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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 19 Ottobre 2015 ore 10,00
Paragrafo n. 16
DELIBERAZIONE (Giunta: proposta e urgenza) 2015-04153
RATIFICA ACCORDO DI PROGRAMMA PER L'AMPLIAMENTO DELLA LOCALIZZAZIONE EXTRAURBANA NON ADDENSATA L.2. CORSO ROMANIA, MEDIANTE MODIFICA DEI CRITERI DI PROGRAMMAZIONE DEGLI INSEDIAMENTI COMMERCIALI APPROVATI CON DELIBERAZIONE DEL CONSIGLIO COMUNALE DEL 9 MARZO 2015 (MECC. 2014 05623/016).
Interventi

PORCINO Giovanni (Presidente)
Passiamo all'esame congiunto della proposta di deliberazione n. mecc.
201504153/016, presentata dalla Giunta Comunale in data 29 settembre 2015, avente
per oggetto:

"Ratifica accordo di programma per l'ampliamento della localizzazione extraurbana
non addensata L.2. corso Romania, mediante modifica dei criteri di programmazione
degli insediamenti commerciali approvati con deliberazione del Consiglio Comunale
del 9 marzo 2015 (mecc. 201405623/016)".

e della proposta di mozione n. mecc. 201504905/002, presentata dai Consiglieri
Bertola ed Appendino in data 19 ottobre 2015, avente per oggetto:

"Accompagnamento alla deliberazione (mecc. 201504153/016) - Tutela
occupazionale presso il centro commerciale Auchan di corso Romania".

PORCINO Giovanni (Presidente)
Comunico che in data 14/10/2015 la competente Commissione ha rimesso il
provvedimento in Aula.
La parola, per l'illustrazione della proposta di deliberazione, all'Assessore Mangone.

MANGONE Domenico (Assessore)
La proposta di deliberazione è stata discussa ed approfondita in III Commissione.
Abbiamo provato ad inquadrare la questione: si tratta di un accordo di programma
che deve essere approvato anche dal Consiglio Comunale, come previsto dalla
normativa regionale quando si modifica una localizzazione cosiddetta L.2.. Questa è
una localizzazione L.2. già esistente di 170.000 metri quadrati, la cosiddetta L.2.
Romania, e alcuni proprietari di aree e di immobili che insistono su quell'area hanno
fatto la richiesta di un suo ampliamento. È da precisare che questa è una proposta di
deliberazione che ratifica un accordo di programma, ma non è assolutamente
autorizzativa, perché lascia impregiudicate le questioni urbanistiche ed edilizie per la
realizzazione di quanto è contenuto in questo atto. Questo accordo di programma
dovrà essere sottoscritto, oltre che dalla Città di Torino, dalla Regione Piemonte e
dalla Città Metropolitana, così come prevede la Legge. Quindi, oggi la sottoponiamo
a voi, unitamente alla documentazione allegata, cioè il protocollo di intesa e la
perimetrazione della L.2. (alla vecchia L.2. già esistente di corso Romania si
aggiunge questa ulteriore area). Vorrei sottolineare che le richieste che sono state
avanzate sono state parzialmente accolte ed è stata rigettata una delle aree che si era
richiesto di inserire in questa L.2. (si tratta di quella relativa alla parte nord della
stazione sud). Come dicevo, questo non sarà l'atto definitivo, ma è un presupposto
per le modifiche di carattere urbanistico ed edilizio per la realizzazione del
complesso.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola al Consigliere Bertola.

BERTOLA Vittorio
Non siamo favorevoli a questa proposta di deliberazione per i motivi già esposti in
Commissione. È vero che questa proposta di deliberazione è una parte forse quasi
formale della procedura che va avanti già da molti anni e che, purtroppo, è anche già
stata autorizzata in passato per l'ampliamento del centro commerciale di corso
Romania, per cui, sostanzialmente, l'unica cosa che fa questa proposta di
deliberazione è riorientare le aree, spostare la loro disposizione sul territorio e
spostare il futuro nuovo centro commerciale ipermercato Auchan allargato da
perpendicolare a parallelo a corso Romania. Già che c'è aggiunge altri 3.000 metri
quadrati in più di nuovi negozi (uno da 2.000 metri quadrati e uno da 1.000 metri
quadrati) e ormai sembrano dei negozietti, anche se 3.000 metri quadrati sono
sostanzialmente un altro ipermercato o quasi.
Il problema con questa proposta di deliberazione (che ci ha anche portato a
presentare una proposta di mozione di accompagnamento) è che non si capisce
questo interesse della società Gallerie Commerciali Italia, cioè Auchan, a perseguire
e quindi a continuare a spingere e a mandare avanti la procedura per questo nuovo
ampliamento, il cosiddetto raddoppio di Auchan, nel momento in cui la stessa società
dichiara uno stato di crisi ed è già da anni che cerca di lasciare a casa una parte
sostanziosa di dipendenti, più di un quarto; nello scorso mese di luglio sono usciti dal
solo ipermercato di corso Romania 40 persone, ma si parla di altre decine di esuberi,
e in tutta Italia c'è stato l'uso degli ammortizzatori pubblici per lasciare a casa 1.400
persone. Quindi, o l'ipermercato è in crisi e quindi la collettività deve sostenere il
personale, oppure, visto che gli affari vanno bene, si effettua questo allargamento del
centro commerciale e, in qualche modo, l'occupazione va mantenuta (non dico
aumentata, ma, perlomeno, ci si aspetta che venga mantenuta).
Abbiamo deciso di presentare una proposta di mozione di accompagnamento e, visto
che - come ci è stato detto - è il primo passaggio e che da qui alla fine della tornata
amministrativa arriverà una Variante Urbanistica per concedere l'ampliamento della
superficie commerciale (per cui, oltre all'autorizzazione commerciale che oggi viene
data, ci sarà bisogno di un'autorizzazione urbanistica), noi chiediamo che, da qui al
momento in cui arriverà la Variante, la Città interloquisca con l'azienda e faccia in
modo di trovare una tutela per l'occupazione e per garantire che non vengano lasciate
a casa altre persone, ma, visto che c'è un ampliamento, vengano riassorbite nel
futuro ampliamento o perlomeno venga mantenuto il livello occupazionale
attualmente raggiunto e che quindi non ci siano altri esuberi.
Speriamo che, al di là della valutazione sulla proposta di deliberazione (sulla quale
immagino che questa Aula si dividerà), il Consiglio possa almeno approvare
all'unanimità questa proposta di mozione per dare il segnale che non ci interessa
soltanto l'espansione della superficie commerciale, ma anche la tutela
dell'occupazione dei lavoratori dell'Auchan di corso Romania.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola al Consigliere Trombotto.

TROMBOTTO Maurizio
Assessore Mangone, colgo l'occasione della discussione di questa proposta di
deliberazione per porle una domanda più di carattere generale e spero che questa
domanda possa ricevere una risposta.

PORCINO Giovanni (Presidente)
Consigliere Trombotto, scusi se la interrompo, ma da questo lato non sentiamo nulla
e, quindi, chiedo ai Colleghi un po' di silenzio.
Prego, Consigliere Trombotto.

TROMBOTTO Maurizio
Spero che possa essere fornita una risposta che, a mio giudizio ovviamente (quindi, è
una valutazione di tipo soggettivo, lo riconosco), sia ritenuta soddisfacente. Da
quando sono entrato in Consiglio continuo - sarà sicuramente un mio limite - a non
capire quale sia la strategia commerciale di questa Amministrazione (quindi la sua
come Assessore e, più in generale, della Giunta), anche perché finora non ho avuto la
possibilità - e me ne dispiaccio - di partecipare ad una riunione per discutere questi
argomenti; non facendo parte della III Commissione sicuramente sconto il fatto che
l'Assessore avrà dato risposte soddisfacenti ed esaustive per quel che riguarda la
discussione di questa proposta di deliberazione, ma mi rimane questo dubbio
amletico, cioè se la Città di Torino abbia o meno una propria pianificazione
commerciale.
Ovviamente non mi riferisco al singolo esercizio di vicinato, anzi auspico che ve ne
siano di più di quelli attuali, soprattutto nelle zone periferiche della città, laddove in
alcune vie ci sono molte serrande abbassate, perché probabilmente riusciremmo
anche ad avere delle situazioni più sicure, visto che la presenza del commercio al
dettaglio può sicuramente contribuire, anche solo da un punto di vista psicologico
(ma forse anche non solo da questo punto di vista) a migliorare in qualche modo la
qualità della vita nei territori più periferici. Mi riferisco invece alla media e grande
distribuzione, quindi evidentemente anche a questa proposta di deliberazione.
Ho l'impressione - ma non me ne vogliano l'Assessore, il Sindaco e la Giunta - che
in qualche modo questa Amministrazione non faccia altro che prendere atto di quelle
che sono le richieste che legittimamente vengono avanzate da parte di soggetti
privati, spesso delle multinazionali, e che, cogliendo attraverso queste richieste la
possibilità di intervenire anche con azioni di riqualificazione e di trasformazione
urbanistica, di fatto assenta normalmente a quelle che sono le proposte senza porsi un
problema rispetto a quella che è poi la compatibilità complessiva ed anche ad un
equilibrio tra domanda ed offerta commerciale all'interno di questa Città.
Ho sentito fare delle affermazioni da parte dell'Assessore all'Urbanistica che, per
quanto mi riguarda, sono perlomeno - non voglio essere offensivo - mi permetto di
dire infantili, nel senso che in alcune Commissioni ho sentito l'Assessore
all'Urbanistica dare delle risposte, anche a mie domande, rispetto ad una polemica
che lui ha ritenuto di aprire con le Amministrazioni attuali o, soprattutto, precedenti
della prima cintura di questa provincia, che avrebbero - ed è vero - in qualche modo
occupato spazi, talune volte anche aree agricole, con nuovi centri commerciali e in
questo modo si è determinata un'attrazione verso l'esterno della cittadinanza di
Torino, per cui occorreva andare a riequilibrare questa situazione addensando centri
commerciali anche all'interno della cinta daziaria. Perché affermo che sono delle
risposte, a mio giudizio, infantili? Perché, in qualche modo, tradiscono un'assenza di
pianificazione urbanistica e di pianificazione commerciale, ciascuno per le proprie
competenze, una sorta di rivalità tra Amministrazioni ed anche una visione che è
poco consona, almeno a mio giudizio, con quella che dovrebbe essere invece la
politica che dovrebbe andare a caratterizzare tutte le Amministrazioni, almeno da
alcuni mesi a questa parte, cioè avendo una visione di carattere metropolitano (e non
più di cinte daziare) e di confronto e di dialettica tra singole Amministrazioni
Comunali.
Per quanto mi riguarda, subordino il voto di questa proposta di atto deliberativo alle
risposte che l'Assessore vorrà fornire all'Aula, perché non ho più intenzione di
votare alcun atto deliberativo che riguardi centri commerciali di media o grande
dimensione in assenza di una visione complessiva e di una pianificazione di
urbanistica commerciale da parte di questa Amministrazione; infatti, non voglio in
alcun modo condividere delle scelte che ritengo che, alla fine, potranno essere
giudicate come sbagliate negli anni che verranno. Quindi, mi aspetto delle risposte e
sono certo che verranno da parte dell'Assessore, altrimenti dico subito che, da parte
mia, su questo atto deliberativo non ci sarà una partecipazione al voto.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola al Consigliere Ventura.

VENTURA Giovanni
Capisco che siamo in campagna elettorale, ma mi dispiace che il Consigliere Bertola
presenti una proposta di mozione dopo l'ampia discussione che c'è stata in
Commissione; perlomeno, poteva chiedere di presentare una proposta di mozione
congiuntamente con la scelta della Commissione. La Commissione ha deciso, non
appena fosse approdata in quella sede la Variante, di convocare l'azienda proprio per
discutere della questione occupazionale, per cui chiaramente la voteremo, però mi
dispiace - lo ripeto - trovare in Aula una proposta di mozione senza averla discussa in
Commissione, quando tutta la Commissione si era preoccupata del problema
occupazionale. Quanto voglio mettere in chiaro è che nel suo intervento oggi non ha
ribadito che questo è stato discusso anche in Commissione e che la Commissione
aveva già approvato quanto contenuto in questa proposta di mozione, nonostante lui
l'abbia presentata.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola, per la replica, all'Assessore Mangone.

MANGONE Domenico (Assessore)
Credo che l'intervento del Consigliere Trombotto meriti una riflessione, perché ha
messo il dito nella piaga. È evidente che questa non è una discussione che oggi
possiamo affrontare qui in termini complessivi. Consigliere, quella che lei ha
espresso oggi è una mia preoccupazione, perché nell'ambito della pianificazione
commerciale i miei Uffici sono in fase di riorganizzazione e quando dico
riorganizzazione significa che finalmente, dopo un lungo periodo di assenza,
abbiamo un tecnico capace di leggere le cartine ed i Piani Regolatori ed in grado di
collaborare con gli Uffici del Commercio per provare a fare una programmazione.
La questione posta dal Consigliere Trombotto è fondamentalmente quella della
presenza della grande distribuzione nella nostra città. La scelta che è stata fatta negli
anni passati è stata quella di avere una grande distribuzione ai margini della città,
fondamentalmente fuori città. Oggi, invece, la tendenza è di insediarsi nel centro
delle città ed è evidente che questo crea qualche preoccupazione, che, la settimana
scorsa, mi sono premurato di manifestare all'Assessore all'Urbanistica. Anche in
Consiglio Comunale vi sono state alcune deliberazioni che prevedevano SLP a
destinazione ASPI (che non è automaticamente commercio, ma è anche commercio)
e sono state approvate con la famosa Legge n. 106, se non ricordo male; per cui, in
generale è stata approvata da questo Consiglio.
È chiaro che noi riflettiamo tutti insieme su questa questione, perché la prospettiva
dell'insediamento di grandi centri commerciali non può che preoccupare l'Assessore
al Commercio, che ha una certa visione della Città e che, come è noto, ha apprezzato
ed apprezza il vicinato e le aree pubbliche di commercio, perché è evidente che una
presenza massiccia può cambiare in termini socio-economici la nostra Città. Di
conseguenza, dobbiamo fare una riflessione ed anche una scelta, perché
l'insediamento di migliaia di metri quadrati di grande distribuzione può mettere in
difficoltà il commercio di vicinato ed i mercati, che sono una realtà socio-economica
importante della nostra Città.
Come dicevo, ho manifestato tutte queste mie preoccupazioni in un incontro che ho
chiesto per iscritto all'Assessore Lo Russo e siamo in una fase di discussione, ma è
quantomeno opportuno che anche il Consiglio Comunale partecipi a questa
discussione, perché si tratta di una delle questioni strategiche di questa Città.
Io oggi non so che cosa farà lei, Consigliere; ovviamente, si ritenga libero di fare le
sue scelte, queste però sono scelte che sono già state fatte anni fa. Questa è solo una
modifica del posizionamento di questi 12.000 metri quadrati, che erano previsti in
maniera perpendicolare a corso Romania e adesso vanno in parallelo. C'è,
effettivamente, un ampliamento dell'area L.2., che - ripeto - però non determina
alcunché, se non dopo la Variante Urbanistica che verrà portata dall'Assessore
competente, però è chiaro che la prospettiva non vede un impegno consistente di aree
con questa destinazione d'uso.
La preoccupazione c'è e, quindi, è giusto che il ragionamento si faccia e lo si faccia
allargato anche al Consiglio Comunale. Quindi, dichiaro sin d'ora la mia
disponibilità, anche al Presidente della Commissione competente, ad approfondire
questo argomento. Ragioniamoci pure.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La discussione congiunta è terminata.

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