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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 2 Novembre 2015 ore 10,00
Paragrafo n. 8
INTERPELLANZA 2015-05192
(QUESTION TIME) "UN CENTRO PROFUGHI NELLA COLLINA TORINESE?" PRESENTATA DAL CONSIGLIERE MARRONE IN DATA 29 OTTOBRE 2015.
Interventi

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
Passiamo alla discussione dell'interpellanza (question time) n. mecc.
201505192/002, presentata in data 29 ottobre 2015, avente per oggetto:

"Un centro profughi nella collina torinese?"

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
La parola, per la risposta, alla Vicesindaco.

TISI Elide (Vicesindaco)
Cambia il sito, ma il tema è lo stesso. Per quanto riguarda, invece, questo question
time del Consigliere Marrone, io mi sono rivolta direttamente al Presidente della
Fondazione, visto che nel question time lui citava per l'appunto i vertici di questa
organizzazione.
Leggo la risposta che mi ha dato il Presidente di questa Fondazione, che si chiama
Andrea Revel Nutini. "Sono sinceramente e profondamente stupito delle
affermazioni. Per questo motivo è mio desiderio, a nome della Fondazione, fare
alcune precisazioni. I cosiddetti poderi, che poderi non sono, ma terreni ed immobili,
sono di proprietà della Fondazione sin dall'inizio degli anni Sessanta, poiché furono
acquistati da mia prozia, che ha retto la Fondazione per oltre 40 anni, e donati alla
Fondazione stessa, sottraendoli al patrimonio familiare per uno scopo benefico. Tale
circostanza, inoltre, è perfettamente conosciuta dagli occupanti, che non sono né
mezzadri, poiché i contratti di mezzadria non esistono più da oltre 40 anni, né
tantomeno agricoltori. Negli ultimi 15 anni non è mai stato corrisposto alcun canone
di affitto da nessuno degli occupanti, nonostante le nostre espresse ripetute richieste;
inoltre, qualche anno fa è stata da loro intentata una causa di usucapione nei nostri
confronti per appropriarsi di ciò che chiaramente non gli apparteneva, causa che
hanno perso recentemente e la sentenza ha indiscutibilmente accertato la nostra
proprietà su immobili e terreni. Ciò nonostante, non ho provveduto all'immediato
sfratto, come avrei potuto fare,...", faccio alcuni omissis per velocizzare, "...ma ho
aperto una trattativa per valutare le eventuali migliorie apportate e dare loro il tempo
di trovare altra collocazione.
La Fondazione desidera al più presto rientrare nella disponibilità dei propri immobili
e terreni, per utilizzarli come sede delle proprie attività ed eventuali nuove attività.
Storicamente, poiché è nata nel 1917, si occupa di assistenza ai minori, è inserita nel
programma ITER della Città di Torino, effettuando laboratori nelle scuole e
recentemente sta formando volontari per un progetto di orientamento professionale
d'accompagnamento, sempre per minori, ed integrazione, date le ampie fasce di
giovani extracomunitari che incontriamo all'interno delle scuole e delle comunità
con le quali operiamo. Per quanto concerne la scuola Fiorina, strada Calleri..." quella
oggetto nell'interpellanza "...abbiamo recentemente chiesto notizie sullo stato delle
strutture per capire se un eventuale acquisto e relativa ristrutturazione sia nelle nostre
possibilità". Questo ultimo richiamo mi è stato confermato dal nostro Settore
Patrimonio, che mi ha comunicato che questa struttura è in questo momento oggetto
di interventi di manutenzione straordinaria, o dovrà essere oggetto, o sono in corso
interventi di manutenzione straordinaria, ed è all'interno del Piano Dismissioni della
Città con una serie di contatti in corso, tra i quali questo di manifestazione di
interesse per eventuale prosieguo della dismissione.

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Marrone. Ha tre minuti.

MARRONE Maurizio
Ringrazio la Vicesindaco della risposta, anche perché è - almeno così io la leggo -
una sostanziale conferma, cioè, al netto di tutte le vicende che riguardano i rapporti
tra i privati, che ovviamente non ci devono riguardare e che, peraltro, io avevo citato
solo perché era la fonte di questa motivazione che era stata data, perché in realtà la
nota è precisa, soprattutto sulla progressione dei rapporti giuridici. L'unica cosa che
vorrei puntualizzare è che quelli sono oggettivamente poderi, era un'ex colonia
agricola degli anni Trenta e il contesto a cui appartenevano è visibile dalle scritte
murarie del Ventennio, tutte di richiamo agricolo, perché era una colonia agricola, e
quelli erano oggettivamente poderi, perché erano le cascine pertinenti ai terreni.
Tanto che, in realtà, è vero, ha ragione il Presidente della Fondazione a dire che i
contratti di mezzadria non sono più validi, ma era il titolo con cui gli antenati, i padri,
i nonni delle persone che vivono lì si sono insediate. Ora credo che risultino
occupanti senza titolo, però in realtà la loro permanenza lì partiva da un contratto di
mezzadria.
Io mi limito a precisare che, in realtà, loro hanno sempre tenuto i rapporti con un
geometra che curava per la proprietà i rapporti, e quindi in realtà hanno appreso solo
in tempi molto recenti che la proprietà fosse adesso di questa Fondazione, perché non
avevano seguito i vari passaggi.
Io credo che l'elemento di rilevanza pubblica non siano le loro vicende private e le
trattative economiche che avranno legittimamente intrapreso, ma il fatto che la
motivazione data dalla Fondazione agli attuali occupanti dei poderi era che bisogna
fare un centro di accoglienza per minori profughi o comunque di immigrazione.
A me sembra che nel dire che la loro attività è quella di seguire anche l'integrazione
di minori stranieri e nel dire che confermano di essere interessati all'acquisto della
scuola, che comunque è una struttura ampia, che collegata ai poderi diventerebbe una
struttura molto ampia, non credo che possa essere utilizzato solo per un laboratorio di
formazione, tenendo conto che è anche molto distante, perché strada dei Calleri è
quasi sopra la collina.
Chiedo se è possibile avere una copia scritta di questa nota, perché secondo me non è
una conferma piena, ma non è neanche una smentita. Io mi limito solo a ricordare
che quell'ex asilo è stato messo all'asta in più occasioni; aste ripetutamente andate
deserte, anche perché ci sono dei vincoli a livello edilizio pesanti che non consentono
grandi interventi. Quindi, non vorrei che fosse stata individuata un'attività non dico
lucrativo, però imprenditoriale di tipo diverso.
Stando così le cose, chiedo una copia, perché secondo me è il caso di approfondire
meglio qual è l'attività che questa Fondazione vuole poi mettere in campo lì, anche
perché ricordo che c'è già un'occupazione, in questo caso abusiva, da parte di alcuni
richiedenti asilo, in corso Chieri, subito prima di strada dei Calleri, nell'ex
Commissariato di Polizia Municipale, che ormai è stato occupato da ex occupanti
della clinica San Paolo, da quattro o cinque anni buoni.
Per cui, ringrazio la Vicesindaco per questa risposta; se è possibile avere una nota
scritta, sono riconoscente.

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
A prescindere dal fatto che la Vicesindaco abbia fatto una lettura integrale della
lettera, saltando solo alcuni versi, penso che proprio nell'ottica della trasparenza,
visto che l'ha letta ed è a verbale, nulla toglie alla Vicesindaco di far pervenire copia
al Consigliere Marrone, in modo tale che oltre ad averla sentita in Aula, potrà fare
della copia scritta un uso di storica conservazione ai fini di ciò che verrà.
L'interpellanza è discussa.

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