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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 9 Novembre 2015 ore 10,00
Paragrafo n. 29
DELIBERAZIONE DI INIZIATIVA CONSILIARE 2015-02366
RIFORMA DEL DECENTRAMENTO E DELLA PARTECIPAZIONE - MODIFICHE ALLO STATUTO DELLA CITT?.
Interventi

PORCINO Giovanni (Presidente)
Riprendiamo l'esame della proposta di deliberazione n. mecc. 201502366/002,
presentata dai Consiglieri Onofri, Alunno e La Ganga in data 4 maggio 2015, avente
per oggetto:

"Riforma del Decentramento e della Partecipazione - Modifiche allo Statuto della
Città".

della proposta di mozione n. mecc. 201505259/002, presentata dai Consiglieri Ricca
e Carbonero in data 2 novembre 2015, avente per oggetto:

"Accompagnamento alla deliberazione (mecc. 201502366/002) 'Statuto
Decentramento' - Indennità e gettone presenza a favore dell'emergenza sfratti".

della proposta di mozione n. mecc. 201505476/002, presentata dai Consiglieri
Centillo ed altri in data 9 novembre 2015, avente per oggetto:

"Accompagnamento alla deliberazione (mecc. 201502366/002) 'Decentramento'".

della proposta di deliberazione n. mecc. 201502280/094, presentata dalla Giunta
Comunale in data 29 maggio 2015, avente per oggetto:

"Riforma del Decentramento e della Partecipazione - Approvazione nuovo
Regolamento del Decentramento".

e della proposta di mozione n. mecc. 201505260/002, presentata dai Consiglieri
Ricca e Carbonero in data 2 novembre 2015, avente per oggetto:

"Accompagnamento alla Deliberazione (mecc. 201502280/094) 'Regolamento
Decentramento" - Indennità e gettone presenza a favore dell'emergenza sfratti".

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola alla Consigliera Ambrogio.

AMBROGIO Paola
Noi oggi ci troviamo ad affrontare delle deliberazioni importanti per il futuro della
nostra città. Molti Colleghi, che, come me, hanno avuto esperienze precedenti negli
Enti territoriali più vicini ai cittadini, proprio le Circoscrizioni, hanno già affrontato
alcuni di questi passi anni fa. Io ricordo sei, sette anni fa discutere del futuro delle
Circoscrizioni e della riforma di decentramento con l'allora Assessora Marta Levi e
di aver riportato le osservazioni che ho portato poi in questa sede come Consigliere
Comunale.
È singolare che siano passati tanti anni e che, nonostante sei-sette anni fa (e quindi
già alla fine della tornata amministrativa precedente) un Assessore avesse preso in
mano la questione, ci siamo ritrovati in questa tornata amministrativa, a un anno e
mezzo dalla scadenza, ad affrontare questo punto, che è un punto programmatico del
programma del PD, della maggioranza e del Sindaco Fassino.
Io ringrazio la Presidente Laura Onofri per aver svolto il ruolo di Presidente in sede
di Commissione e per aver portato avanti la questione, secondo la sua visione
ovviamente, però almeno nel rispetto delle idee e delle visioni anche della
minoranza, però è singolare che sia stato fatto. Poi non discuto, la Presidente Onofri
ha seguito tutto con minuzia di particolari, però un anno e mezzo fa.
Come ha detto già qualche Consigliere prima, sicuramente sono riforme e percorsi
che uno immagina di intraprendere all'inizio della tornata amministrativa, perché, si
sa, sono percorsi complicati che devono incontrare un po' il consenso, se non di tutti,
di tanti. Ovviamente bisogna anche cercare di limare un po' quelle che sono le
posizioni divergenti che arrivano dalla minoranza (nella maggior parte dei casi, in
questo caso è stato così, dalla minoranza), ma non solo dalla minoranza, anche dalla
maggioranza, perché - ripeto - il fatto che ci accingiamo oggi a discuterla e a votarla
significa che ci sono state delle posizioni divergenti da tutte le parti, maggioranza e
opposizione.
È giusto che ci sia dialettica, per carità, però questo fa capire molto.
Noi, insieme ai Consiglieri del Gruppo Forza Italia e del Gruppo Lega Nord,
abbiamo avuto una posizione abbastanza chiara sin dall'inizio, e cioè che
sicuramente dei passi dovevano essere compiuti rispetto alle competenze, perché il
mondo è cambiato, perché oggi non ci sono più le Province, c'è la Città
Metropolitana, perché c'era anche un problema - e chi l'ha vissuto lo sa con contezza
- di presenza e di partecipazione all'interno delle Commissioni delle Circoscrizioni;
questo è sicuramente un problema, lo è stato e continua ad esserlo.
Al di là dei grossi problemi, quando si affrontano le normali deliberazioni che
possono passare in una Circoscrizione, la partecipazione è molto scarsa e limitata.
Questo sicuramente non è dovuto a dei confini che uno potrebbe immaginare
differenti, o perché il centro non sta bene con la Crocetta, ma starebbe meglio con un
pezzo di collina, non è sicuramente questo il motivo che in tutti questi anni ha visto
scemare la partecipazione dei cittadini, lo è stato per le competenze, e sicuramente in
questo senso noi pensavamo che qualcosa dovesse essere rivisto, perché i cittadini,
che si rivolgevano e si rivolgono tuttora all'Ente a loro più vicino, oggi non hanno le
risposte che si attendono, il più delle volte escono a mani vuote. Questo è un
problema, perché questo rimpallo tra la Circoscrizione e il Comune, tra il Comune e
la Circoscrizione irrita i cittadini, li allontana e rafforza sempre di più quell'idea che
gli Enti Locali non servano a nulla, che le Circoscrizioni e il Comune non siano in
grado di dare risposte esaustive, e di lì la conseguenza della scarsa partecipazione.
Qualcuno - forse il Consigliere Alunno - prima diceva: "Non è la riforma migliore,
ma è comunque una riforma". Sì, è un punto di vista. Personalmente, io invece
ritengo che, visto che il tempo c'era, perché sono passati quattro anni e mezzo, si
sarebbe potuto affrontare la cosa nel migliore dei modi, non solo cercando di portare
avanti una riforma per dire: "Era nelle linee programmatiche della nostra coalizione,
siamo in una fase in cui i cittadini hanno bisogno di sentirsi dire che abbiamo ridotto
i costi della politica, di spending review", e parole che piacciono tanto ai torinesi, a
tutti i cittadini e a tutti gli italiani. Sembra un po' che si sia percorsa questa strada e
quindi anche all'ultimo, alla fine si sia cercato di trovare, più o meno in un anno, una
riforma che andasse bene, che uscisse un documento che andasse bene per qualcuno,
ma non per tutti. Anche queste sono scelte, Consigliere Alunno, perché, è vero, non
so se si farà, dico che il documento c'è, esiste, però è anche vero che su atti così
importanti è altrettanto importante avere la condivisione maggiore possibile, e questa
non c'è stata.
Anche il fatto che da parte delle minoranze ci sia stato un forte ostruzionismo, forse
anche criticato da qualcuno, significa che si è voluto dire: "No, così non ci va bene
procedere".
All'inizio dell'analisi e del percorso che abbiamo avviato con la Consigliera Onofri,
le stesse Circoscrizioni hanno presentato un documento, almeno tre o quattro
Presidenti hanno partecipato in maniera abbastanza assidua alle nostre riunioni e ai
nostri incontri e hanno presentato dei documenti che non andavano esattamente nella
direzione che oggi viene proposta da questa maggioranza. Sono Presidenti della
vostra stessa parte politica, sono Presidenti che quotidianamente si muovono sul
territorio, che hanno il contatto più diretto e che hanno posto delle questioni puntuali
e precise che non sono state accolte esattamente così come proposte, tant'è vero che,
se andiamo a guardare i pareri delle Circoscrizioni, sono tutti pareri favorevoli, ma
condizionati.
Per l'esperienza che ho avuto di Vicepresidente della Circoscrizione, ricordo che
dare il parere favorevole condizionato significa dire che non mi va bene, non la
penso così, però non posso dire che sono contrario, perché sono gli stessi miei che
me la propongono, e quindi lo metto favorevole, ma condizionato a tutta una serie di
punti, dai quali risulta in maniera molto evidente che non è quella la posizione e la
linea che si vuole seguire, altrimenti sarebbe stato un semplice parere favorevole, che
poi è quello che è, perché il favorevole condizionato è comunque favorevole, però
con una serie di condizioni. Caso strano, le Circoscrizioni hanno detto: "Il numero
non ci va bene, il numero dei coordinatori non ci va bene, il Presidente del Consiglio
o speaker che sia non ci va bene, e sulle competenze chiariamoci un attimo". Alla
fine, sui punti essenziali mi sembra evidente che le Circoscrizioni abbiano detto:
"Non ci va bene e hanno espresso un parere favorevole condizionato. Però si è andati
avanti. Si è andati avanti con un documento. Il Consigliere Alunno diceva che è lo
stesso che è uscito di lì, per carità, è il documento che è uscito, però poi ha dato adito
a una serie di discussioni o di fase dialettica, soprattutto all'interno della
maggioranza, che ha presentato poi una divisione un po' differente di quello che è il
territorio delle Circoscrizioni, che a mio giudizio si allontana dalla mia visione, che è
quella di un minor numero di persone all'interno della Circoscrizione (quindi che
non siano più così vaste), in modo che il rapporto tra i cittadini residenti nel territorio
circoscrizionale e il governo della Circoscrizione sia un rapporto più stretto, più
vicino, e che ci sia anche una conoscenza maggiore della Circoscrizione. Lo dico
anche all'attuale Consigliere Ferraris, che ha comunque una grande esperienza anche
all'interno della Circoscrizione: come ben sa, noi non eravamo, e quelli che
ricoprono attualmente l'incarico nei Consigli di Circoscrizione non sono Consiglieri
di Quartiere, perché se no il rischio è che ciascuno porti avanti solo i problemi del
proprio vicinato: "Abito in quella zona, in quel quartiere e me li tengo buoni perché
quello è il mio elettorato". Non funziona così.
Nella Circoscrizione noi avevamo una visione che tendeva a tutelare comunque
l'intera Circoscrizione, che è fatta di quartieri diversi, con peculiarità assolutamente
diverse. Se noi andiamo ad estendere in maniera così vasta, come il progetto che oggi
passa, è evidente che cambia passare da 10 a 6 o 7 Circoscrizioni; poi adesso passare
a 7 non ci va bene, ma tanto eravamo dell'idea che neanche a 6 andasse bene, perché
la divisione a 10 consente di mantenere quel rapporto con il territorio e consente
anche di mantenere all'interno della Circoscrizione una certa omogeneità di tratti e di
caratteristiche tra un quartiere e l'altro. Quindi, la divisione che viene proposta oggi
nella deliberazione che viene presentata vede insieme delle porzioni di territorio che
non hanno nulla a che spartire, che messe insieme sono due mondi diversi, due
visioni diverse che secondo me faranno sempre più fatica a conciliarsi e, di
conseguenza, ad essere amministrate nel migliore dei modi per gli utenti finali e per i
cittadini. Non solo. Il fatto di prevedere le diverse Commissioni sul territorio con
diversi sportelli agli utenti (con una Circoscrizione che sta in alto, poi ci sono le
Commissioni di quartiere e gli sportelli), a mio giudizio, mi dà l'idea che renda
ancora più difficile coordinare tutte le azioni. È un po' come capita a volte qui in
Commissione, che ci troviamo un Assessore che dice: "Io però di questo non ero
aggiornato, devo confrontarmi con il Collega", cioè che un Assessorato, ad esempio
alla Viabilità - visto che c'è l'Assessore Lubatti - magari non sa esattamente che cosa
abbia fatto l'Assessorato all'Ambiente su quella questione e quindi si deve
confrontare in un secondo tempo. Il fatto di andare a prevedere diversi livelli, quindi
la Circoscrizione, le Commissioni e gli sportelli per gli utenti, mi dà l'idea che vada
ad ingarbugliare ancora di più un meccanismo, quando oggi i cittadini ci dicono in
tutti i modi possibili di snellire tutta la burocrazia e di rendere più facile e più
agevole l'accesso all'Ente e agli Uffici.
Una riorganizzazione, così come immaginata, a mio giudizio dovrebbe prevedere
tutta una serie di passaggi che vedo difficili, quindi immagino il caos e, di
conseguenza, una mancanza di risultato per l'utente finale. Ovviamente sono visioni
diverse: qualcuno in questo modo vede tutto più snello e più facile, per me non è
così; come lo vedo oggi, questo progetto non mi fa vedere un futuro alleggerito delle
Circoscrizioni.
Rispetto alle competenze, non c'è dubbio che, per poter dare delle risposte, le
Circoscrizioni devono essere messe nelle condizioni di poter agire e intervenire.
Però, per esempio, il fatto che si preveda una diminuzione del numero dei
coordinatori, degli Assessori a rilevanza esterna (adesso, Consigliera Onofri, non
ricordo più se mantenevamo il nome coordinatore o diventavano Assessori,
comunque ci siamo capiti su chi) comporta più competenze per ciascuno, quindi
carichiamo sempre di più: territorio più vasto, con più competenze perché
diminuiamo il numero. Mi sembra solo voler dire: "Abbiamo tagliato due costi", che
poi, come spesso ha chiesto anche il Consigliere Tronzano nel corso delle
Commissioni, bisognerebbe andare a verificare di quanto riduciamo questi costi, cioè
andiamo a tagliare qualche coordinatore o un numero di Consiglieri piuttosto
limitato, ma di quanto li riduciamo? Dovremmo piuttosto andare a realizzare sul
territorio una struttura amministrativa presente e più capillare, perché altrimenti, con
territori così vasti, diventa impossibile dare delle risposte al territorio e agli utenti.
Quindi, anche questa diminuzione del numero dei coordinatori non ci soddisfa e non
ci trova a favore. Mi sembra che gli stessi coordinatori della Circoscrizione - lo
ripeto, perché è un punto importante - che non sono della minoranza, ma sono
sempre della stessa vostra parte politica, dicano che queste modifiche non vanno
bene, non le vedono così: questo è un segnale importante di cui non possiamo non
tener conto.
L'ultimo punto, che ho già accennato prima, è quello dei tantissimi emendamenti.
Noi, come Gruppo Fratelli d'Italia, abbiamo presentato migliaia di emendamenti
estetici, come dice qualcuno, perché è il nostro modo di dire: "No, non così".
Sulle competenze, è giusto rivederle. Sul numero, credo che una divisione, così come
è oggi, sia giusta: 10 Circoscrizioni. Magari è impopolare il fatto di non ridurre, ma
ridurre cosa? Siamo anche assolutamente favorevoli a eliminare il compenso o
gettone di presenza per i Consiglieri, quindi credo che questo sia un giusto procedere,
un giusto percorso, cioè magari rivedere le competenze, ma non modificare l'assetto
territoriale, perché, se uno toglie i compensi, non mi sembra che ci siano dei costi
aggiuntivi. Quindi, per quelli che inseguono la lucciola - mi sembra sia stata
chiamata così - della spending review e della riduzione dei costi della politica, non ci
sarebbero problemi.
Quindi, mi affido anche alla Presidente Onofri, che è colei che in questa discussione
non si è mai allontanata ed ha ascoltato gli interventi di tutti, mentre non si può dire
lo stesso da parte di altri; magari alcuni sono un po' noiosi, magari qualcuno è anche
monotono perché si ripete, però è così. Se ci sono atti così importanti, è giusto dare la
parola a tutti. Quindi, rispetto a una serie di emendamenti presentati, mi affido anche
alla volontà, da parte della Consigliera Onofri, di raggiungere una giusta
deliberazione.

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