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PORCINO Giovanni (Presidente) Passiamo all'esame della proposta di deliberazione n. mecc. 201502280/094, presentata dalla Giunta Comunale in data 29 maggio 2015, avente per oggetto: "Riforma del Decentramento e della Partecipazione - Approvazione nuovo Regolamento del Decentramento". PORCINO Giovanni (Presidente) Comunico che in data 6/10/2015 le competenti Commissioni e la Conferenza dei Capigruppo hanno rimesso il provvedimento in Aula. La parola, per l'illustrazione, all'Assessore Passoni. PASSONI Gianguido (Assessore) L'illustrazione della proposta di deliberazione che approva il Regolamento è fortemente legata all'illustrazione appena esposta dalla Consigliera Onofri, Presidente della Commissione speciale, perché ripercorre completamente ed integralmente per tutta la parte di riforma istituzionale il testo dello Statuto, così come partorito dalla Commissione stessa e poi proposto con la proposta di deliberazione di iniziativa consiliare ai lavori dell'Aula. Comincerò con il dire che ogni riforma, in questo caso parliamo di una riforma di una certa rilevanza come quella del Decentramento, ed il cambiamento di Statuto sono in realtà necessari solo se fotografano realmente quella che è una fase, una stagione ed un momento economico, storico e sociale di cambiamento della Città e di quello che il Regolamento e lo Statuto stesso stanno in qualche modo normando e regolando. È questa la ragione per la quale questa riforma ha avuto una gestazione così lunga e ha però prodotto un risultato così compiuto, cioè dare ai lavori d'Aula un prodotto finale di testo coordinato sullo Statuto e di Regolamento e di Allegati al Regolamento del Decentramento che hanno effettivamente dei caratteri di innovazione piuttosto rilevanti. È stato detto dalla Consigliera Onofri: lo Statuto ed il Regolamento (in questo particolare momento dell'illustrazione, il Regolamento) recepiscono alcuni cambiamenti di carattere istituzionale; ripeterò delle cose già ampiamente raccontate ed illustrate dalla Consigliera, che naturalmente servono a rafforzare il principio di connessione gerarchica tra quelle che chiameremmo le fonti del diritto del decentramento di questa Città, che sono sicuramente il TUEL, lo Statuto della Città di Torino, nella sua autonomia, ed lo stesso Regolamento che attualmente esiste. Ricorderei anche che i grandi cambiamenti statutari che hanno visto cambiare concettualmente, culturalmente e complessivamente quella che è stata la visione della Città nel rapporto tra Decentramento e partecipazione hanno visto stagioni che, in realtà, sono molto in là nel tempo: il Regolamento attuale vige dal 2001, solo per modifiche molto parziali, ed il Regolamento precedente, del 1996, era quello che era entrato a regime dopo le prime grandi riforme dell'aspetto normativo delle elezioni delle Pubbliche Amministrazioni, ma si veniva, già nel 1976, da un Regolamento che aveva addirittura normato per quasi 20 anni la vita delle Circoscrizioni stesse. Lo Statuto introduce alcuni concetti essenziali che sono la conferma delle figure istituzionali del Decentramento con una principale innovazione che è quella della Giunta Circoscrizionale con rilevanza esterna, confermando la valenza ed il valore del Presidente di Circoscrizione o, meglio, del Consiglio di Circoscrizione (ora rideclinato di Circoscrizione) e con esso della centralità del Consiglio di Circoscrizione che esercita le funzioni che gli sono attribuite per Regolamento. Questo modello apparentemente di tripartizione delle funzioni sembra conservativo, ma, in realtà, è profondamente innovativo, perché, di fatto, c'è la presenza di un organo deliberante nuovo, la Giunta, che, precedentemente - in tutti gli ultimi 40 anni di esercizio del Regolamento del Decentramento -, aveva una funzione meramente interna, cioè non aveva acquisito la potestà e la capacità di produrre atti di rilevanza esterna. Sapete che gli atti consiliari di Circoscrizione, non gli atti di Giunta, avevano la necessità di essere, in base alla competenza propria delegata, comunicati o, addirittura, in presa d'atto della Giunta Comunale per esercitare la propria operatività (tranne quelli di competenza propria, in cui naturalmente avveniva la semplice comunicazione) e, dall'altra parte, questi atti erano sempre atti del Consiglio di Circoscrizione e mai atti della Giunta di Circoscrizione. Ora, dividendo la materia regolamentale, quella che è la competenza di gestione da quella di indirizzo e controllo, evidentemente questa differenziazione giuridica di valenza degli atti assume una rilevanza importante, un po' come nelle Amministrazioni Comunali di vario livello, dalle piccole alle grandi. Questo vuol dire anche avere un organismo di gestione che avrà caratteristiche di snellimento della procedura, ma avrà anche il significato di avere, dall'altra parte, dei Consigli molto più focalizzati su un'attività di indirizzo e di controllo, come già avviene per il Consiglio Comunale, nel rapporto con l'organismo esecutivo della Circoscrizione. Tralascerò ciò che è stato detto ampiamente sul tema del sistema elettorale. Di fatto, al momento nella versione licenziata dalla Commissione non sono previste sostanziali modifiche e con ciò si rispecchia nello Statuto e nel Regolamento quello che è attualmente il modello di cambiamento nazionale sul tema delle preferenze, compresa anche la preferenza di genere. Sulla parte dell'assetto istituzionale il Regolamento recepisce anche alcuni aspetti di carattere formale e mi riferisco al fatto che, per analogia, si applica uno status di doveri e diritti dei Consiglieri assegnati al Consiglio Comunale e si afferma la prerogativa del Presidente di Circoscrizione quale soggetto che attua una serie di iniziative e le convocazioni in proprio di organismi da esso presieduti e diretti e anche nella sua veste di Presidente della Giunta Circoscrizionale, che è appunto il nuovo organismo. Non cambia l'impianto generale del funzionamento degli organi (se non per queste, altre cose) e per quanto riguarda la Giunta si introduce il concetto di chi ne farà parte e quanti ne faranno parte; la proposta che la Commissione speciale ha licenziato, di comune accordo con me (che poi ho sottoscritto nell'atto deliberativo di presentazione da parte della Giunta), prevede al momento quattro Commissioni (discussione di cui io faccio partecipe l'Aula) dopo una consultazione avvenuta per ben 14 volte nelle 10 Circoscrizioni. Questo tema è stato dibattuto ampiamente perché molti Consigli di quartiere hanno rilevato come la presenza di solo quattro coordinatori della Giunta Circoscrizionale rischi (in presenza della rilevanza esterna dei nuovi carichi di lavoro) di portare un sovraccarico di lavoro; questa è una riflessione che faremo nel prosieguo della discussione, quando esamineremo le modifiche, se ci saranno, ma, siccome ci sono molti emendamenti, come si dice in gergo notarile "testo postillato, testo fortunato", magari anche il Regolamento sarà fortunato dopo questa discussione. Peraltro, mi limito a dire che il concetto della discussione d'Aula - e vorrei essere chiaro in questo inciso che è molto importante - è che non vi è alcuna riforma che abbia la pretesa di entrare in Aula in un modo e di uscire nello stesso modo. Spero che la discussione d'Aula, così come è successo nel Decentramento, porti arricchimento, condivisione, discussione, emendamenti e modifiche del testo che è stato presentato, perché non esiste in assoluto - e lo ha detto la Consigliera Onofri in modo molto chiaro - un testo perfetto, ma esiste un testo che corrisponde in una fase di indagine, di dialogo, di discussione e di mediazione (che la Commissione Speciale ha fatto con grande difficoltà e con grande capacità), però spetta all'Aula - come succede anche nelle Aule superiori alla nostra - la mediazione finale e la discussione finale sul testo che verrà licenziato. Aggiungo che su un tema rilevante, che abbiamo chiamato incremento delle funzioni di partecipazione dei cittadini, Statuto e Regolamento aprono la strada a nuovi strumenti (che si affiancano al concetto di partecipazione per petizione, referendum, raccolta firme e diritto di tribuna) innovativi sperimentati positivamente nella Circoscrizione 7 e, forse, quest'anno in sperimentazione anche nella Circoscrizione 1; mi riferisco al Bilancio Deliberativo, al Bilancio Partecipativo e alle varie forme di partecipazione che hanno a che fare con strumenti di consultazione che le Circoscrizioni regoleranno e normeranno nell'autonomia regolamentare, secondo le esigenze della funzione che vorranno assumere nel rapporto con questo strumento e, quindi, senza un'ottica dirigista, ma con un'ottica aperta e di discussione, a seconda della tipologia di quartiere, di Circoscrizione e di realtà complessiva. Un'altra innovazione importante è quella che, in questi anni, è stata oggetto di grandi discussioni, cioè il rapporto tra centro e periferia in senso giuridico-istituzionale, ovvero per tanti anni si è discusso della capacità o meno dell'attuale quadro dei pareri di esprimere compiutamente la partecipazione all'atto deliberativo da parte delle funzioni decentrate o partecipative e, in questo senso, ovviamente il parere, così come declinato dalle funzioni che erano state redatte nella stesura precedente (cioè il parere meramente consultivo), si è sempre ritenuto fosse insufficiente da un punto di vista strettamente formale a completare e a comprendere l'atto così come deliberato dal Consiglio Comunale con la semplice presa d'atto e controdeduzione, ma, dall'altra parte, si richiedeva quella che era una maggiore partecipazione su tematiche specifiche alla formazione degli indirizzi dell'Amministrazione centrale. Si è trovata una soluzione, che non è per forza perfetta e sarà sicuramente oggetto di discussione e anche di modifiche attraverso gli emendamenti, se non di chiarimenti in alcuni passaggi che forse il testo ha lasciato ancora incerti, ma che sostanzialmente tende a portare un nuovo capitolo di rapporti tra centro e periferia che apra la strada della discussione e della formazione di atti con un maggior coinvolgimento delle istanze della democrazia decentrata. Inoltre, è stato introdotto - direi con una certa rilevanza - un concetto importante che richiama le tre chiavi di volta della riforma del Decentramento: quella istituzionale, quella delle funzioni dei poteri (che sarà l'ultima che citerò essendo nell'Allegato) e ve ne è una terza che non è secondaria, perché è l'opportunità e la possibilità che la riforma del Decentramento diventi anche un'importante occasione di ristrutturazione e di riforma della macchina comunale. Naturalmente, nel testo del Regolamento si cita l'opportunità e la possibilità dell'organizzazione degli Uffici secondo modalità che sono coerenti e conformi a quello che è l'allegato dei pareri e con ciò evidentemente c'è un tema che riguarda l'attuazione di quello che è il Regolamento con atti conseguenti che saranno adottati in pendenza e in vigenza del nuovo Regolamento, ma c'è un principio cardine nel Regolamento a cui personalmente tengo molto: il principio della delegazione delle funzioni territoriali nell'ottica della vicinanza dei servizi al cittadino. È stato chiamato Sportello Unico, perché è stata fotografata la situazione attuale degli uffici della Città di Torino che spesso sono legati ad un front-office e ad un back-office uniti insieme e che spesso non hanno ancora un'articolazione territoriale sufficiente a derubricare e a sviluppare servizi alla cittadinanza in modo capillare, pur avendo la struttura organizzativa ampie possibilità di sviluppare sul territorio servizi e delegazioni. Mi riferisco, ad esempio, al fatto che non soltanto tutte le Circoscrizioni - come è noto - hanno sviluppato, come dice l'attuale Regolamento, sportelli di delegazione anagrafica decentrata, così come ci sono sportelli di Polizia Municipale decentrata per le sezioni e tante altre funzioni, mentre in altri casi si è mantenuta una struttura di back-office e front-office centralizzata, che, a volte, rende complicato l'accesso ai servizi. Per quanto riguarda l'agenda digitale della Pubblica Amministrazione, che questa Amministrazione coltiva e con un progetto che fa capo alla Direzione Generale sta coltivando per la dematerializzazione dei processi amministrativi e, dall'altra parte, adottando un modello che utilizzi le risorse umane rafforzate sul territorio, ma con funzioni aggiuntive di sportello (nell'Allegato al Regolamento si è fatta una declaratoria su quelle che saranno le funzioni delegate), vi è l'idea di aggiungere funzioni di carattere tributario, di istanza e petizione, raccolta documenti, sportelli sociali, culturali ed educativi e tutto ciò che riguarda il rapporto con la Pubblica Amministrazione che ancora deve avere un canale cartaceo o un operatore (naturalmente, dove la dematerializzazione sarà più avanzata, ciò non ci sarà più), ma ci sembrava utile immaginare il nuovo modello organizzativo che vede sicuramente meno Circoscrizioni, (poi l'esito dell'Aula sarà quello di definirne in modo compiuto il numero, ma saranno sicuramente meno), però con la volontà di concentrare queste funzioni non in meno punti del territorio, ma anzi moltiplicare più punti di territorio complessivi, garantendo almeno 10 punti territoriali (nella realtà sono già molti di più sul territorio) per questi servizi, organizzati e raggruppati in aree di riferimento coincidenti con i dipartimenti territoriali che chiameremo uniformi e conformi a livello organizzativo a quella che sarà la nuova visione del territorio così come verrà deliberata dal Consiglio. Saranno sei o sette, l'istanza dei sei è quella della mozione della Commissione e del Regolamento che è attualmente proposto, ma, anche fosse diverso il numero del Decentramento, non cambierà assolutamente nulla in questo senso; la riforma organizzativa è ormai cosa da farsi alla luce di un Comune che ha poco più di 10.000 dipendenti, ma vuole tenere alto l'orgoglio di avere servizi capillari su tutto il territorio. La terza cifra essenziale di quello che è il rapporto con il centro e la periferia è anche il rafforzamento della possibilità di presentare deliberazioni di iniziativa consiliare non più con la partecipazione di più Circoscrizioni, ma anche con una sola Circoscrizione deliberante; di fatto, una Circoscrizione è come un Consigliere Comunale che può produrre istanze, petizioni e deliberazioni complessive. La questione più importante passa attraverso la riforma delle funzioni dei poteri. Questa determinazione che è stata lungamente discussa in Commissione, peraltro nella fase finale dei lavori in cui si arrivava a compimento, rappresenta essenzialmente questo schema: il ritorno (ho detto "ritorno" perché, in realtà, non è un modello nuovo quello del potenziamento delle funzioni decentrate, ma nasceva già dalle istanze partecipative dei 23 quartieri esistenti negli anni Settanta) al decentramento di funzioni operative di territorio che riguardano l'interezza delle funzioni di manutenzione ordinaria del territorio, la partecipazione per intero ed in modo decisivo ai processi di manutenzione straordinaria del territorio con la decisione condivisa, la divisione dei cespiti tra centro e periferia in modo chiaro sui beni da manutenere e di competenza in materia patrimoniale, viabilistica, verde, eccetera, l'identificazione di alcune funzioni che possono essere coordinate centralmente con una riforma centrale, come i Servizi Socio-sanitari (peraltro oggetto di discussione in Commissione Consiliare e non soltanto in Commissione Decentramento), e invece la semplificazione con i procedimenti. Ne citerò uno per tutti: lo sport. Il tema dello sport è delicato; la Città si è dotata di un Regolamento, approvato dal Consiglio Comunale, che distingue tra funzioni centrali e decentrate. L'idea che gli impianti decentrati abbiano in qualche modo un solo passaggio deliberativo, in quanto assegnati al territorio, per la deliberazione di individuazione del concessionario, revoca, manutenzione e gestione degli stessi comporta a mio avviso una grande semplificazione non soltanto sul carattere procedurale, ma è anche una scelta per la responsabilizzazione del territorio in un procedimento che già gestisce in parte, però non per intero; naturalmente, auspico una particolare attenzione a quei territori in cui il decentramento di funzioni di carattere sportivo e tempo libero, ma potremmo dire anche di immobili assegnati alle Circoscrizioni, sia particolarmente importante e rilevante. Ci sono funzioni attribuite in funzioni concomitanti e concorrenti in tante altre funzioni: quelle scolastiche, quelle culturali della gioventù, quelle che hanno a che fare con le manutenzioni, che - ribadisco - sono divise per competenze esclusive sulla parte esecutiva gestoria dell'ordinaria e concorrente sulle decisioni negli interventi su quella straordinaria, quella di considerare, comunque, come elementi di coordinamento centrale alcune manutenzioni straordinarie qualificanti come le scuole, dove l'intervento non può essere evidentemente diviso, anche per economia di risorse, in parcellizzazioni territoriali di altro genere; il ritorno alla deliberazione consiliare per l'approvazione di un Bilancio Preventivo e Consuntivo della Circoscrizione in materia di funzioni di controllo e coordinamento rafforzato del Consiglio di Circoscrizione; alcune funzioni ambientali di carattere preciso e alcune funzioni complementari di carattere commerciale, unite ovviamente a quelle funzioni complementari che riguardano le funzioni di interesse generale come il Piano Regolatore, le convenzioni e sponsorizzazioni per le quali, ovviamente, già le Circoscrizioni esercitano alcune funzioni di consultazione, ma non hanno effettivamente poteri diretti. Chiudo dicendo che - è stato detto dalla Consigliera Onofri e mi trovo pienamente in quello che ha detto - non c'è riforma che abbia nei suoi punti di partenza il presupposto di essere la migliore riforma possibile, questo non può essere e non sarà mai. Questa riforma ha, però, un passaggio essenziale; è stata fatta una scelta da questo Consiglio Comunale di investire in una Commissione Speciale, di farlo in chiave di relazione tra tutti i soggetti di natura istituzionale operanti nel Decentramento e possiamo dire che è stato anche merito o demerito di chi ha accettato di seguire questo percorso quello che attualmente è l'esito della procedura, cioè oggi nessuno può dire di non avere avuto la possibilità, in questi lunghi mesi di lavoro, di poter dire la sua in quella sede, vale per i Presidenti di Circoscrizione, vale per la Giunta Comunale, vale per i Consiglieri di maggioranza e vale per i Consiglieri di opposizione. Con ciò voglio dire che quella procedura, naturalmente, può essere discussa, può essere criticata, può essere approvata così come è o modificata, perché questo è il lavoro di quest'Aula, come è giusto che sia il lavoro di un'Aula di carattere elettivo come il Consiglio Comunale, ma ciò che non deve passare assolutamente è che il lavoro enorme di quella Commissione, e sono onorato di aver potuto raccogliere il frutto nell'adottare un provvedimento che ha trasparentemente anche segnalato in colonna speciale non gli emendamenti, ma le osservazioni che la Giunta, nella discussione in cui adottò la deliberazione, voleva portare all'esterno e ho sempre detto la colonna di destra è la colonna delle osservazioni, non necessariamente è quello che la Giunta porterà all'Aula e infatti non è avvenuto così, me ne darà atto il Consiglio stesso, ma di trasparentemente rapportare in questo procedimento che tutti i soggetti istituzionalmente coinvolti hanno espresso e potuto esprimere il loro indirizzo, la loro opinione e il loro concorso, se volevano, al procedimento. La pagina che si apre è una pagina di lavoro intenso d'Aula, 50, 60, 70, un innumerevole numero di emendamenti è piovuto su questa riforma con intenti evidentemente ostruzionistici. Io ritengo che questa discussione abbia i presupposti per arrivare in fondo ed arrivarci con una mediazione e un confronto d'Aula ottimi; penso che ci siano emendamenti, che, naturalmente, non è mio compito illustrare, sarebbe mio compito illustrare quelli di Giunta, ma lo farò nella discussione di Giunta al momento in cui ci sarà la discussione sugli emendamenti, dando atto anche del perché ci sono state le modificazioni da parte della Giunta su alcuni passaggi o dei chiarimenti o delle illustrazioni, così come la Giunta si esprimerà nella discussione partecipata dell'Aula, ma ritengo che questa discussione non potrà che essere una discussione positiva e di buon esito per la riforma stessa. È la prima volta - lo dico da tanti anni e da tante primavere passate in quest'Aula in varie forme e in vari ruoli - che vedo la riforma arrivare in Aula. Questo è un fatto, comunque, politicamente molto rilevante: significa che l'esigenza che dicevo prima, quella di vedere una Città socialmente, economicamente e strutturalmente cambiata, che ha bisogno di una riforma che non è un bisogno della politica, è un bisogno della Città, credo che sia una questione essenziale. Allora, se è un bisogno della Città, la politica deve rispondere, rispondendo a questo bisogno, adottando una riforma e quest'Aula, che è la massima capacità di questa Città di esprimere i rapporti di forza democratici, deve farsene carico fino in fondo, anche eventualmente discutendo e litigando sul merito della riforma stessa. La cosa che non è sicuramente in discussione è che questa Città la riforma la vuole e ne ha bisogno, non è per la politica, ma è per questa Città e per i suoi amministrati sul piano istituzionale, sulla trasparenza, sulla partecipazione, sul ruolo del rapporto tra Istituzioni e Città stessa e sulla funzione dei servizi che la Città e i cittadini ricevono tutti i giorni e che con questa riforma avranno la possibilità di essere organizzati meglio e in modo più proficuo. Pertanto, buon lavoro all'Aula e buon lavoro a tutti noi. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Grazie, Assessore, penso e credo che l'Aula condivida l'appello finale che lei ha fatto. La riforma è complessa e, come ha detto l'Assessore, è arrivata finalmente, per la prima volta, in Aula. La discussione, che sarà articolata, lunga e complessa, porterà ad un risultato e credo che il senso di responsabilità di tutti, maggioranza e opposizione, al di là del numero degli emendamenti presentati, come già dimostrato in molte occasioni, farà in modo che si arrivi ad una soluzione non solo apprezzata, ma che risponda anche alle necessità che lei richiamava non della politica, ma del territorio, della Città e dei cittadini che chiedono la possibilità di poter essere rappresentati e di avere una sede di discussione di decisioni sul territorio. |