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Estratto dal verbale della seduta di Martedì 10 Novembre 2015 ore 14,00
Paragrafo n. 11
DELIBERAZIONE DI INIZIATIVA CONSILIARE 2015-02366
RIFORMA DEL DECENTRAMENTO E DELLA PARTECIPAZIONE - MODIFICHE ALLO STATUTO DELLA CITT?.
Interventi

PORCINO Giovanni (Presidente)
Riprendiamo l'esame della proposta di deliberazione n. mecc. 201502366/002,
presentata dai Consiglieri Onofri, Alunno e La Ganga in data 4 maggio 2015, avente
per oggetto:

"Riforma del Decentramento e della Partecipazione - Modifiche allo Statuto della
Città".

PORCINO Giovanni (Presidente)
Riprendiamo l'analisi dell'emendamento n. S85.
La parola al Consigliere Marrone.

MARRONE Maurizio
Cercando di andare avanti nel ragionamento, alla fine si è voluto dare la priorità ad
un'operazione che è nata immediatamente come un'operazione d'immagine; è
un'operazione che è stata annunciata con grandi squilli di tromba, non da Consiglieri
di maggioranza e, in realtà, neanche dalla Giunta, bensì dal Sindaco, che vediamo
che sta seguendo con estremo interesse questo dibattito, magari sarà collegato allo
stesso monitor (speriamo un altro) rispetto a quello dell'Assessore Passoni, e viene
portato avanti solo per un titolo o, nella migliore delle ipotesi, un volantino di
campagna elettorale. Questa è davvero un'occasione persa alla grande, un'occasione
che, dopo tutta l'attesa che si era creata, poteva cercare di dare un contributo reale
alla riorganizzazione, fosse anche territoriale, delle Circoscrizioni, poteva ambire alla
creazione di Municipi, poteva cercare di aggregare territori omogenei per esigenze,
per conformazione anche di tessuto urbanistico, per composizione sociale, cercando
così di andare a creare delle unità di decentramento amministrativo che fossero
coerenti con le esigenze; questo, invece, non è avvenuto. Abbiamo assistito alla
liberazione per l'Aula della proposta di deliberazione, che (ci tengo a ricordarlo, non
per ostilità politica, ma per dovere di cronaca) è avvenuta con i voti fondamentali di
una forza politica di opposizione, che mi stupisce che adesso non intervenga,
soprattutto alla luce degli stravolgimenti che non sono ancora stati formalmente
deliberati, ma che sono stati ampiamente annunciati rispetto al testo originario.
Abbiamo assistito ad un RisiKo successivamente alla liberazione per l'Aula, per cui,
da un giorno all'altro, poteva davvero venire fuori anche la Kamchatka tra le varie
Circoscrizioni torinesi; di sicuro, a Torino nord l'avreste infilata, come tutte le
fregature amministrative della Città.
Battute a parte, abbiamo davvero assistito ad una specie di taglia ed incolla,
addirittura con le indiscrezioni un po' ridicole dei corsi o delle piazze di residenza di
singoli esponenti se non della maggioranza, quantomeno della Giunta, che dovevano
essere accorpate in una Circoscrizione piuttosto che in un'altra. Intanto, si vanno a
delineare dei mostri privi di sensi, in cui si mette il MOI con la villa in collina; va
benissimo, se non fosse altro che vorrei davvero capire, al di là del titolo di
propaganda, quale sarà la spiegazione che vorrete dare ai cittadini.
Ho dovuto sentire il Capogruppo Paolino rivendicare il ruolo per le Circoscrizioni di
scuola di classe politica territoriale. A me sembra che l'unico risultato che voi portate
è quello di tagliare tre potenziali Consigli di futura classe dirigente territoriale e di
palestra per i giovani, piuttosto che di legame con il territorio. Invece gli uffici e,
addirittura, questa proposta degli sportelli decentrati…

PORCINO Giovanni (Presidente)
Ha terminato il tempo a sua disposizione, Consigliere Marrone.
La parola al Consigliere Berthier.

BERTHIER Ferdinando
Entrerei nel merito di questo emendamento, perché mi sembra un po' paradossale e,
infatti, mi rifaccio anche un po' alla battuta del Consigliere Magliano, perché portare
da 10 a 5 le Circoscrizioni mi sembra veramente assurdo, anche perché noi
calcoliamo che, semmai fossero 5 le Circoscrizioni, vorrebbe dire che ogni
Circoscrizione conterebbe più di 200.000 abitanti. Sempre nello snellimento,
paradossalmente, riducendo i Consiglieri Comunali, i Presidenti, poi, a quel punto, i
23 Sportelli... (INTERVENTI FUORI MICROFONO). Non si può.

PORCINO Giovanni (Presidente)
Ripristiniamo il silenzio. Proceda con il suo intervento, Consigliere Berthier.

BERTHIER Ferdinando
Scusate, ma non riesco neanche a sentirmi. Di là non c'è nessuno e di qui vi fate gli
affari vostri. Stavo dicendo che, a quel punto lì, altro che 23 Sportelli, ce ne
vorrebbero 50 per ogni Circoscrizione, perché, effettivamente, avremmo le code per
la strada e comunque i dipendenti all'interno… Non è riducendo le Circoscrizioni
che diminuiscono i dipendenti, anzi forse sarebbe necessario dislocarne più di quelli
che ci sono già effettivamente.
L'idea delle 5 Circoscrizioni mi sembra un po' azzardata: o le eliminiamo tutte e 10,
così forse c'è un tangibile risparmio (non so se poi, a quel punto, i cittadini dovranno
fare la coda qui davanti alla piazza per avere le risposte ed i servizi necessari), ma
questa proposta di 5, 6 o, forse, 7 Circoscrizioni (chissà, non si sa) mi sembra che sia
un azzardo forzato.
Per carità, abbiamo avuto l'occasione con questo emendamento di sentire anche il
parere di una parte della minoranza che, fino a questo momento, si era sentita poco e
quindi non si capisce se sono partecipi, anche perché mi sembra di aver letto da
qualche parte che vorrebbero governare il prossimo anno. Penso che, forse, sarebbe
più opportuno essere più partecipi anche verbalmente nel corso dell'esame di queste
proposte di deliberazione.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola alla Consigliera Ambrogio.

AMBROGIO Paola
Siamo al secondo emendamento, presentato dal Movimento 5 Stelle e, ancora una
volta, ci troviamo a parlare del numero delle Circoscrizioni. La proposta fatta dal
Movimento 5 Stelle è la stessa avanzata, in effetti, anche nel corso delle
Commissioni, alla quale noi ci siamo opposti. Non abbiamo condiviso la proposta,
che peraltro era già stata avanzata negli anni precedenti, come ha ricordato qualcuno
prima, dall'ex Assessora Levi (quando ci venne ad incontrare nelle Circoscrizioni sei
o sette anni fa) e nuovamente avanzata da qualcuno, non solo dal Movimento 5
Stelle, ma anche dalla maggioranza, nel corso degli incontri in Commissione.
Non ci ha visto favorevoli perché con questa riforma avevamo l'opportunità di
proporre un modello istituzionale ed organizzativo delle Circoscrizioni che fosse
nuovo e che consentisse un'ampia rappresentanza all'interno dei territori. Così non è
stato, la sensazione - l'ho già detto ieri - è quella di rincorrere un po' il vento della
spending review, della riduzione dei costi, cioè di essere arrivati quasi alla fine del
mandato e dire: "Facciamo vedere che qualcosa lo facciamo anche noi per tagliare i
costi, visto che i cittadini si lamentano, le Circoscrizioni non funzionano sempre
troppo bene e, quindi, ne tagliamo 3". Proseguo dopo il mio intervento.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola al Consigliere Tronzano.

TRONZANO Andrea
Ribadisco la proposta al Capogruppo Paolino, all'Assessore Passoni, al Sindaco
Fassino, che è sempre questa: lasciamo intatti i confini e procediamo con la riforma;
se andiamo avanti, bene. In ogni caso, noi di Forza Italia abbiamo detto sin da subito
di cambiare solo il Regolamento del decentramento, dare nuove competenze e
riassettare un po' l'assetto in modo da renderlo omogeneo all'attualità ed alle
esigenze del mondo moderno, senza toccare altro. Non ci è stato possibile neanche
proporre questa cosa in Commissione, perché non è stata presa in considerazione, e,
quindi, abbiamo detto, sempre come Forza Italia, o 0 Circoscrizioni oppure 10. È
inutile toccare i confini. Tra 0 e 10 cambia sostanzialmente la questione, tra 5 e 10
cambia sostanzialmente la questione della riforma del decentramento e tra 7 e 10 non
cambia nulla. Quindi, spiegateci voi chi sono i conservatori. Quali sono i
conservatori? Quelli che vogliono 7 Circoscrizioni soltanto ed esclusivamente per
una spartizione di potere e di confini all'interno del Partito Democratico?
È intelligente questo emendamento della Consigliera Appendino, se fossi in qualche
Consigliere della maggioranza lo firmerei, anche solo per coerenza, perché qualcuno
dei Consiglieri di maggioranza era partito dalle 5 Circoscrizioni, quindi perché non
votarlo, visto che viene presentato oggi? Io credo che sia necessario farlo.
Naturalmente oltre a questo, noi non abbiamo ancora visto la mappa.
Come Consigliere Comunale della Città di Torino che deve votare una riforma del
decentramento con i suoi confini non so ancora con ufficialità e con certezza quali
sono queste vie che appartengono alle varie Circoscrizioni ridisegnate.
Nell'emendamento ho visto una mappa anche sbiadita, se vogliamo, all'interno della
quale ci sono dei puntini che dicono 5, 1, 2, 3, 4, 5, 6 e ci sono gli accorpamenti,
forse riusciamo a capire qualche dettaglio in più, ma non riusciamo a comprendere
ciò che c'è all'interno e quindi non riusciamo a capire che cosa stiamo votando;
questa è una riforma condivisa? Non credo che sia una riforma condivisa, tutt'altro; è
soltanto e continua ad essere una spartizione all'interno di un unico partito di quelli
che sono i confini per ottenere un certo tipo di potere nelle prossime votazioni.
Pertanto, ripeto la nostra proposta: non modifichiamo i confini, lo dico al Consigliere
Cuntrò, all'Assessore Passoni, al Capogruppo Paolino ed alle persone che più hanno
a cuore un'attenzione nei confronti dell'opposizione.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola al Consigliere Liardo.

LIARDO Enzo
L'emendamento che stiamo trattando è un po' il fulcro di tutto quello che è stato il
percorso. Ritengo che bisognerebbe partire proprio da qui. Infatti, vorrei ricordare a
tutti che la Commissione aveva chiuso con un indirizzo ben preciso, che era quello di
ridurre le Circoscrizioni da 10 a 5. Ecco che sicuramente non vado fuori tema, perché
l'emendamento tratta proprio del numero delle… (INTERVENTO FUORI
MICROFONO). Sì, lo dica pure a verbale. Vorrei che vi riproporreste anche più
tardi, così almeno mi date la forza.
Dicevo che il giocattolo si è rotto proprio qui, quando noi chiudiamo una
Commissione con un accordo e poi arrivano, sempre all'interno della maggioranza
(perché si è giocato tutto all'interno della maggioranza), modifiche anche sul
discorso del numero delle Circoscrizioni e non possiamo pensare e dire che sia una
riforma condivisa. Non possiamo dire che è stata una riforma, come - a mio parere -
diceva in maniera errata la Presidente Onofri, in cui si poteva intervenire.
Io vorrei solo ricordare che, un giorno che penso non dimenticherò mai, un
atteggiamento del Capogruppo Paolino è stato veramente simpatico: ha convocato
tutti i Capigruppo - il Presidente ride, perché sa che non sto dicendo delle fesserie - e
ci ha presentato - scusate, ma lo devo emulare e faccio il gesto tecnico del
Consigliere Paolino - e chiesto velocemente: "Vedete come sono?" ed ha richiuso. È
così, Presidente. Aveva il terrore che avremmo potuto in qualche modo incidere
anche solo in un quartiere statistico, che, poi, avrebbe fatto saltare questi equilibri
che sono veramente difficili all'interno del PD. Penso di averlo emulato
perfettamente. Posso anche capire l'atteggiamento del Capogruppo Paolino, che
veniva da ore e giornate di discussione prima con i Presidenti di Circoscrizione, poi
all'interno del partito e, poi, all'interno delle delegazioni di quartiere.

PORCINO Giovanni (Presidente)
Grazie, Consigliere Liardo, è stato chiarissimo.

LIARDO Enzo
Non ho finito, mi faccia dire l'organigramma.

PORCINO Giovanni (Presidente)
È stato chiarissimo, Consigliere. Alla prossima puntata e la ringrazio per avere
simulato il gesto.

LIARDO Enzo
Mi dica solo una cosa, Presidente, e poi starò in silenzio: l'emulazione è stata ben
fatta?

PORCINO Giovanni (Presidente)
Ha mimato alla perfezione.
La parola al Consigliere D'Amico.

D'AMICO Angelo
Come promesso in precedenza, riprendo da dove avevo interrotto prima, nel tentativo
di farvi comprendere quello che è il concetto di democrazia. Concetto che per voi è
una prerogativa, ma non lo è per noi. Cerchiamo, oltre che educarvi, anche ad
insegnarvi alcune cose. La democrazia (dal greco démos significa popolo e cràtos
significa potere) etimologicamente significa "governo del popolo", ovvero un
sistema di governo in cui la sovranità è esercitata, direttamente o indirettamente,
dall'insieme dei cittadini che ricorrono ad una votazione. Il concetto di democrazia
non è cristallizzato in una sola versione o in un'unica concreta traduzione, ma può
trovare ed ha trovato la sua espressione storica in diverse espressioni ed applicazioni,
tutte caratterizzate peraltro dalla ricerca di una modalità capace di dare al popolo la
potestà effettiva di governare e nella quale il rapporto tra la maggioranza e la
minoranza è improntato alla reciproca tutela. La prima classificazione della
democrazia può essere... (INTERVENTI FUORI MICROFONO). Presidente...

PORCINO Giovanni (Presidente)
Rimaniamo in silenzio, Consiglieri.
Prosegua il suo intervento, Consigliere D'Amico.

D'AMICO Angelo
La prima classificazione della democrazia può essere tra democrazia diretta e
democrazia indiretta. Nella democrazia diretta o partecipativa il potere sovrano è
esercitato direttamente dal popolo, come avveniva nell'antica Grecia, dove i cittadini
si riunivano nell'agorà (oggi la piazza) per discutere attivamente di Leggi o posizioni
politiche da prendere. Nella democrazia indiretta o rappresentativa (quella che voi
volete eliminare) il potere sovrano è esercitato da rappresentanti eletti dal popolo. Ad
esempio, l'Italia è una repubblica parlamentare (quindi, è una democrazia indiretta)
ed i cittadini sono comunque liberi di candidarsi per diventare rappresentanti,
qualunque sia il loro stato sociale. Una democrazia rappresentativa è una forma di
governo nella quale gli aventi diritto al voto eleggono dei rappresentanti per essere
governati.
Il comico che oggi siede a Palazzo Chigi e che voi state emulando…

PORCINO Giovanni (Presidente)
Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n.
S85:
presenti 26, favorevoli 2, contrari 24.
L'emendamento n. S85 è respinto.

PORCINO Giovanni (Presidente)
Passiamo all'analisi del subemendamento n. 1 all'emendamento n. S86, presentato
dal Movimento 5 Stelle.
La parola alla Consigliera Appendino.

APPENDINO Chiara
Vorrei dichiarare a verbale ed anche informare i Consiglieri su quanto stiamo
votando. Anche questo emendamento, coerentemente con quello precedente e con
l'emendamento che abbiamo proposto al Regolamento delle Circoscrizioni, propone
il modello a 5 anziché a 6 e si ripete semplicemente in un'altra parte del testo.

PORCINO Giovanni (Presidente)
Ricordo i tempi di intervento sui subemendamenti: tre minuti un Consigliere per
Gruppo ed un minuto gli altri Consiglieri.
La parola al Consigliere Ricca.

RICCA Fabrizio
Data la natura del mio intervento, vorrei che fosse secretata la seduta del Consiglio.

PORCINO Giovanni (Presidente)
Per quale ragione, Consigliere?

RICCA Fabrizio
(INTERVENTO FUORI MICROFONO)

PORCINO Giovanni (Presidente)
Non è sufficiente come motivazione. "Ogni componente il Consiglio ed ogni
Assessore, precisandone i motivi al Presidente, può richiedere che un proprio
intervento si svolga in seduta segreta, quando ritenga che sussistano le ragioni di cui
al comma 1". Ci specifici, Consigliere, quali sono le ragioni, dal momento che la
natura della discussione non implica valutazioni sulla persona.

RICCA Fabrizio
Devo parlare di contributi.

PORCINO Giovanni (Presidente)
Non mi sembra sufficiente come motivazione, Consigliere Ricca.

RICCA Fabrizio
Si tratta di contributi alle associazioni.

PORCINO Giovanni (Presidente)
Non rileva con la natura della discussione che stiamo affrontando, Consigliere;
sarebbe una divagazione sul tema. Procediamo con la discussione pubblica. Qualora
ci siano degli elementi che ravvisi nel suo intervento tali da giustificare la seduta
segreta, passeremo in quella modalità. Prego, Consigliere Ricca.

RICCA Fabrizio
Innanzitutto preciso che abbiamo un Sindaco che è interessato al suo Consiglio
Comunale quasi come alle periferie della sua Città, ovvero non lo vediamo mai. Io
credo che questo sia anche abbastanza denigrante verso il Consiglio Comunale. Non
vedo la Giunta in Aula, anche se gli Assessori sono usciti momentaneamente, ed
anche questo denota l'interesse che si ha verso la discussione di una proposta di
deliberazione così importante. A me dispiace, fa male perché, quando c'è un
disinteresse sia per le periferie che per l'Aula, evidentemente è perché si ha
qualcos'altro in testa e di sicuro non è il bene dei propri cittadini. Nonostante si sia
provato a fare qualcosa, perché poi uno onestamente vede quando ci si prova, poi è
un altro discorso il fatto che si provi ma non si riesca.
Noi, lo ripeterò all'infinito, oggi siamo qui per fare questo ostruzionismo, perché
chiediamo che vengano azzerati completamente i costi della politica nelle
Circoscrizioni. Non è demagogia, perché, come ci diceva prima il Capogruppo
Paolino, lui ha fatto per lungo tempo, almeno per 5 anni, il Consigliere di
Circoscrizione a 0 Euro. Lui lo chiamava volontariato politico e, se era volontariato
politico nel 1992, potrebbe esserlo tranquillamente nel 2016, soprattutto quando la
proposta che viene messa in campo per utilizzare quei fondi è quella di poter inserire
tutti i risparmi all'interno del capitolo di Bilancio del Fondo "salva sfratti". Siamo
convinti che un'operazione di questo tipo sia fondamentale, perché in questo
momento ci sono tantissime famiglie che hanno bisogno e che andrebbero a
beneficiare di un'operazione di questo tipo; sicuramente nessuno dei torinesi
beneficia di un Consiglio di Circoscrizione, se non tutte quelle associazioni che si
ingrassano all'interno delle Circoscrizioni. Tutte quelle associazioni che propongono
progetti farlocchi, tutte quelle associazioni che propongono progetti finti solo per
farsi fare i bonifici da questa Amministrazione Comunale, per poi non realizzare, nel
succo, niente.
La scorsa settimana sono stato in una Circoscrizione, dove si votava un contributo
per un progetto che non era neanche ben chiaro al Consiglio, ma, ad un certo punto,
il Presidente ha alzato la mano ed ha detto che si votava, punto e basta. A quel punto,
i cagnolini che siedono in quel Consiglio di Circoscrizione scodinzolano e votano
"sì" ed il contributo viene erogato. Se queste sono le Circoscrizioni che il Partito
Democratico ha governato negli ultimi 20 anni, se questo è stato il modo per pagarsi
le campagne elettorali con l'attività di queste associazioni sul territorio, propongo di
cancellare gli emolumenti.

PORCINO Giovanni (Presidente)
Terminato il suo intervento, potrà convenire con me che non sussistevano i
presupposti per l'adunanza segreta.
La parola al Consigliere Carbonero.

CARBONERO Roberto
Presidente, se fa tacere il Consigliere Viale, mi fa una cortesia.

PORCINO Giovanni (Presidente)
Chiedo ai Consiglieri un po' di silenzio.
Proceda con il suo intervento, Consigliere Carbonero; le rammento che ha a
disposizione un minuto.

CARBONERO Roberto
Riprendo il mio intervento, visto che tutte le volte vengo interrotto, per cui vorrei
riuscire a dare un minimo di filo logico a quello che è il discorso, cioè quanto - ma
sarà rimarcato innumerevoli volte - questa riforma prevede. Mira a tutto tranne che
ad essere un qualcosa di innovativo e sicuramente estremamente favorevole alla vita
della Città e dei suoi cittadini. Per quale motivo? Intanto, perché viene fatta in un
momento in cui non ci sono soldi, per cui è abbastanza difficile portare avanti gli
obiettivi prefissati dalla Giunta Passoni.

PORCINO Giovanni (Presidente)
Grazie, Consigliere Carbonero. Non ho altri Colleghi iscritti ad intervenire.

CARBONERO Roberto
Perché solo un minuto?

PORCINO Giovanni (Presidente)
Aveva a disposizione un minuto sui subemendamenti e tre minuti un Consigliere per
Gruppo.
La parola al Consigliere D'Amico.

D'AMICO Angelo
Vorrei stigmatizzare anche io l'assenza del Sindaco, che obbliga questa maggioranza
a fare tardi, perché lui vuole che questa riforma passi a tutti i costi; se non ci fosse
stata questa indicazione precisa del Sindaco, probabilmente qualcuno della
maggioranza avrebbe fatto mancare il numero legale, però c'è stata questa
imposizione di non cedere alle pretese delle opposizioni e, quindi, a tutti i costi
questa proposta di deliberazione deve passare, soprattutto adesso che siamo vicini
alla campagna elettorale e, quindi, questo deve essere un segnale di forza da parte
della maggioranza che riesce a tenere a bada le intemperanze dell'opposizione. È
quindi un peccato che non sia presente, perché c'era un film in cui un personaggio
diceva: "Armiamoci e partite" e questa non è una cosa carina da parte di chi intende
governare nuovamente per 5 anni questa Città.
Detto ciò, Presidente, così come promesso nel mio discorso introduttivo, riprendo la
mia attività di informazione e di educazione politica nei confronti dei Colleghi della
maggioranza, cercando di far comprendere loro bene quello che è il significato della
politica. Comincio con il dire che, secondo un'antica definizione scolastica, la
politica è l'arte di governare le società. Il termine, di derivazione greca (da polis,
città), si applica tanto alle attività di coloro che si trovano a governare quanto al
confronto ideale finalizzato all'attività di governo o di opposizione. Volendo tentare
una definizione, potremmo dire che la politica è quella attività umana che si esplica
in una collettività il cui fine ultimo è incidere sulla distribuzione delle risorse
materiali e immateriali.
Altre definizioni che si basano su aspetti peculiari della politica sono state date da
numerosi teorici. Per esempio, per Max Weber la politica non è che un'aspirazione al
potere e monopolio legittimo dell'uso della forza (e diciamo che, quasi quasi, vi si
potrebbe intravedere in voi); per David Easton, invece, essa è l'allocazione di valori
imperativi nell'ambito di una comunità; mentre per Giovanni Sartori la politica è la
sfera delle decisioni collettive sovrane.

PORCINO Giovanni (Presidente)
Grazie, Consigliere, per le dotte citazioni.
La parola al Consigliere Bertola.

BERTOLA Vittorio
Non voglio fare ostruzionismo, ma, solo per la sanità mentale, se possiamo evitare di
nominare un certo Max Webber, che credo sia un pilota di Formula 1, e parlare
magari di Max Weber, che è un filosofo tedesco.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola al Consigliere Marrone.

MARRONE Maurizio
Dopo un bell'applauso della maggioranza al Capogruppo del Movimento 5 Stelle
posso anche andare avanti. Diciamo che, se ci volesse dare questi contributi di
cultura intervenendo anche lui ogni tanto, di sicuro lo apprezzeremmo.
È giusto ricordare il balletto che c'è stato sul numero delle Circoscrizioni e gli
accorpamenti. Io, prima che venissi interrotto dalla fine dei minuti, volevo ricordare
quella meravigliosa foto; dobbiamo ringraziare il Consigliere Viale, se non sbaglio,
per avere reso partecipe tutto il mondo social di quella foto meravigliosa con il
Capogruppo Paolino sul tavolo che indicava dei poster, peraltro diversi tra loro, e
affiancati. Più che lui, che tutto sommato stava indicando delle cartine, e in una
discussione ci sta, era impagabile l'espressione del Consigliere Cassiani, che
assisteva con un'espressione davvero da film muto a questa scena con addirittura più
fotogrammi con diverse espressioni. Davvero una meraviglia, che, però, la dice un
po' lunga sul fatto che - me lo sono segnato -, quando ho sentito dire nell'intervento
della Consigliera Onofri che rispetto a questo tema si parlava del vento del
riformismo, sinceramente mi sono detto che, rispetto ai padri costituzionali, questa
riforma si pone un paio di gradini più in basso, perché è stata tutta una trattativa
politica rispetto al numero delle Circoscrizioni e ai territori da salvare. Basta
ricordare che la Circoscrizione 1, nella prima versione, doveva andare a scomparire
e, poi, guarda caso, nella misura in cui è l'unica presieduta da un esponente del
partito dei Moderati, invece è stata ripescata e salvata in extremis; evidentemente, le
ragioni che erano state indicate all'inizio rispetto alla scarsa densità abitativa del
centro, che maggiormente ha uffici e negozi, non è più stata considerata valida.
Bisognerebbe pensare questo se ritenessimo davvero che, alla base di questa riforma,
c'è un interesse amministrativo.
Purtroppo, sappiamo che non è così; purtroppo, sappiamo che, in realtà, è
semplicemente un'operazione politica, più propagandistica in realtà che strettamente
politica, che è stata poi annacquata, stravolta e rimodellata con l'introduzione di
queste figure strane, che sono gli speaker, con il balletto avanti e indietro rispetto alle
Giunte esterne, con tutta una serie di dinamiche, con grandi occasioni perse rispetto
alla definizione delle competenze delegate e, soprattutto, con la mancanza di
considerare la città nella sua dimensione metropolitana. Evidentemente, c'erano un
po' di Sindaci anche loro abituati come i Presidenti di Circoscrizione a comportarsi
da piccoli ras di zona con un potere assoluto nei propri feudi, che evidentemente non
avrebbero gradito un accorpamento concreto all'interno proprio della città e
dell'Amministrazione Comunale di Torino. Evidentemente, non si sarebbe riusciti a
trovare a malapena un accordo sulle attuali Circoscrizioni, figuriamoci con la
creazione dei municipi, evidentemente non c'è dietro una vera ragione
amministrativa.

PORCINO Giovanni (Presidente)
Grazie, Consigliere Marrone.
La parola al Consigliere Magliano.

MAGLIANO Silvio
Proprio riprendendo quello che diceva il Consigliere Marrone, rileggerò un pezzo
della deliberazione dove si dà ragione della scelta di chiudere a sé il numero delle
Circoscrizioni, quando, poi, invece, in Aula è arrivato tutt'altro. Si dice: "Un secondo
ordine di modifiche statutarie attiene alla riorganizzazione del numero delle
Circoscrizioni, della composizione degli organi circoscrizionali e delle modalità di
elezione e di scioglimento dei Consigli. Il numero di sei Circoscrizioni, individuato
nel nuovo articolo n. 54 dello Statuto, appare il più conforme ad esigenze di
razionalizzazione istituzionale ed organizzativa ed a principi di efficienza,
economicità ed efficacia, nonché di adeguatezza e differenziazione che sono ormai
patrimonio condiviso nella nostra legislazione e nel quadro comunitario. Nella storia
del decentramento torinese si è passati da 23 quartieri tradizionali, che risalivano alla
zonizzazione del 1976, al passaggio alle dieci Circoscrizioni, che, se poteva avere un
senso ragionevole ed assai adeguato a metà degli anni Ottanta in cui trovò forma, è
oggi riconoscibile come superata e rende, pertanto, necessario ed indifferibile un
modello istituzionale ed organizzativo che preveda una articolazione più snella e
semplificata, con sei grandi realtà organizzate più adatta ad interpretare esigenze,
bisogni e necessità amministrative e socio-territoriali del tutto mutate ed a
razionalizzare la programmazione economico-finanziaria complessiva. Inoltre, per la
definizione della nuova zonizzazione ripartita in sei Circoscrizioni il nuovo Statuto
prevede che si tenga conto della tradizionale presenza storica dei quartieri torinesi
(articolo 54, comma 3) e ridefinisce la fisionomia istituzionale e le competenze degli
organi circoscrizionali. Il Consiglio (articolo 55, comma 2), composto di venticinque
componenti, è titolare, in via ordinaria, delle funzioni di indirizzo e controllo su tutte
le funzioni di competenza delle Circoscrizioni. Approva gli atti fondamentali della
Circoscrizione (bilancio, conto consuntivo, eccetera), i provvedimenti di natura
programmatoria circoscrizionale e tutti gli atti di indirizzo nonché i pareri richiesti
alla Circoscrizione dagli Assessorati centrali. Nel caso di scioglimento, va data
comunicazione al Prefetto entro tre giorni - e ne avremmo avute di Circoscrizioni da
sciogliere a mio giudizio in questi tre-quattro anni -, (articolo 57, comma 3).
Nell'articolo 58, al comma 5, si stabilisce che le adunanze del Consiglio sono
presiedute da un Consigliere eletto a maggioranza dal Consiglio Circoscrizionale,
che non deve rivestire incarichi all'interno della Giunta. Nella medesima seduta
viene altresì...".

PORCINO Giovanni (Presidente)
Grazie, Consigliere Magliano.
La parola, sull'ordine dei lavori, al Consigliere Ricca.

RICCA Fabrizio
Capisco che il tedesco sia una lingua difficile, ma il pilota si chiama Mark e non
Max, giusto per evitare brutte figure in futuro.

PORCINO Giovanni (Presidente)
Lasciamo all'approfondimento dei Colleghi il pensiero del sociologo e filosofo.
Dibattiamo di altro. Proseguiamo con gli interventi.
La parola alla Consigliera Ambrogio.

AMBROGIO Paola
Con questo subemendamento ci troviamo di nuovo a parlare della distribuzione dei
futuri territori circoscrizionali, con nuovamente un passaggio da sei a cinque, quindi
la proposta iniziale fatta dal Movimento 5 Stelle e in passato anche dalla
maggioranza di questa Città. Però, uscite dalla Commissione per la riforma del
decentramento a sei e oggi questo subemendamento non ci può trovare favorevoli.
Riteniamo che non vi sia un senso anche in una distribuzione di cinque
Circoscrizioni sul territorio cittadino proprio perché diventerebbero delle porzioni di
territorio...

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola al Consigliere Tronzano.

TRONZANO Andrea
Dico ai Consiglieri del PD che voi come noi siete eletti e state affossando la politica
per mere ragioni demagogiche, cercando a tutti i costi una riforma che, in realtà, nel
dimensionamento dei confini non si sentiva la necessità. Ripetiamo che, per
coerenza, qualche Consigliere del PD potrebbe votare nuovamente questo
emendamento della Consigliera Appendino, perché alcuni dei Consiglieri partivano
da questo ragionamento, e altrettanto ripetiamo la nostra proposta che sin dall'inizio
era o zero Circoscrizioni o dieci Circoscrizioni senza cambiamenti se non nelle
competenze e nelle funzioni per dare più chiarezza e più nettezza di quello che,
invece, è stato fino ad oggi il gran libro dei sogni delle competenze alle
Circoscrizioni.
Rispetto alle funzioni circoscrizionali, ricordiamo...

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola al Consigliere Liardo.

LIARDO Enzo
Adesso non ho l'emendamento sottomano, ma, se non erro, poi se erro è uguale,
stiamo trattando sempre il numero delle Circoscrizioni. Diciamo che ci sono degli
sbalzi di temperatura, come la stagione ci sta insegnando...

PORCINO Giovanni (Presidente)
Siamo al subemendamento n. 1 all'emendamento n. S86.

LIARDO Enzo
Ribadisco, più o meno, quello che ho detto precedentemente. Ritengo che questa sia
un'occasione perduta, perché c'era stata una partenza, in cui anche... Ieri, tra l'altro,
ho avuto modo di elogiare - ma non era presente e lasciatemi fare il ruffiano anche in
questo momento - l'impegno del Consigliere La Ganga, che ci aveva creduto fino in
fondo a come si stava strutturando questa riforma. Purtroppo, il suo entusiasmo - mi
scuso se sto facendo la biografia di quello che è stato l'atteggiamento del Consigliere
La Ganga - si è affievolito. Perché si è affievolito? Lui è un Consigliere di
maggioranza, ci ha creduto fino in fondo nel poter cambiare questa riforma, che,
purtroppo, Consigliera Onofri, ho l'impressione (almeno così mi è stato riferito, non
voglio dire dai cittadini perché sarebbe generico, ma da una persona molto influente
che aveva letto, poi non posso fare il nome altrimenti dovremo secretare, ma glielo
dirò in separata sede e lo sa che io non mento) che la montagna abbia partorito il
topolino, proprio da tutte le notizie che si susseguivano sui giornali. I territori, poi,
hanno dato la mazzata finale.

PORCINO Giovanni (Presidente)
Grazie, Consigliere. Avrà modo di riprendere il concetto più tardi.
Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione il subemendamento n.
1 all'emendamento n. S86:
presenti 25, astenuti 1, favorevoli 2, contrari 22.
Il subemendamento n. 1 all'emendamento n. S86 è respinto.

PORCINO Giovanni (Presidente)
Passiamo all'analisi del subemendamento n. 2 all'emendamento S86.
La parola al Consigliere Magliano.

MAGLIANO Silvio
Continuerei con la lettura della deliberazione per far cogliere le differenze tra quello
che inizialmente era l'intento da parte della maggioranza e della Commissione e
quello che poi con gli emendamenti presentati, di fatto, è diventato uno
stravolgimento della stessa. Mi ero fermato sul tema legato alle sei Circoscrizioni.
Continua con: "Il comma 8 del nuovo articolo 58 disciplina le modalità della
cosiddetta 'sfiducia': qualora, nel corso del mandato, il rapporto fiduciario tra
Presidente e Consiglio sia posto in crisi, è possibile presentare, una volta soltanto e
nell'ambito della seconda metà del mandato, una mozione di sfiducia costruttiva,
sottoscritta da almeno tredici Consiglieri, che dovrà recare il nome del nuovo
Presidente". Quanto sarebbe stato utile questo istituto nell'ultimo mandato e mi
riferisco ad alcune Circoscrizioni molto precise, penso alla Circoscrizione 5. "In tal
caso, la durata del Consiglio prosegue fino alla scadenza naturale del mandato. Il
nuovo articolo 59 disciplina la Giunta Circoscrizionale, composta, nel nuovo
modello istituzionale, dal Presidente e da quattro Coordinatori, di cui uno con
funzioni di Vicepresidente. Alla Giunta viene attribuita un'attività di rilevanza
esterna e vengono ad essa funzioni esecutive degli indirizzi consiliari e degli atti di
programmazione della Circoscrizione. Un terzo e significativo ordine di
modificazioni statutarie concerne il quadro delle competenze circoscrizionali ed in
particolare di quelle di programmazione, gestione ed organizzazione dei servizi di
base ai sensi dell'articolo 17 comma 2 del TUEL: a seguito di questo ampliamento
assai rilevante, alle Circoscrizioni risulteranno assegnate pertanto funzioni ripartite
nei settori: socioassistenziale, scolastico e parascolastico, sport, biblioteche
decentrate, lavori pubblici, cultura e tempo libero, commercio, ambiente, viabilità e
mobilità, gioventù, pianificazione territoriale, lavoro (articolo 61 comma 1)". Tutte
deleghe che poi evidentemente non hanno alcun valore nella modalità in cui poi il
Comune centrale può tranquillamente superare con scelte autonome le indicazioni
delle Circoscrizioni. "Le funzioni di indirizzo sono esercitate dal Comune attraverso
atti di natura regolamentare deliberati dal Consiglio Comunale. Inoltre, il Comune
può delegare, attraverso il Regolamento o deliberazioni quadro, altre funzioni o
progetti, purché non rientranti nella sfera di competenza della Città Metropolitana,
oppure disporre la gestione amministrativa decentrata di funzioni e competenze
(articolo 61 comma 2).".
In ordine alle competenze di natura consultiva, riparte il pezzo della deliberazione di
cui ho parlato prima, cioè che questa funzione consultiva di fatto è disattesa, poiché
la Circoscrizione o si piegherà al volere del Consiglio Comunale, oppure niente.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola al Consigliere Tronzano.

TRONZANO Andrea
Continuo nella mia richiesta incessante ai Consiglieri Comunali della maggioranza.
Non c'è bisogno di modificare i confini, c'è bisogno di una riforma che attualizzi,
come molti di loro hanno detto, le Circoscrizioni alle esigenze attuali, però, nel
frattempo, visto che non riceviamo risposta a questo, continuo ad elencare le attuali
competenze: "I Servizi circoscrizionali effettuano la gestione diretta ed indiretta dei
presidi e servizi di base ed erogano le relative prestazioni. I Servizi circoscrizionali
organizzano e gestiscono presidi e servizi ed effettuano prestazioni ed interventi non
di base su delega comunale. I Servizi circoscrizionali reperiscono e predispongono
(di massima su delega e finanziamento comunale ovvero di altri Enti e organismi
nazionali e internazionali) strumenti di consulenza, supervisione, informazione,
formazione e aggiornamento per problemi locali, non coperti dalle analoghe
iniziative predisposte dalla Divisione Servizi Socio-assistenziale; avviano interventi
di promozione culturale a livello locale di interventi analoghi avviati centralmente;
svolgono attività di ricerca, legata a specifiche iniziative e progetti locali.".
Che necessità c'è di ridurre i confini per ridare le stesse competenze, solo gli dei lo
sanno, e quindi io continuo a chiedere perché modifichiamo i confini e soprattutto
perché li riduciamo a sette invece di cinque, o invece di portarli a zero. Sette
dimostra soltanto la volontà di conservazione del potere, non dimostra nessun
tentativo di vera rivoluzione culturale e strutturale sul decentramento e sul problema
della sussidiarietà.
Non ha alcun senso. Le funzioni centrali: "Il Comune definisce con scansione
annuale-triennale (in relazione alle scansioni temporali del Bilancio comunale)
obiettivi e programmi di intervento, da formalizzare principalmente nella relazione
previsionale programmatica o attraverso specifici provvedimenti deliberativi, con
riferimento sia alle strutture (dislocazione di risorse e presidi ove occorra ridisegnare
in modo equilibrato la rete dei servizi a livello cittadino), sia a servizi e prestazioni,
sia alle modalità di gestione (diretta o indiretta). Il Consiglio Comunale adotta gli atti
di indirizzo per lo svolgimento dei servizi di base, ex articolo 55 dello Statuto
Comunale, che si adeguano agli standard dei servizi definiti a livello cittadino ai
sensi dell'articolo 64, comma 2 dello Statuto Comunale. Il Consiglio Comunale
definisce, per i presidi, servizi e prestazioni non di base, le funzioni oggetto di
possibile specifica delega, ai sensi dell'articolo 56 dello Statuto Comunale e le
modalità di esercizio, fermo restando che nella deliberazione di delega è da
prevedersi l'assegnazione delle risorse in termini di personale, patrimonio e bilancio
necessari al loro svolgimento".
Ribadisco la necessità di mantenere i confini attuali a dieci e di cambiare le
competenze di Circoscrizione per evitare che si tramuti nell'ennesimo libro dei
sogni.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola alla Consigliera Ambrogio.

AMBROGIO Paola
Riprendo il discorso iniziato poco fa, sempre relativo alla divisione del territorio
circoscrizionale e alla futura visione che la maggioranza di questo Consiglio
Comunale ci vuole proporre, ci ha proposto e che noi non accettiamo. Per questo
sono stati presentati molti emendamenti, oltre che per altre ragioni che abbiamo già
espresso negli interventi di ieri. Questo, però, è uno degli elementi fondamentali; lo
abbiamo detto, una suddivisione a dieci Circoscrizioni, come è attualmente, aveva un
senso andando invece a rivedere le competenze, aggiornandole e cercando di rendere
anche l'erogazione magari dei servizi da offrire agli utenti finali, comunque, più
efficace e più facile. Dicevamo di mantenerle a dieci anche perché il modello che ci
viene proposto oggi, un modello organizzativo ed amministrativo, non ci convince.
Manca quella omogeneità tra i territori, quell'affinità anche nelle caratteristiche non
solo territoriali, ma anche abitative, delle caratteristiche anche sotto il profilo
urbanistico, vediamo difficile mettere insieme dei territori che poco hanno a che
spartire.
Su questo noi continuiamo la nostra battaglia, che ci porta a dire di cambiare solo le
competenze e di mantenere invece i territori uguali.
Non solo, noi abbiamo accolto, almeno in parte, anche quelle che sono state le
indicazioni provenienti dalle Circoscrizioni, dai dieci Presidenti di Circoscrizione,
che, partecipando alle riunioni della Commissione, hanno dato delle indicazioni ben
precise, che, in realtà, non sono state accolte. Lo dimostra il fatto che i Presidenti di
Circoscrizione, che appartengono alla stessa maggioranza che oggi è rappresentata in
Consiglio Comunale, hanno espresso pareri favorevoli, ma condizionati.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola al Consigliere Ricca.

RICCA Fabrizio
Ribadiamo che avete confezionato davvero la peggiore delle riforme, soprattutto
partendo dal presupposto che è una riforma che non avete condiviso, che avete fatto
di tutto per non condividere, anche perché, presentando gli emendamenti all'ultimo
secondo, diventa poi difficile mettersi nella condizione di poter andare a trovare un
equilibrio tra tutte quelle che possono essere le forze che hanno provato a lavorare.
Io proverei a fare una mezza scommessa, che se prendessimo "La Stampa" di un
anno fa, quella che riportò una cartina a sette Circoscrizioni, se non sbaglio - non mi
ricordo bene chi fu colui che spifferò al giornalista che scrisse l'articolo quella
cartina -, quella cartina forse è la cartina di oggi. Questo fa riflettere quanto questa
Commissione sia stata inutile; di sicuro è una Commissione che ha perso tempo,
perché, se maggioranza e Giunta presentano tutti questi emendamenti per andare a
modificarla, è una Commissione che ha perso tempo. Questo è uno dei tanti motivi
per cui - lo diremo in fase di dichiarazione di voto - non voteremo questa
deliberazione, perché abbiamo buttato via un anno, abbiamo buttato via del tempo,
perché, mentre la Presidente Onofri ed il Vicepresidente Carbonero cercavano in tutti
i modi di arrabattarsi e tirare fuori un testo che potesse essere il più unitario
possibile, ad un certo punto a qualcuno si accende la lampadina e decide di liberare
dalla Commissione all'Aula una deliberazione che, poi, è completamente stravolta,
perché cambia completamente. Se noi andiamo ad analizzarla, punto per punto,
cambia completamente, tutti gli emendamenti di maggioranza e di Giunta ci
propongono alla fine un'altra deliberazione. Mi ricorda un pochino la deliberazione
della Continassa, che viene presentata in un modo e poi viene trasformata in un altro.
È questo che ci fa pensare che il tempo perso è stato tempo perso per tutti. Sarebbe
stato più semplice che la maggioranza l'avesse portata in Commissione senza passare
da una Commissione Speciale. La portava in Aula, si votava e, probabilmente, si
sarebbero fatti anche meno emendamenti ostruzionistici. La natura di questo
ostruzionismo...

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola al Consigliere Liardo.

LIARDO Enzo
Come dicevo prima, in tempi non sospetti, e anche nei precedenti interventi che io ho
effettuato, dov'è che il malcontento è nato? Questo vorrei ribadirlo, ovviamente avrò
circa tre o quattro giorni per ribadirlo e perciò penso che essendo... (INTERVENTO
FUORI MICROFONO).

PORCINO Giovanni (Presidente)
Scusate, Consiglieri, facciamo silenzio. Consigliere Liardo, non si preoccupi delle
interruzioni, vada pure avanti.

LIARDO Enzo
Io penso che il colore della mia cravatta abbia un po' confuso le idee, ma questo non
vuol dire nulla. Poi, mi sembra che questo sia un verde talmente chiaro che non ha...
(INTERVENTO FUORI MICROFONO). Volevi che ritornassi al concetto? Quello
del numero delle Circoscrizioni. Il grosso malcontento da parte dell'opposizione,
che, come vedete, è coinvolta in un'azione ostruzionistica, è proprio data dal fatto
che se noi avessimo... E perché non avere il coraggio di votarle, come dice
l'emendamento, a sei Circoscrizioni? Dovreste avere il coraggio e fare qualche
intervento nel dire che quello che noi stiamo dicendo non risulta vero, nel senso che
chi è che ha voluto da cinque Circoscrizioni arrivare a sette? L'ha voluto la
minoranza? Date delle risposte. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). La
minoranza del PD. Non pensavo che fossero i Moderati la minoranza del PD. Si
chiamano Moderati? Non lo so. Quella è la maggioranza... (INTERVENTO FUORI
MICROFONO). Io penso che il Consigliere Viale abbia cercato di mettermi fuori
strada, perché, in effetti, il mio retro pensiero era quello di dire appunto che una parte
moderata ha condizionato il numero dei territori delle Circoscrizioni facendole...
(INTERVENTO FUORI MICROFONO). Per fatto personale sono già intervenuto
per quanto riguarda il colore della cravatta, perché c'era il Consigliere Berthier che
disquisiva, però vorrei anche non essere interrotto.

PORCINO Giovanni (Presidente)
Facciamo silenzio, Consiglieri, per favore.

LIARDO Enzo
Capisco che il mio intervento sia di alto livello culturale, ma proprio per quello
bisognerebbe che i Colleghi avessero un minimo di rispetto. Dicevo, adesso lo dico
anche in maniera subdola, però poi alla fine cosa succede? (INTERVENTO FUORI
MICROFONO). Patatino? Presidente, io voglio qualche minuto per fatto personale,
perché a me "patatino" non l'aveva mai detto nessuno. È una dichiarazione sessista.
(INTERVENTO FUORI MICROFONO). Va bene, non c'è. Io do retta al Segretario
Generale che mi ha detto che non ci sono gli estremi per fatto personale.

PORCINO Giovanni (Presidente)
Vi ricordo che ci seguono in streaming.

LIARDO Enzo
Ma in streaming devono sapere che noi stiamo facendo un ostruzionismo che non è
fine a se stesso.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola al Consigliere Carbonero.

CARBONERO Roberto
Un altro dei temi che affronteremo insieme agli altri Consiglieri dell'opposizione in
questa lunga maratona riguarda questa grandissima bandiera che è stata tirata fuori
della riduzione dei costi della politica. Sono sempre più convinto che non sia così,
sono sempre più convinto che cedere a quello che è uno slogan ormai infinito è quasi
noioso, è poco indicativo di come stanno veramente le cose portate avanti ormai da
quella classe dirigente, non si sa bene di cosa, chiamato Movimento 5 Stelle.
Dimostrerò, comunque, quanto sia assolutamente inutile il portare questo
meccanismo studiato ad hoc, sempre dalla Giunta Passoni, per la diminuzione del
numero delle Circoscrizioni.

PORCINO Giovanni (Presidente)
Il tempo a disposizione è esaurito.
La parola al Consigliere Marrone.

MARRONE Maurizio
In generale, questa riforma non trova il nostro consenso soprattutto perché,
oggettivamente, si è persa l'opportunità di andare, invece, a dare una risposta
concreta a quella che è la necessità di riassetto. Quando il Capogruppo Paolino aveva
detto che il ruolo della Circoscrizione non è solo diramazione amministrativa, questo
io lo condivido, è anche una palestra di formazione di una gavetta di chi poi
intraprende un percorso nelle Istituzioni. Effettivamente, è un'esperienza che io
credo per chiunque l'abbia vissuta, anche con i bassi, debba costituire una scuola,
anche per esempio di rispetto e di confronto tra diverse forze politiche. È un peccato
che, solo per lanciare il boccone mediatico di una pretesa ipotetica operazione di
abbattimento della spesa pubblica, che poi abbiamo visto essere molto ridotta, si
vada poi tutto sommato non solo a privare interi territori di una rappresentanza...

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola al Consigliere Berthier.

BERTHIER Ferdinando
Io volevo riprendere il discorso che avevo iniziato prima, che, poi, è stato
frammentario. Il discorso era quello di essermi ritrovato stamattina sulla
Circoscrizione 9. La cosa che era imbarazzante, perché, non dico il capannello, ma
diverse persone si sono avvicinate, parlavano tra di loro e mi chiedevano: "Voi cosa
fate in Consiglio? Perché non vi opponete, non dite la vostra e cambiate queste
pseudo regole, o comunque non impedite che ci sia questo cambiamento sulle
Circoscrizioni?". Io ho spiegato loro il motivo e la risposta è stata: "È impossibile,
allora cosa serve una minoranza di opposizione se tanto non avete voce in capitolo,
non potete intervenire, qualsiasi cosa decidiate e comunque decidono altri per voi e
altri soprattutto decidono per noi?". Poi, mi chiedevano anche come cambieranno e
che cosa ci sarà di importante. Qualcosa di importante forse c'è, sono i poteri che
possono essere aggiunti.
Mi perdoni, ma come mai quando c'è il Vicepresidente Cuntrò io non riesco...

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
Chiedo scusa.

BERTHIER Ferdinando
Mi chiedevano: "Come cambia? Cambiano i confini?" e io rispondevo: "Sì,
cambiano i confini, ci sono degli accorpamenti di Circoscrizioni". Poi mi
chiedevano: "Esattamente quali saranno i nuovi confini, perché un conto è accorpare
due Circoscrizioni, ma i confini reali?" e io gli ho risposto: "Non lo so". In quel
momento, mentre gli dicevo che non lo sapevo, glielo dicevo anche sommessamente,
perché mi sono vergognato di non saperlo, anzi, per difendere un minimo di dignità,
gli ho detto che non è che non lo sappia io perché quando vado in Consiglio o in
Commissione mi perdo nella notte dei tempi a fare altro, ma proprio perché noi della
minoranza non abbiamo avuto modo di vedere la cartina, le nuove sette
Circoscrizioni. In qualsiasi caso, è stato imbarazzante, perché hanno detto che è
impossibile che ci sia una gestione di questo genere. Alla fine, allora, vuol dire che
non occorre neanche avere una minoranza in un Consiglio Comunale se poi tanto la
maggioranza fa il bello e il brutto tempo e decide come le pare e piace e, anzi, a
volte, non comunica neanche con i suoi, ci sono degli Uffici che decidono dove e
come gestire questa Città e quindi a che cosa serve?
Speravamo che, in occasione delle elezioni comunali, ci fosse finalmente di nuovo la
possibilità dell'espressione del voto da parte dei cittadini, ma, se questo è, questo è il
risultato e questa è la sostanza di quello che poi accade e, quindi, anche se noi
volessimo cambiare, poi alla fine ci sono degli accordi sottobanco, si fa finta di
cambiare e invece poi ci ritroviamo gli elementi e le situazioni che c'erano già prima.
Questa cosa non è bella, ma in effetti è così.
Vuol dire che qui ci stiamo trovando in una situazione antidemocratica, cioè non
abbiamo nessuno strumento, se non questo magari mero strumento che è
l'ostruzionismo, per cercare di far capire che le cose non devono andare così e non
possono andare così e non devono andare così soprattutto in questo momento storico,
non che debba rientrare nella storia, ma temporaneo, cioè sei mesi prima delle
elezioni. Non possiamo pensare di sconvolgere abbastanza, perché poi si sconvolge
la...

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
La parola al Consigliere D'Amico, anche per fatto personale. Quindi, ha tre minuti.

D'AMICO Angelo
La richiesta che le ho fatto per fatto personale deriva dalla puntuale precisazione
errata fatta dal Consigliere Bertola, invitandomi a non citare Weber pensando che lo
confondessi con il famoso pilota. Peccato, ma mi hanno detto che a questo ci ha già
pensato il Consigliere Ricca a ricordare al Consigliere Bertola che il pilota non si
chiamava Max, ma si chiamava Mark Webber, e quindi così mi dà anche
un'imbeccata poi per il prosieguo dei lavori nel leggervi la bibliografia di Max
Weber per farvi comprendere che io mi riferivo ad un personaggio reale. È una
questione di pronuncia.
Dopodiché, a fronte di questo avvenimento, poi, è uscita subito, su quello che è il
quotidiano piemontese "Lo Spiffero", con un tempismo eccezionale, la mia foto con
anche degli apprezzamenti sull'abbigliamento che io ho oggi in Aula: ho una
semplicissima camicia nera, una semplicissima cravatta che ha una "M" stilizzata
sopra, un vestito di Trussardi, scusate se è un problema, quindi queste sono cose
poco carine, ma soprattutto viene citato il fatto che il sottoscritto abbia confuso il
famoso sociologo tedesco con un pilota di Formula 1. Queste non sono cose carine,
io capisco tutto, poi può anche andare bene una cosa del genere, l'importante è che se
ne parli, però non credo che questi atteggiamenti siano corretti... (INTERVENTO
FUORI MICROFONO). Il fatto personale, glielo spiego, caro Collega Viale, mi ha
dato dell'ignorante. Essendo io una persona ignorante realmente, io ho la terza media
perché poi a scuola non ci andavo e, come si dice qui in Piemonte, "tagliavo", e
quindi per me la cultura è una cosa che non si confà al mio modo di essere, quindi
sono orgogliosamente ignorante, però non al punto da confondere un sociologo
tedesco di alta caratura con un pilota di Formula 1, chiaramente non mi riferivo a lui.
Presidente, adesso utilizzo il mio minuto per intervenire sul subemendamento. Come
promesso, ho fatto una ricerca su quello strumento che è utilizzato sempre in tempo
reale dai Colleghi grillini e sono andato a trovare questo Max Weber, il famoso
economista sociologico e filosofo e storico tedesco, che, pensate un po', è
considerato uno dei padri fondatori dello studio moderno della sociologia e della
pubblica amministrazione. È del 1894, quindi è abbastanza attuale. Egli cominciò la
sua carriera accademica all'Università Humboldt di Berlino (chiedo scusa per le
pronunce, ma, per chi non ha studiato le lingue, è un po' impegnativo).
Successivamente, lavorò all' Università Albert Ludwigs di Friburgo, all'Università di
Heidelberg, all'Università di Vienna e all'Università di Monaco di Baviera. Quindi,
confondere questo personaggio, un personaggio di questo spessore, con un pilota...

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
Io ho concesso al Consigliere D'Amico un'opportunità, perché è stato ripreso
durante i lavori e qui non c'è nessun fotografo e quindi evidentemente c'è stato un
comportamento anomalo da parte di qualcuno. Chiederei cortesemente a tutti di non
addentrarci su un terreno che poi diventa improprio, io vi chiedo questa cortesia.
La parola al Consigliere Greco Lucchina.

GRECO LUCCHINA Paolo
Mi ricorda solo i tempi gentilmente?

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
Lei ha un minuto a disposizione.

GRECO LUCCHINA Paolo
Io ci tenevo, intanto, a difendere il Collega compagno di banco D'Amico da quelle
che sono vere e proprie illazioni fatte dal Consigliere Bertola, che, evidentemente,
faceva riferimento al pilota Mark Webber. Il personaggio citato dal Consigliere
D'Amico merita un'attenzione di tipo assolutamente particolare, tant'è che
Wikipedia stesso ci ricorda che è un personaggio influente nella politica tedesca del
suo tempo. Fu Consigliere dei negoziatori tedeschi durante il trattato di Versailles nel
1919 e della Commissione incaricata di redigere la Costituzione di Weimar.
Ne approfitto degli ultimi quindici secondi, perché, Consigliere D'Amico, lei nel suo
esercizio di educazione fa riferimento sempre alla parola "greco", ce l'ha con me? Io
sono Greco Lucchina.

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
Ha terminato, grazie.
La parola al Consigliere Bertola.

BERTOLA Vittorio
Visto che non c'è niente di male a non sapere il tedesco, però molti ci ascoltano e
magari potrebbero fraintendere, volevo solo segnalare la pronuncia corretta del nome
del filosofo tedesco che è Max Weber e non certo Webber, come era stato sentito.
Non c'è niente di male, ci sono tante lingue che io non conosco e quindi va bene.

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
Per cortesia, scusate, abbiate pazienza. Consigliere Paolino, per cortesia. Devo
sospendere i lavori dell'Aula? (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Collega,
non offenda l'Aula, per cortesia. Grazie.
Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione il subemendamento n.
2 all'emendamento n. S86:
Presenti 22, contrari 22.
Il subemendamento n. 2 all'emendamento n. S86 è respinto.

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