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PORCINO Giovanni (Presidente) Iniziamo l'adunanza del Consiglio Comunale discutendo l'interpellanza n. mecc. 201504401/002, presentata in data 28 settembre 2015, avente per oggetto: "Il MAO e il consulente di Lugano: uscito dalla porta, rientra dalla finestra" PORCINO Giovanni (Presidente) La parola, per la risposta, all'Assessore Braccialarghe. BRACCIALARGHE Maurizio (Assessore) Anche in questo caso per rispondere all'interpellanza mi sono fatto fornire un appunto scritto da parte della Fondazione Torino Musei. Rispondo alle domande che sono poste con quello che loro mi hanno trasmesso e poi lascerò a disposizione degli interpellanti, in particolare, il documento che è stato richiesto nel corso della interpellanza, relativo al famoso progetto di riposizionamento del MAO. La prima questione che è stata posta è se non si ritiene l'interesse espresso dalla Presidente della Fondazione Torino Musei, Patrizia Asproni, a ospitare ben due mostre per il 2015, e quindi prima ancora che il nuovo Direttore venisse nominato (nomina resa pubblica il 13 febbraio 2015), in contrasto con il garantire la sua necessaria autonomia organizzativa e scientifica. La risposta: nell'attesa della nomina del nuovo Direttore del MAO è stata definita la programmazione con il Direttore ad interim, dottoressa Enrica Pagella. Si evidenzia che in tale programmazione le mostre proposte dal Museo di Lugano non sono state realizzate, come peraltro si può evincere anche dalla consultazione del sito internet del Museo; né peraltro era stato assunto un impegno in tal senso ma solo la disponibilità a valutarle, così come altre proposte che sono state formulate da altri Enti. Seconda questione posta. Se si ritiene opportuno, alla luce del sopra citato interesse, che a continuare a dirigere il MAO sia un Direttore in così stretti rapporti pregressi con il Museo delle Culture di Lugano, e pertanto non dotato della necessaria autonomia organizzativa e scientifica nei confronti di tale Museo. La risposta: il Direttore del MAO è pienamente autonomo nelle sue scelte organizzative e scientifiche, non sussistendo né potendo sussistere alcun rapporto di qualsiasi natura, tanto meno di subordinazione del Direttore del MAO, nei confronti del Museo di Lugano. Peraltro, come già precisato in occasione dell'interpellanza relativa al MAO, "Un MAO sempre più svizzero", presentata dai Consiglieri Appendino e Bertola in data 23/02/2015, anche al fine di garantire al nuovo Direttore del MAO la necessaria autonomia organizzativa e scientifica, il rapporto tra la Fondazione Torino Musei e la Città di Lugano è stato risolto consensualmente per mero scrupolo di forma già prima della nomina del nuovo Direttore. Terza questione. Se sono in corso accordi di collaborazione o nuovi contratti con il Museo delle Culture di Lugano; e se sì, quali ne siano i termini e il costo per la Fondazione Torino Musei. In caso contrario, se tali accordi sono previsti per il futuro, quando e in che termini. La risposta: non sono in corso accordi di collaborazione o nuovi contratti con il Museo delle Culture; per il momento non sono previste collaborazioni future. Quarta questione. Quali siano, a sette mesi dalla nomina del nuovo Direttore e nove mesi dalla conclusione del rapporto con il Museo delle Culture di Lugano, gli interventi di riassetto organizzativo e gestionale messi in atto dal MAO. La risposta: il documento di valutazione, stato dell'arte e interventi del riassetto del MAO ha evidenziato significative criticità del Museo da un punto di vista logistico e organizzativo. L'intervento più urgente ai fini di valorizzazione del museo è stata la riqualificazione funzionale degli spazi al pian terreno e al primo piano, al fine di consentire la realizzazione di uno spazio espositivo temporaneo capace di rivitalizzare l'offerta culturale e il rapporto tra il Museo e il pubblico, che come emerge dai dati statistici si era significativamente ridotto. Come già evidenziato nel riscontro all'interpellanza relativa al MAO "Quanto sono i costi dei lavori", presentata dai Consiglieri Appendino e Bertola, in data 7 luglio 2015, l'operazione si è rilevata di notevole successo per il Museo, consentendo significativi risultati in termini di visitatori e incremento dei ricavi. Il Museo sta lavorando alla programmazione scientifica e organizzativa di un piano di mostre temporanee triennali, che prevede dalle due alle tre esposizioni principali l'anno, e una serie di piccole mostre di approfondimento anche sui temi innovativi. Al fine di generare una politica di fidelizzazione del pubblico, si è intensificata l'attività degli eventi collegate alle collezioni e ai progetti espositivi temporali. Sono stati in particolare organizzati, negli ultimi sei mesi, 62 eventi tra conferenze, proiezioni, workshop, attività per famiglie, degustazioni, concerti, letture, spettacoli di danza, nonché circa 100 visite guidate, che hanno riscosso un notevole successo di pubblico. La maggior parte degli eventi era a numero chiuso e con prenotazioni andate esaurite. È in corso di rinnovo il sito internet del MAO e una revisione complessiva delle strategie di comunicazione. È in corso il riassetto organizzativo degli uffici; la riorganizzazione ha preso spunto dai suggerimenti contenuti nel documento elaborato dalla consulenza, pur con gli adattamenti ritenuti opportuni dal nuovo Direttore. La nuova struttura degli uffici e il nuovo organigramma, oltre a rispondere in maniera più adeguata alla nuova strategia e all'incrementata attività del Museo, si è basata sulla massima valorizzazione delle risorse umane esistenti, con l'obiettivo nel limite del possibile di permettere a ogni dipendente di esprimere il massimo delle proprie potenzialità del lavoro. Quinta questione. Se, a sette mesi dalla nomina del nuovo Direttore e a nove mesi dalla conclusione del rapporto con il Museo delle Culture di Lugano, è stata ottenuta la certificazione ISO. La risposta. Come già precisato in occasione dell'interpellanza presentata dai Consiglieri Appendino e Bertola, in data 10 maggio 2014, relativa al MAO, "Fondazione Torino Musei MAO e Fondazione per la Cultura: un nuovo business solo per alcuni", e come già precisato in occasione dell'interpellanza presentata dai Consiglieri Appendino e Bertola, in data 4 aprile 2014, relativa al MAO, "Da Lugano un campione a provvigione", e come già precisato in occasione dell'interpellanza presentata dai Consiglieri Appendino e Bertola, in data 27 aprile 2014, relativa al MAO, "Lugano e l'accordo che non c'è più", la certificazione di qualità non costituiva l'oggetto del rapporto tra le due istituzioni. Sesta questione. Avere copia del documento "Stato dell'arte e interventi di riassetto del MAO" redatto dal consulente del Museo delle Culture di Lugano. La risposta. Si trasmette in allegato il documento "Stato dell'arte e interventi di riassetto del MAO". Si è ritenuto di oscurare i nominativi delle persone citate, dipendenti e terzi, per ovvie ragioni di tutela della privacy. Il documento è stato redatto ad uso rigorosamente interno e riservato a una stretta cerchia di amministratori e dipendenti. Pertanto si tratta di un documento assolutamente riservato e confidenziale, non pubblico, né pubblicabile, che dovrà essere trattato con assoluto riserbo. Se ne raccomanda vivamente un utilizzo conforme agli obblighi di riservatezza, nel rispetto del segreto d'ufficio al quali sono vincolati anche i Consiglieri Comunali e coloro che comunque ne entrino in possesso e ne vengano a conoscenza. Il documento viene da me adesso consegnato per l'inoltro ai Consiglieri interpellanti. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola alla Consigliera Appendino. APPENDINO Chiara Ringrazio l'Assessore per la risposta. Devo dire che oggi una buona notizia l'abbiamo, cioè si è concluso il rapporto tra Lugano e il MAO. Lo dico perché ho presentato l'interpellanza perché dopo che ho ricevuto la documentazione, attraverso un accesso agli atti, quando ho letto la lettera di risoluzione firmata dalla Presidente Asproni, in realtà, quanto era scritto non era così chiaro, nel senso che si lasciava aperta una porta ad altre collaborazioni future, in seguito alla nomina di Biscione. Io non torno su tutta la storia per quanto concerne la nomina di questo Direttore. L'Assessore ha citato giustamente tutte le interpellanze che sono state presentate; continuo a ritenere che quella nomina sia stata sbagliata nel metodo e nel merito; continuo a sostenere che sia anche troppo collegata rispetto a quanto è avvenuto in passato rispetto al Museo di Lugano, ma queste sono valutazioni mie. Sino ad oggi non ho capito (e questo vale per tutte le interpellanze che abbiamo presentato sul MAO) cosa pensa l'Amministrazione, perché l'Assessore, più volte, su una serie di vicende che abbiamo sentito e discusso in quest'Aula, ha sempre iniziato dicendo: "Leggo una nota della Fondazione Torino Musei". Allora mi chiedo che cosa pensa l'Assessore, che cosa pensa il Sindaco rispetto a quanto è accaduto sino ad oggi di questa consulenza (tra l'altro, ritengo che siano state delle risorse sprecate, e spiegherò tra poco il perché), che cosa pensa rispetto alla nomina che è stata fatta e su come è stata fatta. Questo rimpallo tra "è una decisione fatta dalla Presidente" e "leggo una nota", senza capire bene qual è la posizione di chi ha la responsabilità politica di aver fatto quella nomina, trovo che sia un po' ridicola e che forse andrebbe prima o poi superata. Torno sul tema dell'ISO 9001, che è una domanda che abbiamo fatto, e secondo me si collega anche abbastanza rispetto al rapporto tra la Fondazione Torino Musei e la Città. L'Assessore ha ripetuto più volte che l'ISO 9001 non era un obiettivo (non ricordo la parola che ha usato oggi), però non è vero, perché se l'Assessore si legge la documentazione - addirittura quella della conferenza stampa fatta dal Museo di Lugano, che noi non avevamo neanche pubblicato sul nostro sito, siamo arrivati molto dopo, e infatti le informazioni le ho avute accedendo al Museo di Lugano - vedrà che si parla chiaramente di una certificazione. Allora penso che anche qui bisognerebbe fare una operazione di trasparenza. Se quella certificazione era un obiettivo, ed era una cosa a cui si voleva attingere e che si voleva ottenere (tra l'altro io contestai molto l'Assessore, perché secondo me non era necessario fare un accordo con la Svizzera per ottenere una certificazione di qualità), allora non si può continuare a negare che non esisteva, perché le carte dicono che esisteva. Piuttosto si dica che non siamo riusciti ad ottenerla, perché forse pensavamo di ottenerla in tre anni, e forse questi 66.000 di Franchi o di Euro (non ricordo la cifra in questo momento) avremmo potuto spenderli in modo diverso. Per quanto riguarda l'operazione della ristrutturazione - e torno ai concetti di trasparenza e di correttezza di informazione verso i cittadini, ma anche verso i Consiglieri Comunali e l'Amministrazione - è stato complicatissimo per i Consiglieri, e quindi per la Città, capire quanto è costata e quali sono i motivi per cui è stata fatta. Io non penso che sia normale che un Consigliere Comunale debba avere così tante difficoltà per sapere cosa succede in una Fondazione, che tra l'altro è nominata dalla Città. Allora davvero, Assessore, le chiedo cosa pensa di tutta questa vicenda, perché, se questo è il modo con cui gestiamo le Fondazioni, e più volte abbiamo discusso del tema, diventa veramente difficile per un cittadino e non solo per un Consigliere Comunale capire quali sono gli obiettivi, quali gli strumenti, che cosa si fa veramente lì dentro e come vengono spesi i soldi che, tra l'altro, come lei ben sa, sono risorse della Città e quindi dei cittadini. A me piacerebbe una volta sentire una parola di censura da parte dell'Amministrazione, che sarebbe dovuta, rispetto a quanto accaduto e non le note della Fondazione Torino Musei, della Presidente Asproni, e anche delle scuse, perché penso che siano davvero necessarie nei confronti della cittadinanza. PORCINO Giovanni (Presidente) L'interpellanza è discussa. |