieri e ascoltare cosa hanno da dire su questa deliberazione, sia per l'importanza di una riforma che è aspettata da anni e che definisce un nuovo assetto amministrativo e organizzativo del decentramento, quindi mi sembra, oltre che doveroso, importante esserci e dovrebbero esserci tutti. In questo mi unisco alle considerazioni della Consigliera Centillo che dice che forse una presenza un po' più corposa della Giunta sarebbe stata gradita, ringraziamo l'Assessore Lavolta, ma insomma forse qualche altro Assessore ci avrebbe fatto piacere. Mi sembra di rilevare da tutti gli interventi che le critiche sono sostanzialmente di due tipi. Le prime, molti Consiglieri hanno detto la riforma non ha nulla di così innovativo, si danno più competenze, più risorse, si tagliano poco i costi, ma di fatto non è una riforma rivoluzionaria ed allora tanto valeva lasciare tutto così com'è. A queste critiche mi sento, prima di tutto, di rispondere chiedendo quali sono stati gli elementi innovativi emersi in Commissione che non sono stati recepiti, cioè, io voglio veramente capire, specialmente dai componenti della Commissione, che cosa è emerso lì che non è stato recepito nella deliberazione, quali contributi sono venuti anche dall'opposizione stessa, se non quelli di mantenere lo status quo, rispetto al numero, alle competenze, che sembra essere, come ha rilevato ieri già qualcun altro, l'unico aspetto della riforma che interessi. Un esempio per tutti, la proposta del Consigliere Ricca fatta ieri, che io non condivido, di azzerare gli emolumenti ai Consiglieri di Circoscrizione è stata fatta in quest'Aula con la presentazione di un emendamento. Non è mai stata portata in Commissione per una discussione e ce n'è stato tutto il tempo. Quindi mi chiedo, e questo è solo un esempio, se c'erano da parte dell'opposizione problemi innovativi che si voleva discutere, c'è stato tutto il tempo per farlo. Se anche quella proposta aveva un valore vero e non ostruzionistico, perché non presentarla in Commissione? Credo, invece, che questa riforma abbia al suo interno princìpi innovatori importanti, come lo snellimento degli apparati politici e burocratici, la rivitalizzazione del volontariato e della sussidiarietà, come ha appena detto il mio Capogruppo, sussidiarietà che è piena già nelle Circoscrizioni, che c'è, la rilevanza esterna della Giunta, un altro cardine della riforma importante, il rilancio della partecipazione della cittadinanza che potrà avere negli strumenti individuati, come per esempio il Bilancio partecipativo o altri strumenti che potranno in seguito essere individuati dagli stessi cittadini e cittadine, una risposta funzionale. Però vorrei un po' di silenzio, perché rimbomba tutto. Scusate, ma non si riesce a fare una discussione… (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Se non interessa, si può uscire. PORCINO Giovanni (Presidente) Scusate, i dibattiti tra di voi svolgeteli in altra sede. Ripristiniamo il silenzio. Prego, Consigliera Onofri. ONOFRI Laura Inoltre, l'introduzione del principio della democrazia paritaria previsto dall'articolo 51 della nostra Costituzione, con l'introduzione della doppia preferenza rispetto al genere anche nelle Circoscrizioni, cosa non prevista dalla Legge, così appunto da renderla in linea con le altre Istituzioni del Paese, che invece la prevedono; il recupero della dimensione dei quartieri storici, come è già stato più volte sottolineato, non mi soffermo; un nuovo assetto sul piano amministrativo, più snello e funzionale. Non è vero, ho sentito qualcuno che ha detto: "Ma amministrativamente non cambia nulla", no, si tratta di una riforma istituzionale, ma anche e molto importante a livello amministrativo. Lo sapremo solo in futuro se la riforma risulterà funzionale, risulterà al passo con i tempi e le richieste che ci arrivano dalle persone, dalla gente. Sicuramente sappiamo che i principi, seppur declinati in norme puntali e precise, non bastano a cambiare, a innovare, a migliorare. Lo abbiamo verificato nell'analisi delle competenze che attualmente sono delegate alle Circoscrizioni, alcune, pur normate sulla carta, di fatto, non erano svolte dalle Circoscrizioni stesse. Sicuramente ci sarà bisogno di persone, sia da un punto di vista politico che ammnistrativo, che con entusiasmo, competenza e voglia di cambiamento dovranno saper interpretare bene questo rinnovamento, a cominciare dalla selezione della classe politica, che dovrà sul territorio confrontarsi con sfide nuove ed impegnative. Un'altra critica che ci è stata mossa è quella di voler fare una riforma a colpi di maggioranza, senza tener conto del contributo della minoranza. Rispedisco al mittente questa accusa: sia in Commissione sia nel lungo periodo, come è stato rilevato, che c'è stato un lungo periodo da quando abbiamo liberato la bozza della Commissione fino ad oggi che è arrivata in Aula, ma sulla lunghezza dei tempi tornerò in seguito, da quando c'è stato questo lasso di tempo, c'è sempre stata la nostra disponibilità a modificare, rivedere, mediare l'impianto della riforma, con tutti i soggetti interessati alla riforma stessa, Presidenti di Circoscrizione, Gruppi Consiliari, singoli Consiglieri, forze politiche. Un esempio di questa disponibilità e della nostra elasticità è la proposta di diminuzione del numero dei Consiglieri a venti, qualcuno ieri lo ha detto, questa proposta ricordo che era stata avanzata in Commissione proprio dal PD e precisamente dal Consigliere La Ganga, ma ha trovato la resistenza dei Partiti minori, sia di maggioranza che di opposizione, poiché la soglia di sbarramento sarebbe passata al 10%. Su questo punto, ritenendo che una riforma non la si faccia ad uso ed interesse personale esclusivo di un Partito, del Partito più numeroso, abbiamo deciso di cassare la proposta che pur ritenevamo corretta e in linea con le altre riforme istituzionali di questi tempi. Un altro ordine di critiche è stato quello mosso da alcuni Consiglieri circa le mediazioni e gli interventi che avrebbero stravolto la riforma così come uscita dalla Commissione. Non nego, e l'ho sempre detto e qui lo riaffermo, che la bozza di riforma uscita dalla Commissione era a mio parere più coraggiosa e meno imbrigliata in logiche politiche e forse sì più tecnica, come ha detto qualcuno in modo critico, ma rivendico questo ruolo alla Commissione e l'ho detto nell'illustrazione della deliberazione: forse non tutti sono riusciti a cogliere la portata della riforma ed è mancato il coraggio per superare le difficoltà ideologiche che spesso ostacolano il vento riformatore, ma il coraggio è mancato soprattutto a quelle forze che ora muovono critiche alla riforma e che non hanno sostenuto l'opera della Commissione. Non credo che la riforma sarà snaturata, quando e se saranno approvati alcuni emendamenti importanti, l'impianto centrale è lo stesso, il numero e i confini, che assolutamente avrei proferito che fossero quelli usciti dalla bozza della Commissione, e qui lo rivendico, potranno essere in futuro anche modificati, anche alla luce degli sviluppi che avrà la Città Metropolitana. Sono d'accordo con il Consigliere Magliano quando dice che ci potevamo ispirare al modello di decentramento di città come Bruxelles, o altre, però mi sembra che ci sia una discrasia invece quando allo stesso tempo il Consigliere Magliano afferma che, appena cerchiamo di dare un po' più di autonomia alle Circoscrizioni, si ha però la paura che non ci sia un'omogeneità nell'erogazione dei servizi, forse dobbiamo deciderci: o diamo più autonomia alle Circoscrizioni e le lasciamo libere di decidere, oppure il decentramento non parte neanche. Voglio ancora rispondere ad alcune critiche rispetto ai tempi. Il tempo intercorso dalla presentazione della deliberazione alla discussione odierna, criticato da molti Consiglieri che hanno detto che è passato troppo tempo, ha però una sua risposta ed è questa anche una risposta di democraticità e di partecipazione dei cittadini a questo iter. Il periodo di proroghe richiesto dalle Circoscrizioni per i pareri hanno - è vero - dilatato i tempi, ma credo che questo risponda all'esigenza di democraticità e partecipazione dei cittadini invocata proprio da molti, tra cui il Consigliere Berthier, che non vedo in Aula, che auspicava che i cittadini fossero ascoltati sulla riforma. Credo che fosse opportuno che le Circoscrizioni avessero tutto il tempo necessario per poter nei tempi e nei modi ritenuti più opportuni ascoltare il loro territorio e formulare, così come è stato fatto, rilievi ed osservazioni, oltretutto su un tema che li riguarda direttamente; quindi credo che i cittadini siano stati ascoltati proprio sul loro territorio. Spero ed auspico che questo percorso sia stato fatto all'interno di ogni singola Circoscrizione e, se così non fosse, questa è un'ulteriore prova che le Circoscrizioni hanno un'assoluta necessità di essere riorganizzate, perché se le Circoscrizioni non hanno saputo, su questo tema che le riguarda, sentire il parere dei cittadini che vivono quella Circoscrizione, allora forse c'è bisogno di una riforma e questa riforma può dare gli strumenti proprio per avvicinarsi ai cittadini. Per quanto riguarda la scelta di attuare una riforma nell'ultimo anno di tornata amministrativa, anche su questo ho sentito molte critiche. Ricordo che questa scelta è stata condivisa da tutti e da tutte, poiché l'istituzione della Commissione che doveva occuparsi della riforma del decentramento è stata votata da questo Consiglio all'unanimità: 35 voti favorevoli. È stata una scelta coraggiosa dell'Amministrazione ed una strada che non tutti avrebbero percorso e di questo proprio si deve dare atto a tutto il Consiglio, non era così facile e coraggioso scegliere di fare una riforma in questo periodo di fine mandato, non capisco però perché allora oggi si recrimini dicendo che è inopportuno e non funzionale fare una riforma nell'ultimo periodo della tornata amministrativa. Concludo, reiterando i ringraziamenti senza di nuovo elencarli, tutti i ringraziamenti a tutte le persone che ho citato lunedì scorso durante l'illustrazione della deliberazione e concludo con una considerazione. Credo che questa sia una buona riforma, perfettibile sicuramente come ogni riforma lo è e non la migliore, perché ciascuno di noi ha in testa quella che sarebbe la migliore riforma possibile, ma siamo pervenuti a questo testo grazie al fatto che ognuno di noi ha fatto un passo indietro, ha riconosciuto le ragioni dell'altro e dell'altra, come in ogni mediazione, in ogni conciliazione il risultato si ottiene se non ci si trincera dietro principi e ideologie, anche giusti, ma che sono patrimonio solo di alcuni. È stato un cammino lungo e faticoso e dover rinunciare o modificare, anche solo in parte, a quello che si era costruito è stato in alcuni momenti anche doloroso, spero che questa riforma sia votata all'unanimità e che consegneremo ai futuri amministratori di questa Città un decentramento più snello e funzionale, che troverà la piena attuazione nella prossima tornata amministrativa. Qualche Consigliere ha detto che molti cittadini non sanno neanche a che Circoscrizione appartengono, non ne conoscono il lavoro svolto, non credo sia proprio così. Ecco il mio augurio è che questo nuovo decentramento possa essere davvero utile a tutta la cittadinanza, che le persone possano trovare veramente un luogo, territorialmente a loro vicino, che non solo li aiuti nell'espletamento di pratiche o iter burocratici, ma che possa far rinascere la voglia di costruire qualcosa insieme sul territorio e per quel territorio che li vede soggetti attivi come residenti, commercianti, lavoratori, studenti, come tante pratiche in questi anni ci testimoniano, cittadini e cittadine, non semplici fruitori o utenti di servizi, ma veri protagonisti della loro Città. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Grazie, Consigliera Onofri, credo di poterla ringraziare a nome di tutti per la ponderatezza che ha usato nel suo intervento, anche nelle fasi di critica che ha richiamato e richiamando gli interventi di tutti, sia dei Colleghi di maggioranza che di opposizione. La parola all'Assessore Passoni. PASSONI Gianguido (Assessore) Ringrazio e, a rischio di eventuali battute, premetto che ero davanti al monitor a sentire il dibattito per ragioni d'ufficio. Mi scuso per il ritardo, ma questo mi è stato sufficiente per combinare gli interventi di oggi e tutti quelli di ieri, che ho potuto sentire, ma naturalmente, ahimè, doveri d'ufficio mi hanno obbligato a trattenermi nel mio ufficio. Potrei dire che prevedevo anche cosa avreste detto, non volevo dirlo! Potrei dire che mi trovo al 99% in quanto ha detto la Consigliera Onofri e questo denota il fatto che le considerazioni sul lavoro fatto, lo spirito della riforma, il senso che essa ha avuto nel lavoro d'Aula, le risposte che la Consigliera nella sua relazione conclusiva ha fatto, riferito al metodo e ai tempi del lavoro, che ieri hanno anche occupato una parte rilevante del dibattito e cioè una riforma che ci ha messo tanto tempo, forse tardiva, che forse frustra qualche aspettativa da parte di qualcuno e nello stesso tempo che non corrisponde forse al modello che avevano in mente altri Gruppi Consiliari, in realtà è tutto ricostruibile dentro una dinamica di agenda politica di un lavoro intenso di Commissione in cui posso associarmi alla considerazione precedente della Consigliera. La Commissione è speciale quando il Consiglio che la istituisce dà un'occasione di dibattito, di costruzione, di riforma istituzionale; se poi non si accetta o non si vuole partecipare a quel percorso o vi si partecipa sporadicamente, non è colpa del percorso o della Commissione, ma di quanto si vuole poi veramente innovare. La Commissione, in realtà, era la sede fondamentale della dialettica, e qui voglio essere molto chiaro, anche della dialettica tra Giunta e Consiglio. Ieri ho sentito gli interventi che ci sono stati rispetto al dibattito d'Aula, alcuni Consiglieri di minoranza hanno anche identificato due modelli di dialettica: uno in cui idealmente si trovava il Consiglio Comunale con la maggioranza e uno in cui stava, chissà in quale veste, la Giunta con un gruppo di Presidenti; Consigliere Greco Lucchina, credo che fosse il suo l'intervento. Per quanto ciò sia un po' la caricatura del dibattito, non è però neanche del tutto irragionevole pensare che la mediazione tra una riforma istituzionale e un modello faccia interloquire anche dialetticamente vari altri ruoli delle istituzioni, secondo quello che rappresentano in quel momento, compreso chi amministra in questo momento il decentramento, chi è in capo alla Giunta e chi sta dentro un percorso di discussioni in cui la Giunta, devo dire, spero che sia riconosciuto universalmente, per quanto possibile anche dalle agende, ha sempre partecipato dando il suo contributo se non politico perlomeno sicuramente di parte tecnica. Ciò mi porta a sottolineare alcuni aspetti importanti. C'è un tema che in realtà questa riforma non può risolvere, è stato detto da molti, è il rapporto tra una Città divisa, in futuro, tra un numero di territori che saranno amministrati in proprio per alcune materie e coordinati, sovramministrati per altri aspetti, che forse non si relazionerà sufficientemente con una scala di esercizio dell'attività di livello metropolitano che attualmente viene esercitato. A tutti è molto chiaro che la scala dei servizi nelle riforme di vari Enti, potremmo parlare delle riforme della sanità, potremmo parlare delle riforme dei distretti scolastici, oggi ha caratteristiche sovraterritoriali per compattazione, per allargamento della scala territoriale e per coordinamento su scale più grandi. È stato chiesto e devo dire che ho verificato e tentato anche di interpretare questo cambiamento anche su scala della Città nella riforma, penso all'istanza che portò la Consigliera Centillo nel dibattito sulla scala dell'erogazione dei servizi socio-sanitari, ma tuttavia questa scala non è sembrata in contrasto. Allora il tema che mi pare risolto o comunque ha avvicinato fortemente la soluzione anche al modello proposto dal gruppo PD legato in particolare al concetto di quartiere, forse tende ad avere la ricetta giusta, cioè non per forza i vari livelli istituzionali devono coordinarsi sulla stessa scala di divisione territoriale, ma sicuramente tutti si devono ritrovare in un'unità territoriale di base, in questo caso è il quartiere che si aggrega nelle forme amministrative sulla Città, nelle forme amministrative di governo dei servizi per sanità e quant'altro in distretti, in aree di esercizio, che abbiano la fotografia e la capacità di aggregarsi secondo il modello organizzativo del servizio a cui si fa riferimento. Manca, certo, questa la possiamo consegnare come riflessione al Sindaco come Città Metropolitana, ma anche al legislatore, il coordinamento tra la scala territoriale della Città Metropolitana, cioè tra la Città che non è Torino, cioè la scala da cinta daziaria e la scala super-territoriale rispetto alla Città, quindi non una riforma incompiuta, ma una riforma che fotografa lo stato attuale della riforma istituzionale in corso, ma che in futuro speriamo possa dialogare allo stesso livello la Città Metropolitana nelle sue articolazioni con la Circoscrizione o Municipalità di Torino, che sarà prospiciente a quell'area stessa. Auspichiamo tutti un modello in cui i quartieri 2 e 10, magari accorpati, dialoghino nello stesso livello con il tessuto urbano e con la municipalità, con il territorio di Città come Rivalta o di città confinanti su un livello di interazione orizzontale che attualmente ancora non è del tutto possibile. La stessa considerazione vale per il tema della sussidiarietà. Pensate, come ha detto il Consigliere Paolino nel suo intervento prima, al rapporto di sussidiarietà orizzontale e verticale che passa attraverso l'organizzazione del territorio in Circoscrizioni, pensate come questo potrebbe avere un volano ed ulteriore potenzialità su un livello di orizzontalità maggiore tra livelli istituzionali confinanti ed adiacenti. Credo che l'ultima considerazione vada fatta su un aspetto magari poco dibattuto, ma forse adesso diventerà nuovamente di grande attualità, cioè il tema del rapporto tra riforma della Circoscrizione e del decentramento e macchina comunale. Ho insistito molto - e mi fa piacere che sia stato ripreso anche da alcun interventi - sul tema dell'articolazione dell'erogazione di servizi per sportelli unici avanzati. Raccolgo la proposta del Consigliere Alunno di considerare questa articolazione non su base amministrativa, ma su base di quartiere, cioè di non farla diventare necessariamente corrispondente alla divisione del numero dei territori amministrati, ma della territorialità dei cittadini, cioè i quartieri. Le anagrafi sono già quasi 23 e penso che non faremo fatica ad arrivare ad un modello che possa essere così capillare nell'ottica di una riforma che arrivi al cittadino in modo capillare, ma soprattutto, da domani, cioè da quando sarà approvata la riforma - o dopodomani, o lunedì, non ha importanza -, vi sarà una necessità di ristrutturazione degli uffici della Città e della visione della Città da parte della macchina comunale molto forte. L'altro ieri, la Città di Torino - è un annuncio non allegro - è scesa sotto i 9.999 dipendenti e non era mai successo nella storia della Città. È successo perché, come sapete bene, la ristrettezza delle finanze pubbliche nazionali ed il blocco del turnover impediscono la sostituzione, uno ad uno, dei dipendenti. Una Città che affronta il tema delle economie, quindi una Città che sul personale e sulle risorse interne ha fatto enormi economie ed enormi sacrifici, ma che non vuole perdere in questi limiti non dati dalla politica della Città, ma dai limiti nazionali delle risorse pubbliche, una volontà di riorganizzare i suoi servizi, non manca dell'ambizione di gestire territorialmente i servizi con lo Sportello Unico Avanzato o con l'articolazione dei servizi di cui sopra. Magari lo farà anche utilizzando le economie derivanti da questa riforma che non come scopo principale, ma come sottoprodotto, ha anche un'economia intorno al milione e mezzo di Euro di costi della politica che verranno reimpiegati dentro la ristrutturazione dei servizi della Città per i cittadini; questo senza retorica, ma con grande concretezza. Le tre gambe della riforma, cioè partecipazione e rapporto con il cittadino, Sportello verso accesso alla partecipazione, la riforma istituzionale, democrazia e riorganizzazione dei servizi territoriali ed amministrativi in nuove unità che non saranno più 10 e la riforma organizzativa dell'Ente tesa a sostenere questo sforzo, sono tre gambe di una riforma comunque importante. Non è esaustiva, io sono il primo ad ammetterlo, ma sarà storico ed importante che questa riforma avvii un processo di riforma più generale del nostro Ente, che vi fa fronte con meno risorse, ma con la rinnovata volontà di garantire servizi di qualità alla cittadinanza e che essi, non per minore risorse o per difficoltà oggettive, siano percepiti non come più lontani, ma come ancora più vicini alla cittadinanza torinese. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) La parola, per fatto personale, al Consigliere Greco Lucchina. GRECO LUCCHINA Paolo Ci tenevo a chiarire con l'Assessore Passoni, visto che mi ha tirato in ballo nel suo intervento: non era veramente - in maniera garbata - un'ipotesi di complotto. Ho detto semplicemente una cosa, che le ribadisco: i nostri interlocutori sono i Consiglieri Comunali ed il Capogruppo Paolino oggi è intervenuto parlando di una riforma largamente condivisa ed io ho manifestato quello che era un mio pensiero, cioè che, ad un certo punto, questa condivisione, che ho anche riconosciuto, non c'è più stata. Detto questo, ho rivendicato come estremamente legittimo quello che è stato l'atteggiamento della Giunta e quindi suo, Assessore Passoni, che è quello di prendere in mano, perché governa questa Città insieme ad una maggioranza, questa riforma, perché non ci potevano essere 40 riforme del decentramento, ed ha deciso, a colpi di maggioranza, di portarla in Aula, discutendo con una parte che rappresenta la Città. Ci tenevo solo a dirle questo. Visto che ha parlato con i Presidenti, con i Consiglieri di Circoscrizione della maggioranza, con i Consiglieri Comunali, quindi con lei vogliono parlare tutti (vogliono parlarle anche quelli di Radio Blackout), forse non ha parlato con i Gruppi Consiliari di minoranza successivamente alla chiusura dei lavori della Commissione. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Dichiaro conclusa la discussione generale. |