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PORCINO Giovanni (Presidente) La parola, per le comunicazioni, all'Assessore Passoni. PASSONI Gianguido (Assessore) Il Consigliere Marrone ha presentato questa richiesta di comunicazioni legata alla circostanza per la quale è stata pubblicizzata sul web e, poi, con altri mezzi la programmazione nei prossimi giorni di un festival che viene chiamato Infoaut (il cui svolgimento, peraltro, avviene all'interno degli spazi occupati della Cavallerizza) e che prevede un dibattito con proiezione; il dibattito è legato alla presenza di Sante Notarnicola e non credo di dover qui raccontare di quale soggetto si tratti e quale storia e quale fase storica abbia vissuto e ci ricordi questa presenza. Naturalmente, nella richiesta di comunicazioni il Consigliere chiede se la Giunta ne fosse informata e se intenda lanciare un appello per vietare lo svolgimento della manifestazione. Molto sinteticamente, perché anche io ho appreso soltanto tramite il web di questo appuntamento pubblico - definiamolo così -, ci sono almeno tre circostanze concomitanti che fanno prendere all'Amministrazione Comunale la massima distanza rispetto a questo fatto. Il primo è che questo dibattito e questa proiezione si svolgono all'interno degli spazi della Cavallerizza, spazi occupati con un manifesto che invoca l'uso e la proiezione del fabbricato all'interno di un bene protetto dall'UNESCO, un bene importante e che ammanta le motivazioni dell'occupazione con finalità legate alla tutela del bene. Sinceramente, non si capisce che cosa c'entri l'ospitalità di festival dell'antagonismo, che, oltretutto, evidentemente hanno una programmazione che non può essere riconosciuta in alcun modo da una Pubblica Amministrazione. Aggiungo che sul sito e sull'invito si cita che l'organizzazione è di Infoaut ed Assemblea Cavallerizza, pertanto, da come è stata pubblicizzata, Assemblea Cavallerizza si assume pienamente la responsabilità di questa organizzazione tanto quanto il gruppo Infoaut, di cui ho detto prima, che organizza un festival dell'autonomia e dell'antagonismo. La seconda considerazione è legata al fatto che questo tipo di programmazione è completamente estranea a qualunque percorso (che, peraltro, la Città non ha legittimato, voglio essere molto chiaro su questo) di carattere culturale legato al plesso Cavallerizza. È una seconda considerazione che può sembrare ovvia, ma, in realtà, la settimana scorsa è stato organizzato un convegno legato al destino della Cavallerizza, con la presenza di docenti e di carattere culturale rilevante, senza che vi fosse alcuna partecipazione (né, tanto meno, è stato ricevuto alcun invito) da parte della Città, ma, perlomeno, vi era un'attinenza sul destino del bene (sede dell'occupazione e di progettualità degli occupanti). La terza considerazione per la quale la Città mantiene la propria distanza e condanna quella che è l'organizzazione dell'evento è che viene ospitata una figura come Sante Notarnicola, non di per sé o per ragioni legate a questioni di carattere personale, ma perché il soggetto è espressione di una parte, di una storia e di una vicenda, oltre ad avere alle spalle responsabilità, condanne e colpe espiate e pagate nell'amministrazione penitenziaria dello Stato; sostanzialmente, forse rappresenta anche il tentativo di riaprire o di rivivere culturalmente un pezzo di storia (ricordo che la proiezione tratta dei fatti di piazza Statuto), che però non può essere riconosciuto e che non può essere in alcun modo condiviso, perché deve essere condannato e tenuto ben distante dal riconoscimento da parte della Pubblica Amministrazione e di questa Amministrazione Comunale. Tutto ciò si incardina dentro al tema molto più ampio dell'ordine pubblico, legato all'utilizzo della Cavallerizza, agli aspetti connessi all'occupazione ed alla piega che, secondo me, sta prendendo l'occupazione, perché si sta allontanando dal tema dell'uso dei beni comuni (che, peraltro, non legittimerebbe in ogni caso l'occupazione), vertendo invece su scenari di dibattito politico, in cui ovviamente ci si avventura cercando di rivivere la storia con una chiave di lettura evidentemente parziale. Domani mattina, la Città porterà il tema al Comitato Provinciale per l'Ordine e la Sicurezza Pubblica, rammentando la tipologia di occupazione e gli ultimi fatti verificatisi all'interno e sollecitando la riflessione delle autorità competenti - Questore e Prefetto - sugli avvenimenti e sugli episodi che si costruiscono e si organizzano all'interno di questo plesso, ricordando che l'Amministrazione è dialogante quando si parla del destino di beni pubblici tutelati dall'UNESCO, ma non può esserlo quando si aprono unilateralmente questioni di carattere politico e storico in beni pubblici occupati senza la possibilità di alcun tipo di dialogo o dibattito. MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario) Ricordo ai Consiglieri che ogni Gruppo ha a disposizione cinque minuti per intervenire. La parola al Consigliere Marrone. MARRONE Maurizio Ringrazio l'Assessore e devo dire che, per una volta, mi sono trovato a condividere la totalità del suo intervento. Lo ringrazio anche perché, a nome del Sindaco - perlomeno lo immagino, visto che era rivolta a lui la richiesta -, con la sua risposta a queste comunicazioni ha espresso la posizione ufficiale e formale di questa Amministrazione cittadina, che credo che, almeno su temi come questi, debba rivendicare una voce sola. Mi auguro che anche nelle propaggini più sinistre della maggioranza oggi non rinverremo eccezioni a questo messaggio. Infatti, se è aperto il massimo dibattito con la piena cittadinanza per tutte le idee, fossero anche le più radicali, al netto di questa doverosa premessa (che non è solo una questione di democrazia, ma anche di libertarismo, che deve appartenere a tutti noi) deve rimanere fermo il principio per cui chi si è macchiato con il sangue di innocenti in rapine delinquenziali e, a posteriori, legittimate con un fine pseudo-ideologico, chi si ritrovava in cima alla lista proposta dalle Brigate Rosse come scambio per la liberazione di Aldo Moro (mi riferisco alla lista dei detenuti di cui i terroristi chiedevano la liberazione), chi ancora in carcere ha rivendicato pienamente quel percorso omicida e ferocemente sovversivo, senza alcun rispetto per la vita di persone che non c'entravano nulla in quella pseudo-guerra - se "guerra" poi la possiamo e la dobbiamo definire -, ebbene chi si è macchiato di questi crimini non ha diritto di parlare da un bene, peraltro di natura ancora indirettamente pubblica, quale la Cavallerizza Reale. Non dovrebbe avere diritto di parlare in nessuno spazio di Torino, ma in spazi che hanno una valenza pubblica e di cui paradossalmente gli stessi occupanti rivendicano una primazia pubblica ed una destinazione pubblica da tutelare non deve essere consentito che avvenga questo schiaffo, perché è uno schiaffo alle vittime ed ai parenti delle vittime del terrorismo in una Città dove il brigatismo rosso ha mietuto tante vittime, non soltanto militanti della controparte, ma soprattutto esponenti delle Forze dell'Ordine, della Magistratura, del giornalismo, dell'imprenditoria torinese e, addirittura, del sindacalismo non allineato a quell'ideologia di odio. Aggiungo un elemento: pur ribadendole i ringraziamenti in premessa, voglio sottolineare che sarebbe stato importante che il Sindaco avesse dedicato un intervento dalla Sala Rossa con la sua viva voce. Ci dispiace che alcuni impegni glielo abbiano impedito. Sono sicuro che un suo intervento, magari tramite l'Ufficio Stampa, sarebbe non soltanto auspicabile, ma doveroso e, sinceramente, non mi capacito del fatto che non sia ancora avvenuto in questi giorni in cui è stata aperta la polemica, ma mi auguro che oggi sia un'occasione per rimediare. L'auspicio è quello pratico e su questo credo che possiamo essere davvero tutti d'accordo: nell'occasione citata dall'Assessore Passoni del Tavolo pubblico per la sicurezza di domani, che fortunatamente si svolge prima di venerdì (giorno in cui dovrebbe avvenire questa provocazione e, guarda caso, avviene esattamente in concomitanza con un forum internazionale con i vertici dell'ONU a pochi metri di distanza, in piazzetta Reale, quindi dietro piazza Castello), l'auspicio è che il Sindaco o chi lo rappresenterà in quella sede porti non solo una riflessione, ma un appello a chiare lettere e con tanti punti esclamativi: la Questura e la Prefettura, che hanno le dirette competenze per l'ordine pubblico, a differenza dell'Amministrazione Comunale, vietino ed impediscano la realizzazione di questo evento, perché è giusto che il dibattito sia ampio e sono benvenute tutte le idee. Vorrei concludere con questa riflessione che, un giorno, mi è stata fatta dal figlio di una vittima del terrorismo: gli anni passano e, sicuramente, una persona può espiare la sua colpa con la pena prevista da questo Stato (anche se comunque ci ritroviamo in questa paradossalità per cui, alla fine, gli ergastoli non sono poi ergastoli effettivi nella mancanza di certezza della pena che viviamo), dall'altra parte però, se è vero che tutti hanno diritto ad essere recuperati alla vita civile, è anche vero che, se uno può essere un ex terrorista, difficilmente una vittima potrà essere un'ex vittima. Purtroppo, non si torna indietro per quanto riguarda gli omicidi e gli assassini e per questo, al netto della recuperata libertà che questo personaggio potrà avere - a mio giudizio, immeritatamente, ma non sta a me giudicarlo -, perché può aver recuperato a livello di libertà civile, di sicuro deve rimanere comunque un clima di ostracismo espresso, unitario e rivendicato non nei confronti di chi porta ideologie estreme, perché, finché lo fa nel rispetto degli altri e della società, tutte le idee sono lecite, bensì verso chi lo ha fatto o chi ha nascosto dietro un'ideologia - estrema o no che fosse - una delinquenza comune, spesso volta al reperimento di soldi rubando a fini personali e, addirittura, adoperando ed adombrando queste ideologie come mera giustificazione di quei crimini e neanche come ragione fondante. Per questo motivo, dopo il Tavolo di domani, auspico che la Giunta possa arrivare con una buona notizia, cioè che la Questura e la Prefettura intendono impedire fisicamente, oltre che con dei divieti formali di ordine pubblico, la realizzazione di un simile schiaffo, che è volutamente provocatorio (perché non possono essere rinvenute altre ragioni) nei confronti della sensibilità di questa Torino, che ha così sofferto gli anni di piombo. MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario) La parola al Consigliere Curto. CURTO Michele Ho ascoltato le parole dell'Assessore Passoni e la replica, dopo la richiesta di comunicazioni, del Consigliere Marrone e devo dire che, mentre mi trovo d'accordo per parte, per altra parte invece dissento. Proviamo a fare chiarezza immediatamente. Io credo che non ci sia nessuna tollerabilità politico-culturale di quello che avverrà nei prossimi giorni alla Cavallerizza; non condivido per nulla l'iniziativa politica, penso che sia non solo sbagliato, ma doloroso riaprire in questo modo una pagina tanto dura della storia di questa città; credo che sia poco rispettoso, oltre che storicamente abbastanza scorretto, farlo in questo modo; credo che sia anche un po' pressappochista, soprattutto sia per il processo storico, che si è avviato e non è stato neanche storicizzato, quindi non è stato compiuto e la riflessione, da questo punto di vista, non è stata terminata, men che meno, ovviamente, per le vittime e i familiari delle vittime di quegli anni così pesanti. Per questa ragione, credo che si debba con chiarezza prendere le distanze politicamente da una scelta di quel tipo, che io non condivido, perché trovo che sia un segnale sbagliato da dare a questa città. Io non nego che, per ignoranza, per capire chi era il soggetto in questione, ho dovuto andare a studiare su internet e come me credo tanti giovani della mia età o più giovani di me. Questa è, purtroppo, una delle cose peggiori di una pagina così drammatica come quella degli anni di piombo, perché dimostra che il nostro Paese non ha ancora fatto i conti serenamente con quella pagina e non ha ancora costruito un modo per trasmettere il portato storico e culturale di quella pagina tanto dolorosa alle nuove generazioni. Per questo credo che sarebbe profondamente sbagliato, cioè credo che politicamente sia sbagliato aprire un dibattito politico come sta facendo la festa di Infoaut a partire da un interlocutore di quel tipo. Se io sono per una stigmatizzazione politica chiara, come vedete non c'è giro di parola nelle cose che sto dicendo, non condivido in nessuna forma due comportamenti. Il primo è il comportamento censorio di chi dice che una persona, ancorché macchiatasi di un crimine gravissimo, non abbia la possibilità di esprimere le proprie opinioni, questo non lo condivido. Non la inviterei, non andrei all'incontro; credo che con chiarezza si debba stigmatizzare e criticare politicamente, ma non vieterei mai la possibilità ad una persona di esprimere la propria opinione, soprattutto una persona che, probabilmente con uno sconto, ha pagato ed espiato, con il proprio percorso carcerario, quello che volgarmente si chiama il debito con la giustizia. Per questa ragione, io sono contrario al fatto che l'Amministrazione Comunale chieda che sia vietata per ragioni di ordine pubblico l'iniziativa della Cavallerizza e dell'Assemblea Cavallerizza 1445. Credo che ognuno si debba assumere le proprie responsabilità politico-culturali e, quindi, chi decide di ospitare un'iniziativa di quel tipo, che sia in una piazza, in un luogo occupato, in un luogo aperto, in un luogo affittato, poco cambia, io credo che semplicemente la città potrà giudicare. Credo di essere stato molto chiaro da questo punto di vista. Il secondo atteggiamento che non condivido, Assessore Passoni, invece è quello di utilizzare quello che sta capitando - "utilizzare" forse è una parola troppo forte, perché non credo che ci sia questo nel suo intendimento, almeno spero -, però diciamo caricare di un significato quella scelta nel rapporto che c'è in questo momento e che ci dovrebbe essere tra chi sta chiedendo la tutela di quel bene e l'Amministrazione che dovrebbe amministrarlo, perché, altrimenti, mi sembra la ricerca di una scorciatoia. Chiaramente e politicamente, io penso che ogni forza politica, ogni rappresentante eletto in questo Consiglio Comunale, ogni persona di buonsenso abbia diritto a criticare quello che avviene lì dentro, ma credo che, così come nessuno ha diritto a vietare, nessun altro ha neanche diritto di utilizzare quello che succede lì dentro per astenersi o per esimersi dalle scelte, dagli impegni amministrativi di tutela nei confronti di quel bene. Questa è un'altra discussione, che credo andrà fatta in un altro momento; l'abbiamo fatto tante volte, ha un prima e un dopo, ma non vorrei che venisse utilizzato questo episodio e che venisse strumentalizzata la questione legittima posta dal Consigliere Marrone per cercare invece una scorciatoia a quella che è un'esperienza culturale e sociale di questa città, che interroga questo Consiglio Comunale e interroga la Giunta che governa questa città. MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario) Ho iscritti a parlare nell'ordine il Consigliere Paolino e poi il Consigliere Viale. La parola al Consigliere Paolino. PAOLINO Michele Tutto il gruppo del PD condivide e sottoscrive le parole dell'Assessore Passoni, dalla prima all'ultima, ne condivide il merito e anche l'approccio. Penso che qui non siamo di fronte ad una questione di libertà di opinione, perché nel nostro Paese e nella nostra Città la libertà di opinione è assolutamente garantita più che da ogni altra parte e penso che se questo signore vuole esprimersi, scrivere un comunicato, un libro, un saggio o rilasciare interviste, possa farlo nei termini che la Legge gli consente. Il problema è la passerella, è qualcosa di diverso rispetto all'avere l'opportunità di esprimersi (questo è assolutamente garantito): è il voler avere i riflettori in un ambito e in un contesto che è di illegalità. È questo che, probabilmente, ci distingue dal Consigliere Curto. Noi non riteniamo condivisibile che ciò avvenga all'interno di una struttura occupata fuori da un quadro di regole e, quando si esce fuori dal quadro di regole, nessuno è garantito, mentre noi, invece, dobbiamo garantire tutti, comprese le vittime e compreso chi è stato testimone di quell'epoca, ne ha subito le esagerazioni o ne ha vissuto in qualche modo la eco, come è successo a molti di noi. Noi riteniamo che sia proprio sbagliato il contesto, perché questo avviene in una struttura occupata illegalmente, in manifestazioni non autorizzate e non mette nelle condizioni di difendersi chi, invece, magari può sentirsi colpito. Non è che noi possiamo dire tutto ciò che pensiamo, ci sono delle regole entro le quali dobbiamo muoverci. Se tra le frasi dette ci sono offese per le vittime, chi le garantisce? Chi può intervenire in uno spazio occupato? Io non tirerei in ballo la libertà di opinione e porrei molta attenzione rispetto alla città e al luogo dove si svolge questa manifestazione, perché le ferite vanno rimarginate. Il nostro sistema non è punitivo, ha ragione da questo punto di vista il Consigliere Curto. Io credo che il signore in questione abbia pagato tutto il suo conto con la giustizia, ma il problema è: quanto facciamo noi Istituzioni perché le ferite non rimangano aperte? Quanto facciamo perché le persone si sentano tutelate e riconosciute? Domandiamoci: quanto quella presenza può ferire ulteriormente e riaprire quelle ferite, anziché chiuderle? Allora, io mi devo preoccupare di questo, perché so bene che cos'è quel pezzo di storia per la nostra città e per il nostro Paese. Quindi, ci ritroviamo in pieno nelle parole dell'Assessore Passoni. MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario) La parola al Consigliere Viale. VIALE Silvio L'illegalità è l'occupazione della Cavallerizza. Dopodiché, avrei evitato Sante Notarnicola; per gli occupanti è un autogol, perché dà lo spunto per quello che non sarebbe accaduto, cioè sbugiardare, in qualche modo, tutte le intenzioni culturali che c'erano dietro. Sante Notarnicola poteva essere invitato in qualsiasi centro sociale, ad Askatasuna piuttosto che in un altro, avrebbe creato polemica, ma sarebbe stato qualcosa di comprensibile, non dico legittimo, ma in qualche modo nell'ambito di un contesto politico lontanissimo; averlo fatto, invece, nell'ambito di quella manifestazione è stata una presa in giro nei confronti di coloro che hanno creduto nell'occupazione della Cavallerizza. Questo bisogna dirlo con certezza. L'unico modo per vietare la manifestazione è sgombrare la Cavallerizza; nel momento in cui si dice che venerdì vietiamo la manifestazione e mettiamo la Polizia di fronte, impedendo di entrare, di fatto è uno sgombero. Io dico semplicemente che bisogna distinguere tra quello che vogliamo fare per quanto riguarda la Cavallerizza - su questo c'è un dibattito molto aperto - e il fatto che, a mio giudizio - qui sono un po' in dissenso con molti in quest'Aula -, chiunque ha diritto di parola. Ho difeso il diritto di parola di revisionisti, di fascisti, di chiunque all'Università e in giro per l'Italia e mi dispiace che oggi il Consigliere Marrone, a parti invertite, caschi nello stesso tranello... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Anche assassini, perché anche a destra ci sono assassini. Che Sante Notarnicola sia un bandito è scontato, che la parte politica sia legata ad opinioni maturate in carcere e a nessun atto terroristico è altrettanto scontato, quindi io non difendo nessuno, dico semplicemente che in un Paese civile anche Sante Notarnicola ha diritto di parlare in un dibattito pubblico, ma che è sbagliato che l'abbiano organizzato alla Cavallerizza in questo modo, perché in questo contesto è una provocazione. La responsabilità politica è di chi ha organizzato questa iniziativa. MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario) Il Partito Democratico ha utilizzato i cinque minuti a sua disposizione (il Capogruppo Paolino ha utilizzato tre minuti e il Consigliere Viale due minuti). Non c'è l'intervento in dissenso poiché non si vota. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Il Partito Democratico non può più intervenire. |