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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 12 Ottobre 2015 ore 10,00
Paragrafo n. 8
INTERPELLANZA 2015-04339
"ILLUMINAZIONE PUBBLICA A LED, RIDUZIONE IN CONSUMI MA RIDUZIONE IN LUMINOSIT? E SICUREZZA" PRESENTATA DAL CONSIGLIERE TRONZANO IN DATA 24 SETTEMBRE 2015.
Interventi

PORCINO Giovanni (Presidente)
Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201504339/002, presentata in
data 24 settembre 2015, avente per oggetto:

"Illuminazione pubblica a led, riduzione in consumi ma riduzione in luminosità e
sicurezza"

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola, per la risposta, all'Assessore Lavolta.

LAVOLTA Enzo (Assessore)
Ringrazio il Consigliere Tronzano, il quale, tra l'altro, mi consente di aggiornare il
Consiglio Comunale sul metodo che questa Amministrazione ha adottato nel
sostituire progressivamente 55.000 lampade che compongono una porzione
significativa della totalità degli impianti di illuminazione pubblica della Città di
Torino.
Dal punto di vista metodologico, noi stiamo girando tutte le dieci Circoscrizioni,
perché si sta lavorando alla sostituzione di questi impianti in tutte e dieci le
Circoscrizioni contemporaneamente. Nelle Commissioni Consiliari, insieme ai
tecnici di IREN, stiamo non solo presentando il piano dal nome "Torino a led", ma
stiamo anche raccogliendo le osservazioni, le indicazioni e i suggerimenti dei
cittadini per poter intervenire e garantire che questo ambizioso ed importante
progetto della Città di Torino possa realizzarsi al meglio.
La settimana scorsa ero proprio nella Circoscrizione IV, quindi ho avuto modo di
affrontare in parte il tema che il Consigliere Tronzano giustamente pone
all'attenzione dell'Amministrazione. Ripeterò alcune cose che ho già detto nel corso
di quella Commissione. Però, prima di entrare nel merito, faccio una premessa e cioè
che, ovviamente, questo piano si sviluppa un po' anche per approssimazioni
successive, perché, ovviamente, noi stiamo sostituendo solo i corpi luce, non stiamo
sostituendo i pali. I corpi luce che andiamo a sostituire e i pali su cui erano
appoggiati venivano progettati in funzione di quelle caratteristiche illuminotecniche;
nel momento in cui noi andiamo a sostituire il corpo luce e, quindi, introduciamo una
nuova tecnologia, che tra l'altro ha un fascio di luce maggiormente direzionato,
naturalmente dobbiamo adattarlo al sistema impiantistico dei pali piuttosto che delle
tesate preesistenti.
Questo è il motivo per cui, in alcuni casi, quello che ho definito un lavoro per
approssimazioni successive implica anche che, nel momento in cui si vanno a
sostituire le lampade, si faccia anche un'analisi di quello che è il sistema
impiantistico per aggiungere eventualmente pali o tesate. Le indicazioni che ci
arrivano in queste settimane da parte delle Circoscrizioni che stiamo incontrando
sono preziosissime, proprio per fare in modo che questo piano sia efficiente.
Gli impianti di illuminazione pubblica afferenti alla via in oggetto, cioè via Cibrario,
sono stati realizzati a fine degli Anni '70 in tesata su via, una tecnica normalmente
utilizzata per contenere i costi di realizzazione o dove non è possibile per motivi
tecnici installare pali e bracci a muro, che garantiscono maggiore costanza
dell'interdistanza tra i centri luminosi. In queste vie questa distanza tra le tesate è
discontinua; ciò spesso è dovuto alla possibilità di ancorare le tesate solo dove vi è
l'assenso del proprietario dei fabbricati e, inoltre, come già illustrato in fase di
progetto, l'apparecchio a led consente di tarare puntualmente la potenza necessaria
per illuminare la strada, mentre per i vecchi apparecchi si installava la lampada dalla
potenza disponibile sul mercato in quel momento e in alcuni casi questo provocava
un sovrailluminamento (cosa che, in questo momento, in via Cibrario ad esempio
non si verifica più).
Anche qui faccio una considerazione di carattere generale: incontrando i cittadini
nelle Circoscrizioni, sembra che la percezione non corrisponda esattamente a quanto,
dal punto di vista tecnico, noi stiamo andando a monitorare. Per quale motivo?
Perché eravamo abituati ad un inquinamento luminoso che impattava fortemente
sulle facciate delle case. Via Cibrario, ad esempio, era una via che vedeva illuminate
le facciate fino anche al secondo, terzo piano. Nel momento in cui noi vogliamo
ridurre l'inquinamento anche luminoso ed introduciamo la tecnologia a led,
direzioniamo la luce solo ed esclusivamente dove la luce serve, cioè sui marciapiedi
e sul sedime stradale, garantendo quindi una riduzione dell'inquinamento luminoso
alle case, al piano terreno, al primo piano e anche al secondo. La percezione che si
ha, quindi, guardando la totalità della via rispetto al passato, è che ci sia meno
illuminazione, perché non c'è più la luce che si rifrange sulle case.
Ad oggi, sono stati installati circa 10.000 apparecchi di illuminazione dei 55.000
previsti, senza riscontrare significative problematiche, fatta eccezione per alcuni
interventi correttivi puntuali. Giova a questo proposito ricordare che, ad oggi, si sono
già effettuati incontri con le seste Commissioni e i cittadini in otto Circoscrizioni (ne
mancano ancora due). Per verificare gli aspetti quali-quantitativi dell'illuminazione a
led sono in atto verifiche notturne in campo. In particolare, a seguito di alcune
segnalazioni, si sono effettuate nelle serate del 2 e del 4 settembre verifiche puntuali
su via e largo Cibrario. Anzitutto, è stato valutato l'impatto qualitativo della nuova
illuminazione. Sebbene come previsto da progetto le quinte architettoniche siano
meno illuminate a vantaggio dell'illuminazione a terra, l'illuminazione generale è
qualitativamente buona, in quanto l'elevata uniformità dell'illuminazione a led
permette una visione più confortevole e, soprattutto, priva di chiaroscuri. Si è quindi
passati all'analisi quantitativa dell'illuminazione mediante verifiche con un luxmetro,
riscontrando valori che rientrano ampiamente nei parametri indicati dalla normativa,
sia in termini di illuminamento medio sia in termini di uniformità globale e
longitudinale. Anche sui marciapiedi sono rispettati i valori di norma, cioè 5 lumen
medi e un lumen minimo. Quali sono le criticità? Dall'analisi che abbiamo effettuato,
si è riscontrata unicamente una zona d'ombra, in particolare all'incrocio con via
Piffetti e via Le Chiuse, probabilmente preesistente ed accentuata dall'illuminazione
a led che concentra il flusso luminoso a terra senza contributo di illuminazione
riflessa nelle facciate. Come si intende risolvere questa criticità? Per risolvere questa
criticità si provvederà all'inserimento di due apparecchi di illuminazione aggiuntivi
su braccio a muro non appena avremo le necessarie autorizzazioni - le stiamo
espletando - da parte degli amministratori degli stabili.
Naturalmente, non essendo completa l'installazione di nuovi apparecchi nell'area in
oggetto, le verifiche continueranno ad essere effettuate e i tecnici di IREN
rimarranno a disposizione per eventuali verifiche puntuali che, insieme
all'Amministrazione, andremo a portare avanti.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola al Consigliere Tronzano.

TRONZANO Andrea
Non ho molto da aggiungere. Mi fa piacere che la Città riconosca il problema.
Naturalmente, riguardo alla questione della percezione, non so se sia realmente così
o se sia oggettivamente una giustificazione, però mi fido di quanto dice l'Assessore e
di quanto dice IREN, quindi speriamo che nel tempo, anche con l'abitudine, si riesca
a vedere meglio. Sicuramente, è un problema non solo di via Cibrario, ma anche di
altre zone della città. L'Assessore ha citato anche la questione delle criticità e gli
interventi che farà per eliminarle. Attendiamo sviluppi; intanto monitoriamo la
situazione anche con i cittadini e vediamo che cosa riusciamo a fare di meglio.

PORCINO Giovanni (Presidente)
L'interpellanza è discussa.

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