| Interventi |
PORCINO Giovanni (Presidente) Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201504762/002, presentata in data 13 ottobre 2015, avente per oggetto: "Quando anche i contratti di affitto sono fatti su misura: un capestro ad hoc" PORCINO Giovanni (Presidente) La parola, per la risposta, all'Assessore Braccialarghe. BRACCIALARGHE Maurizio (Assessore) Rispondo ai quesiti posti dagli interpellanti. Il primo è: "per quali ragioni sia stato escluso l'uso di una sede alternativa per il Salone del Libro". La mia risposta è la seguente: la competenza a decidere dove fare questa come altre manifestazioni è prerogativa del Consiglio di Amministrazione della Fondazione, in questo caso la Fondazione del Salone del Libro. Per le dimensioni raggiunte dal Salone, parlo in termini di metri quadri necessari per un Salone internazionale ai livelli di quelli finora tenuti e per gli spazi disponibili nella Città, sicuramente il Lingotto rappresenta l'unica sede per dimensioni e anche per concezione dello spazio - uso un termine per essere più chiaro ancora - uno spazio democratico come tutti gli spazi fieristici, nel senso che consente ai singoli espositori, a seconda delle loro condizioni di affitto, dei metri quadri necessari, di essere tutti in una pianta regolare. A Torino non esiste nessuna struttura al momento simile a quella del Lingotto che garantisca quindi non solo i metri quadri necessari, ma anche questo uso egualitario della presenza degli stand. Seconda questione proposta: "per quali ragioni non si sia intervenuti sui tre Enti organizzatori - credo ci si riferisca al Salone del Libro, Salone del Gusto - Terra Madre e Artissima - affinché si contrattasse un contratto di affitto cumulativo per le tre manifestazioni, con evidenti risparmi per le casse pubbliche". La mia risposta è la seguente: vi sono stati degli incontri tenutisi nell'ambito del tavolo di coordinamento nato con la partecipazione di Regione, Comune e Camera di Commercio, tuttavia bisogna tener presente che la natura privatistica di proprietà del Lingotto, da una parte, e le diverse fattispecie delle manifestazioni di cui stiamo discutendo hanno sempre impedito di poter realizzare un unico contratto. Vorrei approfondire dicendo che, mentre il Salone del Libro, su cui poi tornerò nella risposta successiva, ha sempre avuto nei confronti di GL Events un contratto multiplo, nel senso che da una parte c'è l'affitto degli spazi, dall'altro c'è una parte del plateatico che viene data gratuitamente in uso alla Fondazione, inoltre vi è una percentuale legata agli incassi da biglietteria e la commercializzazione, invece, rimane in capo a GL Events. Nel caso, per esempio, del Salone del Gusto e Terra Madre si tratta semplicemente di un contratto di affitto, perché la logica con la quale vengono ovviamente trovati e invitati diversi esponenti dentro il Salone è completamente diversa da quella, per esempio, della parte commerciale del Salone del Libro, vista anche la natura particolare del Salone del Gusto e di Terra Madre. Quando parliamo di Artissima ci troviamo davanti ad un contratto che, per una parte, è un contratto di affitto dell'Oval e, per l'altro, è un contratto di affidamento dell'allestimento degli stand in capo a GL Events, quindi tre nature completamente diverse, un soggetto privato e quando abbiamo provato a capire se vi era un minimo comune denominatore per arrivare a un unico contratto ci siamo resi conto che questa diversa modalità impediva un accordo di questo genere. La terza questione posta è: "se nel momento in cui si assiste ad una contrazione dei finanziamenti pubblici non si reputi necessario recuperare da una maggiore efficienza in tutti i campi parte di queste risorse". La mia risposta è che la ricerca di maggiori efficienze è sempre stata una nostra priorità, intesa come Pubblica Amministrazione, a maggior ragione in presenza di una contrazione di finanziamenti pubblici. Lo abbiamo sempre fatto, continuiamo a farlo, cerchiamo sempre di porci il problema di come siano possibili economie di scala, ma nei fatti citati la natura e la logica del rapporto privatistico ha impedito di immaginare strade di ulteriori capacità sinergiche. Il quarto quesito chiede se: "il Sindaco e l'Assessore Braccialarghe fossero a conoscenza di questo contratto di locazione triennale e quale fosse la loro posizione in merito". Credo si riferisca in questo caso al Salone del Libro; ne eravamo a conoscenza, il contratto citato è stato sottoscritto dalla Fondazione valutando l'impossibilità, come ho detto prima, di trovare una sede alternativa confacente allo sviluppo di un salone così importante. Va precisato che i costi d'affitto previsti sono stati ricompresi nel bando europeo per la commercializzazione del salone stesso, per cui l'organizzatore della parte commerciale sarà tenuto a farsi carico dei costi relativi alla parte dell'affitto. L'ultima quesito chiede se: "il Sindaco e l'Assessore Braccialarghe fossero a conoscenza delle condizioni del contratto firmato dalla Fondazione Torino Musei e Artissima". Il contratto di Artissima ha un'altra e differente genesi, si è prevista da parte del Consiglio di Amministrazione della Fondazione Torino Musei, di cui sono Consigliere, a differenza del citato Salone del Libro, di sottoscrivere un contratto triennale, valenza 2015-2017, prevedendo esplicitamente una clausola di risoluzione possibile con un'uscita, previo pagamento di una penale, in diminuzione a seconda dell'anno in cui si dovesse decidere di trasferire Artissima in altro luogo. A questo proposito, come più volte citato dalla stampa, l'unica possibilità che oggi credo si possa intravvedere per una diversa situazione logistica che riguardi la fiera di Artissima è legata al rinnovo delle OGR, dato questo che dalle ultime notizie che abbiamo potrà mettere forse in disponibilità di Artissima gli spazi necessari a partire dal 2017. Se la Fondazione per la Cultura deciderà, avendo questa opportunità di lasciare il Lingotto, lo potrà fare perché il contratto, come ho appena detto, prevede questa modalità, ovviamente pagando una penale d'uscita, che però è stata valutata congrua rispetto ai maggiori vantaggi dal trasferimento di Artissima in una nuova sede. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola alla Consigliera Appendino. APPENDINO Chiara Questa interpellanza risale alla prima metà di ottobre, quindi è un po' datata e, in parte, poi le cronache cittadine hanno anche superato alcune cose venute fuori oggi in Aula, che erano già state dette a mezzo stampa. Devo dire che sono molto confusa su questa vicenda e di chi siano le responsabilità, sicuramente sarà poi la Procura a capire meglio. Lei oggi dice che è stata una scelta fatta dal CdA in modo autonomo, ricordiamo tutti invece, ad esempio, le parole di Ferrero che ha detto chiaramente: "Siamo stati costretti a firmare un contratto". Non spetta a me entrare oggi nel merito anche perché poi il dibattito è andato ben oltre a quanto scritto in questa interpellanza, certo è che ritengo di fare un'unica valutazione politica oggi e poi ovviamente vedremo cosa succederà dalle indagini. Al di là di tutta la vicenda del Salone del Libro, di cui abbiamo discusso più volte in quest'Aula, che è stata un disastro dal punto di vista politico, cioè peggio di così Assessore e Sindaco - che non c'è - non potevano fare in tutti i sensi, dalla gestione del cambio generazionale, che comunque andava fatto e gestito prima, perché si sapeva che prima o poi sarebbe stato necessario, al tema dei costi, al tema della trasparenza. Secondo me è stato uno dei peggiori capitoli, forse rispetto al MAO, ma insomma se la giocano, di questi ultimi mesi della politica culturale di questa Città. Noi però una responsabilità ce l'abbiamo ed è il fatto che la Città di Torino si è messa nelle mani di un unico soggetto monopolista per le fiere e questa è una responsabilità tutta politica, è una questione che si è creata nel tempo perché non si è intervenuti. Capisco che avendo dei contratti firmati sia difficile mettere insieme tre soggetti in una situazione emergenziale e riuscire a rinegoziare. Ricordo un dibattito, non so se lei fosse presente, in cui si discuteva del futuro del Salone del Libro proprio al Salone del Libro e molti dissero che il problema principale era il costo dell'affitto, che incideva per il 50% della manifestazione e questa è una cosa che si sa da tempo. Allora mi chiedo se sia possibile che certe cose vengano fuori solo dopo che escono sui giornali determinate dichiarazioni, perché oggi lei dice che avete ritenuto che non fosse possibile, però ricordo anche dichiarazioni recenti sui giornali fatte da membri, se non erro, del CdA che dicono che in realtà si sta valutando di rivedere la possibilità di negoziare i costi dell'affitto con le altre parti coinvolte per gli eventi. Magari questa è tramontata, mi dite che l'avete fatta negli ultimi tre mesi, se ho capito bene, quindi non succederà mai, non lo so. Assessore, penso che questa vicenda andasse gestita meglio, mi auguro il meglio per il futuro del Salone del Libro. Devo dire che nonostante quello che è successo - mi permetta una battuta - doveva suonare un campanellino d'allarme rispetto ai rischi anche sull'ultima nomina che è stata fatta, che mi lascia sempre più perplessa. Ogni scelta che viene fatta, lo dico a voi come Amministrazione e ne sarete sicuramente consapevoli, in modo così frettoloso e non studiato ha potenziali danni enormi sul Salone del Libro, che, come ho detto più volte, considero uno dei pochi grandi eventi di questa Città, su cui bisogna investire, mantenere e tutelare. È una perla che abbiamo, è stata depauperata, per favore veramente basta. L'ultima vicenda di Ferrero, che sembra non abbiate valutato o non so cosa sia successo, che probabilmente non può prendere uno stipendio per legge - che, tra l'altro, era abbastanza chiaro leggendo il decreto - mi auguro non porti una nuova tempesta sul Salone del Libro, perché chi ci rimette alla fine sono i cittadini. L'evento, di per sé, sta perdendo totalmente di credibilità e di ritorno che questo evento ha, perché è dimostrato anche da studi della Camera di Commercio, sulla nostra Città. PORCINO Giovanni (Presidente) L'interpellanza è discussa. |