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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 26 Ottobre 2015 ore 10,00
Paragrafo n. 5
INTERPELLANZA 2015-05013
(QUESTION TIME) "ASSICURAZIONE RC SCUOLE COMUNALI" PRESENTATA DAI CONSIGLIERI RICCA E CARBONERO IN DATA 22 OTTOBRE 2015.
Interventi

PORCINO Giovanni (Presidente)
Passiamo alla discussione congiunta dell'interpellanza (question time) n. mecc.
201505013/002, presentata in data 22 ottobre 2015, avente per oggetto:

"Assicurazione RC scuole comunali"

e dell'interpellanza (question time) n. mecc. 201505025/002, presentata in data 22
ottobre 2015, avente per oggetto:

"Assicurazione ai nostri bimbi: quando le cose non tornano"

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola all'Assessora Pellerino.

PELLERINO Mariagrazia (Assessora)
Mi sembra che "Repetita iuvant" potrebbe essere il titolo, però questa volta diciamo
che il question time propone dei profili di novità. Il profilo di novità è: se altre Città
hanno stipulato queste polizze, perché Torino non lo ha fatto? Premesso che, se mi è
consentito, vorrei approfittare di questa sede anche per dare un'informazione, visto
che il precedente question time ha avuto risposta quando ancora non era stato
pubblicato quell'allarmistico articolo su La Stampa, che ci è valso non soltanto una
pagina con titoli a quattro colonne, ma addirittura il cosiddetto "strillone", quello
affisso a tutti i lampioni di Torino e alle edicole in gran quantità: "12 mila bambini
senza assicurazione".
Ripeto che l'assicurazione del Comune c'è sempre stata e continuerà ad esserci.
Quello che quest'anno è venuto meno è la polizza che stipulava il CooGen per
quanto riguarda la responsabilità civile dei genitori per i danni provocati da minori.
Dunque, la polizza del Comune - vorrei fare chiarezza una volta per tutte, abbiamo
qui anche il Dirigente di quel comparto che si occupa per l'appunto delle polizze
assicurative - copre non soltanto i danni derivanti dalla struttura, dall'attrezzatura, ma
anche i danni che potrebbero essere provocati, naturalmente involontariamente, dalle
educatrici, dagli insegnanti, dal personale non docente, ma ausiliario tecnico. Quali
danni, quindi, rimangono fuori? Quelli che possono essere provocati da altri bambini
o che lo stesso bambino provoca a se stesso, per esempio se, correndo, inciampa;
naturalmente, in questo caso, andrebbe escluso che la caduta sia avvenuta per
un'insidia presente nella struttura. Stiamo parlando di questo, cioè di una polizza
assicurativa e, visto che si è questionato anche da quanti anni il Comune non la
faceva, perché fino a qualche anno fa la faceva il Comune, sono andata a vedermi i
verbali del CooGen e da questi verbali emerge come sin dal lontano 1992 questa
polizza appunto era stata stipulata dal CooGen e i genitori aderivano
volontariamente. Questo perché si tratta di una polizza rischi del tutto facoltativa.
Non sarà un caso se da 23 anni se ne occupa il CooGen e non il Comune di Torino;
evidentemente è perché gli Uffici avevano ritenuto che il Comune non potesse
occuparsene.
Al di là di quello - poi tra un attimo vedremo che cosa fanno Milano, Bologna e
Roma -, mi sento di sostenere, anche come giurista e come cittadina, oltre che come
Assessore, quello che è stato l'orientamento assunto dai nostri Uffici, perché c'è una
sentenza della Corte dei Conti (a caso, perché è una ricerca fatta domenica
pomeriggio, però se uno ci passasse un po' più di 5 minuti ne troverebbe decine),
adunanza del 22 luglio 2008, Corte dei Conti, in questo caso la sezione della
Lombardia, che, tra l'altro richiamando una sentenza sempre della Corte dei Conti
del 1990 - la sentenza è qui a disposizione per chi volesse leggerla -, a pagina 5 dice:
"La giurisprudenza contabile ha da tempo rilevato che un Ente pubblico può
assicurare esclusivamente quei rischi che rientrino nella sfera della propria
responsabilità patrimoniale e che trasferiscono all'assicuratore la responsabilità
patrimoniale stessa, ove si verifichi l'evento temuto, mentre sarebbe priva di
giustificazione e come tale causativa di danno erariale l'assicurazione di eventi per i
quali l'Ente non deve rispondere e che non rappresentano un rischio per l'Ente
medesimo". Se, quindi, noi escludessimo i rischi di cui deve rispondere l'Ente,
ovviamente quelli legati alla struttura, all'attrezzatura e quello che può essere
cagionato dal proprio personale dipendente, noi ci troveremmo in questa situazione,
ma per questi rischi, appena citati, la polizza c'è ed ecco perché c'era la polizza
integrativa del CooGen.
Dico anche, a scanso di equivoci, che noi abbiamo incontrato i Presidenti dei
Comitati di Gestione del tutto occasionalmente, perché era già in predicato una
riunione avente un tema completamente diverso, proprio il pomeriggio del giorno in
cui è comparso l'allarmistico articolo sul quotidiano La Stampa. Devo dire che,
avendo davanti credo una cinquantina di Presidenti dei Comitati di Gestione e di
Scuola Famiglia, da nessuno di loro è venuta alcuna preoccupazione, anche perché
sapevano perfettamente di che cosa si trattava. Gli stessi genitori, questa volta con
specifico ordine del giorno, sono stati incontrati la settimana scorsa, il mercoledì
pomeriggio, ed è stata data loro ampia rassicurazione sul fatto che la Città, come ha
sempre fatto dal 1992 ad oggi, si presta a tutta quella collaborazione che può essere
d'ausilio a creare l'incrocio con l'offerta assicurativa procurata dall'associazione, in
quel caso il CooGen (perché non tutti i genitori aderiscono, aderisce il 90% credo,
ma c'è un altro 10% che, trattandosi di polizza facoltativa, non aderisce). Quindi, è
stato detto questo ed è stato anche assunto l'impegno e data comunicazione del fatto
che abbiamo due soggetti giuridici che si sono dichiarati disponibili a surrogarsi al
CooGen e quindi assumerebbero loro quella funzione terza di soggetto giuridico
contraente della polizza. Io ritengo che domani, massimo mercoledì, possa essere
risolta la questione relativa all'individuazione di un soggetto giuridico supplente;
"supplente" perché la Città di Torino non può sottoscrivere questa polizza, questo lo
abbiamo ribadito più volte, se non mettendosi a rischio di rispondere di danno
erariale, tant'è che negli altri Comuni questa polizza è a carico dei genitori. Vediamo
che cosa succede a Roma. A Roma non esiste una polizza del Comune che copre la
responsabilità dei genitori - sto leggendo un promemoria che è stato confezionato
dagli Uffici, in particolare dal dottor Calvano -, esiste una polizza che copre gli
infortuni, però occorre tener presente che la Regione Lazio ha una Legge Regionale
che autorizza stipule di questo tipo di rischi per quanto riguarda gli Enti Locali, in
particolare non la polizza da responsabilità civile dei genitori, la polizza infortuni,
perché sono due polizze diverse. Per quanto riguarda Milano, non esiste una polizza
del Comune che copre la responsabilità dei genitori, esiste una sezione della polizza
infortuni che si estende ai bambini delle scuole. Anche in questo caso, però, la
Regione Lombardia ha autorizzato con propria Legge in materia la possibilità di
stipulare queste polizze (sempre solo la polizza infortuni e non quella della
responsabilità dei genitori, per intenderci quella prevista dal Codice Civile). A
Bologna non esiste una polizza del Comune che copre la responsabilità dei genitori;
esiste una sezione della polizza infortuni che si estende ai bambini delle scuole. Va
precisato che la polizza specifica che essa deve intendersi come integrativa e non
sostitutiva alla polizza stipulata dalle scuole o dai Circoli didattici. C'è, quindi, una
polizza come quella, tra virgolette, del CooGen che sviluppano direttamente le scuole
con i Circoli didattici; poi, nel frattempo, come sapete, Bologna si è dotata di
un'Istituzione e quindi ha un soggetto giuridico diverso dal Comune. Comunque,
questa polizza non è uguale alla polizza del CooGen che copriva la responsabilità dei
genitori. Si tratta, quindi, di polizze infortuni. Peraltro, mi risulta che il Comune di
Bologna la faccia poi pagare con le rette attraverso l'Istituzione, che è un soggetto
giuridico diverso dal Comune.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola al Consigliere Ricca.

RICCA Fabrizio
Come al solito, noi guardiamo chi sta peggio e non chi sta meglio, perché l'elenco di
tutte le città che non ce l'hanno a me interessa davvero poco, mi interessa che
quest'anno i bambini della Città di Torino non saranno assicurati, perché per un
costo di 6,50 Euro l'anno... Almeno così è stato detto mercoledì sera alla riunione in
corso Dante n. 14. Io su questo sono amareggiato, perché è vero che c'è
un'assicurazione, ma copre solamente una parte, come l'Assessore ha ripetuto per
cinque minuti nel suo intervento. Quindi, o se la fanno, o se la fanno. Cercare,
invece, di fare il vostro mestiere e fare in modo che i bambini siano assicurati e
trovare una mediazione nemmeno se ne parla, perché o si fa come nelle altre città
dove si sta peggio, oppure non si può fare. Noi chiediamo per quale motivo non si
possa istituire questa assicurazione all'interno della retta. Ha detto che a Bologna
l'hanno fatto, perché non mi risponde che lo faremo anche qui a Torino? Non è così
difficile. Ci vengano detti quali sono i costi reali, dato che scuote la testa, Assessore.
Io sono convinto che una famiglia, anziché 450,00 Euro, preferirebbe pagare 460,00
Euro al mese e sapere che il proprio figlio è assicurato, perché non sono i 10,00 Euro
che cambiano l'economia di una famiglia, ma magari l'assicurazione di un bambino
sì, perché, lei lo sa meglio di me, Assessore, le assicurazioni sono fondamentali.
Quindi, Presidente, io chiederei di portare la questione in Commissione il prima
possibile... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Mi viene detto adesso che c'è
una Commissione il 6 novembre, perfetto. Mi auguro che quella Commissione sia
presenziata da tutti quelli che dovrebbero dare delle risposte. Io, Assessore, per
adesso le chiedo possibilmente di fare una valutazione e di venire magari con una
risposta il 6 novembre per dirci se è possibile inserire questa assicurazione all'interno
della retta. Ripeto, 10 Euro in più al mese probabilmente non cambiano l'economia
di una famiglia, ma il fatto di dover pagare dei danni dopo sì.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola alla Consigliera Appendino.

APPENDINO Chiara
È vero, Assessore, repetita iuvant, ma è anche vero che ancora ad oggi, a distanza di
tutti questi mesi, la situazione continua ad essere indefinita. Io sento da lei grandi
rassicurazioni, per cui lei dice che per i genitori è tutto chiaro, che non ci sono
preoccupazioni, ma a me non risulta così. Per carità, ognuno evidentemente parla con
mondi diversi, però a me risulta che sia stata fatta effettivamente una riunione con i
genitori dove, di fatto, si è insistito sul messaggio che in qualche modo si volesse
tranquillizzare dicendo che c'è questa RC. Io so benissimo qual è la situazione della
copertura assicurativa, ma era chiaro già quando abbiamo discusso del question time
qualche settimana fa. Quello che continuo a sollevare come questione è che, come ha
detto anche lei, evidentemente questa assicurazione di cui oggi c'è copertura non va,
invece, a prevedere gli infortuni che possono accadere senza diretta responsabilità di
strutture o personale e non contempla il danno per conto terzi; su questo mi sembra
che siamo d'accordo tutti. Allora, il problema è che evidentemente si passa da una
situazione dove, seppure facoltativa, il 99,9% dei bambini usufruiva di questo
servizio, pagandoselo, tra l'altro. Diciamolo chiaramente, non è che prima il CooGen
non raccogliesse i soldi dai genitori; i genitori hanno sempre pagato, per quanto mi
risulta, questa quota, nessuno sta chiedendo alla Città di caricarsi un costo che prima
non c'era, si sta semplicemente chiedendo alla Città di farsi garante di poter stipulare
questa polizza. Se non erro, quello che loro chiedono, poi per carità ognuno la può
interpretare come vuole, non è neanche la copertura dei genitori, ma è la copertura
dei bambini. È una cosa simile, quindi, da quanto io ho capito e da quello che lei ha
letto, rispetto a quello che succede a Milano, Roma e Bologna. Tra l'altro, Assessore,
visto che siete della stessa forza politica e governate, anche se, è vero, ci sono delle
Leggi Regionali diverse, e che questa situazione si sa da maggio, la Città ha
interloquito con la Regione per poter risolvere questa questione? Io trovo veramente
assurdo che si arrivi ad ottobre con una situazione irrisolta, cercando di
tranquillizzare su un servizio che - ribadisco - è sempre stato erogato e che, tra
l'altro, è anche importante, perché, al di là del bambino in quanto tale che deve
essere coperto al 100%, c'è anche la situazione, che lei sicuramente sa, che si rischia
di avere poi la maestra o chi lì fornisce un servizio per le nostre scuole che finisce in
mezzo, perché potrebbe diventare il capro espiatorio di una situazione dove non c'è
una copertura assicurativa al 100%.
Le faccio una domanda; lei oggi - l'ho letto anche sui giornali - ci dice che ci sono
dei soggetti che sono disponibili a prendersi questa responsabilità: ci può dire per
trasparenza, per correttezza, chi sono questi soggetti, come procederanno con la
raccolta? Come ben sa, non è proprio semplicissima la procedura da fare. Chi
saranno i soggetti? Con che tempistiche? Che cosa si andrà a fare? Io la pregherei,
comprendendo le difficoltà amministrative nel gestire la questione, di raccontare che
effettivamente c'è un problema, perché è un servizio che una volta, tanti anni fa,
garantiva la Città, fino a qualche mese fa il CooGen e oggi la Città non è in grado di
dare una risposta a un servizio che continua, dal mio punto di vista, ad essere
essenziale. Definire "facoltativa" una cosa a cui rispondono il 99,9% dei bambini mi
sembra un po' un aggettivo non consono.

PORCINO Giovanni (Presidente)
Aggiorniamo l'approfondimento della vicenda alla Commissione.
Le interpellanze sono discusse.

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