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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 12 Ottobre 2015 ore 10,00
Paragrafo n. 38
DELIBERAZIONE DI INIZIATIVA CONSILIARE 2015-03894
MODIFICA DELL'ARTICOLO 105 DEL REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO COMUNALE N. 286.
Interventi

PORCINO Giovanni (Presidente)
Passiamo all'esame congiunto della proposta di deliberazione n. mecc.
201503894/002, presentata dal Consigliere Viale in data 20 luglio 2015, avente per
oggetto:

"Modifica dell'articolo 105 del Regolamento del Consiglio Comunale n. 286".

e della proposta di deliberazione n. mecc. 201503895/002, presentata dal Consigliere
Viale in data 20 luglio 2015, avente per oggetto:

"Modifica dell'articolo 105 del Regolamento del Consiglio Comunale n. 286".

PORCINO Giovanni (Presidente)
Comunico che in data 22/09/2015 la Conferenza dei Capigruppo ha rimesso i
provvedimenti in Aula.
La parola al Consigliere Viale.

VIALE Silvio
Queste due proposte di deliberazione nascono da un'esigenza pratica, che è quella di
uniformare, su una base di parità di genere, non solo il linguaggio dei nostri atti
amministrativi, del Regolamento, ma anche le prescrizioni. Oggi nel nostro
Regolamento esiste una differenza tra come possono venire in Aula i maschi e le
femmine, che mi sembra assolutamente fuori luogo.
Le due proposte di deliberazione, che sono molto semplici, propongono una modifica
del Regolamento, per cui con una vi è una deregulation totale, cioè ognuno viene
come vuole, esattamente come accade in molti Parlamenti; a me viene in mente il
Parlamento israeliano o quello greco, dove dalle immagini televisive si vedono molti
con i camiciotti o comunque vestiti in modo molto informale. Lo stesso Parlamento
Europeo ha un Regolamento molto elastico, per cui non c'è una situazione così
rigida. Anche in Italia molte assemblee hanno modificato il proprio Regolamento.
Quindi, una proposta di deliberazione propone di lasciare liberi i Consiglieri di
venire come meglio credono, fatto salvo il decoro, che ovviamente è un aspetto
molto personale, anche perché non è lontano il tempo in cui la presenza in Consiglio
Comunale di esponenti non più regionali italiani che in costume non sono mai
venuti...

PORCINO Giovanni (Presidente)
Mi scusi, Consigliere Viale, la interrompo perché non si sente nulla. Invito i
Consiglieri a fare un po' di silenzio.
Prego, Consigliere, prosegua pure il suo intervento.

VIALE Silvio
...che in costume non sono mai venuti, però ricordo qualcuno che arrivò non con la
cravatta, ma con cose analoghe, che sono assimilabili alla cravatta.
Quindi, io propongo due deliberazioni: la prima è una deregulation, che è abbastanza
al passo con i tempi; la seconda è quella che limita l'obbligo alla giacca per tutti e
tutte. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Se passassero tutte e due, varrebbe
quella che limita ovviamente, ovvero quella della giacca, la giacca per tutti e tutte.
Faccio solo notare, avendo dovuto approfondire un po' il tema, che "giacca" è
un'estensione molto generica: anche un cardigan è una giacca, persino una felpa è
considerata ormai una giacca. Praticamente si toglierebbe l'obbligo della cravatta.
(INTERVENTO FUORI MICROFONO). Sono andato su Wikipedia e dice questo;
come voi sapete, uno si adatta e fa quel che può.
Quindi, direi semplicemente che io personalmente ritengo migliore la deliberazione
che propone la giacca per tutti e tutte, senza andare oltre, rispetto a quella che
prevede la deregulation, proprio per difficoltà interpretative. Non ci sarebbe più
l'obbligo della cravatta, però vi rassicuro che continuerete a vedere le mie cravatte.

PORCINO Giovanni (Presidente)
Apriamo il dibattito sulle due proposte di deliberazione.
La parola al Consigliere Paolino.

PAOLINO Michele
A me le deregulation preoccupano sempre un po'. Secondo me è bene che tutti
abbiano contezza del portato delle norme introdotte dal Consigliere Viale. In una c'è
nessuna regola: noi non dobbiamo applicare un Regolamento o normare pensando
solo alle persone che oggi sono in Consiglio, il Regolamento che consegniamo è
anche ai futuri Consiglieri, che al massimo poi potranno cambiarlo, ma che, nel
momento in cui vengono eletti, devono tenerne conto. Allora, non avere nessuna
regola in un luogo istituzionale è secondo me un problema, e lo è sempre di più oggi
compreso. Oggi ne abbiamo avuto un esempio: un Consigliere che si mette a lanciare
volantini dal balcone, come se fosse un dadaista o un futurista degli anni Venti, e il
fatto di avere... (INTERVENTI FUORI MICROFONO). Posso fare un esempio? Un
Consigliere che si mette a lanciare volantini... (INTERVENTI FUORI
MICROFONO).

PORCINO Giovanni (Presidente)
Scusate, non è previsto che si interloquisca.

PAOLINO Michele
Non sto ponendo la questione, sto dicendo che le regole di quest'Aula e di questo
Palazzo... (INTERVENTI FUORI MICROFONO).

PORCINO Giovanni (Presidente)
Scusate, stiamo affrontando le proposte di deliberazione del Consigliere Viale, è
fuori tema. (INTERVENTI FUORI MICROFONO). Se continuate, sospendo il
Consiglio Comunale.
Questa è una pagina veramente poco edificante dei lavori del Consiglio. Se riusciamo
a ripristinare l'ordine proseguiamo, altrimenti chiudiamo i lavori di oggi, perché
questa seduta sta diventando grottesca.
Se riusciamo a rimanere in silenzio e il Consigliere Paolino vuole concludere, poi
interverranno gli altri che chiederanno la parola. (INTERVENTI FUORI
MICROFONO). Scusate, se ritorniamo sul tema che stiamo affrontando e lo
facciamo con serenità, forse riusciamo a concludere i lavori di oggi senza ulteriori
passi falsi.
La parola al Consigliere Paolino.

PAOLINO Michele
Grazie, Presidente. Chiedo scusa, scusate Consiglieri. Chiedo scusa, non volevo
toccare la suscettibilità di nessuno, era il primo esempio che mi era venuto in mente
rispetto alla fatica che fa ciascuno di noi a rispettare le regole e a rispettare questa
Istituzione, ce ne sono molte altre e per questo io penso ci debbano essere delle
regole anche rispetto all'abbigliamento in Aula.
Quindi, non condivido che ci sia una deregolamentazione; rispetto all'invito a
chiedere che anche le signore abbiano una giacca, credo che anche questo sia un
eccesso di regola invece. Il nostro Statuto e il nostro Regolamento già parlano chiaro:
chiedono un comportamento consono all'Aula da parte dei Consiglieri eletti,
qualsiasi sia il loro genere, quindi credo che si possano tranquillamente e
serenamente lasciare le cose così come sono.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola al Consigliere Trombotto.

TROMBOTTO Maurizio
Condivido le riflessioni del Capogruppo del Partito Democratico. Debbo dire che in
questa mia breve esperienza all'interno di questa Sala ho dovuto, talune volte,
assistere ad alcuni comportamenti che mi permetto di definire in alcuni casi
riprovevoli. Temo e credo di non aver visto il peggio che si è riusciti ad offrire in
precedenza, quando io non ero Consigliere. Quindi, lo stile e l'abbigliamento - e
certamente io non sono un esperto in materia -, in qualche modo sono anche
espressione poi di un comportamento, o il comportamento può essere eventualmente
collegato comunque allo stile e all'abbigliamento. Dico questo perché io credo che
sia opportuno che ci sia un minimo di regole, e non mi sembra che le regole che
attualmente disciplinano i lavori di funzionamento di questo Consiglio, per quanto
riguarda l'abbigliamento di coloro che qui rappresentano la Città, siano così punitive
nei confronti degli stessi e che così difficilmente possano o debbano essere
sopportate.
Credo, quindi, che ciascuno di noi cambiando abbigliamento nel momento in cui
entra in questa Sala, qualora non abbia già questo tipo di abbigliamento, non faccia
altro che mostrare, in altra forma, un senso di rispetto verso l'Istituzione; rispetto che
va sempre mantenuto, al di là dell'opinione che ciascuno di noi può avere.
Di conseguenza, mi spiace, ma il voto sulla prima proposta di deliberazione del
Consigliere Viale, per quanto mi riguarda, non potrà che essere contrario. Per quanto
riguarda, invece, la seconda proposta del Consigliere Viale, seppur diversa dalla
precedente, per le cose che dicevo, anche in questo caso il voto sarà contrario.
Anche perché ero alquanto angosciato (ma il Consigliere perlomeno mi ha sollevato
almeno in parte da questa mia angoscia) dall'idea di non poter più vedere le sue
magnifiche cravatte. Per cui, non vorrei che, qualora fosse approvata questa seconda
proposta di deliberazione, il Consigliere dimenticasse quel che ha dichiarato oggi,
cioè che le avrebbe comunque esposte.
Quindi, voterò contro, in maniera che questa memoria non lo tradisca e il Consigliere
continui ad affascinarci; cosa che talune volte ho tentato anche io di fare, ma
chiaramente questo non è il caso nel quale si può dire che il discente supera il
maestro.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola al Consigliere Viale.

VIALE Silvio
Io sono abbastanza sorpreso del fatto che si ritenga che le assemblee che hanno
abolito la cravatta e mantengono la giacca siano poco rispettose; così pure che il
Parlamento Europeo, dove non c'è un Regolamento particolarmente stringente, abbia
una mancanza di rispetto verso i cittadini.
Quindi, sottolineo, con un po' di amarezza, che quando parliamo di linguaggio di
genere e parità di genere in tutti gli aspetti sociali ci rifacciamo a una questione
formale, tanto per parlare, perché alla fine, invece, il Regolamento rimane bisex.
Io mi aspettavo che un Consiglio Comunale che ha votato di rivedere lo Statuto in
merito al linguaggio di genere avesse il coraggio di dare anche un Regolamento con
un linguaggio unico e non bisex, com'è attualmente.
A questo punto, se è valida una norma di comportamento diversa, questo rischia di
legittimare anche il resto per quanto riguarda la diversità. Ecco perché ritiro, se è
possibile, la proposta di deliberazione sulla deregulation... anzi, facciamo tutte e due,
evitiamo pasticci.
Invito a votare, invece, il provvedimento che prevede la giacca per tutti e tutte, che
mi sembra il minimo, e di fatto abolisce l'obbligo della cravatta e non la possibilità
di portarla. Oggi mi pare che nella cultura italiana, da quella televisiva a quella
sportiva, anche nelle massime manifestazioni...

PORCINO Giovanni (Presidente)
Scusi, Consigliere Viale, se mi posso permettere, per intenderci: la prima delle due
proposte di deliberazione ha un impegnativa che recita: "modificare l'articolo 105
sopprimendo le ultime due righe del comma 1: Consiglieri, Assessori e il personale
dedito alla assistenza dei lavori del Consiglio"...

VIALE Silvio
Questa è la deregulation.

PORCINO Giovanni (Presidente)
Esatto, quindi quella a cui si riferisce è la prima.

VIALE Silvio
La seconda è quella che propone la giacca per tutti.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola alla Consigliera Centillo.

CENTILLO Maria Lucia
Noi possiamo discutere di tutto. Al di là delle eventuali posizioni che possiamo
tenere su questo argomento, che non mi pare prioritario, che io liquiderei nel nome
del buongusto e della buona educazione, cosa che non sempre abbiamo esibito
(ricordo l'ultima polemica che ha avuto carattere nazionale per la presenza di uomini
con i bermuda, per la quale siamo stati davvero irrisi e derisi a livello nazionale),
penso che non sia necessario fare un atto in questa direzione.
Sarebbe sufficiente parlare in termini di pubblico decoro, perché ovviamente questa
Sala e le nostre stesse funzioni richiedono un certo tipo di abbigliamento e di
comportamento. Personalmente ritengo che un uomo con o senza cravatta, se è
vestito con la giacca, ha ugualmente lo stesso decoro e la stessa eleganza che può
avere con una cravatta, magari anche di pessimo gusto. Non mi pare che quello
faccia la differenza. Così come non mi pare che una giacca di pessimo gusto addosso
a una donna faccia la differenza rispetto all'eleganza, piuttosto che al decoro.
Quindi, personalmente ho delle fortissime perplessità su un atto che mi sembra più
orientato a mettere un dito nella piaga, piuttosto che a risolvere un problema
concreto.

PORCINO Giovanni (Presidente)
Ho iscritti a parlare la Consigliera Onofri e il Consigliere Liardo, anche se a dire il
vero il proponente aveva già replicato, ma non se la prenderà perché sappiamo che il
dibattito lo entusiasma.

LIARDO Enzo
Mi fa piacere, Presidente, che gli appunti li fa sempre sul lato destro, mentre sul lato
sinistro sono sempre morbidi.

PORCINO Giovanni (Presidente)
Consigliere Liardo, non raccolgo la provocazione, perché è tale: una provocazione.
Prenda la parola quando le viene assegnata.
La parola alla Consigliera Onofri.

ONOFRI Laura
Per una volta non sono così d'accordo con la Consigliera Centillo, perché il
buongusto ci vorrebbe non solo in questa Sala, ma anche nella società, ma purtroppo
ormai si sta perdendo, non c'è veramente più limite; tant'è che il nuovo Presidente
del Tribunale (vi cito questo fatto), visto come si presentano in udienza molti
avvocati e avvocatesse, specialmente in estate, ha proposto (non è ancora una norma,
ma probabilmente entrerà in vigore) l'uso della toga anche per le udienze civili, dove
normalmente ormai l'uso della toga non c'è più. Io ho accolto questa proposta con
molto entusiasmo, proprio perché ormai si vedono delle cose imbarazzanti in
un'Aula di Tribunale, specialmente d'estate.
Quindi, non sono assolutamente d'accordo e voterò contro la deregulation, perché mi
sembra che abbiamo ancora bisogno di norme, anche se un'Aula come questa
dovrebbe avere delle persone che sanno auto-limitarsi.
Trovo invece corretto il discorso sulle pari opportunità, perché anche le donne - e qui
sono d'accordo con il Consigliere Viale - arrivano senza non la giacca vera e propria,
ma, come diceva il Consigliere Viale, un golf o qualcosa consona al luogo in cui si
trovano. Quindi, non trovo disdicevole e assurdo il fatto che venga introdotta questa
nuova norma che uniformi uomini e donne a un modo di vestire più consono al luogo
in cui ci troviamo. Quindi, voterò a favore della seconda proposta di deliberazione.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola al Consigliere Liardo.

LIARDO Enzo
Presidente, mi scuso per l'equivoco accaduto prima, perché pensavo che lei mi
avesse dato la parola, ma ci fosse una sua premessa in quanto magari ero fuori tempo
massimo. Io sono perfettamente in linea con quello che diceva la Consigliera Onofri.
Secondo me si sa che il Consigliere Viale (per carità, è legittimo, nulla di male) vuol
fare vincere ogni forma di anticonformismo, cambiando tutta una serie di costumi
della società.
Voglio tirare in ballo una cosa. Tanti hanno detto che alla Camera dei Deputati e in
Regione la cravatta non si mette, mentre si mette solo al Senato. Io direi invece di
difendere, tutti quanti, lo stile subalpino, che è sempre stato uno stile che si è distinto.
Mi spiace che qualcuno sorrida, ma visto che prima si diceva che tutte le idee devono
essere rispettate, il rispetto deve esserci sempre, Colleghi, non deve essere rivolto
solo a determinate persone, quando ci conviene. Il rispetto deve essere sempre
mantenuto, da parte di tutti. Perciò voterò sicuramente contro questi provvedimenti.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola al Consigliere Araldi.

ARALDI Andrea
L'articolo 105, nelle quattro righe che precedono le righe oggetto di questa
discussione, è molto chiaro: durante le adunanze i partecipanti devono vestire in
modo consono e mantenere un contegno corretto, tale da garantire l'esercizio delle
funzioni del Consiglio nel rispetto... eccetera. Per me queste quattro righe dicono
tutto, sul vestito, sul linguaggio, sulla buona educazione, sugli insulti.
(INTERVENTO FUORI MICROFONO). Sono scritti e sono più che sufficienti.
Quindi, le ultime due righe, che prevedono l'uso della cravatta per il sesso maschile,
mi sembrano un di più, e in questo momento, a mio avviso, possono essere eliminate.
Pertanto, contrariamente alle indicazioni del mio Capogruppo Paolino, voterò per
l'eliminazione di queste ultime due righe.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola alla Consigliera Genisio.

GENISIO Domenica
Se non altro il Consigliere Viale ci ha fatto riflettere un poco sui nostri usi e costumi
in questa Sala, che dovrebbe essere il massimo della rappresentanza dei cittadini. Io
credo che sia sufficiente quello che dice il primo comma del punto 1 dell'articolo 5,
considerato però che così non si è verificato e non si sta verificando, perché se
vogliamo togliere l'obbligo della cravatta, per me va benissimo, non è un problema.
Però, siamo così sicuri che tutti riusciremo a partecipare e vestire in modo consono
alla dignità dell'assemblea? Non è stato sempre così, anche da parte di alcune donne,
non mi sento di negarlo. Per cui, sono abbastanza dubbiosa se votare la deregulation
totale e mantenere soltanto il primo comma del punto 1 dell'articolo 105.
Se invece questo provvedimento non dovesse passare, chiedo al Consigliere Viale di
modificare l'altro atto, perché mi sembra un po' esagerato. Qui passiamo da una
deregulation totale a un atto che obbliga anche le persone del pubblico, cioè quelli
che vanno in tribuna, che sono cittadini che possono uscire dal lavoro, arrivare con
abbigliamenti che non necessariamente devono essere consoni all'Aula, a indossare
la giacca o un capo similare. Quindi, se non passa il primo atto, io toglierei questa
parte, se no mi sembra restrittivo.

PORCINO Giovanni (Presidente)
Su quale delle due proposte di deliberazione interviene?

GENISIO Domenica
Lo dico a verbale, la deliberazione n. mecc. 201503895 dove recita di sostituire
l'ultimo comma del comma 1 con "durante le sedute del Consiglio Comunale
l'accesso in Sala Rossa..."

PORCINO Giovanni (Presidente)
L'emendamento consiste?

GENISIO Domenica
L'emendamento chiede di togliere "e in tribuna".

PORCINO Giovanni (Presidente)
Togliere la parte dove si dice "e in tribuna".
Prima di procedere con la votazione delle proposte di deliberazione, i Consiglieri mi
permetteranno di rivolgere le congratulazioni della Sala Rossa al Consigliere
Lospinuso, che da qualche minuto è diventato nonno.

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