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PORCINO Giovanni (Presidente) Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201504339/002, presentata in data 24 settembre 2015, avente per oggetto: "Illuminazione pubblica a led, riduzione in consumi ma riduzione in luminosità e sicurezza" PORCINO Giovanni (Presidente) La parola, per la risposta, all'Assessore Lavolta. LAVOLTA Enzo (Assessore) Ringrazio il Consigliere Tronzano, il quale, tra l'altro, mi consente di aggiornare il Consiglio Comunale sul metodo che questa Amministrazione ha adottato nel sostituire progressivamente 55.000 lampade che compongono una porzione significativa della totalità degli impianti di illuminazione pubblica della Città di Torino. Dal punto di vista metodologico, noi stiamo girando tutte le dieci Circoscrizioni, perché si sta lavorando alla sostituzione di questi impianti in tutte e dieci le Circoscrizioni contemporaneamente. Nelle Commissioni Consiliari, insieme ai tecnici di IREN, stiamo non solo presentando il piano dal nome "Torino a led", ma stiamo anche raccogliendo le osservazioni, le indicazioni e i suggerimenti dei cittadini per poter intervenire e garantire che questo ambizioso ed importante progetto della Città di Torino possa realizzarsi al meglio. La settimana scorsa ero proprio nella Circoscrizione IV, quindi ho avuto modo di affrontare in parte il tema che il Consigliere Tronzano giustamente pone all'attenzione dell'Amministrazione. Ripeterò alcune cose che ho già detto nel corso di quella Commissione. Però, prima di entrare nel merito, faccio una premessa e cioè che, ovviamente, questo piano si sviluppa un po' anche per approssimazioni successive, perché, ovviamente, noi stiamo sostituendo solo i corpi luce, non stiamo sostituendo i pali. I corpi luce che andiamo a sostituire e i pali su cui erano appoggiati venivano progettati in funzione di quelle caratteristiche illuminotecniche; nel momento in cui noi andiamo a sostituire il corpo luce e, quindi, introduciamo una nuova tecnologia, che tra l'altro ha un fascio di luce maggiormente direzionato, naturalmente dobbiamo adattarlo al sistema impiantistico dei pali piuttosto che delle tesate preesistenti. Questo è il motivo per cui, in alcuni casi, quello che ho definito un lavoro per approssimazioni successive implica anche che, nel momento in cui si vanno a sostituire le lampade, si faccia anche un'analisi di quello che è il sistema impiantistico per aggiungere eventualmente pali o tesate. Le indicazioni che ci arrivano in queste settimane da parte delle Circoscrizioni che stiamo incontrando sono preziosissime, proprio per fare in modo che questo piano sia efficiente. Gli impianti di illuminazione pubblica afferenti alla via in oggetto, cioè via Cibrario, sono stati realizzati a fine degli Anni '70 in tesata su via, una tecnica normalmente utilizzata per contenere i costi di realizzazione o dove non è possibile per motivi tecnici installare pali e bracci a muro, che garantiscono maggiore costanza dell'interdistanza tra i centri luminosi. In queste vie questa distanza tra le tesate è discontinua; ciò spesso è dovuto alla possibilità di ancorare le tesate solo dove vi è l'assenso del proprietario dei fabbricati e, inoltre, come già illustrato in fase di progetto, l'apparecchio a led consente di tarare puntualmente la potenza necessaria per illuminare la strada, mentre per i vecchi apparecchi si installava la lampada dalla potenza disponibile sul mercato in quel momento e in alcuni casi questo provocava un sovrailluminamento (cosa che, in questo momento, in via Cibrario ad esempio non si verifica più). Anche qui faccio una considerazione di carattere generale: incontrando i cittadini nelle Circoscrizioni, sembra che la percezione non corrisponda esattamente a quanto, dal punto di vista tecnico, noi stiamo andando a monitorare. Per quale motivo? Perché eravamo abituati ad un inquinamento luminoso che impattava fortemente sulle facciate delle case. Via Cibrario, ad esempio, era una via che vedeva illuminate le facciate fino anche al secondo, terzo piano. Nel momento in cui noi vogliamo ridurre l'inquinamento anche luminoso ed introduciamo la tecnologia a led, direzioniamo la luce solo ed esclusivamente dove la luce serve, cioè sui marciapiedi e sul sedime stradale, garantendo quindi una riduzione dell'inquinamento luminoso alle case, al piano terreno, al primo piano e anche al secondo. La percezione che si ha, quindi, guardando la totalità della via rispetto al passato, è che ci sia meno illuminazione, perché non c'è più la luce che si rifrange sulle case. Ad oggi, sono stati installati circa 10.000 apparecchi di illuminazione dei 55.000 previsti, senza riscontrare significative problematiche, fatta eccezione per alcuni interventi correttivi puntuali. Giova a questo proposito ricordare che, ad oggi, si sono già effettuati incontri con le seste Commissioni e i cittadini in otto Circoscrizioni (ne mancano ancora due). Per verificare gli aspetti quali-quantitativi dell'illuminazione a led sono in atto verifiche notturne in campo. In particolare, a seguito di alcune segnalazioni, si sono effettuate nelle serate del 2 e del 4 settembre verifiche puntuali su via e largo Cibrario. Anzitutto, è stato valutato l'impatto qualitativo della nuova illuminazione. Sebbene come previsto da progetto le quinte architettoniche siano meno illuminate a vantaggio dell'illuminazione a terra, l'illuminazione generale è qualitativamente buona, in quanto l'elevata uniformità dell'illuminazione a led permette una visione più confortevole e, soprattutto, priva di chiaroscuri. Si è quindi passati all'analisi quantitativa dell'illuminazione mediante verifiche con un luxmetro, riscontrando valori che rientrano ampiamente nei parametri indicati dalla normativa, sia in termini di illuminamento medio sia in termini di uniformità globale e longitudinale. Anche sui marciapiedi sono rispettati i valori di norma, cioè 5 lumen medi e un lumen minimo. Quali sono le criticità? Dall'analisi che abbiamo effettuato, si è riscontrata unicamente una zona d'ombra, in particolare all'incrocio con via Piffetti e via Le Chiuse, probabilmente preesistente ed accentuata dall'illuminazione a led che concentra il flusso luminoso a terra senza contributo di illuminazione riflessa nelle facciate. Come si intende risolvere questa criticità? Per risolvere questa criticità si provvederà all'inserimento di due apparecchi di illuminazione aggiuntivi su braccio a muro non appena avremo le necessarie autorizzazioni - le stiamo espletando - da parte degli amministratori degli stabili. Naturalmente, non essendo completa l'installazione di nuovi apparecchi nell'area in oggetto, le verifiche continueranno ad essere effettuate e i tecnici di IREN rimarranno a disposizione per eventuali verifiche puntuali che, insieme all'Amministrazione, andremo a portare avanti. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola al Consigliere Tronzano. TRONZANO Andrea Non ho molto da aggiungere. Mi fa piacere che la Città riconosca il problema. Naturalmente, riguardo alla questione della percezione, non so se sia realmente così o se sia oggettivamente una giustificazione, però mi fido di quanto dice l'Assessore e di quanto dice IREN, quindi speriamo che nel tempo, anche con l'abitudine, si riesca a vedere meglio. Sicuramente, è un problema non solo di via Cibrario, ma anche di altre zone della città. L'Assessore ha citato anche la questione delle criticità e gli interventi che farà per eliminarle. Attendiamo sviluppi; intanto monitoriamo la situazione anche con i cittadini e vediamo che cosa riusciamo a fare di meglio. PORCINO Giovanni (Presidente) L'interpellanza è discussa. |