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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 19 Ottobre 2015 ore 10,00
Paragrafo n. 27
MOZIONE 2015-03070
"ESPULSIONE DAL TERRITORIO COMUNALE DI CITTADINI EXTRACOMUNITARI PRIVI DI CERTIFICATO SANITARIO" PRESENTATA DALLA CONSIGLIERA AMBROGIO IN DATA 13 LUGLIO 2015.
Interventi

PORCINO Giovanni (Presidente)
Passiamo all'esame della seguente proposta di mozione n. mecc. 201503070/002,
presentata in data 13 luglio 2015, avente per oggetto:

"Espulsione dal territorio comunale di cittadini extracomunitari
privi di certificato sanitario"

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola alla Consigliera Ambrogio.

AMBROGIO Paola
Approfitto della presenza del Sindaco perché questa proposta di mozione si riferisce
ovviamente a lui, in qualità di autorità sanitaria locale. Il provvedimento nasce dal
fenomeno sempre più diffuso dei flussi migratori che coinvolgono il nostro Paese, la
nostra regione e anche la Città di Torino.
Ci rivolgiamo al Sindaco, in qualità di autorità sanitaria locale, per preservare il più
possibile i cittadini torinesi dal rischio di un possibile contagio rispetto a delle
malattie che l'Organizzazione Mondiale della Sanità ritiene ancora presenti in certi
Paesi dell'Africa, dell'Asia e del Sud America.
Questa proposta di mozione chiede che le persone senza fissa dimora che transitano
nel nostro Paese siano in regola rispetto a questo certificato sanitario, che attesti la
negatività rispetto a delle malattie che oggi non sono presenti nel nostro Paese. Mi
riferisco alla diffusione della scabbia, della tubercolosi, dell'epidemie di Ebola, cioè
le malattie riferite dall'OMS.
Noi abbiamo il dovere di preservare i cittadini torinesi da questo rischio. Ci sono,
peraltro, altre Amministrazioni Comunali in Italia che hanno adottato ordinanze di
questo tipo. Io ritengo che anche nella nostra Città sia possibile procedere in questo
senso.
Questo non vuole essere un provvedimento polemico, vuole semplicemente
preservare i torinesi da un rischio possibile, attraverso l'emanazione di un'ordinanza
che preveda l'allontanamento dal territorio comunale di tutte quelle persone senza
fissa dimora che transitano sul nostro territorio comunale, che provengono da Paesi
in cui sono ancora presenti delle malattie che da noi non ci sono più, per evitare di
mettere a repentaglio l'intera comunità torinese.

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario)
La parola al Consigliere Trombotto.

TROMBOTTO Maurizio
Io sono Consigliere da poco più di un anno e ho avuto modo di conoscere la
Consigliera Ambrogio, la quale ha la mia stima, lo dico di modo che rimanga a
verbale. La ritengo una persona intelligente, tutto sommato equilibrata e cordiale. Per
cui, mi stupisco molto che abbia ritenuto di proporre questo atto e vorrei non aver
sentito le cose che ha detto.
Quindi, mi consenta questa espressione, senza alcuna acredine personale, perché poi
valgono le cose che ho detto in precedenza. Si vergogni. Si vergogni delle cose che
ha scritto e si vergogni delle cose che ha detto. Le consiglierei di leggere
"Sull'Oceano" di Edmondo de Amicis. Sono delle pagine veritiere, che illustrano
l'emigrazione italiana, anche dal Piemonte, oltre l'Atlantico. Se fossero stati applicati
(e in alcuni casi purtroppo vennero applicati) dei provvedimenti analoghi a quelli che
la Consigliera Ambrogio ha illustrato oggi, molti nostri connazionali che hanno
contribuito alla fortuna economica degli Stati Uniti non sarebbero entrati negli Stati
Uniti.
Mi rendo conto del fatto che ciascuno di noi appartiene a una parte politica, che si
esprimono delle idee, che si risponde a un partito. Però, invito la Consigliera a
riflettere bene sulle cose che ha detto, perché non sono adeguate alla sua intelligenza,
che io ritengo essere invece significativa. Ho avuto molte occasioni di ascoltare le
idee della Consigliera, anche in Commissione, per una volta anche di condividerle.
Ma questa proposta di mozione è da rigettare, è del tutto priva di umanità, è del tutto
priva di consapevolezza e di conoscenza storica, è del tutto priva di una visione, di
una consapevolezza dell'evoluzione ineluttabile del mondo, del fatto che la nostra
debba essere una società aperta, che non significa assolutamente accettare forme di
violazione delle Leggi.
Però, porre una questione di carattere sanitario, richiamando tra l'altro una malattia
come la scabbia diffusa spesso anche tra i nostri connazionali... forse la Consigliera
non lo sa, forse frequenta ambienti un po' troppo ristretti, forse un po' troppo elevati
come censo, non lo so. Chiedo alla Consigliera di valutare con attenzione le parole e
le chiedo anche di ritirare questa proposta di mozione, perché il fatto stesso che
alcuni Consiglieri poi la voteranno a favore, non fa onore a quegli stessi Consiglieri.
Concludo, invitando veramente la Consigliera Ambrogio a riflettere e a ritirare
questa proposta di mozione, così fa una migliore figura rispetto alla brutta figura che
ha fatto nel presentarla e nel ritenere anche di illustrarla oggi con le parole che ha
impiegato.

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario)
La parola al Consigliere Viale.

VIALE Silvio
È ovvio che si respinge una proposta di mozione che non ha nessun senso. Ne
approfitto per dire che le preoccupazioni legate alle malattie degli immigrati sono
veramente delle fantasie. Ed è soprattutto una fantasia pensare che lo spostamento
delle persone da un Paese all'altro debba essere limitato per quanto riguarda le
malattie, al di là di quelle che sono le quarantene e le vaccinazioni già previste. Se
fosse reciproco, gli italiani che non sono vaccinati o che non hanno la certificazione
per la TBC non potrebbero andare in gran parte del mondo, perché ci sono ancora
adesso molte zone immuni.
Non voglio entrare nel merito delle singole malattie, voglio semplicemente dire che il
certificato sanitario non esiste. Io potrei fare un certificato sanitario a tutti voi,
esattamente come potrei farlo per chi vuole fare attività sportiva, perché non ci sono
patologie in atto e non si vedono. Tant'è vero che dove non sono previste particolari
prescrizioni mediche di fare visite, esami e accertamenti, non c'è nessun motivo per
cui si debba vietare l'accesso a persone che non hanno evidenti patologie infettive in
atto.
In tal caso verrebbero emanati provvedimenti da parte del Sindaco, ma sui singoli
casi, singole epidemie, non preventivamente, perché altrimenti dovremmo vietare il
passaggio a Torino a quelli che arrivano da Pinerolo, come per esempio il
Consigliere Trombotto e l'Assessore Lubatti, così liberiamo anche dei posti.
Questo discorso va al pari con quello delle vaccinazioni, perché mi sembra che ogni
tanto si presentino delle proposte di mozione per moda (a volte lo faccio anche io),
perché oggi uno potrebbe dire di vietare l'accesso a Torino a chi non esibisce il
certificato di vaccinazione per le seguenti malattie; sarebbe legittimo, peraltro è stato
proposto recentemente di vietare l'iscrizione a scuola, ad esempio. Il problema esiste,
ma è un problema che si affronta neanche in modo demagogico o populista, ma in
modo antiscientifico e inutile, con dei bandi che vietano non le malattie, ma vogliono
vietare le persone.
È per questo che noi voteremo contro, perché siamo per controllare le malattie, per
prendere tutti i provvedimenti di restrizione necessari, ma non siamo per vietare
l'accesso agli individui in quanto persone.

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario)
La parola al Consigliere Sbriglio.

SBRIGLIO Giuseppe
Io chiedo all'Ufficio di Presidenza di valutare se questa proposta di mozione è un
documento accoglibile, nei minimi elementi essenziali, perché capisco che ci stiamo
avvicinando alla campagna elettorale, però di fatto tutti gli elementi introdotti in
questo provvedimento, quindi le varie frasi coordinate, portano a un messaggio che
secondo me va contro ogni valore anche costituzionale.
Presidente, io credo che il Consiglio Comunale di Torino non dovrebbe nemmeno
discutere un atto di questa natura. Non me ne voglia la Consigliera che ha presentato
questo documento, però io non concepisco un atto di questa natura nemmeno durante
una campagna elettorale. Non abbiamo mai pensato di utilizzare termini così
nemmeno nei confronti degli animali.
Quando leggo questa proposta di mozione mi preoccupo, perché siamo un Paese
dove c'è un'accoglienza forte, dove abbiamo dei principi, e i nostri padri costituenti
hanno lottato per questi principi. Pertanto, chiedo alla Presidenza di ritenere
irricevibile questa proposta di mozione, perché i messaggi che sono inseriti in questo
atto vanno contro ogni logica, contro la nostra Costituzione e contro ogni valore che
unanimemente è condiviso da tutte le forze politiche. Almeno così dovrebbe essere.

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario)
La parola alla Consigliera Centillo.

CENTILLO Maria Lucia
Discutere se questa proposta di mozione è irricevibile o assolutamente da bocciare è
una decisione che lascio all'Aula e alla Conferenza dei Capigruppo. Mi spiace molto
leggere un testo che ha questi presupposti, che viola la Costituzione, che viola anche
lo spirito umanitario. Vedo che la data di questo atto è il 13 luglio 2015, quindi prima
di quell'immagine del bambino siriano morto sulla spiaggia, che ha toccato le
coscienze anche più dure.
Voglio ricordare che il reato di clandestinità, che prevedeva il coinvolgimento degli
operatori sanitari nel denunciare il passaggio di eventuali clandestini, è stato non solo
modificato, ma rigettato da tutte le professioni sanitarie e da tutti gli uffici, che dal
punto di vista deontologico hanno come primo dovere quello di curare le persone.
Peraltro, anche sul piano di merito, quest'atto pone delle questioni che non sono
corrette, perché la scabbia, piuttosto che la pediculosi... qui dentro ciascuno di noi se
ha avuto un figlio o una figlia in una scuola materna può aver avuto il bambino o la
bambina che torna a casa con i pidocchi. Lo stesso discorso può succedere anche per
altre patologie.
Piuttosto è vero il contrario, che la gente che arriva qui negli anni - ce lo dimostrano i
numeri dell'epidemiologia - parte con un patrimonio di salute, perché partono i più
forti, e per alcune condizioni di vita spesso si ammalano, quindi perdono molto più
rapidamente il patrimonio di salute che si portano dietro, rispetto agli emigranti degli
anni Sessanta.
Se si deciderà di mettere in votazione questo atto ovviamente il nostro Gruppo voterà
convintamente no, consapevoli che dovremmo affrontare diversamente il tema,
perché se pensiamo alla maternità, se pensiamo al fatto che dobbiamo lavorare sulle
vaccinazioni, su altri temi di prevenzione e di promozione della salute, abbiamo
assolutamente bisogno di avere il Sindaco e tutti gli organismi istituzionali non dalla
parte degli stranieri, ma dalla parte della popolazione.
Non sono gli stranieri che non vaccinano i propri figli contro il morbillo, e oggi come
oggi c'è un bambino ogni 10.000 che viene ricoverato e un bambino ogni milione
che muore. È di questi giorni la morte di un bambino italiano per la mancata
vaccinazione di morbillo.
Quindi chiedo di ragionare su questi temi in termini scientifici e con sensibilità,
evitando di andare dietro a strumentalizzazioni che non fanno onore a chi secondo
me ha invece un'altra sensibilità.

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario)
La parola al Consigliere Marrone.

MARRONE Maurizio
Nella speranza che il Consigliere Viale alle mie spalle si zittisca, visto che la
premessa di metodo la dedico a lui, nella misura in cui non ha avuto gli attributi per
ripetere a verbale quello che stava dicendo fuori verbale, ricordando quella che
secondo uno slogan, di sicuro caro alla sua generazione, vedeva gli esponenti della
destra, nel loro auspicio, frequentare le fogne, replico (visto che lui non lo ha fatto a
verbale, lo faccio io) con una battuta: a Torino in quegli anni forse si doveva stare
nelle fogne perché troppi bar prendevano fuoco, e se i suoi ex compagni
dell'autonomia, nei dibattiti di oggi su Notarnicola, dicono che il Collega Viale
avrebbe un armadio pieno di scheletri bruciacchiati (lo dicono loro), forse qualcosa
effettivamente gli dovrebbe consigliare di non ripetere slogan così offensivi, che
riportano veramente anni bui.
Nel merito mi limito a dire questo. Io lo sapevo, e probabilmente lo sapeva anche la
Consigliera Ambrogio, che questa proposta di mozione non sarebbe stata approvata,
però ha avuto già solo prima della votazione un indiscutibile merito, cioè far
emergere tutto il campionario delle fesserie del centrosinistra su questo tema.
Qualunque altra qualificazione che non sia "fesseria" potrebbe essere addirittura un
complimento, perché si va dalla stupidaggine detta dal Consigliere di SEL, che cita
l'esempio degli Stati Uniti come modello di accoglienza indiscriminata, quando i
nostri connazionali venivano tenuti in quarantena a Ellis Island. Questo ha poi
consentito - perché c'era una reale selezione a monte - di realizzare un sistema di
integrazione che oggi vede i nostri connazionali ai vertici di quelle istituzioni, perché
era un percorso di integrazione completamente diverso, impostato su presupposti e
crismi di serietà e di selezione, che è esattamente quello che viene chiesto.
Forse qualcuno del PD vuole dipingere un'Amministrazione Comunale che recepisce
l'orientamento che chiede la Consigliera Ambrogio come la Berlino degli anni
Quaranta, ma in realtà questa ordinanza è stata assunta dal Sindaco di Alassio
nell'anno 2015, per cui si sta parlando... (INTERVENTO FUORI MICROFONO).
Non mi interessa da chi è governata, si tratta di un Sindaco che evidentemente ha a
cuore il livello di sanità della sua città.
Al qui presente Consigliere Viale - che è lo stesso che è stato richiamato dal suo
Ordine perché dava le ricette delle pillole del giorno dopo, fuori dalla scuola, alle
bambine minorenni; quindi, lezioni di deontologia le chiederei a qualcun altro del
settore sanitario - vorrei ricordare che in realtà la nostra città conosce già il problema
della diffusione di certe malattie per il flusso dell'immigrazione.
Vorrei anche ricordare all'ex Presidente della Circoscrizione 3, il Consigliere
Paolino, che durante l'occupazione della clinica San Paolo, i bagni pubblici vicini a
quel luogo, in quanto frequentati dagli immigrati, furono chiusi per la diffusione di
scabbia; se lo ricorderà, non è una leggenda metropolitana, è cronaca di questa città. I
bagni pubblici furono chiusi perché gli immigrati che occupavano la clinica San
Paolo vi avevano portato la scabbia.
Io questo me lo ricordo benissimo. Così come mi ricordo che nella gestione del
vostro SPRAR comunale, il Centro Fenoglio di Settimo Torinese ha un centro di
isolamento e di quarantena per la TBC, e ospita periodicamente 10-20 persone, in
isolamento, con quella patologia. Questo per dire che in realtà c'è un problema di
verifica delle condizioni sanitarie degli immigrati che vengono a Torino, soprattutto
in un contesto di completo caos relativo al trattamento, alla qualificazione e alla
certificazione di chi arriva in questa città.
Mi limito a concludere con questo. Se vi piace (si è capito di no), la votate; se non vi
piace, non la votate. Però non vi dovete permettere di dare dei pregiudizi morali su
questo atto di indirizzo che viene posto all'attenzione di questa Sala, perché proprio a
voi che ci date queste grandi lezioni di umanità vorrei ricordare (io avevo chiesto di
discuterne oggi) che - grazie al cielo, a mio modo di vedere - la vostra
Amministrazione, oggi, con la Prefettura, ha sgomberato con le ruspe il campo
nomadi abusivo di Lungo Stura Lazio. Quelli siete voi, quindi prima di venirci a dare
le lezioni di umanitarismo, cercate di ricordarvi dove vivete. Io lo so che Lungo
Stura Lazio è un po' lontano da qui, la vostra vista non arriva fino a lì; però, senza
sforzarvi troppo (l'ha notato il Consigliere Ricca) basta che girate l'angolo e
troverete una tendopoli di disperati accampati sul prato delle Porte Palatine.
Quindi, per favore, non date le patenti di umanitarismo, di civiltà progressista. Se le
date, non sapete dove vivete, perché prima dovete mettere in atto, con azioni
amministrative coerenti, questi illuminanti e illuminati principi di civiltà solidale.
Solo dopo, forse, vi potete permettere di dare patenti; fino ad allora forse la saggezza
vi consiglierebbe di tacere.

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario)
La parola al Consigliere Bertola.

BERTOLA Vittorio
Mi scuso se intervengo in questo dibattito che ormai è un po' degenerato su
qualunque aspetto, dagli slogan Anni Settanta ai campi nomadi; resterei al punto
della proposta di mozione presentata.
Credo che sia legittimo e anche corretto porre il problema di tutelare la salute
pubblica dalla possibilità di diffusione di malattie infettive che possono arrivare dagli
stranieri, come possono arrivare anche dagli italiani, quindi porrei il tema in generale
visto che purtroppo questo genere di malattie, almeno alcune, stanno riprendendo a
diffondersi. Ritengo, però, che la soluzione proposta, intanto, non sia legale perché
non credo che possiamo chiedere a una persona che cammina per la strada di provare
la sua salute, tanto più con un certificato che non esiste, perché non è detto che un
certificato prova che sono in salute: posso farmi visitare, posso trovare un medico
che dice che adesso non sono malato e poi tra cinque minuti esco e mi ammalo e il
certificato non vale più, quindi la proposta non sta proprio in piedi.
Se sul nostro territorio c'è una persona malata, per di più di una malattia pericolosa,
il nostro dovere è curarla e non mandarla via, proprio perché guarisca lei e non infetti
gli altri; dopodiché, se non ha titolo per stare perché è clandestino, lo possiamo
sicuramente rimpatriare, però non è possibile e anche trovo un po' sbagliato basarsi
sulla paura della diffusione di malattie per affrontare, invece, il tema
dell'immigrazione, che è complesso e va affrontato con una serietà maggiore.
Per questo motivo, il nostro voto sarà sicuramente contrario.

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario)
La parola al Consigliere Lospinuso.

LOSPINUSO Rocco
Non ho sentito tutto l'intervento del Consigliere Viale, però per sommi capi ho
capito cosa intendesse dire. Credo che sia un dibattito non sanitario ma più
ideologico. Intanto, non ho capito se per extracomunitari si intendono gli africani
oppure i cittadini dell'est, in genere tutti gli extracomunitari perché faremmo di
tutt'erba un fascio di patologie che in certi posti sono all'avanguardia rispetto a noi.
Chiedo scusa alla Consigliera Ambrogio, non ho capito se si tratta di extracomunitari
in generale oppure quelli che arrivano dall'Africa. (INTERVENTO FUORI
MICROFONO). Per la prima volta dissento, in genere sono d'accordo con le sue
interpellanze e mozioni, su questa dissento, non dal punto di vista medico, ma dal
punto di vista umano.
Se parliamo dal punto di vista ideologico, si sbaglia, perché negli Anni Trenta noi
vedevamo queste persone che arrivavano dall'Africa come persone ben accette, c'era
la canzone "Faccetta nera", si vedevano come persone a modo, perfette, che
potevano integrarsi, ma fatta in questo modo, secondo me, l'integrazione non avverrà
mai. Dal punto di vista sanitario ci sono delle logiche umane, ma soprattutto delle
logiche che rispondono ad organismi mondiali, come l'OMS, quindi non si può
disquisire tra vaccinazioni e non vaccinazioni. Quando si arriva nei posti più civili è
automatico che l'intervento sanitario deve essere subito a portata di mano per evitare
il contagio con gli altri, ma non vuol dire curare le persone mandandole via o
mettendole in quarantena.
Obiettivamente, dal punto di vista della ricerca, come diceva prima il Consigliere
Viale, ci sono tantissime malattie che non vengono neanche diagnosticate, le
cosiddette malattie acefale, che non vengono riconosciute perché si fanno delle
terapie preventive, noi usiamo il termine terapie ex juvantibus, che si curano senza
sapere esattamente di che patologia si tratta. Faccio un esempio molto semplice: la
sifilide, che una volta era conclamata con sintomi e segni particolari, adesso è quasi
scomparsa, sono scomparsi i sintomi ma la patologia c'è, non è più quella forma
aggressiva perché, in modo indiretto, anche per un mal di denti si prendono gli
antibiotici.
Credo che parlare in questo consesso, secondo me, Presidente, è più una forma
ideologica, lo ripeto, non credo che lei abbia in mente questo, forse ho capito male
io, Consigliera Ambrogio. Credo che la prevenzione venga fatta soprattutto per
coloro che arrivano, anche se noi quando andiamo lì esportiamo le nostre patologie
virali che non sono conosciute in determinati ambiti, diciamo africani, che sono
meno a contatto con noi, quindi rischiano molto di più. È più facile curare loro
perché sono meno resistenti di noi a tantissimi farmaci, anzi, dovremmo noi
preoccuparci di non contagiarli.
Quindi voterò no a questa mozione e ringrazio tutti i Colleghi.

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario)
La parola al Consigliere D'Amico.

D'AMICO Angelo
Credo che la Consigliera Ambrogio con questa mozione volesse evidenziare un
aspetto che va molto più in là di quello circoscritto della mozione stessa e cioè il
problema legato a questo ingresso sconsiderato che abbiamo in questi ultimi anni di
stranieri in Italia, questo però è un altro discorso, perché se questa voleva essere la
volontà, la mozione avrebbe dovuto avere un contenuto differente. Così facendo -
questo mi dispiace, cara Consigliera Ambrogio - non abbiamo fatto (e parlo come
centrodestra) che mostrare il fianco a questa parte di sinistra che approfitta di questi
nostri errori, ogni tanto, per poterci vomitare addosso di tutto, cosa che chiaramente
loro non possono permettersi perché loro stessi non sono all'altezza di tutte le
situazioni.
Ritengo però questa mozione non adeguata all'obiettivo che sono convinto lei si era
prefissa. Il problema è un altro, il problema sanitario va controllato e su quello non si
discute. Il problema che dobbiamo affrontare con forza, e su questo allora mi avrebbe
trovato d'accordo, è quello degli ingressi sconsiderati che la nostra nazione sta
accettando; purtroppo, sulla narrativa di questa mozione la mia coscienza non mi
permette di votare a favore.

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario)
La parola al Sindaco.

SINDACO
Naturalmente non esprimo valutazioni, men che meno di ordine morale, ma più in
generale in ordine alla mozione presentata.
È del tutto legittimo per ogni Consigliere presentare una mozione e scrivere quello
che il Consigliere ritiene e quindi credo che non stia nelle prerogative di nessuno
esprimere o censurare opinioni altrui.
Dico anch'io, naturalmente, che non condivido questa mozione e non la condivido
per una ragione molto semplice, a parte che ne sono già state dette altre: se riteniamo
che una persona non sia in possesso di un certificato sanitario e pensiamo che sia un
pericolo per la salute pubblica non è che risolviamo il problema mandandolo via da
Torino e facendolo andare da un'altra parte, perché semplicemente trasferiamo il
rischio per la salute pubblica altrove e non mi pare una grande soluzione. Se una
persona risulta non avere un certificato sanitario idoneo, si tratta di prendere i
provvedimenti per verificarne lo stato di salute, se è ammalata di sottoporlo,
naturalmente se c'è la volontà, alle cure necessarie per fare in modo di metterlo in
una condizione di salute sicura; a me sembra che questo sia semmai quello che ci
deve essere richiesto.
Se è una persona senza fissa dimora, intanto bisogna avere la possibilità di accertare
che sia così, e risulta non essere in possesso di documenti sanitari, la prima cosa da
fare è cercare di convincere questa persona a sottoporsi a tutti i controlli necessari
per accertare lo stato di salute, prima di tutto nel suo interesse prima ancora che nel
nostro ovviamente. Sulla base di questo, poi, verificare quali sono le misure che si
debbono adottare, però non credo che il problema sia semplicemente un
provvedimento amministrativo di allontanamento che rischia di non risolvere il
problema alla radice, laddove si manifesti e si presenti, per questa ragione non credo
che sia accettabile questa mozione.

PORCINO Giovanni (Presidente)
Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione la proposta di
mozione:
Presenti 35, astenuti 5, favorevoli 4, contrari 26.
La proposta di mozione è respinta.

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