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CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Riprendiamo i lavori del Consiglio Comunale, passando all'esame della seguente proposta di ordine del giorno n. mecc. 201503362/002, presentata in data 27 luglio 2015, avente per oggetto: "Matrimoni precoci e forzati" CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) La parola, per l'illustrazione, al Consigliere Onofri. ONOFRI Laura Vorrei precisare che ha aggiunto la propria firma anche la Consigliera Nomis, che ringrazio. Avevo presentato questa proposta di ordine del giorno tempo fa e, in questi giorni, ho visto con molto piacere che Amnesty International sta facendo una campagna sui matrimoni precoci e forzati, che è veramente un fenomeno dalle dimensioni incredibili, perché, finché non lo si legge, non si può sapere che questo fenomeno colpisce ogni anno 15.000.000 di spose bambine; sono 28 bambine ogni minuto e 37.000 bambine ogni giorno a cui, in pratica, viene negata l'infanzia. Riflettendo su queste cifre si capisce quanto sia importante questo fenomeno in tutto il mondo, perché colpisce moltissimi Stati. Anche l'Italia non ne è esente, benché ci siano legislazioni in questo senso. Sono 146 i Paesi dove le ragazze possono sposarsi al di sotto dei 18 anni e in ben 52 Paesi possono farlo anche prima di compiere 15 anni; ma anche dove c'è una legislazione che lo impedisce, molto spesso si verificano - per esempio, in India - matrimoni combinati con bambine anche di 8 e 10 anni. A questo proposito, più di tante parole che posso aver scritto nella proposta di ordine del giorno, vorrei leggere - perché mi piacerebbe che ci fosse veramente una riflessione, in quanto spesso non pensiamo a questo fenomeno - la testimonianza di una bimba che dice: "Mi faceva cose cattive e non avevo idea di cosa fosse un matrimonio. Correvo da una stanza all'altra per sfuggire, ma, alla fine, lui mi trovava e continuava a fare quello che voleva. Ho pianto così tanto, ma nessuno mi ascoltava. Un giorno sono scappata e lui è andato in tribunale a raccontarlo. Ogni volta che volevo giocare in cortile mi picchiava e mi chiedeva di andare in camera da letto con lui". Così racconta allo Yemen Times Nojoud Mohammed Ali Nasser, che oggi ha 15 anni, ma aveva appena 8 anni quando fu data in sposa dal padre ad un uomo di 30 anni, nel febbraio del 2008. Suo marito l'ha sottoposta a violenza fisica e sessuale e la sua famiglia si è rifiutata di aiutarla. È riuscita a scappare e si è rivolta a un tribunale della capitale Sana'a. Grazie all'avvocato Shaza Nasser, che l'ha rappresentata, ha ottenuto il divorzio". Questa è una delle tante testimonianze che ha raccolto Amnesty International per lanciare la campagna: "Mai più spose bambine". Spero che questa campagna di sensibilizzazione abbia lo stesso effetto di quella sulle mutilazioni genitali femminili, perché tante volte sento dire dai Consiglieri che i nostri ordini del giorno vanno a finire nel cestino, può anche darsi, ma credo che faccia veramente bene a tutti anche riflettere solo un momento su queste cose. Credo che sarà un passo avanti se questa campagna riuscirà a colpire come quella sulle mutilazioni genitali femminili. In Nigeria, dopo anni, hanno fatto una Legge che vieta le mutilazioni genitali femminili, ponendo delle sanzioni. Credo che, se tutti i Paesi si impegnassero in questo senso, tutta la società ne avrebbe un beneficio. Ricordo che, il 2 luglio, il Consiglio dei Diritti Umani dell'ONU ha adottato per consenso la prima risoluzione di sostanza sulla prevenzione e l'eradicazione dei matrimoni precoci e forzati. Anche questo è un primo passo, però il nostro Governo, pur co-presiedendo con quello della Sierra Leone i negoziati (definendo poi il testo della risoluzione), non ha ancora recepito quella risoluzione. In tal senso, chiedo al Governo di recepire quella risoluzione, per la quale abbiamo co-presieduto i negoziati nel Consiglio dei Diritti Umani del 2 luglio 2015, di dare impulso - a livello globale, ma anche a livello nazionale - ad una campagna per prevenire ed eliminare questa pratica (così come fu fatto per le mutilazioni genitali femminili) e di sostenere programmi e progetti di cooperazione internazionale volti alla prevenzione e all'abbandono dei matrimoni precoci e forzati di minori. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) La parola al Consigliere Marrone. MARRRONE Maurizio Faccio una premessa: è relativamente ovvio che vi sia una condivisione nel merito di un simile messaggio; è vero che, ormai, siamo abituati a vederne tante, d'altronde, in virtù del multiculturalismo, saremo sempre più abituati a vederne anche peggiori, cioè anche qui probabilmente vedremo le spose bambine, così come - accade già - vedremo le mutilazioni genitali femminili (diverse cliniche le fanno clandestinamente), addirittura sono state inserite come reato dal Decreto Legislativo n. 231/2001 e, quando si deve addirittura immaginare qual è il guadagno per una società che li mette in campo, significa che, ormai, sono diventati dei fenomeni pericolosi. Fatta questa adeguata premessa, visto che rimaniamo comunque un organo amministrativo e non un circolo di lettura o di riflessione e neanche un'associazione culturale, vorrei che qualcuno (se non la Consigliera proponente, magari chi nella Giunta rappresenta l'Ufficio relazioni internazionali) mi spiegasse nella concretezza che cosa significa nell'impegnativa del "sollecita": "recepire la risoluzione ONU"; va bene la recepiamo, ma non mi sembra che la dobbiamo applicare, grazie al cielo, perché mi pare che qui non abbiamo ancora questo problema, detto che non siamo al sicuro… (INTERVENTO FUORI MICROFONO). A Torino ci sono i matrimoni minorili? Se è così, l'Assessora Curti dovrebbe spiegarci subito se ci sono dei matrimoni coatti con minori sul nostro territorio (evidentemente tra le comunità non italiane, perché tenderei ad escluderlo in quella italiana). Posto che, grazie al cielo, non credo che siamo a quel punto, che cosa significa: "(…) contribuire a dare impulso e a sostenere a livello globale una rinnovata campagna per prevenire ed eliminare questa pratica - va bene - (…) e sostenere i programmi e progetti di cooperazione internazionale"? Esattamente, al di là di un messaggio di principio (che è talmente ovvio che sia condivisibile da essere quasi offensivo che si debba chiedere il parere ad ognuno di noi, perché, finché non avremo Mustafa eletto in Consiglio Comunale, spero che tutti i partiti siano d'accordo a condannare questa pratica), vorrei - lo dico adesso per tutte le future proposte di ordine del giorno di questo tipo - che mi venisse spiegato concretamente di che cosa si sta parlando: i nomi dei progetti, le azioni previste nei progetti ed il contributo che la Città può dare a questi progetti. Detta così, è una cosa (lo voglio dire perché, purtroppo, è l'ennesima) poco seria, del tutto fumosa e soprattutto incomprensibile; in concreto, se l'approviamo, il giorno dopo che cosa fa la Giunta? Manda una lettera? (INTERVENTO FUORI MICROFONO). So leggere, ma, purtroppo, vi è una difficoltà a dare una realizzazione davvero semantica di quanto scritto, visto che non c'è scritto nulla. Intanto, stiamo discutendo in assenza della Giunta, perché non è presente alcun membro della Giunta a sentire la sua lettura, ma, in realtà, quando sarà approvata, che cosa succederà? Ho letto la proposta di ordine del giorno, ma non c'è scritto. Vorrei un elenco dei progetti, vorrei capire questi programmi e questi progetti di cooperazione internazionale che cosa prevedono e vorrei sapere che cosa può fare il Comune di Torino nell'ambito di questi programmi e progetti. Se mi risponderà, la voterò, altrimenti, se è solo per far dire a tutti noi che siamo d'accordo con le Consigliere Onofri e Centillo e che siamo contro i matrimoni coatti con i minori, ritengo che lo potremmo dare già un po' per scontato. Grazie al cielo siamo ancora in un contesto culturale di questo tipo. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) La parola al Consigliere Bertola. BERTOLA Vittorio Credo che, come per tutte le proposte di ordine del giorno, sappiamo già che gli effetti pratici saranno molto limitati, in quanto il Governo avrà probabilmente altre priorità e, tra l'altro, questo Governo non si è mai distinto per mandare avanti i provvedimenti sui diritti civili e quelli che riguardano più direttamente migliaia e migliaia di italiani; di conseguenza, male non fa approvare una proposta di ordine del giorno che richiama il problema e chiede al Governo di impegnarsi. Effettivamente, ritengo che questa, per non essere un'occasione mancata, possa essere invece l'occasione per pensare a quello che succede in città, nel senso che anche io credo che a Torino ci possa essere e ci sia questo problema; basta andare nei nostri campi nomadi, abusivi o regolari che siano, per vedere famiglie o comunque coppie di ragazzi e ragazze molto giovani (magari non bambini, ma sicuramente ragazzini). È chiaro che non si tratta di matrimoni formalizzati, per cui non c'è una cerimonia o una registrazione all'Anagrafe, ma poi magari vengono formalizzati quando si arriva ai 18 anni. Di fatto, però, questo problema esiste. Esiste, allo stesso modo, all'interno di comunità immigrate e forse, in qualche caso, anche all'interno di qualche famiglia italiana vi è ancora il problema dei matrimoni imposti dalla famiglia e dalla mancanza di libertà delle donne e delle ragazze nel decidere con chi stabilire un rapporto di coppia ed un matrimonio. Purtroppo, negli anni scorsi, anche in Italia abbiamo avuto casi di ragazzine immigrate picchiate e, in qualche caso, uccise dalla famiglia per aver rifiutato un matrimonio combinato. Tutto questo fa parte dei normali problemi di integrazione. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Consiglieri, vi chiedo un po' di silenzio, perché faccio fatica a seguire l'intervento del Consigliere Bertola. Prego, Consigliere Bertola. BERTOLA Vittorio Come dicevo, questo fa sicuramente parte dei normali problemi di integrazione, dato che abbiamo flussi migratori da parti del mondo dove queste pratiche dei matrimoni forzati sono non solo legali, ma molti comuni, come quella dell'infibulazione; ce ne sono sicuramente molte. Forse quello che potremmo fare è cercare di capire concretamente come accorgerci di questi fenomeni nella nostra città (perché, purtroppo, avvengono in gruppi sociali con cui la città fa fatica a dialogare e ad avere un rapporto continuativo) e che cosa potremmo fare per comprendere quello che accade nella nostra stessa città; sicuramente questo, per la prossima attività, sarà qualcosa forse anche più concretamente utile della proposta di ordine del giorno, che, ripeto, ben venga, ma temo che il nostro Governo non si farà smobilitare da un nostro ordine del giorno. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) La parola al Consigliere Centillo. CENTILLO Maria Lucia Il Consigliere Marrone è dietro di me e spero che mi ascolti anche se non lo guarderò in faccia. Voglio fare il mio intervento come se l'intervento del Consigliere Marrone non fosse una provocazione, né rispetto al famoso Mustafa, né tanto meno rispetto al merito della proposta di ordine del giorno; tutti noi sappiamo (il Consigliere Bertola, la sottoscritta, la Consigliera Onofri ed il Consigliere Marrone, per considerare chi è intervenuto in questo dibattito fino ad ora) che su tutta una serie di questioni apparentemente non di competenza della Città di Torino, ma che riguardano importanti temi politici (penso alle unioni civili, alla guerra in Iraq, al Papa e a tantissimi altri temi), ci siamo trovati più volte ad utilizzare un istituto importante, che è quello dell'ordine del giorno, ciascuno dalla propria parte, probabilmente per fare delle affermazioni che andassero nella direzione di sensibilizzare o, comunque, di prendere una posizione. Oggi, con questa proposta di ordine del giorno chiediamo al Governo - la Giunta non è neanche citata - di farsi carico di un problema internazionale. Oltre ai numeri e ai dati presenti nella proposta di ordine del giorno, vi chiederò di ascoltare due righe di un comunicato che è arrivato pochi giorni fa; non credo che sia arrivato soltanto a me, perché, come me, tanti altri hanno avuto contatti con l'Associazione della Resistenza Iraniana, in quanto il Consiglio Comunale da anni ha deliberato la possibilità di partecipare al raduno internazionale. Molti lo avranno ricevuto, io l'ho letto e mi ha colpito moltissimo il problema delle spose bambine in Iran e della pedofilia istituzionalizzata in un Paese con cui abbiamo anche rapporti di tipo commerciale. Che cosa pensiamo che si possa fare? Noi chiediamo al Governo di intervenire in materia. Questa è la Città che, pochi giorni fa, ha ospitato un importantissimo vertice mondiale, è una Città che ha grandi rapporti con l'Organizzazione delle Nazioni Unite e credo che anche questo aspetto non sia indifferente rispetto al fatto che nasce qui una proposta che chiede di superare questo problema, anche se sarà molto difficile. Abbiamo presentato anche un ordine del giorno contro la violenza in India e, se ricordo bene, lo abbiamo approvato ad ampissima maggioranza; ritengo quindi che ci siano dei momenti in cui si deve prendere posizione. Oggi, noi vogliamo prendere posizione contro il problema delle spose bambine, che è un fatto che si verifica ancora nel mondo, e, se volete, è l'altra faccia di una medaglia che riguarda anche la nostra popolazione (italiana, torinese, eccetera), perché sappiamo che c'è il turismo sessuale (per arrivare alle bambine), così come sappiamo che l'età della tratta si abbassa continuamente e, proprio recentemente, sono arrivate delle situazioni di questo genere. Non avendo più tempo a disposizione, vi invito - lo girerò al Presidente del Consiglio Comunale - a leggere, qualora non lo aveste già fatto, l'appunto che ci ha mandato il responsabile dell'Associazione con cui il Consiglio Comunale ha più volte collaborato. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) La parola al Consigliere Magliano. MAGLIANO Silvio Ringrazio le Colleghe, ma, da questo punto di vista, mi sarebbe piaciuta una maggiore forza nel "considerato che" e nel "sollecita", anche partendo dalle tradizioni e dalle culture sottostanti a questi atti. Come dice anche l'ONU, questi fatti accadono spesso in regioni in cui, dal punto di vista della religione, questo è permesso e non viene contrastato. Lo dico perché, se andiamo a vedere gli Stati in cui questo accade, da questo punto di vista non abbiamo una condanna da parte dei loro esponenti religiosi e, secondo me, questo poteva essere un tema, perché forse avremmo anche potuto chiedere ai rappresentanti dell'Islam moderato di prendere una posizione rispetto a ciò. Le testimonianze a cui faceva riferimento la Consigliera Centillo sono impressionanti, perché, tra l'altro, una delle cose che viene riportata riguarda anche i danni permanenti che queste bambine avranno quando saranno donne. È anche vero che dovremmo avere il coraggio di dire qual è la cultura sottostante che permette che questo accada e condannare il fatto che chi arriva da quella cultura rivendichi un determinato modo di vivere le proprie scelte religiose, perché non possiamo permettere che questo venga considerato come un fatto normale. Mi sarebbe piaciuto che, da questo punto di vista, le istituzioni mondiali chiedessero anche un rinnovamento. Spesso la politica chiede che vi sia un'attività di progresso e progressista anche rispetto ad alcune istituzioni legate alla religione, per cui mi sarei aspettato anche questo. Mi aspetto e mi auguro che le Consigliere Onofri e Centillo, vista l'attenzione che pongono spesso sul tema delle donne, abbiano quanto prima lo stesso coraggio e presentino un atto molto simile che vada ad accusare, stigmatizzare e a chiedere la stessa tipologia di fermezza per quanto accade in India, dove alle bambine della stessa età viene chiesto di partorire almeno 8 bambini in 10 anni. A me interessa che questo venga fatto, perché sappiamo esattamente il motivo per cui quelle bambine partoriscono 8 bambini: evidentemente non sono figli loro, ma si tratta della formula dell'utero in affitto di cui si fa uso in quei Paesi (innanzitutto in India). C'è un business incredibile e a tal proposito - lo dico subito alle Consigliere Onofri e Centillo - sottoscriverò l'atto il secondo dopo che l'avrete preparato, perché lo sfruttamento della donna è anche quello ed è uno sfruttamento che, spesso e volentieri, viene fatto da ricchi del mondo occidentale che usano delle bambine per avere dei bambini loro. Quindi, oltre a questo tema, da questo punto di vista mi piacerebbe intervenire anche sull'altro. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) La parola al Consigliere Curto. CURTO Michele Ho assistito alla discussione su questo atto nella Commissione Diritti e Pari Opportunità e lo voteremo perché il testo è completamente condivisibile e poi penso che non ci sia nulla di male, anzi, che sia necessario che il Consiglio Comunale, come diceva giustamente la Consigliera Centillo prima, si esprima e prenda una posizione su un tema così importante. Non posso però esimermi da una critica che non è politica, ma è di sostanza, alla Giunta di questa Città, perché sinceramente credo che questo tema riguardi il governo di questa Città, in quanto non è soltanto un tema che sta dall'altra parte del mondo e che riguarda altri territori ed altre persone. Questo è un tema che riguarda le periferie della nostra Città, che riguarda soprattutto le popolazioni immigrate e la parte più povera di chi risiede, regolarmente o irregolarmente, nella nostra Città. Quindi, secondo me sarebbe stato importante che ci fosse una presenza non formale da parte della Giunta su una sollecitazione di questo tipo. Sono molto preoccupato ed amareggiato rispetto al lavoro che l'Amministrazione Comunale sta facendo per esempio sul tema delle popolazioni rom, perché è stata approvata una deliberazione di iniziativa consiliare che diceva alcune cose, ma ne stanno capitando delle altre. Non è possibile che - in quel caso, ma anche in questo caso - il Consiglio si ponga dei temi così importanti e profondi di inclusione sociale, mentre il governo della Città si riduca semplicemente al lifting urbano, alla pulizia di una parte della nostra città ed alla riqualificazione urbana, rinunciando all'emersione umana; è questo il punto. Mi rivolgo anche ai Consiglieri ed alle Consigliere del Partito Democratico, a cominciare dalle due proponenti: credo che, oggi, questo atto vada approvato - noi lo voteremo -, ma penso che, per esempio, nella Commissione Diritti e Pari Opportunità si debba rapidamente - l'ho già sollecitato e la Consigliera lo ricorderà - affrontare il tema delle pari opportunità dei bambini e delle bambine di questa città, perché ritengo che, da questo punto di vista, ci sia una distanza sempre più grande e temo che l'azione dell'Amministrazione non sia sempre finalizzata - sul tema delle spose bambine, così come sul tema dei diritti di cittadinanza di quelle bambine e di quei bambini - a ridurre questa distanza. Mi riferisco, in particolare, al tema delle donne e degli uomini, ma soprattutto alle bambine ed ai bambini di Lungo Stura Lazio. La verità è che quello che era un progetto, un'azione, un'iniziativa per l'inclusione sociale rischia di terminare semplicemente con la ricollocazione organizzata di un po' di famiglie dall'irregolare all'irregolare, passando per la Romania o per le case affittate a qualche privato di questa Città. Credo che questo sia un tema di cui dobbiamo occuparci rapidamente, perché, altrimenti, il rischio è che vada in una forte contraddizione, non voluta - questo lo riconosco alle due firmatarie, anzi il merito di questo atto è loro -, fra quello che diciamo e quello che, nel bene o nel male, poi fa il governo di questa Città. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione la proposta di ordine del giorno: presenti 23, astenuti nessuno, contrari nessuno, favorevoli 23. La proposta di ordine del giorno è approvata. |