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PORCINO Giovanni (Presidente) Passiamo all'esame della seguente proposta di deliberazione n. mecc. 201503359/009, presentata dalla Giunta Comunale in data 22 settembre 2015, avente per oggetto: "Variante n. 303 al P.R.G., ai sensi dell'art. 16 bis della L.U.R., concernente gli immobili di via Paganini n. 30, via Orbetello n. 113 e strada del Nobile n. 14, compresi nel Piano Dismissioni 2014. Approvazione" PORCINO Giovanni (Presidente) Comunico che in data 1/10/2015 le competenti Commissioni hanno rimesso il provvedimento in Aula. La parola, per l'illustrazione, all'Assessore Lo Russo. LO RUSSO Stefano (Assessore) In analogia a quanto illustrato nella deliberazione testé approvata, anche la Variante 303 segue esattamente lo stesso schema e fa riferimento al Piano Dismissioni 2014. Nel caso di specie si fa riferimento a tre immobili: l'immobile di via Paganini 30, quello di via Orbello 113 e quello di strada del Nobile n. 14, che sono stati oggetto di Variante urbanistica ai sensi dell'articolo 16 bis della nostra Legge Urbanistica Regionale, già adottata da questa Aula il 2 dicembre 2014. Anche in questo caso, la Variante è stata esclusa dalla procedura di Valutazione Ambientale Strategica, in quanto considerata nel novero di quelle escludibili e anche in questo caso si tratta di Varianti urbanistiche che modificano le destinazioni d'uso degli immobili citati come riportato all'interno della deliberazione: da Servizi Pubblici verso destinazioni che hanno caratteristiche di Servizi Privati nel caso di via Paganini 30; di area cosiddetta classificabile MP, cioè misto produttivo, nel caso di via Orbetello; di una dizione che il nostro Piano Regolatore chiama zone a verde con preesistenze per quanto riguarda strada del Nobile numero 14. Valgono le considerazioni politiche fatte nell'articolata discussione della deliberazione appena approvata. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola al Consigliere Marrone. MARRONE Maurizio Nella discussione della scorsa deliberazione mi sono astenuto dall'intervenire, ma in questo caso l'immobile di via Orbetello mi pone qualche spunto. L'immobile di via Orbetello - per chi non lo conosca - è praticamente un'ex scuola, se non vado errato, quantomeno sembrava esserlo da ciò che ne rimane, dà l'impressione di esserlo stato un tempo. Si tratta di una struttura, in realtà, completamente abbandonata, è stata saccheggiata e sventrata completamente, non ne rimane praticamente niente, neanche i muri divisori, infatti si entra e si esce agevolmente. Sono stato condotto all'interno di questa area da alcuni residenti della zona che ne denunciavano la trasformazione in un bivacco di gente, che pare non l'utilizzi molto per fini abitativi, quanto per fini di consumo di sostanze stupefacenti piuttosto pesanti, dai residui che sembravano rimanere lì. Informandomi ho avuto modo di notare come quell'immobile fosse stato destinato in anni passati come ipotetico immobile da realizzare come housing sociale, all'interno di bandi che sono andati più e più volte deserti e quindi, sotto l'oggettiva responsabilità della Amministrazione Comunale, non è stato occupato come spesso accade, bensì è stato del tutto saccheggiato e distrutto. Su questa singola vicenda mi chiedo - è ovvio che dovrei chiederlo più all'Assessore al Patrimonio che non a quello all'Urbanistica -, essendo un immobile piuttosto ampio, di chi è la responsabilità erariale di un simile disastro? Alla fine, quando l'Amministrazione dice di voler fare un social housing, pone delle condizioni del tutto fuori mercato, forse frutto di qualche bellissimo pamphlet ideologico sul sol dell'avvenire, ma completamente estraneo dalla realtà del mondo e quindi va deserto più volte e rimane nel consueto dimenticatoio - è anche una via abbastanza nascosta, non di grande percorrenza e peraltro poco residenziale, perché è soprattutto sede di officine, magazzini ed immobili di questo tipo -, diventando sostanzialmente un rudere, perché può essere solo raso al suolo, e poi rimane l'interrogativo su chi ricada la responsabilità erariale ed amministrativa. Se il Presidente mi scusa, parlando sempre di dismissioni immobiliari, colgo l'occasione per portare a conoscenza di tutta l'Aula un particolare gustoso sulle politiche generali, perché, questa mattina, la Giunta ci ha negato - non l'Assessore Lo Russo - le comunicazioni o, quantomeno, ha chiesto di negare - e, come spesso accade, la Conferenza dei Capigruppo si è omologata - le comunicazioni sullo Scalo Vanchiglia; il fatto di essere eletto anche nell'Amministrazione Regionale mi consente di informare tutti voi che, mentre oggi ci venivano negate le comunicazioni sul suk abusivo dell'ex Scalo Vanchiglia, la Giunta Regionale dava il via libera con una deliberazione, appunto come autorizzazione, alla realizzazione di un centro commerciale allo Scalo Vanchiglia. Va benissimo mettere il libro dei sogni sulla rigenerazione urbana, però, prima o poi, nei singoli processi di rigenerazione vorremmo vedere qualcosa andare avanti, perché ne vediamo molti annunciati e poi arenati e bloccati da ricorsi e vicende che impediscono al cittadino di vederne i frutti, ma ci sembra che la grande velocità decisionale ci sia nell'ottica dell'autorizzazione e della realizzazione di questi poli commerciali. Posso testimoniare che in Regione la Giunta si assume la responsabilità di deliberare quell'atto che è di sua stretta pertinenza, senza nemmeno aver convocato o quantomeno interpellato i Consiglieri delle Commissioni competenti; lo abbiamo scoperto lì e non sarò l'unico torinese che porrà il problema all'Assessore De Santis, a cui peraltro ne poniamo tanti, però vorrei informare tutti che, mentre ci stiamo ancora chiedendo dove metteremo gli abusivi che stanno lì, in realtà in Regione la Giunta, che risponde allo stesso colore politico di quella comunale, non aspetta neanche di capire che cosa accadrà lì o che decidiamo che cosa dovrebbe avvenire lì nella rigenerazione urbana, ma, per non sbagliare, ha già autorizzato un nuovo centro commerciale. Assessore, se questa è la modalità con la quale si porta avanti la rigenerazione urbana, sappia che non ci trova d'accordo. PORCINO Giovanni (Presidente) Non essendoci altri interventi, la parola, per la replica, all'Assessore Lo Russo. LO RUSSO Stefano (Assessore) Il Consigliere Marrone me lo permetterà, perché è troppo ghiotta l'occasione per rammentargli che lui dovrebbe sapere molto bene che cosa avverrà sullo Scalo Vanchiglia, in quanto quest'Aula ha recentemente approvato in via definitiva un Piano Particolareggiato che si chiama Regaldi, e non Scalo Vanchiglia, che è stato oggetto di una discussione che, se ricordo bene, non è che non ha impegnato queste Commissioni e l'Aula, anzi, siccome ho buona memoria, ritengo che abbiamo discusso a lungo addirittura di come sviluppare il planivolumetrico di quel Piano Particolareggiato, con una decisione che peraltro (anche questo il Consigliere Marrone certamente lo saprà) è stata oggetto di un ricorso gerarchico di un Consigliere Regionale alla Giunta Regionale, che è stato respinto con analogo atto di deliberazione di Giunta Regionale, e di un analogo ricorso al TAR. Sarebbe troppo ghiotta l'occasione per rilevare, da un lato, con un certo qual grado di ironia e, dall'altro lato, di fastidio che le forze di opposizione, comunque esse siano, non sviluppando attività politica nel merito delle questioni, si rivolgano ad organi giurisdizionali terzi rispetto alle assemblee elette dal popolo e dai cittadini per far valere i diritti politici. È un po' suggestivo che a fare questo siano degli eletti dai cittadini, però, ormai vale tutto in questo Paese e, purtroppo, anche in questa Città. Questa è una considerazione generale. Visto che il Consigliere Marrone ha divagato ed ha informato l'Aula, informo anche io, se l'Aula lo consente, e ricordo all'Aula che invece - magari non il Consigliere Marrone, ma i suoi Colleghi - si discusse a lungo della questione del Piano Particolareggiato Regaldi in quest'Aula. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). In questa sede parlo da Assessore della Città di Torino e, quindi, rispondo di questo ruolo. Per quanto riguarda la vicenda di via Paganini citata dal Consigliere Marrone, proprio per lo stato di incuria e lo stato di abbandono dell'immobile credo che sia quanto mai urgente addivenire ad un cambio di destinazione urbanistica (da quei servizi pubblici che, per ragioni a me non conosciute, nel passato non sono stati valorizzati in tal modo), aprendo un po' di più rispetto ad alcune strategie di valorizzazione del patrimonio immobiliare che, anche armate da ottime intenzioni - non escludo che siano state ottime le intenzioni con cui sono state sviluppate le precedenti versioni di dismissione -, evidentemente si sono scontrate con le condizioni di mercato e/o logistiche che non rendevano compatibili gli interventi di sviluppo a servizio pubblico. Questa è stata la ragione per cui, nell'ambito delle dismissioni patrimoniali del piano dismissioni 2014, è stato inserito questo immobile ed è stata inserita esplicitamente la previsione di un cambio di destinazione d'uso urbanistico da servizi pubblici a servizi privati. La definitiva approvazione di questa Variante completa un iter che - come ha detto bene il Consigliere Marrone - è durato fin troppo e più tempo perdiamo più quell'immobile rimarrà nelle condizioni di degrado in cui è. Sarà sufficiente la proposta di deliberazione in votazione questa sera per cambiare le sorti? Non lo so e, onestamente, è difficile immaginarlo; è vero quello che ha detto il Consigliere Marrone e cioè che, in questi anni, la valorizzazione di quel cespite con destinazione a sevizio pubblico non si è verificata e questo giustifica l'interesse pubblico nel completare l'iter di trasformazione urbanistica verso una destinazione a servizi privati, così come previsto dall'originaria deliberazione già approvata dal Consiglio Comunale in data 2 dicembre 2014 e qui confermata con la proposta di deliberazione in votazione questa sera. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola, per la dichiarazione di voto, al Consigliere Marrone. MARRONE Maurizio Ringrazio l'Assessore. Sono contento che, quantomeno, concordi sul fatto che qualcosa non ha funzionato nelle politiche di gestione degli immobili pubblici. Intendiamoci, ci sarebbero quelle "mozioncine", ma anche lì, purtroppo, ne sto parlando con l'Assessore sbagliato, perché si tratta di urbanistica verso il patrimonio e non c'è l'Assessore al patrimonio; intanto, ne parlo con lei, con il Sindaco e, poi, qualcuno riferirà. Capisco che lei sia arrivato a metà mandato e, quindi, non si senta responsabile di quanto accaduto prima, ma - sempre perché siamo in vena di informazione - voi, grossomodo, amministrate questa Città da quando c'è il libero voto, poi ci sarà stata qualche scoloritura socialista ogni tanto, ma, tendenzialmente, ci siete sempre stati voi. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). È giusto, 70 anni di seguito; ha ragione, Assessore, la storia insegna che è democrazia quando non c'è alternanza per 70 anni. Il punto è che questo vi addossa un minimo di responsabilità nel rendere conto del passato, anche al di là delle vostre decisioni personali (che so essere molto variegate all'interno dell'attuale Giunta), perché permane comunque una responsabilità politica ed amministrativa collettiva. Approfitto di questa dichiarazione di voto per ricordare che qui si è discusso molto della supposta rigenerazione urbana portata dalla Variante Regaldi, però, ogni volta che si discute di questi argomenti, l'aspetto commerciale viene sempre estremamente minimizzato, messo nell'angolo e ridimensionato rispetto alle magnifiche sorti progressive che, invece, portano le vostre Varianti. Vorrei umilmente fare osservare che tutta la definizione della rigenerazione urbana la vedranno forse i nostri figli e, intanto, la Giunta Chiamparino ha dato il via libera all'autorizzazione commerciale e in quella sede (ammetto che in questo caso non è colpa vostra, perché è un altro Ente) non è stata fatta la benché minima consultazione su questo punto. So già che qui vedremo gli ordini del giorno destinati alla Regione con il solito rimpiattino, chiedendo, proprio ora che la Barriera rialzava la testa, che cosa succederà ai commercianti al dettaglio di quel quartiere. Vorrei però che rimasse a verbale che, oggi, i vostri compagni in Regione hanno dato il via libera a quel centro commerciale e di quello con loro non ne abbiamo discusso. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola, per la dichiarazione di voto, al Consigliere Curto. CURTO Michele La vicenda di via Paganini è nota, soprattutto a chi conosce un po' la città che fa più fatica, e a tale proposito avevamo sollecitato l'Assessore Passoni in occasione dell'approvazione del Bilancio. Avevo preso la parola sottoponendo all'Assessore Passoni un'osservazione specifica: "Assessore, noi possiamo continuare ad inserire questi stabili nei processi dismissivi, ma, laddove i processi dismissivi non tengono conto dello stato di fatto del contenuto che sta all'interno di questi contenitori, il nostro approccio rischia di essere un po' ipocrita". Ricordo che l'Assessore Passoni disse che vi era proprio l'intenzione di aprire una discussione precisa sullo stabile di via Paganini che tenesse insieme i diversi Assessorati, a partire dall'Assessorato all'Assistenza. Il fatto che oggi, non me ne voglia l'Assessore Lo Russo (che, anzi, è tutto sommato quello che registra il processo storico che stiamo affrontando), ci troviamo a decidere urbanisticamente di quello spazio senza che questo processo sia stato fatto in termini di valutazione patrimoniale (e, quindi, di perdita di valore patrimoniale di quell'immobile), in termini di valutazione dei percorsi che sono stati avviati in questi anni, ma anche e soprattutto tenendo conto delle persone che comunque continuano a starvi dentro e di che cosa faremo di quelle persone, penso che, da questo punto di vista, sia un errore grave. Rispetto all'atto nello specifico, da parte del Gruppo di Sinistra Ecologia Libertà ci sarà un'astensione, perché non c'è un'ostilità sull'atto, ancorché le informazioni che arrivano dal Consigliere Marrone probabilmente meriterebbero un approfondimento. Per quanto riguarda invece lo stabile nello specifico, vorremmo capire qual è la strategia del patrimonio della Città di Torino rispetto al fatto che, oggi, in quello stabile ci sono delle persone, così come ci sono state negli ultimi anni, e quindi possiamo cambiare la destinazione d'uso, ma non possiamo cambiare la destinazione d'uso delle persone che vi stanno dentro; quindi, dovremmo capire che intenzioni abbiamo. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola, per la dichiarazione di voto, al Consigliere Altamura. ALTAMURA Alessandro Il Gruppo del Partito Democratico voterà a favore e ringrazio l'Assessore per la precisazione su due questioni che, secondo me, non sono state compiutamente affrontate, se non attraverso l'intervento del Consigliere Marrone, che ha sollevato la questione della Regione. Noi abbiamo proseguito su una linea che mi sembra che l'Assessore Lo Russo non abbia smentito, quella di mantenere l'impostazione della L1, che dà come massimo di area commerciale i 2.500 metri quadrati. Come pochi ricordano (magari il Consigliere Marrone ha più dimestichezza con l'Aula assembleare della Regione Piemonte rispetto ad altri Consiglieri), la Legge Regionale prevede esplicitamente che, per quanto riguarda l'andare in deroga alla L1, soltanto la Regione (proprio perché lo prevede esplicitamente la Legge Regionale), possa intervenire rispetto a questo punto. Anche i passaggi precedenti rispetto a questo strumento urbanistico hanno mantenuto quell'impostazione. È evidente che è necessario il concerto tra i due Enti rispetto alla parte futura dell'area commerciale, ma mi sembra che la Città, anche in passato, abbia dettato il percorso da seguire; credo che questo punto (proprio perché il tema dell'impatto del commercio soprattutto di media e grande distribuzione rispetto al commercio che magari sta più a cuore a qualche Consigliere, ma, in generale, a tutti noi quando parliamo di commercio di vicinato e del rischio di desertificazione rispetto all'impatto dei grandi centri commerciali) sia un tema che, più volte, la Giunta ha ribadito come tema complessivo di ragionamento sul territorio della Città e anche di sviluppo di alcune aree attraverso l'uso dello strumento urbanistico e delle variazioni di destinazione. L'Assessore Lo Russo, anche in Commissione, ha più volte ribadito che su questo punto è assolutamente allineato alle richieste del Consiglio Comunale e su questo tema noi manterremo l'impostazione di concordare il percorso con la Giunta. L'aspetto legato allo strumento urbanistico non fa che confermare la linea già precedentemente assunta. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola, eccezionalmente, per una breve replica all'Assessore Lo Russo. LO RUSSO Stefano (Assessore) Vorrei intervenire solo per il verbale; il Consigliere Curto ha dichiarato l'astensione del Gruppo di Sinistra Ecologia Libertà e me ne dolgo, perché apprendo di questa decisione in Aula. Vorrei solo fare una precisazione, dando lettura di che cosa stiamo facendo, cioè del cambio di destinazione che operiamo, perché, altrimenti, rischiamo di fare ragionamenti anche corretti, ma non sull'atto in questione. La modifica della destinazione urbanistica dell'immobile sito in via Paganini n. 30, pari a circa 2.076 metri quadrati di superficie territoriale, di cui circa 1.110 da area per servizi pubblici, lettera "a", area per attrezzature di interesse comune, ad area per servizi privati, lettera "a", servizi per l'istruzione, attrezzature sociali, assistenziali, per residenze collettive, per attività sanitarie, sportive e culturali; lettera "b" fondazioni culturali e lettera "v" impianti ed attrezzature sportive; mentre i 996 metri quadrati di questa area a servizi pubblici lettera "a" diventano area per la viabilità. Per capirci, vorrei sommessamente fare rilevare che passiamo da una destinazione a servizio pubblico lettera "a" ad un'altra destinazione a servizio pubblico che è esplicitata in Variante. Conseguentemente, le strategie di valorizzazione patrimoniale messe in campo a valle della Variante sono e dovranno essere coerenti con la destinazione d'uso urbanistica dell'immobile di via Paganini a valle della Variante, che è quella che ho voluto leggere in Aula (chiedo scusa al Presidente e lo ringrazio per avermi concesso questa opportunità eccezionalmente), in maniera tale che il Consiglio sia consapevole del fatto che la valutazione è verso una destinazione a servizi che amplia la possibilità di insediamento di servizi (in questo caso, vengono classificati come privati, ma sono sempre servizi). PORCINO Giovanni (Presidente) Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione la proposta di deliberazione: presenti 24, astenuti 4, favorevoli 20. La proposta di deliberazione è approvata. PORCINO Giovanni (Presidente) Pongo in votazione l'immediata eseguibilità del provvedimento: presenti 24, astenuti 1, favorevoli 23. L'immediata eseguibilità è concessa. |