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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 2 Novembre 2015 ore 10,00
Paragrafo n. 29
DELIBERAZIONE (Giunta: proposta e urgenza) 2015-02280
RIFORMA DEL DECENTRAMENTO E DELLA PARTECIPAZIONE - APPROVAZIONE NUOVO REGOLAMENTO DEL DECENTRAMENTO.
Interventi

PORCINO Giovanni (Presidente)
Passiamo all'esame della proposta di deliberazione n. mecc. 201502280/094,
presentata dalla Giunta Comunale in data 29 maggio 2015, avente per oggetto:

"Riforma del Decentramento e della Partecipazione - Approvazione nuovo
Regolamento del Decentramento".

PORCINO Giovanni (Presidente)
Comunico che in data 6/10/2015 le competenti Commissioni e la Conferenza dei
Capigruppo hanno rimesso il provvedimento in Aula.
La parola, per l'illustrazione, all'Assessore Passoni.

PASSONI Gianguido (Assessore)
L'illustrazione della proposta di deliberazione che approva il Regolamento è
fortemente legata all'illustrazione appena esposta dalla Consigliera Onofri,
Presidente della Commissione speciale, perché ripercorre completamente ed
integralmente per tutta la parte di riforma istituzionale il testo dello Statuto, così
come partorito dalla Commissione stessa e poi proposto con la proposta di
deliberazione di iniziativa consiliare ai lavori dell'Aula.
Comincerò con il dire che ogni riforma, in questo caso parliamo di una riforma di
una certa rilevanza come quella del Decentramento, ed il cambiamento di Statuto
sono in realtà necessari solo se fotografano realmente quella che è una fase, una
stagione ed un momento economico, storico e sociale di cambiamento della Città e di
quello che il Regolamento e lo Statuto stesso stanno in qualche modo normando e
regolando. È questa la ragione per la quale questa riforma ha avuto una gestazione
così lunga e ha però prodotto un risultato così compiuto, cioè dare ai lavori d'Aula
un prodotto finale di testo coordinato sullo Statuto e di Regolamento e di Allegati al
Regolamento del Decentramento che hanno effettivamente dei caratteri di
innovazione piuttosto rilevanti.
È stato detto dalla Consigliera Onofri: lo Statuto ed il Regolamento (in questo
particolare momento dell'illustrazione, il Regolamento) recepiscono alcuni
cambiamenti di carattere istituzionale; ripeterò delle cose già ampiamente raccontate
ed illustrate dalla Consigliera, che naturalmente servono a rafforzare il principio di
connessione gerarchica tra quelle che chiameremmo le fonti del diritto del
decentramento di questa Città, che sono sicuramente il TUEL, lo Statuto della Città
di Torino, nella sua autonomia, ed lo stesso Regolamento che attualmente esiste.
Ricorderei anche che i grandi cambiamenti statutari che hanno visto cambiare
concettualmente, culturalmente e complessivamente quella che è stata la visione
della Città nel rapporto tra Decentramento e partecipazione hanno visto stagioni che,
in realtà, sono molto in là nel tempo: il Regolamento attuale vige dal 2001, solo per
modifiche molto parziali, ed il Regolamento precedente, del 1996, era quello che era
entrato a regime dopo le prime grandi riforme dell'aspetto normativo delle elezioni
delle Pubbliche Amministrazioni, ma si veniva, già nel 1976, da un Regolamento che
aveva addirittura normato per quasi 20 anni la vita delle Circoscrizioni stesse.
Lo Statuto introduce alcuni concetti essenziali che sono la conferma delle figure
istituzionali del Decentramento con una principale innovazione che è quella della
Giunta Circoscrizionale con rilevanza esterna, confermando la valenza ed il valore
del Presidente di Circoscrizione o, meglio, del Consiglio di Circoscrizione (ora
rideclinato di Circoscrizione) e con esso della centralità del Consiglio di
Circoscrizione che esercita le funzioni che gli sono attribuite per Regolamento.
Questo modello apparentemente di tripartizione delle funzioni sembra conservativo,
ma, in realtà, è profondamente innovativo, perché, di fatto, c'è la presenza di un
organo deliberante nuovo, la Giunta, che, precedentemente - in tutti gli ultimi 40 anni
di esercizio del Regolamento del Decentramento -, aveva una funzione meramente
interna, cioè non aveva acquisito la potestà e la capacità di produrre atti di rilevanza
esterna. Sapete che gli atti consiliari di Circoscrizione, non gli atti di Giunta, avevano
la necessità di essere, in base alla competenza propria delegata, comunicati o,
addirittura, in presa d'atto della Giunta Comunale per esercitare la propria operatività
(tranne quelli di competenza propria, in cui naturalmente avveniva la semplice
comunicazione) e, dall'altra parte, questi atti erano sempre atti del Consiglio di
Circoscrizione e mai atti della Giunta di Circoscrizione.
Ora, dividendo la materia regolamentale, quella che è la competenza di gestione da
quella di indirizzo e controllo, evidentemente questa differenziazione giuridica di
valenza degli atti assume una rilevanza importante, un po' come nelle
Amministrazioni Comunali di vario livello, dalle piccole alle grandi. Questo vuol
dire anche avere un organismo di gestione che avrà caratteristiche di snellimento
della procedura, ma avrà anche il significato di avere, dall'altra parte, dei Consigli
molto più focalizzati su un'attività di indirizzo e di controllo, come già avviene per il
Consiglio Comunale, nel rapporto con l'organismo esecutivo della Circoscrizione.
Tralascerò ciò che è stato detto ampiamente sul tema del sistema elettorale. Di fatto,
al momento nella versione licenziata dalla Commissione non sono previste
sostanziali modifiche e con ciò si rispecchia nello Statuto e nel Regolamento quello
che è attualmente il modello di cambiamento nazionale sul tema delle preferenze,
compresa anche la preferenza di genere.
Sulla parte dell'assetto istituzionale il Regolamento recepisce anche alcuni aspetti di
carattere formale e mi riferisco al fatto che, per analogia, si applica uno status di
doveri e diritti dei Consiglieri assegnati al Consiglio Comunale e si afferma la
prerogativa del Presidente di Circoscrizione quale soggetto che attua una serie di
iniziative e le convocazioni in proprio di organismi da esso presieduti e diretti e
anche nella sua veste di Presidente della Giunta Circoscrizionale, che è appunto il
nuovo organismo. Non cambia l'impianto generale del funzionamento degli organi
(se non per queste, altre cose) e per quanto riguarda la Giunta si introduce il concetto
di chi ne farà parte e quanti ne faranno parte; la proposta che la Commissione
speciale ha licenziato, di comune accordo con me (che poi ho sottoscritto nell'atto
deliberativo di presentazione da parte della Giunta), prevede al momento quattro
Commissioni (discussione di cui io faccio partecipe l'Aula) dopo una consultazione
avvenuta per ben 14 volte nelle 10 Circoscrizioni.
Questo tema è stato dibattuto ampiamente perché molti Consigli di quartiere hanno
rilevato come la presenza di solo quattro coordinatori della Giunta Circoscrizionale
rischi (in presenza della rilevanza esterna dei nuovi carichi di lavoro) di portare un
sovraccarico di lavoro; questa è una riflessione che faremo nel prosieguo della
discussione, quando esamineremo le modifiche, se ci saranno, ma, siccome ci sono
molti emendamenti, come si dice in gergo notarile "testo postillato, testo fortunato",
magari anche il Regolamento sarà fortunato dopo questa discussione.
Peraltro, mi limito a dire che il concetto della discussione d'Aula - e vorrei essere
chiaro in questo inciso che è molto importante - è che non vi è alcuna riforma che
abbia la pretesa di entrare in Aula in un modo e di uscire nello stesso modo. Spero
che la discussione d'Aula, così come è successo nel Decentramento, porti
arricchimento, condivisione, discussione, emendamenti e modifiche del testo che è
stato presentato, perché non esiste in assoluto - e lo ha detto la Consigliera Onofri in
modo molto chiaro - un testo perfetto, ma esiste un testo che corrisponde in una fase
di indagine, di dialogo, di discussione e di mediazione (che la Commissione Speciale
ha fatto con grande difficoltà e con grande capacità), però spetta all'Aula - come
succede anche nelle Aule superiori alla nostra - la mediazione finale e la discussione
finale sul testo che verrà licenziato.
Aggiungo che su un tema rilevante, che abbiamo chiamato incremento delle funzioni
di partecipazione dei cittadini, Statuto e Regolamento aprono la strada a nuovi
strumenti (che si affiancano al concetto di partecipazione per petizione, referendum,
raccolta firme e diritto di tribuna) innovativi sperimentati positivamente nella
Circoscrizione 7 e, forse, quest'anno in sperimentazione anche nella Circoscrizione
1; mi riferisco al Bilancio Deliberativo, al Bilancio Partecipativo e alle varie forme di
partecipazione che hanno a che fare con strumenti di consultazione che le
Circoscrizioni regoleranno e normeranno nell'autonomia regolamentare, secondo le
esigenze della funzione che vorranno assumere nel rapporto con questo strumento e,
quindi, senza un'ottica dirigista, ma con un'ottica aperta e di discussione, a seconda
della tipologia di quartiere, di Circoscrizione e di realtà complessiva.
Un'altra innovazione importante è quella che, in questi anni, è stata oggetto di grandi
discussioni, cioè il rapporto tra centro e periferia in senso giuridico-istituzionale,
ovvero per tanti anni si è discusso della capacità o meno dell'attuale quadro dei
pareri di esprimere compiutamente la partecipazione all'atto deliberativo da parte
delle funzioni decentrate o partecipative e, in questo senso, ovviamente il parere, così
come declinato dalle funzioni che erano state redatte nella stesura precedente (cioè il
parere meramente consultivo), si è sempre ritenuto fosse insufficiente da un punto di
vista strettamente formale a completare e a comprendere l'atto così come deliberato
dal Consiglio Comunale con la semplice presa d'atto e controdeduzione, ma,
dall'altra parte, si richiedeva quella che era una maggiore partecipazione su
tematiche specifiche alla formazione degli indirizzi dell'Amministrazione centrale.
Si è trovata una soluzione, che non è per forza perfetta e sarà sicuramente oggetto di
discussione e anche di modifiche attraverso gli emendamenti, se non di chiarimenti
in alcuni passaggi che forse il testo ha lasciato ancora incerti, ma che sostanzialmente
tende a portare un nuovo capitolo di rapporti tra centro e periferia che apra la strada
della discussione e della formazione di atti con un maggior coinvolgimento delle
istanze della democrazia decentrata.
Inoltre, è stato introdotto - direi con una certa rilevanza - un concetto importante che
richiama le tre chiavi di volta della riforma del Decentramento: quella istituzionale,
quella delle funzioni dei poteri (che sarà l'ultima che citerò essendo nell'Allegato) e
ve ne è una terza che non è secondaria, perché è l'opportunità e la possibilità che la
riforma del Decentramento diventi anche un'importante occasione di ristrutturazione
e di riforma della macchina comunale. Naturalmente, nel testo del Regolamento si
cita l'opportunità e la possibilità dell'organizzazione degli Uffici secondo modalità
che sono coerenti e conformi a quello che è l'allegato dei pareri e con ciò
evidentemente c'è un tema che riguarda l'attuazione di quello che è il Regolamento
con atti conseguenti che saranno adottati in pendenza e in vigenza del nuovo
Regolamento, ma c'è un principio cardine nel Regolamento a cui personalmente
tengo molto: il principio della delegazione delle funzioni territoriali nell'ottica della
vicinanza dei servizi al cittadino. È stato chiamato Sportello Unico, perché è stata
fotografata la situazione attuale degli uffici della Città di Torino che spesso sono
legati ad un front-office e ad un back-office uniti insieme e che spesso non hanno
ancora un'articolazione territoriale sufficiente a derubricare e a sviluppare servizi
alla cittadinanza in modo capillare, pur avendo la struttura organizzativa ampie
possibilità di sviluppare sul territorio servizi e delegazioni.
Mi riferisco, ad esempio, al fatto che non soltanto tutte le Circoscrizioni - come è
noto - hanno sviluppato, come dice l'attuale Regolamento, sportelli di delegazione
anagrafica decentrata, così come ci sono sportelli di Polizia Municipale decentrata
per le sezioni e tante altre funzioni, mentre in altri casi si è mantenuta una struttura di
back-office e front-office centralizzata, che, a volte, rende complicato l'accesso ai
servizi.
Per quanto riguarda l'agenda digitale della Pubblica Amministrazione, che questa
Amministrazione coltiva e con un progetto che fa capo alla Direzione Generale sta
coltivando per la dematerializzazione dei processi amministrativi e, dall'altra parte,
adottando un modello che utilizzi le risorse umane rafforzate sul territorio, ma con
funzioni aggiuntive di sportello (nell'Allegato al Regolamento si è fatta una
declaratoria su quelle che saranno le funzioni delegate), vi è l'idea di aggiungere
funzioni di carattere tributario, di istanza e petizione, raccolta documenti, sportelli
sociali, culturali ed educativi e tutto ciò che riguarda il rapporto con la Pubblica
Amministrazione che ancora deve avere un canale cartaceo o un operatore
(naturalmente, dove la dematerializzazione sarà più avanzata, ciò non ci sarà più), ma
ci sembrava utile immaginare il nuovo modello organizzativo che vede sicuramente
meno Circoscrizioni, (poi l'esito dell'Aula sarà quello di definirne in modo compiuto
il numero, ma saranno sicuramente meno), però con la volontà di concentrare queste
funzioni non in meno punti del territorio, ma anzi moltiplicare più punti di territorio
complessivi, garantendo almeno 10 punti territoriali (nella realtà sono già molti di
più sul territorio) per questi servizi, organizzati e raggruppati in aree di riferimento
coincidenti con i dipartimenti territoriali che chiameremo uniformi e conformi a
livello organizzativo a quella che sarà la nuova visione del territorio così come verrà
deliberata dal Consiglio.
Saranno sei o sette, l'istanza dei sei è quella della mozione della Commissione e del
Regolamento che è attualmente proposto, ma, anche fosse diverso il numero del
Decentramento, non cambierà assolutamente nulla in questo senso; la riforma
organizzativa è ormai cosa da farsi alla luce di un Comune che ha poco più di 10.000
dipendenti, ma vuole tenere alto l'orgoglio di avere servizi capillari su tutto il
territorio.
La terza cifra essenziale di quello che è il rapporto con il centro e la periferia è anche
il rafforzamento della possibilità di presentare deliberazioni di iniziativa consiliare
non più con la partecipazione di più Circoscrizioni, ma anche con una sola
Circoscrizione deliberante; di fatto, una Circoscrizione è come un Consigliere
Comunale che può produrre istanze, petizioni e deliberazioni complessive.
La questione più importante passa attraverso la riforma delle funzioni dei poteri.
Questa determinazione che è stata lungamente discussa in Commissione, peraltro
nella fase finale dei lavori in cui si arrivava a compimento, rappresenta
essenzialmente questo schema: il ritorno (ho detto "ritorno" perché, in realtà, non è
un modello nuovo quello del potenziamento delle funzioni decentrate, ma nasceva
già dalle istanze partecipative dei 23 quartieri esistenti negli anni Settanta) al
decentramento di funzioni operative di territorio che riguardano l'interezza delle
funzioni di manutenzione ordinaria del territorio, la partecipazione per intero ed in
modo decisivo ai processi di manutenzione straordinaria del territorio con la
decisione condivisa, la divisione dei cespiti tra centro e periferia in modo chiaro sui
beni da manutenere e di competenza in materia patrimoniale, viabilistica, verde,
eccetera, l'identificazione di alcune funzioni che possono essere coordinate
centralmente con una riforma centrale, come i Servizi Socio-sanitari (peraltro oggetto
di discussione in Commissione Consiliare e non soltanto in Commissione
Decentramento), e invece la semplificazione con i procedimenti.
Ne citerò uno per tutti: lo sport. Il tema dello sport è delicato; la Città si è dotata di
un Regolamento, approvato dal Consiglio Comunale, che distingue tra funzioni
centrali e decentrate. L'idea che gli impianti decentrati abbiano in qualche modo un
solo passaggio deliberativo, in quanto assegnati al territorio, per la deliberazione di
individuazione del concessionario, revoca, manutenzione e gestione degli stessi
comporta a mio avviso una grande semplificazione non soltanto sul carattere
procedurale, ma è anche una scelta per la responsabilizzazione del territorio in un
procedimento che già gestisce in parte, però non per intero; naturalmente, auspico
una particolare attenzione a quei territori in cui il decentramento di funzioni di
carattere sportivo e tempo libero, ma potremmo dire anche di immobili assegnati alle
Circoscrizioni, sia particolarmente importante e rilevante.
Ci sono funzioni attribuite in funzioni concomitanti e concorrenti in tante altre
funzioni: quelle scolastiche, quelle culturali della gioventù, quelle che hanno a che
fare con le manutenzioni, che - ribadisco - sono divise per competenze esclusive
sulla parte esecutiva gestoria dell'ordinaria e concorrente sulle decisioni negli
interventi su quella straordinaria, quella di considerare, comunque, come elementi di
coordinamento centrale alcune manutenzioni straordinarie qualificanti come le
scuole, dove l'intervento non può essere evidentemente diviso, anche per economia
di risorse, in parcellizzazioni territoriali di altro genere; il ritorno alla deliberazione
consiliare per l'approvazione di un Bilancio Preventivo e Consuntivo della
Circoscrizione in materia di funzioni di controllo e coordinamento rafforzato del
Consiglio di Circoscrizione; alcune funzioni ambientali di carattere preciso e alcune
funzioni complementari di carattere commerciale, unite ovviamente a quelle funzioni
complementari che riguardano le funzioni di interesse generale come il Piano
Regolatore, le convenzioni e sponsorizzazioni per le quali, ovviamente, già le
Circoscrizioni esercitano alcune funzioni di consultazione, ma non hanno
effettivamente poteri diretti.
Chiudo dicendo che - è stato detto dalla Consigliera Onofri e mi trovo pienamente in
quello che ha detto - non c'è riforma che abbia nei suoi punti di partenza il
presupposto di essere la migliore riforma possibile, questo non può essere e non sarà
mai. Questa riforma ha, però, un passaggio essenziale; è stata fatta una scelta da
questo Consiglio Comunale di investire in una Commissione Speciale, di farlo in
chiave di relazione tra tutti i soggetti di natura istituzionale operanti nel
Decentramento e possiamo dire che è stato anche merito o demerito di chi ha
accettato di seguire questo percorso quello che attualmente è l'esito della procedura,
cioè oggi nessuno può dire di non avere avuto la possibilità, in questi lunghi mesi di
lavoro, di poter dire la sua in quella sede, vale per i Presidenti di Circoscrizione, vale
per la Giunta Comunale, vale per i Consiglieri di maggioranza e vale per i
Consiglieri di opposizione.
Con ciò voglio dire che quella procedura, naturalmente, può essere discussa, può
essere criticata, può essere approvata così come è o modificata, perché questo è il
lavoro di quest'Aula, come è giusto che sia il lavoro di un'Aula di carattere elettivo
come il Consiglio Comunale, ma ciò che non deve passare assolutamente è che il
lavoro enorme di quella Commissione, e sono onorato di aver potuto raccogliere il
frutto nell'adottare un provvedimento che ha trasparentemente anche segnalato in
colonna speciale non gli emendamenti, ma le osservazioni che la Giunta, nella
discussione in cui adottò la deliberazione, voleva portare all'esterno e ho sempre
detto la colonna di destra è la colonna delle osservazioni, non necessariamente è
quello che la Giunta porterà all'Aula e infatti non è avvenuto così, me ne darà atto il
Consiglio stesso, ma di trasparentemente rapportare in questo procedimento che tutti
i soggetti istituzionalmente coinvolti hanno espresso e potuto esprimere il loro
indirizzo, la loro opinione e il loro concorso, se volevano, al procedimento.
La pagina che si apre è una pagina di lavoro intenso d'Aula, 50, 60, 70, un
innumerevole numero di emendamenti è piovuto su questa riforma con intenti
evidentemente ostruzionistici. Io ritengo che questa discussione abbia i presupposti
per arrivare in fondo ed arrivarci con una mediazione e un confronto d'Aula ottimi;
penso che ci siano emendamenti, che, naturalmente, non è mio compito illustrare,
sarebbe mio compito illustrare quelli di Giunta, ma lo farò nella discussione di
Giunta al momento in cui ci sarà la discussione sugli emendamenti, dando atto anche
del perché ci sono state le modificazioni da parte della Giunta su alcuni passaggi o
dei chiarimenti o delle illustrazioni, così come la Giunta si esprimerà nella
discussione partecipata dell'Aula, ma ritengo che questa discussione non potrà che
essere una discussione positiva e di buon esito per la riforma stessa.
È la prima volta - lo dico da tanti anni e da tante primavere passate in quest'Aula in
varie forme e in vari ruoli - che vedo la riforma arrivare in Aula. Questo è un fatto,
comunque, politicamente molto rilevante: significa che l'esigenza che dicevo prima,
quella di vedere una Città socialmente, economicamente e strutturalmente cambiata,
che ha bisogno di una riforma che non è un bisogno della politica, è un bisogno della
Città, credo che sia una questione essenziale.
Allora, se è un bisogno della Città, la politica deve rispondere, rispondendo a questo
bisogno, adottando una riforma e quest'Aula, che è la massima capacità di questa
Città di esprimere i rapporti di forza democratici, deve farsene carico fino in fondo,
anche eventualmente discutendo e litigando sul merito della riforma stessa. La cosa
che non è sicuramente in discussione è che questa Città la riforma la vuole e ne ha
bisogno, non è per la politica, ma è per questa Città e per i suoi amministrati sul
piano istituzionale, sulla trasparenza, sulla partecipazione, sul ruolo del rapporto tra
Istituzioni e Città stessa e sulla funzione dei servizi che la Città e i cittadini ricevono
tutti i giorni e che con questa riforma avranno la possibilità di essere organizzati
meglio e in modo più proficuo. Pertanto, buon lavoro all'Aula e buon lavoro a tutti
noi.

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
Grazie, Assessore, penso e credo che l'Aula condivida l'appello finale che lei ha
fatto. La riforma è complessa e, come ha detto l'Assessore, è arrivata finalmente, per
la prima volta, in Aula. La discussione, che sarà articolata, lunga e complessa,
porterà ad un risultato e credo che il senso di responsabilità di tutti, maggioranza e
opposizione, al di là del numero degli emendamenti presentati, come già dimostrato
in molte occasioni, farà in modo che si arrivi ad una soluzione non solo apprezzata,
ma che risponda anche alle necessità che lei richiamava non della politica, ma del
territorio, della Città e dei cittadini che chiedono la possibilità di poter essere
rappresentati e di avere una sede di discussione di decisioni sul territorio.

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