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PORCINO Giovanni (Presidente) Passiamo all'esame della seguente proposta di mozione n. mecc. 201503070/002, presentata in data 13 luglio 2015, avente per oggetto: "Espulsione dal territorio comunale di cittadini extracomunitari privi di certificato sanitario" PORCINO Giovanni (Presidente) La parola alla Consigliera Ambrogio. AMBROGIO Paola Approfitto della presenza del Sindaco perché questa proposta di mozione si riferisce ovviamente a lui, in qualità di autorità sanitaria locale. Il provvedimento nasce dal fenomeno sempre più diffuso dei flussi migratori che coinvolgono il nostro Paese, la nostra regione e anche la Città di Torino. Ci rivolgiamo al Sindaco, in qualità di autorità sanitaria locale, per preservare il più possibile i cittadini torinesi dal rischio di un possibile contagio rispetto a delle malattie che l'Organizzazione Mondiale della Sanità ritiene ancora presenti in certi Paesi dell'Africa, dell'Asia e del Sud America. Questa proposta di mozione chiede che le persone senza fissa dimora che transitano nel nostro Paese siano in regola rispetto a questo certificato sanitario, che attesti la negatività rispetto a delle malattie che oggi non sono presenti nel nostro Paese. Mi riferisco alla diffusione della scabbia, della tubercolosi, dell'epidemie di Ebola, cioè le malattie riferite dall'OMS. Noi abbiamo il dovere di preservare i cittadini torinesi da questo rischio. Ci sono, peraltro, altre Amministrazioni Comunali in Italia che hanno adottato ordinanze di questo tipo. Io ritengo che anche nella nostra Città sia possibile procedere in questo senso. Questo non vuole essere un provvedimento polemico, vuole semplicemente preservare i torinesi da un rischio possibile, attraverso l'emanazione di un'ordinanza che preveda l'allontanamento dal territorio comunale di tutte quelle persone senza fissa dimora che transitano sul nostro territorio comunale, che provengono da Paesi in cui sono ancora presenti delle malattie che da noi non ci sono più, per evitare di mettere a repentaglio l'intera comunità torinese. MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario) La parola al Consigliere Trombotto. TROMBOTTO Maurizio Io sono Consigliere da poco più di un anno e ho avuto modo di conoscere la Consigliera Ambrogio, la quale ha la mia stima, lo dico di modo che rimanga a verbale. La ritengo una persona intelligente, tutto sommato equilibrata e cordiale. Per cui, mi stupisco molto che abbia ritenuto di proporre questo atto e vorrei non aver sentito le cose che ha detto. Quindi, mi consenta questa espressione, senza alcuna acredine personale, perché poi valgono le cose che ho detto in precedenza. Si vergogni. Si vergogni delle cose che ha scritto e si vergogni delle cose che ha detto. Le consiglierei di leggere "Sull'Oceano" di Edmondo de Amicis. Sono delle pagine veritiere, che illustrano l'emigrazione italiana, anche dal Piemonte, oltre l'Atlantico. Se fossero stati applicati (e in alcuni casi purtroppo vennero applicati) dei provvedimenti analoghi a quelli che la Consigliera Ambrogio ha illustrato oggi, molti nostri connazionali che hanno contribuito alla fortuna economica degli Stati Uniti non sarebbero entrati negli Stati Uniti. Mi rendo conto del fatto che ciascuno di noi appartiene a una parte politica, che si esprimono delle idee, che si risponde a un partito. Però, invito la Consigliera a riflettere bene sulle cose che ha detto, perché non sono adeguate alla sua intelligenza, che io ritengo essere invece significativa. Ho avuto molte occasioni di ascoltare le idee della Consigliera, anche in Commissione, per una volta anche di condividerle. Ma questa proposta di mozione è da rigettare, è del tutto priva di umanità, è del tutto priva di consapevolezza e di conoscenza storica, è del tutto priva di una visione, di una consapevolezza dell'evoluzione ineluttabile del mondo, del fatto che la nostra debba essere una società aperta, che non significa assolutamente accettare forme di violazione delle Leggi. Però, porre una questione di carattere sanitario, richiamando tra l'altro una malattia come la scabbia diffusa spesso anche tra i nostri connazionali... forse la Consigliera non lo sa, forse frequenta ambienti un po' troppo ristretti, forse un po' troppo elevati come censo, non lo so. Chiedo alla Consigliera di valutare con attenzione le parole e le chiedo anche di ritirare questa proposta di mozione, perché il fatto stesso che alcuni Consiglieri poi la voteranno a favore, non fa onore a quegli stessi Consiglieri. Concludo, invitando veramente la Consigliera Ambrogio a riflettere e a ritirare questa proposta di mozione, così fa una migliore figura rispetto alla brutta figura che ha fatto nel presentarla e nel ritenere anche di illustrarla oggi con le parole che ha impiegato. MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario) La parola al Consigliere Viale. VIALE Silvio È ovvio che si respinge una proposta di mozione che non ha nessun senso. Ne approfitto per dire che le preoccupazioni legate alle malattie degli immigrati sono veramente delle fantasie. Ed è soprattutto una fantasia pensare che lo spostamento delle persone da un Paese all'altro debba essere limitato per quanto riguarda le malattie, al di là di quelle che sono le quarantene e le vaccinazioni già previste. Se fosse reciproco, gli italiani che non sono vaccinati o che non hanno la certificazione per la TBC non potrebbero andare in gran parte del mondo, perché ci sono ancora adesso molte zone immuni. Non voglio entrare nel merito delle singole malattie, voglio semplicemente dire che il certificato sanitario non esiste. Io potrei fare un certificato sanitario a tutti voi, esattamente come potrei farlo per chi vuole fare attività sportiva, perché non ci sono patologie in atto e non si vedono. Tant'è vero che dove non sono previste particolari prescrizioni mediche di fare visite, esami e accertamenti, non c'è nessun motivo per cui si debba vietare l'accesso a persone che non hanno evidenti patologie infettive in atto. In tal caso verrebbero emanati provvedimenti da parte del Sindaco, ma sui singoli casi, singole epidemie, non preventivamente, perché altrimenti dovremmo vietare il passaggio a Torino a quelli che arrivano da Pinerolo, come per esempio il Consigliere Trombotto e l'Assessore Lubatti, così liberiamo anche dei posti. Questo discorso va al pari con quello delle vaccinazioni, perché mi sembra che ogni tanto si presentino delle proposte di mozione per moda (a volte lo faccio anche io), perché oggi uno potrebbe dire di vietare l'accesso a Torino a chi non esibisce il certificato di vaccinazione per le seguenti malattie; sarebbe legittimo, peraltro è stato proposto recentemente di vietare l'iscrizione a scuola, ad esempio. Il problema esiste, ma è un problema che si affronta neanche in modo demagogico o populista, ma in modo antiscientifico e inutile, con dei bandi che vietano non le malattie, ma vogliono vietare le persone. È per questo che noi voteremo contro, perché siamo per controllare le malattie, per prendere tutti i provvedimenti di restrizione necessari, ma non siamo per vietare l'accesso agli individui in quanto persone. MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario) La parola al Consigliere Sbriglio. SBRIGLIO Giuseppe Io chiedo all'Ufficio di Presidenza di valutare se questa proposta di mozione è un documento accoglibile, nei minimi elementi essenziali, perché capisco che ci stiamo avvicinando alla campagna elettorale, però di fatto tutti gli elementi introdotti in questo provvedimento, quindi le varie frasi coordinate, portano a un messaggio che secondo me va contro ogni valore anche costituzionale. Presidente, io credo che il Consiglio Comunale di Torino non dovrebbe nemmeno discutere un atto di questa natura. Non me ne voglia la Consigliera che ha presentato questo documento, però io non concepisco un atto di questa natura nemmeno durante una campagna elettorale. Non abbiamo mai pensato di utilizzare termini così nemmeno nei confronti degli animali. Quando leggo questa proposta di mozione mi preoccupo, perché siamo un Paese dove c'è un'accoglienza forte, dove abbiamo dei principi, e i nostri padri costituenti hanno lottato per questi principi. Pertanto, chiedo alla Presidenza di ritenere irricevibile questa proposta di mozione, perché i messaggi che sono inseriti in questo atto vanno contro ogni logica, contro la nostra Costituzione e contro ogni valore che unanimemente è condiviso da tutte le forze politiche. Almeno così dovrebbe essere. MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario) La parola alla Consigliera Centillo. CENTILLO Maria Lucia Discutere se questa proposta di mozione è irricevibile o assolutamente da bocciare è una decisione che lascio all'Aula e alla Conferenza dei Capigruppo. Mi spiace molto leggere un testo che ha questi presupposti, che viola la Costituzione, che viola anche lo spirito umanitario. Vedo che la data di questo atto è il 13 luglio 2015, quindi prima di quell'immagine del bambino siriano morto sulla spiaggia, che ha toccato le coscienze anche più dure. Voglio ricordare che il reato di clandestinità, che prevedeva il coinvolgimento degli operatori sanitari nel denunciare il passaggio di eventuali clandestini, è stato non solo modificato, ma rigettato da tutte le professioni sanitarie e da tutti gli uffici, che dal punto di vista deontologico hanno come primo dovere quello di curare le persone. Peraltro, anche sul piano di merito, quest'atto pone delle questioni che non sono corrette, perché la scabbia, piuttosto che la pediculosi... qui dentro ciascuno di noi se ha avuto un figlio o una figlia in una scuola materna può aver avuto il bambino o la bambina che torna a casa con i pidocchi. Lo stesso discorso può succedere anche per altre patologie. Piuttosto è vero il contrario, che la gente che arriva qui negli anni - ce lo dimostrano i numeri dell'epidemiologia - parte con un patrimonio di salute, perché partono i più forti, e per alcune condizioni di vita spesso si ammalano, quindi perdono molto più rapidamente il patrimonio di salute che si portano dietro, rispetto agli emigranti degli anni Sessanta. Se si deciderà di mettere in votazione questo atto ovviamente il nostro Gruppo voterà convintamente no, consapevoli che dovremmo affrontare diversamente il tema, perché se pensiamo alla maternità, se pensiamo al fatto che dobbiamo lavorare sulle vaccinazioni, su altri temi di prevenzione e di promozione della salute, abbiamo assolutamente bisogno di avere il Sindaco e tutti gli organismi istituzionali non dalla parte degli stranieri, ma dalla parte della popolazione. Non sono gli stranieri che non vaccinano i propri figli contro il morbillo, e oggi come oggi c'è un bambino ogni 10.000 che viene ricoverato e un bambino ogni milione che muore. È di questi giorni la morte di un bambino italiano per la mancata vaccinazione di morbillo. Quindi chiedo di ragionare su questi temi in termini scientifici e con sensibilità, evitando di andare dietro a strumentalizzazioni che non fanno onore a chi secondo me ha invece un'altra sensibilità. MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario) La parola al Consigliere Marrone. MARRONE Maurizio Nella speranza che il Consigliere Viale alle mie spalle si zittisca, visto che la premessa di metodo la dedico a lui, nella misura in cui non ha avuto gli attributi per ripetere a verbale quello che stava dicendo fuori verbale, ricordando quella che secondo uno slogan, di sicuro caro alla sua generazione, vedeva gli esponenti della destra, nel loro auspicio, frequentare le fogne, replico (visto che lui non lo ha fatto a verbale, lo faccio io) con una battuta: a Torino in quegli anni forse si doveva stare nelle fogne perché troppi bar prendevano fuoco, e se i suoi ex compagni dell'autonomia, nei dibattiti di oggi su Notarnicola, dicono che il Collega Viale avrebbe un armadio pieno di scheletri bruciacchiati (lo dicono loro), forse qualcosa effettivamente gli dovrebbe consigliare di non ripetere slogan così offensivi, che riportano veramente anni bui. Nel merito mi limito a dire questo. Io lo sapevo, e probabilmente lo sapeva anche la Consigliera Ambrogio, che questa proposta di mozione non sarebbe stata approvata, però ha avuto già solo prima della votazione un indiscutibile merito, cioè far emergere tutto il campionario delle fesserie del centrosinistra su questo tema. Qualunque altra qualificazione che non sia "fesseria" potrebbe essere addirittura un complimento, perché si va dalla stupidaggine detta dal Consigliere di SEL, che cita l'esempio degli Stati Uniti come modello di accoglienza indiscriminata, quando i nostri connazionali venivano tenuti in quarantena a Ellis Island. Questo ha poi consentito - perché c'era una reale selezione a monte - di realizzare un sistema di integrazione che oggi vede i nostri connazionali ai vertici di quelle istituzioni, perché era un percorso di integrazione completamente diverso, impostato su presupposti e crismi di serietà e di selezione, che è esattamente quello che viene chiesto. Forse qualcuno del PD vuole dipingere un'Amministrazione Comunale che recepisce l'orientamento che chiede la Consigliera Ambrogio come la Berlino degli anni Quaranta, ma in realtà questa ordinanza è stata assunta dal Sindaco di Alassio nell'anno 2015, per cui si sta parlando... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Non mi interessa da chi è governata, si tratta di un Sindaco che evidentemente ha a cuore il livello di sanità della sua città. Al qui presente Consigliere Viale - che è lo stesso che è stato richiamato dal suo Ordine perché dava le ricette delle pillole del giorno dopo, fuori dalla scuola, alle bambine minorenni; quindi, lezioni di deontologia le chiederei a qualcun altro del settore sanitario - vorrei ricordare che in realtà la nostra città conosce già il problema della diffusione di certe malattie per il flusso dell'immigrazione. Vorrei anche ricordare all'ex Presidente della Circoscrizione 3, il Consigliere Paolino, che durante l'occupazione della clinica San Paolo, i bagni pubblici vicini a quel luogo, in quanto frequentati dagli immigrati, furono chiusi per la diffusione di scabbia; se lo ricorderà, non è una leggenda metropolitana, è cronaca di questa città. I bagni pubblici furono chiusi perché gli immigrati che occupavano la clinica San Paolo vi avevano portato la scabbia. Io questo me lo ricordo benissimo. Così come mi ricordo che nella gestione del vostro SPRAR comunale, il Centro Fenoglio di Settimo Torinese ha un centro di isolamento e di quarantena per la TBC, e ospita periodicamente 10-20 persone, in isolamento, con quella patologia. Questo per dire che in realtà c'è un problema di verifica delle condizioni sanitarie degli immigrati che vengono a Torino, soprattutto in un contesto di completo caos relativo al trattamento, alla qualificazione e alla certificazione di chi arriva in questa città. Mi limito a concludere con questo. Se vi piace (si è capito di no), la votate; se non vi piace, non la votate. Però non vi dovete permettere di dare dei pregiudizi morali su questo atto di indirizzo che viene posto all'attenzione di questa Sala, perché proprio a voi che ci date queste grandi lezioni di umanità vorrei ricordare (io avevo chiesto di discuterne oggi) che - grazie al cielo, a mio modo di vedere - la vostra Amministrazione, oggi, con la Prefettura, ha sgomberato con le ruspe il campo nomadi abusivo di Lungo Stura Lazio. Quelli siete voi, quindi prima di venirci a dare le lezioni di umanitarismo, cercate di ricordarvi dove vivete. Io lo so che Lungo Stura Lazio è un po' lontano da qui, la vostra vista non arriva fino a lì; però, senza sforzarvi troppo (l'ha notato il Consigliere Ricca) basta che girate l'angolo e troverete una tendopoli di disperati accampati sul prato delle Porte Palatine. Quindi, per favore, non date le patenti di umanitarismo, di civiltà progressista. Se le date, non sapete dove vivete, perché prima dovete mettere in atto, con azioni amministrative coerenti, questi illuminanti e illuminati principi di civiltà solidale. Solo dopo, forse, vi potete permettere di dare patenti; fino ad allora forse la saggezza vi consiglierebbe di tacere. MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario) La parola al Consigliere Bertola. BERTOLA Vittorio Mi scuso se intervengo in questo dibattito che ormai è un po' degenerato su qualunque aspetto, dagli slogan Anni Settanta ai campi nomadi; resterei al punto della proposta di mozione presentata. Credo che sia legittimo e anche corretto porre il problema di tutelare la salute pubblica dalla possibilità di diffusione di malattie infettive che possono arrivare dagli stranieri, come possono arrivare anche dagli italiani, quindi porrei il tema in generale visto che purtroppo questo genere di malattie, almeno alcune, stanno riprendendo a diffondersi. Ritengo, però, che la soluzione proposta, intanto, non sia legale perché non credo che possiamo chiedere a una persona che cammina per la strada di provare la sua salute, tanto più con un certificato che non esiste, perché non è detto che un certificato prova che sono in salute: posso farmi visitare, posso trovare un medico che dice che adesso non sono malato e poi tra cinque minuti esco e mi ammalo e il certificato non vale più, quindi la proposta non sta proprio in piedi. Se sul nostro territorio c'è una persona malata, per di più di una malattia pericolosa, il nostro dovere è curarla e non mandarla via, proprio perché guarisca lei e non infetti gli altri; dopodiché, se non ha titolo per stare perché è clandestino, lo possiamo sicuramente rimpatriare, però non è possibile e anche trovo un po' sbagliato basarsi sulla paura della diffusione di malattie per affrontare, invece, il tema dell'immigrazione, che è complesso e va affrontato con una serietà maggiore. Per questo motivo, il nostro voto sarà sicuramente contrario. MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario) La parola al Consigliere Lospinuso. LOSPINUSO Rocco Non ho sentito tutto l'intervento del Consigliere Viale, però per sommi capi ho capito cosa intendesse dire. Credo che sia un dibattito non sanitario ma più ideologico. Intanto, non ho capito se per extracomunitari si intendono gli africani oppure i cittadini dell'est, in genere tutti gli extracomunitari perché faremmo di tutt'erba un fascio di patologie che in certi posti sono all'avanguardia rispetto a noi. Chiedo scusa alla Consigliera Ambrogio, non ho capito se si tratta di extracomunitari in generale oppure quelli che arrivano dall'Africa. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Per la prima volta dissento, in genere sono d'accordo con le sue interpellanze e mozioni, su questa dissento, non dal punto di vista medico, ma dal punto di vista umano. Se parliamo dal punto di vista ideologico, si sbaglia, perché negli Anni Trenta noi vedevamo queste persone che arrivavano dall'Africa come persone ben accette, c'era la canzone "Faccetta nera", si vedevano come persone a modo, perfette, che potevano integrarsi, ma fatta in questo modo, secondo me, l'integrazione non avverrà mai. Dal punto di vista sanitario ci sono delle logiche umane, ma soprattutto delle logiche che rispondono ad organismi mondiali, come l'OMS, quindi non si può disquisire tra vaccinazioni e non vaccinazioni. Quando si arriva nei posti più civili è automatico che l'intervento sanitario deve essere subito a portata di mano per evitare il contagio con gli altri, ma non vuol dire curare le persone mandandole via o mettendole in quarantena. Obiettivamente, dal punto di vista della ricerca, come diceva prima il Consigliere Viale, ci sono tantissime malattie che non vengono neanche diagnosticate, le cosiddette malattie acefale, che non vengono riconosciute perché si fanno delle terapie preventive, noi usiamo il termine terapie ex juvantibus, che si curano senza sapere esattamente di che patologia si tratta. Faccio un esempio molto semplice: la sifilide, che una volta era conclamata con sintomi e segni particolari, adesso è quasi scomparsa, sono scomparsi i sintomi ma la patologia c'è, non è più quella forma aggressiva perché, in modo indiretto, anche per un mal di denti si prendono gli antibiotici. Credo che parlare in questo consesso, secondo me, Presidente, è più una forma ideologica, lo ripeto, non credo che lei abbia in mente questo, forse ho capito male io, Consigliera Ambrogio. Credo che la prevenzione venga fatta soprattutto per coloro che arrivano, anche se noi quando andiamo lì esportiamo le nostre patologie virali che non sono conosciute in determinati ambiti, diciamo africani, che sono meno a contatto con noi, quindi rischiano molto di più. È più facile curare loro perché sono meno resistenti di noi a tantissimi farmaci, anzi, dovremmo noi preoccuparci di non contagiarli. Quindi voterò no a questa mozione e ringrazio tutti i Colleghi. MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario) La parola al Consigliere D'Amico. D'AMICO Angelo Credo che la Consigliera Ambrogio con questa mozione volesse evidenziare un aspetto che va molto più in là di quello circoscritto della mozione stessa e cioè il problema legato a questo ingresso sconsiderato che abbiamo in questi ultimi anni di stranieri in Italia, questo però è un altro discorso, perché se questa voleva essere la volontà, la mozione avrebbe dovuto avere un contenuto differente. Così facendo - questo mi dispiace, cara Consigliera Ambrogio - non abbiamo fatto (e parlo come centrodestra) che mostrare il fianco a questa parte di sinistra che approfitta di questi nostri errori, ogni tanto, per poterci vomitare addosso di tutto, cosa che chiaramente loro non possono permettersi perché loro stessi non sono all'altezza di tutte le situazioni. Ritengo però questa mozione non adeguata all'obiettivo che sono convinto lei si era prefissa. Il problema è un altro, il problema sanitario va controllato e su quello non si discute. Il problema che dobbiamo affrontare con forza, e su questo allora mi avrebbe trovato d'accordo, è quello degli ingressi sconsiderati che la nostra nazione sta accettando; purtroppo, sulla narrativa di questa mozione la mia coscienza non mi permette di votare a favore. MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario) La parola al Sindaco. SINDACO Naturalmente non esprimo valutazioni, men che meno di ordine morale, ma più in generale in ordine alla mozione presentata. È del tutto legittimo per ogni Consigliere presentare una mozione e scrivere quello che il Consigliere ritiene e quindi credo che non stia nelle prerogative di nessuno esprimere o censurare opinioni altrui. Dico anch'io, naturalmente, che non condivido questa mozione e non la condivido per una ragione molto semplice, a parte che ne sono già state dette altre: se riteniamo che una persona non sia in possesso di un certificato sanitario e pensiamo che sia un pericolo per la salute pubblica non è che risolviamo il problema mandandolo via da Torino e facendolo andare da un'altra parte, perché semplicemente trasferiamo il rischio per la salute pubblica altrove e non mi pare una grande soluzione. Se una persona risulta non avere un certificato sanitario idoneo, si tratta di prendere i provvedimenti per verificarne lo stato di salute, se è ammalata di sottoporlo, naturalmente se c'è la volontà, alle cure necessarie per fare in modo di metterlo in una condizione di salute sicura; a me sembra che questo sia semmai quello che ci deve essere richiesto. Se è una persona senza fissa dimora, intanto bisogna avere la possibilità di accertare che sia così, e risulta non essere in possesso di documenti sanitari, la prima cosa da fare è cercare di convincere questa persona a sottoporsi a tutti i controlli necessari per accertare lo stato di salute, prima di tutto nel suo interesse prima ancora che nel nostro ovviamente. Sulla base di questo, poi, verificare quali sono le misure che si debbono adottare, però non credo che il problema sia semplicemente un provvedimento amministrativo di allontanamento che rischia di non risolvere il problema alla radice, laddove si manifesti e si presenti, per questa ragione non credo che sia accettabile questa mozione. PORCINO Giovanni (Presidente) Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione la proposta di mozione: Presenti 35, astenuti 5, favorevoli 4, contrari 26. La proposta di mozione è respinta. |