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Estratto dal verbale della seduta di Martedì 10 Novembre 2015 ore 14,00
Paragrafo n. 23
DELIBERAZIONE DI INIZIATIVA CONSILIARE 2015-02366
RIFORMA DEL DECENTRAMENTO E DELLA PARTECIPAZIONE - MODIFICHE ALLO STATUTO DELLA CITT?.
Interventi

PORCINO Giovanni (Presidente)
Riprendiamo l'esame della proposta di deliberazione n. mecc. 201502366/002,
presentata dai Consiglieri Onofri, Alunno e La Ganga in data 4 maggio 2015, avente
per oggetto:

"Riforma del Decentramento e della Partecipazione - Modifiche allo Statuto della
Città".

PORCINO Giovanni (Presidente)
Riprendiamo l'analisi dell'emendamento n. S108.
L'emendamento n. S108, presentato dai Consiglieri Paolino, Troiano e Trombotto,
recita:


PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola al Consigliere Liardo.

LIARDO Enzo
Vorrei aggiungere alcune considerazioni all'intervento precedente del Consigliere
Greco Lucchina, più che altro sull'atteggiamento che non è stato chiaro fin
dall'inizio del gruppo di SEL, da cui vorremmo sentire qual è la posizione reale
rispetto a questa riforma.
Poi volevo aggiungere alcuni aspetti. A me spiace che comunque una vera riforma di
decentramento, oggi come oggi secondo me non è possibile realizzare, a prescindere
da tutte le situazioni che sono mutate, che denunciamo e che abbiamo denunciato
tutta la sera, denunceremo anche domani, dopodomani, finché avremo fiato. Però,
secondo me, bisognava proprio pensarla, studiarla in maniera diversa. Bisognava
avere molto coraggio. Sappiamo benissimo che ognuno di noi si sarebbe assunto
delle responsabilità; parlo proprio di ognuno di noi, anche quelli della minoranza.
Purtroppo, così facendo, si è arrivati ad una riforma o si sta arrivando ad una riforma
che non è più né carne né pesce, perché in realtà non si nota dal Regolamento una
volontà di decentrare.
Probabilmente non era possibile, probabilmente il personale che oggi offre la
Circoscrizione non può essere sufficiente, anche per quello la Giunta di rilevanza
esterna sotto certi aspetti è criticabile, ma sotto altri, se si fosse veramente
decentrato, poteva essere utile per un personale che avrebbe avuto una grossa
responsabilità di gestione del denaro pubblico.
Così non è stato, purtroppo. Si è dovuto procedere a questa riforma, che noi
avremmo anche potuto in qualche modo votare, evitando questo ostruzionismo, ma è
successo, ed è la cosa che penso abbia fatto arrabbiare tutti i Consiglieri della
minoranza, che c'è stata proprio una scomposizione dei territori rispetto a come in
realtà si erano chiusi i lavori della Commissione.
So che magari mi sono potuto ripeter alcune volte, però poi il sunto di tutto è questo.
Noi avremmo voluto, oltre la chiusura della Commissione, vivere e condividere
alcuni passaggi che invece non sono stati fatti; c'è stato un assoluto silenzio...

PORCINO Giovanni (Presidente)
Consigliere Liardo, il tempo a sua disposizione è terminato.
La parola al Consigliere Carbonero.

CARBONERO Roberto
Anche io sono abbastanza colpito dall'intervento del Consigliere Curto, perché non
l'ho proprio capito, nel senso che il Consigliere Trombotto è tra le persone che più
attentamente l'ha seguita, è quello che più ha collaborato tra quelli che hanno
collaborato nel vederla svilupparsi come tutti, bene o male, intendevamo. Dopodiché,
"compare la mano, scompare la mano", viene tolta per essere votata, eccetera, ritorna
piena di emendamenti, che io scommetto la vita che verranno tutti beceramente
votati. Sono convinto che meno della metà della metà saranno votati
consapevolmente, perché tanto credo che alla maggior parte di loro non interessi.
La discussione importante è stata fatta negli uffici del Gruppo, quando con il righello
giravano intorno ai palazzi per assegnarsi le preferenza storiche; quando hanno finito
di girare intorno ai palazzi hanno risolto tutte le loro questioni. Dei contenuti, credo,
non abbiano sostanzialmente parlato; quindi, non c'era una soluzione da cercare,
tanto è vero che se avessero letto attentamente i contenuti gli emendamento fatti dalla
Giunta, li avrebbero, non dico tutti, per carità, perché qualcosa si salva anche, ma in
buona parte li avrebbero cassati.
A fronte di tutto questo ragionamento, il Consigliere Curto dice che la riforma gli
piace. Già che lo dica il Consigliere Curto mi fa un po' specie; poi lui è molto attento
e segue sempre tutto...

PORCINO Giovanni (Presidente)
Consigliere Carbonero, il tempo a sua disposizione è terminato.
La parola al Consigliere Magliano.

MAGLIANO Silvio
Rispetto a questo emendamento continuerò nella descrizione di quella che era la
Circoscrizione, di com'era fatta a suo tempo, prima di questa riforma. Ero fermo
all'articolo che riguarda il Consiglio di Circoscrizione, anche se, saranno sette i
Consigli e non più dieci.
Poi, da questo punto di vista, vale la pena di ricordare quelle che furono. Articolo 55:
Il Consiglio di Circoscrizione è l'organo rappresentativo della collettività della
Circoscrizione, nell'ambito dell'unità del Comune. Esso è titolare, in via ordinaria,
delle funzioni di competenza della Circoscrizione che lo Statuto ed i Regolamenti
non attribuiscono agli altri organi di governo; quindi competenze residuali non
definite da altri Regolamenti, fatte salve le specifiche competenze gestionali dei
Dirigenti.
Ai Consiglieri di Circoscrizione si applicano, in quanto compatibili ed in relazione
alle competenze proprie o delegate delle Circoscrizioni, le norme previste per i
Consiglieri Comunali dall'articolo 34, comma 3. I componenti del Consiglio
Circoscrizionale sono invitati annualmente a dichiarare le strutture associative alle
quali aderiscono. Copia di tali atti è trasmessa al Presidente della Circoscrizione e,
previa richiesta, ad ogni Consigliere. Tali soggetti sono tenuti al rispetto della
normativa in materia di tutela della riservatezza dei dati personali.
Articolo 56, elezione del Consiglio di Circoscrizione. Come sa Presidente, alcuni
degli emendamenti sono stati presentati affinché ci fosse una elezione diretta del
Presidente di Circoscrizione, affinché non capitasse, come continua a capitare oggi,
che si vada a ricercare all'interno del Consiglio di Circoscrizione. Proprio la
Circoscrizione è stata anche trampolino per tanti Presidente di Circoscrizione per
poter fare altre carriere; non sempre si è scelta la via delle dimissioni, e questo è
abbastanza riprovevole: penso alla Circoscrizione 6.
Articolo 6. Il Consiglio di Circoscrizione è composta da 25 componenti e viene eletto
a suffragio universale diretto con le modalità descritte nei commi successivi. Avremo
di fatto 75 Consiglieri in meno con questa riforma, quindi 75 rappresentanti dei
cittadini, perché ricordo all'Aula che sono eletti attraverso il sistema delle
preferenze, il quale dice che ci sono uomini e donne che hanno voluto sceglier
proprio quelle persone, per avere i loro diritti tutelati in quella Circoscrizione.
I Consigli Circoscrizionali sono eletti contemporaneamente al Consiglio Comunale,
anche nel caso di suo scioglimento anticipato, salvo i casi di scioglimento anticipato
di cui all'articolo 57, e restano in carica per la durata del mandato del Consiglio
Comunale. Mi fermo qui, Presidente, per non rubare tempo.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola al Consigliere Tronzano.

TRONZANO Andrea
Io continuerei nel ragionamento che faceva il Consigliere Magliano, perché volevo
chiedere al Sindaco se, lui che ha fatto la storia del suo partito e di essi in particolare,
ed è stato un uomo che secondo me in cuor suo ha fatto al meglio il suo lavoro nella
politica, in tutti questi anni in cui si è dedicato, ritenga sia giusto, per dare corda
all'antipolitica, che è una forma violenta di politica, ridurre esclusivamente i costi
degli organi elettivi.
Io non posso pensare che un uomo con la sua storia, dalla riforma del Senato, quindi
le preferenze assenti, alla riduzione dei Consiglieri di Circoscrizione, accetti questo
ragionamento esclusivamente per dare ragione all'antipolitica. Allora, chiedo di
nuovo al Sindaco di riflettere su questo aspetto perché questa riforma taglia più o
meno - e non sono pochi, attenzione, non sto dicendo che non sono pochi, però la
democrazia ha i suoi costi Sindaco, lei lo sa bene - taglia più o meno 500.000 Euro
all'anno di costi degli organi elettivi, gente che mette la propria faccia, non la
tecnocrazia che la propria faccia, nei confronti degli elettori, giustamente, perché ha
un altro ruolo, non la mette mai, ma taglia, e sono tante lo ripeto, ma sono sempre
costi che servono alla democrazia, 500.000 Euro sugli organi elettivi, riducendo da
250 circa a 170, più o meno, Consiglieri di Circoscrizione
Quindi, scarifica esclusivamente quei costi, perché gli ripeto il ragionamento che ho
fatto nell'illustrazione della proposta di deliberazione: i costi della politica
riguardano il 3% del costo totale delle Circoscrizione. Con questa riforma, che,
ripeto, se lei non modificasse il confine, ma l'approvasse così com'è, probabilmente
non darebbe un grandissimo risparmio, ma in ogni caso forse snellirebbe,
cercherebbe di andare nella direzione che lei auspica, in alcuni tratti, perlomeno.
Secondo me farebbe un servizio alla democrazia, Sindaco, glielo dicono
convintamente e spero ancora che lei in questo dibattito, che durerà fino a quando
avremo forza di farlo durare, possa riflettere su questo fatto. Non modifichi i confini,
lasci le 10 Circoscrizione. Faccia la riforma del decentramento così come è stato
portato avanti dalla Commissione, così non ci saranno né vincitori, né vinti. E
soprattutto non ci sarà un vinto che è la democrazia, che come la solito, in questa
fase, che non capisco perché sia così, ma è purtroppo una fase storica, è la politica
elettiva.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola al Consigliere Marrone.

MARRONE Maurizio
Mi spiace, anche a fronte dell'annuncio del Capogruppo Curto, che sarebbe
intervenuto solo una volta a dargli ulteriori stimoli, mi spiace anche che non sia in
Aula, al limite ripeterò l'intervento anche altre volte, quando ci sarà. A me mette un
po' di amarezza pensare che una sinistra che ha nei suoi riferimenti personaggi
storici che avevano come motto, correggetemi se sbaglierò, siamo realisti sogniamo,
vogliamo l'impossibile, si passi da questo al bicchiere mezzo pieno e mezzo vuoto, a
cui si accompagnano i tarallucci.
È veramente un po' una considerazione amara, perché non si capisce come mai una
forza che ha già deciso di sciogliersi dal gioco del compromesso al ribasso con gli
alleati che ha avuto fino ad adesso, debba rivendicare un accontentarsi proprio in
questa fase. È vero che ve lo dico su una deliberazione di Consiglio, ma visto che va
di pari passo a un'altra di Giunta, rispetto a un'operazione politica legittima
dell'Assessore incaricato dal Sindaco di farvi la lista civetta a sinistra. Questa è una
sorta quasi paradossalmente di beffa, oltre che di danno.
Io mi limito a pormi un dubbio: il Fassino che ha convinto con questa riforma è il
Fassino Sindaco o il Fassino membro del Consiglio di Amministrazione di Cassa
Depositi e Prestiti. È un dubbio che viene, perché io sinceramente non ho capito
quali siano le ragioni politiche, non di convenienza, di questa adesione...
(INTERVENTO FUORI MICROFONO). Poi gliela spiego, Consigliere Cassiani.
Io sinceramente non le trovo le ragioni politiche di condivisione, perché non mi
sembra che fossero questi gli indirizzi in sede di Commissione, in termini di numero
delle Circoscrizioni; non mi sembra, perché ricordo quell'episodio che ho già
menzionato, che ci sia stato una condivisione del Gruppo del Partito Democratico
con gli altri, rispetto poi al risultato della nuova mappa delle Circoscrizioni torinesi;
e non mi risulta neanche che ci sia un orizzonte di condivisione generale sulle
politiche di questa Città, su temi molto di dettaglio.
Quindi, mi viene da chiedere se non c'è condivisione sul welfare, se non c'è
condivisione sulla visione di Città, come è possibile che ci sia invece una
condivisione della riforma dello Statuto che andrà a decidere, non quest'anno, non i
futuri cinque, ma finché non ci sarà ulteriore, penso lontana e difficile riforma
ulteriore dell'attuale assetto, che i torinesi dovranno subire negli anni e forse anche
nei decenni a venire.
È una domanda politica che rimane, io credo legittima. È ovvio che noi non
possiamo essere a conoscenza di tutte le pluri e soprattutto multiforme dinamiche che
interessano questa strana recente sinistra, rispetto al resto del centrosinistra; è anche
vero, però, che sarebbe davvero auspicabile che nel corso della nottata venisse fuori
il vero motivo politico di condivisone di questa proposta.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parla alla Consigliera Ambrogio.

AMBROGIO Paola
Ritornando al punto della non condivisione di questo progetto di riforma che c'è
stato presentato, non solo non é stato condiviso con la minoranza, perché tutti
abbiamo ancora bene in mente quell'immagine che circolava on line del Capogruppo
Paolino insieme al Consigliere Cassiani, che appendevano nella sede del Gruppo PD
la mappa delle Circoscrizioni, quindi decidevano all'interno delle mura del Gruppo
di maggioranza di questo Consiglio Comunale il futuro delle Circoscrizioni. Infatti,
da li è uscita la proposta che viene presenta oggi.
Quindi, la condivisione non c'è stata. A dirlo siamo noi, ma devo dire che anche la
risposta che è arrivata di territori, cioè da quelli che noi vorremo modificare nella
distribuzione dei territori, ma anche nelle competenze, cioè dai Consigli
Circoscrizionali, è una risposta che non va esattamene in quella direzione, quella che
oggi è presentata con la deliberazione che dovremmo approvare. Nel senso che tutte
e 10 le Circoscrizioni hanno presentato dei pareri favorevoli e condizionati, che è un
po' un modo per dire non condividiamo, però siamo dello stesso colore, siamo della
stesa parte, vi diciamo sì, ma condizioniamo a...

PORCINO Giovanni (Presidente)
Consigliera Ambrogio, il tempo a sua disposizione è terminato.
La parola al Consigliere D'Amico.

D'AMICO Angelo
Approfitto della presenza del Sindaco per esprimere il mio sentimento e quello che è
voi avete già avuto modo di sentire in precedenza. Il Sindaco è arrivato da poco,
quindi non è a conoscenza di quello che è il mio pensiero; per cui, ci tengo che anche
lui ne venga a conoscenza. Cercherò di essere veloce, Sindaco. Io ho esordito
dicendo che prima di affrontare questa battaglia dialettica in Aula è opportuno
conoscere il significato di alcuni vocaboli, perché lo ritengo fondamentale per
chiunque di noi intende fare l'Amministratore pubblico.
Quindi leggo quello che mi sono scritto per poterla aggiornare. Secondo un'antica
definizione scolastica la politica è l'arte di governare le società. Il termine di
derivazione greca, da polis, Città, si applica tanto alle attività di coloro che si trovano
a governare, quanto al confronto ideale finalizzato alle attività di governo e di
opposizione. Volendo tentare una definizione potemmo dire che la politica è
quell'attività umana che si esplica in una collettività, il cui fine ultimo è incidere
sulle distribuzione delle risorse materiali e immateriali. Altre definizioni che si
basano su aspetti peculiari della politica sono state date da numerosi teorici. E qui le
evito la polemica che c'è stata sulla pronuncia di alcuni di questi personaggi. Per
esempio, per Max Weber la politica non è che una aspirazione al potere e monopolio
legittimo della forza. Per David Easton essa è...

PORCINO Giovanni (Presidente)
Consigliere D'Amico, il tempo a sua disposizione è terminato.
La parola al Consigliere Berthier.

BERTHIER Ferdinando
Domani mi preparerò meglio, portandomi un libro da leggere, sennò, andando a
braccio si rischia di ripetersi su questi interventi. Io spero invece ancora di più,
l'avevo forse già accennato, non so più quante ore fa, che questa maggioranza tutto
sommato ci faccia un pensiero, perché comunque quello che noi vogliamo
condividere con la maggioranza per la riforma del decentramento sono già passi
importanti, dove condividiamo le maggior competenze alle Circoscrizioni.
Quindi, credo che la proposta che aveva fatto il Consigliere Ricca, di ritirare
eventualmente 28 emendamenti, che risparmierebbero a tutti noi, ma soprattutto agli
Uffici, questa maratona di interventi; anche perché tanto l'ascolto è arrivato a livello
zero, l'attenzione idem, non capisco neanche perché non continuino a parlare per
conto loro fuori, anziché spostarsi in Aula; nessuno vi obbliga a stare in Aula, quindi
potreste benissimo andare a chiacchierare fuori, fa un po' più fresco, si cambia aria,
anzi così c'è un ricambio d'aria anche qui dentro.
Al di là delle mere considerazioni, se si volesse venire un po' incontro alla proposta
univoca della minoranza di rivedere il discorso del numero delle Circoscrizioni, si
potrebbe fare un lavoro più costruttivo. Eventualmente, l'approfondimento su come
devono essere le Circoscrizioni in futuro, lo si potrebbe fare più serenamente durante
la prossima tornata amministrativa, tanto qualcuno di voi ci sarà sempre, salvo che il
vostro timore sia quello di non poter essere più al comando e quindi avere meno
potere per decidere come vi pare in questo momento, a vostro compiacimento. Però,
per essere un segnale forte, forse anche al vostro elettorato, che o in diretta, o domani
sui giornali, leggeranno questo atteggiamento che è puramente personale e che non
va a tutelare e a garantire i cittadini.

PORCINO Giovanni (Presidente)
Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n.
S108:
Presenti 21, favorevoli 21.
L'emendamento n. S108 è approvato.

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