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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 26 Ottobre 2015 ore 10,00
Paragrafo n. 22
ORDINE DEL GIORNO 2015-04420
(ODG N. 13/2015) "RICHIESTA DI GRAZIA AL RE DELL'ARABIA SAUDITA PER ALI MOHAMMED BAQIR AL-NIMR" PRESENTATA DAI CONSIGLIERI ONOFRI ED ALTRI IN DATA 28 SETTEMBRE 2015.
Interventi

PORCINO Giovanni (Presidente)
Passiamo all'esame della seguente proposta di ordine del giorno n. mecc.
201504420/002, presentata in data 28 settembre 2015, avente per oggetto:

"Richiesta di grazia al Re dell'Arabia Saudita per Ali Mohammed Baqir Al-Nimr"

PORCINO Giovanni (Presidente)
Questo provvedimento è in Aula ai sensi dell'articolo 93.
La parola alla Consigliera Onofri.

ONOFRI Laura
Credo che tutti siano informati su questa vicenda, visto quanto rilievo è stato dato
giustamente dall'informazione. Questo ragazzo, Ali Mohammed Baqir Al-Nimr, è
stato arrestato all'età di 17 anni e condotto nei carceri di Dammam, una città
dell'Arabia Saudita, in cui gli è stata estorta una confessione con la tortura.
Quindi, tutte le organizzazioni internazionali si sono mosse per chiedere la grazia,
perché sicuramente l'Arabia Saudita, come quasi tutti gli Stati che fanno parte
dell'ONU, hanno firmato la Convenzione internazionale sui diritti dell'infanzia e
dell'adolescenza.
In forza di questa Convenzione, le persone condannate per crimini commessi quando
erano minorenni non possono essere condannate a morte. Oltre a questo, sappiamo
benissimo tutti i problemi (perché ne abbiamo parlato anche in quest'Aula) che ci
sono in Arabia Saudita per la violazione dei diritti umani.
Considerato che la Corte Penale Speciale dell'Arabia Saudita e la Corte Suprema
hanno confermato questa sentenza capitale nei confronti di questo ragazzo, che era
minorenne quando è stato arrestato, con questa proposta di ordine del giorno chiedo
al nostro Ministero degli Esteri di attivare tutti i canali internazionali per richiedere al
Re dell'Arabia Saudita di annullare la condanna a morte nei confronti di questo
ragazzo e di garantire che sia sottoposto a un processo equo, in linea con il diritto
internazionale, che non si concluda con la pena capitale, indipendentemente
dall'indagine che sarà effettuata, proprio perché minore nel momento in cui aveva
commesso il fatto.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola al Consigliere Trombotto.

TROMBOTTO Maurizio
Il voto a questa proposta di ordine del giorno sarà ovviamente favorevole. Mi fa
piacere che la discussione e la votazione di questo documento anticipi la proposta di
mozione che mi vede come secondo firmatario, dopo il Consigliere Viale, sul no
all'ipotesi dell'Arabia Saudita come ospite d'onore del Salone del Libro 2016. Ora, è
ovvio che la vicenda specifica in sé, cioè per la prossima edizione del Salone del
Libro, è superata; ho visto che il Consigliere Viale ha presentato un emendamento
per mantenere tuttora la validità della proposta di mozione.
Mi fa piacere che alcune Consigliere e alcuni Consiglieri, che durante la discussione
avevano fatto spallucce rispetto al fatto che noi ritenevamo scandaloso (il Consigliere
Marrone, il sottoscritto e altri, ma evidentemente non l'intera Aula) il fatto che
l'Arabia Saudita potesse essere considerata ospite d'onore al Salone del Libro,
nell'arco di alcune settimane abbiano mutato opinione o, perlomeno, abbiano evoluto
la propria opinione.
Questo è importante, perché se è un intero Consiglio, non solo una parte, a convenire
sul fatto che il regime dell'Arabia Saudita sia un regime antidemocratico, tirannico,
vessatorio, per il quale sarebbe opportuno non intrattenere relazioni e rapporti, è un
fatto positivo ed è un passo in avanti, perché non si scopre da oggi che in quel Paese
vi sono persone che vengono condannate a morte per motivazioni che sono del tutto
discutibili, al di là del fatto che la condanna a morte, in sé, dovrebbe essere rifiutata e
rigettata da tutti coloro che sono persone democratiche.
Quindi, ringraziando i Consiglieri che hanno ritenuto di proporre questa proposta di
ordine del giorno, che personalmente ritengo complementare alla proposta di
mozione che segue, ribadisco il voto certamente favorevole.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola alla Consigliera Onofri.

ONOFRI Laura
Vorrei scindere assolutamente le due vicende, anche perché le parole del Consigliere
Trombotto farebbero capire che c'è stato un ripensamento, ma almeno da parte mia
non c'è stato, nel senso che io continuo a sottolineare l'importanza di dialogare,
perché se no non dovremmo dialogare più con nessuno, e potremmo anche non
invitare più nessuno, perché, purtroppo, al giorno d'oggi, è ancora molto lunga la
lista dei Paesi che, oltre ad ammettere, praticano la pena capitale anche su minorenni.
Quindi, al di là della vicenda del Salone del Libro (le cui decisioni saranno prese in
ambito del Salone del Libro, quindi non voglio qui rinfocolare una vicenda), in linea
generale continuo a essere fermamente convinta che non si pongono dei veti, ma si
dialoga. Ed è proprio questo, il fatto di poter fare delle azioni positive, nel momento
in cui questi Paesi sono invitati a dei convegni, in cui poter discutere con loro proprio
delle violazioni dei diritti umani; cosa che invece non succede se c'è un separatismo
e se quindi non possiamo neanche dialogare.
Credo che questa non sia una forma per progredire e per cercare di abbattere queste
violazioni, che non è che noi non le vediamo, anzi le denunciamo. Io sono sempre la
prima (a volte mi sembra di essere anche un po' invasiva) a presentare queste
proposte di ordine del giorno, proprio per sottolineare sempre quando ci sono questi
problemi. Mi sembra, quindi, che le due discussioni vadano tenute separate.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola al Consigliere Marrone.

MARRONE Maurizio
Annunciando il mio voto favorevole su questa proposta di ordine del giorno, perché
su queste cose tendenzialmente non bisognerebbe cambiare idea, sono costretto però
- per l'intervento del Consigliere Trombotto - a fare anche io un passaggio sulla
questione del Salone del Libro.
La Consigliera Onofri adesso ha chiarito la sua posizione, però vorrei ricordare che
quando noi abbiamo posto il problema dell'Arabia Saudita ospite d'onore al Salone
del Libro, le esecuzioni capitali avvenivano già in Arabia Saudita, non se le sono
inventate dopo che io e i Consiglieri Trombotto e Viale abbiamo detto che sarebbe il
caso di ragionarci su. Non è stata una reazione a questa nostra richiesta, le fanno da
secoli e non hanno mai smesso.
Sinceramente sono rimasto basito che rispetto a un primo momento di dibattito in cui
noi sembravamo degli oscurantisti solo perché riaffermavamo la centralità di un
principio molto semplice, cioè che si può e si deve dialogare con gli intellettuali
liberi delle altre culture, ma non si dialoga e non si dà legittimazione ai regimi di altri
Paesi, perché c'è una differenza basilare tra questi due concetti.
Il paradosso è vedere poi sui giornali - ma non per l'irritazione di aver visto del tutto
negata la primogenitura di questa iniziativa trasversale, che però c'era stata
coraggiosamente prima che si imponesse nel dibattito culturale, ma al netto di questa
che è un rudimento del tutto personale, che può anche legittimamente non interessare
a quest'Aula - il Sindaco e proprio chi era già intervenuto addirittura difendendo la
decisione dell'Arabia Saudita ospite d'onore, cambiare assolutamente posizione.
Questo ce lo ricordiamo benissimo, perché lo stesso concetto che la Consigliera
Onofri ha coraggiosamente ribadito ancora oggi, io me lo ricordo in un intervento del
Sindaco in Aula, a verbale. Poi - secondo quanto riportato sui giornali - viene
scoperto che lì ci sono le esecuzioni capitali, guarda caso dopo che il C.d.A....
(INTERVENTO FUORI MICROFONO). No, era su questo, erano due dibattiti
diversi, era una mia richiesta di comunicazioni.
Dal momento in cui il C.d.A. e i nuovi vertici del Salone hanno annunciato di aver
cambiato idea, allora - guarda caso - il Sindaco, il Governatore Chiamparino, tutti
scoprono che non andava bene invitare l'Arabia Saudita Paese ospite.
(INTERVENTO FUORI MICROFONO). Non si può cambiare parere da un giorno
all'altro su temi così fondamentali o, quantomeno, allora bisogna avere l'onestà
intellettuale di dire avevamo sbagliato.
Io sono contento che il risultato sia quello, e per il peso che può avere (temo poco) va
bene anche votare quest'atto di indirizzo di intervento internazionale. Però, quello
che richiamo è una grande fermezza sulle posizioni, perché devono essere percorse
con coerenza dall'inizio alla fine. Non c'è stato nessun elemento di novità rispetto a
questo nuovo problema di rischio di esecuzione capitale, perché c'erano prima e
temo che ci saranno ancora in futuro. Ma a fronte di un regime che viola così
palesemente - e lo rivendica - i diritti umani, la posizione deve essere una e deve
essere coerente nel tempo: no ai regimi, sì agli intellettuali liberi.

PORCINO Giovanni (Presidente)
Consiglieri, ricordo che stavamo discutendo di una richiesta di grazia e non del
Salone del Libro, che è oggetto di una diversa proposta di mozione.
La parola al Consigliere Cassiani.

CASSIANI Luca
Fortunatamente questa vicenda mi consente non soltanto di intervenire su quanto ha
detto il Sindaco in quell'occasione, che è poco rilevante, ma è rilevante che la
discussione specifica del 25 maggio, tenuta in Consiglio Comunale, sulla richiesta di
comunicazioni presentata dal Consigliere Marrone ("Comunicazioni del Sindaco
sull'Arabia Saudita ospite al Salone del Libro 2016 - 2017 l'ISIS?"), ha visto la
risposta dell'Assessore Braccialarghe che, in sostanza, ha ribadito quanto ha detto
poco fa la Consigliera Onofri, che io condivido; cioè in quell'occasione si disse che
la Città non può e non deve chiudersi rispetto al rapporto con quei Paesi; tant'è che
in quell'occasione sono stati citati, non solo dall'Assessore, ma anche da molti
componenti della maggioranza, i rapporti storici che la Città ha con i Paesi...
(INTERVENTO FUORI MICROFONO). Io leggo la stampa, ma leggo anche i
verbali, Consigliere Marrone. Ha fatto confusione e ci può stare, capita. La sua
sfortuna è stata che io mi sono fatto stampare questo verbale e ce l'ho, perché siamo
partiti da quello per la discussione sull'Arabia Saudita al Salone; poi abbiamo fatto
un'altra discussione molto ampia in questo Consiglio riguardante invece la presenza
a Torino di molti Paesi islamici che facevano un forum economico, nel quale ci fu un
episodio che tutti ricordate e sul quale non vorrei tornare.
Quindi, per capirci, Consigliere Marrone (lo dico anche al Consigliere Trombotto),
se si vuole ipocritamente utilizzare il tema della pena di morte, allora bisogna
guardarci nelle palle degli occhi, perché Cina, Giappone, Stati Uniti, la Russia per
quanto riguarda l'omofobia, in cui anche se non viene messa in pratica, nella sua
Costituzione esiste la pena di morte; gli Stati Uniti continuano ogni giorno purtroppo
a darci segnali, da questo punto di vista, non di particolare apertura.
Ma non per questo qualcuno di noi ha chiesto di non invitarli nelle manifestazioni
culturali, nelle manifestazioni sul libro e quant'altro. Scevri dall'ipocrisia, diciamo
anche che Torino ha una tradizione fortissima, che sta molto stringendo in questi
anni, rispetto ai rapporti con i Paesi islamici, dal punto di vista economico, culturale,
artistico, con mostre che vengono svolte in quei Paesi, che a loro volta vengono da
noi a vedere le nostre.
Per cui, se vogliamo dire che gli affari si possono fare, però poi quando si tratta di
invitarli da qualche parte non va bene, è un conto; se si vuole usare il tema che usava
il Consigliere Trombotto, un po' ipocritamente, secondo me (non me ne voglia, non è
un attacco personale, ma a quello che ha detto), l'ipocrisia sta in questo: finché
facciamo gli affari con i Paesi Arabi, possiamo farli. (INTERVENTO FUORI
MICROFONO). Non lei, la Città, gli imprenditori, gli economisti, i professori
universitari che vanno in quei Paesi, che a loro volta mandano da noi i loro; i nostri
Assessori che vengono invitati (recentissimamente a Doha, a Dubai) in quei Paesi
che hanno quel tipo di posizioni culturale; anche a Riad, nell'Arabia Saudita, e non è
la prima volta; e lo dimostra il World Economic Forum dei Paesi islamici tenuto a
Torino, con la Camera di Commercio, organizzato dalla Città.
Se vogliamo dire che quando si tratta di soldi, di petrolio, di affari, di costruzioni o di
nostre imprese in quei Paesi, tutto va bene e chiudiamo un occhio, mentre quando
invece bisogna invitarli non dico come ospiti d'onore, ripeto, ma come ospiti in una
manifestazione culturale che ha come punto di riferimento fondamentale la
tolleranza, il rispetto tra le persone, il rispetto per i Paesi che la pensano anche
diversamente da noi, e si fa questa demagogia, io non sono d'accordo.
All'epoca lo dissi, ed è a verbale, che ero d'accordo nell'invitare l'Arabia Saudita
insieme ad altri Paesi, come sono d'accordo ad invitare il Giappone, la Cina e sono
d'accordo che i licei della nostra Città abbiano rapporti quotidiani e continui con la
Cina, che, come tutti sapete, è il Paese che ha più esecuzioni al mondo: circa 5.800
all'anno. Se vogliamo quindi tapparci gli occhi soltanto di fronte a ciò che non
interessa è un conto, diversamente gli ambasciatori di quel Paese sono sempre stati
ricevuti da tutti i Governi, di destra o di sinistra, di questo Paese.
Vi prego di utilizzare questo tipo di argomento, ma dategli un fondamento più di
merito perché altrimenti è soltanto demagogia.

PORCINO Giovanni (Presidente)
(INTERVENTO FUORI MICROFONO). Consigliere, sono valutazioni politiche,
non attiene a fatto personale. Se le do la parola, apriamo una girandola di venti
precisazioni, ognuno ha detto quello che voleva.
Colleghi, vi chiedo la cortesia di andare al voto. (INTERVENTO FUORI
MICROFONO). Interveniamo nell'ordine, ognuno dice quello che ritiene e
ovviamente ne risponde. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Grazie della
consulenza, Consigliere Liardo, ma rimango fermo sulla posizione.
Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione la proposta di ordine
del giorno:
Presenti 30, favorevoli 30.
La proposta di ordine del giorno è approvata.

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