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Estratto dal verbale della seduta di Martedì 10 Novembre 2015 ore 14,00
Paragrafo n. 13
DELIBERAZIONE DI INIZIATIVA CONSILIARE 2015-02366
RIFORMA DEL DECENTRAMENTO E DELLA PARTECIPAZIONE - MODIFICHE ALLO STATUTO DELLA CITT?.
Interventi

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
Riprendiamo l'esame della proposta di deliberazione n. mecc. 201502366/002,
presentata dai Consiglieri Onofri, Alunno e La Ganga in data 4 maggio 2015, avente
per oggetto:

"Riforma del Decentramento e della Partecipazione - Modifiche allo Statuto della
Città".

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
Passiamo all'analisi dell'emendamento n. S86.
La parola alla Consigliera Appendino.

APPENDINO Chiara
Io penso che sia molto sbagliato che la maggioranza non illustri questo
emendamento, lo dico non in senso ostruzionistico ma per la valenza che ha, perché
qui si sta dicendo che dallo Statuto togliamo il numero di Circoscrizioni. Quindi,
questo emendamento, in realtà, ha un significato politico molto ampio. Allora, io
penso che qui almeno la maggioranza qualcosa dovrebbe dire.
Noi, ovviamente, voteremo contro, perché, come abbiamo già detto, riteniamo che
sia - l'ho detto anche nel mio primo intervento, quando abbiamo presentato la
deliberazione - fondamentale, invece, che sia già chiaro nello Statuto qual è il
numero delle Circoscrizioni. Deve essere chiaro, perché, se si decide di fare un
ragionamento vero, non basta nascondersi perché magari non ci sono i numeri per
una maggioranza qualificata e togliere il numero qui nello Statuto e poi avere un
accordo sottobanco e far passare il Regolamento che richiede meno voti. Io penso
che ci vorrebbe il coraggio di dire qui oggi in Aula chi ha presentato questo
emendamento qual è il motivo per cui si toglie sei, qual è il motivo per cui non si
inserisce il numero vero di Circoscrizioni che vogliamo andare ad inserire e qual è
l'atteggiamento che si vuole avere rispetto al Regolamento.
Lo trovo anche molto scorretto nei confronti del Consiglio Comunale che questo
emendamento non sia stato illustrato dal Capogruppo del Partito Democratico. Non
importa che non ci siano le condizioni, Consigliere Paolino, è anche irrispettoso,
secondo me, nei confronti dei lavori della Commissione e dell'Aula. Sono due minuti
e penso che almeno, vista l'importanza di questa cosa, due minuti potrebbe dedicarli
all'Aula anche per rispetto di chi nel merito è sempre intervenuto e ostruzionismo
non lo sta facendo.

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
Ha chiesto di intervenire il Consigliere D'Amico. (INTERVENTO FUORI
MICROFONO). L'ufficio di Presidenza c'è, quando mi chiederà di intervenire... Ci
sono altri Colleghi segnati prima. Prego, Consigliere D'Amico. (INTERVENTI
FUORI MICROFONO). Se lei sta tranquillo e sereno chiariamo tutto. Se può essere
utile alla discussione e se siete d'accordo, io scavalco chi aveva chiesto di intervenire
e do la parola subito al Consigliere Paolino. Siete tutti d'accordo? No. Il Consigliere
D'Amico non è d'accordo. Prego, Consigliere D'Amico.

D'AMICO Angelo
Grazie, Presidente. Congratulazioni per il modo di condurre l'Aula, lo dico con il
cuore in mano: complimenti veramente. Caro Capogruppo del Partito Democratico,
caro Collega Paolino, invece di fare tanto il chiacchierone dicendo delle stupidaggini
spesso e volentieri, perché non illustra il suo emendamento che è un emendamento
che sconvolge... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Mi voleva togliere il
gusto di dire a verbale che lei dice delle stupidaggini? È tanto bravo a dire delle
stupidaggini e quando deve intervenire su delle questioni di merito lei non ne parla?
Allora, lo dica a verbale. Non faccia il chiacchierone, è un quaquaraquà.

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
Per cortesia, Consigliere D'Amico, parli alla Presidenza. Consigliere Paolino, non
risponda al Consigliere D'Amico.

D'AMICO Angelo
Ha ragione, Presidente. Chiedo scusa. Io invito il Consigliere Paolino ad intervenire
su questo emendamento che, già come ha anticipato la Consigliera Appendino, è un
emendamento che stravolge completamente tutta questa vostra deliberazione, questa
vostra riforma sulle Circoscrizioni.
Se non ci fosse stato l'intervento tempestivo della Consigliera Appendino, il
proponente non ne parlava. Cercano di far passare anche le cose sottotraccia,
pensando che dall'altra parte ci siano dei soprammobili. Signori, non è più così.
Sappiate che per oggi, domani, non sappiamo il tempo, caro Assessore Passoni,
sicuramente ce la farete e a quel punto vi stringerò le mani, però dovete stare qui in
silenzio ad ascoltarci.
Quando presentate degli emendamenti, almeno per una correttezza istituzionale,
dovreste avere il buongusto anche di spiegarceli, anche perché non li spiegate solo a
noi, siamo collegati in streaming e quindi spiegate ai cittadini torinesi. O
probabilmente voi non volete far conoscere ai cittadini le cose che avete fatto
sottobanco o all'interno delle vostre segreterie e allora questo è un aspetto differente.
Detto ciò, Consigliere Paolino, nel farle questo invito mi ha fatto perdere quello che
era il prosieguo dei miei lavori di educazione politica nei vostri confronti, perché ho
dovuto occupare il mio tempo per cercare di convincerla ad intervenire nel merito del
suo emendamento. La esorto ancora una volta: parli quando deve e non parli quando
deve dire soltanto delle cose che non stanno né in cielo né in terra. Visto il ruolo che
lei ricopre penso sia opportuno che lei debba perlomeno rivolgersi con rispetto nei
confronti di coloro che tanto hanno lavorato affinché questa deliberazione non possa
passare.

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
La ringrazio. Io ho segnati ad intervenire i Consiglieri Liardo, Ricca e Carbonero; se
loro sono d'accordo, io faccio parlare il Consigliere Paolino. Grazie, ho avuto dei
segni di assenso.
La parola al Consigliere Paolino.

PAOLINO Michele
Io intervengo esclusivamente nel merito, come è giusto che sia. Mi sembrava che
l'emendamento fosse chiaro e ampiamente già spiegato nell'intervento del
Consigliere Alunno e nell'illustrazione della Presidente Onofri. Ribadisco, noi
abbiamo ritenuto di mantenere una formulazione identica all'attuale, che nello
Statuto ribadisce la volontà della Città di articolarsi, come prevede la Legge, in
Circoscrizioni e poi demanda al Regolamento il numero delle Circoscrizioni.
La proposta che noi faremo in un successivo emendamento è di sette ed è una
proposta, ho sentito parlare di confini, eccetera, che in realtà è una proposta di
accorpamenti di tre Circoscrizioni con altre Circoscrizioni e con questo si raggiunge
il numero di sette. La mia personale idea, non l'ho detto nell'intervento, ma ognuno
ha un po', come funziona per la nazionale di calcio, in testa la sua ripartizione,
secondo me la funzionalità massima sarebbe stata cinque, come è stato già detto da
molti, non è possibile, ma è un passaggio che consegniamo ai futuri gruppi dirigenti.
Se vorranno, non avranno la rigidità dello Statuto per diminuire ulteriormente il
numero delle Circoscrizioni.

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Liardo.

LIARDO Enzo
Intanto, un ringraziamento al Capogruppo Paolino, che, comunque, ha raccolto
l'invito della Consigliera Appendino. Io glielo dico onestamente, rifiuterei anche a
qualche intervento nel sentire l'illustrazione da parte dei presentatori, solo ed
esclusivamente quelli della maggioranza, perché comunque saranno poi loro a votare
questa riforma, visto che - come avete potuto vedere tutti - c'è un atteggiamento
ostruzionistico da parte dell'opposizione ed è evidente che questa riforma ha una sola
targa, che è la targa della maggioranza e questo è sicuramente sbagliato, perché una
riforma che va a modificare un Regolamento importante, per quanto concerne il
decentramento, dovrebbe almeno in parte, non dico in maniera totale, ma essere
condivisa. Questo atteggiamento di condivisione non c'è stato. La condivisione
inizialmente c'era, perché ricordo a tutti, e lo voglio ricordare anche a quei pochi o
tanti cittadini che ci seguono, che chiusi i lavori della Commissione ci fu un voto
favorevole quasi all'unanimità, il mio fu un voto di astensione se non ricordo male,
proprio perché, conoscendo - scusate se dico questa frase - i miei polli, sapevo che ci
sarebbe stato cammin facendo uno stravolgimento di quelle che erano state le basi di
questa riforma e così è stato.
Visto che dovrebbe esserci una condivisione rispetto ad un Regolamento importante
che cambia, mi sembrerebbe opportuno che almeno sulle cose di base... vedo che
anche l'Assessore è in pole position visto che stiamo parlando in termini di Gran
Premio, voglio solo sottolineare che, secondo me, ci possono essere degli spazi
ancora che possano vedere sia la maggioranza sia l'opposizione ragionare su un
qualcosa di condivisibile, perché la proposta che io ho fatto ai Capigruppo era chiara,
non si trattava di buttare all'aria...

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
Grazie, Consigliere Liardo. Chiarirà nel prossimo intervento. Grazie.

LIARDO Enzo
Ho capito, però non mi interrompa prima dei tre minuti, Presidente. Mi taccio,
grazie.

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
Ho detto prima che ho l'orologio svizzero collegato direttamente.
La parola al Consigliere Ricca.

RICCA Fabrizio
Più che un orologio svizzero, da lei, Vicepresidente, vorremmo un paio di arancini.

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
Ha fame?

RICCA Fabrizio
No, però magari a qualcuno viene. Questo emendamento è un atto politico
incredibile. Tutto il coraggio del Partito Democratico viene espresso in questo
emendamento. Tutta la forza del lavoro fatto dalla Commissione, tutte le ore che
avete passato con il righello e la matita in mano, in piedi sulle scrivanie davanti alle
cartine, bene, lo vediamo davanti a questo emendamento. È un emendamento che
cancella il numero e quindi che rende inutile assolutamente la deliberazione, un
emendamento di una vigliaccheria politica totale, perché non si ha neanche davvero
il coraggio di portare in Aula quella che è la propria proposta, anzi, dirò di più:
questo emendamento, Presidente Onofri, dovrebbe farla arrabbiare tantissimo, perché
tutto il suo lavoro viene preso, gli fanno una pallina, guardano il cestino e cercano di
fare canestro, perché annulla il suo lavoro. Tutto quello che lei ha fatto viene
annullato da questo emendamento che va a togliere il numero.
Presidente, davvero, io non so come lei faccia ancora ad essere iscritto a questo
partito, perché, di fronte ad un emendamento di questo tipo, mi verrebbe voglia di
cambiare partito. Io poi posso immaginare, Presidente, che lei dica: "È vero, il nostro
partito è talmente multiforme che, magari, oggi è così e domani forse si trasforma in
qualcos'altro più vicino a quello che è il mio pensiero".
È per questo che noi a questo emendamento non parteciperemo, perché siamo
convinti che bisogna tirarsi fuori da questo indegno spettacolo che questa Aula
propone con questa votazione, bisogna mettersi nella condizione di dire che questa
votazione annulla il lavoro, che questa votazione non serve a migliorare la
deliberazione, anzi, forse va a cercare di variare degli equilibri.
Io e il mio Collega Carbonero, che era Vicepresidente della Commissione, abbiamo
presentato un subemendamento, perché siamo convinti che ripristinare la
deliberazione originale, andarla a toccare, sia un atto di codarderia politica.

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Magliano.

MAGLIANO Silvio
Visto che questa deliberazione va a cambiare lo Statuto, mi faceva piacere rinfrescare
ai Consiglieri che cosa vanno a toccare: il nostro Statuto, lo Statuto della Città di
Torino e, forse, per alcuni ci sarà questa emozionante esperienza di sentirselo leggere
una volta poiché è materia a loro sconosciuta.
"La Città di Torino, prima capitale dell'Italia unita, luogo di origine e crescita di
istituzioni di solidarietà sociale, Medaglia d'oro della Resistenza, capoluogo del
Piemonte, adotta il presente Statuto.
Titolo 1. Principi Generali. Articolo 1. Il Comune. Il Comune di Torino rappresenta
la comunità che vive nel territorio comunale, ne assicura l'autogoverno, ne cura gli
interessi - dipende sempre da chi e di chi - e ne promuove lo sviluppo civile, politico,
economico e sociale. Il Comune di Torino gode di autonomia statutaria, normativa,
organizzativa ed amministrativa, nonché di autonomia impositiva e finanziaria
nell'ambito delle Leggi di coordinamento della finanza pubblica. È titolare di
funzioni proprie e di quelle che gli sono conferite con Leggi dallo Stato e dalla
Regione, secondo il principio di sussidiarietà.
Articolo 2. Finalità del Comune. Il Comune esercita le proprie attribuzioni
perseguendo le seguenti finalità: a) tutelare e promuovere i diritti costituzionalmente
garantiti attinenti alla dignità ed alla libertà delle persone, contrastando ogni forma di
discriminazione; b) contribuire a rendere effettivo il diritto dei cittadini al lavoro, alla
tutela della salute, alla casa, all'istruzione e ad uguali opportunità formative e
culturali, nel rispetto della libertà di educazione; c) realizzare un equilibrato sviluppo
economico della città; d) promuovere il rispetto della vita e la sicurezza sociale -
anche questo punto disatteso dello Statuto -, rimuovendo le cause di emarginazione,
con particolare attenzione alla tutela dei minori e degli anziani ed al diritto delle
persone handicappate - all'interno dello Statuto abbiamo ancora questi termini,
'handicappate' - ad una città accessibile, mediante l'abbattimento delle barriere
architettoniche, e ad una rete di servizi e di interventi che ne facilitino l'integrazione
sociale e ne accrescano le opportunità lavorative. Il Consiglio Comunale potrà
adottare apposite Carte dei Diritti, elaborate anche su proposta dei cittadini e previa
ampia consultazione; e) tutelare la famiglia, riconoscendone il ruolo sociale ed
assicurandone il sostegno anche tramite i servizi sociali ed educativi - la famiglia,
questa sconosciuta nelle politiche di questa Giunta -; f) agire attivamente per
garantire pari opportunità di vita e lavoro a uomini e donne e per rimuovere le
discriminazioni basate sulle tendenze sessuali". Ci siamo occupati prevalentemente
di questo.

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Tronzano.

TRONZANO Andrea
Innanzitutto, la ringrazio per avere stigmatizzato l'assurdo comportamento di chi ha
scattato la foto a danno, per modo di dire, del Consigliere D'Amico. In ogni caso,
invito chi ha pubblicato quella notizia su Max Weber, come si dice in tedesco (ho
ascoltato la pronuncia su Wikipedia, lo dico in anteprima, così possiamo saperlo), a
togliere l'articolo che è comparso anche per tutelare l'onorabilità del Consigliere
D'Amico, che in questo caso non ha fatto alcun errore e conseguentemente chiederei
realmente di tutelare la sua onorabilità, perché è assurdo quello che è stato scritto e la
foto che è stata fatta, anche se magari al Consigliere D'Amico può far piacere questa
camicia nera e questa cravatta nera.
Detto questo, credo che questo emendamento dei Consiglieri Paolino, Troiano,
Trombotto sancisca - come diceva il Collega Ricca e forse anche la Collega
Appendino - la fine del lavoro della Commissione che è stato fatto. Io ricordo,
quando modificammo lo Statuto, mi ricordo la grande correttezza che regnò in quella
Commissione tra tutti i componenti e non ricordo assolutamente modifiche
successive alle decisioni prese in Commissione, anche a tutela dell'autorevolezza sia
del Presidente sia del Vicepresidente della Commissione, ma anche a tutela del
lavoro fatto da tutti i Commissari. Ricordo che ci sono Commissari che, pur non
essendo in maggioranza (io non sono tra questi perché ero contrario sin dall'inizio
all'impostazione data), però hanno votato favorevolmente a questa riforma in
Commissione e voi avete leso la loro onorabilità, per ritornare a quanto dicevo prima,
e l'autorevolezza del lavoro della Commissione. Avete fatto spendere parole, avete
fatto spendere comportamenti, avete fatto spendere anche quello che è il supremo
diritto di ciascuno di noi in Consiglio Comunale, ovvero il voto e avete ribaltato tutto
quanto con questo emendamento, cancellando le sei circoscrizioni e passando forse -
e dico forse - a sette, perché io sinceramente, Presidente, non ho ancora capito quali
siano i contenuti di queste sette, ovvero quali siano le vie, quali siano i confini, quale
sia l'impostazione data alle Circoscrizioni.
Continuo nella mia lettura delle competenze delle Circoscrizioni passate, perché, poi,
piano piano, cercheremo anche di capire le nuove competenze date per far capire che
non cambia nulla.

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
La lettura ce la farà al prossimo intervento.
La parola al Consigliere Carbonero. Ha due minuti.

CARBONERO Roberto
Io centrerei bene quello che ha segnalato la Consigliera Appendino, cioè alla fine è
stato il colpo da maestro, il gioco delle tre carte quello di tirare via il numero delle
Circoscrizioni, credo per due motivi principali. Il primo per cercare di mascherare
che assomigliasse veramente ad una vera riforma e non a un pastrocchio elettorale,
che, come diceva il mio Capogruppo prima, è legato a saper tirare o meno con il
righello i confini intorno ai palazzi dei propri amici elettori, e l'altro, probabilmente,
all'ultimo momento, avere ancora di più la possibilità di essere loro a decidere alla
fine quale dovesse essere il numero delle Circoscrizioni.
Quindi, questa è la dimostrazione che, in questi quattro anni, sicuramente, ma in
questo passaggio come non mai, la democrazia in questa Aula e in questa
Amministrazione non esiste assolutamente. Esiste un diktat, che spesso è indicato dal
Sindaco Fassino, che vorrei ricordare a tutti sempre si ripropone di preoccuparsi della
propria immagine da poter poi vendere al momento giusto e in palcoscenici molto
più importanti e di prestigio, rispetto a quello che è il Comune di Torino, perché, è
chiaro, basta vedere tutte le manifestazioni che lui propone e mette in piedi per
vedere quanto Torino sia per lui fondamentalmente uno strumento e non un fine la
buona Amministrazione della Città. Questa è la dimostrazione, cioè l'aver eliminato
da quello che era il documento iniziale il numero delle Circoscrizioni, che era
l'argomento che poi a un certo punto è diventato...

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
È un argomento che ci tratterà dopo.

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