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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 5 Ottobre 2015 ore 10,00
Paragrafo n. 17
DELIBERAZIONE (Giunta: proposta e urgenza) 2015-03355
VARIANTE N. 307 AL P.R.G., AI SENSI DELL'ART. 16 BIS DELLA L.U.R., CONCERNENTE GLI IMMOBILI DI VIA SAN FRANCESCO DA PAOLA N. 3 E VIA CORTE D'APPELLO N. 10, COMPRESI NEL PIANO DISMISSIONI 2014. APPROVAZIONE. [Mancanza numero legale]
Interventi

PORCINO Giovanni (Presidente)
Passiamo all'esame della proposta di deliberazione n. mecc. 201503355/009,
presentata dalla Giunta Comunale in data 22 settembre 2015, avente per oggetto:

"Variante n. 307 al P.R.G., ai sensi dell'art. 16 bis della L.U.R., concernente gli
immobili di via San Francesco da Paola n. 3 e via Corte d'Appello n. 10, compresi
nel Piano Dismissioni 2014. Approvazione".

PORCINO Giovanni (Presidente)
Comunico che in data 1/10/2015 le competenti Commissioni hanno rimesso il
provvedimento in Aula.
La parola, per l'illustrazione, all'Assessore Lo Russo.

LO RUSSO Stefano (Assessore)
La Variante 307 è stata adottata dal Consiglio Comunale in data 2 dicembre 2014 e
riguarda una parte degli immobili soggetti al Piano Dismissioni 2014, a sua volta
deliberato dal Consiglio Comunale in allegato al Bilancio.
La proposta di deliberazione in votazione approva in via definitiva la Variante già
adottata in data 2 dicembre 2014, con deliberazione 144, e completa l'iter di carattere
urbanistico innescato a valle della deliberazione del Consiglio Comunale del Piano
Dismissioni 2014, in seguito confermata dalla deliberazione di adozione della
Variante urbanistica, ai sensi dell'articolo 16 bis della nostra Legge Urbanistica
Regionale. Questo per dare il confine della proposta di deliberazione.
Nel merito, il provvedimento riguarda due immobili comunali, attualmente ancora
utilizzati, siti in via San Francesco da Paola 3 e in via Corte d'Appello 10, per i quali
il Piano Regolatore viene variato verso una destinazione residenziale. La
destinazione di partenza è quella a servizi pubblici. La Circoscrizione ha dato parere
favorevole. La Conferenza dei Servizi, che aveva fatto la verifica di assoggettabilità
alla VAS, si è completata nei tempi di legge e la procedura di Variante è stata esclusa
dalla Valutazione Ambientale Strategica, con apposita determinazione del dirigente
preposto.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola al Consigliere Trombotto.

TROMBOTTO Maurizio
Come già anticipato nel corso dei lavori della II Commissione Consiliare, il voto sarà
favorevole. D'altro lato, come anche riconfermato quest'oggi dall'Assessore, stiamo
parlando della chiusura di un procedimento in essere, per quel che riguarda il Piano
Dismissioni del 2014. Però, chiedo all'Assessore, come ho fatto anche in II
Commissione, di dare contezza a questo Consiglio Comunale - non solo quindi ai
Commissari della Commissione, per quel che compete all'Assessore, ovviamente,
trattandosi di materia distribuita tra le deleghe di più Assessori - rispetto a quelle che
potranno essere le possibilità di una nuova o di nuove deliberazioni riguardanti
invece il Piano Dismissioni immobiliari 2015, che ovviamente competeranno
all'Assessore nel caso occorra procedere con una Variante del Piano Regolatore.
Questo perché siamo oramai nella fase conclusiva di questo mandato, per cui è
ragionevole poter avere una visione degli atti che verranno portati all'attenzione del
Consiglio Comunale nei prossimi mesi. Anche perché, come ben noto, nel Piano
Dismissioni 2015 sono inseriti immobili di un'importanza e di una significatività tale
per cui la discussione credo che sarà un po' più articolata e meno semplice di quel
che riguarda invece la votazione di questo atto deliberativo.
Chiedo all'Assessore anche la cortesia di dare comunicazione a questo consesso
rispetto a quella che è la sua conoscenza - prendendo spunto dal mio intervento in
Commissione - del Piano Dismissioni della Regione e dell'ex Provincia, cioè
l'attuale Città Metropolitana, perché evidentemente vi sono immobili significativi,
per la loro dimensione, il loro valore e la loro storicità, che sono di proprietà di questi
altri due Enti, ma che insistono sul territorio della Città di Torino. Per cui credo che
chi voglia ricoprire compiutamente il ruolo di rappresentate delle cittadine e dei
cittadini in questo Consiglio Comunale non possa esimersi dall'affrontare un
ragionamento che sia complessivo.
Infine, visto che aldilà della valutazione dell'Assessore rispetto all'articolazione
della lettera R nella previsione normativa del Piano Regolatore, per la quale qui
siamo di fronte - come l'Assessore ci ha ben ricordato - in un caso a un R4, in un
altro caso a un R5, visto lo spettro di possibilità e di destinazioni d'uso che vengono
consentite attraverso la Variante, chiedo all'Assessore, a verbale, dato che una volta
che avremo approvato questo atto non affronteremo più questa materia, se non
magari in una discussione successiva in Commissione, ma non voteremo più degli
atti, di tener conto dell'indicazione fornita anche dal Consiglio della Circoscrizione
1, che - come l'Assessore ben sa - ha espresso un parere favorevole (ovviamente sto
parlando di via San Francesco da Paola 3), ma ha chiesto la possibilità di interloquire
con dei soggetti privati, fermo restando l'evidenza pubblica attraverso la quale andrà
a caratterizzarsi questa interlocuzione, affinché una parte almeno del complesso
possa essere destinata a residenza universitaria. Del resto l'Assessore ha anche
questa delega ed è nota la sua sensibilità e attenzione verso la materia.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola alla Consigliera Appendino.

APPENDINO Chiara
Premesso che non sono membro della Commissione, quindi non ho seguito i lavori
della parte urbanistica, quello che mi preoccupa un po' ancora oggi (non vedo il
Presidente Altamura in Aula, ma mi farò carico come Vicepresidente di I
Commissione) è che non mi risulta che abbiamo fatto un aggiornamento più generale
su quale sia il piano dell'Amministrazione per rivedere dove andremo ad allocare
tutto il personale, quindi come andremo a rivedere tutta la struttura.
Personalmente non parteciperò al voto, come non ho partecipato al voto quando si
votò la dismissione. Penso, però, che sarebbe opportuno, con la I Commissione, più
che con l'Assessore Lo Russo, fare un ragionamento un po' più ampio su come si sta
avviando il concetto di riorganizzazione logistica del personale, quindi come si pensa
di affrontare in futuro la nuova allocazione dei vari Uffici e Assessorati.
Ad oggi non ho aggiornamenti, se non qualcosa che abbiamo letto sui giornali, mesi
fa. Allora, se di qui si procede con l'incasso, dall'altra parte (lo avevo anche detto in
sede di discussione di Bilancio) è chiaro che dovranno essere fatti degli investimenti,
delle spese alternative, perché non penso che lasceremo i nostri dipendenti per la
strada; me lo auguro, ma lo do per scontato.
Penso che però questo ragionamento andava fatto in parallelo; non mi sembra, per
quanto mi risulta, che si stia facendo in parallelo; se invece si sta facendo, vorrei
almeno che il Consiglio Comunale fosse aggiornato, perché se no noi votiamo una
dismissione, ma non abbiamo consapevolezza di cosa sta succedendo dal punto di
vista della riorganizzazione.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola all'Assessore Lo Russo.

LO RUSSO Stefano (Assessore)
Per quanto riguarda le considerazioni espresse dal Consigliere Trombotto, ho sentito
poco il suo intervento, chiedo scusa, ha un tono di voce che non sempre rende bene.
Provo a riassumere brevemente e ribadisco in Aula quanto ho avuto modo di dire in
Commissione.
Come ho avuto modo di dire in Commissione, sono pervenute all'Assessorato
all'Urbanistica della Città istanze relative a Varianti urbanistiche necessarie a
valorizzare il patrimonio immobiliare di altre istituzioni pubbliche (tra queste, per
inciso, la Regione Piemonte e la Città Metropolitana), ovviamente per finalità di
riorganizzazione e di valorizzazione del patrimonio (così sono state motivate da parte
dei due Enti citati), che si sommano a quanto ha deliberato il Consiglio Comunale nel
Piano di Dismissioni del Bilancio 2015, che ha attinenza a una serie di altri immobili
comunali.
È ovvio, pertanto, che la valutazione di carattere urbanistico (da questo punto di vista
tranquillizzo il Consigliere Trombotto e i Consiglieri che hanno a cuore questo tema)
dovrà avere una visione d'insieme, che necessariamente presuppone che - anche alla
luce del fatto che, in ogni caso, queste Varianti dovranno essere sottoposte
all'attenzione del Consiglio Comunale, per poter essere adottate e poi eventualmente
approvate - il Consiglio Comunale sarà non solo informato, ma sarà anche organo
deliberante delle scelte.
Da questo punto di vista quindi è ovvio che per certi versi non è - tra virgolette -
neanche un atto di "cortesia" istituzionale quello che fa l'Assessore all'Urbanistica,
ma è un preciso dovere connesso al fatto che sarete proprio voi che, se riterrete in
qualche modo utile la valorizzazione di carattere urbanistico, delibererete le
corrispondenti Varianti.
Come ho avuto modo di dire in Commissione, l'elenco dei cespiti per cui gli altri
enti, la Regione Piemonte, hanno chiesto Varianti urbanistiche - e parlo di atti
formalizzati, non posso parlare di atti che sono parte di interlocuzioni verbali di
carattere informale -, attengono ad alcuni immobili che stiamo esaminando, di cui ho
dato conto in Commissione; stessa cosa per quanto riguarda la Città Metropolitana,
che si sommano alle valutazioni che, alla luce del Piano Dismissioni 2015 deliberato
dal Consiglio Comunale, andremo a fare sugli immobili di proprietà della Città di
Torino.
Per quanto riguarda invece l'intervento fatto dalla Consigliera Appendino, sono ben
disponibile a venire a relazionare relativamente alle mie competenze e segnalo che
non albergano nella componente urbanistica in senso stretto, ma la componente
urbanistica, come nel caso della deliberazione su cui questo dibattito si è innestato,
dà attuazione a scelte che hanno valenza patrimoniale di Bilancio e di organizzazione
di uffici.
In altri termini, come ho avuto modo di dire in sede di discussione quando
quest'anno abbiamo esaminato il Piano Dismissioni 2015, il momento della scelta di
dismettere il patrimonio immobiliare è il momento della votazione del Piano
Dismissioni. L'elemento urbanistico segue questa decisione e ovviamente è interesse
pubblico, nel momento in cui l'assemblea vota e delibera di dismettere patrimonio
immobiliare, attuare tutti gli atti che rientrano nella compatibilità urbanistica che
servono a valorizzare al massimo la scelta che l'Assemblea ha già compiuto
nell'ottica di valorizzare il patrimonio immobiliare. Da questo punto di vista è del
tutto evidente che il ragionamento in essere sulla riorganizzazione della macchina
comunale, che compete ad un altro Collega della Giunta e non a me, è figlio di una
discussione più ampia che dovrà tener conto delle decisioni già assunte da parte del
Consiglio Comunale.
Da parte mia ribadisco a verbale che non c'è alcun problema a venire a relazionare su
questo specifico argomento una volta invitati, anche perché credo che sia
innanzitutto utile allargare il più possibile il ragionamento, perché è del tutto
evidente che, trattandosi di immobili di elevato pregio che investono il centro storico,
non può essere certamente ascritto ad una pura contabilità di carattere ragionieristico,
men che meno ad una pura e unica valutazione che attiene all'elemento dei conti. È
del tutto evidente, infatti, che la scelta strategica di individuare funzioni piuttosto che
altre in maniera sinergica rispetto ad alcune aree della Città sia una classica scelta di
politica territoriale urbanistica e non certamente deve essere adottata e dettata sulla
base di un mero e unico ragionamento di carattere ragionieristico.
Ben venga quindi la discussione, anzi credo che sia utile, perché è evidente che,
avendo chiaro il quadro generale, anche le indicazioni del Consiglio che, ribadisco,
in ultima istanza sarà chiamato, se riterrà, a condividere procedimenti di variante
urbanistica, potranno eventualmente indirizzare i procedimenti di valorizzazione
patrimoniale delle dismissioni.
Dico questo, e mi aggancio all'altra considerazione fatta dal Consigliere Trombotto,
perché, come ben sa, la scelta in ordine alla valorizzazione immobiliare non
necessariamente si trascina dietro una funzione di carattere urbanistico, che passa da
servizi verso altre destinazioni. Ovviamente stiamo facendo questo ragionamento su
due deliberazioni che hanno come oggetto Varianti urbanistiche, ma la residenza
universitaria da lei citata, per esempio, è una funzione pienamente compatibile con
l'attuale destinazione a servizio pubblico degli immobili in questione. Pertanto è del
tutto evidente che non c'è un'equivalenza: valorizzazione = Variante urbanistica, ma
da un punto di vista economico e concettuale, il tema della valorizzazione può anche
non essere connesso ad una variante urbanistica.
Il caso da lei citato, per cui sono ripetutamente sollecitato dagli organi del
decentramento amministrativo, è un classico caso di scuola, nel senso che la
destinazione funzionale verso cui muoviamo nel Piano Dismissioni non
necessariamente presuppone la Variante urbanistica. Questo è un ragionamento -
torno a ribadire - certamente economico, certamente di Bilancio, ma è un
ragionamento politico, ed essendo un ragionamento politico, in me - come è
facilmente intuibile - trovate un interlocutore pronto a ragionare in maniera pubblica,
palese nelle sedi proprie, cioè le Commissioni e l'Aula.

PORCINO Giovanni (Presidente)
Ho ancora due richieste d'intervento da parte dei Consiglieri Altamura ed
Appendino, che peraltro è già intervenuta nonostante si sia chiuso il dibattito.
Eccezionalmente vi concedo la possibilità di intervenire, vi prego però, in termini
generali, di manifestarvi per tempo.
La parola al Consigliere Altamura.

ALTAMURA Alessandro
La ringrazio per avermi concesso il tempo necessario per sottolineare come
l'intervento della Consigliera Appendino, che non ho potuto ascoltare e me ne scuso
ovviamente, riguardava evidentemente il lavoro e la discussione fatta nelle due
Commissioni che hanno affrontato l'argomento, la II e la V. È altrettanto evidente, su
questo non posso che convenire con un'osservazione che mi sembra però ben ripresa
nell'intervento conclusivo dell'Assessore Lo Russo, la ricaduta non solamente sulla
questione Variante urbanistica e strumento, ma soprattutto sulla questione
patrimoniale, ma mi permetto di aggiungere, in modo più sottolineato di quanto si
debba fare in queste situazioni, l'aspetto ovviamente dell'organizzazione, della
logistica e del personale.
Se c'è una strategia rispetto a queste dismissioni, mi sembra che il quadro generale
delle deliberazioni che abbiamo già approvato, anche con le linee d'indirizzo,
dovrebbe presupporre da parte della Giunta questo punto, irrinunciabile anche per il
nostro Consiglio Comunale.
Assessore Lo Russo, ovviamente le do il merito di aver sottolineato anche in
Commissione come l'aspetto dello strumento urbanistico non può essere che
propedeutico ovviamente alle valutazioni che devono essere condivise in Giunta,
credo che lei si sia già assunto l'onere di comunicare al suo Collega, l'Assessore
Passoni, come l'aspetto dell'organizzazione e della successiva strategia rispetto alla
logistica anche dei nostri beni dismessi e del nostro patrimonio immobiliare,
soprattutto aulico perché in questo caso specifico stiamo parlando anche di una
trasformazione notevole, importante e decisiva di alcuni degli immobili storici di
proprietà della nostra Città, non possa che passare attraverso un confronto con
l'Assessore competente al patrimonio, che accidentalmente è anche Assessore al
personale.
Anche a nome del Gruppo del PD, vorrei che prendessimo insieme l'impegno di
concordare nelle Commissioni, inclusa la I ovviamente, questo quadro, questa
valutazione condivisa e questo percorso che rischia poi di affondare nelle nebbie nel
momento in cui i singoli immobili vengono affrontati. Se è vero che lo strumento
urbanistico permette la definizione del percorso, come lei ha detto e che condivido, è
altrettanto vero se abbiamo un quadro generale di linee di indirizzo per la
dismissione immobiliare, dobbiamo avere anche un quadro aggiornato rispetto a
quello che succede dentro a quegli immobili, sia per il rispetto che dobbiamo avere
per le persone che vi lavorano, sia per il rispetto che dobbiamo avere nei confronti
della cittadinanza, perché non si tratta di patrimonio del Consiglio Comunale, ma di
tutti.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola alla Consigliera Appendino.

APPENDINO Chiara
Comprendo il ragionamento fatto dall'Assessore Lo Russo, non condivido il metodo
che è stato utilizzato, ma ho una preoccupazione molto forte, al di là di quello che ha
detto il Presidente Altamura, che condivido.
L'avevo già detto quando abbiamo votato l'allegato di dismissione al Bilancio, si
tratta evidentemente di una manovra per poter incassare prima degli introiti, perché
tra l'altro è evidente che anche vendendo l'immobile, non con la destinazione d'uso
di servizi ma residenziale, ha un valore maggiore e quindi evidentemente lo si fa per
poter rispondere ad un fabbisogno odierno di risorse.
Siccome ad oggi non abbiamo contezza come Consiglio Comunale, la mia
preoccupazione è la soluzione alternativa, che comporta invece dall'altra parte delle
spese, perché bisognerà trovare un modo per mantenere la struttura. Ho forte
preoccupazione rispetto a questa operazione, l'avevo già detto a verbale quando
abbiamo votato il Bilancio con questo allegato, che si stia anticipando l'introito,
quindi anticipando l'incasso e posticipando la parte di spesa, in una fase dove gli
equilibri di Bilancio sono molti difficili da mantenere.
Vorrei quindi capire dal punto di vista più del Bilancio, evidentemente, quali sono le
previsioni di spesa, le tempistiche, eccetera, che ovviamente vanno di pari passo con
il tema della logistica e della riorganizzazione. Poi condivido tutto il tema
dell'urbanistica che ci diceva l'Assessore Lo Russo, non è una questione che seguo
personalmente, ma mi rendo conto che bisogna fare tutto un ragionamento politico su
cosa comporta spostarsi, ma questo lo abbiamo anche letto sui giornali, quindi non
penso neanche che sia un dibattito da fare qui, ma i tre elementi devono essere
affrontati tutti insieme. Oggi stiamo anticipando, ribadisco, un'esigenza di introito
che capisco ci possa essere, continuo a vedere lontana la decisione e il ragionamento
su quanto riguarda invece la presa di posizione da parte del Comune sull'investire e
impegnare delle risorse.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola all'Assessore Lo Russo.

LO RUSSO Stefano (Assessore)
Chiedo scusa, non è mio costume intervenire la seconda vota, ma alla luce di questi
due interventi, credo sia doveroso.
Parlo per la deliberazione di cui mi faccio proponente e quello che posso dire è che la
destinazione urbanistica di questi immobili, così individuati in questa deliberazione e
in quella successiva, è pienamente coerente ed è la ragione per cui è stato sviluppato
tutto l'iter di Variante urbanistica e pienamente coerente con lo strumento urbanistico
e soprattutto con l'intorno.
Consigliera Appendino, bene fa il Consiglio Comunale ad accendere un riflettore su
questo tema, assolutamente; l'unica raccomandazione che faccio è che il riflettore
venga acceso sulle questioni giuste e nei tempi giusti.
Penso di essere uno che parla in maniera abbastanza chiara: primo, l'atto che ci
accingiamo a votare conclude un percorso, un iter urbanistico che, ho detto
nell'illustrazione, parte dalla decisione, che magari non la trovava tra quelli che
hanno assentito, di dismettere il patrimonio immobiliare; una seconda decisione è
figlia della prima che prevedeva di variare lo strumento urbanistico onde rendere più
compatibile con il quadro generale e conseguentemente anche con le opportunità di
valorizzazione. Non dimentichiamoci che la dismissione del patrimonio immobiliare
ha la finalità di valorizzare il patrimonio immobiliare medesimo, di cui il Consiglio
Comunale per una seconda volta ha espresso un parere favorevole, ovviamente
magari non suo, ma certamente dell'Assemblea democraticamente eletta.
Dopodiché non solo condivido tutto il piano del suo ragionamento, la invito
caldamente e invito il Consiglio ad esaminare con grande attenzione questo tema. Ho
avuto modo di dire in tutte le sedi, private e pubbliche, che ritengo la questione della
valorizzazione del patrimonio immobiliare della Città, soprattutto quello occupato
dagli uffici comunali, un tema di cui il Consiglio Comunale è bene che si occupi.
Questo per certi versi sono io a chiederlo, perché nel rilevare le indicazioni politiche
a valle della discussione che verrà fatta, in ordine alla eventuale discussione su
Varianti urbanistiche, è del tutto evidente che questa discussione è assolutamente
necessaria, perché altrimenti non la sviluppiamo nelle sedi proprie.
Ribadisco, riguardo al Presidente Altamura e al Presidente Carretta, che la modalità
della Commissione congiunta I, che ha attinenza a materia patrimoniale e del
personale, e II, che ha attinenza alle materie urbanistiche, su questo specifico
argomento, cioè che fine fanno gli immobili comunali, così come da deliberazione
del Bilancio previsionale 2015, è la discussione che è opportuno fare rapidamente in
maniera approfondita e che giustamente tutti abbiano chiaro quali sono le traiettorie
che però, Consigliera Appendino, non sono di carattere urbanistico, ma di altra
natura. Do fin d'ora ovviamente la mia piena e totale disponibilità a collaborare a
questa discussione.

PORCINO Giovanni (Presidente)
Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione la proposta di
deliberazione:
Presenti 20.

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