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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 12 Ottobre 2015 ore 10,00
Paragrafo n. 30

Comunicazioni dell'Assessore Passoni su: "Ospiti assemblea occupanti Cavallerizza Reale".
Interventi

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola, per le comunicazioni, all'Assessore Passoni.

PASSONI Gianguido (Assessore)
Il Consigliere Marrone ha presentato questa richiesta di comunicazioni legata alla
circostanza per la quale è stata pubblicizzata sul web e, poi, con altri mezzi la
programmazione nei prossimi giorni di un festival che viene chiamato Infoaut (il cui
svolgimento, peraltro, avviene all'interno degli spazi occupati della Cavallerizza) e
che prevede un dibattito con proiezione; il dibattito è legato alla presenza di Sante
Notarnicola e non credo di dover qui raccontare di quale soggetto si tratti e quale
storia e quale fase storica abbia vissuto e ci ricordi questa presenza.
Naturalmente, nella richiesta di comunicazioni il Consigliere chiede se la Giunta ne
fosse informata e se intenda lanciare un appello per vietare lo svolgimento della
manifestazione. Molto sinteticamente, perché anche io ho appreso soltanto tramite il
web di questo appuntamento pubblico - definiamolo così -, ci sono almeno tre
circostanze concomitanti che fanno prendere all'Amministrazione Comunale la
massima distanza rispetto a questo fatto. Il primo è che questo dibattito e questa
proiezione si svolgono all'interno degli spazi della Cavallerizza, spazi occupati con
un manifesto che invoca l'uso e la proiezione del fabbricato all'interno di un bene
protetto dall'UNESCO, un bene importante e che ammanta le motivazioni
dell'occupazione con finalità legate alla tutela del bene. Sinceramente, non si capisce
che cosa c'entri l'ospitalità di festival dell'antagonismo, che, oltretutto,
evidentemente hanno una programmazione che non può essere riconosciuta in alcun
modo da una Pubblica Amministrazione.
Aggiungo che sul sito e sull'invito si cita che l'organizzazione è di Infoaut ed
Assemblea Cavallerizza, pertanto, da come è stata pubblicizzata, Assemblea
Cavallerizza si assume pienamente la responsabilità di questa organizzazione tanto
quanto il gruppo Infoaut, di cui ho detto prima, che organizza un festival
dell'autonomia e dell'antagonismo.
La seconda considerazione è legata al fatto che questo tipo di programmazione è
completamente estranea a qualunque percorso (che, peraltro, la Città non ha
legittimato, voglio essere molto chiaro su questo) di carattere culturale legato al
plesso Cavallerizza. È una seconda considerazione che può sembrare ovvia, ma, in
realtà, la settimana scorsa è stato organizzato un convegno legato al destino della
Cavallerizza, con la presenza di docenti e di carattere culturale rilevante, senza che vi
fosse alcuna partecipazione (né, tanto meno, è stato ricevuto alcun invito) da parte
della Città, ma, perlomeno, vi era un'attinenza sul destino del bene (sede
dell'occupazione e di progettualità degli occupanti).
La terza considerazione per la quale la Città mantiene la propria distanza e condanna
quella che è l'organizzazione dell'evento è che viene ospitata una figura come Sante
Notarnicola, non di per sé o per ragioni legate a questioni di carattere personale, ma
perché il soggetto è espressione di una parte, di una storia e di una vicenda, oltre ad
avere alle spalle responsabilità, condanne e colpe espiate e pagate
nell'amministrazione penitenziaria dello Stato; sostanzialmente, forse rappresenta
anche il tentativo di riaprire o di rivivere culturalmente un pezzo di storia (ricordo
che la proiezione tratta dei fatti di piazza Statuto), che però non può essere
riconosciuto e che non può essere in alcun modo condiviso, perché deve essere
condannato e tenuto ben distante dal riconoscimento da parte della Pubblica
Amministrazione e di questa Amministrazione Comunale.
Tutto ciò si incardina dentro al tema molto più ampio dell'ordine pubblico, legato
all'utilizzo della Cavallerizza, agli aspetti connessi all'occupazione ed alla piega che,
secondo me, sta prendendo l'occupazione, perché si sta allontanando dal tema
dell'uso dei beni comuni (che, peraltro, non legittimerebbe in ogni caso
l'occupazione), vertendo invece su scenari di dibattito politico, in cui ovviamente ci
si avventura cercando di rivivere la storia con una chiave di lettura evidentemente
parziale.
Domani mattina, la Città porterà il tema al Comitato Provinciale per l'Ordine e la
Sicurezza Pubblica, rammentando la tipologia di occupazione e gli ultimi fatti
verificatisi all'interno e sollecitando la riflessione delle autorità competenti -
Questore e Prefetto - sugli avvenimenti e sugli episodi che si costruiscono e si
organizzano all'interno di questo plesso, ricordando che l'Amministrazione è
dialogante quando si parla del destino di beni pubblici tutelati dall'UNESCO, ma non
può esserlo quando si aprono unilateralmente questioni di carattere politico e storico
in beni pubblici occupati senza la possibilità di alcun tipo di dialogo o dibattito.

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario)
Ricordo ai Consiglieri che ogni Gruppo ha a disposizione cinque minuti per
intervenire.
La parola al Consigliere Marrone.

MARRONE Maurizio
Ringrazio l'Assessore e devo dire che, per una volta, mi sono trovato a condividere
la totalità del suo intervento. Lo ringrazio anche perché, a nome del Sindaco -
perlomeno lo immagino, visto che era rivolta a lui la richiesta -, con la sua risposta a
queste comunicazioni ha espresso la posizione ufficiale e formale di questa
Amministrazione cittadina, che credo che, almeno su temi come questi, debba
rivendicare una voce sola.
Mi auguro che anche nelle propaggini più sinistre della maggioranza oggi non
rinverremo eccezioni a questo messaggio. Infatti, se è aperto il massimo dibattito con
la piena cittadinanza per tutte le idee, fossero anche le più radicali, al netto di questa
doverosa premessa (che non è solo una questione di democrazia, ma anche di
libertarismo, che deve appartenere a tutti noi) deve rimanere fermo il principio per
cui chi si è macchiato con il sangue di innocenti in rapine delinquenziali e, a
posteriori, legittimate con un fine pseudo-ideologico, chi si ritrovava in cima alla
lista proposta dalle Brigate Rosse come scambio per la liberazione di Aldo Moro (mi
riferisco alla lista dei detenuti di cui i terroristi chiedevano la liberazione), chi ancora
in carcere ha rivendicato pienamente quel percorso omicida e ferocemente
sovversivo, senza alcun rispetto per la vita di persone che non c'entravano nulla in
quella pseudo-guerra - se "guerra" poi la possiamo e la dobbiamo definire -, ebbene
chi si è macchiato di questi crimini non ha diritto di parlare da un bene, peraltro di
natura ancora indirettamente pubblica, quale la Cavallerizza Reale.
Non dovrebbe avere diritto di parlare in nessuno spazio di Torino, ma in spazi che
hanno una valenza pubblica e di cui paradossalmente gli stessi occupanti rivendicano
una primazia pubblica ed una destinazione pubblica da tutelare non deve essere
consentito che avvenga questo schiaffo, perché è uno schiaffo alle vittime ed ai
parenti delle vittime del terrorismo in una Città dove il brigatismo rosso ha mietuto
tante vittime, non soltanto militanti della controparte, ma soprattutto esponenti delle
Forze dell'Ordine, della Magistratura, del giornalismo, dell'imprenditoria torinese e,
addirittura, del sindacalismo non allineato a quell'ideologia di odio.
Aggiungo un elemento: pur ribadendole i ringraziamenti in premessa, voglio
sottolineare che sarebbe stato importante che il Sindaco avesse dedicato un
intervento dalla Sala Rossa con la sua viva voce. Ci dispiace che alcuni impegni
glielo abbiano impedito. Sono sicuro che un suo intervento, magari tramite l'Ufficio
Stampa, sarebbe non soltanto auspicabile, ma doveroso e, sinceramente, non mi
capacito del fatto che non sia ancora avvenuto in questi giorni in cui è stata aperta la
polemica, ma mi auguro che oggi sia un'occasione per rimediare.
L'auspicio è quello pratico e su questo credo che possiamo essere davvero tutti
d'accordo: nell'occasione citata dall'Assessore Passoni del Tavolo pubblico per la
sicurezza di domani, che fortunatamente si svolge prima di venerdì (giorno in cui
dovrebbe avvenire questa provocazione e, guarda caso, avviene esattamente in
concomitanza con un forum internazionale con i vertici dell'ONU a pochi metri di
distanza, in piazzetta Reale, quindi dietro piazza Castello), l'auspicio è che il Sindaco
o chi lo rappresenterà in quella sede porti non solo una riflessione, ma un appello a
chiare lettere e con tanti punti esclamativi: la Questura e la Prefettura, che hanno le
dirette competenze per l'ordine pubblico, a differenza dell'Amministrazione
Comunale, vietino ed impediscano la realizzazione di questo evento, perché è giusto
che il dibattito sia ampio e sono benvenute tutte le idee.
Vorrei concludere con questa riflessione che, un giorno, mi è stata fatta dal figlio di
una vittima del terrorismo: gli anni passano e, sicuramente, una persona può espiare
la sua colpa con la pena prevista da questo Stato (anche se comunque ci ritroviamo in
questa paradossalità per cui, alla fine, gli ergastoli non sono poi ergastoli effettivi
nella mancanza di certezza della pena che viviamo), dall'altra parte però, se è vero
che tutti hanno diritto ad essere recuperati alla vita civile, è anche vero che, se uno
può essere un ex terrorista, difficilmente una vittima potrà essere un'ex vittima.
Purtroppo, non si torna indietro per quanto riguarda gli omicidi e gli assassini e per
questo, al netto della recuperata libertà che questo personaggio potrà avere - a mio
giudizio, immeritatamente, ma non sta a me giudicarlo -, perché può aver recuperato
a livello di libertà civile, di sicuro deve rimanere comunque un clima di ostracismo
espresso, unitario e rivendicato non nei confronti di chi porta ideologie estreme,
perché, finché lo fa nel rispetto degli altri e della società, tutte le idee sono lecite,
bensì verso chi lo ha fatto o chi ha nascosto dietro un'ideologia - estrema o no che
fosse - una delinquenza comune, spesso volta al reperimento di soldi rubando a fini
personali e, addirittura, adoperando ed adombrando queste ideologie come mera
giustificazione di quei crimini e neanche come ragione fondante. Per questo motivo,
dopo il Tavolo di domani, auspico che la Giunta possa arrivare con una buona
notizia, cioè che la Questura e la Prefettura intendono impedire fisicamente, oltre che
con dei divieti formali di ordine pubblico, la realizzazione di un simile schiaffo, che
è volutamente provocatorio (perché non possono essere rinvenute altre ragioni) nei
confronti della sensibilità di questa Torino, che ha così sofferto gli anni di piombo.

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario)
La parola al Consigliere Curto.

CURTO Michele
Ho ascoltato le parole dell'Assessore Passoni e la replica, dopo la richiesta di
comunicazioni, del Consigliere Marrone e devo dire che, mentre mi trovo d'accordo
per parte, per altra parte invece dissento.
Proviamo a fare chiarezza immediatamente. Io credo che non ci sia nessuna
tollerabilità politico-culturale di quello che avverrà nei prossimi giorni alla
Cavallerizza; non condivido per nulla l'iniziativa politica, penso che sia non solo
sbagliato, ma doloroso riaprire in questo modo una pagina tanto dura della storia di
questa città; credo che sia poco rispettoso, oltre che storicamente abbastanza
scorretto, farlo in questo modo; credo che sia anche un po' pressappochista,
soprattutto sia per il processo storico, che si è avviato e non è stato neanche
storicizzato, quindi non è stato compiuto e la riflessione, da questo punto di vista,
non è stata terminata, men che meno, ovviamente, per le vittime e i familiari delle
vittime di quegli anni così pesanti.
Per questa ragione, credo che si debba con chiarezza prendere le distanze
politicamente da una scelta di quel tipo, che io non condivido, perché trovo che sia
un segnale sbagliato da dare a questa città. Io non nego che, per ignoranza, per capire
chi era il soggetto in questione, ho dovuto andare a studiare su internet e come me
credo tanti giovani della mia età o più giovani di me. Questa è, purtroppo, una delle
cose peggiori di una pagina così drammatica come quella degli anni di piombo,
perché dimostra che il nostro Paese non ha ancora fatto i conti serenamente con
quella pagina e non ha ancora costruito un modo per trasmettere il portato storico e
culturale di quella pagina tanto dolorosa alle nuove generazioni.
Per questo credo che sarebbe profondamente sbagliato, cioè credo che politicamente
sia sbagliato aprire un dibattito politico come sta facendo la festa di Infoaut a partire
da un interlocutore di quel tipo.
Se io sono per una stigmatizzazione politica chiara, come vedete non c'è giro di
parola nelle cose che sto dicendo, non condivido in nessuna forma due
comportamenti. Il primo è il comportamento censorio di chi dice che una persona,
ancorché macchiatasi di un crimine gravissimo, non abbia la possibilità di esprimere
le proprie opinioni, questo non lo condivido. Non la inviterei, non andrei
all'incontro; credo che con chiarezza si debba stigmatizzare e criticare politicamente,
ma non vieterei mai la possibilità ad una persona di esprimere la propria opinione,
soprattutto una persona che, probabilmente con uno sconto, ha pagato ed espiato, con
il proprio percorso carcerario, quello che volgarmente si chiama il debito con la
giustizia.
Per questa ragione, io sono contrario al fatto che l'Amministrazione Comunale
chieda che sia vietata per ragioni di ordine pubblico l'iniziativa della Cavallerizza e
dell'Assemblea Cavallerizza 1445. Credo che ognuno si debba assumere le proprie
responsabilità politico-culturali e, quindi, chi decide di ospitare un'iniziativa di quel
tipo, che sia in una piazza, in un luogo occupato, in un luogo aperto, in un luogo
affittato, poco cambia, io credo che semplicemente la città potrà giudicare. Credo di
essere stato molto chiaro da questo punto di vista.
Il secondo atteggiamento che non condivido, Assessore Passoni, invece è quello di
utilizzare quello che sta capitando - "utilizzare" forse è una parola troppo forte,
perché non credo che ci sia questo nel suo intendimento, almeno spero -, però
diciamo caricare di un significato quella scelta nel rapporto che c'è in questo
momento e che ci dovrebbe essere tra chi sta chiedendo la tutela di quel bene e
l'Amministrazione che dovrebbe amministrarlo, perché, altrimenti, mi sembra la
ricerca di una scorciatoia. Chiaramente e politicamente, io penso che ogni forza
politica, ogni rappresentante eletto in questo Consiglio Comunale, ogni persona di
buonsenso abbia diritto a criticare quello che avviene lì dentro, ma credo che, così
come nessuno ha diritto a vietare, nessun altro ha neanche diritto di utilizzare quello
che succede lì dentro per astenersi o per esimersi dalle scelte, dagli impegni
amministrativi di tutela nei confronti di quel bene.
Questa è un'altra discussione, che credo andrà fatta in un altro momento; l'abbiamo
fatto tante volte, ha un prima e un dopo, ma non vorrei che venisse utilizzato questo
episodio e che venisse strumentalizzata la questione legittima posta dal Consigliere
Marrone per cercare invece una scorciatoia a quella che è un'esperienza culturale e
sociale di questa città, che interroga questo Consiglio Comunale e interroga la Giunta
che governa questa città.

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario)
Ho iscritti a parlare nell'ordine il Consigliere Paolino e poi il Consigliere Viale.
La parola al Consigliere Paolino.

PAOLINO Michele
Tutto il gruppo del PD condivide e sottoscrive le parole dell'Assessore Passoni, dalla
prima all'ultima, ne condivide il merito e anche l'approccio. Penso che qui non
siamo di fronte ad una questione di libertà di opinione, perché nel nostro Paese e
nella nostra Città la libertà di opinione è assolutamente garantita più che da ogni altra
parte e penso che se questo signore vuole esprimersi, scrivere un comunicato, un
libro, un saggio o rilasciare interviste, possa farlo nei termini che la Legge gli
consente. Il problema è la passerella, è qualcosa di diverso rispetto all'avere
l'opportunità di esprimersi (questo è assolutamente garantito): è il voler avere i
riflettori in un ambito e in un contesto che è di illegalità. È questo che,
probabilmente, ci distingue dal Consigliere Curto. Noi non riteniamo condivisibile
che ciò avvenga all'interno di una struttura occupata fuori da un quadro di regole e,
quando si esce fuori dal quadro di regole, nessuno è garantito, mentre noi, invece,
dobbiamo garantire tutti, comprese le vittime e compreso chi è stato testimone di
quell'epoca, ne ha subito le esagerazioni o ne ha vissuto in qualche modo la eco,
come è successo a molti di noi.
Noi riteniamo che sia proprio sbagliato il contesto, perché questo avviene in una
struttura occupata illegalmente, in manifestazioni non autorizzate e non mette nelle
condizioni di difendersi chi, invece, magari può sentirsi colpito. Non è che noi
possiamo dire tutto ciò che pensiamo, ci sono delle regole entro le quali dobbiamo
muoverci. Se tra le frasi dette ci sono offese per le vittime, chi le garantisce? Chi può
intervenire in uno spazio occupato? Io non tirerei in ballo la libertà di opinione e
porrei molta attenzione rispetto alla città e al luogo dove si svolge questa
manifestazione, perché le ferite vanno rimarginate.
Il nostro sistema non è punitivo, ha ragione da questo punto di vista il Consigliere
Curto. Io credo che il signore in questione abbia pagato tutto il suo conto con la
giustizia, ma il problema è: quanto facciamo noi Istituzioni perché le ferite non
rimangano aperte? Quanto facciamo perché le persone si sentano tutelate e
riconosciute? Domandiamoci: quanto quella presenza può ferire ulteriormente e
riaprire quelle ferite, anziché chiuderle? Allora, io mi devo preoccupare di questo,
perché so bene che cos'è quel pezzo di storia per la nostra città e per il nostro Paese.
Quindi, ci ritroviamo in pieno nelle parole dell'Assessore Passoni.

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario)
La parola al Consigliere Viale.

VIALE Silvio
L'illegalità è l'occupazione della Cavallerizza. Dopodiché, avrei evitato Sante
Notarnicola; per gli occupanti è un autogol, perché dà lo spunto per quello che non
sarebbe accaduto, cioè sbugiardare, in qualche modo, tutte le intenzioni culturali che
c'erano dietro. Sante Notarnicola poteva essere invitato in qualsiasi centro sociale, ad
Askatasuna piuttosto che in un altro, avrebbe creato polemica, ma sarebbe stato
qualcosa di comprensibile, non dico legittimo, ma in qualche modo nell'ambito di un
contesto politico lontanissimo; averlo fatto, invece, nell'ambito di quella
manifestazione è stata una presa in giro nei confronti di coloro che hanno creduto
nell'occupazione della Cavallerizza. Questo bisogna dirlo con certezza.
L'unico modo per vietare la manifestazione è sgombrare la Cavallerizza; nel
momento in cui si dice che venerdì vietiamo la manifestazione e mettiamo la Polizia
di fronte, impedendo di entrare, di fatto è uno sgombero.
Io dico semplicemente che bisogna distinguere tra quello che vogliamo fare per
quanto riguarda la Cavallerizza - su questo c'è un dibattito molto aperto - e il fatto
che, a mio giudizio - qui sono un po' in dissenso con molti in quest'Aula -, chiunque
ha diritto di parola. Ho difeso il diritto di parola di revisionisti, di fascisti, di
chiunque all'Università e in giro per l'Italia e mi dispiace che oggi il Consigliere
Marrone, a parti invertite, caschi nello stesso tranello... (INTERVENTO FUORI
MICROFONO). Anche assassini, perché anche a destra ci sono assassini. Che Sante
Notarnicola sia un bandito è scontato, che la parte politica sia legata ad opinioni
maturate in carcere e a nessun atto terroristico è altrettanto scontato, quindi io non
difendo nessuno, dico semplicemente che in un Paese civile anche Sante Notarnicola
ha diritto di parlare in un dibattito pubblico, ma che è sbagliato che l'abbiano
organizzato alla Cavallerizza in questo modo, perché in questo contesto è una
provocazione. La responsabilità politica è di chi ha organizzato questa iniziativa.

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario)
Il Partito Democratico ha utilizzato i cinque minuti a sua disposizione (il
Capogruppo Paolino ha utilizzato tre minuti e il Consigliere Viale due minuti). Non
c'è l'intervento in dissenso poiché non si vota. (INTERVENTO FUORI
MICROFONO). Il Partito Democratico non può più intervenire.

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