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PORCINO Giovanni (Presidente) Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201504199/002, presentata in data 18 settembre 2015, avente per oggetto: "Da Torino a Ceretta non c'è più il trasporto pubblico" PORCINO Giovanni (Presidente) La parola, per la risposta, all'Assessore Lubatti. LUBATTI Claudio (Assessore) Il doppio ruolo di Assessore e di Presidente dell'Agenzia mi permette di inserire questa risposta dentro un ragionamento più complessivo, che è la riorganizzazione complessiva del trasporto che stiamo mettendo in campo come Agenzia della Mobilità - per il momento - Metropolitana. Dico "per il momento" perché, come il Consigliere sa, siamo nel pieno della trasformazione dell'Agenzia della Mobilità Metropolitana verso l'Agenzia Regionale, cioè con un ambito molto più ampio rispetto a quello soltanto metropolitano, e questo ci permetterà di spalmare sull'intera regione anche le revisioni del servizio e le pianificazioni che stiamo mettendo in campo su base urbana, extraurbana e suburbana. Considerate che il Piano Triennale dei trasporti, che la Regione Piemonte ha approvato tre anni fa, prevede una diminuzione delle risorse a disposizione degli esercizi, su base regionale ovviamente, del 9, del 15 e del 24%. Sull'Area Metropolitana abbiamo già rivisto i servizi per il 18%; adesso, siamo nella fase di studio e di analisi per comprendere quali siano gli allineamenti delle risorse e, a breve, credo che dovremmo capire come trovare, insieme alla Regione, le risorse per evitare che ci sia un'eccessiva diminuzione dei chilometri erogati, perché, dopo una certa soglia (che credo di aver ampiamente raggiunto), rischia di essere meno servizio. Penso che nelle prime riorganizzazioni siamo stati in grado (anche grazie alle professionalità presenti all'interno della Agenzia, a quelle di GTT e delle aziende che erogano questi servizi su base urbana ed extraurbana) di riorganizzare i servizi senza andare ad incidere in maniera eccessiva su quelle che sono le esigenze dei singoli territori. Nello specifico invece - questo è un ragionamento un po' più complessivo -, intanto ho chiesto all'Agenzia di prepararci una nota con tutti i sistemi di trasporto che servono quell'area, in maniera tale da capire quali sono le singole aree del nostro territorio che beneficiano di più servizi e quali tra questi hanno la possibilità di avere l'interscambio tra gomma e ferro, che non è banale. Ad esempio, tra Cirié e Torino abbiamo una linea ferroviaria di SFM che garantisce 22 coppie di treni al giorno, quindi una capacità di trasporto particolarmente importante; a questi servizi si aggiungono le corse effettuate con i bus sostitutivi che completano l'orario nella fascia in cui non vi sono i treni, cioè prima delle ore 6.40, tra le ore 9.00 e le ore 11.30 e dopo le ore 19.40. Le riorganizzazioni dei bus del 14 settembre sono state messe in campo dall'Agenzia insieme alle aziende di trasporto proprio per andare incontro a questo sistema di risorse disponibili. Abbiamo un percorso che collega direttamente con la Stazione Dora ed i tempi di percorrenza sono praticamente invariati rispetto a quelli precedenti; si tratta di 50 minuti circa: 15 minuti di linea 11, sette minuti di trasbordo e 28 minuti di treno, che, di fatto, è l'offerta di trasporto che noi mettiamo a disposizione di quel territorio. Da un punto di vista tariffario, i titolari di abbonamenti Formula possono utilizzare liberamente tutti i servizi citati, quindi, anche a valle della riorganizzazione del servizio, non ci sarà un aggravio dal punto di vista del costo per gli utenti. Il 29 settembre 2015, con i Comuni dell'area si è deciso di inserire una nuova corsa su questo percorso, Cirié località Barella, Ceretta e Aeroporto di Caselle, con transito alle ore 17.55 (credo sia un'informazione che può essere utile per gli interpellanti), come è stato richiesto, in particolare, da alcuni lavoratori che sono interessati e da aziende che insistono sul percorso; arriva all'Aeroporto alle ore 18.05, con il treno c'è una coincidenza utile per Torino alle ore 18.19 e c'è una coincidenza con la linea SADEM, in particolare la 268, Torino-Caselle. La nuova modifica dovrebbe essere attuata dal 12 ottobre, quindi da oggi. Segnalo che, per quanto riguarda l'analisi che viene fatta nel complesso delle zone da servire con il trasporto pubblico, sia la frazione Ceretta che la frazione Barella rappresentano comunque un'area a domanda debole, sulle quali abbiamo attivato, anche con la collaborazione della Città Metropolitana, il servizio Provibus, cioè un servizio di autobus a chiamata che sta avendo un grande successo in alcune aree della provincia, in particolare perché, da un lato, questo obbliga le persone ad organizzarsi, in quanto devono preannunciare la propria esigenza di mobilità, e, dall'altro lato, mette le aziende nelle condizioni di offrire un servizio quando è presente una domanda e, in tempi di risorse scarse, credo che sia un lavoro importante da mettere in campo. Allegherò alla risposta, che metto a disposizione del Consigliere, le nuove tabelle con il nuovo servizio che viene offerto anche alle zone interessate dall'interpellanza, in maniera tale che, se il Consigliere ha dei contatti a cui comunicarle, l'informazione sarà il più puntuale possibile. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola al Consigliere Bertola. BERTOLA Vittorio Ho sollevato il problema perché ho ricevuto la segnalazione di un utente della linea, non essendo una linea che uso regolarmente, ma devo dire che, in questi ultimi giorni, ho ricevuto molte segnalazioni, per cui, effettivamente, forse il problema riguarda un po' più persone di quelle stimate dall'Agenzia Metropolitana. Il problema è che è vero che esiste la ferrovia da Torino a Cirié, però la ferrovia ha un numero limitato di stazioni vicine al centro dei diversi Comuni. Quest'area della frazione Ceretta, che non è vicina alla stazione di San Maurizio da cui dipende, né alle altre (Caselle, Cirié, eccetera), è rimasta completamente tagliata fuori con l'abolizione di questa linea. Parlo di abolizione perché, come al solito, si pensa che il trasporto pubblico su gomma venga usato solo dagli studenti ed il nuovo orario è stato fatto mettendo due corse al mattino (più o meno, una alle ore 7.00 ed una alle ore 8.00), che vanno da Cirié a Torino (raccogliendo da Ceretta chi deve andare verso Torino), e poi ci sono le corse che tornano indietro la sera. Però non c'è l'opposto, per cui, come nel caso che mi è stato segnalato, chi invece vive a Torino e lavora in una delle aziende che sono a Ceretta può andarci al mattino, ma non può rientrare la sera, perché dopo le ore 8.00 del mattino non ci sono più corse verso Torino. Ben venga che, adesso, abbiate inserito una corsa circa alle ore 18.00 che porti la gente almeno alle stazioni, anche perché credo che quella sia la strada giusta; se il problema è che non si riesce a mantenere l'intera linea su gomma come doppione del ferro, perlomeno nelle aree non servite, dove non è vicina la stazione, deve esserci una navetta che porta le persone al treno, in modo che possano prendere il treno e poi la navetta per arrivare e viceversa. Ma se un utente non finisce di lavorare per le ore 17.45, che cosa fa? Resta lì e dorme lì? Non tutte le persone hanno l'orario fisso o hanno la possibilità di preannunciare, magari il giorno prima, a che ora usciranno dal lavoro. Capisco che quella sia un'area ritenuta poco popolata, ma non è così poco popolata e poco dotata di aziende, per cui, purtroppo, questo è un segnale che le Istituzioni stanno abbandonando le parti più periferiche della Città Metropolitana, dell'area di Torino e cintura, dicendo che sono troppo difficili da servire, a quanto ho capito. Capisco la lamentala sui tagli della Regione, però credo che comunque un minimo di servizio pubblico vada garantito a tutti gli abitanti dell'Area Metropolitana, tenendo conto che non riguarda soltanto - come, forse, pensa la maggior parte della gente - gli studenti della prima e seconda cintura che devono venire a Torino, ma c'è anche chi fa il percorso opposto per lavoro ed ha altri orari. Vedremo se questa nuova corsa potrà migliorare le cose, ma forse è il caso di risentirsi con calma. Inoltre, segnalo che, incomprensibilmente, è stato tagliato l'ultimo pezzo del percorso urbano, cioè il pullman, che prima arrivava a Porta Susa e poi andava in via Fiochetto, adesso si ferma a Porta Susa; immagino che la motivazione sia il risparmio di chilometri, perché si scende e si prendono i mezzi urbani, per cui questo va bene (specialmente per chi ha l'abbonamento), ma, nel frattempo, si è deciso di allungare il percorso facendolo passare dalla Stazione Dora, invece che tagliare da via Livorno. Questo però significa che il tempo guadagnato ed i chilometri risparmiati evitando di arrivare in via Fiochetto si perdono quando il pullman rimane fermo 20 minuti nel perenne ingorgo di piazza Baldissera. Non si capisce quale sia il senso di raggiungere la Stazione Dora, visto che l'unica cosa che si può fare, non essendo neanche attiva la stazione del Passante, è scendere dal pullman che arriva da Cirié e riprendere il treno per tornare a Cirié, ma non mi sembra una coincidenza che qualcuno possa voler fare; per il resto le coincidenze urbane ci sono anche in Largo Giachino ed in altri punti del percorso. Varrebbe la pena di ripensare a questo punto specifico del percorso in Torino, evitando almeno il giro inutile da piazza Baldissera, con il pullman fermo nell'ingorgo; ritengo che questo sia il minimo. PORCINO Giovanni (Presidente) L'interpellanza è discussa. |