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MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario) Riprendiamo l'esame della proposta di deliberazione n. mecc. 201502366/002, presentata dai Consiglieri Onofri, Alunno e La Ganga in data 4 maggio 2015, avente per oggetto: "Riforma del Decentramento e della Partecipazione - Modifiche allo Statuto della Città". della proposta di mozione n. mecc. 201505259/002, presentata dai Consiglieri Ricca e Carbonero in data 2 novembre 2015, avente per oggetto: "Accompagnamento alla deliberazione (mecc. 201502366/002) 'Statuto Decentramento' - Indennità e gettone presenza a favore dell'emergenza sfratti". della proposta di mozione n. mecc. 201505476/002, presentata dai Consiglieri Centillo ed altri in data 9 novembre 2015, avente per oggetto: "Accompagnamento alla deliberazione (mecc. 201502366/002) 'Decentramento'". della proposta di deliberazione n. mecc. 201502280/094, presentata dalla Giunta Comunale in data 29 maggio 2015, avente per oggetto: "Riforma del Decentramento e della Partecipazione - Approvazione nuovo Regolamento del Decentramento". e della proposta di mozione n. mecc. 201505260/002, presentata dai Consiglieri Ricca e Carbonero in data 2 novembre 2015, avente per oggetto: "Accompagnamento alla deliberazione (mecc. 201502280/094) 'Regolamento Decentramento" - Indennità e gettone presenza a favore dell'emergenza sfratti". MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario) La parola al Consigliere Carbonero. CARBONERO Roberto Nella scorsa tornata amministrativa, 2006-2011, Presidente Marta Levi, la Commissione sulla riforma del decentramento fu un naufragio totale, perché, probabilmente, la maggioranza non aveva ancora i righelli a disposizione, non sapeva come spartirsi le zone e le competenze e, quindi, non si trovava l'accordo in maggioranza (questa è politica ed è giusto che i torinesi lo sappiano). Quindi, la maggioranza, non sapendo come spartirsi il potere elettorale in questa Città, ha fatto naufragare - facendo tutto da sola - la riforma. La logica però dice che è una riforma importante, è una riforma che cambia, in qualche modo, l'assetto della Città, le competenze, la distribuzione anche economica e, quindi, è una cosa da fare. Allora, che cosa fai? A giugno 2011, è stata ripresa ed è stata portata avanti, avendo a disposizione una tornata amministrativa per arrivare in fondo, per farla in modo coerente e concreto, per poter parlare con le Circoscrizioni, con i Presidenti, con i Consiglieri, con l'opposizione, con la maggioranza e portare a casa una riforma che vada incontro alla politica ed ai cittadini? No, te ne freghi per 4 anni, fai finta di averla affrontata, la dimentichi quasi completamente, in realtà probabilmente - a tavolino e in separate stanze - già ci lavori per farla diventare come vuoi tu, poi viene fuori anche il discorso - perché non sono passati 30 anni, ne sono passati 4, e quindi non c'è stato un cambiamento epocale - e, nel frattempo, giustamente la politica diventa un po' una porcheria, c'è l'opportunità di poter cavalcare anche quest'onda e hai in sponda il Movimento 5 Stelle che, tutto sommato, può dare una mano nel farlo diventare un grande cambiamento, dove si vede che la politica... Peccato che anche in questo calcolo (non so se sia una mancanza, una dimenticanza o una leggerezza, perché può capitare) si è talmente affannati a far vedere che si danno i colpi grossi, si vuol far vedere all'opinione pubblica che, quando si cambia, si cambia in meglio e si cambia veramente a fondo, ci si è dimenticati che, a sei mesi dal voto, fare una riforma così e cambiare i confini delle Circoscrizioni forse - credo, ma magari sbaglio - costa un po'. Secondo me, già solo tutti i fogli elettorali, le cartoline elettorali e queste cose sono da rifare, almeno in parte. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Non so se sono già stampati, ma è comunque da fare tutto quel lavoro. Quelle che abbiamo a casa sono da rifare, è carta straccia; bisogna rifare tutto. Questo calcolo non si fa nell'affanno e poi quello mica è il costo della politica, quello è il costo della burocrazia, non ha niente a che vedere. Allora c'è qualcosa che non quadra in questo. Qualcuno mi deve spiegare perché si vuole fare questo cambiamento così fortemente, perché il trucco c'è; c'è sicuramente il trucco sotto. Non ha senso averci lavorato per alcuni anni - non so esattamente quanti nella scorsa tornata amministrativa - averlo abbandonato completamente (quindi, essersene quasi dimenticati) e poi tirarlo fuori verso la fine. È chiaro che, verso la fine, servono i colpi grossi, serve far vedere che si farà la seconda linea della Metropolitana, serve far vedere che si fa la riforma del decentramento, cioè bisogna far vedere come questa Amministrazione ha saputo trasformare la Città, con delle sponde politiche traballanti, perché poi voglio vedere se si riesce realmente a concretizzare tutto questo in così breve tempo da dimostrare che si è fatto un cambiamento a favore dei cittadini. Sono dei bei dubbi e mi piacerebbe avere delle risposte, perché ho visto talmente tanta passione - non so se finta o vera - e in alcuni Consiglieri c'è sicuramente stata tanta passione nel sapere esattamente dove si voleva andare a parare, quindi neanche con una discussione presa in mano dall'inizio, chiedendo di costruire insieme; si era ben determinati a volerla incanalare in una certa direzione. C'è qualcosa che non quadra; c'è un progetto molto più ben definito alle spalle. È un progetto che non ha niente a che fare con il Consiglio o con i Consiglieri, con quello che volevano le Circoscrizioni o i Presidenti, con quella che era la struttura e con quello che si poteva risparmiare; non si tratta di niente di tutto questo, si voleva semplicemente una riorganizzazione che non cambiasse gli equilibri politico-elettorali della Torino di domani. Ogni giorno ne sono sempre più convinto, vedendo con quale modalità vengono aggregate nuove figure, vi è l'introduzione di nuove popolazioni e di gente che viene a vivere e ad abitare nella nostra Città; vedendo in che modo vengono - come vi piace dire - integrate, è chiaro che è tutto solo riportato al potere elettorale, a quello che può dare quel bacino elettorale che, piano piano, vi sta venendo a mancare per questioni anagrafiche o per questioni di cambiamenti di vedute e che dovete rimpiazzare per non perdere il potere ormai trentennale che avete. Così non quadra, perché siete sempre convinti che, mentre magari qualche Consigliere (e mi ci metto dentro) può anche essere un po' stupido - per carità, giochiamoci su questo - però la gente non è così stupida. Non pensate che sia così stupida. È vero, la gente spesso ragiona di pancia, lo dimostrano certe manifestazioni e certe aggregazioni, ma la gente ha sempre più collegata la pancia alla testa, perché poi ci pensa, ci ragiona ed inizia a fare domande e a queste domande dovete saper rispondere; è facile, tutte le volte, dire un qualcosa, con un aggrovigliarsi di parole, che convince e, guardandoli negli occhi, siete sicuri di averli convinti, ma non è sempre così. È quello che sta succedendo in questa città in trasformazione, cioè la gente che ha avuto grandissima fiducia nel voler vedere questo cambiamento così importante, questa città che, nel momento post-industriale, prometteva una trasformazione verso una città culturale e turistica, però ci vuol vedere chiaro, perché non gli bastano le parole e non gli basta vedere delle luci che si accendono e si spengono o un museo che viene rifatto. Non gli basta perché poi continua ad avere il problema di salire sul tram ed essere trattata male, di vedersi costretta a pagare il biglietto e, dopo un minuto, se non lo ha pagato magari vedersi arrivare la multa, mentre c'è chi non paga il biglietto e non appartiene a questa città o, meglio, alla cultura ed al territorio. La gente non è così stupida e comincia a farsi delle domande importanti. Fossi in voi ci rifletterei bene, perché, secondo me, qualche calcolo vi è sfuggito o qualche idea vi è sfuggita; vi è sfuggito qualcosa nella fretta di voler far vedere quanto epocalmente siete stati bravi nel cambiare questa città. Di sicuro, questa città è cambiata non in questi tempi, ma in tempi passati, anche se recenti; è cambiata non con la capacità amministrativa di chi c'era prima e neanche con i soldi a disposizione e, anche in quell'occasione, qualcosa è sfuggito di mano. Fate particolare attenzione a questo passaggio, perché, secondo me, rischiate di battere una nasata e lo dico per il vostro bene, perché, poi, la gente in questo momento… (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Per le vostre future sedute più che altro, perché, secondo me, rischiate che vi scappi da sotto la sedia e questo vi farebbe sicuramente del male, in quanto ci sono persone che si appassionano così tanto alla politica che poi sanno fare solo quello e fuori da questo mondo brancolerebbero nel buio. Attenzione, quindi, perché gli spot, i clamori, la ribalta ed il grande rimbombo poi alla fine possono essere negativi e, sicuramente, non utili. Credo che, alla fine di tutto, ci debba essere il fatto di aver lavorato con la consapevolezza e la coscienza e di averlo fatto per i propri concittadini e non per un proprio interesse, ma voglio sottolineare che mi riferisco ad un interesse politico; non fraintendete le mie parole, ci mancherebbe, in cinque anni qui non ho mai visto altri interessi e di questo ne devo rendere merito a tutti, perché una cosa della quale tutti dobbiamo andare fieri. Attenzione, però, perché l'interesse politico, se gestito male, con troppa foga, con inconsapevolezza o leggerezza può portare dei danni ai nostri cittadini e a quelli che ci dovranno votare e potranno poi dire che vivono in una città come immaginavano e come volevano e non in una città che corre dietro a quello che è il sentore della politica o il sentore della pancia della gente. |