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CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Passiamo alla discussione dell'interpellanza (question time) n. mecc. 201505192/002, presentata in data 29 ottobre 2015, avente per oggetto: "Un centro profughi nella collina torinese?" CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) La parola, per la risposta, alla Vicesindaco. TISI Elide (Vicesindaco) Cambia il sito, ma il tema è lo stesso. Per quanto riguarda, invece, questo question time del Consigliere Marrone, io mi sono rivolta direttamente al Presidente della Fondazione, visto che nel question time lui citava per l'appunto i vertici di questa organizzazione. Leggo la risposta che mi ha dato il Presidente di questa Fondazione, che si chiama Andrea Revel Nutini. "Sono sinceramente e profondamente stupito delle affermazioni. Per questo motivo è mio desiderio, a nome della Fondazione, fare alcune precisazioni. I cosiddetti poderi, che poderi non sono, ma terreni ed immobili, sono di proprietà della Fondazione sin dall'inizio degli anni Sessanta, poiché furono acquistati da mia prozia, che ha retto la Fondazione per oltre 40 anni, e donati alla Fondazione stessa, sottraendoli al patrimonio familiare per uno scopo benefico. Tale circostanza, inoltre, è perfettamente conosciuta dagli occupanti, che non sono né mezzadri, poiché i contratti di mezzadria non esistono più da oltre 40 anni, né tantomeno agricoltori. Negli ultimi 15 anni non è mai stato corrisposto alcun canone di affitto da nessuno degli occupanti, nonostante le nostre espresse ripetute richieste; inoltre, qualche anno fa è stata da loro intentata una causa di usucapione nei nostri confronti per appropriarsi di ciò che chiaramente non gli apparteneva, causa che hanno perso recentemente e la sentenza ha indiscutibilmente accertato la nostra proprietà su immobili e terreni. Ciò nonostante, non ho provveduto all'immediato sfratto, come avrei potuto fare,...", faccio alcuni omissis per velocizzare, "...ma ho aperto una trattativa per valutare le eventuali migliorie apportate e dare loro il tempo di trovare altra collocazione. La Fondazione desidera al più presto rientrare nella disponibilità dei propri immobili e terreni, per utilizzarli come sede delle proprie attività ed eventuali nuove attività. Storicamente, poiché è nata nel 1917, si occupa di assistenza ai minori, è inserita nel programma ITER della Città di Torino, effettuando laboratori nelle scuole e recentemente sta formando volontari per un progetto di orientamento professionale d'accompagnamento, sempre per minori, ed integrazione, date le ampie fasce di giovani extracomunitari che incontriamo all'interno delle scuole e delle comunità con le quali operiamo. Per quanto concerne la scuola Fiorina, strada Calleri..." quella oggetto nell'interpellanza "...abbiamo recentemente chiesto notizie sullo stato delle strutture per capire se un eventuale acquisto e relativa ristrutturazione sia nelle nostre possibilità". Questo ultimo richiamo mi è stato confermato dal nostro Settore Patrimonio, che mi ha comunicato che questa struttura è in questo momento oggetto di interventi di manutenzione straordinaria, o dovrà essere oggetto, o sono in corso interventi di manutenzione straordinaria, ed è all'interno del Piano Dismissioni della Città con una serie di contatti in corso, tra i quali questo di manifestazione di interesse per eventuale prosieguo della dismissione. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) La parola al Consigliere Marrone. Ha tre minuti. MARRONE Maurizio Ringrazio la Vicesindaco della risposta, anche perché è - almeno così io la leggo - una sostanziale conferma, cioè, al netto di tutte le vicende che riguardano i rapporti tra i privati, che ovviamente non ci devono riguardare e che, peraltro, io avevo citato solo perché era la fonte di questa motivazione che era stata data, perché in realtà la nota è precisa, soprattutto sulla progressione dei rapporti giuridici. L'unica cosa che vorrei puntualizzare è che quelli sono oggettivamente poderi, era un'ex colonia agricola degli anni Trenta e il contesto a cui appartenevano è visibile dalle scritte murarie del Ventennio, tutte di richiamo agricolo, perché era una colonia agricola, e quelli erano oggettivamente poderi, perché erano le cascine pertinenti ai terreni. Tanto che, in realtà, è vero, ha ragione il Presidente della Fondazione a dire che i contratti di mezzadria non sono più validi, ma era il titolo con cui gli antenati, i padri, i nonni delle persone che vivono lì si sono insediate. Ora credo che risultino occupanti senza titolo, però in realtà la loro permanenza lì partiva da un contratto di mezzadria. Io mi limito a precisare che, in realtà, loro hanno sempre tenuto i rapporti con un geometra che curava per la proprietà i rapporti, e quindi in realtà hanno appreso solo in tempi molto recenti che la proprietà fosse adesso di questa Fondazione, perché non avevano seguito i vari passaggi. Io credo che l'elemento di rilevanza pubblica non siano le loro vicende private e le trattative economiche che avranno legittimamente intrapreso, ma il fatto che la motivazione data dalla Fondazione agli attuali occupanti dei poderi era che bisogna fare un centro di accoglienza per minori profughi o comunque di immigrazione. A me sembra che nel dire che la loro attività è quella di seguire anche l'integrazione di minori stranieri e nel dire che confermano di essere interessati all'acquisto della scuola, che comunque è una struttura ampia, che collegata ai poderi diventerebbe una struttura molto ampia, non credo che possa essere utilizzato solo per un laboratorio di formazione, tenendo conto che è anche molto distante, perché strada dei Calleri è quasi sopra la collina. Chiedo se è possibile avere una copia scritta di questa nota, perché secondo me non è una conferma piena, ma non è neanche una smentita. Io mi limito solo a ricordare che quell'ex asilo è stato messo all'asta in più occasioni; aste ripetutamente andate deserte, anche perché ci sono dei vincoli a livello edilizio pesanti che non consentono grandi interventi. Quindi, non vorrei che fosse stata individuata un'attività non dico lucrativo, però imprenditoriale di tipo diverso. Stando così le cose, chiedo una copia, perché secondo me è il caso di approfondire meglio qual è l'attività che questa Fondazione vuole poi mettere in campo lì, anche perché ricordo che c'è già un'occupazione, in questo caso abusiva, da parte di alcuni richiedenti asilo, in corso Chieri, subito prima di strada dei Calleri, nell'ex Commissariato di Polizia Municipale, che ormai è stato occupato da ex occupanti della clinica San Paolo, da quattro o cinque anni buoni. Per cui, ringrazio la Vicesindaco per questa risposta; se è possibile avere una nota scritta, sono riconoscente. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) A prescindere dal fatto che la Vicesindaco abbia fatto una lettura integrale della lettera, saltando solo alcuni versi, penso che proprio nell'ottica della trasparenza, visto che l'ha letta ed è a verbale, nulla toglie alla Vicesindaco di far pervenire copia al Consigliere Marrone, in modo tale che oltre ad averla sentita in Aula, potrà fare della copia scritta un uso di storica conservazione ai fini di ciò che verrà. L'interpellanza è discussa. |