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PORCINO Giovanni (Presidente) Passiamo all'esame congiunto della proposta di deliberazione n. mecc. 201504099/131, presentata dalla Giunta Comunale in data 15 settembre 2015, avente per oggetto: "Immobili di proprietà comunale. Indirizzi per le modalità di alienazione. Approvazione dismissioni 2015". e della proposta di mozione n. mecc. 201504748/002, presentata dal Consigliere Marrone in data 12 ottobre 2015, avente per oggetto: "Accompagnamento alla deliberazione (mecc. 201504099/002) 'Immobili di proprietà comunale. Indirizzi per le modalità di alienazione. Approvazione dismissioni 2015'". PORCINO Giovanni (Presidente) Comunico che in data 25/09/2015 la competente Commissione ha rimesso il provvedimento in Aula. A questa proposta di deliberazione sono stati presentati 70 emendamenti, che sono stati accorpati. Si è aggiunta, inoltre, una mozione di accompagnamento a firma del Consigliere Marrone, che vi è stata distribuita. La parola al Consigliere Marrone. MARRONE Maurizio In realtà la necessità di intervenire è per ricordare un elemento, ovvero che abbiamo una deliberazione che propone di istituire un Regolamento… PORCINO Giovanni (Presidente) Scusate, non sentiamo nulla. Un po' di silenzio, per favore! Prego, Consigliere Marrone. MARRONE Maurizio Volevo solo ricordare che l'Assessora Curti - che prima era presente in Sala Rossa - ha proposto a questo Consiglio Comunale, attraverso una deliberazione, l'istituzione di un nuovo Regolamento per il coinvolgimento della cittadinanza nell'utilizzo del patrimonio immobiliare comunale in abbandono o in disuso. Già in quell'occasione ho avuto modo di chiedermi: "Qual è il patrimonio immobiliare del Comune rimasto da tutte le alienazioni dell'Assessore Passoni?". Questo lo dico perché ho voluto cogliere l'opportunità e, anche con la gentilezza della Presidenza che mi ha consentito fuori termine di allegare una semplice mozione di accompagnamento, ricordare che già in una passata deliberazione proposta dall'Assessore Passoni di dismissione immobiliare votammo e approvammo una mozione che chiedeva di avere una politica a parte per quanto riguardava gli alloggi di proprietà comunale, quindi parliamo di immobili abitabili, chiedendo che almeno quelli che rimanevano deserti nella prima gara pubblica di alienazione potessero essere non rimessi in vendita a prezzi più bassi, bensì utilizzati per far fronte all'emergenza abitativa delle tante famiglie torinesi in attesa della casa popolare. Questa mozione veniva approvata, evidentemente, con un livello di attenzione paragonabile a quello attuale. Questo poi spiega come mai questa Città sia un abisso dal punto di vista sociale e, dall'altra parte, però, non veniva mai attuata, tanto che gli stessi alloggi dal 2013 ad oggi hanno continuato ad essere messi reiteratamente in vendita a prezzi sempre più bassi con un indice di deserto a livello di vendita paragonabile ai due terzi o a metà di tutti gli alloggi messi di volta in volta in asta pubblica. Praticamente arriviamo al paradosso per cui la Città compra nell'arco di un quinquennio sedici alloggi per trasformarli in case popolari e spende, mi sembra, due milioni e mezzo, grossomodo, dall'altra parte, invece, ne vende circa una quarantina nell'arco di questa tornata amministrativa e riesce a portare poi un saldo negativo, cioè praticamente ha comprato a prezzo più caro di quello che si è riusciti a vendere, reiterando le vendite di volta in volta sugli stessi alloggi. Questo non riguarda solo gli immobili signorili, faccio un esempio per tutti nel quartiere Santa Rita, dove ricadono gli stessi alloggi che ha comprato recentemente, sempre con evidenza pubblica, a fine di emergenza abitativa per trasformarli in case popolari. Mi chiedo quale sia il senso di un'idea di questo tipo; è un controsenso non in termini politici, ma in senso amministrativo e razionale. Mi limito davvero solo a denunciare l'assenza a un dibattito come questo del Sindaco, del Vicesindaco, sostanzialmente da un punto di vista politico, al di là dell'Assessore Passoni che è tenuto per ragioni di competenza e di firma diretta, di quasi di tutta la Giunta. Il problema è che poi, invece, siamo chiamati come Consiglio Comunale solo ad applaudire ad annunci fasulli di ricette magiche di cui poi il Sindaco si vanta, vantando peraltro una soluzione a un'emergenza abitativa che continua a mordere sempre più feroce, per cui si tratta di una falsità propagandistica a cui sinceramente non ritengo possa credere nessuno. Se c'è anche solo un Consigliere di maggioranza che in questo momento sta ascoltando - forse ci sono Araldi e Viale e basta, direi -, vorrei solo ricordare che in allegato a questa deliberazione c'è una seconda mozione che si limita a ripetere quanto è già stato detto la scorsa volta, però con toni un po' più decisi: basta mettere in vendita alloggi abitativi che potrebbero e dovrebbero essere utilizzati, seppur in via transitoria, come sistemazione abitativa per le tante famiglie che sono in cima alla graduatoria per la casa popolare e si ritrovano a dover aspettare smembrate in dormitori e strutture assistenziali. Questa è una impegnativa molto chiara, spero che ci sia attenzione e ascolto su questo, perché in passato abbiamo ottenuto una trasversalità molto positiva e molto incoraggiante che non ha avuto però alcuna attuazione poi amministrativa da parte della Giunta. Questo è un grave peccato, speriamo che riportare l'attenzione della Giunta a questo problema serva a intravvedere almeno a fine tornata amministrativa qualcosa di concreto. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola all'Assessore Passoni. PASSONI Gianguido (Assessore) Intervengo sinteticamente, anche se la discussione è stata fatta l'altra volta e oggi viene aggiunto un elemento che in realtà non è nuovo. È evidente che l'appeal politico della leggenda di "Davide contro Golia", cioè il Comune che vende alloggi non rendendosi conto dell'emergenza abitativa, mentre invece potremmo utilmente impegnarli nella lotta contro la povertà ha un suo appeal, lo ammetto, ma in realtà le cose che dice il Consigliere Marrone non hanno fondamento. Sono molto chiaro su questo, non solo perché non più di sette giorni fa la Città ha stipulato una convenzione per concedere undici alloggi di patrimonio abitativo patrimoniale con l'Assessorato della Collega Tisi, teso a utilizzarli nell'arco di una convenzione con la Fondazione Operti, nata per l'emergenza sociale, esattamente per adempiere a quella finalità che è l'uso gestito di patrimonio comunale che possa essere utilizzato a finalità di accoglienza, di emergenza abitativa, ma perché ovviamente il ragionamento del Consigliere Marrone, fatto un po' con l'accetta, o forse in questo caso potrei dire con la cazzuola, è fatto dicendo: "Voi comprate ad x e vendete a meno". Certo, perché la Variante 35 prevede che compriamo case che nella maggior parte dei casi sono nuove e - grazie a Dio - hanno le autorizzazioni e le certificazioni per essere abitate, mentre vendiamo case che non sono, nel 90% dei casi, abitabili, oltre ad essere spesso complessi nei quali la Città ha un immobile soltanto e la Città ritiene antieconomico pagare le spese condominiali, la facciata, il portinaio a Crocetta, di una casa dove invece con gli stessi soldi possiamo comprare due alloggi economico-popolari in un contesto riqualificato. Capisce la differenza? Capisco la retorica della mozione che ci dica che la Città non capisce mai niente e che vende gli alloggi in modo cieco e miope; capisco anche che sia molto facile per chi ha argomenti di opposizione promuovere l'uso estemporaneo di strutture comunali senza certificazioni, senza autorizzazioni, illegalmente - diciamolo chiaramente -; devo dire tuttavia che questa soluzione non può essere quella che la Città propone sui propri immobili comunali, laddove si tratta di alloggi che non hanno l'abilitazione e certificazione perché siamo un Ente Pubblico. Pertanto non entro nel merito delle discussioni che possono riguardare il tema più in generale, mi limito a dire che la Città correttamente persegua obiettivi di finanza pubblica e di efficientamento del suo patrimonio, vendendo immobili che hanno bisogno di manutenzione o che hanno alti costi di gestione e realizzi, invece, l'acquisizione in alcuni casi di immobili con i fondi degli ex immobili ERP o con altri fondi, laddove in complessi recenti con mix sociale si possano integrare le funzioni di emergenza abitativa, senza essere in contraddizione con noi stessi. Pertanto, non perché di principio non si possa che essere d'accordo, la mozione è talmente generica che potremmo essere anche d'accordo, cioè qualunque cosa serva a risolvere il problema dell'emergenza abitativa possa essere anche utilizzata, ma in questo caso veramente si prescinde dal merito per elevare una bandiera che non può essere condivisa dalla Giunta Comunale. PORCINO Giovanni (Presidente) Dichiaro chiuso il dibattito. |